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Karabak

Un’esperienza di project financing e gestione dei nidi d’infanzia a Bologna Franca Guglielmetti Presidente Cadiai

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Karabak è un consorzio composto da cinque cooperative: due cooperative sociali (CADIAI e SOCIETÀ DOLCE), una cooperativa di servizi globali (MANUTENCOOP), un consorzio cooperativo di artigiani (CIPEA) e una cooperativa di ristorazione (CAMST). Queste cinque cooperative si sono riunite per partecipare, inizialmente, a una gara indetta dal Comune di Bologna per la costruzione e gestione di due asili nido: quelli che oggi si chiamano “Abba” e “Elefantino Blu”. Hanno presentato alla commissione un progetto di costruzione, un progetto di arredamento, un progetto pedagogico e un piano economico finanziario. Hanno vinto la gara, hanno costituito il consorzio Karabak, hanno costruito i due nidi e ora li gestiscono per 20 anni, il tempo necessario al Comune di Bologna per ripagare, attraverso il convenzionamento dei posti nido, l’investimento che le cooperative hanno fatto. Ogni cooperativa nel consorzio aveva e ha un compito: MANUTENCOOP ha costruito l’edifico, CADIAI e SOCIETÀ DOLCE hanno elaborato il progetto pedagogico e di arredamento degli spazi e ora gestiscono i due servizi; CIPEA si occupa della manutenzione, CAMST fornisce il pasto ai bambini.

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Fin qui la nuda cronaca dei fatti. Ma cosa centra tutto questo con il marchese di Karabas? Come sapete il Marchese di Karabas è un personaggio della fiaba “Il Gatto con gli Stivali”, ma è un personaggio particolare perché non esiste, è un trucco, che si trasforma in realtà, sempre nella fiaba, solo alla fine, grazie all’astuzia del Gatto con gli Stivali. Anche Karabak era un personaggio inesistente, era un’idea, che si è trasformata in realtà solo una volta vinta la gara. Il Gatto con gli Stivali si inventa il Marchese di Karabas per aiutare il suo padroncino, il figlio di un mugnaio che, alla morte del padre, riceve in eredità solamente un gatto. Ma si tratta di un gatto speciale! “Procurami un cappello, un sacco e un paio di stivali. Al resto penserò io!”, così dice il Gatto al figlio del mugnaio e con questo travestimento entra nelle grazie del re, fa in modo che la principessa si innamori del mugnaio, convince l’orco proprietario di un’immensa ricchezza a trasformarsi in topolino, si mangia il topolino e consegna al suo padroncino tutte le ricchezze sottratte all’orco, trasformandolo così nel marchese di Karabas.

La fiaba si chiude con il matrimonio tra la figlia del re e il mugnaio/marchese di Karabas. L’abbiamo riassunta perché quella frase, citata in queste pagine, quando il re vi chiederà “Di chi sono queste terre?” voi rispondete “Sono le terre del Marchese di Karabas”, continua a essere simbolo di come sia nato il Consorzio: eravamo seduti intorno a un tavolo e, tra le varie cose che si dovevano decidere, c’era anche il suo nome. È la risposta che il Gatto con gli Stivali suggerisce ai contadini sudditi dell’orco, quando il re li interroga, chiedendo il nome del proprietario delle terre su cui stanno lavorando. Il marchese di Karabas ancora non esiste ma il Gatto ha già un’idea su come farlo diventare realtà. Non c’era un collegamento diretto, ma in quel momento anche noi, come il Gatto con gli Stivali, stavamo dando forma ad un progetto, ad un’idea, che avrebbe garantito un lavoro sicuro ai nostri operatori ed un servizio di qualità ai cittadini di Bologna per un lungo periodo. Un obiettivo che per noi, cooperative sociali, aveva qualcosa di magico. Così, pur avendo sul tavolo fogli pieni zeppi di conti e proiezioni economiche, pur avendo fino a quel momento parlato di crono programma edilizio, D.I.A., fideiussioni e mutui chirografari, la nostra cultura pedagogica ha improvvisamente preso il sopravvento ed è saltato fuori il Gatto con gli Stivali. Lo chiameremo Karabak, e così è stato. Ma il progetto Karabak come si è sviluppato, come è cresciuto da quei primi due nidi? Di strada ne ha fatta: ha portato alla realizzazione, in tutto, di 10 nidi di infanzia nella provincia di Bologna, di cui 6 nel territorio comunale, tramite project financing1. Si tratta di servizi nuovi, costruiti con le più recenti tecniche sia architettoniche che ambientali, nei quali l’articolazione degli spazi, i colori delle pareti e la luminosità degli ambienti sono stati studiati in diretto collegamento con il progetto pedagogico che poi si sarebbe sviluppato al loro interno. Nell’ambito di questa collaborazione è importante segnalare che sono le cooperative sociali a fare da capofila ovvero a sostenere il maggior peso del finanziamento necessario a realizzare l’opera e a indicare le linee di sviluppo dei singoli progetti. Si tratta comunque di una collaborazione proficua, che consente di mantenere costante nel tempo la tensione al miglioramento continuo. Abbiamo infatti avviato molti progetti interessanti e in divenire: grazie ad un forte impegno di Camst garantiamo un menù


