Gallo
Elezioni: l’ora delle scelte il
Anno 17, numero 06 (478) - 17/30 marzo 2012 - www.ilgallo.it - info@ilgallo.it
Amministrative. In via di definizione strategie e candidature a Lecce, Casarano,
Galatina, Gallipoli, Ruffano, Tricase e negli altri Comuni salentini chiamati al voto
MONSIGNORE E I GIOVANI Il Vescovo Angiuli
“I giovani che incontro mi sembrano assetati di vita, incerti sul loro futuro ma desiderosi di qualcuno che insegni loro la speranza e la fiducia nella vita” 18/19
Le Tavole di San Giuseppe
Riti & Tradizioni
DA PAGINA
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SPECCHIA Becosclub Estetica 2000
Tromba d’aria: la via dei ricorsi
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CINEMA E TEATRO COI GALLETTI 23
Nasce il Punto di fusione tra centro estetico e Day Spa”
Dopo il fenomeno dello scorso 4 febbraio si ponderano le azioni di aiuto per i cittadini a cui l’evento ha procurato danni 22
Gli appuntamenti a San Cassiano, Minervino, Salignano e Melissano ALL’INTERNO
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Nardò: “Guidare con responsabilità” 4
dai Comuni
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Alla Conquista della Vita. “Si lavori tutti insieme per il bene comune, quale quello di tappare da subito tutte le buche in città, creare spazi per far circolare le bici, rispettare i pedoni…”
anno ragione i giovani quando li vado a trovare nelle loro scuole per portare sensibilizzazione nelle loro assemblee, a chiedermi perché la colpa in un incidente stradale è quasi sempre nostra? La mia risposta infatti è, che la colpa non è sempre dei giovani e questo incidente lo prova in pieno , purtroppo il fenomeno dei pirati della strada è in continuo aumento, questo triste dato scaturisce dalla crisi e dal continuo aumento delle polizze assicurative, la gente non riesce più a vivere e non potendo fare a meno di usare la macchina rischia di fare dei danni irreparabili per se e per gli altri. in brevissimo tempo veniamo a conoscenza di due incidenti che hanno dell’inverosimile, infatti questo scappa e io i gioco la testa che se verrà individuato il responsabile si scoprirà che di sicuro non ha la copertura assicurativa, altrimenti perché scappare? Il secondo coinvolto in un incidente stradale con serie ferite ad un arto inferiore, ma circolava senza casco senza copertura assicurativa senza rispetto per nessuna norma, ma se vogliamo aggiungo che pure al sottoscritto alcuni anni fa fu coinvolto su due incidenti diversi e tutti e due senza copertura assicurativa, allora qualcosa in questa città deve essere corretta ed in fretta pure, come pure bisogna multare i tantissimi indisciplinati nel parcheggiare ovunque senza rispetto nemmeno per i disabili. Nonostante le norme siano sempre più severe, gli utenti della strada più indisciplinati pare che non interessa se gli tolgono la patente o se gli vengono decurti i punti, allora bisogna essere più repressivi e più continui nel controllare, la crisi e la disoccupazione non deve essere una via di fuga per legittimare la circolazione irre-
sponsabile, come nel caso in questione, anzi deve essere un modo per riprenderci la bici e cosi facendo evitare di fare dei danni alla natura e ridurre la circolazione in città di moltissimi veicoli giunti al collasso , ma di contro qualcuno giustamente dirà dove sono le piste ciclabili? È vero pure questo! Allora il nostro appello è uno soltanto lavorare tutti insieme per il bene comune, quale quello di tappare da subito tutte le buche in città, creare spazi per far circolare le bici ( è la volontà da parte di molti cittadini c’è già) rispettare i pedoni che circolano sulle strisce pedonali, dare la precedenza a chi ne ha diritto, rispettare le segnaletiche non deve essere un optional ma un obbligo morale verso noi stessi, forse non ci si rende conto che da un momento all’altro circolando la precedenza può esserci ricambiata o ci dimentichiamo che non sempre ne abbiamo diritto, a volte avendo vissuto se pur per breve tempo in Germania mi viene di dire che dovremmo stare tutti li per soli sei mesi e al ritorno sicuramente avremmo la visione di un altro sistema, che funziona però! Alcuni mesi fa in occasione di una serie di incidenti addirittura uno mortale, lanciammo una proposta di avviare il senso unico sulle (4 porte di Nardò) ma a nessuno glie ne fregato più di tanto, eppure questa strada sta diventando una strada ad alto rischio se non come si spiegano questi incidenti, que-
sta proposta la rilanciamo di nuovo oggi, facciamo il senso unico , realizziamo più parcheggi, piste ciclabili, più passaggi pedonali con maggiore segnaletica che funga da deterrente al limite di velocità, ma questo spetta ai tecnici trovare il sistema migliore per ridurre il pericolo in città e si può fare basta guardare ad altre città che in sicurezza stradale hanno investito molte risorse che oggi però consentono di avere un ritorno economico in tal senso. Tornando all’argomento mi sento di dire che in una città come la nostra certe incoscienze non dovrebbero accadere ,una città civile come la nostra,dovrebbe essere di esempio ad altri, ma purtroppo se questo fenomeno molte volte denunciato dalla nostra associazione resta inascoltato non lamentiamoci o non meravigliamoci perché questi siamo noi, non arrabbiamoci con le forze di Polizia quando ci sanzionano siamo stati noi stessi a chiedergli di farlo, loro sono li per questo per far rispettare la legge cosa che molti di noi stanno dimenticando, non piangiamo se poi qualche pirata della strada ci ammazza il figlio o la figlia, perché in un certo modo ne siamo complici al tempo stesso, dobbiamo avere il coraggio di denunciare e collaborare con le forze di polizia a far assicurare questo pazzo alla giustizia prima che faccia danni più seri in futuro. Per debellare il fenomeno delle vittime della strada, che purtroppo la nostra Nazione mantiene come triste primato Nazionale e Internazionale, bisogna cambiare modo di essere e di pensare e quindi in una sola parola, una nuova cultura di vita sociale. Guidare con responsabilità.
La Diocesi di Gallipoli ritrova il suo Museo
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Walter Gabellone (Presidente ACdV)
Riapre. Grazie alla convenzione stipulata tra la Curia e l’Associazione Gallipoli Nostra, che
di fatto ne assume la gestione. Esposta la serie storica dei ritratti dei vescovi gallipolini QUANDO SI PUÒ VISITARE Il Museo diocesano è aperto dalle 10 alle 12 il mattino e dalle 17 alle 19 il pomeriggio
chiusura di qualche mese per consentire alcuni lavori di adeguamento e manutenzione agli impianti, ha consentito anche un ulteriore arricchimento con l’esposizione al pubblico di tutta la serie storica dei ritratti dei vescovi gallipolini, ad iniziare da mons. De Rueda che resse la sede episcopale dal 1622 al 1650. Per l’occasione hanno avuto degna collocazione anche i due cippi d’età imperiale romana con iscrizioni funerarie latine ed il preziosissimo testo bizantino attribuito a Giorgio di Gallipoli che amplia la cronotassi dei vescovi gallipolini, con Pantaleone vissuto nel XIII secolo. In attesa della conclusione dei lavori di restauro degli altri quattro, hanno avuto provvisoria collocazione anche due dei “tableaux” in creta e stucco, attribuiti a Mauro Manieri che li aveva eseguiti nella prima metà del ‘700 a decorazione dell’aula dell’oratorio dei Nobili. Il museo di Gallipoli si accredita, quindi sempre più, quale luogo della memoria storica dell’antica diocesi gallipolina, facendo gustare ai visitatori la ricchezza artistica delle collezioni nella loro valenza storica e culturale, che li lega indissolubilmente alla storia stessa e alla cultura millenaria di Gallipoli. Si ricorda a proposito che qui sono custoditi gli argenti del ricco tesoro di Sant’Agata con i busti di Sant’Agata e San Sebastiano, i calici e gli ostensori prodotti dalle mani provette di noti argentieri napoletani. Ricca la collezione di dipinti dall’Assunta del De Mura all’Immacolata del Catalano (in restauro) e che tra non molto si arricchirà delle quattro tavole lignee dipinte dal Riccio appartenenti alla Confraternita della Purità. Doviziosi gli apparati serici dei secoli XVII-XIX secolo tra cui il
pallio vescovile del XVII secolo e le croci pettorali dei vescovi che vollero in passato donare alla Diocesi e ai suoi successori. Ma il museo vuole diventare anche testimone dell’arte dei gallipolini che nei secoli hanno lasciato traccia del loro genio creativo. Ad iniziare dai fonditori di campane fino ai cartapestai, dal Flora a Pantile e Scorrano, che si cimentarono con successo nella difficile arte della cartapesta. E delle confraternite, poi, che tanta ricchezza culturale e decorativa hanno lasciato nel corso della loro storia. È questo il motivo per cui Gallipoli Nostra ha accettato la gestione dell’importante istituzione museale, che intende valorizzare al meglio, non solo promuovendone la fruizione pubblica, ma soprattutto facendolo diventare polo culturale di interesse e studio, grazie all’opera di Direzione saggia e lungimirante del Vicario diocesano per i beni culturali, don Giuliano Santantonio, e del coordinatore dei servizi culturali dell’Associazione Elio Pindinelli, noto ricercatore e storico della città. In programma, perciò, iniziative di sensibilizzazione e di promozione alla visita del Museo e programmi specifici di visite didattiche per alunni e studenti delle scuole del territorio. Il Museo diocesano è aperto dalle 10 alle 12 il mattino e dalle 17 alle 19 il pomeriggio, con l’obiettivo di ampliare tali fasce orarie, soprattutto in prossimità del periodo estivo durante il quale si spera di poter svolgere un servizio appropriato anche di informazione turistica, in collegamento con tutte le realtà istituzionali, economiche ed associazionistiche della città. Il presidente Francesco Fontò
Dai giri a patrunu nelle puteche al binge drinking 17/30 MARZO 2012
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ino alla metà del secolo scorso, nei piccoli centri del Salento, il bar o caffè non si conosceva per niente, era dato di scorgerne qualche insegna solo nelle località più grandi. Tuttavia, nel solco e secondo i canoni della sana civiltà contadina, all’epoca predominante, la gente, pressoché indistintamente, soleva collocare in seno all’alimentazione, spartana e nello stesso tempo equilibrata e efficace, anche il consumo del vino: fa buon sangue, tonifica i muscoli di braccia, gambe e spalla, difende dal raffreddore e dalla tosse, si credeva e sosteneva. (…) Quel paio di bicchieri, fra i sorsi assunti a canna dalla bottiglia portata appresso per la giornata di lavoro nei campi e il calice a tavola, la sera, rappresentava un rito, una sacralità per anziani, adulti e giovani. Alle anzidette bevute quotidiane campagnole e domestiche, per i compaesani capo famiglia, si aggiungeva, la domenica pomeriggio e in occasione delle feste, l’accesso e la sosta fra amici all’interno dell’esercizio di mescita, o “puteca”; dal bancone dell’oste, o “puticaru”, scivolavano di tanto in tanto sui tavolini di legno quadrati, di norma per quattro avventori, contenitori in vetro da un litro o due, insieme con la guantiera di bicchieri: preferibilmente, rosso e, talvolta, bianco. Fra scambi di notizie inerenti al comparto agricolo, intorno al clima, circa il menage delle famiglie, si riempivano e svuotavano calici con la sana e genuina bevanda. L’unica “esagerazione” consisteva in saltuari giri di “patrunu”, con la designazione, di volta in volta, di un dominus, giustappunto un padrone, il quale teneva davanti a sé il servizio del “puticaru” e assegnava il consumo agli occupanti del tavolo, a sua assoluta e esclusiva discrezione. In tal modo, poteva succedere che, a rotazione, qualcuno finisse col bere in eccesso, avveniva qualche sbronza, intera o mezza, ubriacatura di compagnia, con la conseguenza, per il preferito, del rientro a casa a passi lenti, se non proprio traballanti: peraltro, con premurosa accoglienza sulla soglia, nonché con naturale e amorevole comprensione, da parte della moglie. La ciucca maturava e passava con discrezione fra le mura domestiche, con l’ausilio di un pesante sonno, fino all’indomani, allorquando il protagonista doveva
ora parlo io
aver ripreso in pieno le forze e riprendere le fatiche nei campi. Queste le umane vicende, nel’almanacco 1950, diffuse intorno al prodotto vino. Nessun’altra bevanda alcolica, una bottiglia di “spirito” allo stato puro si acquistava nelle ricorrenze (matrimoni, battesimi), allo scopo di preparare, in casa, artigianali liquori con l’aggiunta di acqua, zucchero e piccole dosi di essenze aromatiche in flaconcini reperiti nel negozio d’alimentari. Oggi il bicchiere di vino, l’assunzione cadenzata, la moderazione, l’eccesso saltuario e comunque ragionato, hanno ceduto il posto alla moda dell’impulso, ad una sorta di bramosia e avidità concettuale e mentale, ad una sfrenata corsa verso la generalità delle bevande alcoliche. E appare completamente invertita la platea degli attori, il ruolo di protagonisti più vivi e vivaci nel consumo è compiuto dai giovanissimi e anche dai ragazzi e ragazzini. A qualunque ora del giorno. Secondo le statistiche, le nuove leve iniziano a bere ad appena 11 anni, tre adolescenti su quattro, d’età compresa fra i 14 e i 16, arrivano tranquillamente ad ubriacarsi. Infatti, si leggono e si sentono, frequentemente, casi d’incoscienti, di entrambi i sessi, i quali finiscono conciati male, costretti a ricorrere a cure d’emergenza per evitare drammi devastanti. Essere testimoni o spettatori è, senza dubbio, un esercizio più semplice rispetto a un altro impegno che dovrebbe mirare ad appurare le ragioni, i perché degli scivolamenti, delle tendenze modaiole, prevalenti e pericolose. Sarà forse stato l’allentamento delle briglie in funzione di guida, la rarefazione della vicinanza e delle prediche per bocca degli adulti? Ovvero, la smisurata crescita d’importanza, fra pianticelle in crescita e ancora fragili, della fraintesa scuola di vita? Dalla fase dell’idolatria all’indirizzo dei capi d’abbigliamento griffati (si ha memoria dei cosiddetti paninari?), al culto irrinunciabile dell’universo di cellulari e dintorni, al consumo all’impazzata di vino e di altri pericolosi miscugli alcolici: tutt’altro che un progressivo sentiero di sana formazione e maturazione, di crescita equilibrata, per la maggior parte di figli e nipoti dell’oggi, per tanti che saranno, domani, al nostro posto. Rocco Boccadamo
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Ricordiamoci di Pasolini
protesta divampa in tutta Italia. No Tav, ma non solo, indignati di tutti i generi ed anche con molte ragioni. La stretta economica sta facendo ribollire un disagio sempre più diffuso. Tale disagio va compreso e chi di dovere deve studiare le contromosse. Ma chi vive il disagio non deve commettere l’errore di prendersela con chi difende la legge e che, nonostante le storture di chi mal rappresenta le istituzioni, resta una tutela per tutti, senza differenze. Perciò val la pena ricordare l’orazione di Pierpaolo Pasolini dopo gli scontri di Valle Giulia, Università di Roma, 1° marzo 1968, esattamente quarantaquattro anni fa. Quel giorno l’intellettuale comunista prese tutti in contropiede schierandosi coi poliziotti: “Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché (…) sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano. (…) E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci, con quella stoffa ruvida che puzza di rancio fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente, è lo stato psicologico cui sono ridotti (per una quarantina di mille lire al mese). (…) Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care. (...) I ragazzi poliziotti che voi per sacro teppismo (…) di figli di papà, avete bastonato, appartengono all’altra classe sociale. (…) Voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi, mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque”. Pasolini, 44 anni fa, aveva già capito tutto.
