…voci ai confini! illeuca@libero.it
distribuzione gratuita
Periodico indipendente in attesa di registrazione • Anno I N. 1 • FEBBRAIO - APRILE 2004
L’avventura continua Vogliamo aprire il numero 1 con i ringraziamenti a tutti coloro che hanno creduto in noi, anche con il semplice gesto di sfogliare il Leuca. Questo ci ha dato, e ci dà tutt’ora la forza, il coraggio per continuare a lavorare e aumenta la nostra motivazione a seguire i nostri ideali... Con la speranza di crescere sempre più, ci proponiamo di portare a fondo il nostro impegno con caparbietà. Continueremo a parlare di Leuca… Pensiamo che questo sia il modo migliore, forse il più vero per dirvi GRAZIE! Attraverso indagini, ricerche, interviste, pensieri e opinioni, ci sforzeremo di ricostruire la nostra realtà per capire e comprendere una terra che , anche se alle volte in silenzio, ci parla sempre. La redazione rivolge un sentito ringraziamento ai bambini della scuola elementare “Aristide Gabelli” di Leuca e ai loro insegnanti che hanno accolto con entusiasmo l’idea di collaborare attivamente con il Leuca. Ci auguriamo che la pagina dedicata alla Scuola non solo offra stimoli didattici per la conoscenza del mondo circostante, ma diventi un’opportunità di interazione significativa con il territorio. La Redazione
È tempo di… cambiare!
ll lungomare Colombo, più di una semplice infrastruttura, rappresenta per Leuca una vetrina. Da tempo, però, sfigurato da sfregi e incuria, è un pessimo biglietto da visita per il turista. A PAG.
7
All’interno… Nasce il “gruppo giovani” pag. 2
Intervista a Fabio e Mingo Leuca tra Oriente e Occidente pag. 3
Punta Meliso: un diritto negato pag. 5
A PAG.
4
Un prestito d’onore per sentirsi “salentini” pag. 6
?
Che leuchese sei
test
A PAG.
SPECIALE SCUOLA
Elementarmente pag. 7
8
…e non solo!
FEBBRAIO / APRILE 2004
Nasce il Gruppo Giovani a Leuca Da tempo è attivo nel nostro territorio un gruppo di ragazzi dai 14 ai 18 anni, che nel loro piccolo si impegnano a rompere quella monotonia che spesso colpisce i giovani, per la mancanza di diversivi. Sono guidati da una persona stupenda, la signora Cosimina Passaseo, che con duro impegno e costanza si è proposto di aiutarli, coinvolgendoli attivamente in varie iniziative. Il loro lavoro, purtroppo, è intralciato dalla mancanza di una sede, ideale per l’organizzazione di attività ricreative. Le richieste sono state inoltrate, ma con esito negativo.
Il gruppo non si ferma, continua a crescere, ma una sede, come punto di riferimento, sarebbe un valido aiuto. I ragazzi sono costretti ad un peregrinare tra le sale retrostanti Chiesa Cristo Re e la sala gentilmente messa a disposizione dall’ANMI, associazione che non ha mai voltato le spalle ai giovani e che colgo l’occasione di ringraziare a nome dei ragazzi. Sono piccole azioni, piccoli gesti che mostrano una Leuca, più unita che mai, dove i grandi e i piccoli costruiscono insieme il loro presente e il loro futuro. Giuseppe De Carlo
Il ‘neonato’ Gruppo Giovani (Pierpaolo Vallo, Silvia Schirinzi, Federica Carletta, Katia Panesi, Veronica e Stefano Petracca, Giulia Selmi, Tania Zecca, Giorgia Vallo, Giacomo Bianco)
bronzo
bitta in bronzo
faretto ap ie
lca rea ca ra pie t in o lat ba so
G.
ar ci
via
Un monumento ai caduti del mare
de
a
m To
m
2
pietra di Apricena
faretto
memoriale con nomi dei caduti
Castrignano del Capo
Leuca non può dimenticare le sue vittime del mare. È un desiderio forte, coltivato da diversi anni, quello di realizzare un’opera con cui onorare quanti, conterranei e non, sul mare hanno servito fino all’estremo sacrificio la Marina e il Paese. Già in un passato più o meno remoto, un noto ed illustre personaggio, ing. Cacciadominioni , progettò un’opera monumentale dedicata ai caduti del mare. Per motivi tecnico-burocratici, l’opera non fu mai realizzata e quel progetto fu accantonato, lasciando ancora una volta un senso di vuoto nei cuori di chi ne aveva auspicato la realizzazione.
Il gruppo A.N.M.I., neocostituito, ha ritenuto inevitabile porre tra i suoi obiettivi la realizzazione di un’opera per ricordare gli eroi del mare. Così nell’agosto 2000 è stata definita l’esatta ubicazione dell’opera: zona Punta Ristola. Tale ubicazione si è resa possibile, dopo lunghe trattative, grazie alla gentile offerta di donazione del suolo da parte dei legittimi proprietari, dott. Massimo e prof. Francesco Cantoro. A cura dello scultore prof. Antonio Pizzolante e dell’ing. Pierluigi Ferraro, è stato redatto il progetto definitivo dell’opera, poi approvato dalla Commissione Edilizia nell’Aprile 2003. Ora inizia la fase più difficile: reperire i fondi. L’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, per sua natura priva di risorse proprie, confida nelle istituzioni pubbliche e nella sensibilità di tanti soggetti privati (banche, imprese, operatori di vario genere,…) per la realizzazione di questo bene pubblico. Il gruppo si impegna ad attivare opportune forme di divulgazione e di raccolta fondi, che rendano partecipe la cittadinanza. Il Consiglio Direttivo ANMI
FEBBFRAIO / APRILE 2004
Leuca: “bazar di stili”… e di culture L’Italia è entrata in Europa da poco, Leuca in Europa è da sempre. Non c’è angolo di questo paese che non regali spunti di un’integrazione culturale fortemente radicata. I nostri “vecchi” raccontano storie di soldati stranieri, ospitati e nascosti come figli; i nostri monumenti testimoniano da secoli presenze diverse, difese e, alle volte, ricercate. Nella società del XXI secolo il termine villaggio globale è ormai divenuto di uso comune. Quel mondo pluralista, complesso e multiculturale dove politica, economia e cultura sono strettamente interdipendenti, Leuca lo conosce da sempre. L’uomo contemporaneo si attribuisce il merito della riscoperta del valore delle culture attraverso il confronto, ma la complessa integrazione tra civiltà, nella nostra terra e non solo, ha una storia molto più lunga. A S. Maria di Leuca fin dalla remota antichità ogni popolo ha avuto il proprio spazio nel contesto locale. La sua posizione strategica ha favorito l’approdo di Fenici, Cretesi, Arabi, che sostavano qui dopo un lungo cammino, per rifornirsi di acqua e di viveri. Le diverse culture hanno segnato profondamente la storia di questa
