Lavoro di grazia e tormento
La personale di ogni artista è tutte le volte un punto che viene fermato lungo un percorso illusoriamente lineare e progressivo. Il punto fermo è in effetti tale, perché le opere in mostra non solo vengono fissate in uno spazio e contesto espositivo, ma anche riproducono un congelamento, cioè un’idea, una selezione, una successione – per tanti versi arbitrarie – del momento o dei momenti creativi che le hanno originate. I quali momenti invece di per sé sono ondivaghi e spesso provvisori, fatti di slanci in avanti, deviazioni, ritorni, riprese e rielaborazioni, tentativi e nuove ispirazioni. L’Arte non è qualcosa che si muove da qui a lì in modo deterministico, non ha direzioni corrette o sviluppi programmabili, ma, lo s’intuisce bene, rappresenta un’evoluzione dell’animo umano che possiede una propria imprevedibile intrinseca coerenza dove passato presente e futuro si combinano di sovrapposizioni e richiami reciproci, (...) F.G. Farachi