Quando il re vi chiederà “Di chi sono queste terre?” voi rispondete “Sono le terre del Marchese di Karabas”

terlocutori istituzionali e accademici; sono servizi a gestione privata diretta e globale ma così integrati nella rete pubblica che non sempre tutti i genitori sono consapevoli pienamente di questa diversa connotazione gestionale. Sull’aspetto gestionale occorre spendere due parole ancora, poiché mantiene uno standard di qualità estremamente alto: la Certificazione di Qualità è un tratto imprescindibile della gestione cooperativa dei servizi educativi e scolastici, infatti dopo aver ottenuto e confermato la Certificazione di Qualità UNI EN ISO 9001:2008 del Sistema Aziendale, le cooperative sociali hanno scelto di proseguire sulla strada dell’eccellenza intraprendendo il percorso che ha condotto alla Certificazione di Qualità per i servizi educativi rivolti alla prima infanzia (0-3 anni) e per i servizi educativi rivolti all’infanzia (3-6 anni), secondo la norma specifica di settore UNI11034/2003. Con il progetto Karabak il movimento cooperativo bolognese ha messo a disposizione della città e dei suoi abitanti le sue risorse migliori per realizzare servizi così importanti e sensibili quali sono i nidi di infanzia. Con il progetto Karabak il Comune di Bologna ha potuto garantire ai suoi cittadini una maggior e miglior offerta di servizio, rispondendo in tempo reale all’evoluzione dei bisogni che si stavano evidenziando. Crediamo che anche oggi, in questo scenario socio economico così difficile, questa esperienza possa e debba essere riproposta come esempio virtuoso di sussidiarietà e di sviluppo integrato del sistema di welfare. 1

PROJECT FINANCING/CONCESSIONE PER COSTRUZIONE E GESTIONE: sono tipi di gara pubblica che richiedono ai partecipanti la presentazione di un progetto globale per la costruzione e gestione di un’opera di pubblico interesse (nidi d’infanzia o impianti sportivi o uffici amministrativi pubblici). Oltre al progetto tecnico e a quello di gestione, è prevista la presentazione di un piano economico finanziario che descriva l’entità dell’investimento economico necessario per la realizzazione delle opere murarie e degli impianti, e il piano di rientro di questo investimento, attraverso la riscossione delle rette o dei canoni di locazione, nel corso di un certo lasso di tempo. Allo scadere del tempo previsto, le opere rientrano nelle disponibilità dell’ente committente e devono essergli consegnate nello stesso stato in cui erano al momento di avvio delle attività, ragion per cui, nel piano economico, devono essere previste anche le spese per le manutenzioni e i ripristini, sia delle opere che degli arredi. Si differenziano per il tipo di procedimento che seguono, ma sostanzialmente offrono all’ente committente l’identico vantaggio di avere in tempi piuttosto brevi un servizio funzionante, ottenuto con finanziamento, in particolare nel caso del project financing, in tutto o in parte con capitale privato.

