Le produzioni, l’ambiente, l’alimentazione
Coldiretti Cremona Informa, Anno V NewsLetter
Informazione on line Venerdì 8/1/2010 – Anno V, Numero 1 ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦ ♦
Associaz. Cereali. “Prezzi alla produzione troppo bassi, le aziende chiudono” Prezzo latte. Assolatte non rispetta gli impegni presi con il Prefetto di Brescia Campagna Amica. Tutti gli appuntamenti con i Mercati / In dono il calendario Prezzi. Vola il succo d’arancia per la gelata in Florida News. Nel 2009 positivi consumi a tavola / Maltempo in Italia, danni alle colture Alimentazione. Il 2010 inizia con 2 kg in più da smaltire: consigli per la ‘dieta’ In agenda. Rubrica Epaca / Agricoltura in tv / Uffici Coldiretti, numeri utili
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ASSOCIAZIONE PRODUTTORI CEREALI “Prezzi alla produzione troppo bassi, così le aziende chiudono” “I prezzi dei prodotti agricoli alla produzione sono in piena deflazione, con un calo del 5,2%. Le quotazione alla produzione sono calate dell’11% per i cereali, del 15% per la frutta, del 16% per il vino, dell’8% per la carne suina e del 5% per i lattiero caseari. Una situazione che mette seriamente a rischio il futuro delle aziende agricole, e con esso quello delle coltivazioni e degli allevamenti Made in Italy, con una riduzione stimata del Valore aggiunto agricolo pari al 5,2%, per una perdita complessiva di 1,5 miliardi nel 2009”. Ad evidenziare questi dati è Pietro Scolari, responsabile dell’Ufficio Economico Coldiretti e segretario dell’Associazione regionale produttori cereali e semi oleosi della Lombardia. “Da questo continuo calo dei prezzi alla produzione, ormai insostenibile per le imprese agricole, non trae vantaggio il cittadinoconsumatore, per il quale i prezzi al dettaglio non diminuiscono. La situazione del grano duro è emblematica: il grano duro viene pagato appena 18 centesimi al kg agli agricoltori, mentre la pasta raggiunge in media 1,4 euro al kg, con un ricarico di circa il 400%. Il garante dei prezzi, intervenendo in proposito, ha messo il dito nella piaga” prosegue Scolari, facendo riferimento alla convocazione dei pastai da parte del garante dei prezzi Roberto Sambuco per il 19 gennaio. Le quotazioni del grano sono scese su valori inferiori di ben il 30%. Una crisi che non è giustificata dal consumo di pasta di semola, che in Italia è cresciuto in valore del 2,85 nel primo semestre 2009 rafforzando il primato degli italiani nel consumo. “Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi – aggiunge Arnaldo Freri, presidente dell’Associazione produttori cereali – diventano euro al consumo, con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola che danneggia agricoltori e consumatori, in un momento particolare dell’economia”. Alla situazione si aggiunge il peso dell’inganno legato all’origine del prodotto. “Circa la metà del pane venduto in Italia è ottenuto con grano straniero, senza alcuna indicazione per i consumatori – prosegue Freri –. Plaudiamo alla recente operazione dei Nas dei carabinieri nei panifici, che ha portato al sequestro di oltre 46 tonnellate di prodotti da forno e che conferma l’importanza di garantire la rintracciabilità, e con essa la qualità e sicurezza, del prodotto più presente sulle tavole degli italiani”.