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Lecce cala la manita amministrative
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CINQUE CANDIDATI. Pdl, Io Sud e Fli insieme con Paolo Perrone; Pd, Sel, Idv, Federazione della sinistra e Puglia per Vendola con Loredana Capone; Udc, MeP, Api e Alleanza di Centro con Luigi Melica. Poi Maurizio Buccarella per il Movimento 5 stelle e Antonio Capone per la civica “Verso Lecce”
iochi fatti e scenario politico ben definito per le Amministrative a Lecce. A quanto pare tutti i partiti, i movimenti politico-culturali e le liste civiche, dopo lunghi e accesi dibattiti, hanno trovato l’intesa e la convergenza politica. A tentare l’ascesa alla poltrona più ambita di Palazzo Carafa sono ben cinque candidati sindaco che il 6 e 7 maggio prossimi si contenderanno le preferenze dei leccesi. A difendere i colori del centrodestra nella coalizione formata da Pdl, Io Sud e Fli sarà l’attuale primo cittadino, Paolo Perrone, che si ricandida dopo aver stravinto le consultazioni primarie con una massiccia maggioranza, stracciando la concorrenza di Paolo Pagliaro (Alleanza per Lecce) e Gigi Rizzo (area Giovanardi). Per il centrosinistra, sostenuta da Pd, Sel, Idv, Federazione della Sinistra e Puglia per Vendola, ci sarà Loredana Capone, attuale vicepresidente della Regione, anche lei vincitrice delle primarie a discapito di Carlo Salvemini (Sel) e Sabrina Sansonetti (Idv). Il Terzo Polo, dopo la frattura con Fli, ha da poco ufficializzato la candidatura di Luigi Melica, professore ordinario di diritto pubblico comparato presso l’Università del Salento, che sarà sostenuto da Udc, MeP, Api e Alleanza di Centro. Nel ruolo di outsider solitari ci saranno Maurizio Buccarella, 46enne avvocato, portavoce del Movimento 5 Stelle, e Antonio Capone, ex assessore all’ambiente della giunta Poli Bortone, per il movimento civico “Verso Lecce”. I cinque antagonisti lotteranno per assicurarsi la vittoria sin dal primo turno. È indispensabile, infatti, assicurarsi il 50% + 1 delle prefe-
renze per vincere questa importante competizione elettorale. Se non verrà raggiunto il quorum, si andrà al ballottaggio e il 20 e 21 maggio gli elettori dovranno tornare alle urne e scegliere chi, tra i primi due eletti, dovrà amministrare la città. Naturalmente non sono mancate le polemiche, in alcuni casi molto roventi, in questa prima fase di campagna elettorale. Ha fatto discutere non poco l’intesa politica che ha portato alla riconciliazione tra Raffaele Fitto e Adriana Poli Bortone i quali, sotterrata l’ascia di guerra, hanno siglato un accordo strategico tra Pdl e Io Sud anche in chiave risolutiva per le prossime elezioni regionali. Quello che dai diretti interessati è stato definito come “un passo molto ponderato e responsabile”, per gli esponenti cittadini del Pd è “la vittoria dell’ipocrisia e la sconfitta della lealtà”. Dal canto suo, il sindaco Perrone ha gettato acqua sul fuoco definendo quello con Io Sud “un accordo trasparente, fatto alla luce del sole, proiettato in avanti, avendo come priorità assoluta quella di lavorare sui progetti a favore della nostra città. L’accordo non coinvolge scelte strategiche e posizioni assunte in questi cinque anni dalla mia amministrazione e delle quali resto pienamente convinto, in quanto prese nell’interesse superiore della mia città”. Da registrare anche la spaccatura nel Terzo Polo, con relativo scambio di accuse reciproche, tra Udc e Fli, con quest’ultimo che, contrariamente a quanto sta avvenendo in ambito nazionale, ha deciso di sostenere la candidatura del centrodestra anziché quella proposta dall’asse dei moderati. Massimo Alligri
PREMIO MONTINARI
A vent’anni da Capaci
In
occasione delle celebrazioni dei vent’anni dalla strage di Capaci e nell’ambito della sesta edizione del Premio Antonio Montinaro per la Legalità l’Associazione Nomeni per Antonio Montinaro, in collaborazione con Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie (Coordinamento regionale Puglia) e l’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari, indice il concorso di script cinematografici “A vent’anni da Capaci”. Il concorso si pone quale occasione di approfondimento e di ricerca sulle vicende che hanno contribuito alla trasformazione del nostro Paese dal 1992 ad oggi. Il concorso è rivolto a tutti: singoli cittadini, singoli artisti, gruppi informali, movimenti, associazioni, scuole. Per ciascun gruppo di lavoro non è previsto un numero limite di partecipanti. Il concorso prevede la stesura di un soggetto cinematografico di massimo due cartelle (3.600 battute) finalizzato alla realizzazione di un cortometraggio di durata non superiore a 15 minuti. Lo script dovrà contenere la proposta di un’azione finalizzata alla lotta alle mafie a partire dall’analisi dell’affermazione del Mahatma Gandhi: “Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere”. L’iscrizione al concorso è gratuita. I candidati dovranno compilare la scheda di iscrizione e trasmetterla entro e non oltre le ore 14 di lunedì 16 aprile 2012 all’indirizzo mail bando.premiomontinaro@gmail.com. Gli elaborati, unitamente alla liberatoria in allegato e a un documento di riconoscimento, dovranno pervenire tramite raccomandata A/R entro e non oltre le ore 14 del 10 maggio 2012 all’indirizzo: ARCI Comitato regionale Puglia, Via Marchese di Montrone 57, 70122 Bari. Tutte le informazioni e chiarimenti in merito al bando possono essere richiesti fino al 30 aprile 2012 all’indirizzo bando.premiomontinaro@gmail.com.
Tricase: che colpi di scena! 8
amministrative
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di Giuseppe Cerfeda
Girandola. Ridda di ipotesi per PD, PpV, Socialisti e l’UdC che prende tempo. Il Sel converge su Coppola. Il Pdl sceglie la Greco. Il G.A.T. ufficializza dell’Abate e apre a FLI ed Alleanza per Tricase
6 E 7 MAGGIO: DOVE SI VOTA COMUNE
ABITANTI
ARADEO
CASARANO
CASTRIGNANO DE’ GRECI CASTRO
SINDACO USC.
9.676
DANIELE A. PERULLI
4.107
DONATO AMATO
20.579 2.557
COMMISSARIATO Luigi Carrozzo
COALIZIONE Lista Civica Lista Civica Lista Civica
GALATINA
28.081
COMMISSARIATO
GALLIPOLI
20.226
COMMISSARIATO
LECCE
83.303
Paolo Perrone
Centrodestra
MATINO
11.615
Giorgio A. Primiceri
Lista Civica
ORTELLE
2.489
COMMISSARIATO
RACALE
10.321
Masismo Basurto
Salice Salentino
8.863
Donato De Mitri
Lista Civica
SAN CESARIO
7.357
Antonio C. Girau
Lista Civica
GALATONE
15.895
GUAGNANO
6.193
LEVERANO
13.914
MELENDUGNO
9.307
OTRANTO
5.282
RUFFANO
San Cassiano SAN PIETRO SCORRANO TRICASE
IN
L.
9.530
Franco Miceli
COMMISSARIATO Cosimo Durante
COMMISSARIATO Luciano Cariddi
COMMISSARIATO
2.223
Gabriele Petracca
3.733
Salvatore Tondo
6.755
17.386
Mario Pendinelli
COMMISSARIATO
Centrodestra
Lista Civica
Lista Civica Lista Civica
Lista Civica Lista Civica Lista Civica
olpi di scena a ripetizione nella parte del centrosinistra che non ha ancora definito le proprie strategie. Ci eravamo lasciati con PD, Puglia per Vendola, Socialisti e UdC che parlavano fitti e spingevano per una candidatura unitaria che rispondeva al nome del dirigente comunale Mimino D’Aversa che, però, avrebbe “gentilmente” declinato l’invito. Nel frattempo si sono fatte delle ipotesi dal candidato indicato dal PD, Carmine Zocco, alla clamorosa scelta dell’ex sindaco (dal 1997 al 2006) Luigi Ecclesia. Ipotesi, quest’ultima che, però, non ha trovato alcuna conferma. Ad un certo punto è circolata incontrollata la voce di un patto col PES, finora rimasto defilato, e di un candidato Sindaco a sorpresa: Alfredo De Giuseppe. Ma anche quest’ipotesi al momento di andare in stampa (mercoledì 14 marzo) già perdeva consistenza. Il PD (sempre con Socialisti e Puglia per Vendola) continua il suo dibattito interno alla ricerca di un candidato che possa andare bene anche all’Udc e anche se il nome resta top secret si è appreso che dovrebbe essere una figura esterna mai fino ad oggi impegnata direttamente nella vita politica. Intanto, proprio da fonti Udc si apprende che il senatore Ruggeri avrebbe preso tempo fino a venerdì 16 marzo per una scelta definitiva. E se l’alleanza con PD, Socialisti e PpV dovesse saltare, il partito di Casini potrebbe decidere di correre da solo, oppure potrebbe approfondire la trattativa con FLI, Alleanza per Tricase e, eventualmente, il G.A.T. Nella restante parte del centrosinistra sono da tempo confermati Giuseppe R. Panico, candidato dell’IdV, e Antonio Coppola, a capo del suo gruppo. Il Sel intanto ha avviato “un percorso
di condivisione programmatica e di partecipazione democratica” proprio con il gruppo di Antonio Coppola. Il Pdl, invece, sembrerebbe aver sciolto le sue riserve: manca ancora il crisma dell’ufficialità ma con ogni probabilità sarà Luana Greco, assessore all’Urbanistica durante le gestione Musarò, il candidato Sindaco. Per la precisione, la Greco sarà a capo di una o più liste civiche e godrà del sostegno della lista del Popolo delle Libertà. Parrebbe a rischio l’appoggio al Pdl di Azzurro Popolare di Ippazio Cazzato. Si è anche discusso in questi giorni della presunta fuoriuscita dal Pdl di una sessantina di iscritti. In realtà questi, facenti parte delle aree che si possono ricondurre a Nunzio Dell’Abate e a Pasquale Scarascia, non hanno mai riconsegnato la tessera ma solo espresso la loro posizione critica nei confronti del coordinamento provinciale del partito, reo a loro dire di non consultare la base nel momento di prendere le decisioni. A proposito di Nunzio Dell’Abate, il Gruppo Aperto Tricase ha pronte due liste civiche ed ha scelto proprio l’ex assessore come candidato Sindaco. Ora sono al vaglio possibili alleanze che, vista l’attuale situazione, potrebbero concretizzarsi con Futuro e Libertà e Alleanza per Tricase. Resta da vedere se, nel caso di un accordo elettorale, resisterà la candidatura di Dell’Abate oppure si convergerà su un nome nuovo, soprattutto nell’ipotesi che salti il patto tra UdC e una parte del centrosinistra e che il Partito di Casini entri a far parte di questo cartello elettorale.