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che raggiunge percentuali di prodotti biologici superiori al 95%; in coerenza con i requisiti di sostenibilità che hanno gli edifici in cui lavoriamo. Anche sul piano pedagogico c’è una costante evoluzione del progetto educativo, accompagnato dalla formazione delle educatrici. Entrambi i processi si sviluppano nel tempo con una certa costanza e coerenza di indirizzo, in modo tale che i gruppi educativi raggiungano una condivisione piena e una piena padronanza di questi orientamenti, in modo tale che non restino solo teorici ma si confrontino con la prassi quotidiana e a essa continuamente ritornino “...devi sempre metterci una punta di dubbio, perché se tu pensi di essere già arrivata, non riuscirai mai ad avere rispetto di questi bambini”. Un suggerimento, quest’ultima frase, che rende bene l’idea del lavoro in progress che viene impostato nei servizi, sempre in cerca, sempre aperto al bambino reale che si ha di fronte piuttosto che al bambino modello a cui la teoria rimanda. I servizi Karabak sono pienamente integrati nel territorio in cui sono collocati: il coordinamento pedagogico interno si confronta costantemente con il coordinamento pedagogico di Quartiere, le educatrici condividono parte del loro percorso formativo con le educatrici degli altri nidi comunali; il progetto educativo viene presentato e condiviso con i referenti territoriali, così come gli obiettivi qualità di anno in anno definiti nelle carte dei servizi. Oggi questi servizi mettono a disposizione dei bambini della città Bologna oltre 400 posti, dei quali 339 convenzionati con il Comune. Si tratta di servizi che a pieno titolo fanno parte della rete dell’offerta pubblica di servizi per la prima infanzia; i bambini vi accedono tramite le graduatorie comunali e le loro famiglie pagano le stesse rette che vengono applicate nei nidi comunali. Eppure sono servizi gestiti da privati, cooperative sociali nella fattispecie, in virtù di un contratto di concessione nell’ambito del quale i privati hanno messo a disposizione le risorse economiche necessarie a realizzare l’opera e il comune si è impegnato a compensare questo investimento attraverso il convenzionamento di posti per un certo numero di anni. Si tratta quindi di una gestione privata ma nell’ambito della programmazione pubblica, iscritta nel sistema pubblico dei servizi e garantita nel corso del tempo, ovvero capace di assicurare continuità: di lavoro agli operatori, di servizio alla cittadinanza. Si tratta di servizi che hanno una loro specifica identità pedagogica ma che costantemente si confrontano con gli in-

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Il nido d’infanzia “La Cicogna” Enrico Mantovani* e Giusy Capizzi** * Pedagogista CADIAI **Coordinatrice gestionale

del nido, infatti, sono volte a favorire: l’autonomia dei bambini a livello fisico ed emotivo; l’instaurarsi di relazioni multiple; la costruzione dell’identità attraverso l’agire quotidiano. Nel loro percorso verso l’apprendimento di concetti come cooperazione, integrazione e fiducia i piccoli sono aiutati dall’educatrice che sarà di riferimento per loro e per le loro famiglie In un contesto ambientale come precedentemente descritto i bambini hanno a disposizione uno spazio accogliente e funzionale, dove i colori, i materiali e gli arredi sono stati scelti per permettere loro la massima espressione delle potenzialità cognitive, creative, e relazionali. Un nodo fondamentale di questo approccio consiste anche nella partecipazione delle famiglie alla vita del nido attraverso diversi momenti, da quelli più formali a quelli più ricreativi, per favorire il confronto e l’aggregazione con le famiglie: • assemblee conoscitive e di verifica sull’andamento delle attività; • colloqui individuali con il pedagogista e/o le educatrici; • sportello pedagogico. Il Coordinatore Pedagogico è a disposizione per colloqui e confronti individualizzati; • laboratori e feste, come occasioni per ritrovarsi, festeggiare, preparare materiali e piccoli oggetti per i bambini; • conferenze a tema, a cura del Pedagogista o condotte da esperti del settore educativo, con l’obiettivo di creare approfondimenti teorici sulle problematiche dell’infanzia e momenti di condivisione allargata a tematiche di interesse per i genitori. Per garantire la massima flessibilità nei confronti delle famiglie, il nido ha orari di apertura più elastici proprio per dar modo ai genitori di poter usufruire del servizio in maniera più personalizzata: è aperto nei periodi di chiusura dei nidi comunali (festività natalizie, agosto, sabato mattina) ed offre orari di ingresso ed uscita ampiamente adattabili.