turistico, ma ha anche e, soprattutto, arricchito il sostrato socio-culturale degli abitanti. Ancora oggi immerse nel verde e difese dal mare, le ville ricordano al passante, che si sofferma per ammirarle, l’incredibile connubio tra Italia ed Europa, tra Occidente ed Oriente e continuano ad insegnare, attraverso i loro diversi colori e i diversi stili architettonici, la cultura del diverso, in questa terra che, da sempre, è patria di tutti i popoli del mondo. Maria Ermelinda De Carlo Villa De Francesco-Licci; in basso, Villa Mellacqua
terra, di cui non mancano le tracce. Il simbolo per eccellenza non solo della coesistenza di un mondo occidentale e di uno orientale, ma della loro perfetta integrazione sono le fantastiche e suggestive ville, raffinate abitazioni di villeggiatura per nobili, che raccolgono in sé gli stili più vari e sofisticati. Alcune di esse sono di gusto classico
(La Meridiana), altre in stile francese dell’800 (villa Sangiovanni), altre in stile gotico (villa Mellacqua), altre ancora in stile pompeiano (villa Fuortes). Sono presenti ville in stile moresco con elementi spagnoleggianti tipici della dominazione araba (villa Daniele) ed altre addirittura progettate sullo schema delle pagode cinesi (villa Episcopo). Direi proprio un vero bazar di stili, come è stato battezzato lo splendido eclettismo architettonico di quest’estrema punta d’Italia. La presenza di queste sontuose dimore, testimonianza di un’armonica convivenza delle differenze, ha inciso profondamente sullo sviluppo in campo
ANNO 1, N.1
in corso di registrazione
illeuca@libero.it INFO: 349 0945280
DIRETTORE RESPONSABILE
Antonio Corrado Morciano DIRETTORE
Giuseppe De Carlo COORDINATRICE
DI
REDAZIONE
Maria Ermelinda De Carlo REDAZIONE
Francesco De Nuccio, Luca Donnicola, Marco Vallo HANNO COLLABORATO:
Tina De Carlo, Vito Vallo, Nande, Giuseppe Greco GRAFICA
Stefano Trane-Protopapa Un ringraziamento particolare al dott. Flavio De Veglia per il generoso contributo
La direzione declina ogni responsabilità inerente al contenuto degli articoli firmati, poiché essi sono diretta espressione del pensiero degli autori. La direzione si riserva di rifiutare qualsiasi collaborazione o inserzione di cui non approvi il contenuto. Foto e manoscritti, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. La collaborazione a questo giornale è a titolo gratuito. Stampa: PRINTLEADER - Tricase
3
4
FEBBRAIO / APRILE 2004
Fabio e Mingo: “Leuca è meravigliosa” Il 7 febbraio Striscia la Notizia è a Leuca per un servizio sulla violazione della privacy (cartelle cliniche, documenti personali incustoditi e accessibili a chiunque) dei ragazzi ospiti in passato della Colonia Scarciglia. A il Leuca non poteva certo sfuggire un simile evento: ecco qui di seguito l’intervista ESCLUSIVA rilasciata al nostro giornale da Fabio e Mingo. – Ciao Fabio, ciao Mingo, qualche domanda per voi. Che impressione vi ha fatto Leuca? Mingo: Rispondo io per primo. (Mingo è quello “che parla” della coppia). L’impressione è ottima. Anche se è scontata, in quanto conosco bene Leuca, vengo spesso d’estate, e qualche anno fa addirittura sono stato in vacanza. Mi piace moltissimo Leuca. – E per te Fabio? Fabio: Si inizia già alle elementari e poi alle medie a fare le prime gite a Leuca. Credo che sia uno dei posti più conosciuti della Puglia, bella in tutto e per tutto.
– E cosa vi ha colpito maggiormente di questo bellissimo posto? Mingo: Io ricordo che quando sono venuto in vacanza con la mia, all’epoca, fidanzata, sono rimasto incantato innanzitutto dal mare. Qui il mare è meraviglioso! Mi piace fare i tuffi! E poi mi piace proprio il paesino, come si mangia, la gente, i ragazzi; insomma tutto è molto positivo nei miei ricordi. Ci sono stato anche quest’estate di passaggio. Ogni estate faccio una “capatina” qui… anche quest’anno verrò! – Allora ti aspettiamo… e a te Fabio, cosa piace di Leuca? Fabio: io… preferisco evitare il discorso dei tuffi, perché naturalmente non è proprio per me. Quello che mi ha colpito di più è stato il mare, poi naturalmente come si mangia! Si mangia in maniera divina in questa zona! Devo ritornarci più spesso! – Immaginate di essere due imprenditori, la Fabio & Mingo Corporation, cosa fareste in questa terra, cosa modifichereste?
Mingo: Non credo che modificherei niente, perché la natura ha già fatto del suo meglio. Il turismo c’è. D’estate c’è tantissima gente, che viene da tutta Italia. Ho diversi amici romani, milanesi, che vengono qui ogni anno e secondo me c’è sempre più affluenza. Cosa ci dovrebbe essere?… beh, se fossi un imprenditore, metterei più alberghi, più posti per i villaggi, per accogliere più persone possibili. Anche un centro per fare degli spettacoli, non sarebbe male. Poi io non so se qui c’è un qualcosa del genere…
vengono qui. – Un’ ultima cosa… un voto da 1 a 10 a questa perla del Salento…
Mingo: …Ecco allora forse farei questo. Fabio: …potrebbe essere tipo un anfiteatro!
Mingo: è ovviamente 10, non c’è dubbio. Leuca è uno dei paesi che mi piace più di tutta la Puglia Fabio: Io aggiungerei anche la lode! Fabio e Mingo: 10 e lode!!!
– Quindi non solo turismo ma anche cultura!
– Grazie tante e vi aspettiamo a Leuca!