Leverano: Zecca e Muci ci sono 17/30 MARZO 2012
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Ancora nulla nel centrosinistra. Alcuni esponenti locali del Pd hanno incontrato i cittadini
appartenenti all’Associazione “La Chiazza” ma ancora niente sul nome del candidato circa due mesi dalle Amministrative, Leverano ha già da tempo un suo candidato sindaco. Si tratta di Giovanni Zecca, 44enne avvocato con una lunga militanza politica essendo consigliere comunale dal 2002 e già capogruppo di An. La candidatura di Zecca è stata avanzata dalla locale sezione del Pdl già dallo scorso mese di gennaio in quanto sulla figura dell’apprezzato professionista convogliano larghi consensi da parte degli iscritti al partito. “L’invito rivoltomi da tanti amici che hanno condiviso con me un lungo percorso politico”, ha detto Zecca, “non poteva lasciarmi indifferente. Mi sono sentito particolarmente lusingato nel constatare il totale consenso dei presenti alla mia indicazione perché mi ha fatto comprendere quanto sia forte il desiderio della mia area di potermi vedere alla guida di una lista civica”. Zecca sembra avere le idee chiare sulla strategia politica da adottare per la conquista della poltrona di primo cittadino. “Tutti i nostri sforzi saranno diretti alla formazione di una civica aperta alle altre forze politiche, alla società civile ed al mondo dell’associazionismo leveranese, che si porrà l’obiettivo primario di operare per il nostro territorio con impegno e dedizione. Nella formazione delle alleanze terremo conto di ogni istanza e valuteremo attentamente le proposte delle rappresentanze politiche e non, sia riguardo la stesura di un programma concordato, sia nella indicazione di tutte le candidature. L’obiettivo primario”, ha concluso Zecca, “resta in ogni caso la
formazione di una lista civica competitiva, impreziosita dalla presenza di una forte componente giovanile, che contribuirà fattivamente alla crescita della comunità leveranese”. La candidatura di Zecca è stata accolta con favore anche da altri personaggi di collocazione politica diversa. Uno di questi è il consigliere comunale del Pd, Giuseppe Martina, già vicesindaco della giunta Durante, il quale ha offerto il proprio sostegno. “Condivido il percorso che Giovanni Zecca intende perseguire con una lista civica”, ha dichiarato Martina, “dove i cittadini, le associazioni e le forze politiche si possano riconoscere in un progetto comune e in un programma che parte dal basso. Il progetto mi entusiasma, nonostante la mia appartenenza politica al Pd, perché il momento difficile e confuso che stiamo vivendo mi stimola a partecipare e a met-
termi nuovamente in gioco per contribuire al bene comune”. Per quanto riguarda il centrosinistra, percependo la oramai nota difficoltà dei cittadini a riconoscersi negli svariato universo di simboli e sigle, il Pd strizza l’occhio ai diversi movimenti nati con l’intento di formulare proposte e progetti per costruire una nuovo percorso politico ed amministrativo. Ed è con questo intento che alcuni esponenti locali del partito di Bersani hanno incontrato i cittadini appartenenti all’associazione politico-culturale “La Chiazza”, dal cui confronto è emersa la necessità di attuare un concreto programma di gestione del territorio che coinvolga concetti quali la sostenibilità, il risparmio delle risorse, la tutela del patrimonio culturale e ambientale, il recupero e la valorizzazione dei beni, della memoria e dell’identità cittadina. Ma nomi di papabili aspiranti alla poltrona di primo cittadino ancore non se ne fanno. Un’interessante alternativa potrebbe venire dal neo costituito movimento denominato “Primo Elemento” che nei giorni scorsi ha ufficializzato la candidatura a sindaco di Carmine Antonio Muci, 43enne avvocato, finora mai impegnato in politica. Il movimento è nato con l’obiettivo di amministrare la città mediante “un programma coscienzioso che contempli il da farsi senza voli pindarici, senza false promesse, basato essenzialmente sulle risorse a disposizione e su quelle garantite dalla capacità progettuale degli Amministratori di domani”. Massimo Alligri
A Caprarica il volley spopola
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onsapevoli di star disputando un’ottima stagione, le ragazze dell’AGS Caprarica Volley si apprestano a vivere la fase più intensa dei campionati di Serie D e di Prima Divisione. Tre e sei i turni alla fine dei rispettivi gironi, in un’annata che ha visto la conferma del buon lavoro svolto negli anni precedenti. L’AGS, con al timone il giovanissimo presidente Riccardo Leo, è una società in cui il divertimento è alla base di tutto, ma in cui gli sforzi mirati e l’impegno sembrano farne uno squadrone tagliato per il successo, almeno a livello locale, da sempre. Alessandro De Carlo, al quinto anno da allenatore della compagine di Serie D, forte di due salvezze consecutive e di una partecipazione agli spareggi-promozione, esprime la sua contentezza dopo il meritato successo interno per 3-1 contro l’Erca Impianti Team Volley, che viene scavalcato al quinto posto in graduatoria, a 31 punti, proprio dalle capraresi: “Questo è un gruppo solido, che ha voglia di fare bene, che è venuto fuori dalle difficoltà alla grande. Dopo un periodo nero in cui, per vari motivi, mi toccava dirigere allenamenti con sole 7-8 ragazze, ci siamo rimessi in carreggiata, e l’obiettivo play-off è vivo… poi chissà, l’appetito vien mangiando!”. La classifica fa ben sperare, anche se il mister invita a non abbassare la guardia: “Nelle tre partite finali conterà la concentrazione. Un errore sotto rete, o una palla giocata male, così come un colpo di fortuna, può essere determinante. Il quinto posto non ci fa stare tranquilli: la settima piazza, la prima dei play-out, è lontana solo un punto, ma il gruppo risponderà bene, ne sono certo”.
care a pallavolo. Quest’anno è stato sinora ricco di soddisfazioni, e la terza posizione, valida per i play-off, mi sembra molto soddisfacente. L’AGS ha dimostrato sul campo di non aver nulla da invidiare a team come Corigliano e Galatone, lanciatissimi nelle prime due posizioni, e ben più esperti”. Il fatto che Castrignanò schieri titolare la brava Giulia Greco, laterale non ancora quindicenne, non stupisce: “Da sempre preferisco giocare, per quanto sia possibile, con le più giovani, in proiezione futura. Il gruppo odierno è l’Under 18 dell’anno scorso, lo stesso che ha conquistato la Prima Divisione. E c’è gente davvero preparata, come la palleggiatrice Dalila Ingrosso (classe ‘93), una nostra bandiera, che è pronta a passare di livello”.
Con elementi di sicura affidabilità quali il capitano Virginia Grande e la veterana Beatrice Biscuso, e grazie alla freschezza di diverse under 21, credere nel traguardo è più che auspicabile. Alessandro Ancora più sorprendente risulta essere il cammino delle “baby” De Carlo di Prima Divisione: una squadra con età media di 18 anni (la più giovane del torneo provinciale) che, dopo la vittoria nel girone Dopo l’ultima vittoria, il sofferto 3-2 in casa dell’ostico Corsano, l’AGS ospidi Seconda dello scorso anno, ha tutti i requisiti per bissare la promozione. A terà domenica 18 marzo il Gruppo Volley 1984, che appare condannato al guidarla è il simbolo del volley di Caprarica, coach Giuseppe Castrignanò, play-out. Castrignanò chiude con uno sguardo al futuro imminente: “Saranno socio fondatore del club e curatore di tutto il settore giovanile (dal minivolley sei battaglie, da qui sino a fine aprile. Sognare la D è lecito, le ragazze ne all’Under18, un impegno non da poco): “Ero consapevole di avere l’oro fra le sono consapevoli!”. mani già da quando questo gruppo di ragazzine (collaudatissime: insieme Stefano Verri quasi tutte da sei stagioni, da quando avevano 12-13 anni, Ndc) iniziò a gio-
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Gallipoli: niente larghe intese riva allo Jonio, tra malumori e polemiche, fervono i lavori in vista delle prossime Amministrative. Nel centrosinistra si opera per cementare la candidatura di Francesco Errico, lanciata dall’asse dei moderati che fa capo all’ex primo cittadino Giuseppe Venneri. Pare che il Pd stia per ratificare l’appoggio all’ex vicesindaco, su cui convergerebbero anche altre forze moderate e alcune liste civiche. In attesa che si pronuncino i segretari provinciali di Pd e Udc, Salvatore Capone e Totò Ruggeri, i democratici tirano il freno sull’apertura trasversale al Pdl proposta da Giuseppe Coppola. Quindi niente larghe intese per ora, in attesa di definire le strategie politiche e le azioni programmatiche per iniziare la scalata a Palazzo Balsamo. Controversie molto animate, invece, nel centrodestra laddove si è registrato uno sfogo del referente cittadino della Ppdt, Giovanni De Marini, il quale nei giorni scorsi, nel tentativo di smuovere la prolungata situazione di stallo, aveva dato la propria disponibilità alla candidatura a sindaco lanciando anche l’idea delle Primarie. In sostanza, De Marini rivendica più autonomia del suo movimento rispetto al Pdl e chiama in causa anche il responsabile regionale, Raffaele Fitto, ponendo una serie di interrogativi tesi a verificare la posizione della Ppdt in seno alla coalizione. Con una perentoria entrata a gamba tesa, De Marini chiede: “Cos’è la Ppdt? È un movimento partitico, sia pure su scala regionale, quindi con pari dignità nei confronti del Pdl oppure è una succursale di tale partito nazionale? E se la risposta, come ovvio attendersi, è che la pari dignità non si discute, come mai la ricerca del candidato Sindaco viene praticamente fatta nell’ambito esclusivo del Pdl? Forse perché si vuole dare spazio a soluzioni giovani, ma non nuove, di scarsa esperienza, che però purtroppo sono fortemente concorrenziali tra loro, non essendoci al loro interno chi viene percepito come più autorevole. O forse perché si vuol dar credito a chi millanta di riuscire a creare un riavvicinamento di pecorelle smarrite”. Non ci sta De Marini e non le manda certo a dire, dichiarando senza mezzi termini che in assenza di risposte convincenti “bisognerà valutare se restituire la Ppdt al mittente con gli auguri di un futuro successo”. E in questo pesante clima che si fa strada la voce sempre più insistente che il Pdl, con la benedizione di Vincenzo Barba, sarebbe pronto a lanciare la candidatura di Alberto Leopizzi, ingegnere e cofondatore del movimento “Gallipoli è tua”. Chi invece va per la sua strada è Tommaso Scigliuzzo, candidato sindaco dell’Idv, il quale, ritenendo oramai alquanto improbabile la paventata intesa con Pd e Udc, prosegue la sua corsa solitaria verso la poltrona di primo cittadino. Nel frattempo, su altri fronti cominciano a prendere forma alcune proposte alternative. I circoli cittadini della Dc e di Fli, guidati rispettivamente da Roberto Gabellone e Roberto Cataldi, hanno confermato la volontà di presentarsi uniti alle prossime consultazioni elettorali, non escludendo la possibilità di allargare l’alleanza ad altre forze moderate quali Udc e Api. “La speranza”, dice Cataldi, “è che si formi un polo moderato che possa individuare le persone migliori che garantiscano il massimo impegno per individuare le soluzioni ai tanti problemi che assillano la nostra cittadina senza lasciarsi condizionare da antagonismi personali e da invidie e gelosie che nulla hanno a che fare con la gestione della cosa pubblica”. m.a.
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Ruffano: le
Le due anime del PdL. Nessun accordo tra
l’area fittiana e quella facente capo a Mantovano PDL sembra proprio non riuscire a trovare una linea comune. Tutto è cominciato con la richiesta del gruppo politico per il “Popolo di Ruffano e Torrepaduli”, che indicava le Primarie come “l’unico strumento per la scelta democratica del futuro candidato Sindaco“Ora che il numero di candidati consiglieri è sceso a 10”, vaticina Fabio Rizzo, “ogni famiglia o gruppetto potrà scendere in campo con la propria lista, anzi sembra proprio che stia accadendo. Infatti è con la massima leggerezza che ogni giorno vengono fuori nomi di candidati Sindaco per le prossime amministrative, come se il problema fosse il nome del Sindaco e non il suo programma e il suo gruppo. Siamo arrivati alla conclusione che l’unico modo per uscire da questo buio potrebbe essere quello di accendere una candela, e questa candela si chiama Primarie, strumento di massima espressione democratica, tanto forte da intervenire ancor prima del dettato ordinamentale costringendo di fatto le varie forze a confrontarsi sul terreno dei programmi e non sulle candidature forzose. Abbiamo a cuore il nostro paese”, conclude Rizzo, “e siamo certi che questo metodo farà finalmente luce sulla situazione smascherando coloro i quali fingono di operare per il bene di tutti travisando i reali interessi alle poltrone. Il nostro gruppo è pronto al confronto con chiunque abbia Ruffano nel cuore, senza preclusioni”. A questa sortita ha fatto seguito la replica dell’ex sindaco Carlo Russo: “E’ impensabile dare vita a questo tipo di selezione lì dove manca una comune veduta su temi strategici per la cre-
Il
scita e lo sviluppo delle nostre comunità. Per questo motivo, per la lista “Ruffano&Torrepaduli-Carlo Russo sindaco, risulta inaccettabile la proposta del gruppo “Per il Popolo di Ruffano e Torrepaduli”. Loro, inoltre, affermano che i criteri che sono alla base della formazione della loro lista, sono quelli della trasparenza, legalità, moralità e coerenza. E’ proprio riguardo a quest’ultimo valore che la precedente Giunta Russo era stata accusata di essere caduta per problemi di unione al proprio interno, da chi sembra ora non considerare più quel difetto come la causa di tutti i mali. Secondo la lista “Ruffano&Torrepaduli” sarebbe più giusto e più onesto nei confronti dei ruffanesi presentarsi con proposte separate, per evitare che su temi importanti, come lo scempio delle nostre serre e la costruzione di deturpanti parchi eolici, ci si trovi dalla stessa parte ma con idee diametralmente opposte”.
e Primarie della discordia
à. fo, el eine aE’ re ta di ra me ta usi imdi la te
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amministrative
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I fantastici quattro. “Ruffano & Torrepaduli” insiste con Carlo Russo, “Popolo di Ruffano e Torrepaduli” va con Franco De Vitis, “Città Futura” con Antonio Cavallo. E per il SEL c’è Pietro Zaccagnino
Mette il dito nella piaga Pasquale Toma, dirigente comunale e provinciale proprio del PdL: “Il segretario del PDL Alfano ha dato il via all’utilizzo delle Primarie anche nell’ambito della nostra area politica. Purtroppo, però, come spesso avviene in Italia, le regole sono fatte per essere trasgredite. Ed infatti da più parti vediamo che esponenti pidiellini sfuggono al confronto ed alle direttive ormai consolidate in tutto il Paese. Ne abbiamo un esempio a Ruffano dove il PDL è da sempre diviso in due fazioni, solo che il gruppo capeggiato da Franco De Vitis ha cercato in ogni modo di scendere in campo con una lista unitaria, proponendo anche le primarie avallate dal segretario Gabellone che si è speso in prima persona. Dall’altra parte il sordo duo Russo & Gaetani, tesserati PDL, ha deciso di dire no dimostrando insubordinazione, insofferenza alle re-
gole, disinteresse al partito ed una mancanza di senso civico degna dei regimi totalitari. Dal canto loro hanno propalato apodittiche diversità di programmi senza mai averli confrontati e comunque, le primarie, non servono principalmente a far scegliere al popolo oltre che i candidati anche i loro programmi? Noi, di Giovane Italia Ruffano, abbiamo a cuore il PDL e la sua unitarietà e dunque siamo preoccupati della deriva antidemocratica a cui potrebbero portare queste defezioni. Facciamo appello alla segreteria del partito affinché ripristini il rispetto delle regole e della democrazia, perché sottostare oggi ai diktat di pochi vuol dire abdicare all’unitarietà di domani e creare pericolosi e dannosi precedenti”. Pasquale Gaetani, assessore provinciale del PdL e attivamente impegnato anche nella sua Ruffano, non s’è certo lasciato passare la mosca sotto il naso: “Un senso di stupore ci ha colti leggendo le dichiarazioni di Pasquale Toma. Avverto il dovere di fare chiarezza su quanto si sta verificando. Le vicende interne al Pdl, ripeto, saranno affrontate in occasione del prossimo congresso cittadino e, in quella sede, democraticamente e alla luce del sole, si confronteranno le diverse anime per stabilire la linea politica da adottare, una linea politica che, come sempre accade in queste occasioni, sarà dettata dalla maggioranza e vedrà la minoranza, anche se con spirito critico, adeguarsi. Le vicende amministrative
sono tutt’altra cosa e vedono in questa fase il tentativo surrettizio di alcune persone appartenenti al gruppo “Per il Popolo di Ruffano e Torrepaduli” di imporre pseudo-primarie alla civica che si coagula intorno al nome di Carlo Russo. La domanda che ci poniamo è la seguente: perché la nostra lista deve sostenere consultazioni con un’altra lista dalla quale ci dividono idee e valori che sono alla base di un programma elettorale serio volto a rilanciare Ruffano? Non è più corretto che per il bene della nostra comunità, per troppo tempo martoriata da inutili protagonismi, ci si confronti con idee chiare lasciando ai ruffanesi l’onere e l’onore della scelta? Riteniamo una caduta di stile quella di voler tirare per la giacchetta il coordinatore Antonio Gabellone, uomo dai grandi valori morali, al quale ci lega un’amicizia che non si esaurisce nella collaborazione in Giunta, e che, ovviamente, è al corrente, minuto per minuto, di tutte le nostre scelte. Stemperiamo i toni e confrontiamoci serenamente in campagna elettorale. Chi avrà le idee migliori sarà premiato dai cittadini”.