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Il nido d’infanzia “La Cicogna”, ubicato a San Lazzaro di Savena (Bo), in via Viganò n. 1, ha avuto il suo battesimo nel gennaio del 2009. Costruito con materiale biocompatibile è strutturato su 4 sezioni e un salone, 4 stanze del riposo contigue con le sezioni. Ogni sezione ha il proprio bagno interno. Comunicante con il salone vi è un atelier per le attività più strutturate con annesso un lungo lavandino per il lavaggio delle mani. Cucina, lavanderia e spogliatoi sono dislocati in un’altra ala della struttura. Il pavimento in legno riscaldato e le enormi vetrate conferiscono un aspetto tiepido e gioioso mettendo in risalto i colori dei locali. All’ingresso si trova uno spazio, a disposizione delle educatrici, per l’attività di documentazione e di svolgimento delle attività quotidiane, luogo di incontro per i genitori. A differenza di altri Karabak, il nido “La Cicogna” è dotato di pannelli solari che consentono un risparmio energetico non indifferente. La struttura è circondata da un ampio giardino alberato che ne riduce l’impatto ambientale. Nella zona gioco è stato posizionato un ambio gazebo circondato dalle strutture ludiche. Il gruppo di lavoro è composto da 12 educatrici, 5 collaboratrici, una coordinatrice gestionale e un coordinatore pedagogico. Il nido può accogliere 84 bambini dai 12 ai 36 mesi il cui accesso al servizio è regolamentato dalla graduatoria comunale oppure privatamente. È stato oggetto a più riprese di visite conoscitive da parte di delegazioni coreane e giapponesi curiosi ed interessate a capirne la gestione e le modalità pedagogiche adottate. Ricordando che l’obiettivo e il fine educativo in questa fascia di età è il gioco, inteso come piacere e che senza il gioco non c’è apprendimento sottolineiamo che il progetto pedagogico risponde ai criteri previsti dalle leggi regionali e aderisce alle finalità educative dei nidi d’infanzia della nostra Regione. Le finalità

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Nido d’infanzia “La Cicogna”, San Lazzaro di Savena (Bo) | Karabak sei


Sviluppo sostenibile e cultura dell’infanzia: l’esperienza di “Filonido”, nido comunale interaziendale Caterina Segata Responsabile Area Infanzia cooperativa sociale Società Dolce

Nido d’infanzia “Filonido”, Bologna | Karabak nove

«La sostenibilità è l’equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenƟ senza compromeƩere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie»

“Filonido”, costruito e gestito dal Consorzio Karabak nove, viene inaugurato a settembre 2011. Oggi accoglie 81 bambini dai 3 ai 36 mesi, di cui 20 posti convenzionati con il Comune di Bologna, 12 privati o voucher e 49 posti per la Regione Emilia-Romagna e altre aziende del territorio del polo fieristico di Bologna (Unipol Gruppo Finanziario, Legacoop Bologna e il Gruppo Hera). La sinergia tra l’amministrazione comunale e la Regione ha posto le basi per la concessione per la progettazione, costruzione e gestione del nido affidata nel 2009 al Consorzio Karabak nove e alla gestione di Società Dolce dal 2011. Nell’ideazione del progetto di Filonido «la sostenibilità» ha rappresentato il principio cardine che ha orientato il lavoro1. La definizione del Rapporto Brundtland, sopra riportato, sintetizza con grande chiarezza l’intento del Consorzio Karabak e cioè quello di realizzare un nido capace di soddisfare le esigenze attuali mantenendo nel tempo la versatilità necessaria a soddisfare possibili e diversi bisogni futuri. Il progetto architettonico e il progetto pedagogico gestionale sono stati costruiti insieme, grazie alla stretta collaborazione dello staff tecnico di Società Dolce con l’architetto Scagliarini

