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Allegato 2 – Reparti dipendenti dal CUFA a) Comando Carabinieri per la tutela ambientale; b) Comando Carabinieri per la biodiversità e dei parchi;
pericoli, alla vigilanza e al soccorso sulle piste da sci, attraverso le attività di prevenzione del rischio neve e valanghe, e tramite l’aggiornamento della banca dati meteonivometrica e della cartografia.
Allegato 2 – Reparti dipendenti dal CUFA
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a) Comando Carabinieri per la tutela ambientale
Il Comando Carabinieri per la tutela ambientale, la cui struttura è articolata su 3 Gruppi tutela ambientale (Milano, Roma e Napoli) e 29 Nuclei operativi ecologici, ed è chiamato a contrastare i fenomeni di inquinamento e di abusivismo edilizio nelle aree protette e di smaltimento illecito delle sostanze tossiche.
Anche la vigilanza sul “ciclo dei rifiuti” rientra tra le funzioni di questo reparto che, contrastando il degrado ambientale, contribuisce direttamente e fattivamente al benessere collettivo.
Nello specifico, le attività di tale Reparto sono preventivamente orientate a sviluppare le investigazioni più complesse, a connotazione ultra-provinciale e transnazionale.
Le attività info-operative su fenomeni di rilievo locale/provinciale sono invece condotte dai NIPAAF dei Gruppi Carabinieri forestali.
b) Comando Carabinieri per la tutela della biodiversità e dei parchi
Il Comando Carabinieri per la tutela della biodiversità e dei parchi, retto da un Generale di divisione o di brigata, esercita funzioni di direzione, di coordinamento e di controllo dei Raggruppamenti Carabinieri biodiversità, parchi e CITES, preposti, nell’ordine:
➢ alla tutela della biodiversità nelle 130 riserve naturali statali; ➢ alla tutela dei parchi nazionali; ➢ all’applicazione della CITES.
In particolare: - il Raggruppamento Carabinieri biodiversità si articola in 28 Reparti Carabinieri biodiversità da cui dipendono i 3 Centri nazionali Carabinieri biodiversità e i 40 Nuclei Carabinieri tutela biodiversità (oltre a 2 distaccamenti); - il Raggruppamento Carabinieri parchi opera con 20 Reparti Carabinieri parchi nazionali, da cui dipendono 150 Stazioni Carabinieri parco (oltre a 3 distaccamenti); - il Raggruppamento Carabinieri CITES, infine, dispone di un Reparto operativo da cui dipende il Nucleo CITES di Roma (con i suoi 2 distaccamenti di Civitavecchia e Fiumicino), in collegamento tecnico/funzionale con 34 Nuclei e 9 Distaccamenti CITES (inquadrati nei Gruppi CC Forestali/Centri Anticrimine natura del Comando Carabinieri per la tutela Forestale).
c) Comando Carabinieri per la tutela Forestale
Il Comando Carabinieri per la tutela Forestale riunisce, sotto un unico comando, tutti i reparti forestali con competenze presidiarie e privi di una particolare connotazione specialistica.
Retto da un Generale di brigata del ruolo Forestale, ha alle dipendenze un NIAB (Nucleo informativo antincendio boschivo) e i 14 Comandi Regione Carabinieri Forestale. In questi ultimi sono inquadrati 83 Gruppi Carabinieri forestali, da cui dipendono le quasi 800 Stazioni Carabinieri forestali (che costituiscono l’ unità periferica di riferimento basico dell’Arma per il settore Forestale) e 5 Centri anticrimine natura (PA-CT-AG- CA-UD).