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POKER DI CANDIDATI?
tando così le cose è chiaro che un accordo anche in extremis tra le parti ci appare piuttosto improbabile. Così, all’ufficializzazione delle liste dovremmo avere le due anime del PdL ruffanese contro. Da una parte l’area che fa riferimento ad Alfredo Mantovano con la lista “Ruffano&Torrepaduli - Carlo Russo candidato sindaco”. Dall’altra l’area fittiana con il movimento “Popolo di Ruffano e Torrepaduli” e il candidato che, con il placet della segreteria provinciale del Pdl, dovrebbe essere Franco De Vitis. La novità degli ultimi giorni è un contatto con l’apertura di un dialogo tra il “Popolo di Ruffano e Torrepaduli” e l’UdC che ha abbandonato il tavolo delle trattative col PD e “Città Futura”. Quest’ultima avrà come proprio candidato sindaco Antonio Cavallo. Anche il SEL, secondo quelle che sono le ultime evoluzioni della politica ruffanese, molto probabilmente correrà con una lista propria lista. E sarebbe già pronto il candidato Sindaco che dovrebbe essere Pietro Zaccagnino.
“Stress: conoscerlo e gestirlo”, il convegno
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utti oggi parlano di “stress”. Sembra che viviamo in un mondo sempre più “stressato”. Ma cos’è lo stress dal punto di vista scientifico? Quali sono le cause?È possibile gestirlo? E come? A queste domande si cercherà di rispondere durante il convegno “Stress: conoscerlo e gestirlo”, organizzato dall’Associazione “Koinè” di Ruffano per domenica 25 marzo. L’incontro sarà tenuto dalla dottoressa Liliana Jaramillo, psicologa, e dal dottor Giuseppe Falco, formatore esperto in tematiche psicologiche.
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Galatina: i dubbi del centrodestra
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ormai tutto è deciso per il centrosinistra galatinese, lo stesso non si può dire per il centrodestra laddove le diverse correnti sembrano lontane da un accordo. Deve faticare non poco il commissario cittadino del Pdl, Raffaele Baldassarre, impegnato in un certosino lavoro di diplomazia nel cercare di chiudere per tempo le svariate trattative. In virtù di quello che è successo a Lecce laddove è stato raggiunto un accordo programmatico tra Pdl, Io Sud e Fli per definire il piano d’azione nel territorio provinciale, l’idea di Baldassarre è appunto quella di estendere il perimetro della coalizione per cercare di coinvolgere anche quegli elettori che non si riconoscono sotto il simbolo del Pdl. Proprio per questo, Baldassarre ha chiesto a Maurizio Fedele e Francesco Sabato di fare un passo indietro in attesa di definire una proposta alternativa, che ovviamente provoca non pochi “mal di pancia” all’interno del partito. In attesa di coinvolgere anche l’Udc in questo progetto dalle larghe intese, l’unico nome che circola come candidato alla poltrona di primo cittadino è quello dell’ex sindaco Giancarlo Coluccia, la cui figura però non sembra entusiasmare gli animi più di tanto. Nel frattempo, dalla parte opposta, il candidato sindaco del centrosinistra, Cosimo Montagna, deve fare i conti con la forte presa di posizione da parte della Federazione della Sinistra che, in segno di discontinuità con il passato, è contraria all’allargamento della coalizione alle forze moderate e alle liste civiche. A fare da terzo incomodo potrebbe essere un candidato sostenuto dalle civiche. Nei giorni scorsi infatti il movimento “Patto per la città” (che comprende MeP, Socialisti, “La Civetta” e “Città Libera”) ha formalizzato l’intesa con Alleanza per l’Italia. All’orizzonte si profila un ulteriore alleanza trasversale con le altre civiche “Polis”, “Galatina Altra” e “Galatina in Movimento”, che potrebbero ufficializzare a breve la candidatura dell’ex presidente del consiglio comunale, Carlo Gervasi. L’intento di questo concordato tra le liste civiche è quello di «incalzare il dialogo con le altre forze della città per trovare una sintesi ampia, senza preclusioni, perché gli steccati del vecchio bipolarismo sono falliti». C’è da dire anche che l’eventuale candidatura di Gervasi, uno dei primi sostenitori del movimento della senatrice Poli Bortone, potrebbe provocare non poche frizioni all’interno di Io Sud, che è anche il partito di Coluccia. Difficile quindi pensare che i due scenderanno in campo l’uno contro l’altro, anche se ormai a Galatina i cittadini sono abituati a tutto. Massimo Alligri
Casarano: Stefàno e poi?
Ci
attualità
siamo. Finiti i bagordi ed i frastuoni del carnevale, son ricominciati i frastuoni della politica in attesa che prima o poi ricomincino anche i bagordi. Le elezioni si avvicinano inesorabilmente come la scadenza di una cambiale e con l’avvicinarsi di quella data, vanno delineandosi gli equilibri che portano poi all’espressione del candidato Sindaco che è poi il sunto di tutto un lavoro cominciato ormai da mesi. È ovvio ed è risaputo che ogni campagna elettorale che si rispetti, porti con se tensioni e soprattutto incertezze su quelli che saranno i risultati finali; il problema a Casarano invece è che le incertezze, così come accadeva qualche mese fa (quando in fondo era normale che ciò accadesse), ci sono ancora oggi che di questo agone elettorale è ormai la vigilia. Questa volta, a differenza di quanto accadde qualche anno fa, chi sembra non soffrire di tale ansia da decisione è il centrodestra che, così com’era possibile preventivare da mesi ormai, ha affidato le proprie sorti nelle mani di Gianni Stefàno, Assessore provinciale e uomo forte del partito che, nel precedente turno, diede prova di consensi proprio nell’elezione a tale carica. Da qui in poi invece è tutto un punto interrogativo che lascia spazio al rincorrersi di voci ed al più classico dei “toto candidati”. Il PD, che sarebbe dovuto essere l’elemento coagulante di un centrosinistra che si prefigge di continuare a governare Casarano, ha dapprima aperto ad un dialogo con tutte le altre forze che con il centrodestra non hanno voluto (o non hanno potuto) stare; ma poi, dopo aver ricevuto le richieste di Sel, le ha giudicate “irricevibili” e quindi sono venute meno anche le tanto attese, temute e vagheggiate primarie. Ma cosa avranno mai chiesto di tanto scandaloso gli amici di Sel, tanto da far dichiarare “irricevibili” tali proposte? Semplicemente di non vedere le stesse facce. Questa la proposta (in verità diffusa così tanto tra la popolazione da esser definita “populista”) che ha fatto allontanare definitivamente le posizioni fra le due anime della sinistra. Ed allora Sel correrà da sola con il suo candidato Franco De Matteis. Altrettanto
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di Antonio Memmi
CENTRODESTRA OK. Per gli altri invece tutto un rincorrersi di voci e il più classico dei “toto candidati”
decisa lungo la sua strada la determinata Francesca Fersino che, accompagnata dall’Associazione Liberacittà, FLI e Regione Salento, è un’altra delle candidature ufficiali che è pronta a dar battaglia. Così come lungo il proprio sentiero corre da solo Fernando Rizzello di “Io amo l’Italia” di Magdi Allamm. Per un po’ si è parlato anche di un ritorno di De Masi; invitato ufficialmente (e come sarebbe potuto essere altrimenti…) dall’Associazione che porta il suo stesso nome. Ma il buon Ivan non ha trovato il giusto clima politico (e probabilmente i numeri) per fare nuovamente la sua discesa in campo ed ha declinato l’invito lasciando (forse) il posto di candidato al sempreverde Paolo Zompì. Ed il PD? Il protagonista della politica casaranese degli ultimi 14 anni, dopo aver evitato le incognite delle primarie, ha aperto ad un’intesa anche con altri potenziali alleati che poi sarebbero l’UDC di Alberto Chiriacò e l’IDV di Piergiorgio Caggiula. La vera notizia sta però nel fatto che, a differenza delle previsioni di alcuni mesi fa, il candidato Sindaco potrebbe anche essere un uomo non necessariamente con la tessera di Bersani e si fa il nome di Attilio De Marco che, se ricordate, fu l’Assessore che per primo ebbe il coraggio di sbatter la porta ed andar via dalla Giunta De Masi. Chi invece non crede ad una sola parola di quelle dette da PD & C. è Marcello Torsello (altro ex assessore “dissidente”) che senza mezzi termini parla di un teatrino che servirebbe a far accomodare nell’aula consiliare i soliti volti. Se li contate sono in 6! Sei candidati sindaco per un paese di provincia come Casarano; generalmente è un segno di massima democrazia... ma il fatto che si faccia fatica a compilare le liste che possano supportare i candidati, non è un bel segno: la gente è stanca dei soliti teatrini e la propria faccia non vuol mettercela più.
Essere nel Benessere con l’Idrocolonterapia a Gallipoli idrocolonterapia è una metodica efficace per la rimozione delle scorie e delli feci stagnanti nel colon. Il colon è il cassonetto dell’organismo, dove tutti i rifiuti vengono scaricati per essere espulsi. Le scorie che rimangono nel colon più del dovuto vanno in putrefazione, producendo un vero e proprio avvelenamento dell’organismo. Le tossine, attraverso il circolo sanguigno, raggiungono ogni cellula del corpo e indeboliscono l’intero sistema, abbassando le difese immunitarie provocano uno stato di stanchezza cronica. Questa autointossicazione molto spesso è rilevata da un cattivo odore del coorpo soprattutto dei piedi, dell’alito, del sudore e dal forte odore di putrefazione delle feci.
L’
PERCHÈ? Giornalmente, rifiuti e tossine, legate all’alimentazione, allo stress, all’inquinamento, intasano il nostro colon che perde parte della sua funzionalità. Tutte queste tossine, che si depositano nel nostro colon possono essere la causa di numerose patologie che interessano varie regioni del nostro corpo, come le vie respiratorie, la pelle, il sistema nervoso e le vie digestive. L’idrocolonterapia, permette oltre alla eliminazione del gas presente all’interno del colon anche di tutti i rifiuti che si sono depositati sulle pareti come: cellule epiteliali morte, materiale fecale, residui irritanti, tossine, parassiti ed altre sostanze dannose al nostro organismo. Il colon ripulito ritrova il suo ottimale funzionamento che si concretizza con: a) regolare assimilazione delle sostanze nutritive (Sali minerali, vitamine, acqua, ecc.). b) regoalre svuotamento ed allontanamento delle scorie dell’organismo. c) riattivazione del sistema immunitario. Il lavaggio del colon restaura l’armonia interna e migliora la salute globale dell’individuo.
QUALE INTERESSE? Già centinaia di anni fa, in tutte le civiltà più evolute si affermava che la base della salute poggia su di un intestino funzionante e pulito. Per mantenersi in salute, l’organismo deve
essere in grado di eliminare le sue tossine. I reni, i polmoni, e la pelle curano la pulizia del sangue e del sistema linfatico, mentre il colon, svolge la funzione di eliminare le scorie e le tossine dall’intestino. La moderna tecnologia a messo a punto un trattamento in grado di pulire a fondo l’intero tratto del colon e rieducarlo ad una giusta funzionalità e modalità. L’idrocolonterapia è una pratica di tipo: Preventivo, per eviatre l’accumulo di elementi tossici; Curativo, per eliminare le anomalie intestinali; Mantenimento per conservare e migliorare la funzionalità intestinale. L’idrocolonterapia è salute per tutti in quanto è un valido supporto per qualsiasi terapia medica, mantiene giovane l’organismo e può rappresentare un importante punto di partenza per iniziare a seguire un’alimentazione più sana e naturale. Oltre ad essere un beneficio presidio terapeutico per la salute, diventa anche uno spunto concreto per migliorare la qualità della vita. E’ una pratica particolarmente consigliata a: persone anziane, infermi, para o tetraplegici, donne gravide, ecc. E’ un mezzo essenziale per preparare il colon ad interventi diagnostici quali: Colonoscopia o esame Baritato; In previsione di un intervento chirurgico; Dopo un’anestesia generale per ridurre i problemi di ipofunzionamento dell’intestino. E’ una buona misura complementare nei casi di cure disintossicanti, diete, ecc. CON QUALI SCOPI? Gli effetti benefici, diretti ed indiretti, dell’idrocolonterapia sono numerosi, per esempio: miglioramento dello stato generale, effetti rilassanti e tonificanti, sensazione di grande benessere; Gradevole sensazione di leggerezza, dovuta alla decompressione e al decongestionamento del colon; Diminuzione della taglia e perdita di peso; Aumento della tonicità addominale e della stimolazione della peristalsi intestinale, grazie all’azione termica e meccanica dell’acqua; Favorisce l’eliminazione di parassiti e della flora intestinale anomala; Migliora l’assorbimento delle sostanze nutritive; Migliora lo stato della pelle, la circolazione sanguigna degli arti inferiori, la funzionalità re-
nale; Decongestiona le vie aree superiori.
I BENEFICI Coloro che si sottopongono all’idrocolonterapia rilevano i primi benefici già dopo le prime sedute: senso di benessere generale e di leggerezza, pensiero più lucido, mente più agile, migliore capacità di fare scelte; La pelle diventa più luminosa si attenuano le impurità e le manifestazioni acneiche o aczematose, mentre l’aspetto del volto appare più sereno e gioviale; L’organismo, rivitalizzato, presenta un sistema immunitario più efficiente con riduzione delle malattie stagionali, delle artropatie, degli episodi allergici, asmatici e bronchitici; La digestione è più regolare, scompare l’alitosi come pure la sonnolenza dopo i pasti, si attenuano gonfiori, crampi addominali, meteorismo e flatulenze; Infine, migliorano anche alcune alterazioni multifattoriali come le cefalee, le emicranie e la cellulite.
