Dicembre 2007

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Anno 16 Numero 3

I.T.C. LUNARDI - BS

Dicembre 2007

AL DIO CHE NASCE

La tua vita mi tiene in piedi, il tuo sguardo mi da coraggio a guardare avanti, dove tu camminasti alle origini del mondo, dove ancora attendi il pellegrino. Ed ecco tocco le cose

mi rispondono, le creature mescolano riso e pianto Entro le mie mani, bevo e nella faccia ritrovo il mio volto d’Adamo. un volto antico di pena, un volto giovane di speranza. Marcello Camilucci,


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LUNARFOLLIE REDAZIONE

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Albano Cristina Anglisano Vincenzo Apicella Roberta Bertoloni F. Bettoni Alice Bescotti Mara Bezzi Marco Bono Daniela Bonometti Luca Carlotti Luca Chafik Amine Chiariello Donato Colonna Claudio Colosio Marta Demrozi Marinela Di Criscito Davide Fedeli Selene Ferrazzi Federico Fiini Chiara Fostini Elisa Frassine Alessandro Fu Cheng Jie Gandini Marzio Giacomini Stefania Gozzini Mattia Grechi Veronica Guerreschi Lidia Joaca-Bine Simona Kaur Ramandeep Krylova Daria Inverardi Giada Lanari Dayana Mancini Jessica Massolini Silvia Mattei Giuseppe Martinazzoli Lino Musiyaka Yaroslava Piovani Jessica Portunato Mattia Prati Nicholas Purpura Clarissa Quinzanini Luana Robba Sara Sala Cristina Simoni Lorinda Ussoli Stefania Valcamonico Marika Volpini Sara

4B 4F 3D 4B 4A 4B 5F 4B 4F 4B 1H 4C 3C 3N 4I 3C 4B 4G 3H 4F 2L 5A 5B 4F 3B 4D 4A 4B 4D 3G 3B 4B 4B 4F 4C 4F 5A 5A 5A 3N 4B 4D 4A 3H 4D 3D

Lunarfollie viene pensato, prodotto, stampato e distribuito presso il CIMP dell’ ITC LUNARDI, via Riccobelli 47 - 25125 Brescia Tel. 030/2009508/9/0 E-MAIL lunarfollie@lunardi.bs.it

ALTROVE L’UOMO Oren Lyons, Onondaga L'uomo talvolta crede di essere stato creato per dominare, per dirigere. Ma si sbaglia. Egli è solamente parte del tutto. La sua funzione non è quella di sfruttare, bensì è quella di sorvegliare, di essere un amministratore. L'uomo non ha né potere, né privilegi. Ha solamente responsabilità. VOI UOMINI BIANCHI Smohalla Voi uomini bianchi pretendete che noi ariamo la terra, che tagliamo l'erba, che da questa otteniamo del fieno e lo vendiamo, affinché diventiamo ricchi. Voi uomini bianchi conoscete solo il lavoro. Io non voglio che i miei giovani uomini diventino uguali a voi. Gli uomini che lavorano sempre non hanno tempo per sognare, e solo chi ha tempo per sognare trova la saggezza. NELLE CITTA' Capo Seattle Non c'è tranquillità nelle città dell'uomo bianco. Non

si ode il fruscio delle foglie che si aprono in primavera né il frullare delle ali degli insetti... e cos'è la vita se un uomo non può sentire il richiamo del caprimulgo o il gracidare delle rane di notte, attorno allo stagno?.. Ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra.Se l'uomo sputa sul suolo, sputa su se stesso.Questo sappiamo... non e la terra che appartiene all'uomo ma l'uomo alla terra. Tutte le cose sono unite tra loro come il sangue che lega una famiglia.Ciò che accade alla terra accade ai figli della terra. Non è l'uomo che ha tessuto la ragnatela della vita; lui ne è solo un figlio. Ciò che fa alla ragnatela lo fa a se stesso NASCERE UOMO Shenandoah, Onondaga Nascere uomo su questa terra è un incarico sacro. Noi abbiamo una responsabilità sacra, dovuta a questo dono eccezionale che ci è stato fatto, ben al di sopra del dono meraviglioso che è la vita delle piante, dei pesci, dei boschi, degli uccelli, e di tutte le creature che vivono sulla terra. Noi siamo in grado di prenderci cura di loro.


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Gli studenti in Germania possono dare voti ai professori. Non è uno scherzo: è già da tempo prassi sul sito www.spickmich.de. E il tribunale di Colonia, quarta città del paese, ha dato ragione ai giovani nella sentenza con cui ha respinto le proteste di un'insegnante, che si sentiva diffamata dai giudizi negativi dei suoi allievi e vedeva nell'uso del sito una violazione del dovere di rispetto della sua personalità e del diritto alla privacy. Il sito esiste da qualche tempo e già conta almeno 150mila utenti registrati. Su www.spickmich.de i ragazzi possono comunicare tra loro, esporre in loro scritti online la situazione nella loro classe e nella loro scuola, ed esprimere giudizi positivi o negativi sugli insegnanti. C'è una scala di misura per dare voti e giudizi ai professori, in questa nuova situazione nata nel mondo virtuale che capovolge i ruoli rispetto al mondo reale della scuola: chi deve distribuire giudizi e voti da soggetto diventa oggetto di giudizi e voti degli alunni. La scala comprende diverse categorie. Nei giudizi, un professore stimato può essere giudicato "ben preparato", "uno che dà voti giusti", oppure "un tipo cool e spiritoso". Quanto ai voti, sono come i voti del sistema scolastico tedesco, ma sul sito premiano o puniscono appunto

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gli insegnanti e non gli studenti. I voti vanno da 1 a 6 in ordine decrescente: 1 è come il nostro dieci, uno più è dieci e lode. Fino al tre meno compreso si è sufficienti. Quattro o quattro più sono insufficienze migliorabili, da quattro meno a sei sono insufficienze decise. L'insegnante che si era rivolta alla giustizia per bloccare il funzionamento del sito è professoressa a NeukirchenVluyn, nel nordovest. E i suoi studenti non erano stati teneri: le avevano affibbiato appena un 4,3 come voto. Insomma una brutta, grave insufficienza. L'insegnante e i suoi legali hanno protestato denunciando la violazione dei diritti della persona. Ma i giudici le hanno dato torto. Il portale internet www.spickmich.de, dicono i magistrati, offre valutazioni affidabili su quali professori sono competenti e offrono alle loro classi lezioni interessane stimolanti. E così il sito, conti-

nuano i giudici, offre un servizio valido e utile agli studenti ma anche alle loro famiglie. Il tribunale non si è pronunciato sulla questione se anche giudizi come "insegnante sexy" o "insegnante brutto" siano leciti o no. Sarebbe bello che anche al Lunardi si potesse dare una sorta di pagella agli insegnanti (ma anche al personale). Forse la scuola funzionerebbe meglio e sarebbe certamente più democratica. Perché i rappresentanti non fanno la proposta al Preside?

LIBRI

Tutti i libri del mondo non ti danno la felicità, però in segreto ti rinviano a te stesso. Lì c'è tutto ciò di cui hai bisogno, sole stelle luna. Perché la luce che cercavi vive dentro di te. La saggezza che hai cercato a lungo in biblioteca ora brilla in ogni foglio perché adesso è tua. H.Hesse


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Un topo non può ammalarsi di cancro perché i suoi geni non glielo consentono. Il ratto è stato creato in laboratorio da un gruppo di scienziati americani dell'Università del Kentucky. La notizia è stata pubblicata oggi sul Journal cancer research e apre scenari importanti perché potrebbe portare a trattamenti anti-cancro sugli esseri umani capaci di evitare al paziente gli effetti collaterali che oggi accompagnano molte terapie, come la nausea, la caduta di capelli o altri dolori dovuti alla chemioterapia. Il topo biotecnologico creato dal dottor Vivek Rangnekar e dalla sua equipe dell'Università del Kentucky è dotato di un gene chiamato Par-4 capace di produrre una proteina molto speciale che attacca le cellule tumorali ma senza danneggiare i tessuti sani. Come riportato dai ricercatori, questi ratti creati in laboratorio sono immuni da molte forme di malattie, come per esempio il cancro al fegato o alla prostata. Alcuni test indicano che la proteina ha effetti significativi anche sul cancro al seno, al pancreas, al cervello e al collo. E, elemento considerato cruciale dai ricercatori, gli animali mostrano di non soffrire alcun effetto collaterale. "Quando un malato va in ospedale, la chemioterapia o le radiazioni a cui si sottopone comportano sempre effetti collaterali importanti - ha spiegato il dottor Rangnekar -. Così noi sia-

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mo rimasti molto colpiti nel notare che questa proteina uccideva le cellule tumorali senza però colpire le cellule sane. E siamo stati ancor più sorpresi quando abbiamo verificato che la proteina non ha effetti sull'intero organismo. Riteniamo che questo elemento possa aprire una breccia nella cura del cancro". In futuro infatti dovrebbe essere possibile adattare questo metodo all'uomo, facendo in modo di introdurre nell'organismo questo gene (o un gene si-

mile) attraverso un trapianto di midollo osseo. Secondo gli scienziati mancano ancora almeno dieci anni prima che sia disponibile una tecnica di questo tipo, tuttavia la proteina scoperta nei laboratori del Kentucky può aprire prospettive interessanti per i ricercatori. "Se sarà possibile trattare il cancro evitando che il paziente soffra per gli effetti collaterali della terapia - ha aggiunto Rangnekar - allora avremo fatto un grosso passo avanti. E' esattamente quello che sta avvenendo con i nostri topi - ha concluso lo scienziato - e per noi è una scoperta meravigliosa".

