Quotidiano
Data Pagina
CORRIERE DELLA SERA
Foglio
25-09-2021 50 1
«Sostegno al lavoro quotidiano degli scienziati» Ramaioli(Fondazione Veronesi): decisiva la nutrizione, anche lo stile di vita può aiutare tatistiche alla mano, una donna su otto in Italia riceverà una diagnosi di cancro al seno nella vita. Quasi il go per cento di quelle che si ammaleranno, però, può aspirare alla guarigione. Per Fondazione Umberto Veronesi l'obiettivo è avvicinarsi a un orizzonte ideale del Zoo per cento. Come? «A fare la differenza, nella gran parte dei casi, è la diagnosi precoce — risponde Monica Ramaioli, direttore generale di Fondazione —. Per questo finanziamo lo studio P.i.n.k. (Prevention, lmaging, Network and Knowledge), promosso dall'Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che punta a ottimizzare i percorsi di prevenzione seconda-
S
ria, con gli strumenti più efficaci che ricerca e medicina di precisione possono offrire. E promuovendo prevenzione e stili di vita salutari, decisivi contro i tumori». Lo studio è stato avviato nel 2018 e coinvolge 15 centri in Italia con l'obiettivo di reclutare 5o mila donne in cinque anni A giugno 2021 le pazienti esaminate erano quasi 26.500 e le prime analisi parziali mostrano che l'integrazione della mammografia con altre modalità di diagnostica per immagini ha permesso di aumentare del 35,5% l'accuratezza diagnostica. Quest'anno lo studio verrà ampliato con un'indagine nutrizionale (per valutare nuove correlazioni tra stile di vita e rischio di specifiche forme di tumore) e
un'analisi delle radiazioni impiegate, per una valutazione di costi e benefici di eventuali danni da radiazioni rispetto a una maggiore precisione e tempestività diagnostica. «Lo scopo della nostra attività è il progresso della scienza — sottolinea Ramaioli , che per noi significa sostenere il lavoro quotidiano che fanno i migliori scienziati e fare in modo che le loro scoperte siano, il più in fretta possibile, a disposizione di tutti». Oltre a finanziare la ricerca su molti tipi di tumori (anche pediatrici), Fondazione è impegnata a sulla nutrigenomica che punta a scoprire le interazioni tra Dna e alimentazione per capire come il cibo possa agire, in bene o in male, sui nostri geni.
«In Italia conclude Rasi investe in ricerca maioli scientifica circa 1'1,4 per cento del Pil. Percentuale irrisoria se paragonata a quella di altri Paesi che dedicano fino a due o tre volte più di noi. Siamo anche il Paese che ha meno personale stabilizzato finalizzato alla ricerca: meno di 5 ricercatori ogni mille occupati contro gli oltre g su mille di Francia e Germania. Eppure siamo fra i migliori in Europa per qualità e quantità di studi e sperimentazioni. Merito dell'eccellenza delle università, ma conta anche il ruolo svolto da Fondazioni, come la nostra, e associazioni che intervengono là dove il sistema pubblico non arriva». Ve.Mar. (PRODUZIONE RISERVATA
Identikit 1,4%
Obiettivi La ricerca punta a ottimizzare i percorsi di prevenzione secondaria con strumenti validi
del PiI: la percentuale che in Italia si investe in ricerca scientifica e Monica Ramaioli, direttore generale di Fondazione Umberto Veronesi che sostiene il progetto P.ì.n.k promosso dal Cnr
5 ricercatori su mille in Italia sono stabili, una quota ancora bassa
Eventi
II \ PRI
L, kl` !l'lli hIlllln:!•' •l 11:1
W.rmllknidimro.,1
Ritaglio
stampa
Fondazione Umberto Veronesi
ad
uso
esclusivo
del
destinatario,
non
riproducibile.