INDICAZIONI Stitichezza ostinata; Meteorismo e distensione intestinale; Colon irritabile; Malattie da autointossicazioni (cellulite, cefalea, “essenziale”, acne, invecchiamento della pelle, alitosi persistente, perdita di memoria, stanchezza cronica; Deficit immunitari; Asma bronchiale e broncopneumopatie; Aritmie cardiache; Affezioni di orecchio, naso e gola; Alterazioni della funzionalità tiroidea; Infestazioni di saprofiti o parassiti intestinali (micosi da candida, vermi, amebiasi, giardiasi, ecc.); Malattia diverticolare del colon; Colite ulcerosa e morbo di Crohn in fase quiescente; Colite mucosa.
CONTROINDICAZIONI Assolute: Gravi malattie cardiache; Emorragie o perforazioni gastrointestinali; Neoplasie del colon e del retto; Colite ulcerosa in fase attiva. Insufficienza renale. Temporanee: Ernie voluminose; Recenti interventi chirurgici al colon o al retto.
Per informazioni: dott.ssa Bruna Scarcia e dott. Luigi Errico, Essere nel Benessere, Corso Italia 82/C, Gallipoli. Tel. 0833/276221 e 340/4896533
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Specchia: l’estetica incontra il benessere Becosclub Estetica 2000. “Nasce il Punto di fusione tra centro estetico e Day Spa”
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frase di Rene’ Monory: “Il mondo non è in crisi, è in trasformazione”, è eccezionale, spazza via in un attimo i pessimismi di chi afferma: “Non funziona più niente, non c’è nulla da fare”. “E’ tutto meravigliosamente fantastico, se dopo oltre 25 anni di presenza nel settore si può evolvere, creare nuovi modelli di stile di vita, esplorare un nuovo modo di essere in benessere”. Si riassume in questa massima la piacevole conversazione con Anna Tecla De Rinaldis, responsabile di Estetica 2000 a Specchia. A due passi dalla storica villa comunale di Specchia, dove è posto il suo centro, si sperimenta un nuovo concetto di benessere che, poggiando su basi teoriche ben consolidate, sperimenta mix di offerta e di prodotti innovativi. “Non ci può essere un trattamento snellente senza una corretta cura alimentare e l’esercizio fisico”, prosegue Tecla, “conoscendo già la prossima offerta Becos, – Hula-Fit dove oltre all’approccio dei trattamenti Becos con l’utilizzo di diverse tecnologie si consiglia alimentazione sana e …. un giocoso esercizio fisico ritornato in voga con l’uso dell’Hula-hop. Con l’ultima ristrutturazione”, prosegue Tecla, “abbiamo diviso il settore Becos con le sue metodiche abbracciate ormai da molti anni con stanze dedicate ai trattamenti tecnologici con apparecchiature di ultima generazione, il 3 System luce selettiva, luce Multipla, Dermoplastico – Drain, Tonic, Lipocell. Mentre la stanza prestigio del centro estetico è occupata da Nausicaa la vasca multifunzionale per idrotrattamenti che utilizza l’acqua nelle sue forme diverse: in vapore, in micro gocce da nebulizzare, liquida insieme all’erogazione di nuvole d’aria calda, alle proprietà dei colori e alle virtù delle essenze per offrire al cliente trattamenti avvolgenti e multisensoriali”. Qui il metodo Fisiosphere è la nuova filosofia del benessere, un progetto che pone al centro dell’individuo e i suoi desideri, il punto di fusione tra Centro Estetico e Day Spa, la risposta adeguata, innovativa e coerente ai bisogni odierni. Un bisogno che mette al centro dell’attenzione il corpo riscoprendo l’importanza dei riti legati alla sua cura per poter vivere una
vera e propria esperienza rituale e sensoriale. “Il benessere è il desiderio di tutti, noi ti aiutiamo a realizzarlo!”. Questa è la filosofia di Estetica 2000 un luogo dove prendersi cura di se in modo globale, in cui la lenta scansione del tempo si fonde con luci soffuse, aromi delicati, musiche rilassanti. Qui si possono scoprire i rituali Fisiosphere per il viso e per il copro, fra percorsi olistici, trattamenti di ispirazione talassoterapeutica e termale, tecniche di massaggio esclusive, soluzioni all’insegna della naturalità con pietre laviche, spugne di Loofah, conchiglie naturali, fagottini caldi che accarezzano la pelle insieme a olii vegetali pregiati, fragranze raffinate, essenze e cosmetici preziosi. Coccole e gesti sapienti, massaggi armoniosi per rituali di bellezza e benessere profondo che appagano i sensi e le emozioni. Oggi Estetica 2000 vuole essere un oasi di pace, lontana dalla fretta e dallo stress, con zone dedicate alla Bellezza e al Benessere!
Ogni lunedì, solitamente giorno di chiusura per Estetica 2000, dalle 9 alle 12, il Centro si trasforma in un’area di consulenza per la bellezza ed il benessere, dove si possono provare personalmente e in forma gratuita i trattamenti, sviluppare programmi personalizzati, e studiare la soluzione migliore per ogni singola esigenza. Becosclub Estetica 2000, è in via Ugo Bassi a Specchia. Tel. 0833/535405
San Cassiano e i riti di San Giuseppe
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La tavola, la focara, la sagra… Trentaseiesima edizione della manifestazione
nche quest’anno, grazie alla puntuale laboriosità dei sancassianesi devoti al Santo ed alla fattiva collaborazione delle Associazioni coinvolte, l’Amministrazione Comunale farà rivivere le tavole e la loro festa, proponendo un percorso che si ripete ormai da 36 anni.
I festeggiamenti in onore di San Giuseppe a San Cassiano avranno luogo domenica 18 e lunedì 19 marzo e saranno il risultato di una lunga preparazione. Nei mesi precedenti, infatti, si è proceduto alla raccolta volontaria di fascine di ulivo ricavate dalla potatura degli alberi, donate dalla cittadinanza e destinate ad essere bruciate nel tradizionale rito del falò o fòcara di San Giuseppe; il 3 marzo ha avuto inizio la raccolta del grano, dell’olio, dei peperoni e di tutti i prodotti necessari per l’allestimento della sagra di San Giuseppe; il 10 marzo c’è stata la cottura del grano “stumpàtu” per tutta la cittadinanza; dal 12 marzo hanno avuto luogo i preparativi per l’allestimento della sagra e della fòcara. Domenica 18 avverrà la preparazione dei piatti tipici (dalle pìttule al pesce fritto, dalla massa alla zuppa di peperoni e zucchine, dal grano “stumpàtu” cotto con metodo tradizionale al
È
grano con i frutti di mare, alle tradizionali zeppole). Alle 20 l’accensione spettacolare della fòcara. La tradizione della fòcara affonda le sue radici in un passato non molto lontano, in cui i ragazzi di San Cassiano raccoglievano legna da ardere realizzando una serie di piccoli falò o focarèddhe in varie zone del paese; col tempo i falò divennero soltanto quattro, distribuendosi ciascuno per ogni rione del paese denominati Poggiardo, Zona, Vitrùgna e Padùli. Tale usanza era una sorta di gioco collettivo che sollecitava rivalità ed emulazione e, allo stesso tempo, stimolava il senso di appartenenza e condivisione di un’intera comunità.
“Da diversi anni”, spiega Luca Galati, assessore alla Cultura, “l’Amministrazione ha preso in carico l’organizzazione dell’evento riducendo il numero dei falò ad uno solo, di grandi dimensioni, che viene acceso la sera della vigilia della festa ed arde per l’intera notte del 19 marzo e parte del giorno successivo. Analogamente, la tradizione della sagra rappresenta l’evoluzione dell’uso invalso fra le famiglie di San Cassiano di organizzare nelle loro abitazioni le tavole o tàule di San Giuseppe, un pranzo per 3, 5 o 7, 9 o 13 persone,
Lucugnano: 102 candeline per nonna Maria
ancora festa a Lucugnano per nonna Maria. Domenica 18 marzo toccherà infatti quota 102 la signora Maria De Rinaldis, residente in via P. S. Mancini nella frazione tricasina. E come sempre sarà circondata dall’affetto dei suoi figli Santa, Lucia, Antonio, Giuseppe, Pietro e Salvatore e dei tanti nipoti e pronipoti, che insieme agli altri familiari ed all’intera comunità lucugnanese festeggeranno nonna Maria, vedova da 22 anni (era sposata con il sig. Lazzaro Marzo). La festa di compleanno si terrà in casa della figlia Santa, ubicata in via Borromini, 10.
ispirato alla cultura dell’accoglienza cristiana. Gli invitati erano scelti tra le persone più povere del paese ed in quell’occasione venivano denominati simbolicamente Santi e rappresentavano i familiari e i parenti di San Giuseppe. Con la collaborazione del locale Circolo delle donne, l’Amministrazione sta cercando di recuperare e ravvivare questa tradizione, impegnandosi ad allestire in occasione della sagra una bellissima tavola pubblica completa di tutti i piatti tipici, tradizionalmente in numero di 13”. La benedizione della Tavola di San Giuseppe avverrà alle 19,30; seguirà l’apertura degli stands. E poi tanto divertimento in compagnia dell’orchestra live “La Coppula” (musica leggera e balli di gruppo) e dalle 21 con gli “Alla Bua” e “Mascarimirì” in concerto (la tradizione si lega all’innovazione). Lunedì 19, giorno della ricorrenza religiosa, a partire dalle 18 avranno luogo i riti della Santa Messa nella Chiesa di San Leonardo Abate in Piazza Cito e della processione, che percorrerà le vie del paese. L’intero evento gode del patrocinio di Provincia di Lecce, Unione dei Comuni “Terre di mezzo” e Gal Terra d’Otranto.
Tavole e Fanova di scena a Melissano
14 ilgallo.it
San Giuseppe
17/30 MARZO 2012
La due giorni. Allestimento e benedizione della “Tavola di San Giuseppe” in un
locale attiguo alla Chiesa Madre e, in piazza Garibaldi, accensione della “Fanova”
Il
Centro Turistico Giovanile di Melissano organizza la II edizione della “Tavola di San Giuseppe” e della “Fanova” (focara propiziatoria al Santo) che si terranno nelle giornate di domenica 18 e lunedì 19 marzo (ore 18.30). Il calendario delle celebrazioni in onore del Santo prevede per domenica 18 marzo l’allestimento e la benedizione della “Tavola di San Giuseppe”, che avverrà in un locale attiguo alla Chiesa Madre, in via Casarano. A seguire, in piazza Garibaldi, accensione della “Fanova”. La “Tavola” potrà essere visitata sino a tutta la giornata del 19. La novità di quest’anno è costituita da un momento ulteriore alla liturgia dell’allestimento e della benedizione della “Tavola”. Si tratta del “rito della consumazione” dei pasti, in
programma lunedì 19, giorno della ricorrenza di San Giuseppe, sul sagrato della Chiesa Madre, al termine della messa vespertina (ore 18.30). La “Tavola” sarà imbandita per sette commensali, che, nella tradizione, rappresentano sette santi celebrati dalla Chiesa cattolica. A dettare il ritmo del rito sarà San Giuseppe. Durante il banchetto si consumeranno 13 pietanze differenti, legate, per lo più, alla tradizione culinaria salentina. Le altre figure ricordano Gesù Bambino, la Madonna, Sant’Anna, San Gioacchino, Santa Elisabetta e San Giovanni. I Santi saranno impersonificati da personalità di spicco della comunità melissanese, per meriti acquisiti nei vari settori (sociale, volontariato, religioso, sportivo, imprenditoriale, ecc…).
Salignano: San Giuseppe e Caremme
F
Fera te San Ciseppe. Domenica 19 si potrà visitare la tradizionale Fiera Mercato
esta di San Giuseppe a Salignano piccola frazione di Castrignano del Capo domenica 18 e lunedì 19 marzo. Domenica 18 giorno della vigilia alle 15,30 prenderà il via la Processione, accompagnata dal Complesso Bandistico “Città di Salve”. La processione uscirà dalla Chiesa Madre, percorrerà le strade del Paese e giungerà poi presso l’antica Chiesa di San Giuseppe dove sarà celebrata la Santa Messa. La serata, dalle 20, sarà allietata dal Gruppo Musicale Trio Salentino. Domenica 19, giorno della festa, fin dalle prime ore del mattino avrà inizio la Tradizionale Fiera Mercato comunemente chiamata “Fera de San Ciseppe”. Alle 9 e alle 11 le Sante Messe saranno celebrate nella Chiesa di San Giuseppe. A mezzogiorno avrà inizio la processione lungo la Fiera per poi giungere in Chiesa Madre dove alle 18 si terrà la solenne celebrazione eucaristica che sarà presieduta dal vescovo della Diocesi di Ugento - Santa Maria di Leuca, Monsignor Vito Angiuli. In serata, in Piazza Umberto I, a partire dalle 20, Amadeus Band, Sardella e Genga del cast di Mudù, e direttamente da Zelig, Ciciri e Tria. Al termine della festa, occhi rivolti al cielo per l’incantevole spettacolo di fuochi d’artificio che sarà eseguito dalla ditta Fireworks Salento di Vincenzo Martella di Corsano. L’Artistica illuminazione di piazze e strade sarà curata dalla premiata Ditta dei Fratelli Parisi di Taurisano.
Intanto rispuntano le Caremme. Anticamente, la “Quaremma o Caremma”, dopo la fine del carnevale appariva sempre, su balconi e terrazzi del Paese. Questo fantoccio, tipico del costume popolare salentino, raffigurava una vecchia brutta, quasi sempre vestita di scuro, con un fazzoletto nero, che ne copriva tutta la testa e lasciava solo il viso scoperto. Da questo momento, aveva inizio un periodo di “astinenza e sacrificio” fino al giorno precedente la Santa Pasqua. Ogni “Caremma” era munita di una “conocchia” e di un “fuso”, antichi strumenti in uso per filare la lana ed in questo caso utilizzati quali simboli di “laboriosità e del tempo che scorre”. Ai piedi “un’arancia amara con infilzate sette piume di gallina” come il numero delle domeniche mancanti dall’inizio della Quaresima alla Santa Pasqua di Risurrezione, non solo, ma per ricordare anche i sette vizi capitali: Superbia, Accidia, Lussuria, Ira, Gola, Invidia, Avarizia. La tradizione vuole che, si togliesse una piuma ad ogni scorrere di settimana, mentre il sapore acre dell’arancia, voleva evidenziare la sofferenza Quaresimale.