MIRACOLO Sei arrivata come un miracolo, un miracolo nel mio più buio deserto del cuore, un miracolo che mi ha scaldato con le tue dolci parole, un miracolo che mi ha abbracciato con il tuo delicato esistere, un miracolo che, quando pensavo si stesse finalmente avvicinando, quando le tue lacrime mi avevano confortato, ho capito che quel miracolo era svanito come era apparso; ero solo rinato nel mio deserto dove le tue stesse parole prima dolci ora fredde mi hanno buttato come un fiore appassito per sostituirmi come una rosa, la stessa rosa che poi, ormai ora ti ha abbandonato.


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DICEMBRE Salve ragazzi, Sono una ragazza di 2^A e scrivo a nome di tutti i miei compagni di classe. Abbiamo deciso di scrivere a tutti voi per parlarvi del progetto di cui la scuola sta entrando a far parte. Un progetto in collaborazione con l’ASM di Brescia. Nasce, qui, un problema molto serio che riguarda la tutela del NOSTRO ambiente e della nostra stessa sopravvivenza. Nei giorni tra Lunedì 26 e Giovedì 29, sono state effettuate delle conferenze sull’ecologia. Ormai è un problema molto importante, che va risolto da noi ora, perché non si ha più tempo per rimandare; dobbiamo modificare il nostro stile di vita partendo dalla raccolta differenziata. Il problema principale è quindi quello di ridurre i rifiuti facendo per esempio degli acquisti consapevoli ed attuare il riuso di carta, vestiti e giocattoli. Noi classe 2^A, come responsabili del progetto, abbiamo distribuito nelle zone dell’Istituto vari contenitori, fornitici dall’ASM, per la raccolta di rifiuti. Nelle entrate principali, ci saranno contenitori per le

pile, in prossimità dei distributori e del bar, vi sono contenitori per la raccolta di lattine e di carta; nelle classi vi saranno consegnati scatoloni in cui dovrete gettare SOLO carta, e vi ricordiamo, che ogni Giovedì prima della ricreazione dovrete andare all’entrata che c’è davanti all’aula professori e gettare la carta in un altro scatolone cosicché i collaboratori dell’ASM possano ritirarla. In sala stampa, inoltre, saranno presenti contenitori nei quali dovrete buttare cartucce e toner delle stampanti, portati anche da casa. Come saprete è stato indetto anche un concorso con un premio finale per la classe che raccoglierà il maggior numero di cartucce e toner: quindi partecipate numerosi. Ricordate infine che per qualsiasi chiarimento potete rivolgevi a noi o alla professoressa Sfrappini. Speriamo e crediamo in una vostra collaborazione perché l’unione fa la forza, e perché CAMBIARE SI PUỜ!!! P.S.: Vi preghiamo di diffondere e attuare queste informazioni nelle vostre famiglie. Grazie mille per l’attenzione. Valentina 2

Dicembre, il mese della santa festa Che ha fatto cristiane anche le nevi: (ne parla il vento con sussurri brevi ai sassi del ruscello, alla foresta). Nel gran racconto, l’anima si desta Succhiando infanzia dai lontani evi. (Le pievi ne discorrono alle pievi: la terra tutta è un gran presepe in festa). Nevica sui villaggi? Nelle veglie Le case tornano intime, sognati; le parole han riflessi di conchiglie. Questa notte Gesù fa compagnia Al povero, al fringuello, al camminante Che come foglia fluttua per la via (Cesare Angelini, Autunno)

Il Natale è arrivato, il paese si è svegliato. Il Natale è magia che ti parla di allegria. l’albero è colorato tutto argento e dorato Il Natale se n’era andato ma anche quest’anno è ritornato


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NATALE NEL MONDO

Paesi africani La presenza di numerose r e l i gi o n i c o mp o r t a u n a diversificazione nel modo di trascorrere il Natale. La popolazione si riunisce attorno agli anziani e ogni cultura può partecipare al medesimo banchetto, la porta di casa rimane aperta per accogliere qualsiasi persona. Gli invitati si scambiano regali consistenti in cibi, cotti o crudi, ma anche in vestiti. Nei giorni che precedono il Natale le ragazze si recano da ogni abitante ballando le danze tipiche della zona, nei giorni dopo il Natale sono gli uomini a danzare con il volto coperto da maschere tradizionali lungo le strade. Nelle case e in chiesa si trovano decorazioni come l’albero fatto con l’intreccio di foglie di palma abbellite con fiori bianchi raccolti dai bambini. Il cibo tipico è carne in umido e riso bianco.

Svezia La vigilia di Natale i contadini ripongono i loro attrezzi ed ogni

componente della famiglia ha una piramide di pane, biscotti, e frutta e si intinge il pane d'orzo nel liquido bollente di cottura del prosciutto natalizio. Quasi dappertutto in Scandinavia si apparecchia la tavola con un posto in più per il primo che capiti davanti alla porta che, per l'occasione, resta aperta. Il banchetto della vigilia é composto da piatti di pesce secco, prosciutto, riso al latte, vino caldo o birra zuccherata. Per ricordare che i primi ad accogliere il messaggio degli angeli furono i pastori, gruppi di ragazzi usano vestirsi da pastori e vanno di casa in casa augurando God Jul!

Polonia In Polonia le feste natalizie iniziano con l'apparizione della prima stella, la sera della vigilia. Prima di cominciare a mangiare si fa circolare una sottile fetta di pane azzimo, chiamato "opplatek", raffigurante le immagini di Maria,Giuseppe e di Gesù Bambino. Ognuno prende un pezzetto di opplatek. La tavola é sempre festosamente apparecchiata; sotto

la tovaglia, c'é sempre un sottile strato di paglia, per ricordare a tutti, che Gesù é nato in una stalla. Si usa fra i bambini tirare le pagliuzze e la più lunga indicherà longevità. A tavola poi, restano sempre posti liberi, pronti per accogliere Maria e Gesù Bambino se per caso arrivassero all 'ul ti mo mo ment o. La rappresentazione della Natività é allestita su due piani, una specie di scenario portatile chiamato " szopka". Nel primo é rappresentata la Natività, in quello inferiore le scene degli eroi nazionali. La cosa più bella del Natale polacco sono i canti; soprattutto i Kolenda, la maggior parte dei quali risalgono al periodo barocco.


LUNARFOLLIE Europa orientale Elemento comune a tutti i Paesi dell'Europa orientale sono le calende, rito di allontanamento dell'inverno e delle ambigue presenze degli spiriti. Ogni paese ha vari riti: in Romania i bambini il giorno della vigilia si recano di casa in casa per recitare la storia di Gesù Bambino, le persone danno loro dei soldi che verranno poi divisi, si cena tutti i nsi e me e poi c’ è l a celebrazione della messa; in Bulgaria nei tre giorni che precedono il Natale non si fa il bucato per non inquinare i fiumi nel caso in cui Maria lavi il corredo di Gesù Bambino. La cena è ovunque molto abbondante: la carpa, pesce tipico del Natale dell' area orientale, viene servita come antipasto, in gelatina, decorata con verdure e uova sode, oppure durante e a fine pasto, farcita o fritta in pastella. Al tra pi etanza tradizionale e comune a tutti questi Paesi sono le aringhe affumicate o in salamoia, conservate in piccole botti in legno, poi tenute in ammollo e servite con tanta cipolla tagliata sottilmente, pezzetti di mela e panna acida. Tra i primi piatti, se il menu ungherese propone una zuppa con verdure e spezzatino di montone, crauti ed un formaggio fresco, equivalente della ricotta, condito con capperi, cipolle ed abbondante paprika, in Polonia si consuma il barszcz, dal caratteristico colore rossastro, brodo caldo preparato in vigilia con sole

7 verdure, ma che generalmente prevede anche carne di manzo e di maiale. Tra i dolci, spiritosa è la torta bulgara dentro la quale è nascosto un bigliettino scherzoso. Molto famosa, invece, la specialità ungherese dobos, laboriosissima, come pure il rétés, la pasta per fare lo strudel (di cui, oltretutto, gli Ungheresi rivendicano la paternità) qui acconciata a mo' di tortelli e farcita con marmellate e frutta. I ditini al papavero si ritrovano in molte regioni danubiane, seppure in diverse varianti e con

f i n e an n o , s i p o ss o no individuare alcune costanti, che nei secoli hanno subito un processo di cristianizzazione ma che risalgono a tempi remoti. In tutte le regioni della ex Jugoslavia le celebrazioni del Natale sono riferite ad un particolare culto degli alberi che, testimonia uno stretto rapporto con la natura, indice di una società contadina e pastorale ricca ed articolata. Una tradizione attestata in tutta la penisola balcanica, dalla Dalmazia alla Macedonia, riguarda i famosi bandjaci. Il termine, che si riferisce all' area semantica del verbo slavo bdijeti, vigilare, indica i tre ceppi di Natale che si pongono ad ardere nei giorni che vanno dal Natale al Capodanno. Molto importante per questa vasta regione è l’acqua santa in protezione alla vita serafica.

America Settentrionale

d e n o m i n a zi o n i d i f f e r e n t i . L'impiego della pasta accompagnata da un condimento dolce ricorre in più luoghi.

Balcani Caratteristica delle regioni balcaniche è la presenza di un frastagliato mosaico di confessioni religiose e culture diverse che ha prodotto un folklore ricco e vario, scandito da musiche allegre e coinvolgenti, che offrono spesso lo spunto per danze. Per quanto riguarda le tradizioni di

Nell’America del Nord sono numerose le etnie che si sono mescolate e hanno influenzato il modo di trascorrere il Natale. Gli italoamericani che si incontrano negli USA, ma anche in Canada, rispettano la Vigilia di magro aspettando il suntuoso pranzo a base di pesce; i cinoamericani non rinunciano alle proprie tradizioni. La cena di natale tipica include tacchino ripieno, patate, salsa al mirtillo,e una varietà di altri piatti. Alcune famiglie mangiano prosciutto o anatra


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LUNARFOLLIE ripieno di verdura o il cosciotto di maiale al forno, accompagnato dal guaeamole (salsa a base di avocado), piatti, questi ultimi, presenti in tutte le feste importanti.