e lo Studio Tasca di Bologna e le consulenze di SWG, Ecoistituto di Cesena, TECO+, Ludovico arredi e Haba. Il tentativo del gruppo di lavoro multidisciplinare è stato quello di esplicitare e condividere l’idea di sostenibilità per poi applicarla ciascuno nel proprio lavoro progettuale realizzando così un nido capace di stare in equilibrio, su un filo, che collega passato e presente, presente e futuro, dentro e fuori, la natura e l’alta tecnologia, la memoria e la fantasia. Dal dialogo e dalla sinergia tra diversi professionisti, architetti e pedagogisti, è stato elaborato un percorso multidisciplinare che ha portato all’ideazione e costruzione di Filonido come nido realizzato fin dai suoi elementi costruttivi in funzione e relazione alle esigenze dei bambini, delle famiglie e degli operatori. Internamente, una sequenza di spazi si srotola all’interno dell’edificio, secondo uno schema di assemblaggio variabile e flessibile dei nuclei funzionali, dando vita ad una galleria continua, all’interno della quale si sviluppano gli spazi principali destinati alle attività e ai giochi dei bambini.

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(Rapporto Brundtland, 1987, Commissione Mondiale delle Nazioni Unite Ambiente e Sviluppo)

1 Articolo “Infanzia”, n. 2/2012, Filonido: un nido d’infanzia interaziendale e sostenibile.

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Nido d’infanzia “Filonido”, Bologna | Karabak nove

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che la struttura propone l’apertura durante il periodo natalizio, pasquale ed estivo). La scelta di non “obbligare” le famiglie ad orari rigidi nasce dalla volontà di facilitarle nel compito di conciliare i tempi di vita con quelli di lavoro. Questa flessibilità è concepita come caratteristica specifica di un servizio educativo capace di garantire nel tempo le risposte più qualificate e più adeguate alle richieste delle famiglie in equilibrio tra cambiamento e stabilità, tra le esigenze di oggi e quelle di domani e tra i bisogni e le risorse del singolo e quelle della collettività. I bambini e le famiglie chiedono risposte concrete ad istanze complesse e diversificate tra loro. L’idea di base del nostro progetto e delle nostre azioni educative è che sia possibile sostenere, grazie a un servizio composto da più opportunità, una risposta a queste richieste senza compromettere per questo la qualità del servizio e la possibilità di ognuno di essere sostenuto nel soddisfacimento dei propri bisogni e nella valorizzazione delle proprie risorse.

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Questa flessibilità strutturale, l’innovativa modulazione degli spazi e le scelte degli arredi (tende, porte scorrevoli, arredi su ruote) permette di riorganizzare in maniera dinamica l’ambiente interno sulla base delle esigenze, dei traguardi e dei desideri dei bambini. Una grande vetrata funge da elemento di connessione tra l’interno e l’esterno, in cui l’ampio giardino si configura come un paesaggio naturale in miniatura, un vero laboratorio a cielo aperto in cui alberi, terra, pozzanghere, acqua, cespugli diventano giochi, nascondigli, luoghi di apprendimento sempre nuovi perché ad ogni stagione diversi. L’edificio si caratterizza come “edificio passivo”, offre cioè il più alto grado di risparmio energetico ed è potenzialmente autosufficiente. Costruito completamente in legno, con materiali naturali e certificati, anche nel loro ciclo di produzione, il nido garantisce un’impronta ecologica altamente sostenibile. E’ dotato di impianto solare e fotovoltaico per l’autosufficienza del fabbisogno elettrico e di acqua calda sanitaria, di un sistema geotermico per il raffrescamento dell’aria, e ha un basso fabbisogno energetico. Dall’analisi socio-demografica inizialmente condotta sono emersi significativi dati che ci hanno orientato verso un modello gestionale che potesse rispondere efficacemente alle richieste di genitori che lavorano a tempo pieno, dal lunedì al venerdì e per tutti i mesi dell’anno, ad eccezione dei canonici periodi di ferie. La struttura organizzativa del servizio si fonda su un modello di flessibilità gestionale sia negli orari di frequenza giornalieri sia nei periodi di fruizione del servizio durante il calendario di apertura (a tal proposito si specifica