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Minervino: il banchetto del Santo 17/30 MARZO 2012
19 marzo
ilgallo.it
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La tradizione. Le case dei devoti si trasformano in “piccole chiese” che ospitano le
tavole in onore di San Giuseppe, dove primeggiano gli sproporzionati “pani a ciambella”
La
Pro Loco Minerva di concerto con l’Amministrazione comunale anche quest’anno, e nonostante le ristrettezze economiche, organizzano la VII edizione della tradizionale Tavola di San Giuseppe. L’evento è Patrocinato da Camera di Commercio di Lecce, Regione Puglia e Provincia di Lecce e punta a valorizzare e promuovere il territorio e o scambio interculturale. Un meraviglioso viaggio tra antiche tradizioni che affondano la loro origine in tempi assai lontani tra emozioni e suggestioni, tra festa e devozione. I festeggiamenti in onore di San Giuseppe avranno luogo il 18 e 19 marzo. Domenica 18, dalle 19 alle 24 inizieranno le visite alle Tavole di San Giuseppe allestite e imbandite dai devoti per ricevere la protezione del Santo, per chiedere una grazia o per adempiere ad un voto a lui chiesto. Il loro allestimento è curato nei minimi particolari e le case dei devoti si trasformano in “piccole chiese” che ospitano il banchetto in onore del Santo, dove primeggiano gli sproporzionati “pani a ciambella” arricchiti da artistici decori che ricordano quale Santo gli siederà accanto, dove i profumi e gli odori si mescolano dando vita ad inebrianti sensazioni di benessere
psico-fisico mentre gli usci resteranno aperti fino a mezzanotte in segno di ospitalità verso il prossimo che reciterà il Padre Nostro in favore della famiglia. Lunedì 19 marzo, sul far del sole, le persone che rappresenteranno i 13 Santi, ospiti della Tavola, si recheranno in Chiesa per confessarsi per poi andare a pregare nella casa che gli vedrà protagonisti dell’antico rito. A mezzogiorno, siederanno intorno alla Tavola imbandita e apparecchiata a festa, dando inizio al banchetto per assaggiare tutte e 13 le pietanze secondo un’alternarsi ritmico scandito dal suono della forchetta sul piatto ad opera di “San Giuseppe”. Terminano così i festeggiamenti nelle case dei devoti in onore del Santo. Nel pomeriggio alle 18,30, dopo la Processione e dopo la Santa Messa, si svolgerà in Piazza Umberto I, la manifestazione della Tavola di San Giuseppe dove, essendo stata allestita una Tavola di 13 Santi, si procederà ad una vera e propria Cerimonia con i Santi rappresentati da personaggi noti del mondo istituzionale, culturale e sociale, che si disporranno intorno alla tavola con San Giuseppe, che darà inizio e fine al pranzo come tradizione vuole. Negli stand gastronomici verranno distribuite alcune pietanze che compongono i 13 piatti della Tavola quali, Massa, Pittule Pampasciuni ecc.
LE ULTIME DAL CIELO
Congiunzione tra Luna, Venere e Giove
F
ra pochi giorni il cielo ci regalerà uno spettacolo molto carino, che vedrà i tre astri più brillanti della notte vicinissimi tra loro. Accadrà nelle sere del 25 e del 26 marzo 2012, quando la sottile falce della Luna crescente si posizionerà accanto ai due pianeti Venere e Giove, che appaiono brillanti ad ovest, subito dopo il tramonto. Non sarà affatto difficile scorgerli ad occhio nudo in quanto sono così luminosi da essere tra i primissimi astri ad “accendersi” nel crepuscolo vespertino. Dei due Venere è il più brillante, poiché vicinissimo alla Terra. Giove invece, sebbene sia il pianeta più grande del Sistema Solare, apparirà un pochino meno luminoso di Venere a causa della sua enorme distanza da noi. In particolare la sera del 25 la Luna sarà accanto a Giove, mentre Venere sarà leggermente più in alto. La sera del 26 invece la Luna si trasferirà in prossimità di Venere, lasciando Giove leggermente più in basso. Ma provate anche ad osservare questi astri nelle sere immediatamente successive, noterete delle simpatiche e curiose configurazioni. Vi invito a cimentarvi in qualche foto, che potete realizzare con una comunissima fotocamera, vedrete che non sarà affatto difficile comporre un’inquadratura “ad effetto”. Buon divertimento e buona visione! Vito Lecci (www.sidereus.info)
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La Cresima? Che confusione! 17/30 MARZO 2012
la parola ai giovani
“La
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Riflettiamoci sopra. Abbiamo chiesto un parere sull’argomento a chi da poco
ha concluso il ciclo della catechesi e le risposte in alcuni casi sono sconcertanti... senso e decide di impegnarsi ad essere un buon cristiano per tutta la vita”.
Cresima, dopo la consacrazione a Cristo nel Battesimo, é il sacramento in cui riceviamo il Sigillo dello Spirito Santo che ci unisce in modo più perfetto alla Chiesa e ci rende testimoni di Gesù nel mondo”. Dovrebbe essere questo il vero significato del Sacramento della Confermazione, ma è sempre cosi? Soprattutto per quei giovani, che da poco hanno concluso il ciclo della catechesi, sarebbe opportuno porsi alcune domande sul significato che ha assunto nel tempo questo Sacramento. E’ solo una questione di regali? Qual è l’età giusta per ricevere lo Spirito Santo?
C. A., 23enne di Montesano Salentino ritiene che la Cresima sia “la conferma della fede in cui credo, per tutti dovrebbe essere così, ma ultimamente è una questione di soli regali, è mettere in mostra i bei vestiti o le belle acconciature. Non ho avvertito cambiamenti dopo averla ricevuta ma, dopo la pausa di un anno da quel mondo, ho sentito l’esigenza di ritornarci. Non credo esista un’età giusta, dipende dalla maturità con cui una persona la affronta”.
“IN TERZA MEDIA PERIODO GIUSTO” F. F., 17 anni, di Lucugnano, dice che “per me è
stata solo in parte una questione di regali, io avevo soprattutto voglia di confermare la mia fede. In terza media è il periodo giusto perché i ragazzi sono abbastanza grandi per capire quello che stanno per ricevere”. Secondo R. S.. 22enne, di Andrano, “perché non sia ricordata solo come una semplice questione di regali è necessario fare un giusto cammino riflettendo sul significato dell’essere testimoni, e solo dopo questo ci si può considerare pronti. Indipendentemente dall’età”
Anche R. A., 17enne di Castiglione, sostiene: “Nonostante dovrebbe essere una scelta di un cristiano maturo, è ormai diventata una prassi, proprio perché la si fa troppo presto e quindi non si ha la coscienza per una vera e propria scelta”. C. A. di 29 anni, originario di Montesano e studente a Parma è lapidario: “La Cresima si riceve a quell’età proprio perché un ragazzo non è ancora in grado di capire e di scegliere cosa è più giusto per il suo futuro, altrimenti nessuno sceglierebbe di farla”. Per il 18enne F. A. sempre di Montesano, “È piacevole solo perché si ricevono tanti regali (!). Sarebbe bello farla addirittura in prima media”
La testimonianza di G. V., 17 anni, di Soleto: “Non ho fatto la Cresima solo per i regali. Lo Spirito Santo è sceso, ma forse non ha bussato. L’età giusta per farla è quando te lo senti veramente, non quando la fanno tutti. Per come è strutturato il sistema nessuno di noi l’ha fatta perché ne ha sentito il bisogno”.
“TAPPA SCONTATA”
Altra 17enne, E. F., di Tricase: “Non l’ho vissuta solo come una questione di regali, ma non l’ho neanche avvertita in maniera particolarmente “mistica”, l’ho vissuta come una tappa che è scontato fare, senza soffermarmi troppo sul suo significato, perché in terza media si è troppo immaturi. Dovrebbe arrivare nel momento in cui una persona, libera da forzature, ne capisce il
D. A. 21enne di Tricase: “Per me è stato un giorno come tutti gli altri. Credo che col passare del tempo si stia perdendo il vero significato di questo Sacramento”.
I DUE OPPOSTI
Per ben illustrare la poca chiarezza che vige tra i giovani, di seguito due affermazioni diametralmente opposte. L. S, 19 anni, di Andrano: “Sarebbe meglio non farla proprio!”. G. L.,17 anni, di Lucugnano, è invece fortemente convinto che “l’unico vero regalo, il più essenziale e il più bello, di cui dovremmo veramente essere felici di ricevere, è il dono dello Spirito Santo, che ci viene donato gratuitamente da Dio”. (con la collaborazione di Diletta Pispero, Giusy Musarò e Alessandra Rizzo)
il Vescovo
18 ilgallo.it di Giuseppe Cerfeda
17/30 MARZO 2012
Monsignore e i giovani:
Vito Angiuli. “Talvolta mi pare che le analisi sociologiche si compiacciano di descrivere una situazione
che privilegia solo alcuni fenomeni emergenziali trascurando il più vasto campo della “normalità”
primavera solitamente è il periodo prescelto per cresimare i nostri ragazzi. Ci siamo quasi e le domande sono quelle di sempre, legate all’importanza del Sacramento e ai giovani che cominciano a diventare protagonisti e non solo per quel che concerne la religione. Di questi temi, delicati, ne abbiamo voluto parlare con il Vescovo della Dicoesi di Ugento - Santa Maria di Leuca, Mons. Vito Angiuli. Che subito fa una premessa: “La risposta alle domande che seguono richiederebbe, in via preliminare, una riflessione sulla “questione educativa” che non è possibile affrontare in questa sede. La trasmissione della fede e la recezione dei sacramenti, infatti, può essere adeguatamente affrontata se si tiene conto di quella “emergenza educativa” che Benedetto XVI ha più volte sottolineato e che i Vescovi italiani hanno tenuto presente negli Orientamenti pastorali di questo decennio che portano il significativo titolo “Educare alla vita buona del Vangelo”. Sempre in via preliminare, sottolineo che la Diocesi di Ugento- S. Maria di Leuca intende assumere il tema dell’educazione come linea progettuale del suo cammino pastorale”.
La
Eccellenza, secondo Lei, oggi come arrivano i giovani (ragazzi) a ricevere i Sacramenti della Comunione e della Cresima? “Innanzitutto, vorrei sottolineare il grande impegno messo in atto dalle comunità parrocchiali (sacerdoti, catechisti ed educatori) per preparare tutti a una degna ricezione dei sacramenti. Ovviamente, il grado di preparazione e di consapevolezza dei ragazzi e dei giovani circa il significato che il sacramento riveste per la loro vita varia perché entrano in gioco diversi fattori. Non è possibile dare un giudizio univoco. Certo, assistiamo alla fatto che, dopo la recezione della Cresima, non tutti i ragazzi continuano il loro cammino formativo nella parrocchia. E ciò pone seri interrogativi sul
percorso effettuato. Per una seria valutazione di questo fenomeno bisognerebbe tener conto almeno di due fattori. Innanzitutto, bisognerebbe rispondere a una domanda molto complessa che può essere formulata in questo modo: quando una persona è veramente preparata per ricevere i sacramenti? Lascio la domanda irrisolta, facendo però notare che essa non si riferisce solo all’aspetto sacramentale e spirituale, ma anche umano e antropologico. In secondo luogo, occorre domandarsi: Quanta attenzione viene data all’azione educativa post-sacramentale? La questione dei sacramenti, infatti, non riguarda solo la loro preparazione, ma anche l’accompagnamento dopo la loro recezione. E qui si apre un altro grande capitolo per coloro che intendo impegnarsi nella delicata missione della trasmissione della fede alle nuove generazioni”. Molti genitori ritengono insufficiente la Catechesi per la preparazione ai Sacramenti. Lei cosa ne pensa in merito? “Condivido questa analisi se con essa si vuol dire che la catechesi, da sola, non è sufficiente a far percepire ai giovani che il cristianesimo non è una dottrina o un insieme di precetti morali, ma un’esperienza di vita, un incontro con Gesù, una relazione che intende afferrare tutta l’esistenza e dare ad essa il giusto orientamento. Occorre, però, rilevare che l’impegno educativo coinvolge, in primo luogo, proprio i genitori. Sono loro i primi educatori alla fede e, più ingenerale, i mastri che devono educare i figli al giusto significato della vita. La loro responsabilità educativa è inalienabile e intrasmissibile e non può essere totalmente delegata alla comunità cristiana. Per questo occorre una grande alleanza educativa tra famiglia e comunità parrocchiale”. Secondo gli orientamenti dati dalla Conferenza Episcopale Italiana, la Cresima va conferita intorno ai dodici anni. Secondo lei è l’età giusta? “La questione della data è un argomento molto dibat-
tuto, ma che personalmente non mi appassiona più di tanto. A me sembra una questione secondaria, rispetto al modo di educare alla fede, alla qualità degli educatori (genitori e catechisti), ai percorsi educativi che si mettono in campo, agli strumenti con i quali si programma l’iter educativo. Non bisogna, poi, dimenticare che prima del tema della data vi è quello della scansione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana. In tutti i casi, l’orientamento della CEI ha una sua ragionevolezza che è opportuno tenere presente”. Resta anche la convinta posizione di molti che il tutto sia diventato solo un business per gli interessi economici che ruotano intorno. Visto anche il momento di crisi generale non sarebbe il caso di riflettere meglio sul reale significato del Sacramento?
l’intervista
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“Assettati di vita”
La Pastorale Giovanile
Sulla Cresima. “La questione dei sacramenti non riguarda
e i ragazzi della diocesi
solo la preparazione, ma anche l’accompagnamento dopo”
er comprendere meglio quanto Mons. Angiuli guardi con attenzione alle nuove generazioni bisognerebbe leggere due suoi scritti: la lettera che sua Eccellenza ha inviato ai giovani diocesani nel periodo natalizio (“... Il tempo della giovinezza è il periodo nel quale la brama di felicità e di godimento si fa più intensa ed ogni cosa è filtrata attraverso questa apertura del cuore. La gioia è la “chiave segreta” che apre la porta dell’anima e attraverso la “porta della gioia”, unica fessura che fa breccia nel cuore, è possibile percepire le aspirazioni più profonde, nascoste negli angoli più intimi e reconditi...”) e, soprattutto “Ma il cielo è sempre più blu”, lettera ai giovani per il tempo di Quaresima e Pasqua. Qui il Vescovo instaura un rapporto diretto con i giovani della Diocesi e risponde personalmente ad alcune loro domande. E quanto ci tenga a loro lo si capisce da quello che lui stesso ha scritto a margine: “Cari giovani, spero di avere offerto qualche risposta utile per la vostra vita. Soprattutto nutro la speranza di aver iniziato con voi un dialogo paterno e fraterno, fatto di amicizia e di reciproco ascolto, che sarebbe bello continuare nel prossimo futuro”.