Fabio: cultura e spettacolo, certo, vanno secondo me proprio a braccetto. Il turismo deve essere insieme cultura e spettacolo per coloro che
Giuseppe De Carlo
– Al momento, purtroppo, no…
Castrignano a Nassiriya Pierdonato Grecuccio e Antonio Gargasole, due cittadini di Castrignano del Capo, attualmente, si trovano a Nassiriya, impegnati nell’operazione Antica Babilonia. Essi con il loro operato, cercano di restituire dignità e condizioni di vita accettabili a popolazioni schiacciate per troppo tempo dalla dittatura e dalla violenza. Anche se è finita ufficialmente l’azione militare della coalizione anglo-americana, sono enormi i rischi per la popolazione locale,
per la salute pubblica, per l’economia e per l’intero assetto geostrategico dell’area medio orientale. Ecco il senso vero della partecipazione italiana all’azione della comunità internazionale. Con l’approvazione delle Nazioni Unite, il Governo ha deciso l’invio di un contingente inserito in un contesto integrato e coordinato di mutuo sostegno, sia per assicurare alla popolazione irachena gli aiuti umanitari necessari, sia per realizzare le opere immediate e urgenti di ripristino della funzionalità delle infrastrutture e di quei servizi, che servono ad assicurare agli Iracheni condizioni di vita accettabili. Un altro nostro conterraneo, 339 7264798 Andrea Micali, ha da poco terWWW.MUCCIO.ORG minato la sua missione ed è
Muccio Pasquale
COSTRUZIONI AERONAVALI
rientrato in patria, portando con sé i ricordi di quei giorni duri, le sofferenze e i dolori di uomini, donne e bambini, vittime di un destino crudele, colpevoli solo di essere nati in una terra devastata dalla guerra. Per i nostri soldati l’impatto dei primi giorni è stato molto duro. Le loro famiglie restano in attesa di rare telefonate e seguono con apprensione le notizie dai media. I genitori di questi giovani valorosi sono preoccupati, ma lasciano trapelare dai loro sguardi un sentimento di orgoglio, tipico di chi è consapevole che il proprio caro sta svolgendo un’opera meritoria, in grande umiltà. Sentiamo il dovere di segnalare l’impegno assiduo, carico di responsabilità e di altissimo valore che i nostri militari stanno dimostrando nel territorio iracheno, esposti a continui rischi, lontani dalle loro case, armati per difendere una terra travagliata, dove la pace sembra essere ancora uno sfocato traguardo.
Un augurio va a loro e a tutto il contingente italiano, con la certezza che i cittadini salentini non lasceranno cadere nel dimenticatoio e nell’indifferenza il loro impegno nobile, di valore quasi assoluto, quale la tutela della pace e dei diritti sacrosanti dell’umanità. Vito Vallo
Bar
TRATTORIA
FEBBFRAIO / APRILE 2004
Punta Meliso: un diritto negato
Capita spesso, soprattutto nelle ore pomeridiane, di fare due passi nella nostra cara Leuca, partendo da Punta Ristola, attraversando il lungomare, fino a raggiungere “l’altro estremo”: Punta Meliso, per beneficiare della brezza del mare, del vento, dello splendido scenario che si presenta. Giunti ai piedi della cascata monumentale la rilassante passeggiata, però, potrebbe finire di fronte a quel reticolo arancione che da più di un mese chiude il passaggio, quel passaggio preziosissimo, tante volte con-
teso dai Leuchesi e ottenuto a fatica solo tre anni fa. Oggi il tragitto percorso giornalmente da decine e decine di pescatori, turisti e Leuchesi è di nuovo un ricordo. I più temerari (e sono tanti!) che non si arrendono all’idea di non poter più raggiungere quel suggestivo estremo lembo d’Italia e che magari non sanno rinunciare ad una pesca in questa zona, rischiano ogni volta che la loro avventura degeneri in tragedia. Si può, infatti, raggiungere Punta Meliso “alternativamente” solo costeggiando il confine murario, dell’ex Colonia Scarciglia, in uno spazio largo appena 50 centimetri, con uno strapiombo a destra e con cespugli ed erbacce, bottiglie di vetro, vetri e ogni genere di spazzatura. Solo con un’opportuna attrezzatura da alpinista, forse si può sperare di arrivare…sani e salvi a goder-
si il meraviglioso paesaggio. È possibile che per pescare, per passeggiare, per godere di questo stupendo luogo, bisogna mettere a repentaglio la propria vita? Accettiamo solo per poco la chiusura del passaggio e nel frattempo, sperando che nessuno si faccia male (non dimentichiamo l’incidente di circa cinquant’anni
fa), ci auguriamo che presto venga riaperta al pubblico. Punta Meliso è una risorsa per Leuca e sarebbe un vero delitto prima verso i Leuchesi e poi verso i Turisti, priva…rla di vita. Giuseppe De Carlo
Un prestito d’onore per sentirsi salentini Simu salentini dellu munnu cittadini, recita il ritornello di una famosa canzone di un gruppo locale. Cittadini del mondo, ma “non” del Salento. Come molti nostri genitori, anche i giovani del nuovo millennio, finito il percorso di studi, non trovano altra infelice soluzione che emigrare nelle regioni del Nord o all’estero convinti di trovare una posizione lavorativa più dignitosa. Il lavoro c’è anche da noi, quello che però ancora fa fatica a svilupparsi è un sano spirito imprenditoriale. Il nostro territorio offre una miniera di risorse alternative: dalle enormi distese di terra, fonte tradizionale di ricchezza, al turismo e all’artigianato, settori tipici dell’economia salentina. La CEE ormai da anni, nell’ambito di un programma di coesione economica e sociale di tutta l’Unione, emana leggi per l’accesso a misure di finanziamento agevolato, finalizzate ad incentivare e promuovere la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali in tutto il Meridione.