Il nido d’infanzia Filonido coinvolge in diverse forme e modalità soggetti interni (bambini e famiglie) ed esterni (responsabili del quartiere e referenti aziendali). Questa importante rete di relazioni permette di creare sinergie efficaci per creare un nido in continuo dialogo con il territorio. Con le famiglie sono previsti regolari momenti di incontro/ confronto sia assembleari (assemblea di presentazione del servizio, assemblea di presentazione della programmazione educativa, assemblea di fine anno), che individuali (colloquio di inserimento, colloqui in itinere); a questi si aggiungono attività sociali di coinvolgimento dei familiari (comitato di gestione, feste e laboratori tematici). Inoltre, il nido esplica la propria flessibilità anche attraverso iniziative di nido aperto che consentono ai genitori di vivere momenti della giornata concordati all’interno del servizio insieme ai bambini. La valutazione dell’esperienza di Filonido è un continuo divenire nel quotidiano, attraverso l’agire e il pensiero educativo del personale e della pedagogista, che si esplica in un’ottica di continua formazione ed aggiornamento. È proprio la peculiare capacità trasformativa del servizio che porta a raggiungere sempre risultati inattesi e non prevedibili, ma non per questo improvvisati. Risultati che denotano una forte capacità evolutiva del servizio e che, proprio per questo, rendono il servizio in grado di porsi in un atteggiamento di apertura dialettica con il territorio. Con il territorio sono attivate forme di valutazione e confronto costanti, attraverso i processi di verifica e controllo effettuati dal quartiere, le verifiche ispettive interne ed esterne da parte dell’ente certificatore (UNI EN ISO 9001/2000 e UNI 11034) la partecipazione al CPP e il coinvolgimento attivo nella realizzazione delle Linee guida regionali (deliberazione n. 1089/2012).


Cooperativa sociale CADIAI vazione dei servizi, la Cooperativa, in partnership con altre realtà europee, ha visto approvati numerosi progetti internazionali di ricerca finanziati dall’Unione Europea. Nell’ottica di garantire le risposte che meglio soddisfino i bisogni degli utenti, attraverso la personalizzazione degli interventi, percorsi formativi qualificanti per gli operatori e il miglioramento continuo della qualità dei servizi, CADIAI aderisce a vari Consorzi: Aldebaran, Kedos, InRete e, non per ultimo, il Consorzio Karabak.

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CADIAI è una cooperativa sociale di “tipo A”, iscritta al registro delle ONLUS, una fra le cooperative che da più tempo in Italia si occupa di servizi sociali. Realizza servizi socio-sanitari ed educativi alle persone e fornisce servizi di sorveglianza sanitaria, di sicurezza dei lavoratori e formazione sulla sicurezza alle aziende. Opera prevalentemente nella provincia di Bologna, perché ritiene che suo compito sia quello di dare il proprio contributo nell’elaborazione delle risposte ai bisogni che emergono dal territorio su cui è nata e si è sviluppata nel corso del tempo. Per lo sviluppo di progetti extraterritoriali attiva relazioni di partnership con le realtà cooperative locali. CADIAI ha scelto l’adesione a Legacoop come uno dei modi per esprimere il suo legame con la realtà bolognese, aderendo ai tavoli che l’associazione di categoria pone in essere, in particolare nel comparto sociale, uno dei più articolati sul piano nazionale. CADIAI aderisce anche a Legacoopsociali, l’associazione Nazionale delle Cooperative Sociali aderenti a Legacoop. Nasce a Bologna, il 30 settembre 1974, come cooperativa di produzione e lavoro, su iniziativa di 24 donne e 3 uomini provenienti da esperienze di lavoro precario, a domicilio e in case di cura e di riposo private, in mansioni di assistenza a bambini ed anziani. Gli obiettivi dei fondatori erano di perseguire una maggiore continuità lavorativa e di tutelare e qualificare il lavoro di cura, affermandone il contenuto professionale ed il valore sociale. In continuità con questi obiettivi, e in linea con i principi delle mission aziendale, CADIAI fonda il proprio agire cooperativo sulla partecipazione e la responsabilità imprenditoriale dei soci, valorizzando le risorse umane e garantendo loro continuità di occupazione, prestando particolare attenzione alle tematiche di pari opportunità. Al 31 dicembre 2012 la Cooperativa si componeva di 1.267 lavoratori di cui il 95% con contratto a tempo indeterminato, espressione della volontà di garantire stabilità occupazionale e allo stesso tempo continuità nella gestione quotidiana dei servizi. Garantire un buon servizio impone un ulteriore obiettivo imprescindibile dell’agire della Cooperativo ossia attestarsi su alti standard di qualità: per questo CADIAI ha ottenuto la certificazione ISO 9001:2008 nonché certificazioni specifiche per i proprio Settori produttivi. Inoltre, per garantire nuove opportunità di sviluppo e inno-

