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Attualità Eyewear, +30% nel primo semestre in Italia

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L’autarchia della salute

di Angelo Magri

Isegnali che giungono da gran parte del nostro continente in fatto di contagi da Covid non sono rassicuranti: Regno Unito, Russia, est Europa in generale, persino Germania stanno di fatto affrontando la quarta ondata di questa terribile e apparentemente infinita pandemia. L’Italia, pur con tutte le sue contraddizioni politiche e le ormai stucchevoli manifestazioni anti green pass, tiene botta grazie a un’elevata percentuale di vaccinati con due dosi sul totale della popolazione e a comportamenti individuali ancora generalmente prudenti. Ma, come sostengono le figure pubbliche più accorte, da quasi due anni a questa parte, non bisogna abbassare la guardia. E anche da noi qualche cenno di preoccupazione emerge, come la lentezza nell’aderire alla terza dose tra le categorie che già potrebbero farla o l’impossibilità di convincere quello zoccolo duro di no vax. «Il vaccino non deve essere un obbligo, ma un diritto e insieme un dovere, questo sì», ha affermato in un talk show televisivo il noto fotografo Oliviero Toscani. Proseguire con la vaccinazione e il mantenimento delle abitudini di protezione personale è l’unica strada percorribile anche per salvaguardare la ripresa economica italiana sotto gli occhi di tutti ed evidente nelle statistiche ufficiali. L’ottica non è esente da questo trend. A fine anno si stima che il numero di occhiali completi venduti nel nostro paese possa superare il livello del 2019, mentre a valore potremmo tranquillamente raggiungere un incremento a doppia cifra, grazie al corrispettivo aumento dello scontrino medio. E da gennaio riapre la stagione delle fiere e dei convegni dopo un biennio di pressoché totale assenza. I primi assaggi autunnali di saloni internazionali non sono stati particolarmente saporiti. Silmo a Parigi e Vision Expo West a Las Vegas, pur apprezzati per il coraggio di fare da apripista dopo mesi di buio, non hanno fatto registrare una partecipazione significativa, comunque e inevitabilmente lontana dai livelli pre Covid. Diverso il discorso per alcuni eventi su scala nazionale, in presenza e senza il supporto della modalità digitale, come il DaTE di settembre a Firenze o il Convegno di Monopoli a inizio ottobre: qui i visitatori fisici hanno dato soddisfazione agli organizzatori e offerto segnali incoraggianti. Da soli, certo, non si può uscire da questa epidemia. Ma, di fronte alle difficoltà e debolezze di molti paesi europei e non solo, dovremmo essere fieri delle nostre scelte sanitarie e continuare lungo il medesimo percorso con determinazione. L’autarchia, oltre a essere una politica economica dell’età moderna, nella filosofia antica esprimeva il concetto etico e l’aspirazione del bastare a se stessi: per una volta, l’autarchia può fare bene sia alla nostra salute sia alle nostre tasche.

Eyewear, +30% nel primo semestre in Italia

a cura della redazione

È il raffronto con lo stesso periodo del 2020: lo evidenziano i dati Anfao, che mostrano un leggero calo in valore delle vendite dei centri ottici nazionali su gennaio-giugno 2019 (-4%), ma una netta ripresa dell’export e, in generale, la possibilità che a fine anno il fatturato del comparto sia in aumento rispetto al periodo pre Covid

Nei primi sei mesi del 2021 si sono registrati segnali incoraggianti nel nostro paese: oltre il +30% in valore per il sell out dei centri ottici italiani, confrontato con gennaio-giugno di un anno fa, e -4% circa rispetto al 2019. «La dinamica ricalca il quadro generale del mercato dell’ottica italiano degli ultimi anni: una crescita trainata dalle lenti oftalmiche e, nello specifico, dal segmento a maggior valore aggiunto, le lenti progressive, e in parte dalle montature - spiegano in Anfao - L’occhiale da sole recupera bene sul 2020, ma resta molto in sofferenza e lontano dai valori del 2019. In questo quadro occorrerà monitorare pure il canale online, che nel sunwear, anche grazie alla digitalizzazione spinta, alla maggiore dimestichezza con gli strumenti digitali e alla disponibilità pressoché immediata, risulta essere in crescita». Ma sono soprattutto i riscontri sui mercati esteri a far esprimere soddisfazione e fiducia all’associazione nazionale delle aziende di eyewear e oftalmiche. Nel primo semestre di quest’anno l’ex-

port, che assorbe circa il 90% della produzione del settore, si è attestato a poco più di 2 miliardi di euro, pari al +52% rispetto allo stesso periodo del 2020 e solo 4 punti percentuali al di sotto dei livelli del 2019. «L’accelerazione ha interessato in particolare il comparto delle montature, le cui esportazioni hanno già superato i valori dello stesso periodo del 2019 - precisano in Anfao - Più sottotono le esportazioni di occhiali da sole, che recuperano benissimo sul 2020, ma restano ancora in negativo rispetto al 2019 (-6,7%). Considerando l’andamento mensile dell’export nel primo semestre del 2021, è incoraggiante vedere come questo sia davvero molto simile a quello del 2019, fino a superarne i valori nei mesi di aprile e giugno». Aderente a Secondo Anfao, tuttavia, l’analisi più interessante e più confortante per l’eyewear italiano è quella

La bilancia commerciale dell’industria dell’occhialeria in Italia nei primi sei mesi del 2021. Fonte: dati Anfao

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