Pag. 2
069666
.„.,...,.., .....,.,.`... •........... ........... LO SPRINT ' LRN'I' 'ILI. SALVA
Quotidiano
~ ^~~~~~~~^~ SERA CORRIERE DELLA
Data Pagina Foglio
25-09-2021 50 1
La guida Il 3 ottobre a Milano (ma c'è anche la modalità digitale) La PittaRosso Pink Parade,organizzata da PittaRosso a sostegno di Fondazione Umberto Veronesi,si terrà domenica 3ottobre 2021 e quest'anno ci sono due mpdi diversi di partecipare, a Milano o in modalità digitale diffusa. Nel capoluogo lombardo torna l'evento live, in versione leggermente ridotta e a numero chiuso, nel massimo rispetto di tutte le misure peril contenimento dell'emergenza Covid-19: partenza,in tre diversi scaglioni orari, sempre da piazza dei Cannone,e con green pass obbligatorio. Mentre nel resto d'italia si potrà intervenire,
soli o ¡n gruppo,e con un apposito kit si potrà manifestare il sostegno alla ricerca e condividere sui social con l'hashtag #Ppp2V2z.| primi zomi|a iscritti (informazioni eiscrizioni su www.pittarossopinkparade.it) avranno diritto al Pink Kit con T-shirt e i gadget offerti dai partner. I fondi raccolti sono destinati a sostenere il progetto Pink is Good per la ricerca sui tumori femminili, quelli di seno, utero e ovaio. Obiettivo: finanziare la ricerca scientifica d'eccellenza e sensibilizzare l'opinione pubblica, anche sull'importanza dell'attività fisica, uno degli aspetti fondamentali della prevenzione.
LO'PR[NT Cl-LE SALVA
069666
\[.r_—~
g142 tAnt ".
~~~~~~~
Tr ~
. Ritaglio
stampa
Fondazione Umberto Veronesi
ad
uso
esclusivo
del
destinatario,
non
riproducibile.
Pag. 3
Quotidiano
Data Pagina
CORRIERE DELLA SERA
Foglio
25-09-2021 50 1/2
L'appuntamento Torna la Pittarosso Pink Parade:raccolta fondi nella lotta ai tumori femminili
LO SPRINT CHE SALVA di Vera Martinella a- ammografia, i 2s Pap test o o Iipv-Dna test t# ed esame per .;s la ricerca del sangue occulto nelle feci salvano ogni anno migliaia di vite perché permettono di scoprire la presenza di un tumore ai primi stadi, quando è più facile da curare e le possibilità di guarire sono maggiori. A causa della pandemia da Covid-19, però, i programmi di screening nel 2020 hanno avuto una battuta d'arresto: le stime indicano oltre due milioni di esami saltati e ritardi di mesi accumulati, con il rischio che si arrivi, nei prossimi mesi, a diagnosi di cancro in fase molto più avanzata, compromettendo tanti successi ottenuti negli ultimi decenni. Che fare? «Se da un lato, a livello istituzionale,
•3
viene sollecitata una rapida riorganizzazione e ripresa degli screening in modo da non accumulare ulteriori rallentamenti, dall'altra ognuno di noi può fare una cosa semplice ricorda Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Umberto Veronesi —: prestare ancora maggiore attenzione ai possibili campanelli d'allarme e non perdere tempo prezioso se si nota qualcosa di strano». Prevenzione e sostegno alla ricerca per la lotta ai tumori femminili sono l'elemento portante dell'evento previsto domenica 3 ottobre in tutta Italia: la PittaRosso Pink Parade, una camminata che raccoglie fondi per il progetto Pink is Good di Fondazione Veronesi, organizzata tradizionalmente ad ottobre, mese dedicato in tutto il mondo alla sensibilizzazione sul cancro al seno. Con 55 mila nuovi casi diagnosticati nel 2020 in Italia questo tumore è il più diffuso fra le donne e nonostante i progressi, resta la prima causa di morte per cancro fra le italiane Grazie alla ricerca scientifica, l'87% delle pazienti è vivo a 5 anni dalla diagnosi, ma cosa si può fare per migliorare ancora? «Puntare alla diagnosi riprecoce e migliorarla