America Latina

\ arrosto al posto del tacchino. Come dessert tipici gli Americani usano la torta alla zucca, il plum pudding e dolci di frutta. Un'altra particolarità è l'eggnog, una bevanda molto simile al nostro zabaione.

Messico La sera del 16 dicembre si comincia ad addobbare le case con piante verdi, muschio e lanterne di carta colorata. Poi i bambini formano una processione chiamata "posada": i primi quattro portano sulle spalle una tavoletta con le statue di Maria a cavallo dell'asino e di Giuseppe, dietro a loro camminano tutti gli altri bambini con una candela accesa in mano. La "posada" passa davanti alle case di vicini e amici, mentre i bambini cantano in coro chiedendo ospitalità per Maria e Giuseppe. Tutti però li cacciano via, dicendo che non hanno posto e minacciando di picchiarli... La processione continua di casa in casa, finché qualcuno, finalmente li invita ad entrare. I bambini messicani ricevono i regali il 6 gennaio per l'Epifania. A Natale, invece, si organizza per loro un bellissimo gioco, "la

pinata". E' un gioco tutto particolare che ai bambini piace moltissimo. Le pinatas sono delle brocche di terracotta decorate con arte, piene di caramelle e regalini. Hanno le forme più incredibili e fantasiose di animali, uccelli, pupazzi o palle. Il gioco si svolge di sera, dopo le preghiere della posada. Si appendono le pinatas in alto, ad un ramo o ad un palo e le si fanno dondolare. A questo punto i bambini, con gli occhi bendati, cercano di romperle con un bastone. A forza di picchiare, qualcuno ci riesce e allora tutti si precipitano a raccogliere giochi, frutta e caramelle sparpagliate in terra. In Messico, se nelle case meno abbienti il menu non si discosta affatto da quello quotidiano (frìjoles e tortillas), sulle tavole più ricche trionfano il tacchino

Nell’America Latina il Natale è festeggiato già dal 16 dicembre con l’addobbo delle case e con celebrazioni importanti. In Argentina, il piatto principale è la earbonada eriolla, mentre la specialità brasiliana è una porchetta con una mela in bocca, adagiata su un letto di fette d'ananas e di pesche e circondata dalla jàrofa, una crema di farina di aipim (manioca), cipolla, aglio, coriche , grasso di maiale. La tradizione brasiliana prescrive che a Capodanno non si mangino gli animali che razzolano.

Australia In alcuni casi si vede Santa Klaus arrivare su una canoa. In molti casi il Natale è festeggiato in spiaggia sotto l’ombrellone. Cina Il Natale è una festa che viene dall’estero, introdotta dai missionari e assume un aspetto molto religioso. La vigilia di Natale cenano con amici o in famiglia, cantano canzoni di Natale, ballano, e i credenti vanno in chiesa per la messa notturna. Ognuno fa un po’ come preferisce. Le attività e le decorazioni delle case sono sostanzialmente di stile straniero, si decorano gli alberi per strada. Alcune famiglie appendono delle decorazioni natalizie sulla porta d’entrata o alle finestre, ma con l’aggiunta di motivi cinesi. Si mangia un pasto cinese, che non varia


LUNARFOLLIE molto da quello abituale, ma magari con un’insalata in più. La notte di Natale in Cina i bambini sotto il cuscino trovano una bustina rossa dove dentro ci trovano i soldini.

La nascita del Natale Il natale e' una festività cristiana che celebra la nascita di Gesù Cristo. Nessuno sa esattamente quale sia la data esatta della nascita di Gesù, ma i cristiani la celebrano il 25 dicembre. La prima menzione che si ha che Gesù sia nato il 25 dicembre risale al 336 A.D.. Questa data e' stata influenzata presumibilmente dai festival pagani che si tenevano in quel periodo. A fine anno infatti gli antichi romani facevano dei festeggiamenti in onore di Saturno e nel Nord Europa varie popolazioni celebravano verso la metà di dicembre delle feste per la fine della stagione del raccolto. Come parte di questi festeggiamenti, si preparavano delle pietanze particolari e si decoravano le case con delle piante sempreverdi. Intorno al 300 il cristianesimo divenne la religione ufficiale dell' impero romano. Nel 1100 il Natale era diventata la festa religiosa più importante dell' Europa. La popolarità del Natale crebbe f i n o a l l a R i f o r ma , u n movimento religioso del 1500. Questo movimento diede origine al Protestantesimo. Durante la Riforma, molti cristiani cominciarono a

9 considerare il Natale una festa pagana perchè raccoglieva molte usanze non cristiane. Nel 1600 questa festa religiosa venne considerata in Inghilterra e in alcune colonie americane fuorilegge proprio a causa di questi aspetti pagani. Tuttavia ben presto la nascita di Gesù venne di nuovo festeggiata considerando maggiormente l' aspetto cristiano della festa.

La leggenda del vischio C’era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante. L'uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva più nessun amico. Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno.Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo. Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò: - Fratello, - gli gridarono - non

vieni? Fratello, a lui fratello? Lui non aveva fratelli. Era un mercante e per lui non c'erano che clienti: chi comprava e chi vendeva. Per tutta la vita era stato avido e avaro e non gli importava chi fossero i suoi clienti e che cosa facessero. Ma dove andavano? Si mosse un po' curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli. Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma il suo cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello. Quante volte li aveva ingannati? Piangeva miseria per vender più caro. E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare. No, lui non poteva essere fratello di quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita. Eppure tutti gli camminavano a fianco. Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme. Ora li vedeva entrare e nessuno era a mani vuote, anche i poveri avevano qualcosa. E lui non aveva niente, lui che era ricco.Arrivò alla grotta insieme con gli altri; s'inginocchio insieme agli altri.- Signore, - esclamò - ho trattato male i miei fratelli. Perdonami.E cominciò a piangere. Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò.Alla prima luce dell'alba quelle lacrime splendettero come perle, in mezzo a due foglioline. Era nato il vischio.


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LUNARFOLLIE Presepe

Il primo vero presepe della storia fu creato nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Roma. Quest a usanza divenne così popolare che presto tante altre chiese vi aderirono. Ognuna creava un presepio p a r t i co l a r e ed unico. Le scene della natività erano spesso ornate con oro, argento, gioielli e pietre preziose. Anche se molto popolare tra le classi più ricche, questa opulenza era quanto di più distante dal significato della nascita di Gesù. Dobbiamo il "nostro" presepe attuale a San Francesco d'Assisi, che nel 1224 decise di creare la prima Natività come era veramente descritta nella Bibbia. Il presepe che San Francesco creò nel paese di Greccio, era fatto di figure intagliate, paglia e animali veri.Il messaggio era diretto, e poteva essere capito e recepito da tutti, ricchi e poveri.La popolarità del presepe di San Francesco crebbe fino ad espandersi in tutto il mondo.

Palle di natale A Betlemme c'era un artista di strada molto povero che non aveva nemmeno un dono per il Bambino Gesù così egli andò da Gesù e fece ciò che sapeva fare meglio, il giocoliere, e lo fece ridere. Questo è il perché ogni anno sull'albero di Natale

appendiamo le Palle colorate - per ricordarci delle risate di Gesù Bambino.

presepe, le foglie in cima ad ogni ramo diventarono rosso fuoco, come se stessero bruciando.. Quella bellissima pianta era la poinsezia che, da allora, si vende proprio nel periodo di Natale. Molti la chiamano Stella di Natale, in ricordo del miracolo che Gesù fece per quella bimba che lo amava tanto.

Libri natalizi

La stella di natale Un'antica leggenda natalizia racconta la meravigliosa storia di una bimba messicana che non aveva niente da offrire a Gesù. La vigilia di Natale la piccola se ne stava tutta triste davanti alla porta della chiesa, osservando i fedeli che entravano con le loro offerte. Vicino a lei, mezza nascosta dalla vegetazione, c'era la statua di un angelo. La bambina allora, cominciò a strappare le foglie cercando di liberare la statua... all'improvviso udì una voce che le diceva: "Porta questa pianta in chiesa, Gesù vi benedirà entrambe". Obbedendo alla voce, la bambina fece un mazzo con i rami della pianta ed entrò in chiesa. Mentre avanzava verso il

Il sacco magico, Rosemary Wells, Edizioni EL W Papà Natale, Marco Biassoni, Edizioni EL Nightmare before Christmas, un libro di Tim Burton, Edizioni Mondadori Le renne di Babbo Natale, Moe Price, Edizioni Piccoli Jingle bells, Nick Butterworth, Edizioni Emme Un Natale di tenerezza: una storia, scritta da Bruno Hachler, Edizioni NordSud I racconti dei re magi, Anna Lavatelli, Edizioni Interlinea Un regalo per Babbo Natale, testi originali e illustrazioni di GeraldHawksley, Edizioni La coccinella Pino ha il singhiozzo, testi originali e illustrazioni di Gerald Hawksley. Edizioni La coccinella Fare il presepio: costruire con diverse tecniche paesaggi, statuine,temporali, il giorno e la notte. Edizioni Demetra Elisa e Silvia 4^F


