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ALL’ESERCIZIO FISICO - Giuseppe Fatati, Antonio Caretto .................. “

Gruppo di studio ADI-AMD-SID “Nutrizione e diabete” Le raccomandazioni nutrizionali 2013-2014

Appendici

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NEAT: TERMOGENESI DA ATTIVITÀ NON ASSOCIABILE ALL’ESERCIZIO FISICO

Giuseppe Fatati Antonio Caretto

La preoccupante diffusione del sovrappeso e dell’obesità nella nostra società è in parte attribuibile al fatto che la vita moderna promuove stili di vita estremamente sedentari, con livelli ridotti di attività fisica.Lo squilibrio fra apporto e dispendio energetico è il risultato delle tendenze sociali contemporanee. Almeno un terzo degli adulti nei Paesi UE non svolge un’attività fisica sufficiente per mantenere un livello di salute ottimale (1) . Numerosi aspetti dell’ambiente sociale (come le politiche scolastiche o i media) e l’ambiente antropico (come i trasporti e la pianificazione urbana) influenzano le scelte sul livello di attività fisica.Passare molte ore stando seduti (durante il lavoro o nel tempo libero) predispone all’obesità. Gli interventi per combattere l’epidemia dell’obesità prevedono, quasi sempre, un esercizio fisico programmato e ben definito in grado di migliorare il dispendio energetico giornaliero.

Il dispendio energetico totale giornaliero (TDEE oTotal Daily Energy Expenditure) negli esseri umani(2) è composto dal metabolismo basale (BMR o Basal Metabolic Rate), dall’effetto termico del cibo (thermic effect of food, TEF) e dal dispendio energetico di attività (Energy Expenditure of Activity, EEA), che è ulteriormente suddiviso in termogenesi da esercizio fisico (EAT, Exercise Activity Thermogenesis) e NEAT (Figura 1). La NEAT, acronimo che sta per Non-Exercise Activity Thermogenesis, traducibile in italiano come termogenesi da attività non associabile all’esercizio fisico, rappresenta il dispendio energetico ditutte le attività fisiche diverse da quelle volitive e programmate,

IL DISPENDIO ENERGETICO TOTALE GIORNALIERO

Figura 1. Il dispendio energetico totale giornaliero (TDEE o Total daily energy expenditure)

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Tabella 1. valori indicativi del dispendio energetico complessivo per ogni minuto (Kcal/minuto) di alcune attività.

NEAT, LAVORO E SCUOLA

126 ad esempio camminare, muoversi, parlare, stare in piedi, salire le scale, scrivere, accovacciarsi, cucinare, allacciarsi le scarpe, lavare i piatti, fare lavori manuali, agitarsi ecc. In pratica è il dispendio energetico legato a tutti i movimenti ordinari e quotidiani che vengono eseguiti abitualmente. È stato osservato che la magrezza è correlata positivamente con livelli di NEAT più elevati ed è stato ipotizzato che ciò sia dovuto al fatto che i soggetti più pesanti, presentano maggiori difficoltà di movimento. Questa interpretazione solleva dei dubbi poiché, una volta perso peso, gli ex obesi continuano ad avviare una NEAT ridotta rispetto ai soggetti magri. Al contrario è interessante notare come tale indicatore vari non solo tra obesi e magri ma anche tra soggetto e soggetto, a parità di BMI. Le Linee Guida INRAN ci dicono che per stile di vita fisicamente attivo, idoneo a prevenire l’obesità e gli altri rischi per la salute, si deve intendere innanzitutto un tipo di comportamento che dia la preferenza, nell’espletamento delle attività quotidiane, all’uso dei propri muscoli piuttosto che all’uso di macchine. Ad esempio, ogni qual volta è possibile, camminare invece di usare l’auto, salire e scendere le scale piuttosto che servirsi dell’ascensore, e così via(4). Questo stile di vita è in grado di influenzare positivamente il dispendio energetico proprio influenzando la NEAT. Nella tabella 1 sono riportati i valori indicativi del dispendio energetico complessivo per ogni minuto (Kcal/minuto) di alcune attività (Tabella 1).

