Gente di Bracciano n. 23 Febbraio 2019

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Gente di Bracciano Febbraio 2019 - numero 23

Bracciano e il genio michelangiolesco: collegamenti diretti tramite i disegni

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ichelangelo e Bracciano, una liaison finora non troppo nota. Eppure ci sono ben due casi in cui il vissuto del grande artista del Rinascimento si viene ad intersecare con alcuni personaggi di Bracciano. E tutto questo passa per i disegni michelangioleschi, spesso bozzetti per gli affreschi ma anche fogli sui quali il Buonarroti annotava in modo casuale dei versi da musicare poi in madrigale. Non è noto a tutti infatti che Michelangelo scrisse vari madrigali tra i quali alcuni, in particolare “Deh dimmi amor se l’alma di costei”, musicati dal contemporaneo Giacomo Archadelt uno dei più apprezzati musicisti dell’epoca. Cronologicamente il primo collegamento si ha tra Michelangelo e Cristoforo Stati, lo scultore braccianese del quale Bracciano conserva la statua di Venere e Adone nel Museo Civico, apprezzato nella sua epoca ma non solo tanto che il suo Orfeo nell’atto di suonare il violino fa bella mostra di sé al Metropolitan Museum of Art di New York. Da una recente pubblicazione in lingua inglese - The Drawings of Michelangelo and His Followers in the Ashmolean Museum di Paul Joannides - che analizza il mare magnum dei disegni michelangioleschi, in una nota si indica con chiarezza il possesso da parte di Stati di scritti del Buonarroti. “The sculptor Cristoforo Stati da Bracciano (1556-1619) owned two sheets of drawings by Michelangelo, now lost, that also contained poems (and perhaps others that did not). Guasti, 1863, p XI, cites the following notes by Michelangelo in mano di Cristoforo da Bracciano scultore eravi scritti questi Madrigale, anzi ballata, pareva di mano di Michelangelo

stesso “Quanto sare men doglia di morire presto”. Nel rovescio di una carta dove son certe modanature di Michelangelo, in mano al medesimo scultore da Bracciano “Com’arò dunque ardire”. Si tratta di versi semplici, diretti e molto ispirati in cui probabilmente Michelangelo si è lasciato andare a pensieri che guardano al futuro. La stessa fonte tuttavia sottolinea che tali disegni che sarebbero stati in possesso dello scultore sono andati persi. Un secondo collegamento, suffragato da numerose fonti, mette in collegamento Michelangelo Buonarroti con Livio Odescalchi. Al nobile braccianese, secondo quanto riportato, sono appartenuti numerosi disegni poi nel tempo passati di mano. Tra questi si definisce certa la proprietà di Livio Odescalchi di un disegno (nella foto) raffigurante probabilmente il bozzetto di una Vittoria. “No doubt - scrive Paul Joannides - the present sheet shared a provenance with those now in Haarlem until the partial dispersal of the Odescalchi Collection in the early sevententh century. It is interesting to note that the placing both of the Bona Rota inscription and of Reynolds’ stamp indicates that the right edge of the sheet was believe to be its base, despite the fact that this would entail the drawing having been made by a left-handed draughtsman. It was probably then thought to be a study for a standing Victory”.

Questi collegamenti tra il maestro del Rinascimento e Bracciano potrebbero non essere gli unici. Ma al riguardo c’è ancora molto da indagare. Graziarosa Villani


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