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X Cerio di 4^I Sei bellissimo…. Da una tua ammiratrice del tuo piano Munich & Dave 3^C Sklerati a pala X Marty, Ele, Dessy, Nico Anke se non siamo più nella stessa classe vi voglio strabene Munich X Tutti Sono una ragazza di 3^I colleziono carte di Pokemon chi le ha chieda di Barbieri Silvia o Giulia Zini P.S. sono 15 anni che le colleziono!! Mia, Cheng e Aly VVTBFX :* Rivogliamo Rampiniiii…. Ridateci il profe più figo di tutto l’istituto! By 2 alunne che non si dimenticheranno mai di te…

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Con la nascita dello spazio riservato alle critiche, inizieremo ad analizzare trasmissioni televisive più o meno di nostro gradimento. Quale migliore esempio concreto se non il famoso quanto indiscusso show del pomeriggio di Maria de Filippi,”Uomini e Donne”? Tralasciando le opinioni personali, ci siamo tolte lo sfizio di seguire il programma per capire meglio come funziona la sua politica, essendo anche forti di un buon passaparola delle nostre compagne di classe e non. Il programma ha una struttura semplice ed efficace: si ha un tronista, messo appunto su un trono, che si fa corteggiare da una serie di ragazze, sempre e ovviamente di bella presenza. Il tronista ha tre mesi per conoscere le ragazze, all’interno della trasmissione, o attraverso delle uscite esterne. Al termine di questa scadenza, il tronista sceglierà le corteggiatrici preferite, che andranno in “finale”. Nella puntata conclusiva, il dongiovanni sceglierà una delle ragazze come sua compagna, la quale potrà accettare, oppure rifiutarsi, di stare con lui. Il gioco delle coppie quindi si inverte, una ragazza si posiziona sul trono e si lascia corteggiare da una serie di bei maschietti di classico stampo “Tutto muscoli - Niente cervello”. Durante la trasmissione si hanno vari interventi del pubblico, composto perlopiù da zitelle acide e taccabriga, balletti struggenti con colonne sonore in puro stile “Studio Aperto”, e

varie massime filosofiche di opinionisti e consiglieri. Fanno la loro comparsa su un megaschermo diversi annunci inerenti – grazie a Dio – allo svolgimento del programma, avvicinandolo sempre di più ad un gioco delle coppie in piena regola. Particolare attenzione va però dedicata alla pubblicità: ingannevole, spesso persuasiva, e noiosa. C’è anche da segnalare la presenza di svariate televendite, due nel giro degli ultimi dieci minuti del programma. Non solo la pubblicità è ingannevole, ma anche il programma nel complesso è fuorviante, dal momento in cui lo stesso corteggiamento è una continua finzione, dove l’apparenza regna sovrana. Fortunatamente, non tutti i ragazzi sono come i tronisti di Uomini e Donne, qualcuno con la testa sulle spalle forse è rimasto. Abbiamo detto forse… Bua F. e Bravo I. 4 H


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STRANIERI A SCUOLA: NUOVA OPPORTUNITA’ La presenza di alunni stranieri è un dato ormai strutturale del nostro sistema scolastico. Nell'anno 2006/2007 nelle scuole italiane il 5,6% degli alunni era non italiano, dieci anni fa (1997/98) era lo 0,8%.

non è stato omogeneo tra le diverse zone del paese come d'altronde è accaduto per la popolazione straniera in generale: su 100 alunni non italiani 90 frequentano le scuole del Centro-Nord e solo 10 quelle del Mezzogiorno.

Quanti sonoGli alunni non italiani che hanno frequentato le scuole statali e non statali del nostro Paese nell'anno scolastico 2006/2007 sono stati 501.494 (dieci anni fa erano poco più di 70 mila). Negli ultimi anni gran parte della crescita si è concentrata sull'istruzione secondaria di secondo grado (102.829 alunni, di cui circa l'80% in istituti tecnici e professionali).

Oltre a ciò, in alcune scuole si registra una particolare concentrazione:

Dove sono e dove si concentrano L'arrivo di alunni non italiani

In 888 istituzioni scolastiche si supera il 20% di presenze di alunni stranieri, in 89 si supera il 40%. La maggior parte di esse è concentrata nelle regioni del Nord. Tra le province con il maggior numero di scuole con significativa concentrazione troviamo Milano, Torino, Bolzano, Roma, Brescia. Un altro elemento di complessità è dovuto alla diversità delle cittadinanze presenti: 216

LE 10 CITTADINANZE PIU' RAPPRESENTATE Totale

Distribuzione %

Incremento % rispetto al 2005/06

ALBANIA

77.846

15,5%

12,2

20

ROMANIA

68.381

13,6%

29,5%

10

MAROCCO

67.820

13,5%

14,00%

13

CINA

24.361

4,9%

9,9%

16

JUGOSLAVIA(SERBIAMONTENEGRO)

15.954

3,2

14,00%

Ecuador

15.870

3,2%

15,2%

1

Tunisia

13.346

2,7%

13,8%

0

Perù

12.662

2,5%

14,4%

0

FILIPPINE

12.597

2,5%

12,8%

5

MACEDONIA

12.459

2,5%

14,8%

1

Nella nostra scuola

2

delle 888 istituzioni scolastiche sono frequentate da alunni provenienti da oltre 20 nazioni diverse. Se si considera inoltre che a livello generale, nelle scuole italiane, sono presenti 192 nazioni su 194 (mancano solo Lesotho e Vanuatu) sono evidenti le conseguenze dovute alla molteplicità di lingue, culture ed abitudini. Le nazioni maggiormente rappresentate sono l'Albania (15,5%), la Romania (13,6%) ed il Marocco (13,5%). Da questi tre Paesi proviene il 42,6% di tutti gli stranieri. Alla complessità di questa situazione ed alle preoccupazioni che ne possono derivare la scuola italiana risponde con il suo modello Insegnare in una prospettiva interculturale vuol dire assumere la diversità come paradigma dell'identità stessa della scuola, occasione privilegiata di apertura a tutte le differenze.


LUNARFOLLIE Azioni in atto: competenze degli insegnanti, creatività delle autonomie scolastiche e collaborazione con gli Enti Locali caratterizzano questa linea di impegno nella scuola. Un impegno non solo a mettere in atto progetti di integrazione ma anche a cogliere l'occasione per approfondire i contenuti del sapere . 1. Apprendimento/ insegnamento dell'italiano come lingua seconda, questione cruciale nei percorsi di integrazione scolastica: sono state predisposte iniziative, nei territori a maggior concentrazione di alunni stranieri, soprattutto per gli alunni di recente immigrazione, per dotare le scuole di docenti dedicati in maniera continuativa e flessibile all'insegnamento dell'italiano. La comprensione a un buon livello della lin-

13 gua italiana è fondamentale. 2. Un piano nazionale di formazione dei dirigenti scolastici delle scuole a forte concentrazione di alunni stranieri. La formazione è mirata principalmente a promuovere la capacità di rapportarsi con la complessità sociale del territorio ed a costruire patti ed intese tra scuole ed enti locali.

3. Avvio di un "patto educativo di territorio" d'intesa con gli Enti Locali e con la conferenza Stato - Regioni per evitare fenomeni di concentrazione in alcune scuole. Quindi, promuovere accordi tra reti di scuole, enti locali, associazioni del territorio, anche di genitori, per ottenere una equilibrata distribuzione di allievi stranieri, in particolare i neo arrivati, tra le diverse scuole gravitano Nella nostra scuola gli stranieri presenti sono 158 su un che totale di 1462 alunni. nello stesso terOltre agli studenti sopra riportati nella tabella preceritorio. dente. sono presenti i seguenti alunni stranieri: Ghana 9 Moldava (Repubblica) 23 Croazia 4 Senegal 2 India 3 Francia 1 Grecia 1 Ucraina 16 Costa d’Avorio 1 Polonia Cuba Bangladesh Bosnia-Erzegovina Nigeria

3 1 4 1

Al Lunardi gli stranieri sono 158, pari all’11% . Con loro siamo veramente multietnici e ricchi della ricchezza del mondo. Elisa 4F

PANE DI NATALE

Impasto: 100 gr. di latte 10 gr. di zucchero 15 gr. di sale 400 gr. di farina bianca 60 gr. di olio di oliva 2 uova 1 cubetto di lievito Farcitura: 100 gr. di speck 200 gr. di scamorza affumicata Tritare la scamorza e metterla da parte. Tritare lo speck, dopodiché unire il formaggio e mescolare i due ingredienti, una volta fatto questo mettere la farcitura da parte. In una terrina mescolare il latte, l’olio, il cubetto di lievito e lo zucchero, aggiungere le uova intere ed infine la farina e il sale. Versare l’impasto sul piano di lavoro, stenderlo mantenendo uno spessore di circa 2 cm e mezzo e, con l’aiuto di uno stampino rotondo (va bene il dosatore per gli sciroppi) ricavare circa 20/25 formine. Prendere una formina alla volta, fare al centro una piccola conca, riempirla con un bel po’ di farcitura, sigillare bene e dare la forma di una pallina. Dopo aver preparato tutte le palline, appoggiarle sulla teglia del forno (ricoperta di carta forno) dando la forma di un albero di Natale. Lasciar lievitare per circa 40 min. poi spennellare la superficie con un uovo e cuocere in forno preriscaldato a 180°/200° per circa 20 min. Veronica


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PROTAGONISTI Dakota Blue Richards,Nicole KidmanEva GreenDaniel CraigBen WalkerIan McKellenJim CarterCharlie Rowe Lyra, ragazzina orfana e ribelle di 12 anni vive al Jordan College presso l'Università di Oxford, in un mondo parallelo che somiglia al nostro ma che è evoluto in modo un po' diverso. Lyra ha come compagno Pantalaimon, il suo daimon, un essere capace di assumere diverse forme animali. Il mondo di Lyra sta cambiando, l'organismo governativo globale vuole assoggettare sempre di più il popolo. Le sue losche attività l'hanno portato a far rapire i bambini dai misteriosi Ingoiatori. Tra gli zingari che hanno visto sparire molti dei loro figli corre una voce: i bambini vengono portati in una stazione di sperimentazioni da qualche parte nel Nord e sottoposti a abominevoli esperimenti...Quando Roger, il miglior amico di Lyra scompare a sua volta, la ragazzina decide di andarlo a cercare....