sponde Veronesi, che è anche direttore della Divisione di Senologia Chirurgica all'Istituto Europeo di Oncologia di Milano —. Grazie allo screening con mammografia (al quale vengono invitate gratuitamente le donne italiane tra i 5o e i 69 anni)abbiamo salvato milioni di vite perché diagnosticare tempestivamente i tumori permette di curarli in modo meno invasivo e di ridurre la mortalità. Ma possiamo fare di più: per questo Fondazione Veronesi sostiene lo Studio P.i.n.k.(Prevention, Imaging, Network and Knowledge), che indaga le migliori forme di diagnostica per il tumore al seno (mammografia, ecografia, tomosintesi o una loro combinazione) personalizzandole in base alle caratteristiche di ogni donna, al suo profilo di rischio, tenendo conto dei parametri clinici, della familiarità e dello stile di vita». Quali sono gli altri obiettivi da raggiungere? «Trovare nuove cure efficaci per impedire o rallentare la comparsa di metastasi, soprattutto in quelle forme di cancro (al seno, ma anche di utero e ovaio) che sono fin dall'inizio più aggressive — risponde l'esperto . E migliorare la sopravvivenza, guadagnando anni e
qualità di vita, delle donne che hanno una neoplasia in stadio avanzato. Su questo lavorano i migliori scienziati al mondo, inclusi quelli finanziati da noi». La pandemia ci ha lasciato, come eredità positiva, la consapevolezza di quanto sia determinante la ricerca scientifica per la salute globale. E il ruolo strategico della prevenzione: il vaccino contro il virus Sars-CoV-2 è un esempio lampante di come si possano evitare le conseguenze più gravi e mortali dell'infezione. Quanto è importante che i pazienti oncologici facciano il vaccino anti-Covid? «Moltissimo, perché i malati di cancro sono quelli che rischiano condi più se si infettano clude Veronesi —.Si è appena concluso il convegno della Società europea di oncologia che riunisce i maggiori esperti al mondo e dove sono stati presentati i dati più recenti in merito: il vaccino nei pazienti con tumore è sicuro ed efficace, non corrono rischi superiori al resto della popolazione. E per tutti, specie per chi è immunodepresso (come accade durante e dopo certi trattamenti anticancro) la terza dose è molto utile: rafforza la risposta immunitaria e protegge di più e meglio». C) RIPRODUZIONE RISERVAIQ
VERONESI:LA llIAG\'USI PRECOCE PI VITE HA P
Ritaglio
069666
Statistiche Con 55 mila nuovi casi nel 2020 in Italia il tumore al seno è il più diffuso tra le donne
stampa
Fondazione Umberto Veronesi
ad
uso
esclusivo
del
destinatario,
non
riproducibile.
Pag. 4
Quotidiano
Pagina
CORRIERE DELLA SERA
99
Data
Foglio
25-09-2021 50 2/2
Le regole consigliate
Sosteniamo lo studio •Pink che indaga le migliori forme di diagnostica
11-25 anni
Dopo i 40 anni
a-E olfri •Vaccinazione anti HPV
UNA VOLTA AL MESE •Autopalpazione del seno Dopo il ciclo mestruale
UNA VOLTA AL MESE •Autopalpazione del seno Dopo il ciclo mestruale
UNA VOLTA ALL'ANNO •Visita senologica, mammografia più mr ecografia mammaria ogni 1-2 anni fino i~ ai 50 anni,annualmente oltre i 50 anni
• ALMENO UNA VOLTA •Visita ginecologica Con ecografia transvaginale a seconda delle indicazioni del medico
OGNI 2 ANNI a Esame delle feci per ricerca sangue occulto oltre i 50 anni
25-40anni A
UNA VOLTA AL MESE •Autopalpazione del seno Dopo il ciclo mestruale
ed
UNA VOLTA ALL'ANNO e Visita ginecologica ed ecografia r transvaginale •Pap test(ogni 3 anni se vaccinate per HPV)
si
è
99
OGNI 5 ANNI e HPV test,in sostituzione del Pap test dai 30 anni e a seconda delle indicazioni del medico
Ì
•• Visita otorinolaringoiatrica(cavo orale) )-• se diagnosticata infezione da hpv,a pazienti positive e partner
Il vaccino anti-Covid è sicuro e i pazienti oncologici devono farlo
e) •Visita senologica ed ecografia mammaria
OGNI 3-5 ANNI •HPV test(o Pap test annuale)a seconda delle indicazioni del medico
41, oALMENO UNA VOLTA •Visita otorinolaringoiatrica soprattutto fumatrici e chi consuma regolarmente alcol* i,_. •Pancolonscopia di base da ripetersi dia a seconda del referto (oltre i 50 anni)
e
A SECONDA DELLE INDICAZIONI DEL MEDICO 7 t' - , sulla base del rischio individuale e familiare fi ,•Controllo dei nei • Si consiglia di richiedere una visita specialistica in presenza di segni o sintomi persistenti che non si risolvano entro due settimane
Fonte: Fondazione Umberto Veronesi
069666
Corriere della Sera
Ritaglio
stampa
Fondazione Umberto Veronesi
ad
uso
esclusivo
del
destinatario,
non
riproducibile.