In particolare, per quello che riguarda il Salento, Sviluppo Italia, la società che si occupa della gestione dei fondi comunitari nel nostro Paese, ha aperto un nuovo bando del Decreto n.295/2001, attuativo della Legge n.185/ 2000, che al Capo II prevede delle misure agevolative in favore del lavoro autonomo. Destinatari delle agevolazioni sono i giovani con una “fattibile” idea imprenditoriale. Alla data di presentazione della domanda, essi devono possedere come requisiti: la maggiore età, la residenza in uno dei “territori agevolati” ed uno stato di disoccupazione da almeno sei mesi. L’iniziativa comprende tutti i settori, ma gli investimenti non devono essere superiori ad € 25.823. L’iter di
concessione del prestito, rimborsabile solo per il 50% del totale, ad un mutuo agevolato, è stato nel tempo molto snellito e già dopo circa un mese dalla presentazione della domanda, si può avere un anticipo pari al 40% del contributo complessivo. Inoltre, nella fase di avvio dell’iniziativa è previsto un servizio gratuito di assistenza tecnica, servizio garantito da diversi istituti locali, come il GAL Capo S. Maria di Leuca, che ha istituito, nella sua sede di Tricase, un punto di assistenza proprio per i giovani imprenditori interessati alla creazione o al consolidamento della propria azienda, attraverso i finanziamenti comunitari. Tali finanziamenti potrebbero favorire nella nostra marina l’apertura di nuove attivi-
Corso Italia, 31 - MORCIANO tel. 0833 744171
tà turistiche e artigianali, che se integrate con un più ampio progetto di riqualificazione urbana, porterebbero ad un potenziamento dell’economia interna oltre che alla promozione dell’immagine non solo di Leuca, ma di tutto il Salento. In questo modo la nostra terra, “tacco d’Italia”, potrà finalmente riappropriarsi di quella dignità autentica di cui lo storico divario Nord-Sud per secoli in parte l’ha privata. Luca Donnicola
5
6
FEBBRAIO / APRILE 2004
Opinioni a UNA PROPOSTA DI RIQUALIFICAZIONE La proposta di riqualificazione del Lungomare, anche per necessario adeguamento funzionale e tecnologico, ha scelto la via del “consolidamento figurale” dei luoghi nell'immagine esistente, restaurando le tracce delle architetture storiche, mantenendo le “caratteristiche naturali” tipiche e ri-fondando le “architetture artificiali” di servizio. I temi di progetto principali del Lungomare (la vivibilità pedonale, l'accessibilità veicolare e i parcheggi, l'adeguamento funzionale dei servizi turistici) hanno indotto alla ridefinizione morfologica del Lungomare nel rapporto con il mare, i lidi, il porto turistico, gli alberghi e le emergenze monumentali pubbliche e private, nel quadro in una migliore integrazione ambientale dell'uso pubblico dell'area e sono stati sviluppati come spunti per la rivisitazione dello stato dei luoghi, recuperandone l'identità caratteristica. La pedonalizzazione (temporanea o stagionale) del Lungomare costituisce un'irrinunciabile punto di partenza per la ri-progettazione dei luoghi. La compatibilità fra l'uso veicolare e pedonale degli spazi pubblici è stata risolta con un nuovo schema di accessibilità al Lungomare ed al Porto che si basa sulla presenza di nuovi par-
cheggi esterni collocati lungo le vie di accesso serviti da busnavetta e da nuovi parcheggi interni a servizio esclusivo dei residenti, del porto e delle attrezzature alberghiere site sul Lungomare. Il Progetto del Lungomare si propone di rafforzare la solidità della “linea della pietra” esistente costituita dal muro-balaustra fronte mare, attraverso una nuova pavimentazione ed arredi fissi in pietra, completandola con due belvedere – edifici terminali. La riqualificazione del Lungomare per essere efficace e paesaggisticamente accettabile, deve necessariamente passare attraverso la demolizione di tutti i volumi incongrui o precari posti sulla costa fra il muro di confine ed il mare, le cui attività commerciali potranno spostarsi in nuovi spazi incassati sotto il Lungomare dotati di una bella vista e di idonei standard funzionali. Sul fronte mare, la separazione del percorso pedonale da traffico veicolare è sancita dal leggero rialzo rispetto alla quota esistente, lungo il quale sono posizionate nuove palme dentro cilindri in pietra, alternate a panche fisse in pietra massello. La pavimentazione del Lungomare, è prevista in tradizionale basolato di pietra calcarea pugliese. La balaustra in
pietra viene restaurata ed integrata da nuovi lampioni. Al lato mare, si accede tramite percorsi trasversali in pietra che ricalcano gli antichi accessi al mare fra le Ville terminando in piccoli belvedere aggettanti sul muro, come scavi ipogei. Il lato terra del Lungomare che lambisce le Ville e le attrezzature ricettive e commerciali è caratterizzato da un marciapiede in basolato di pietra analogo al lato mare. Anche la strada centrale, in previsione di una progressiva pedonalizzazione, soprattutto estiva, potrebbe essere pavimentata in pietra. Alla “linea della pietra” si affianca la leggerezza della “linea del legno”, poggiata sulle rocce e la spiaggia che caratterizza il materiale reversibile delle attrezzature esterne adiacenti al Lungomare (pergolati, percorsi pedonali, accessi al mare) pensate con un disegno compatibile con la valorizzazione degli elementi storici di arredo da restaurare (le bagnarole, le vasche, il molo). L'assetto vegetazionale dominante delle pendici palme-colonne assicura un ordine regolare sovrapposto all'impianto urbano tardottocentesco. Ad integrazione di un'omogenea rivisitazione paesaggistica sono stati individuati altri spunti progettuali relativi al collegamen-
RISTORANTE DA
FEDELE Specialità a base di pesce fresco e cucina casereccia Aragoste - Pesce Spada Al Porto MARINA DI LEUCA
www.lidoazzurro.net
to Lungomare – Porto – Santuario - Faro: un percorso pedonale in legno di prolungamento del Lungomare sopra le rocce, la rottura di un braccio non utile dell'Acquedotto non utilizzato del Porto per la realizzazione di un' attrattiva turistico - culturale, ad esempio un Acquario – Museo del Mare, il restauro della colonna dell'Acquedotto e relativa scalinata. Le attività commerciali presenti sul Lungomare dovrebbero trarre un notevole beneficio economico da una nuova sistemazione razionale che valorizza l'immagine paesaggistica e culturale di Leuca e saranno stimolate ad adeguarsi al nuovo livello di finitura attraverso nuove regole di “decoro urbano”. Il primo impatto da Ovest con il Lungomare avviene incontrando un terrazzo – belvedere sotto la Torre dell'Omo Morto, su cui si prevede un'opera artistica dello scultore Mauro Lovi, composta da un muro in pietra inciso da una fenditura attraverso cui si può guardare la nascita del sole dal punto più ad Est di Italia. PROGETTISTI Mauro Saito (Capogruppo), Riccardo Calvano, Alessandro Delia, Leopoldo Gigliobianco, Leonida Maggio, Antonio Stragapede CONSULENTI Monica A. Mellace (Progettazione e grafica), Mauro Lovi (Opere d'Arte), Carlo Giuseppe Franco (Storia)
dal sito ufficiale del Comune di Castrignano del Capo www.comune.castrignanodelcapo. le.it
FEBBFRAIO / APRILE 2004
LUNGOMARE
confronto
È TEMPO DI…CAMBIARE! Intervenire sul tessuto urbano di Leuca non è semplice. Urge ormai, un intervento strutturale, non di puro maquillage, che ridisegni il ruolo strategico di quello che attualmente altro non è che una via con un marciapiede più largo del solito. Ben venga, come previsto nel progetto di riqualificazione, la predisposizione di un centro commerciale “diffuso” ricavato “nel ventre” della struttura; luoghi di scambio alternati a luoghi di ristoro. Un lungomare deve poter offrire, anche al vacanziere meno impegnato, momenti leggeri di sano relax, squisitamente ludici. Tuttavia oltre al complesso architettonico di tutto rilievo, esistono elementi paesaggistici che rendono, potenzialmente, questo “chilometro” una delle più belle passeggiate d’Italia. Dico potenzialmente. Il fascino abbaglia, ma non distrae, purtroppo, lo sguardo dalla ruggine, dalle lamiere sconce, dai tuguri, dall’erbaccia ecc. Esse sono brutture che mal si coniugano con l’istanza sempre più attuale di un’offerta di qualità. È evidente, poi, l’inadeguatezza di opere pubbliche realizzate per la gran parte in economia (la pavimentazione del lungomare ad esempio), che non sono all’altezza del valore estetico delle ville che, in assenza di un nucleo antico medievale, costituiscono l’area urbana storicamente più rilevante. Molto di quanto realizzato in passato ha deturpato quel profilo, che ha reso Leuca una località esclusiva per la singolarità delle sue linee architettoniche. Si è assistito ad un progressivo deterioramento dovuto alla qualità discutibile dei materiali, associata alla scarsa manutenzione ordinaria delle strutture.
