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Gabriele Forlani, Silvia Di Domizio .................................................................. “
Gruppo di studio ADI-AMD-SID “Nutrizione e diabete” Le raccomandazioni nutrizionali 2013-2014
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Silvia Di Domizio
Le GDA (Guideline Daily Amounts, ovvero Quantità Giornaliera Indicativa) rappresentano una nuovo tipo di informazione rivolta ai consumatori che si aggiunge alla etichettatura nutrizionale usuale (informazioni nutrizionali per g. 100 o ml.100 di prodotto o per confezione). Sono state originariamente sviluppate nel Regno Unito, dall’Institute of Grocery Distribution (IGD) nel 1998, e successivamente rielaborate da un gruppo di lavoro europeo della CIAA (Confederazione europea delle Industrie di Alimenti e Bevande), diffondendosi negli altri paesi europei. Non sono informazioni necessarie per legge ma sono state sviluppate e sono fornite su base volontaria dalle industrie alimentari. Le GDA non vanno confuse con i LARN. LARN è un acronimo che designa i “Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di energia e Nutrienti per la popolazione italiana”, una raccomandazione elaborata dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU). I livelli di nutrienti raccomandati sono presentati in forma tabellare, per classi di età e peso, e distinti per sesso a partire dagli 11 anni di età. L’ultima revisione dei LARN è stata rilasciata nel 2012 (http://www.sinu.it/documenti/20121016_LARN_bologna_sintesi_prefinale.pdf). Lo scopo dei GDA è di informare il consumatore sul contributo che una porzione di prodotto apporta ad una alimentazione teorica “ideale”, sia per quanto riguarda l’apporto calorico complessivo, sia quello di alcuni nutrienti, come grassi, grassi saturi, zuccheri, sodio, fibra e a volte anche carboidrati e proteine. Per ogni porzione di prodotto viene quindi riferito il contributo calorico al fabbisogno calorico complessivo e di altri nutrienti (Figura 1), in termini di valore assoluto e in percentuale (ad esempio: 324 kcal pari al 16% del valore giornaliero di riferimento o GDA). La porzione non è standardizzata, ma a seconda del prodotto può essere:
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la quantità di cibo “consigliata” dal produttore, espressa in g. o in ml. o con unità di misura casalinghe (es. 1 tazza o un bicchiere o un cucchiaio) oppure
l’intera confezione, in caso di prodotti monoporzione, oppure la porzione individuata dal produttore, per esempio la monoporzio ne contenuta all’interno dell’intera confezione. La forma grafica raccomandata a livello CIAA (Federazione delle Industrie Alimentari Europee) è riportata in Figura 2, e le GDA possono essere reperite sul fronte o sul retro della confezione. La Figura 3 fornisce un esempio di etichetta nutrizionale che il consumatore può trovare sul retro della confezione di un prodotto e confronta due tipi simili di cereali per la prima colazione. Il valore giornaliero di riferimento non si riferisce ad un obiettivo individuale, ma ad un valore individuato per la popolazione generale. I valori di riferimento delle GDA per l’energia derivano infatti dai fabbisogni medi stimati per la popolazione generale, di età adulta (>18 anni di età), in buono stato di salute, di peso normale e/o per il mantenimento del peso e tengono conto dei livelli attuali di attività e di stile di vita di un cittadino medio, che tende ad essere abbastanza sedentario. Nel caso di una donna adulta la GDA per l’energia è stimata pari a 2000 Kcal, mentre tale valore incrementa a 2500 Kcal per un uomo adulto: questi valori sono utilizzati come riferimento e ad essi si riferiscono le indicazioni in etichetta. Quando non è possibile fornire linee guida separate per
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Figura 1
Figura 2
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Figura 3
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uomo e donna, le GDA per un soggetto adulto si basano sui valori di GDA per la donna. Esistono anche valori di riferimento per i bambini, basati su linee guida specifiche, ma questi valori giornalieri di riferimento si trovano generalmente solo sulle etichette o sul materiale informativo allegato ai prodotti destinati in modo specifico ai bambini. Il riferimento per le vitamine e sali minerali è invece il livello definito dagli RDA (RDA recommended daily allowances), e come tale viene espresso. La Confederazione delle Industrie di Alimenti e Bevande (CIAA) ha proposto un approccio armonizzato all’etichettatura alimentare nell’Unione Europea e l’utilizzo di valori di GDA standardizzati per ovviare alle differenze di valori di riferimento reperibili sulle confezioni (vedi http://www.ciaa.be/ documents/press_releases/CIAA_Nut_recommendation.pdf). Inoltre recentemente un Panel di esperti dell’EFSA (European Food Safety Authority) ha espresso il suo parere riguardo ai valori di riferimento usati correntemente sulle etichette (Figura 4), in particolare ha definito che:
il riferimentoall’assunzione energetica della donna(2000kcal) per entrambi i sessidà maggiore enfasiall’importanza relativadi un alimento come fonte dienergia,grassi totali, grassi saturie zuccheri, ed è più coerente coni consigli dietetici perlapopolazione generale,al fine di evitarel’eccessodi introduzione di energia e dinutrienti. il valore di riferimentoper grassi totali(70g), grassi saturi(20 g) e sale (6g),sono coerenti conconsigli dietetici perlapopolazione generaleal fine di evitarel’eccessodi introduzione di questi nutrienti.
Figura 4
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Figura 5
il riferimentoproposto per gli zuccheri totali (max 90g) corrisponde al 18% (riferito a 2000 Calorie) e comprende gli zuccheri naturalmente presenti negli alimenti e bevande e gli zuccheri aggiunti. È compatibile con il limitemassimoraccomandatoper la popolazione generale. il riferimentoai carboidratipari a g 230, come usato correntemente corrisponde al 46% (su 2000 Calorie), ed è più basso rispetto alle percentuali raccomandate per la popolazione generale europea ed internazionale (50-55%). Un riferimento pari a g 260 (pari al 52%)è coerente coni consigli dietetici perla popolazione generaleal fine di assicurareun’adeguata l’assunzione dicarboidrati.(da Scientific Opinion of the Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies on a request from the Commission related to the review of labelling reference intake values for selected nutritional elemento. (In: The EFSA Journal (2009) 1008, 1-14) Infine nella seduta del 6 luglio 2011, il Parlamento Europeo ha approvato una bozza di “Regolamento in materia di etichettatura e di diritto all’informazione dei consumatori sui generi alimentari” che in particolare definisce i livelli volontari di riferimento che devono essere usati per la popolazione generale (Figura 5), e si impegna ad elaborare valori di riferimento per specifici gruppi di popolazione (art 35) in attesa dei quali gli stati membri sono liberi di adottare misure nazionali (art 41).
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È comunque importante sottolineare come tuttavia si sappia ancora molto poco sull’uso reale di questo sistema di etichettatura e che sono necessari ulteriori studi per capire come i consumatori utilizzano queste informazioni nella pratica
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FONTI
1.http://www.eufic.org/article/it/nutrizione/etichettatura-alimenti-rivendica zioni/artid/Making_Sense_of_Guideline_Daily_Amounts/ 2.Scientific Opinion of the Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies on a request from the Commission related to the review of labelling reference intake values for selected nutritional elements 3.http://www.ciaa.be/documents/press_releases/CIAA_Nut_recommendation.pdf) 4.Portion Sizes For Purposes of Nutrition Labelling. CCIA 5.Bozza del Parlamento europeo di “Regolamento in materia di etichettatura e di diritto all’informazione dei consumatori sui generi alimentari” del 6 luglio 2011
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