Pag. 5
Pagina
CORRIERE DELLA SERA
di Caterina Ru gi d'Aragona orrei dire a tutte le donne che in questo momento stanno combattendo contro un tumore che è una fase da superare; dopo c'è un futuro più bello che vi sorprenderà. Quando ti ammali, pensi "Voglio scendere. Ridatemi la mia vita di prima". E successo anche a me. Ma dopo la diagnosi, la mastectomia, la chemioterapia e la ricostruzione del seno, ho capito che non si torna indietro. La malattia mi ha resa più consapevole, serena, molto più affamata di vita». Karin Schena, 39 anni, è diventata Pink ambassador per incoraggiare altre donne a correre. Verso la guarigione, incontro al futuro, godendosi il presente. «Sono stata selezionata tra le Ambassador che apriranno la Pittarosso Pink Parade del 3ottobre a Milano. Taglieremo il nastro e inaugu-
Data
Foglio
reremo la 5 km. Una passeggiata rispetto ai 21 km corsi l'anno scorso per la staffetta solidale della Fondazione Umberto Veronesi», racconta l'imprenditrice veneta di nascita, lombarda di adozione. Schena ha sempre praticato sport: sci, nuoto, bici, walking e nordic walking. «La corsa mi mancava. Un anno dopo la mia guarigione, un'amica mi propose di partecipare alla Pink Parade. Quell'onda rosa che, attraversando Milano ricorda di fare prevenzione, mi ha spinta a diventare una Pink Ambassador. Non avevo mai corso. E non ero convinta di farcela. Allenamento e forza di volontà — sottolinea mi hanno portata al traguardo». Come nella lotta al cancro. «Avevo 35 anni E una vita piena. Vivevo a Gallarate con il mio fidanzato, Andrea, con cui ho una società di consulenza che progetta e cura la produzione di occhiali di altissima gamma. Avevo appena iniziato a pensare a un figlio. E invece... Come sempre, quella sera di marzo tolsi
anelli e vestiti, feci una doccia e mi infilai una maglietta, senza reggiseno. Sfiorandomi — racconta Karin — avvertii un nodulo a ridosso del capezzolo destro. Chiamai un'amica, che mi consigliò di aspettare le mestruazioni. Il nodulo non sparì. Con un'ecografia lo beccammo». L'indomani mammografia e poi io giorni per avere il referto, in cui Karin confessa di essersi appesa a un filo di speranza. «Quando lessi "carcinoma mammario" piansi un giorno intero. Pensai che la mia vita stava finendo, troppo presto. Il giorno dopo, però, grazie a un mix di amore per la vita e istinto di sopravvivenza, iniziai ad affrontare la situazione. Certo sottolinea — le paure non sono mai mancate. Non abbandonano mai un malato oncologico. Ho avuto paura quando ho saputo che avrei avuto una mastectomia. Quando ho dovuto cominciare 12 cicli di chemioterapia. E davanti alla criticità maggiore: la caduta dei capelli, che ti fa vedere malata negli
25-09-2021 51 1/2
occhi degli altri. Ma il mio fidanzato non ha mai smesso dì dirmi "Sei bellissima". Leggevo onestà neí suoi occhi: E questo mi ha aiutata quando mi sentivo brutta e inadeguata. Andrea non è stato una spalla, ma la continuazione dei miei arti. Abbiamo vissuto il tumore in due». Alleato in questa battaglia è stato lo sport. «Il giorno in cui facevo la chemio, quello dopo e quelli dopo ancora, durante tutta la terapia, ossigenavo il mio corpo con 20 minuti di camminata o di nuoto nel lago di Como (dove ci eravamo trasferiti quell'estate), con il catetere venoso impacchettato nella pellicola. Era una finestra temporale che mi faceva sentire più viva e più sana», dice la Karin Schena di oggi, che ha cambiato anche indirizzo. Ora vive a Osmate, sul lago Maggiore. «Posso così fare sport a contatto della natura. Che apprezzo ancora di più. Così come tutte le piccole cose della vita che mi fanno stare bene», conclude. ,D R!r RODULONE RISERVATA
Ritaglio
stampa
Fondazione Umberto Veronesi
ad
uso
esclusivo
del
destinatario,
non
riproducibile.