Si impone un intervento organico di sistemazione o totale rimozione di alcuni elementi, non solo di arredo. Penso alla segnaletica, il cui impianto dovrebbe essere rivisto in base a criteri di uniformità e buon gusto, oltre che di efficienza. E ancora, l’interramento dei cavi penduli e, conseguentemente, la sostituzione di pali e corpi illuminanti sul lato ville. Quelli attuali sono grezzi, troppo “arrangiati” per un fronte mare. Vanno poi affrontate problematiche di tipo più strutturale. Esistono due punti critici ma, in prospettiva, strategici. In primo luogo, l’area compresa tra riva e lungomare: una serie di interventi estemporanei ha occultato le potenzialità di una striscia di terra, che ben può divenire una sorta di contro-lungomare, con zone verdi attrezzate ed un’area servizi per eventi. Altrettanto importante l’area ex-terrazze. Ciò che attualmente è un “non luogo” deve riappropriarsi di un’identità della quale, giustamente o no, è stato privato. Si è prospettata l’ipotesi di un parcheggio. Idea poco felice poiché, da un lato non risolverebbe il problema annoso della sosta (per cui occorrono progetti più ambiziosi e più…in periferia) e dall’altro farebbe venir meno l’op-
portunità di creare un momento di aggregazione “centrale”; che poi sia una piazza, piuttosto che un parco o una sorta di “nuove Terrazze” è indifferente. A ogni modo, sarebbe auspicabile un’opera che metta in risalto un centro-città che oggi non esiste. Leuca non è dotata, evidentemente, di un centro storico-commerciale; né di piazze (quella antistante Cristo Re è un crocevia, uno slargo). Va da sé la necessità di concentrare sul fronte mare una serie di attività umane che conferiscano a quest’ area “longitudinale” la connotazione di centro cittadino. In questo quadro, il degrado della Torre “Omo Morto” non può perdurare. Per dare compiutezza al restauro del fronte mare, va recuperata quella che, di fatto, costituisce una monumentale “porta d’ingresso” al centro per chi proviene dalla litoranea ionica. Resta un dubbio sul tipo di illuminazione da installare sul lato mare. Sono proprio necessarie le lampade “Martini”? Non sarebbe più opportuno, oltre che di buon gusto, riprendere le linee semplici e “squadrate” dei vecchi lampioni? Uno stile che ha contraddistinto per anni il nostro lungomare. Non è una visione estremamente conservatrice: una ristrutturazione complessiva non
implica la sostituzione di tutto a tutti i costi. La scelta di quei corpi illuminanti che - vagamente – richiamano la forma di un remo, sarebbe quanto mai discutibile. È evidente che si ispirano a linee troppo moderniste. Riproporre le forme sobrie e austere dei vecchi lampioni (in positivo contrasto con le eclettiche dimore) darebbe forse più risalto alla ristrutturazione delle altre componenti. Una ristrutturazione massiccia che, per il resto, si svolge in coerenza con il recupero urbano di altri centri salentini e che darà vita a un impianto sostanzialmente tradizionale, prevedendo un basolato, delle panchine in pietra, un recupero della attuale balaustra e degli elementi di arredo urbano in ghisa. Complessivamente un progetto ambizioso, per il quale è auspicabile un impegno da parte di enti quali la Regione o l’UE data l’importanza economica di un intervento di dubbia sostenibilità per il nostro piccolo Comune. È importante che un passo avanti sia stato fatto, e che sempre più soggetti pubblici e privati si spendano per portare a compimento questa grande opera: un fronte mare accogliente, funzionale e raffinato, segno tangibile di un concreto rilancio di Leuca. Francesco De Nuccio
CAFFETTERIA - GELATERIA - PASTICCERIA
via Tommaso Fuortes, LEUCA - tel. 0833 788048
7
8
FEBBRAIO / APRILE 2004
Elementarmente a cura di Maria Ermelinda De Carlo (classi IV e V)
Una delle sette meraviglie del mondo
Questa pagina è stata scritta dai bambini della scuola elementare di Leuca. Come nella favola del “Re Nudo”, siamo convinti che gli occhi dei bambini riescono a vedere più degli altri la verità nelle cose. Affidiamo così alla loro semplicità, alle loro emozioni, ai loro pensieri ancora liberi, ai loro sogni, il compito di far tornare bambini anche i “grandi”.
