Cammino Quaresimale Adulti Anno A

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Dal Salmo 50 (51)

PARROCCHIA MADONNA di LORETO – CHIVASSO Mercoledì delle Ceneri TU AMI TUTTE LE TUE CREATURE, SIGNORE, E NULLA DISPREZZI DI CIÒ CHE HAI CREATO; TU DIMENTICHI I PECCATI DI QUANTI SI CONVERTONO E LI PERDONI, PERCHÉ TU SEI IL SIGNORE NOSTRO DIO. (cf. Sap 11,23-26). PRIMA LETTURA (Gl 2,12-18) Dal libro del profeta Gioele Così dice il Signore: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male». Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio. Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra. Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti». Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov’è il loro Dio?». Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo. PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO La comunità cristiana inizia oggi il tempo santo di Quaresima. Questo è un tempo penitenziale, ma non di tristezza, perché è intriso di gioia e di speranza, un tempo favorevole in cui accogliamo l’invito più grande per il nostro cammino di fede: “Convertiti e credi al Vangelo”. Gesù è il Vangelo! Questo è un tempo di Grazia nel quale ci accompagna una preghiera accorata che Dio rivolge al cuore dell’uomo: “Ritorna a me”… ritorna alla sorgente della vita. Si apre davanti a noi un cammino intenso per riprendere a vivere. Nel segreto del cuore, Dio viene per donarci una nuova esistenza da uomini liberi, da figli di Dio.

 Ritornate: Gioele annuncia il giorno del Signore come il giorno del grande giudizio (Sof 1,15); invita tutti alla conversione perché solo così quel giorno di distruzione (Gl 2,1-11) può essere evitato e trasformarsi in giorno di salvezza. La riconciliazione è qui presentata dal profeta come un movimento vitale che vede in azione due protagonisti, Dio e l’uomo. È un appello, una proposta e una risposta: in esse si esprimono e si incontrano due libertà, il cuore di Dio da un lato (benigno, misericordioso, che si impietosisce ma sa anche manifestare la forte gelosia del suo amore, sempre pronto a benedire e a beneficare) e il cuore dell’uomo (incline all’ipocrisia di atteggiamenti esteriori di penitenza, ma che sente nel profondo la necessità di Dio per vivere, espressa nel digiuno, nel pianto e nella preghiera personale e comunitaria). Dio muove il cuore dell’uomo a nuova vita (Ez 37).  Misericordioso: richiamandosi alla grande tradizione jahvista (Es 34,6-7) il profeta afferma la potenza di Dio che cambia il castigo in benedizione (Gl 2,14)  Geloso: ritorno non nell’individualismo ma nell’assemblea, che si riconosce come proprietà di Dio. All’amore esclusivo di Dio si deve rispondere con un amore esclusivo del popolo che non deve prostrarsi ad altri dei. Il popolo esiste solo perche Dio lo fa esistere con il suo benevolo amore (Dt 4,20).

Ritornello: PERDONACI SIGNORE: ABBIAMO PECCATO

PIETÀ DI ME, O DIO, NEL TUO AMORE;

CREA IN ME, O DIO, UN CUORE PURO,

NELLA TUA GRANDE MISERICORDIA CANCELLA LA MIA INIQUITÀ. LAVAMI TUTTO DALLA MIA COLPA, DAL MIO PECCATO RENDIMI PURO.

RINNOVA IN ME UNO SPIRITO SALDO. NON SCACCIARMI DALLA TUA PRESENZA E NON PRIVARMI DEL TUO SANTO SPIRITO.

SÌ, LE MIE INIQUITÀ IO LE RICONOSCO,

DELLA TUA SALVEZZA, SOSTIENIMI CON UNO SPIRITO GENEROSO. SIGNORE, APRI LE MIE LABBRA E LA MIA BOCCA PROCLAMI LA TUA LODE.

IL MIO PECCATO MI STA SEMPRE DINANZI. CONTRO DI TE, CONTRO TE SOLO HO PECCATO, QUELLO CHE È MALE AI TUOI OCCHI, IO L’HO FATTO.

RENDIMI LA GIOIA

SECONDA LETTURA (2Cor 5,20-6,2) Dalla Seconda Lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! PAROLA DI DIO. RENDIAMO GRAZIE A DIO La Quaresima inizia con il rito delle Ceneri, segno della fragilità dell’essere umano (Sap 2,3; Sir 10,9). Nella Bibbia coprirsi la testa di cenere, vestirsi di sacco e digiunare sono segni di penitenza ed esprimono il pentimento dell’uomo peccatore che implora la misericordia di Dio (Gdt 9,1; Dn 9,3; Gio 3,6); esprime il desiderio di convertirsi al Signore (Is 58,5-7). I cristiani hanno adottato quest’antica usanza, applicandola, in particolare, in occasione della loro ammissione nel gruppo dei penitenti (III -V secolo). L’imposizione delle ceneri è diventato un rito liturgico di ingresso nella Quaresima solo nel X secolo, nelle regioni della Renania, poi in Italia e infine a Roma (XII-XIII secolo). Ricevere le ceneri all’inizio della Quaresima vuol dire riconoscersi peccatori, invocare il perdono di Dio su tutta la Chiesa e manifestare un desiderio sincero di conversione. La Quaresima inizia con le ceneri e finisce con le acque battesimali della veglia pasquale, segno della vita che risorge, lasciando alle spalle la tristezza del peccato. Gesù è il salvatore del mondo: la fede nella parola del Signore ci farà passare con lui dalla morte alla vita eterna (Gv 5,24).

 Ambasciatori: Paolo ricorda che la riconciliazione per passare da Dio all’uomo ha bisogno di trovare delle mediazioni. Cristo è il primo insostituibile mediatore, in quanto vero Dio e vero uomo.  Riconciliare: dopo l’esortazione a lasciarci riconciliare con Dio, che Paolo fa nella qualità di apostolo, cioè ambasciatore di Cristo, tre elementi esplicitano questo solenne invito. 1. Possiamo venire riconciliati con Dio soltanto perché Dio in Cristo ha già riconciliato con sé il mondo (2Cor 5,18-19) grazie all’evento della croce. Il v.21 esprime tutta la carica drammatica della morte espiatrice di Gesù: Cristo era senza peccato; Dio lo ha trattato da peccatore, l’ha abbandonato alla morte per noi (Rom 6,23). Allora noi scopriamo che il prezzo del nostro peccato è stato pagato da Gesù; non siamo più “peccato” agli occhi di Dio, siamo diventati “giustizia di Dio” (Rom 3,24). Prendere coscienza di questo mistero ci apre alla riconciliazione. 2. La croce è il punto d’arrivo della Scrittura, tutta protesa verso questo “tempo favorevole” che esaudisce i gemiti della creazione (Rom 8,22) per la salvezza. La Scrittura non è una legge che ci dice come ci possiamo salvare, ma un documento che ci rivela come Dio ci salva in Gesù, servo sofferente (Is 53). 3. Ora la salvezza in Gesù è a nostra portata; viene quindi riproposta l’urgenza dell’adesione all’annuncio apostolico, adesione in virtù della quale la grande riconciliazione di Dio con gli uomini si compie nel nostro “oggi”. La conversione è una scelta quotidiana, non solo in quaresima. “Tutti devono rinnovarsi ogni giorno per combattere l’abitudine della nostra condizione mortale” (S. Leone Magno).


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