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Grano antico per il futuro
L’olimpionico Juri Chechi e Simone Scipioni lanciano la pasta Hammurabi creata da “La
“Si tratta di un grano antico di eccellenza”, ha spiegato Federico Maccari, direttore di Entroterra Spa, parlando del frumento utilizzato per produrre ‘Hammurabi’, “che abbiamo recuperato grazie ad un lavoro congiunto con Isea e l’università di Camerino. Le sue caratteristiche organolettiche sono straordinarie e uniche nel mondo della pasta per l’altissimo contenuto di proteine 20%, alto contenuto di fibre, di fosforo, ferro e magnesio. Una specie apprezzata fin dai tempi della Mesopotamia per le sue proprietà nutrizionali”. Protagonisti della presentazione sono stati Juri Chechi, olimpionico di ginnastica che nelle Marche ha la sua Academy e Simone Scipioni, vincitore di Masterchef, con il suo show cooking dedicato con il “sugo di Camerino”. ”A distanza di un anno dall’inaugurazione dell’ampliamento dell’azienda”, ha detto Gaetano Maccari, fondatore dell’azienda, “con il quale abbiamo raddoppiato la superficie coperta e lanciato la produzione della pasta di semola e di farro assumendo altre 20 persone tutte del territorio, sono molto felice di ritrovarci qui. Quando tanti anni fa siamo partiti con mia moglie Mara in questa grande avventura di creare La Pasta di Camerino avevamo un sogno che oggi continua a crescere, grazie al contributo prezioso di nostro figlio Federico e quello di Lorenzo che sta entrando anch’egli in azienda, oltre che di tutti i dipendenti e collaboratori, moltissimi giovani, che sono di Camerino e dintorni e che, attraverso il lavoro nella nostra azienda, possono avviare un progetto di vita anche in un territorio gravemente ferito dal sisma”. “Per noi l’azienda Entroterra e la famiglia Maccari sono un punto di riferimento della città di Camerino e di
questo territorio”, ha detto il rettore dell'Università di Camerino, Claudio Pettinari. “Il loro dinamismo imprenditoriale, il loro coraggio e la collaborazione proficua sono uno stimolo costante e questo nuovo prodotto lo conferma”. Gli interventi di Laura Gazza, ricercatore del Centro di Ricerca per l’ingegneria e la trasformazione agroalimentare di Roma, di Antonio Carroccio direttore dell’U.O.C. di medicina interna dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca e di Giuseppe Mazzarella, ricercatore presso l’Istituto di Scienze dell’Alimentazione del Cnr di Avellino hanno dato un contributo scientifico per comprendere meglio gli obiettivi dells ricerca che ha condotto alla nascita di questa pasta. Anche il Presidente della Regione Marche, visitando lo stabilimento, aveva ricordato i valori della corretta alimentazione. “Le nuove generazioni guardano a cosa c’è nei prodotti dal punto di vista organolettico, che caratteristiche hanno”, ha detto Ceriscioli, “ed i benefici che garantiscono. Le produzioni marchigiane devono andare sempre più verso la qualità perché questo è ciò che il mercato vuole e questo è ciò che nelle Marche sappiamo fare meglio e che ci distingue dai concorrenti di tutto il mondo in tutti i settori. Cercheremo in tutti i modi di accompagnare il percorso già di successo che questa azienda e la famiglia Maccari stanno portando avanti utilizzando anche lo spazio della Regione Marche a Fico a Bologna. In modo incredibile l’azienda è cresciuta investendo tanto ed è un esempio di capacità imprenditoriale. Il successo nazionale ed internazionale di questa pasta è il successo di questo territorio e non possiamo che augurarci che prosegua su questa strada e che il mercato accolga questo nuovo prodotto con lo stesso entusiasmo con il quale lo salutiamo noi”.
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