Leuca è un piccolo paese di mare... Ha origini antichissime ed è famosa perché è l’estrema punta a sud dell’Italia… Per i geografi, la punta che divide il mar Ionio dal mar Adriatico è punta Meliso, ma per i pescatori, invece, è punta Ristola. È un vero enigma! Il mare azzurro che bagna Leuca è uno spettacolo e a volte ti ci rispecchi dentro… la sera, quando c’è la luna piena, sembra che tutte le lucciole attaccate al cielo scendono per immergersi in esso. Sulle coste dello Ionio si estendono tante grotte… La grotta del diavolo è una delle più conosciute…si chiama così perché si dice che si sentivano delle strane voci… non è molto grande, ma è pericolosa, perché si scivola! Ma vi do un consiglio, andate con le scarpe da ginnastica e senza la suola di gomma. Dalla punta Ristola è possibile avere la visione di tutta la cittadina e del suo spettacolare mare. Se fosse per me andrei ogni giorno a guardare. Andate anche voi! Si può visitare, inoltre, il famoso Santuario… dedicato alla Madonna di Leuca, incendiato molte volte dai Turchi, perché non erano cristiani. Si dice che prima di andare in Paradiso si debba pregare in questo luogo almeno una volta. Dalla panoramica che passa dietro alla Basilica quando è sereno è possibile vedere la Grecia e l’Albania …a controllare Leuca dall’alto c’è il faro. Possiamo dire che Leuca è una delle sette meraviglie del mondo!
Carnevale a Leuca Quest’anno il nostro lungomare, non ha visto il Carnevale: è deluso e sconsolato, anche il mare si è agitato; ora è verde per la rabbia, fa volare anche la sabbia. Degli anni passati abbiamo nostalgia, quando di maschere ce n’era una scia quando sembrava essere in agosto e per sedersi non c’era posto;
(classe IV) quando Leuca, silenziosa, diveniva gaia e festosa. Or riviviamo quell’allegria guardando una vecchia fotografia…
(classe II)
Da 2 a 4 Stai leggendo questo giornale per la prima volta, ma non hai nemmeno l’idea di cosa sia Leuca e tanto meno dove si trovi. IL LEUCA CONSIGLIA: che ne dici di una cartina geografica o un navigatore satellitare in auto?
Da 5 a 7 Ti sei trasferito da poco in questo paese… giusto??? Dai non preoccuparti arriverà anche per te il momento di gloria! IL LEUCA CONSIGLIA: dopo Pasqua potrai beneficiare delle “bellezze in bicicletta” che ti mostreranno i tesori di Leuca!
Da 8 a 10 Sarai anche di Leuca ma qualcosa in te ancora non mi convince… dovresti uscire un po’ di più e magari passando di fronte alle bellezze di Leuca chiederti anche un po’ della loro storia. IL LEUCA CONSIGLIA: leggiti La Spina de Rizzu, potresti fare progressi! Da 11 a 13 Leuchese fai da te??? Comunque complimenti hai una buona media… forse dovresti applicarti un po’ di più. IL LEUCA CONSIGLIA: continua così ma non fidarti ti tutto quello che leggi o ti dicono!!!
12. Quanto è alto il Faro di Leuca dal livello del mare? a) 102 m b) 47 m c) 161 m d) 86 m
15. A quale divinità era dedicata Grotta Porcinara? a) Dio Bathos b) Dea Minerva c) Dea Leucasia d) Dio Nettuno 16. Con quale città italiana, tra queste, è gemellata Leuca? a) Ischia b) Cervia c) Capri d) Porto Cervo
Da 14 a 15 Un ottimo punteggio, Leuca per te non ha segreti, mi raccomando cammina a testa alta perché conosci alla perfezione quest’incantevole luogo… IL LEUCA CONSIGLIA: NON CAMBIARE MAI!!! 16 su 16 Hai una grave malattia, il “mal di Leuca”, una malattia che contagia tutti i veri amanti “dell’anticamera del Paradiso”, colpisce il cuore e invade la mente, nulla potrà curarti… IL LEUCA SI DOMANDA: Se non sei Padre Corrado… chi sei?
Che leuchese sei?
SOLUZIONI
Da 0 a 1 Leuca??? What??? Do you speak Italian? IL LEUCA CONSIGLIA: sul lungomare, se sei fortunato, potrai trovare un dizionario della lingua italiana a soli 3 €
8. Nella scorsa estate il giornale “La Spina de Rizzu” ha festeggiato un anniversario un po’ particolare, infatti era giunto alla sua: a) 25° edizione b) 30° edizione c) 40° edizione d) 50° edizione
11. Il nostro promontorio è denominato: a) Greco b) Japigolo c) “de Finibus Terrae” d) Japigio
14. Verranno impiantate 15 stazioni della Via Crucis nella pineta antistante la Basilica Santa Maria de Finibus Terrae, in che materiale sono state realizzate? a) Legno b) Bronzo c) Terracotta d) Marmo
13. b 14. b 15. a 16. d
4. Il 13 Aprile il Santuario della Madonna “de Finibus Terrae” è meta di pellegrinaggio per numerosi fedeli; cosa si ricorda in questo giorno? a) L’inizio dei lavori di costruzione della Basilica b) L’arrivo di S. Pietro a Leuca c) La liberazione della cittadina da un maremoto per opera della Madonna d) La liberazione della cittadina dalle incursioni dei Turchi
7. Quale grotta è detta anche “degli innamorati”? a) Grotta del Presepe b) Grotta del Morigio c) Grotta del Fiume d) Grotta Titti
10.La maggior parte delle ville di Leuca sono in stile: a) Gotico b) Barocco c) Italico d) Liberty
13. La funzione della Torre di Carico era di contenere acqua potabile per: a) Il paese b) La Colonia Scarciglia c) Le campagne d) La scuola elementare
9. a 10. d 11. d 12. a
3. Il primo arrivo dei profughi a Leuca risale al: a) 1925 b) 1990 c) 1944 d) 1968
6. Dove si trova la “Grotta Fredda”? a) Punta Ristola b) Punta Meliso c) Tra le Tre Porte e la Grotta del Presepe d) Dopo Torre Marchello
9. Il 1932 è un anno importantissimo per Leuca perché: a) Venne allacciata la corrente elettrica b) La Madonnina viene collocata sulla statua seicentesca c) Avvenne la consacrazione della Chiesa Cristo Re d) Venne rifatto il campanile della Chiesa Cristo Re
5. a 6. a 7. b 8. b
2. Nel 1857 venne costruita a Leuca la prima villa. Di quale si trattava? a) Villa Arditi b) Villa Romasi c) Villa Daniele d) Villa Episcopo
5. La Torre dell’Omo Morto è conosciuta anche con il nome di: a) Torre Vecchia b) Torre Vedetta c) Erma Antica d) Torre Antica
Rispondi alle seguenti domande, poi confronta le risposte con le soluzioni in basso e scopri il tuo profilo.