Il luogo di lavoro dovrebbe essere lo scenario ideale per promuovere l’attività fisica negli adulti(5). James Levine recentemente ha ribadito che il dispendio energetico legato alle normali attività quotidiane può essere aumentato “ad arte”, con l’aiuto della tecnologia: ad esempio l’utilizzo di una postazione di lavoro dinamica del tipo walk-and-work può incrementare la spesa energetica di almeno 100 Kcal/ora. Se questo dispendio energetico lo moltiplichiamo per le ore passate al lavoro di fronte ad uno schermo e per le giornate lavorative, è facile intuire una riduzione annuadel peso significativa(6). Senza dovere ristrutturare i nostri luoghi di lavoro, è sufficiente una pausa di cinque minuti ogni ora , durante la quale ci si alza dalla poltroncina e si cammina, per produrre benefici di controllo del peso o della perdita di peso significative(7). La razionale gestione del tempo è uno sbocco potenziale per prevenire l’obesità e l’aumento di obesità nei paesi sviluppati. Infine tra gli interventi per promuovere l’attività fisica nella popolazione viene spesso sottolineato che Scuole e asili infantili dovrebbero fornire a bambini e adolescenti migliori e più nume-

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CONCLUSIONI

BIBLIOGRAFIA

rose opportunità per svolgere attività fisica. Differenti attività curriculari ed extracurriculari svolte negli asili infantili e nelle scuole possono contribuire per una parte notevole ai 60 minuti quotidiani di attività fisica di vario tipo che sono raccomandati per le fasce più giovani della popolazione(5). Effettivamente, è stato dimostrato che ristrutturare l’ambiente scolastico in modo da consentire ai bambini di muoversi in modo adeguato consente una spesa energetica più vicina alle necessità fisiologiche (8) .

Mantenere il peso nella norma è più facile con uno stile di vita fisicamente attivo e con il contemporaneo rispetto di semplici regole di comportamento. Per stile di vita fisicamente attivo, idoneo a prevenire l’obesità e gli altri rischi per la salute, si deve intendere innanzitutto un tipo di comportamento che dia la preferenza, nell’espletamento delle attività quotidiane, all’uso dei propri muscoli incrementando la termogenesi da attività non associabile all’esercizio fisico (NEAT) piuttosto che all’uso di macchine. Non è corretto affermare che la dieta inadeguata o il comportamento sedentario siano singolarmente responsabili del carico sanitario relativo all’obesità di un paese, bensì entrambi i fattori hanno bisogno di essere migliorati e affrontati con interventi, sia politici che sociali, strutturali(9,10) .

1.European Opinion Research Group EEIG. Eurobarometer: physical activity. Brussels, European Commission, 2003 (Special Eurobarometer 183-6/Wave 58.2) (http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_183_6_en.pdf ). 2.Novak CM, Levine JA: Central Neural and Endocrine Mechanisms of Non-Exercise Activity Thermogenesis and Their Potential Impact on Obesity. Journal of Neuroendocrinology 2007; 19: 923-940. 3.Levine JA, Kotz CM. NEAT—non-exercise activity thermogenesis—egocentric & geocentric environmental factors vs. biological regulation. Acta Physiol Scand. 2005 Aug; 184 (4): 309-18. 4.Linee Guida per un una sana alimentazione italiana, INRAN 2003 5.Branca F, Nikogosian H, Lobstein T: La sfida dell’obesità nella Regione europea dell’OMS e le strategie di risposta. Organizzazione Mondiale della Sanità 2007. Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle malattie (CCM), Ministero della Salute, Italia 2008 6.Levine JA, Miller JM: The energy expenditure of using a ‘‘walk-and-work’’ desk for office workers with obesity. Br J Sports Med 2007; 41: 558-561. 7.Swartz AM, Leah Squires L, Strath SJ: Energy expenditure of interruptions to sedentary behavior. International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity 2011, 8: 69-76 8.Lanningham-Foster L, Foster RC, McCrady SC, ManoharC, Jensen TB, Naim G. Mitre1, Hill

JO, Levine JA: Changing the School Environment to Increase Physical Activity in Children.

Obesity (Silver Spring). 2008 August ; 16 (8): 1849-1853. 9.Fatati G: Italian eating behavior: Survey 2011. Recenti Prog Med. 2012 Jun; 103 (6): 225-33. 10.Levine JA, Vander Weg MW, Hill JO, Klesges RC: Non-Exercise Activity Thermogenesis The

Crouching Tiger Hidden Dragon of Societal Weight Gain. Arterioscler Thromb Vasc Biol. 2006; 26: 729-736.

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