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PROTAGONISTIJerry Seinfeld,Renée Zellweger, Alan Arkin,Kathy Bates Se pensavate di conoscere il mondo delle api, il film d'animazione della Dreamworks Bee Movie vi farà ricredere. Nella versione originale, il celebre comico Jerry Seinfeld, oltre ad aver cosceneggiato e prodotto la pellicola, presta la voce all'ape che porta il nome di Barry Benson. Quest'ultimo è un giovane neolaureato che sogna di avventurarsi al di fuori dell'alveare per venire a contatto con il mondo degli umani. L'incontro con Vanessa, una fioraia di Manhattan, gli farà infrangere una delle regole di base del mondo in giallo e nero: parlare con gli uomini. La magia dell'animation computerizzata permette allo spettatore di conoscere ed esplorare le vite nascoste di queste creature. Tutto quello che vediamo è in proporzione alle loro piccole dimensioni e ai loro frenetici movimenti. Stilisticamente impeccabile, Bee movie ha il grande merito di aumentare la sensibilità di ciascuno di noi nei confronti delle tematiche ambientali. Tutte le persone che hanno lavorato alla produzione del film sono partite dalla viva volontà di “pensare come le api” connotando in positivo situazioni e luoghi

comuni che le dipingono come fastidiose e aggressive. Nello stesso tempo, il marchio animato del film aiuta a rendere verosimili situazioni che nella vita reale sarebbero impossibili. Il fatto che l'ape Barry parli con l'umana Vanessa sembra tutto fuorché bizzarro. Non si mette neanche in dubbio lo scambio dialogico tra un insetto e un essere umano. La storia narrata avviene in due mondi: l'alveare, una vera e propria città fatta di case, macchine e fabbriche, e New York, dove gli “assi del polline” si recano per raccogliere il nettare e impollinare i fiori.

Paolo è un professionista affermato che spera di poter mandare moglie e figlio a passare le vacanze di Natale sulla neve mentre lui se la spassa con Magda, la sua bella amante. Quando si rende conto che la moglie non è caduta nella trappola, per realizzare comunque il suo disegno, si offre generosamente di accompagnare in crociera il cognato Felice, in forte depressione dopo essere stato abbandonato dalla sua ragazza. Mentre tra i vari intrattenimenti della crociera Paolo se la deve cavare tra moglie, cognato e amante, Luigi Coppia, uno scapolo incallito autore del best seller "Single è bello", sulla na-


LUNARFOLLIE ve perché testimone di nozze del suo migliore amico, conosce la testimone della sposa, un'animalista senza se e senza ma di cui, purtroppo per lui, comincia a subire il fascino...

COME D’INCANTO

La classica fiaba animata Disney incontra la moderna commedia romantica live-action in ENCHANTED della Walt Disney Pictures. Con il suo cast di stelle, il film segue la bellissima principessa Giselle, bandita dal suo mondo magico e musicale ad opera di una regina malvagia. La principessa piomba nella cruda realtà delle strade della Manhattan di oggi e, turbata da questo nuovo ambiente estraneo, dove non vige la filosofia del "per sempre felici e contenti", Giselle si trova alla deriva in un mondo caotico, con tanta nostalgia della sua vita incantata. Ma quando la principessa inizia ad innamorarsi di un avvocato divorzista con tutti i suoi affascinanti difetti è costretta a domandarsi: "nel mondo reale può sopravvivere un'idea fiabesca dell'amore?" DAYA&SARA

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PERICOLI IN RETE Josh Evans entra nella vita di Megan Meier, è un bel ragazzo, simpatico e ha 16 anni; per lei, che ha 14, è una ragazza insicura e in cura per una forte depressione, è un sogno quando lui le si presenta come amico attraverso la Rete. Ma quella apparentemente “innocua” amicizia finisce in una tragedia. Da un giorno all’altro Josh scarica Megan senza un motivo, coprendola di insulti. La madre, quel pomeriggio ha dovuto uscire, lasciando da sola la ragazza. Quando ritorna a casa trova sua figlia disperata e inconsolabile per quei messaggi cattivi. Ogni tentativo di farla parlare è vano, e prima di cena Megan si chiude in camera. Lì viene presa la decisione, Megan viene trovata impiccata all’armadio della sua camera. Dopo la morte di Megan salta fuori che Josh non è mai esistito. La sua identità virtuale è stata creata dai genitori di un’amica di Megan, con la quale Megan aveva litigato. Era solo uno scherzo per far capire a Megan che nessuno vuole diventare amico di una ragazza che tratta male i suoi amici. A svelare il segreto celato dietro al nome di Josh è stata un’altra vicina di casa, che ha spiegato come sua figlia avesse partecipato allo scherzo pensando che non ci fosse nulla di male, visto che a ideare lo scherzo erano stati i genitori di una sua amica. Per la morte di Megan non ci

saranno accuse penali, i genitori non faranno causa, ma vogliono giustizia. La loro battaglia è per fare in modo che quello che è successo alla figlia, di cui sono responsabili due adulti, diventi un reato.

Ancora bullismo! In Puglia un ragazzo down è stato costretto dai compagni a denudarsi mentre sette compagni lo filmavano con i loro telefonini. A Lecce un altro ragazzo down è stato maltrattato dai suoi ex compagni delle superiori con cui si era incontrato ai giardini. Inizialmente i suoi compagni scherzano e ridono, poi iniziano a incoraggiarlo a spogliarsi, e lui giocando fa tutto quello che gli viene detto di fare, nel frattempo un ragazzo riprende lo spettacolo. Nonostante i provvedimenti già presi gli episodi di bullismo non diminuiscono. Il ministro Fioroni ha preannunciato un’ispezione ma dove l’ispezione non arriva come si risolve la cosa? La risposta è semplicissima i ragazzi disabili hanno bisogno di più assistenza, tocca quindi a ciascuno di noi aiutarli. Se assisti a un caso simile fai la cosa giusta, aiuta, cerca aiuto, ma non voltarti e far finta di non aver visto nulla, questa è la cosa più meschina e negativa che potresti fare. Veronica


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Salve Lunardi, come va?Ve l'avevamo promesso il mese scorso e quindi eccoci qui, a parlare del ritorno di uno dei videogames più eccezionali della storia videoludica, che finalmente ( dopo 10 anni ) raggiunge le sponde occidentali dell'atlantico, grazie al suo porting su PSP:

Final Fantasy Tactics: The Lion War Non c'è pace per il regno di Ivalice: nonostante la guerra dei Cinquant'anni sia finalmente giunta al termine, tra l'altro con una colossale sconfitta, un nuovo e più cruento conflitto giunge alle porte, la cui causa scatenante è la morte del re. Il principe ereditario è infatti troppo giovane per essere incoronato ed il consiglio deve eleggere un reggente: la scelta cade sul cugino del defunto re, il Duca Goltanna, nonostante la regina avesse insistito per il di lei fratello, il Duca Larg. Molti nobili decidono però di allearsi sotto la bandiera col Leone Bianco di Larg per contrastare il Leone Nero di Goltanna, e ben presto le due fazioni arrivano all'inevitabile conflitto che andrà alla storia con il nome di “Guerra dei Leoni”. Final Fantasy Tactics: the War of the Lion è il porting su PSP del primo Final Fantasy Tactics, rilasciato nel 1997 su PS1 Il gioco è fondamentalmente lo stesso, sebbene i ri-sviluppatori del team Ivalice Alliance abbiano pensato di apportare qua e là svariate modifiche. Si tratta di uno strategico a turni, ad ambientazione Fantasy in cui, man mano che si dipanerà la trama, ci troveremo chiamati a superare svariate battaglie utilizzando come truppe dei veri e propri personaggi, o mostri, dotati di abilità migliorabili

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tramite l'esperienza. Possiamo tranquillamente dire, infatti, che FFT sia stato il principale pioniere ed ispiratore di titoli più recenti come Disgaea o Jeanne d'arc Il protagonista della storia è Ramza, il giovane cadetto della famiglia Beovulf che dovrà emergere da scudiero a cavaliere, risolvere i problemi della sua famiglia, poi quelli del regno e così via fino alla salvezza dell'intero pianeta. Altri personaggi “di trama” si aggiungeranno volta per volta al nostro seguito, taluni come occasionali “Guest” altri come vere e proprie truppe sotto il nostro controllo, ma la maggior parte delle truppe a nostra disposizione sarà costituita da soldati “comuni” da assoldare o da mostri da catturare. La natura stessa del gioco permette comunque di sviluppare qualsiasi personaggio liberamente, l'unica limitazione, in questo senso, è costituita dal fatto che all'inizio solo pochissimi Job saranno accessibili (il Cadetto e il Chimico)Differente la gestione delle truppe-mostro, in quanto non possiederanno Job ma potranno deporre uova di esemplari più potenti. La scelta di come far progredire i singoli personaggi ed i l

gruppo nella sua totalità è il primo elemento strategico che vi troverete a dover affrontare: scordatevi infatti di avere personaggi iper-pompati che facciano “tutto”. Ogni personaggio, infatti, avrà a disposizione esclusivamente le abilità del suo attuale Job più quelle di un secondo Job a scelta, oltretutto limitate negli effetti. Tra uno scontro e l'altro guiderete il vostro gruppo da una locazione all'altra su una mappa rappresentante il mondo; entrando in locazioni legate alla trama oppure casualmente attraversando territori “pericolosi”, si attiveranno le battaglie. Prima ancora di vedere il numero e la disposizione dei nemici, dovrete scegliere le truppe da schierare: i Guest combatteranno solo negli eventi di trama, e negli stessi sarà obbligatoria la presenza di Ramza, ma per il resto potrete scegliere solitamente cinque truppe, siano esse personaggi o mostri, e la posizione in cui schierarli su una griglia piuttosto limitata., dopodiche ci troveremo finalmente sul campo di battaglia, organizzato secondo una griglia quadrettata. Ciascuna singola unità alleata o nemica, al suo specifico turno, potrà compiere uno spostamento ed una azione, non necessariamente in quest'ordine. Gli spostamenti saranno ostacolati dalla conformazione del territorio, mentre le azio-