1. a 2. b 3. c 4. c
1. Le origini del termine Leuca derivano: a) Dal greco Leucos b) Dal latino Leucos c) Dal greco Leucasia d) Dal latino Leucasia
test
FEBBFRAIO / APRILE 2004
9
10
FEBBRAIO / APRILE 2004
VITANTONIO PIZZOLANTE, UN GRANDE DEL RISORGIMENTO Prima di iniziare a parlare del nuovo protagonista che ha attirato la mia attenzione per questo secondo appuntamento con voi, colgo l’occasione per ringraziare quanti mi sostengono in questa “impresa”, ricordando il personale delle varie biblioteche, archivi e uffici pubblici di Lecce e i docenti universitari che mi hanno aiutato a raccogliere quante più notizie possibili sul personaggio in questione e sul quadro storico in cui è vissuto. Di Vitantonio Pizzolante si possono reperire pochi dati; eppure nel necrologio, fonte principale da cui ho attinto la maggior parte delle notizie biografiche, viene descritto come uno dei più grandi personaggi
del Risorgimento Salentino. Benché fosse una persona dotata di spiccate doti di eloquenza e di intelligenza, di carattere riflessivo, di ardente animo patriottico, veniva ricordato al momento della morte soprattutto per la sua modestia, colpevole, forse di averlo fatto scivolare nell’oblio col passare degli anni. L’autore del necrologio, infatti, precisa quanto questi tenesse a farsi chiamare Professore, pur avendo raggiunto nella sua vita cariche ben più alte. Nato a Ruffano, il 3 novembre 1825 da famiglia di antichi gentiluomini salignanesi, fu iniziato ad una severissima disciplina da parte dei genitori che, però, venendo a mancare giovanissimi, lo lasciarono alle cure, inizialmente dello zio paterno, poi dell’Istituto dei Padri Gesuiti di Lecce. Correva-
no allora gli anni del Pontificato di Pio IX, papa che stava suscitando clamore per le sue idee liberali, che tanto ispirarono l’animo del giovane Vitantonio. A testimonianza di questo periodo, egli compose un’ode encomiastica al Pontefice. Seguirono gli anni dell’Università a Napoli e poi quelli dell’insegnamento a Lecce, anni in cui i suoi discorsi patriottici apparivano, agli occhi dell’aristocrazia filoborbonica e conservatrice, un’arma ben più pericolosa dei fucili dell’esercito. Nonostante minacce e diffide, il suo operato continuò assiduamente, finché non giunse il 1860, finché non fu rivoluzione. Nei cinque anni successivi si dedicò all’insegnamento privato, lontano dalla vita politica fino a quando i principali organi della magistratura decisero di affidargli l’incarico di giudice dei
tribunali di Taranto e di Lecce. Lasciata la toga per misteriosi motivi, venne comunque ringraziato dallo Stato, che lo insignì del titolo di Cavaliere. Sotto la forte incitazione dei patrioti del Salento, nel 1874 si candidò per ben due volte alla carica di Deputato ricoprendo il ruolo di difensore dei diritti del popolo durante le legislature XI e XII. Purtroppo però, i lutti familiari e le pressioni dal mondo politico debilitarono non poco il suo animo e la sua salute; le presenze in Parlamento divennero sempre più passive e, seppure circondato da amici e sostenitori, vide la fine dei suoi giorni il 12 dicembre del 1877 all’età di 52 anni. Marco Vallo
Lu covutu de li cisciuni…
To’ francate
’Nc’era na vota na famìa, lu sire, la mamma e do’ fii. Ogni ‘mmane lu sire, prima ancora cu esse lu sule, scia alla camera de lettu de li fii e li discitava. Ogni ‘mmane, ogni ‘mmane, ogni ‘mmane. Allora sti do’ fii dissera fra de iddhi: “Ma come è ca stu sire nosciu ogni ‘mmane no ‘llu pia mai lu sonnu, se sveglia e vene ‘ne chiama nui cu sciamu ‘faticamu?”. E cuminciara a pensare comu mai stu sire tutte le ‘mmani se svegliava. Capira ca era perché c'era nu gallu intru lu sciardinu ca cantava prima cu esse lu sule e pensara: “Ah, lu gallu è ca discita lu tata e poi vene e ne discita puru nui. Sa ci facimu? Nu giurnu ca lu tata nu ‘nc’è, lu ‘ccidimu lu gallu, cusì la ‘mmane ne ‘llassa cu durmimu”. E cusì ficiara. Nu giurnu ca lu sire nunc'era, piarene stu gallu, lu ‘ccisera e lu precara antru lu sciardinu. Ma lu giurnu dopu alla stessa ura, attorna lu sire li discitò e lu giurnu dopu attorna. Lu sire era capitu ca li fii l’erane fattu nu scherzu, ca erane ‘ccisu lu gallu, pensando ca ‘ccidennu lu gallu non li discitava chiu alla ‘mmane.
To’ francate te pasta To’ francate te luna To’ francate te celu pe’ tie ca cusi scusi sciurnate ‘mpise a llu jaggiu comu sira ‘llucisciuta a lle stelle to’ francate te luce intr’a luce t’u scuru intr’i culori t’u core intr’a mmare ogni giurnu to’ francate t’amore.
Allora li chiamò e li disse:”Fii sentiti quai. Sapiti na cosa, ca cu lu gallo o senza gallo face sempre giurnu e poi voiu ve dicu anche n’atra cosa: m’hannu ‘mparatu ca lu covutu de li cisciuni nu face fervire l’acqua ’ntra la padella, perciò ogni ‘mmane ne ‘zzamu, sciamu ‘faticamu e cusì guadagnamu li sordi e l’acqua pote fervire e quannu turnamu truvamu cu manciamu”.