Sempre più spesso tra i giovani i Sacramenti sono vissuti come un fastidioso obbligo... È la Chiesa incapace di essere “al passo con i tempi” o la Fede ha subito un calo di “attrazione”? “Della sua domanda mi piace soprattutto la parola “attrazione”. E per questo le rispondo che anche nel nostro tempo la fede non ha perso il suo fascino. Occorre però che ci siano testimoni credibili, capaci di ravvivare la sua bellezza e proporla con un linguaggio comprensibile e con gesti di vita cristiana autentica. Secondo Lei, l’esempio di don Tonino Bello non è “al passo con i tempi” e “attraente” per tutti, giovani e adulti”?
“Che si tratti solo di business, mi sembra un giudizio un po’ affrettato e non aderente alla realtà. Condivido, tuttavia, che si deve riflettere molto di più sul significato del sacramento e soprattutto che occorre cambiare stili di vita. Sobrietà, trasparenza, solidarietà, attenzione ai poveri, testimonianza di carità, rispetto dell’ambiente, centralità del bene comune sono valori imprescindibili per un cristiano. Naturalmente, per tutti i cristiani, non solo per i ragazzi e per i giovani”.
Dal sacro al profano: cosa ne pensa del mondo virtuale e dei social network sempre più frequentati dai nostri giovani? “Non sono un grande esperto del tema. Riconosco che si tratta di un argomento molto importante e, per certi versi, decisivo, nel rapporto educativo con i giovani. In questo senso, mi sembra che gli educatori devono aiutare i giovani a passare dal mondo virtuale a quello reale. E per questo è assolutamente necessario aiutarli a non consumare il loro tempo quasi esclu-
sivamente nell’uso dei mezzi informatici, ma a istaurare relazioni interpersonali profonde e durature. La gioia della vita non viene dal virtuale, ma dal coraggio di affrontare la realtà con le sue contraddizioni, ma anche con le sue promesse di vera felicità”. Qual è la sua esperienza con le nuove generazioni? C’è qualcosa che l’ha colpita in modo particolare sia in positivo che in negativo? “Se devo essere sincero, talvolta mi sembra che le analisi sociologiche, anche quelle più alla moda, si compiacciono di descrivere una situazione che privilegia solo alcuni fenomeni emergenziali trascurando il più vasto campo della “normalità”. I giovani che incontro mi sembrano assetati di vita, molto incerti sul loro futuro, ma profondamente desiderosi di qualcuno che insegni loro la speranza e la fiducia nella vita. Purtroppo, i modelli che vengono proposti molto spesso sono inconsistenti, se non del tutto fuorvianti. Per parte mia, considero la “pastorale giovanile” come un punto qualificante il mio ministero e l’impegno pastorale di tutta Chiesa di Ugento- S. Maria di Leuca”.
Filo diretto. Tra il Vescovo
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Tra tutti quei “botta e risposta” interessantissimi tra Sua Eccellenza e i ragazzi della Diocesi, riportiamo una delle risposte a Matteo Cosi della parrocchia San Vincenzo di Miggiano perchè ben si inquadra con il momento che tutti stiamo vivendo. Matteo chiede: “Questo il tempo in cui tutto sembra incerto e precario. Perchè è così difficile trovare stabilita e dare un senso alle nostre vite?” . La risposta del Vescovo: “Caro Matteo, vero, nel mondo tutto sembra fluido, inconsistente, debole e fragile. Oggi, questa sensazione di instabilità e di precarietà si è fatta ancora più evidente. Allora, giustamente, ti poni la domanda: come uscire da questa situazione di mancanza di solidità, di nebulosità e di estrema incertezza? Credo che un antidoto molto fruttuoso per operare una inversione di tendenza consista nell’esercitarsi a pensare evitando di abbandonarsi al solo sentire. Oggi, vi è chi ha teorizzato la necessità di un pensiero debole, cioè di un pensiero che non cerca il fondamento della vita, ma si accontenta delle emozioni e delle suggestioni. A tal proposito, Mark Twain scrive: “Non facciamo altro che sentire, e l’abbiamo confuso col pensare. E da questo nasce un risultato che consideriamo una benedizione: il suo nome Opinione Pubblica. Risolve tutto. Alcuni credono che sia la voce di Dio¨.
Entro giugno la Tv sarà solo digitale
20 ilgallo.it
I
decreti firmati dal Ministro Corrado Passera lo scorso 14 dicembre confermano per la Puglia il passaggio definitivo al digitale terrestre a cavallo tra maggio e giugno.
La televisione digitale terrestre o DTT dal termine inglese Digital Terrestrial Television è la televisione terrestre rappresentata in forma digitale. Essa costituisce un’importante innovazione tecnologica e coinvolge e coinvolgerà in questo cambiamento oltre 20 milioni di abitazioni entro il 2012. Molti sono i fattori che hanno contribuito al passaggio dall’analogico al digitale e i principali benefici sono dati dalla possibilità di avere un maggior numero di programmi, una maggiore qualità sia di immagini che di suono, la possibilità di interazione e un minore inquinamento elettromagnetico. È possibile ricevere il digitale terrestre tramite un decoder che può essere già integrato o esterno al televisore in base al tipo di apparecchio posseduto. Entro il 2012 in tutta Italia le trasmissioni televisive avverranno esclusivamente in tecnologia digitale: migliore qualità di immagine e suono, molti più canali e programmi visibili gratuitamente e, anche grazie alla collaborazione delle istituzioni locali, la disponibilità di alcuni innovativi servizi di pubblica utilità riguardanti ad esempio il lavoro, i trasporti e il tempo libero. In base al decreto ministeriali del 14 dicembre 2011, nel periodo 7 maggio/23 maggio toccherà ad Abruzzo e Molise (inclusa la provincia di Foggia); nel periodo 24 maggio/8 giugno Basilicata e Puglia (incluse le province di Cosenza e Crotone); e nel periodo 11 giugno/30 giugno la Sicilia e la Calabria.
COME COLLEGARE IL DECODER
Il collegamento del decoder al televisore richiede semplici passaggi: 1. Spegnere il televisore, staccare il cavo dell’antenna dal televisore e collegarlo alla presa del decoder (presa tonda con scritto Antenna In); 2. Collegare con l’apposito cavo scart il decoder al
si cambia
televisore. Su entrambi gli apparecchi la presa è a forma di trapezio con tante fessure interne; 3. Accendere il televisore; 4. Inserire le batterie nel telecomando del decoder e collegare il decoder alla presa elettrica; 5. Avviare la sintonizzazione dei programmi con il telecomando del decoder.
DURANTE IL PASSAGGIO AL DIGITALE
Nel giorno del passaggio al digitale c’è lo spegnimento di tutti i segnali analogici e la riaccensione dei segnali in digitale, con la assegnazione di nuove frequenze alle emittenti nazionali e locali. Per questa ragione bisogna sintonizzare nuovamente (risintonizzare) i canali sul decoder o sul televisore integrato, anche se erano già stati memorizzati in precedenza. Si consiglia di effettuare la risintonizzazione anche nei giorni seguenti perché le riaccensioni in digitale possono avvenire gradualmente nel tempo e quindi per vedere i programmi che si rendono via via disponibili è necessario ripetere l’operazione.
COSA FARE SE…..
Non si vede nessun programma. Verificare di aver collegato correttamente il decoder come sopra indicato e di aver effettuato la procedura di sintonizzazione. Si vedono solo alcuni programmi. Verificare che l’emittente abbia iniziato le trasmissioni in digitale nel Comune interessato chiamando il numero verde 800.022.000 o le singole emittenti. In alcuni decoder e televisori integrati, specie se acquistati negli scorsi anni, per alcuni programmi è possibile superare il problema selezionando in fase di installazione un Paese europeo diverso dall’Italia, come Svezia o Germania. Se il problema persiste le cause possono
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diverse. Se anche i vicini non ricevono gli stessi programmi potrebbe essere un problema di copertura del segnale oppure negli impianti della zona potrebbero esserci dei filtri di antenna installati per evitare interferenze in analogico. Nel primo caso occorre verificare con le emittenti interessate, nel secondo caso invece è consigliabile intervenire sui filtri ed eventualmente verificare l’orientamento delle antenne e/o la presenza dell’antenna adatta per la ricezione dei canali mancanti. Se i vicini invece ricevono i programmi “mancanti” la causa è da ricercare nel proprio impianto di antenna che quindi dovrà essere verificato. Zona non coperta dal segnale tv. Se la zona non è coperta dal segnale digitale, ripetendo la situazione della trasmissione in analogico, per la presenza di ostacoli naturali (montagne, ecc.) è possibile, utilizzando un decoder satellitare con il logo “Tivùsat” collegato ad un’antenna satellitare (parabola) orientata a 13° Est, ricevere tutti i programmi in chiaro di Rai, Mediaset, La 7 e alcune emittenti locali. Anche per questa tipologia di decoder è possibile usufruire del contributo statale, se in possesso dei requisiti richiesti.
IL CONTRIBUTO STATALE
Per agevolare il passaggio alla nuova tecnologia al Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per le Comunicazioni ha messo a disposizione un buono del valore di 50 euro per l’acquisto o noleggio di un decoder digitale interattivo presso tutti i rivenditori che aderiscono all’iniziativa. A decorrere dal 10 aprile 2012, potranno richiedere il contributo i pugliesi di età pari o superiore a 65 anni (da compiersi entro il 31/12/2012) e che abbiano dichiarato nel 2011 (redditi 2010) un reddito pari o inferiore a euro 10.000. Il contributo consiste in una riduzione del prezzo complessivo del decoder, Iva inclusa, al netto di ogni eventuale sconto commerciale. L’importo verrà rimborsato al rivenditore. Il contributo inoltre non può essere corrisposto più di una volta per ciascun cliente e non può superare in alcun caso il prezzo di vendita.
17/30 MARZO 2012
Anna Mazzamauro sempre più BRAVA! Al teatro Italia di Gallipoli
Un’attrice che decide di festeggiare il suo quarantesimo anno di carriera teatrale nel teatro vuoto, oramai in demolizione, lo stesso che l’aveva vista debuttare e trionfare. Ed è proprio dal vuoto di quel palcoscenico che i suoi ricordi prendono forma. Ballerini, sarti, macchinisti, suggeritori, luci, fondali, costumi prendono magicamente vita e insieme con lei realizzano uno spettacolo fatto di tentativi, spunti, ipotesi, aspirazioni, sogni che spaziano in tutti i generi teatrali: dalla rivista vecchia maniera, al teatro classico, dall’avanspettacolo al musical in un rapido susseguirsi di gags, trovate e occasioni coreografiche. Questa in sintesi la trama di BRAVA! commedia musicale che Anna Mazzamauro sta portando in scena nei migliori teatri italiani, uno spettacolo da non perdere per tutti gli amanti del teatro brillante. Prezzi biglietti: primo settore €. 15,00 anziché €. 20,00, secondo settore €. 10,00 anziché €. 15,00 e se poi sei davvero Brava/o invita almeno tre amici e il tuo biglietto lo offre la direzione del teatro.
Pallanuoto: Fimco Maglie sempre più settebello
S
econda vittoria e testa della classifica per la Fimco Sport che, con un rotondo 18-8, liquida il Matera nella 2a giornata del campionato di pallanuoto di serie ‘C’. Mister Matrì, al termine: “Mi ritengo soddisfatto di quanto siamo riusciti ad esprimere oggi in vasca. Siamo stati pressoché perfetti in difesa, riuscendo a gestire nel migliore dei modi una partita che nascondeva molte insidie alla vigilia. Un plauso ai miei ragazzi, perché oggi hanno messo in acqua la grinta e la determinazione che vorrei vedere ad ogni incontro. Ringrazio inoltre i nostri tifosi sempre numerosi e festosi“. Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente della Fimco Sport, Gigi Mileti: “Un’altra buona prova dei nostri ragazzi, che, con una gara bella e spettacolare, riescono a cogliere un importante vittoria. Ora pensiamo già alla partita di sabato in trasferta a Potenza, un campo davvero ostico dove é sempre difficile raccogliere punti, dobbiamo rimanere sempre coi piedi per terra, anzi in acqua per restare in tema, il difficile deve ancora venire. Ma intanto godiamoci queste due vittorie che ci siamo meritate in pieno e soprattutto non guardiamo la classifica“. Prossimo turno, sabato 17 marzo, al Comunale di Potenza alle 19,30: Tritone Potenza - Fimco Sport
attualità
21
San Giuseppe: gli artigiani leccesi festeggiano il Patrono ilgallo.it
A
nap (Associazione nazionale anziani pensionati) Confartigianato Imprese Lecce festeggia San Giuseppe. In occasione della ricorrenza del santo patrono degli artigiani, è stato organizzato, per domenica 18 marzo, un momento di festa. Alle ore 10, nella chiesa di Sant’Irene presso i Teatini, a Lecce, sarà celebrata una santa messa da don Nicola Macculi, direttore dell’Ufficio Pastorale sociale e
del lavoro. Al termine della celebrazione, nella sala attigua, saranno offerte le tradizionali zeppole. Parteciperanno il presidente di Confartigianato Imprese Lecce, Corrado Brigante, il presidente dell’Anap, Carmelo Isola, il segretario generale, Mario Vadrucci e il direttore Amedeo Giuri. Interverranno, tra gli altri, il sindaco Paolo Perrone, assessori e consiglieri del Comune di Lecce.
Calimera: lu Cuturusciu tra i prodotti tipici
Lu
Cuturusciu nell’elenco nazionale dei prodotti tradizionali: lunedì 19 marzo, presso la sede della Pro Loco di Calimera, in via San Giovanni Bosco alle ore 18 si terrà la presentazione del progetto. Interverranno il presidente della Pro Loco Brizio Candelieri, l’assessore alle Attività produttive Gaetano Coppone, la biologa nutrizionista Vincenza Caiulo e l’Assessore regionale alle risorse alimentario Dario Stefàno. Lu Cuturusciu è il prodotto tipico calimerese realizzato con la pasta del pane, di forma circolare simile ad un tarallo viene condito con pepe, olio, a volte olive. Fino a un ventennio fa “lu Cuturusciu” veniva realizzato con l’impasto rimanente a quello utilizzato per fare il pane; tale impasto, attaccato e secco sulle tavole della “madia” di lavorazione, veniva raccolto e rimpastato con l’aggiunta di olio d’oliva, pepe nero e sale grosso. A Calimera, ancora oggi, il nome Cuturusciu è rimasto nella toponomastica cittadina: una corte abitativa, infatti, viene ancora chiamata cosi ad indicare una sorta di ciambella della strada.