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ni, come già accennato, saranno limitate all'attacco semplice o all'uso delle abilità dei Job selezionati.Di norma il combattimento termina con una vittoria quando si sconfiggono tutti gli avversari, ma talvolta gli obiettivi potrebbero riguardare l'uccisione di una specifica truppa, ad esempio il comandante o un boss. La vittoria in battaglia fornirà al party denaro ed oggetti, ma ciascun personaggio dovrà guadagnarsi la propria esperienza personalmente sul campo: ciascuna azione svolta fornirà infatti dei punti che andranno ad accrescere il proprio livello e la propria esperienza nel Job. Una cosa molto importante da segnalare è che se una truppa scende a zero punti-ferita non è immediatamente morta, ma se non sarà resuscitata entro 3 turni, o se non si riuscirà a vincere lo scontro entro gli stessi, trapasserà definitivamente e sarà irrimediabilmente perduta; inutile aggiungere che se la truppa in questione dovesse essere Ramza andrete incontro all'umiliazione del Game Over. L'aspetto grafico è praticamente lo stesso dell'originale versione PS1, salvo l'adattamento allo schermo 16:9 della PSP e una serie di “smussature” e “rifiniture” mirate più che alla funzionalità semplicemente ad un minimo di miglioramento nell'impatto: la griglia dei combattimenti è realizzata in un elementare 3D

17 mentre per le truppe e gli effetti speciali sono stati adottati degli Sprite bidimensionali. Al giorno d'oggi il risultato non è certo dei più appariscenti, ma naturalmente conserva intatto tutto il suo gusto “retrò”, sebbene in effetti si sarebbe potuta effettuare qualche miglioria in più perlomeno a livello degli effetti speciali. D'altro canto, gli sviluppatori hanno pensato bene di impreziosire la vicenda inserendo a determinate svolte di trama dei filmati, rispettando lo stile retrò utilizzando cartoni animati colorati con tinte anticate. Diverso il discorso per il sonoro, che invece soffre terribilmente del gap generazionale: le musiche in MIDI al giorno d'oggi, per quanto gradevoli, non sono certo eccezionali, ma sono soprattutto gli effetti sonori ad essere quasi fastidiosi, tanto sono semplici ed a tratti “stridenti”. Perlomeno i nuovi doppiaggi dei filmati sono più che gradevoli, ma sarebbe costato veramente tanto rimasterizzare tutto l'audio? La giocabilità è sicuramente l'elemento più delicato da valutare: cominciamo subito col dire che il gioco non è né semplice né immediato e, una volta presa confidenza col gioco,

ci troveremo a dover affrontare, oltre a orde nemiche di difficoltà crescente, tutta una serie di “paletti” che limiteranno la nostra capacità di combattimento. Tra questi “paletti” il più limitante è sicuramente il fatto che gli item siano utilizzabili solo possedendo l'apposita abilità, ma anche il fatto che alcuni incantesimi cruciali (come le resurrezioni) si attivino a random o che un personaggio morto non si possa più recuperare sono elementi piuttosto “pesanti” e che molto spesso ci obbligano a ricaricare la partita per un singolo errore (a nessuno piace dover ricreare da capo un personaggio ben avviato e lungamente coltivato).Si tratta proprio di scelte di gameplaying vecchie di 10 anni e che al giorno d'oggi fanno storcere il naso, e a poco valgono le innovazioni come un migliore equilibrio negli incantesimi o l'aumento delle abilità e degli oggetti disponibili. Se però siete fanatici del detto “chi la dura la vince” e vi impegnerete sul serio, troverete ad aspettarvi un gioco dalla completezza e dalla profondità che difficilmente è stata eguagliata in seguito, e vi innamorerete di queste difficili battaglie e della vicenda. Ecco pertanto che la longevità, decisamente elevata con tutti gli scontri da fare tra storia e random, potrà essere apprezzata solo da chi supererà questo scoglio, e che troverà così anche la simpatica aggiunta delle sfide e delle missioni cooperative del multiplayer con connessione adhoc. In sostanza, quindi, Final Fantasy Tactics risente decisamente dei suoi dieci anni di età, sia tecnicamente sia a livello di gameplaying, ma un gioco “bello” non può diventare “brutto”: al massimo può diventare “da intenditori”. Portu & Nick


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LUNARFOLLIE NOTE SUL REGISTRO

Finalmente stanno per arrivare le vacanze natalizie (evvai!!!) e con l’occasione, dato che il tema della mia rubrica è la musica,vorrei informarvi, con qualche piccole curiosità, di due delle più cantate canzoni natalizie: Tu scendi dalle Stelle e Stille Nacht. Tu scendi dalle stelle è una famosissima canzone di Natale composta da Nola da Alfonso Maria de Liguori, un compositore napoletano (canonizzato tempo dopo) che fondò il piccolo ordine missionario dei Redentori. Nel 1775, mentre abitava a Delicato in provincia di Foggia, compose un canto natalizio in lingua napoletana, ma pubblicata solo l'anno successivo Il canto, Quanno nascette Ninno, fu più tardi riscritta in lingua italiana da Papa Pio IX. La versione del pontefice, Tu scendi dalle stelle divenne una celeberrima canora natalizia anche oltre l'Italia. La pastorale è una delle più celebri canzoni di Natale di sempre, la più famosa fra i canti natalizi italiani. Particolarità della melodia è di essere scritta in sei ottave(6/8), particolarità musicale propria anche di un'altra celebre canzone natalizia, Stille Nacht. Stille Nacht (conosciuta in Italia con il titolo di Astro del Ciel) è un noto canto natalizio di origine austriaca. Le parole vennero scritte da Joseph Mohr

nel 1816, allora assistente prete presso la località di MariaPfarr nel Lungau, e la musica venne composta da Franz Xaver Gruber, allora insegnante ad Arnsdorf ed organista ad Oberndorf, nella vigilia di Natale del 1818. Il 24 dicembre 1818 Mohr chiese a Gruber di musicare il brano da lui scritto per due voci soliste, coro e chitarra. Un racconto tradizionale riporta che ciò sarebbe avvenuto in quanto l'organo della chiesa di San Nicola era guasto (questo spiegherebbe il ricorso alla chitarra). Attorno ai motivi ed alla stesura del brano, comunque, si sono sviluppate numerose storie e narrazioni. La prima esecuzione pubblica avvenne nella notte del 24 dicembre 1818 durante la Messa di Natale nella chiesa di San Nicola di Oberndorf, presso Salisburgo, ed il brano venne eseguito dai suoi due autori con Mohr che cantava la parte del tenore ed accompagnava il tutto con la chitarra e Gruber che intonava la parte del basso. Oggigiorno è una delle più note e conosciute canzoni natalizie e si ritiene che sia stata tradotta in più di 300 lingue. BUONE VACANZE E BUON NATALE A TUTTI!!! Marco 5F

Anche in questo numero vi proponiamo altre divertenti note sul registro che passano nella rete di Internet e anche stavolta, per correttezza, precisiamo che non sono di questo istituto. Ne leggerete delle belle… "L'alunno Foschini per ottenere il permesso di andare al bagno minaccia di buttarsi dalla finestra" "Alla richiesta della prof. di italiano "dimmi una frase con un congiuntivo" l'alunno M.M. risponde "che tu sia maledetta"" "Ambrosioni, non avendo il dizionario per affrontare la versione di latino, chiede di poter fare autogestione" "L'alunno M** entra in classe alle ore 12.50 con due cartoni di pizza in mano" "Tanganelli indossa casco e guanti e si lancia in una corsa con sedia a rotelle del laboratorio di elettronica..Moretti insiste nella corsa" "F** invita l'insegnante ad andare a raccogliere pannocchie" "L'alunno ALFA alle 10 viene autorizzato a mangiare una mela. I resti di essa vengono ritrovati nel cappuccio di BETA" "L'alunno C** dopo aver ammanettato alla cattedra il compagno D** si rifiuta di liberarlo finchè non gli risarà


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dato il denaro imprestato la settimana prima" "L'alunno T** rincorre e spaventa i piccioni durante l'ora di educazione fisica" "L'alunna V.A. presenta una giustificazione per i giorni 25 26 e 27 firmata dalla nonna sostenendo che i suoi genitori sono in fila in autostrada. Richiedo colloquio con i genitori" "Magrini indossa per tutta la lezione una maschera da porcellino-Disney" "Gli alunni di Francese della III B appaiono del tutto disinteressati alle lezioni in quanto, ogni qualvolta entro in aula, la classe è assente e al suo posto trovo un foglio la cui scritt a recita "Trovateci". Richiedo provvedimenti" "La classe dichiara che dopo 50 minuti di attenzione, non è più in grado di seguire la lezione poiché prostrata da un eccesso di fatica" "A** al comando di tirare fuori il diario di L**, lo lancia fuori dalla finestra ed esulta per aver centrato il cassonetto dell'immondizia" "Gli alunni Ambrosi, Degan, Fossato, Braga e Lanza entrano in bagno portando con loro i camici da laboratorio; ne escono pochi minuti dopo coperti solo dai suddetti camici e si mettono a passeggiare per l'istituto discutendo tra loro di chimica"