Pag. 6
069666
Quotidiano
Quotidiano
Pagina
CORRIERE DELLA SERA
La storia Karin Schena ha superato la _ diagnosi,la mastectomia e la chemio. Oggi è testimoniai della corsa. «Lo sport e l'amore, i miei alleati»
Data
Foglio
25-09-2021 51 2/2
99 Nuova energia La malattia mi ha fatto soffrire ma oggi sono molto più affamata di vita rispetto a prima
Testimoniai Karin Schena,39 anni, è diventata «Pink ambassador»
069666
alattiaèmmfahe " P ,turo vi soli»endent»,
Ritaglio
stampa
Fondazione Umberto Veronesi
ad
uso
esclusivo
del
destinatario,
non
riproducibile.
Pag. 7
Quotidiano
Data Pagina
CORRIERE DELLA SERA
Foglio
Il progetto I benefici dell'attività fisica II progetto Pink is good nasce nel 2013 e rappresenta l'impegno di Fondazione Umberto Veronesi nell'ambito dei tumori femminili. Quattro gli obiettivi principali: 1)sostenere concretamente i ricercatori più meritevoli in tutta Italia, dedicati allo studio delle neoplasie che colpiscono le donne; 2)finanziare progetti di ricerca scientifica di eccellenza che puntino a migliorare prevenzione,
25-09-2021 51 1
diagnosi e cura di questi tipi di cancro; 3)sostenere le Pink Ambassador per dimostrare l'importanza dello sport nella ripresa post-terapia;4)favorire attività editoriali, perché le scoperte della scienza diventino patrimonio di tutti. Attualmente sono 18 i gruppi di Pink Ambassador,donne che hanno combattuto un tumore di seno, utero, ovaio, nati con l'obiettivo di far capire che l'attività fisica è importante per prevenire i tumori, per evitare le ricadute e ridurre la mortalità, contribuendo alla salute di corpo e psiche.
069666
-"aliAliniaémulfase Illffin,-cisorprendera»,
. Ritaglio
stampa
Fondazione Umberto Veronesi
ad
uso
esclusivo
del
destinatario,
non
riproducibile.
Pag. 8
Quotidiano
Pagina
CORRIERE DELLA SERA La ricercatrice
di Sara Bettoni
Data
Foglio
25-09-2021 51 1
Voleva «Il piccolo chimico» oggi combatte il carcinoma Elisabetta Grillo e gli studi contro il cancro all'ovaio
1 kit del «Piccolo chimico» che tanto le piaceva non è mai arrivato in regalo. La delusione non le ha impedito di realizzare l'obiettivo che insegue da quando era bambina: diventare scienziata. Elisabetta Grillo oggi lavora al dipartimento di Medicina molecolare e traslazionale dell'Università degli Studi di Brescia e studia nuove terapie per curare il cancro dell'ovaio. Partiamo da quel sogno di bambina. «La mia mamma è laureata in Chimica e io volevo imitar-la. Per questo speravo che mi regalassero il "Piccolo chimico”. Con quel desiderio nel cuore, le scelte per il mio futuro sono state facili. Mi sono laureata nel 2010 in Biotecnologie Mediche a Brescia, dove i miei genitori si sono trasferiti dalla Sicilia per lavoro». E all'università ha scelto
di dedicarsi alla ricerca contro il cancro, «Sono rimasta affascinata dal docente d.i. Patologia generale, ho deciso di fare tirocinio nel suo laboratorio e così ho cominciato il percorso». E stata anche all'estero? «Ho fatto esperienze in Svizzera e in Belgio, fondamentali perla mia carriera. Mi hanno permesso di uscire dalla mia comfort zone e collaborare con gruppi di ricerca con competenze complementari. Nel 2017 sono ritornata in Italia. Un po' per amore, un po' perché avevo intravisto nuove opportunità a Brescia. Sono felice di essere tornata». Qual è il cuore della sua attività? «Da subito mi sono occupata della proteina Vegfr2: studiavo il suo ruolo nei vasi sanguigni che irrorano un tumore. Poi è emerso che questa molecola è presente anche nelle cellule tumorali».
