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Ciao Jeff
con lenti progressive? - ha detto ancora Pironi - La differenza di costo emersa tra le risposte delle due tipologie all’interno del campione, circa 150 euro, può dare luogo a un paio di interpretazioni: per i prospect il prezzo è una sovrastruttura, non hanno ancora chiari i benefici di un progressivo, quindi è un discorso legato al value for money, cioè al rapporto tra la qualità percepita e il potenziale esborso di denaro; oppure bisogna avvicinarsi a questo segmento di consumatori in modo diverso rispetto a quello con cui ci approcciamo per il riacquisto da parte di chi ha già provato tale tipologia di occhiali». L’indagine ha, inoltre, evidenziato le barriere per i prospect, che possono essere culturali o di conoscenza (il 50% circa), di abitudine o di comportamenti (il 40% circa) oppure perché sono stati sconsigliati dall’oculista (6%) o dall’ottico (5%), che insieme fanno circa l’8% del totale. Infine, cosa può fare l’offerta per intercettare i bisogni della domanda? Education, lavorare sul posizionamento di pricing, comprendere i bisogni e accompagnare il cliente nel post vendita sono gli elementi fondamentali emersi.
«Il 71% dei prospect vorrebbe comprare occhiali con le progressive: il target è di circa due milioni di italiani, intorno ai 50-54 anni, con una capacità di spesa medioalta e alta, che lavora e affronta quotidianamente il problema di vedere e leggere da vicino, per cui vuole migliorare la propria qualità di vita con questa tipologia di lenti»
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«Alla luce di questi risultati, la forbice di prezzo tra il percepito di partenza, tipico dei prospect, e quello che in realtà si spende per un paio di lenti progressive dipende in gran parte dall’abilità professionale e comunicativa dell’ottico - ha commentato Nicola Di Lernia, conduttore del Progressive Business Forum 2022, insieme alla giornalista scientifica Michela Vuga - Bisogna dare atto al professionista della visione di essere riuscito a creare un mind change nel cliente: infatti, una volta che è già stato fatto l’acquisto di un progressivo, il prezzo scende come driver, mentre sale la reputazione dell’ottico».
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Ciao Jeff!
a cura della redazione
L’imprenditore ottico varesino è venuto a mancare improvvisamente a fine agosto. Insieme a Gianni Cesana, Alberto Isolani, Carlo Redaelli e Renato Pogliani aveva dato vita a quello che oggi è Vision Group. E, con altre figure fondamentali, ha contributo alla diffusione e allo sviluppo dell’optometria in Italia
Vulcanico, pieno di idee, sempre in prima linea per tutto ciò che riguardava la professione: chi ha conosciuto Giuseppe, per tutti Jeff, Longoni non può che ricordarlo così. Classe 1938, è stato uno dei pionieri dell’optometria in Italia e un profondo conoscitore di tale disciplina nel mondo americano, background sfociato nella nascita della Società d’Optometria d’Europa sul finire degli anni 60. Dopo la fondazione di Vision Group, il suo impegno all’interno del network non si è mai fermato, ma è proseguito con i VisionOttica Award, riconoscimenti destinati ai neolaureati delle università italiane nei corsi in Ottica e Optometria, voluto fortemente da Longoni, presieduto e seguito con passione, dedizione e cura sino all’ultimo momento, tanto da creare una raccolta di tesi candidate al premio, da lui stesso considerata un vero e proprio patrimonio di studi e informazione. All’impegno professionale si aggiunge quello politico: per il Comune di Saronno, Longoni ha ricoperto il ruolo di consigliere dal 1999 al 2004 Jeff Longoni
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durante la prima amministrazione di Pierluigi Gilli. A conferma dell’importanza del suo ruolo istituzionale va sottolineata la presenza di Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, ai funerali. Da coloro che lo hanno conosciuto e che hanno avuto il piacere di lavorare con lui, Longoni viene ricordato come una persona che ha speso l’intera vita per il proprio lavoro e le proprie passioni. «Jeff era un eclettico, una sorta di Archimede dei nostri tempi: se n’è andato nel suo paradiso personale, quell’angolo di Sicilia che tanto amava». Così Marco Procacciante ricorda l’imprenditore ottico deceduto a fine agosto, al quale era legato da un sodalizio personale e lavorativo durato un quarto di secolo. «È stato tra i fondatori di Vision Service, progenitrice di Vision Group, e ne ha sempre rappresentato l’anima professionale, in ogni ambito, tra cui quello della formazione dei nostri ottici optometristi: ha concretizzato tutto ciò con il VisionOttica Award, una sua idea che noi abbiamo sostenuto, ma che si è consolidata grazie alle sue relazioni con le università e all’attività dello staff interno da lui costantemente seguita - dice ancora l’amministratore delegato di Vision Group, che di Longoni sottolinea pure la grande curiosità intellettuale e la coinvolgente energia messa nelle sue tante attività personali - Mi ha sempre aiutato e sostenuto anche a livello imprenditoriale: l’ottima intesa che ne è scaturita e l’amicizia che è nata, al di là della differenza di età, si sono basate sulla stima reciproca. È stato spesso l’ago della bilancia nelle decisioni importanti del gruppo: un ruolo da saggio, grazie alla sua capacità di distacco e alla sua onestà intellettuale, che ha esercitato in occasioni delicate come, ad esempio, il riposizionamento dell’insegna e il lancio di VisionOttica nel 2008, per il quale mi ha supportato e ha convinto tutto il board a procedere con il progetto». «Solo poche settimane prima della sua scomparsa mia moglie e io ci trovavamo nel suo “buen retiro” in Sicilia a trascorrere con lui e la sua cara e inseparabile Graziella una bellissima vacanza. E questo mi lascia ancora incredulo, incapace di trovare parole che possano trasmettere il mio stato d’animo - afferma Giulio Velati - Jeff è stato l’icona della persona perbene. Di colui che ha trasmesso, a chi lo ha conosciuto, la consapevolezza che si possa ancora, in questo mondo che si sta autodistruggendo sia materialmente sia moralmente, incontrare persone cui fare riferimento». L’ex presidente di Federottica preferisce andare oltre la notevole quantità di importanti esperienze che Longoni ha compiuto e che gli hanno sovente permesso di contribuire in maniera incisiva nella sfera pubblica e sociale. «Desidero ricordare, con grande rispetto, la coerenza nel perseguimento degli ideali che lo hanno visto fino all’ultimo in prima linea. Ideali riguardanti perlopiù l’avanzamento e l’implementazione della professione che ha amato da sempre e che ha svolto costantemente ad alto livello. Trasmet-
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