Natale ricorda la nascita di Gesù. Per noi uomini dovrebbe essere la giornata più bella. Dovrebbe essere il tempo della serenità, della dolcezza, del riposo dell’animo, della pace, delle gioie famigliari, del volersi bene. Ma oggi, provando a rifletterci, cos’è rimasto di tutto questo? Tutti i veri valori del Natale sono scomparsi, cancellati dalla visione umana di questa grande festa cristiana. Quando si pensa al Natale non si pensa più alla nascita del bambinello di Betlemme, Natale equivale alla domanda: cosa potrei regalare al mio fidanzato? Alla mia amica? Natale è il periodo dei regali, ma non dovrebbe essere solo quello. Approfittiamo di questi giorni per pensare a noi, a quello che possiamo regalare a noi stessi; qualcosa che ci renda veramente migliori, che contribuiscano alla nostra crescita. Perché, alla fine dei conti, sono attraverso le nostre conoscenze che possiamo stare, parlare e aiutare gli altri. Il consumismo sta alla base dell’economia di un paese, è l’ideologia dell’Occidente e non solo. È veramente solo quello? Pensiamo alle grandi civiltà: greci, romani. Loro non sono mica nati, cresciuti, evoluti perché c’è stato il consumismo. Anzi, tutto quello che abbiamo oggi, lo dobbiamo a loro, alle loro capacità di andare oltre i confini della cultura, sempre pronti a studiare, a migliorare se stessi e gli altri.

Perché non cercare di fare altrettanto? Dalle statistiche sono usciti dei dati davvero sconcertanti: solo un italiano su cinque legge più di cinque libri l’anno. Pensateci. È davvero spaventoso. Se continuiamo così diventeremo degli ignoranti. Come potremmo andare avanti se lo studio è sempre meno importante per le persone. E non mi riferisco solo allo studio didattico, ma anche alla ricerca personale, oltre l’orario scolastico. Prendete questi 15 giorni e organizzateli come si deve. Lo so, ci sono i compiti, ma con un po’ di volontà ce la possiamo fare. Provate a leggere un libro. Ce n’è sono tanti di quei libri che aspettano di essere letti. Vi darò qualche altra idea, oltre al leggere, da fare durante queste vacanze natalizie: AMERICA! Storie di pittura dal Nuovo Mondo. Brescia - Museo di Santa America! Storie di pittura dal Nuovo Mondo ha nel suo titolo il punto esclamativo proprio perché già in questa parola così pronunciata si colga il senso della scoperta e della meraviglia. Con un doppio significato che s'intreccia. Da un lato quella meraviglia, da impedire la parola, che colse i primi viaggiatori davanti alla lucente, azzurra brillantezza gorgogliante delle cascate del Niagara o all'incanto di un verde paradiso come quel-


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lo della Yosemite Valley; e dall'altro, la nostra meraviglia davanti alla scoperta di una pittura poco, o quasi per nulla conosciuta, ma intrisa di profonda bellezza e sensibilissimo fascino. Per la prima volta in Italia un'esposizione racconta, poiché di vero racconto, e forse ancor di più romanzo, si tratta, questa grande avventura. Cento anni di pittura che sono una ininterrotta evoluzione dal sogno romantico e dell'Arcadia di Doughty e Cole fino ai famosi ritratti di Sargent già nel XX secolo. Perché l'arco cronologico della mostra si tende dal primo decennio dell'Ottocento al primo decennio del Novecento. Nel mezzo, potendo tutti noi assistere allo sterminato canto sulla natura da parte dei pittori della Hudson River School, e certi loro viaggi anche nel Sud dell'America. Poi la scoperta dei territori dell'Ovest, il racconto di vita su indiani e cowboy, fino alla pittura impressionista e alla grande ritrattistica nell'ultima parte del secolo.Una mostra vastissima nel numero delle opere. Quello che infine ho desiderato potesse accadere negli spazi del Museo di Santa Giulia a Brescia, è la ricostruzione della storia di una civiltà e di una nazione. Oppure andate a guardare un’ opera teatrale, perché ce ne sono tante nei teatri di Brescia, ad esempio, potete vedere: Il sacro segno dei mostri (11-23 dicembre) al teatro Santa Chiara, oppure al Teatro Sociale c’è Hedda Gabler (dal 9 al 20 gennaio). Simo&Cry 4^B

Buongiorno!! Anche oggi sono qui per allietarvi con le trame dei manga che vi piacciono tanto... Quest’oggi c’è una novità, un nuovo arrivato: Dave!! (e sono sicura che ora questa piccola rubrica verrà letta da più persone... =P) Comunque, uno dei manga che vi proponiamo è La Stirpe delle Tenebre (Yami no Matsuei), di Yoko Matsushita. Questo manga tratta la storia degli Shinigami, defunti che sono in grado di vagare tra il mondo dei vivi e quello dei morti, il Meifu, e il loro compito è quello di scortare le anime per essere giudicate. I protagonisti sono Tsuzuki Asato e Kurosaki Hisoka, morti rispettivamente nel 1900 all’età di 26 anni, e nel 1980 all’età di 16 anni. All’inizio della storia questi due non si conoscono, ma ben presto diventeranno inseparabili, tanto da consolarsi e aiutarsi a vicenda. Naturalmente esistono tantissimi altri shinigami, che con l’andare avanti della trama, faranno la loro apparizione, e sveleranno i rapporti che li legano gli uni agli altri. E ovviamente non poteva mancare la presenza di un pazzo dottore omicida, Muraki Kazutaka, che ha un particolare rapporto con entrambi i protagonisti. In sostanza, volete sapere come sono morti i protagonisti? Volete

saperne di più sul lavoro che svolgono? Volete sapere chi sia questo dottore? Siete solamente curiosi di leggere il manga? Perfetto sono sicura che lo apprezzerete, soprattutto per i disegni, che rendono i protagonisti veramente affascinanti... Per chi è appassionato delle fiabe e di ambientazioni dark, non si deve perdere il manga che in questo numero vi consigliamo di leggere: Ludwig. L’autrice Kaori Yuki, racconta le storie di Biancaneve, Cappuccetto Rosso, la Bella Addormentata e Barbablù dal punto di vista dell’affascinante principe Ludwig che intraprende un viaggio, attraverso i regni vicini, alla ricerca di una giovane donna da sposare. Durante questo viaggio il protagonista si imbatte in una perfida Biancaneve, in una disillusa Cappuccetto Rosso, in una sognante Bella Addormentata nel bosco e perfino in un Barbablù affetto da gravi crisi di identità, non mancheranno comunque tantissime altre belle donne. Riuscirà quindi Ludwig a trovare la sposa? L’unico modo per scoprirlo è di leggere questo piccolo volume. Questo manga saprà essere capace di stupirvi ad ogni pagina, scoprendo dettagli sulle storie da lei presentate che voi non avreste mai potuto immaginare. Aly 4A & Dave 3C


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Pianura Padana. La mucca fa il vitello: - Piccolo mio… mmmmmma come sei cresciuto! Ed il vitellino:- Perché MANZO! Bravo Paolo sei tornato a casa soddisfatto Mi sembra che ti piaccia andare a scuola……. Ti prego, mamma, non confondere l’andata con il ritorno!!!!!! Papà, papà cos’è il cervello? - Zitto! ho altro per la testa Pierino, fammi un esempio di verbo al presente e di uno all’imperfetto… - “Mio zio e mio cugino!” - “Ma che cosa stai dicendo?” - “Sì, mio zio si chiama Guido e mio cugino Gutavo!!! Un viaggiatore sui binari: “Scusi dove lo prendo il treno per Roma? E il capostazione: “Se non si sposta da lì lo prende tutto sulla schiena………” Mamma, perché ho solo due buchi nel naso? - E quanti ne vorresti? Dieci, così ci starebbero tutte le dita…….. "Gli alunni Granata, Maremonti e Salvatori entrano in classe, dopo essere stati fuori 15 minuti, sfondando la porta a mò di commando, creando scompiglio tra i compagni"

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"Andrea M** è sospeso i giorni 4-5 ottobre per aver lanciato in palestra, come fosse un giavellotto, una scopa. L'oggetto ha centrato in pieno la nuca del prof. G** che è dovuto ricorrere all'infermeria" "L D** finge un'allergia ai pollini e starnutisce rumorosamente in continuazione. La recita gli riesce malissimo, il disturbo invece è insopportabile" "L'alunno Gabriele lancia vermi da pesca vivi addosso alle compagne e ne libera alcuni dentro il cassetto della cattedra; richiedo urgentemente un colloquio con i genitori"

"ciabatta". Tra i due avviene lo scambio di tale oggetto, ripetuto poi qualche minuto dopo, mentre la scena viene filmata da B**" A cura di Stefania Giacomini 4^F

GIRELLI SHOW II: IL RITORNO Dopo lo strepitoso successo

"L'alunno F.T. mi chiude il libro in faccia, dichiarando totale disinteresse per la mia materia. Il suo atteggiamento è a dir poco incomprensibile" "La classe 2ª E. è un attentato al mio udito e alla mia salute mentale" "La classe risponde in modo animalesco alla comunicazione del professore del'annullamento dell'odierna lezione di educazione fisica" "Durante la lezione, compaiono pezzi di prosciutto e insalata sulla finestra, che non erano presenti al mio arrivo" "Di P**** si presta allo scherzo di F. M***** (IV B), che entrato in classe richiede una

dell'anno scorso, ritorna finalmente sulle pagine del Lunarfollie la rubrica interamente dedicata alle papere (forse chiamarle papere è un po’ riduttivo) del mitico professor MARZIO Girelli... Che ci crediate o no, sono TUTTE VERE!!! Ma bando alle chiacchiere ed iniziamo! 5+8 = 12 Io alla nascita pesavo 5 kili, poi da allora sono sempre stato anoressico [Mentre stavamo decidendo