Tennis: Maglie pronto per la Serie A2
Il nuovo arirvato. Il CT si rinforza con l’acquisto del
Il
giovane campione argentino Gaston Arturo Grimolizzi CT Maglie con un colpo a sorpresa si è assicurato per il campionato A2 2012 il giovane campione argentino Gaston Arturo Grimolizzi, 360 nella classifica ATP e con una carriera in ascesa nel tennis mondiale, peraltro molto forte sulla terra battuta e nel doppio. Il nuovo acquisto andrà ad affiancare i confermati Francesco Piccari, Gianluca Luddi, Giorgio Portaluri ed Erik Crepaldi che l’anno scorso hanno sfiorato la promozione in A1 dopo un campionato entusiasmante.
Il campionato inizierà il 22 aprile ed il direttore sportivo Antonio Baglivo è convinto che quest’anno la squadra, notevolmente più forte rispetto lo scorso anno, potrà ben figurare in un campionato difficile come quello dell’A2. Sicuramente tutti gli appassionati della racchetta avranno modo di gustare del grande tennis che le squadre esprimeranno sui campi del Circolo Tennis di Maglie. Il circolo magliese ha chiesto alla Federtennis di osservare il turno di riposo alla prima giornata pertanto con molta probabilità, inizierà a giocare dal 29 aprile.
Tromba d’aria: rimborsi? attualità
22 ilgallo.it
SALENTINI IN EVIDENZA
Specchia: Laura Petracca 1° Premio effetto Arte
L’
artista di Specchia Laura Petracca ha partecipato al concorso “1° Premio Effetto Arte” Festival di Pittura, Scultura e Grafica di Palermo con un’opera dal titolo “Forme Astratte con foglie”, la quale, dopo essere stata valutata dal presidente di giuria Paolo Levi ed altri critici ed esperti d’arte, è stata candidata al premio: “Premio Speciale della Giuria Critica”. L’opera è esposta presso Villa Malfitano Whitaker di Palermo, insieme alle altre selezionate.
Muro: Spano vince con la sua “Città frammentata”
Il
fotografo e designer di Muro Leccese Emanuele Spano vince il premio internazionale Fragmented City con uno scatto del reportage “Working Class Hero”. Spano, già vincitore del premio Us Award 2011 del Sole 24 Ore, ritrae nel suo reportage luoghi, operai ed ex operai italiani e stranieri nella fabbrica e nel Villaggio Piaggio di Pontedera (Pisa) in cui vivono, caratterizzato da infrastrutture che lo rendono autonomo dal resto della città, tanto che i residenti si autodefiniscono “villaggini” piuttosto che “pontederesi”. Il racconto per immagini dell’industria che entra nella città ha convinto la giuria internazionale a premiare il 32enne fotografo salentino: lo scatto vincitore ritrae il circolo sportivo del Villaggio: un campo da basket vuoto, senza giocatori. Immagine che richiama l’attualità del periodo che vede i lavoratori della zona in grande fermento preoccupati per un futuro incerto.
17/30 MARZO 2012
Comuni ed Ente Parco per l’estimo dei danni. Primo step
per l’inoltro delle domande di rimborso da parte dei cittadini
C
apire e valutare i fenomeni calamitosi, in particolare la tromba d’aria dello scorso 4 febbraio e ponderare le azioni di aiuto per i cittadini a cui l’evento ha procurato danni: questo l’oggetto dell’incontro che si è tenuto il 29 febbraio, presso il castello Spinola-Caracciolo di Andrano, sede del Parco Costa Otranto Santa Maria di Leuca e bosco di Tricase. Nel corso dell’incontro, l’autorevole esperto in materia, prof. Paolo Sansò dell’Università di Lecce, dopo un rapido excursus sulla frequenza storica dell’evento, ha scientificamente dimostrato la naturale esposizione della nostra terra a fenomeni di questo tipo. Il Presidente del Parco, ing. Nicola Panico, sottolineando come tali eventi siano stati sino ad ora abbastanza trascurati, ha posto l’accento sul ritardo che il nostro territorio registra in termini di abitudini, prassi comportamentali e buone regole costruttive spesso disattese soprattutto nelle nostre campagne, laddove, ad esempio, le coperture volanti rappresentano un vero pericolo per la pubblica incolumità. Nel corso del dibattito, a cui hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni colpiti dallo stato di calamità, è emersa come prioritaria la questione inerente la stima, a mezzo perizia, degli effettivi danni subiti per inoltrare domanda di rimborso. Come ha sottolineato il vicesindaco di Andrano, avv.
Fabio Accogli, ciò implicherebbe un ulteriore dispendio economico, in aggiunta al pregiudizio subìto, senza peraltro la certezza di un indennizzo. Posizione, questa, ampiamente condivisa dal Sindaco di Diso, avv. Antonella Carrozzo, che, dopo aver fornito all’assemblea una lucida esposizione dei danni subiti dalla sua comunità, ha sottolineato la sensibilità dimostrata nel corso dei suddetti eventi dalla cittadinanza tutta e dall’intera compagine amministrativa. Il Presidente Panico, ha elogiato lo spirito di servizio nei confronti del cittadino emerso in sede di dibattito da parte delle Pubbliche Amministrazioni, confermando la competenza gratuita del Dr. Agr. Andrea Panico, Responsabile dello Sportello Agricolo del Parco, per la stima e la certificazione dei danni causati dalla tromba d’aria. In accordo con le Amministrazioni, si è concluso che gli interessati potranno trovare assistenza sia presso l’Ufficio ambiente del Comune di Andrano e l’Ufficio Tecnico del comune di Diso (dove saranno disponibili delle schede da compilare), che presso lo sportello agricolo del Parco Otranto Santa Maria di Leuca-bosco di Tricase, aperto ogni mercoledì pomeriggio, dalle ore 17 alle ore 19,30. M. Maddalena Bitonti (Ufficio stampa Ente Parco)
Il Poeta Bongustaio sbarca a Calimera e Maglie
P
rosegue il ciclo di presentazioni del libro “Il Poeta Buongustaio”, di Gianni Seviroli, recentemente pubblicato nella sua seconda edizione per le Edizioni Panico di Galatina. Martedì 20 marzo, il testo, che è una raccolta di trenta ricette della tradizione culinaria regionale e nazionale italiana riproposte dall’autore in chiave fantastica, in una via di mezzo tra poesia e gastronomia, verrà presentato presso la libreria Voltalacarta di Calimera, in via Atene 39, alle ore 18,30.
Ga l l o
PERIODICO
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Ferramosca 127. Spazio al palato, infine, verrà lasciato per la degustazione di alcuni prodotti tipici, offerti dall’azienda magliese Paiano Trade, e dei vini dell’azienda “Mjere” di Michele Calò e Figli, di Tuglie. Le due serate vedranno inoltre la partecipazione del gruppo musicale Napolinaria, che si esibirà in alcuni intermezzi musicali.
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il
Giovedi 22 marzo il volume verrà invece presentato a Maglie, città natale dell’autore, alle ore 18,30. La presentazione sarà curata dal Professor Roberto Muci, Dirigente Scolastico del Liceo “Francesca Capece” di Maglie, con letture di Titti De Simeis. L’evento sarà ospitato all’interno della sala conferenze della Cartoffice, in via
MARKETING E PUBBLICITÀ Tel 0833/545 777 Fax 0833/545 800 e-mail: info@ilgallo.it DIRETTORE PUBBLICITÀ Luigi G. Zito tel. 328/2329515 Savio Accoto 349/1430334 Ada Meraglia 0833/545 777
tempo libero
17/30 MARZO 2012
mazione m a r g o i n pr arzo dal 1 6 m
LECCE - MULTISALA MASSIMO TEL. 0832/307433 Sala 1
ilgallo.it
16,10 (domenica) 18,20 - 20,30 - 22,35
magnifica presenza
Al cinema
SURBO - THE SPACE CINEMA TEL. 0832/812111 Sala 1
GALLIPOLI - CINEMA ITALIA TEL. 0833/568653 Sala 1
17,05 - 19,40 - 22,10
quasi amici
non me lo dire
Sala 2
non me lo dire
posti in piedi in Paradiso
posti in piedi in Paradiso
Sala 3
Sala 3
16,20 (domenica) 18,30 - 20,40 - 22,35
quasi amici Sala 4
Sala 5
Sala 2
17,30 - 20,05
viaggio nell’isola misteriosa (3D) Sala 4
GALLIPOLI - CINEMA SCHIPA TEL. 0833/568653
17,15 - 19,55 - 22,35
posti in piedi in Paradiso
Sala 5
16,30 (domenica) 18,30 - 20,30 - 22,30
16 - 18,50 - 21,40
John Carter (3D) Sala 6
magnifica presenza TRICASE - CINEMA MODERNO TEL. 0833/545855
19,20 - 22
safe house
Leone
Venere, Mercurio e Urano in sestile, Saturno in trigono sono transiti che lasciano il segno. E’ il momento di agire, ma il merito non sarà tutto vostro.
Vergine
Transiti contrastanti che non promettono nulla di strepitoso. Plutone, Saturno e Urano persistono nella loro azione negativa. Rimandate i vostri progetti.
Mercurio in trigono vi aiuta nelle decisioni importanti, donandovi razionalità e lucidità mentale. Urano e Saturno vi sostengono sul piano pratico.
Prima decade sempre a gonfie vele grazie a Plutone, Giove e Marte. Gli altri non ricevono per ora transiti rivoluzionari e devono... pedalare da soli.
Bilancia
Scorpione
Sagittario
L’opposizione negativa di Mercurio potrebbe rendervi un po’ nervosi, poco socievoli e irrazionali. Per questo è il caso di rimandare le decisioni importanti.
Occhio alle spese con Giove in opposizione. Evitate investimenti in borsa e attendete che la ruota giri. Venere negativa vi rende poco tolleranti con il partner.
Capricorno
Acquario
Mercurio in quadratura potrebbe spingervi a chiudervi in voi stessi, caratteristica questa già tipica del segno. Pazientate e rimandate i progetti.
La quadratura di Venere potrebbe creare qualche fastidio nel rapporto col partner, ma i grandi transiti positivi di Urano e Saturno persistono.
Oltre ai bei transiti di Saturno e Urano utili sul piano pratico, ci si mette anche il trigono di Mercurio a stimolare le vostre intelligenza e ironia.
Pesci
La prima decade è sempre la più favorita dai meravigliosi transiti di Plutone, Giove e Nettuno. Gli altri, purtroppo, devono pedalare da soli.
16,15 (domenica) 18,15 - 20,15 - 22,20
posti in piedi in Paradiso
l’altra faccia del diavolo Sala 8
17,35 - 20,05 - 22,35
TRICASE - CINEMA AURORA TEL. 0833/544113
10 regole per farla innamorare
non me lo dire Sala 2
16,15 (domenica) 18,20 - 20,20 - 22,20
Sala 9
17,30 (sab. e dom.) - 19,30 - 21,30
16 - 18,10 - 20,25 - 22,40
non me lo dire
ti stimo fratello
Cesare deve morire Sala 3
TRICASE - CINEMA PARADISO TEL. 0833/545386
16,15 (domenica) 18,15 - 20,20 - 22,20
GALATINA - CINEMA TARTARO TEL. 0836/568653
16,15 (domenica) 18,20 - 20,20 - 22,20
17,30 (sab. e dom.) - 19,30 - 21,30
hysteria Sala 4
non me lo dire
17,30 (sab. e dom.) - 19,30 - 21,30
quasi amici
50 e 50
sabato 17 domenica 18 lunedì 19 mattina
Cancro
Venere e Giove sono congiunti, Plutone è in trigono e Nettuno in sestile. Date il via ai vostri progetti, soprattutto se appartenete alla prima decade.
Gemelli
Sala 1
pomeriggio
Mercurio in congiunzione aiuta i nati nel segno ad essere più razionali, ironici e socievoli, ma i transiti negativi di Saturno e Plutone persistono.
Toro
30 dal 17 al 12 marzo 20
sera
Ariete
17,15 (sab. e dom.) - 19,30 - 21,45
Sala 7 16,10 - 18,20 - 20,35 - 22,45
LECCE - CITY PLEX SANTA LUCIA TEL. 0832/343479
18,30 (domenica) 20,30 - 22,30
quasi amici
magnifica presenza 16 (domenica) 18,10 - 20,20 - 22,30
16 (domenica) 18 - 20,15 - 22,30
16,05 - 18,45 -21,30
20,30 - 22,30
safe house
di Eugenio Musarò (www.eugeniomusa.com)
16,30 (domenica) 18,30 - 20,30 - 22,30
Sala 2 17,15 (dom.) - 19 - 20,45 22,35 (sabato spett. unico 21,30) Sala 3
lo dic ono l e ste l le
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- settegiorni
martedì 20 mercoledì 21 giovedì 22
venerdì 23
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14°
TROVA I GALLETTI -
IL REGOLAMENTO
Cerca tra le pubblicità e individua i 3 galletti “mimetizzati”. Telefona lunedì 19 marzo dalle ore 9. Tra i primi 50 che prenderanno la linea saranno estratti due biglietti per lo spettacolo “Brava” con Anna Mazzamauro al TEATRO ITALIA di GALLIPOLI di martedì 20 marzo (ore 21). In palio anche: i BIGLIETTI per i CINEMA di GALLIPOLI, GALATINA e TRICASE; un TAGLIO COMPLETO UNISEX da MARCO CUT in Viale Stazione a TRICASE; una CONFEZIONE DI VINI offerta da ENOTECA VANTAGGIATO a TRICASE; PIZZA E BIRRA presso il MAGNA MAGNA di ALESSANO; due aperitivi al BAR MAL GLEF a MIGGIANO; Pizza e bevanda da BORGO VECCHIO a MIGGIANO; un PUPAZZO DI PALLONCINI da BALLOON SHOP a RUFFANO; un paio di occhiali per presbite offerti da OTTICA MODERNA di TRICASE e PRESICCE; DUE APERITIVI presso DOLCI FANTASIE di SAN CASSIANO; BUONO SCONTO DI EURO 50 da applicare sull’acquisto di occhiali da sole o da vista presso OTTICA MORCIANO di TRICASE, ANDRANO, TIGGIANO e CASTRO; una BOTTIGLIA DI VINO offerta da LE VIGNE DEL SALENTO di SALVE; UNA PIZZA presso LA BELLA VITA di CARMIANO; CORNETTO E CAPPUCCIO al BAR LEVANTE di TRICASE; 2 PIZZETTE presso LA PIZZETTERIA di Piazza Pisanelli a TRICASE. NON SONO AMMESSI GLI STESSI VINCITORI PER ALMENO 3 CONCORSI CONSECUTIVI. NON SI ACCETTANO NOMINATIVI DELLA STESSA FAMIGLIA T E L E FO N A L U N E D Ì 1 9 M A R ZO D A L L E O R E 9 : 0 83 3 / 5 4 5 7 7 7
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ultima
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