Nido d’infanzia “Giovannino”, Bologna | Karabak oƩo

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Società dolce, cooperativa sociale

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SOCIETÀ DOLCE, cooperativa sociale nata a Bologna nel 1988, opera nei settori infanzia, anziani, minori, disabilità e disagio in collaborazione con amministrazioni, istituzioni locali e aziende private, mediante una rete di servizi dislocata principalmente in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lazio. Si distingue nel panorama locale e nazionale come soggetto capace di proporre soluzioni innovative e di eccellenza nella progettazione integrata di strutture, ambienti e servizi per l’infanzia. Facendo tesoro della tradizione maturata nei nidi comunali in Emilia-Romagna e potendo contare sulla collaborazione di diverse professionalità specializzate nel settore, Società Dolce propone risposte educative avanzate alle esigenze delle famiglie con bambini piccoli in un percorso di dialogo, ricerca e miglioramento continuo dei propri modelli gestionali. Ogni nido è un progetto costruito su misura perché ogni bambino insieme alla sua famiglia, così come ogni gruppo di bambini e ogni contesto educativo, raccontano una storia unica e irripetibile che va ascoltata e vissuta insieme. Ogni nido è gestito con metodo e professionalità per poter garantire a chi lo vive qualità del servizio in ogni sua componente e nel suo insieme. Ogni nido è inoltre costantemente oggetto di verifica, valutazione e controllo e opera con trasparenza in continuo dialogo con la famiglia, soggetto partecipe ed integrato nella quotidianità. La certificazione del sistema aziendale (UNI EN ISO 9001:2008)

Polo d’infanzia, Ozzano dell’Emilia (Bo) | Karabak nove

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e la certificazione specifica per la progettazione e la gestione dei servizi all’infanzia (UNI 11034:2008) rappresentano strumenti di garanzia per chi sceglie i servizi di Società Dolce. In coerenza con la mission aziendale e con la politica per la qualità, Società Dolce si impegna a perseguire nella gestione dei servizi educativi rivolti all’infanzia i principi della centralità dei bambini e delle loro famiglie, della condivisione e la partecipazione dei gruppi di lavoro, della partecipazione sociale, dell’innovazione e dello sviluppo volta al miglioramento continuo dei propri modelli di servizio. A oggi la Cooperativa ha la gestione di 58 nidi d’infanzia, 2 spazi bambino, 7 centri per bambini e genitori, 3 ludoteche e 8 scuole dell’infanzia distribuiti nelle province di Bologna, Modena, Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna, Parma, Piacenza, Mantova, Brescia, Roma e Milano. Nove servizi sono gestiti secondo la formula del project financing/concessione per progettazione, costruzione e gestione. Cinque di questi sono i nidi nati dall’esperienza del consorzio Karabak, nidi integrati nella pianificazione pubblica, dove l’ente pubblico regolamenta i criteri e le regole di accesso dell’utenza e la cooperazione interviene nella costruzione e gestione della struttura con un alto grado di autonomia e di rischio imprenditoriale. Oltre all’esperienza Karabak, Società Dolce gestisce i nidi Barbapapà e Primi Passi affidati in concessione ai consorzi Vignola zerosei (Modena) e Morciano zerosei (Rimini) di cui è soggetto promotore, nonché i nidi Girotondo di Fidenza (Parma) e il nido di Calcara (Crespellano, Bologna).


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