Sia nei Gruppi, sia nei Centri anticrimine natura sono, inoltre, presenti i Nuclei investigativi di polizia ambientale agroalimentare e Forestale (NIPAAF).
d) Riconfigurazione del Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare
Proseguendo nel processo d’integrazione degli assetti dell’assorbito Corpo Forestale dello Stato, un provvedimento di razionalizzazione, successivo al 1 gennaio
2017, ha riconfigurato anche il Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare, eliminando nel contempo duplicazioni e sovrapposizioni tra strutture operative forestali, centrali (il NICAF, Nucleo investigativo centrale di polizia ambientale Forestale e il NAF, Nucleo agroalimentare e Forestale, inquadrati, rispettivamente, nella 1^ e 2^ Sezione dell’Ufficio OAIO del CUFA) e periferiche (i NIPAAF, Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e Forestale, assetto operativo multifunzione), e gli assetti investigativi dei due Comandi dell’Arma transitati dall’Organizzazione mobile e speciale a quella Forestale, ambientale e agroalimentare (Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare e Comando Carabinieri per la tutela ambientale).
L’assorbimento del NICAF e del NAF, rispettivamente, nel Comando Carabinieri per la tutela ambientale e nel Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare, non hanno modificato le attribuzioni dei due reparti. Essi, infatti, continuano ad assolvere i compiti loro attribuiti, al primo, dai decreti del Ministro dell’Ambiente, adottati di concerto con il Ministro della Difesa, dell’11 novembre 1986 (art. 2) e del 23 gennaio 1996 (art. 1) e, al secondo, dall’art. 6, comma 2, del decreto Presidente del Consiglio dei ministri del 27 febbraio 2013, n. 105.
Il Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare è un "Reparto specializzato" dell'Arma che dipende dal CUFA e gestisce il numero verde 800020320. Il Reparto (ai sensi del comma 1 dell'art. 3 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n.143, del 17 luglio 2017, che novella le prerogative già previste ed integra il comma 1 dell'art. 6 del D.P.C.M. n. 105/2013) svolge controlli straordinari sull'erogazione e percezione di aiuti pubblici nel settore agroalimentare, della pesca e dell'acquacoltura, sulle operazioni di ritiro e vendita di prodotti agroalimentari, ivi compresi gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo e indigenti.
L'art. 8 del d.lgs. 19 agosto 2016, n. 177 , recante "Riorganizzazione dell'Arma dei Carabinieri in conseguenza dell'assorbimento del Corpo Forestale dello Stato", sancisce infatti, al comma 2, lettera c), che "L'organizzazione Forestale, ambientale e agroalimentare comprende reparti dedicati, in via prioritaria o esclusiva, all'espletamento, nell'ambito delle competenze attribuite all'Arma dei Carabinieri, di compiti particolari o che svolgono attività di elevata specializzazione in materia di
tutela dell'ambiente, del territorio e delle acque, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, a sostegno o con il supporto dell’organizzazione territoriale.
Il Comando concorre, coordinandosi con l'ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, inquadrato nel Mipaaf), nell'attività di prevenzione e repressione delle frodi nel settore agroalimentare.
Nello svolgimento di tali compiti, il Reparto può effettuare accessi e ispezioni amministrative avvalendosi dei poteri previsti dalle norme vigenti per l'esercizio delle proprie attività istituzionali.
In tale quadro, le finalità istituzionali del Reparto sono rivolte anche a tutelare la regolare erogazione delle sovvenzioni all'agricoltura, nonché la sicurezza, la qualità e la legalità nel comparto agroalimentare.
La lotta alle frodi, specie in riferimento al nuovo fenomeno delle contraffazioni agroalimentari, alle pratiche commerciali ingannevoli, alla concorrenza sleale, alle alterazioni dei regimi di produzione regolamentata e l'azione di contrasto a tutti gli illeciti che comportano distorsioni nel mercato agroalimentare, ove si insidiano la corruzione e gli interessi della criminalità, rappresentano le principali declinazioni delle attività del Reparto, anche nell'ottica di tutelare il consumatore e valorizzare le produzioni agroalimentari nazionali nelle sfide della globalizzazione dei mercati.
Il Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare opera su tutto il territorio nazionale attraverso il Reparto operativo e 5 Reparti Carabinieri tutela agroalimentare con sede in Torino, Parma, Roma, Salerno e Messina.