Con quali effetti? «Guardando le sue caratteristiche biologiche, non sorprende che promuova la crescita di molti tipi di tumore. Infatti esistono farmaci che ne bloccano l'azione. Tuttavia in alcuni contesti questo rerettore sembra svolgere un ruolo contrario, protettivo. Cominciano a emergere i meccanismi con cui ciò avviene, ma si sa ancora poco. E c'è un altro aspetto: le terapie anti-Vegfr2 possono aumentare il rischio di metastasi». El suo gruppo di ricerca è andato oltre. «Nel team, tutto al femminile, ci siamo chieste se la molecola ha questo effetto anche nel carcinoma ovalico sieroso di alto grado, il tipo di tumore dell'ovaio,piò frequente e aggressivo. E ciò che stiamo approfondendo nell'attuale progetto, finanziato da Fondazione Umberto Veronesi col contributo di Lactacyd_ Capirlo è
importantissimo per personalizzare la terapia». Perché questo tumore? «Perché, tra tutti i tumori femminili, quello dell'ovaio è molto insidioso: non dà sintomi specifici. E sono stati fatti pochi progressi per lo screening e la terapia. Spesso la malattia viene diagnosticata tardi e le cure sono poco efficaci. Visite ginecologiche e controlli ecografici periodici sono cruciali per una diagnosi precoce. Inoltre alcuni nostri risultati suggeriscono che la molecola Vegfr2 possa svolgere un ruolo protettivo nel tumore dell'ovaio. Se la ricerca confermerà l'ipotesi e capiremo come ciò avviene, ci potranno essere ripercussioni sugli approcci terapeutici». Ora che ha 35 anni, qual è il suo sogno? «Dare alle donne strumenti efficaci per combattere il cancro dell'ovaio, come già succede per altri tumori». r;rar).
,.
H ritorno Dopo esperienze in Svizzera e in Belgio è tornata in Italia. Oggi lavora a Brescia
«
malattia C Lüla fase ' futuro`i:sorprenderà>,
Ritaglio
069666
Scienziata Elisabetta Grillo, 35 anni è laureata in Biotecnologie
stampa
Fondazione Umberto Veronesi
ad
uso
esclusivo
del
destinatario,
non
riproducibile.
Pag. 9
Quotidiano
~ ~ SERA CORRIERE ^~~~~~m*^~
Data Pagina Foglio
Lo screening Dal Pap-test a quello ADv-Dna Il cancro al seno,con 55mila nuove diagnosi annue in Italia, è quello più diffuso. li tumore dei collo dell'utero conta 2.400 nuovi casi all'anno, il 99,7% dei qualic sato da un'infezi ne persistenteda Papillomavirus(Hpv) peril quale esiste un vaccino offerto gratis a maschi e femmine l2enni. Lo screening prevede il Pap-test, offerto ogni 3 anni alle donne di età compresa tra i25ei30 anni, ei|
25-09-2021 51 1
offerto ogni 5 anni alle test per[H donne tra i 30e i 64 anni. I tumori che interessano dell'utero(8.300 nuove diagnos annue) il co si manifestano in genere dopo i 50 anni. Occorre nU i fare atten ione a sintomi come sa anomali non le ti al ciclo mestruale, dolori alle pelvi o alla schiena, perdite repentine di peso Il tumore all'ovaio, che spesso non dà sintomi iniziali, col i ceogniannodrca5.2O0donne. Attualmente non esiste uno strumento efficace di screening per la diagnosi precoce.
~~.
069666
au,mala u*^ una fase
= 29
—
ígichgty,k9.1.f.4 i voleva «li pkririlo chimico, oggicmbotto il commoma
. Ritaglio
stampa
Fondazione Umberto Veronesi
ad
uso
esclusivo
del
destinatario,
non
riproducibile.
Pag. 10