versi liberi in dialetto di Parabita, oggetto di menzione speciale tra i componimenti “in lingue minoritarie e idiomi” nel XVIII Premio International 2002
a cura di Tina De Carlo
per gentile concessione del poeta
Giuseppe Greco (10. 2. 2002 h. 00.16)
FEBBFRAIO / APRILE 2004
eventi III Simposio Internazionale di Scultura in “Pietra Leccese” Il lungomare di Santa Maria di Leuca è diventato per la seconda volta palcoscenico del Simposio Internazionale di Scultura in "Pietra Leccese". L’evento, giunto alla sua terza edizione, è stato curato dall’Assessorato al Turismo, alla Cultura ed allo Sport del Comune di Castrignano del Capo e dalla Regione Puglia, con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Lecce e con la preziosa collaborazione di CONFARTIGIANATO. L’evento quest’anno si è pro-
posto al pubblico con obiettivi e mire ancora più concreti. Il tema del simposio "MEDITERRANEO" si è posto nell’ottica di una prospettiva europea, con lo scopo di valorizzare le realtà locali e promuovere le differenze. Artisti, provenienti dalla Germania, dall’Italia, dalla Repubblica Ceca, dalla Spagna, dall’Austria e dalla Francia, hanno realizzato le loro performances su blocchi in pietra leccese delle Cave Pitardi, portando con sé culture, leggende, lingue e tradizioni. Il simposio si è svolto dal 23
Arrivederci, suor Irene Si allontana in punta di piedi, così silenziosamente come è venuta a Leuca 10 anni fa, suor Irene Lungay, direttrice del coro S. Egidio Maria da Taranto della Parrocchia Cristo Re. A salutarla, la sera prima dell’inaspettata e improvvisa partenza per Grottolella (AV), i suoi bambini con le loro mamme e i loro papà, gli amici, il coro, il parroco don Giuseppe. Tanta commozione per tutti nel ricordare i momenti di serenità e conforto che questa suora, la suora del sorriso, come la chiamano tutti scherzosamente, ha regalato alla nostra comunità. La porteremo nel cuore insieme a tutte le suore della nostra comunità, le figlie di Santa Maria di leuca, che hanno lasciato i loro affetti, le loro terre per seguire Gesù e per
rendere migliore il nostro mondo. Attive, solerti nella nostra parrocchia, anche se non sotto i riflettori, esse vivono nel sociale. Dall’alba fino a sera lavorano instancabilmente accudendo i più deboli, bambini, ragazze madri, anziani, con amore e dedizione, insegnando loro ad amare la vita e ad accettare le differenze. e.d.c.
marzo all’8 aprile; le opere realizzate sono state dedicate ai paesi dell’allargamento dell’Unione Europea: Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria. Con i comuni di queste nazioni il Comune di Castrignano del Capo attiverà dei gemellaggi nell’ambito dei rap-
porti cooperazione dell’ AICCRE Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa. Maria Ermelinda De Carlo
Olio extravergine d’oliva: un incontro per capire
Due momenti della relazione della dott.ssa Vaglio all’ANMI
Il 12 marzo 2004, l’Ass. Naz. Marinai del Capo di Leuca ha organizzato, in collaborazione con la Regione Puglia, la Comunità Europea e l’Aprol-Lecce, un incontro tecnico sul tema: qualità nutrizionali e salutistiche dell’olio extra vergine d’oliva. La dott.ssa Mariagrazia Vaglio di Galatone, specialista in Gastroenterologia, ha evidenziato, l’importanza della corretta alimentazione, presente soprattutto nella dieta mediterranea. Forti critiche ha rivolto, giustamente, verso i cibi pronti nei quali è quasi sempre presente l’olio di cocco, molto dannoso alla nostra salute. Ciò ha portato all’esaltazione dell’olio extra vergine d’oliva, considerato quasi come una panacea per molti mali, grande stabilizzatore di equilibrio e necessariamente immancabile sulle nostre tavole. La dottoressa ha fatto quindi un’analisi tecnica, ma nello stesso tempo semplice e chiara. Incontri di questo livello
dovrebbero costituire un appuntamento fisso. Ideale sarebbe il coinvolgimento delle scolaresche e dei giovani. Giuseppe De Carlo
GIORNALISTI PER AMORE DELLA PROPRIA TERRA Se volete far sentire la vostra voce, gridare i vostri sogni, e abbassare il rumore del vostro silenzio per sentirvi cittadini attivi collaborate con il Leuca. La nostra redazione è pronta ad accogliere i vostri articoli, le vostre voci, le vostre storie.
Inviare gli articoli a illeuca@libero.it Ci scusiamo con i gentili lettori ma per vari motivi la presentazione ufficiale de “il Leuca” è stata rinviata a data da destinarsi
11
12
FEBBRAIO / APRILE 2004
Uno yacht fuori dall’acqua
AV V I S O A TUTTI GLI ABITANTI DEL PRINCIPATO DI LEUCA CHE POSSEGGONO O CONTANO DI ACQUISTARE UNO YACHT. Misurate la lunghezza del vostro yacht, potrebbe crearvi spiacevoli inconvenienti nel tentativo di raggiungere il porto turistico; potrebbe rimanere incastrato all’imbocco del lungomare. Solo due ore di manovra, un bravo autista, l’arrivo dei vigili e la collaborazione dei passanti potrebbero risolvere l’incresciosa situazione e consentire alla vostra imbarcazione di prendere il largo. Fantascienza???... No, sono solo cose che accadono a Leuca. sabato 20 marzo 2004, ore 16,20-18,50
Sssh… silenzio: Torre Omo Morto parla! “Nei miei tempi gloriosi, ero difesa di questa cittadina, la gente mi ammirava in tutta la mia maestosità, ero indispensabile e ora…? Ormai sono stata dimenticata, nessuno si prende cura di me, sono stata abbandonata tra le immondizie e le erbacce! Non un cartello che riveli chi sono, né un’ insegna che racconti a cosa servivo e quali furono le mie imprese… Vivo tristemente pensando al mio terribile destino. La sera, però, anche se immersa nelle tenebre, continuo a dominare ugualmente Leuca, osservando i suoi colori, le sue luci e… chiedo a Dio, quando toccherà anche a me il “vello d’oro”! Riuscirò un giorno anch’io ad esser visitata dai turisti, ammirata con un gioco di luci, che si posa sulle mie mura, che un tempo difesero Leuca,
la ‘mia’ Leuca? Chi ignora me, ignora la storia, storia di popoli e di genti, giunte da lontano e protette dal mio alto sguardo. Tutta questa insensibilità fa meditare su quanto l’uomo preferisca la vita mondana… alle sue radici. Fate, fate pure, non vi ho mai voltato le spalle…e voi? … del resto non c’era da aspettarsi altro.” Una torre disillusa
“
Soles occidere et redire possunt; nobis cum semel occidit brevis lux nox est perpetua una dormienda. Catullo
COMPRARE… …VENDERE Castrignano del Capo (LE) - Via S. Francesco, 13 tel/fax 0833 530608 www.ferilliimmobiliare.com
”
I soli possono tramontare e poi rinascere; per noi, caduta questa breve luce, c’è una sola notte eterna da dormire.