22 quando fissare un compito in classe] Lasciamo stare il compito in classe... non pensiamo al futuro... chissà cosa può succedere... magari vi tira sotto l'autobus, o cadete dalle scale a testa in giù, vi prendete la scossa stirando le mutande, affogate nella vasca da bagno, cadete nel water e non venite più trovati... no, lasciamo stare il futuro... decideremo più avanti [mentre passa un elicottero sopra la scuola] E' Bin Laden! Io ho i sesti sensi.... Io so quando sta per piovere... sento l'umidità sulle braccia Nella leggenda Apollo deve prendere Dafne, ma poi lei diventa un albero... e un albero serve solo ai cani, Apollo non se ne fa nulla Caravaggio ha ucciso un suo amico in seguito ad un litigio dovuto... ad una partita di calcio Io e Chuck Norris siamo amici Chuck Norris entra in classe, tira un calcio e fa volare via gli studenti... mi stà simpatico No, io Chuck Norris, Walker... non lo sopporto [In seguito a questa battuta Girelli è stato quasi calciorotato da Chuck Norris in persona, ma poi il Sommo lo ha risparmiato, riconoscendo in lui il suo gemello perduto...vedere per credere] Tu forse stai pensando di mangiare nella mia ora?!? solo i piccioni possono farlo, tu no!

LUNARFOLLIE Voi bevete come degli otri Una grande tomba è un tombone, non certo un tombino [Dialogo con una studentessa riguardo al calorifero] - Profe, il calorifero fa uno strano rumore!- -Oh, starà per esplodere l'azoto... a me non cambia nulla, ci sei tu vicina... al massimo ti finiranno dei frammenti nell'occhio... La scuola tanto resterà in piedi e io a Natale mangerò.A me piace il colore delle pareti della vostra classe: è color vomito alla milanese, quello che si ha dopo aver mangiato il risotto alla milanese [Correggendo la frase "questo particolare salta subito all'occhio"] No Portunato, le cavallette ti saltano negli occhi, non i particolari... loro balzano! Io ho una scrittura bellissima... ma non riesco a leggerla Guarda Comai che ti strappo la parrucca! Guardate che vi arrivo! Portunato, tu si che sei fortunato Mi gira la testa...dovrò metterle un fermo E' tornato Giacobbo!!!

[Ricordate? è il solito conduttore di Voyager su Rai2] E si è portato di nuovo dietro il drago in naftalina, i templari e il graal... Chi mi libererà da quell'uomo ?!?!? La caramella mi è andata nel naso... come la senape e la mostarda... e poi brucia [ misteriosa frase dal significato mistico ] Non guardare me, io non sono un Cornaro [ famiglia per cui lavorò Bernini ] e non ho nemmeno la corna! Voi non sarete mai delle spie, degli agenti segreti... la vera spia risponde solo a quello che gli chiedono e basta... non sbrodola come voi...ah, io non sono una spia! Santa Teresa era spagnola e aveva il sangue caliente e i bollenti spiriti... e poi era ambigua... parlava di frecce che le attraversavano le viscere... bah Conosco una che si è auto-ingoiata sbadigliando... aveva la bocca grossa, che si è allargata ancora più grossa e poi è sparita. Io non l'ho vista, stavo interrogando e non


LUNARFOLLIE avevo voglia di cercarla in un'altra dimensione. Sarà ancora là, nell'altra dimensione, finche non sbadiglia di nuovo Sono un eroe del Lunardi... qui a scuola ho salvato un pipistrello dal water, dalla turca... poverino, era lì nel buco che muoveva le zampine e urlava... piccolino... era carino. Io l'ho salvato, il piccolo pipistro!!! Una volta conoscevo una tizia magra, anoressica che è caduta nella turca e poi ha tirato l'acqua ed è sparita... mi chiedo se sia ancora a girare nelle fogne La Marchetti è una fata morgana del deserto che è venuta col vento... è un'illusione, non esiste. Potrei tirarle dietro un libro, tanto l'attraversa... I pipistrelli sono tutti i giorni in coda per buttarsi nel mio cesso... quando mi vedono dicono "è Girelli!" e si buttano dentro A volte, quando vado in bagno, ho paura che ci sia il pipistrello e guardo sempre, magarì si è affezionato... non vorrei traumatizzarlo... povero pipistro... Basta proporre problemi su pipistrelli o su altri uccelli... andiamo avanti [ ndr: il pipistello non è un uccello, è un mammifero ] Borromini odiava gli spigoli... forse è per questo che è morto su una spada... Girelli fan club

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VI SPIEGO IL DIO DI NOI ULTRAS

"LO SCONTRO è la nostra droga. Tutti gli ultrà cercano lo scontro. È una cosa che hai dentro, che ti sale su mano a mano che si avvicina la partita. Quando devi farti rispettare in una città che non è la tua. Oppure quando arrivano gli avversari in trasferta, ché alle dieci sei già lì, sul piazzale dello stadio. È la difesa del tuo territorio. La voglia di picchiarsi col nemico. Fargli capire che qui comandi tu. Ma - dice "Bocia", il capo, uno dei sacerdoti del nuovo rito curvaiolo - lo scontro non nasce dalla delinquenza; nasce dalla passione, dal cuore. E deve essere leale, non un'infamata. Se non sei un ultrà questa cosa non la capirai mai. Anzi, ti fa schifo. Noi invece cerchiamo di tramandarla, assieme ai nostri valori, condivisibili o no. Questa è la vita che abbiamo scelto. Così vivremo finché esisteremo". Per entrare al "Covo", come lo chiamano loro, i monoteisti del tifo, devi salire una scala di ferro arrampicata sulla parete laterale di una concessionaria di automobili. Superi una porta di vetro tappezzata di adesivi nerazzurri e ecco un muro umano, una massa compatta di

ragazzi in jeans e giubbotto radunati come militari in uno stanzone arredato con murales, bandiere, sciarpe e grandi foto che raccontano la storia del tifo organizzato atalantino. Di colpo sei inghiottito da un silenzio irreale. Un silenzio rotto solo dalle parole del capo. Il "Bocia", al secolo Claudio Galimberti, 35 anni, faccia e modi da Braveheart di provincia, giardiniere, leader della Curva Nord dell'Atalanta. Al "Covo", una specie di tempio pagano, il pasdaran da stadio è indottrinato sui temi portanti della sua fede, della sua esistenza al limite. Si parla di "presenza" da fare, di orari di treni e pullman, di collette, di striscioni, di processi penali e mediatici, di droghe "buone" e droghe "non buone", di tifo organizzato, di "odiosa repressione", di "giornalisti infami". Tutti ascoltano muti. Odore denso di fumo. Operai. Universitari figli di papà. Impiegati. Insospettabili professionisti. Disoccupati e gente che sgobba 15 ore al giorno, e se c'è da seguire la squadra a Palermo, il lunedì si torna in fabbrica dopo avere attraversato l'Italia. "C'era tanta confusione. Forse il tombino è stato un errore - ammette Bocia - ma bloccare tutto era un dovere morale: e noi l'abbiamo fatto, anche se con modi discutibili. Il calcio doveva fermarsi


24 per Sandri, come si è fermato per Raciti". È un mondo aspro e selvaggio quello degli ultrà. Per conoscerlo da dentro, per comprenderne le logiche informi, l'anarchia, le derive incendiarie, bisogna andare a vedere da vicino: non farsi impressionare dalla ruvidità di certe facce, di certe scene. E poi i toni, le abitudini cameratesche e carbonaresche che scandiscono la preparazione della "partita". Quello che a loro pare normale, a te sembra "fuori". È possibile impacchettare dentro la stessa bandiera le sassaiola contro un treno e le collette per le scuole del Ruanda? Le sprangate per strada e la raccolta fondi per la distrofia muscolare? E viaggiare per quindici ore su un treno tipo carro bestiame, presi in consegna da una teoria di poliziotti armati, scortati in mezzo a una città a bordo di pullman coi finestrini sbarrati con reti di ferro e infine, se va bene, tenuti dentro lo stadio per due ore finita la partita e rispediti a casa magari dopo aver preso una pietra in testa o una messe di manganellate? Saranno 500 o 600 qui al "Covo". Due o tre riunioni la settimana. Un mini esercito in servizio permanente sui gradoni di una curva infuocata, temuta, oltranzista, rispettata. Colpita come molte altre da una pioggia di "Daspo", il provvedimento che vieta ai supporter violenti beccati in flagrante di assistere a manifestazioni sportive per un periodo che va da 1 a

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3 anni. Per gli incidenti dell'11 novembre sono arrivati sette arresti. Il presidente dell'Atalanta Ivan Ruggeri ha puntato il dito contro la curva: "Sono delinquenti che non voglio più vedere allo stadio". Il comunicato era firmato anche dai giocatori, che però tre giorni dopo, tra qualche imbarazzo, hanno tirato il freno: "Isoliamo i violenti. C'è anche qualche donna, una porta capelli viola fino alle spalle. Bocia sta seduto al centro. Intorno, il direttivo: una decina di persone, i luogotenenti. Tutte le curve hanno un capo e un direttivo. Eletti senza primarie. E migliaia di soldati semplici. Divisi in sezioni ognuna con un compito da portare avanti: coreografie, scontri, organizzazione dei viaggi, rapporti (solitamente

complicati) con Digos e questura. Un sistema gerarchico, chiuso a riccio, impermeabile all'esterno. "Allora, adesso sotto con la trasferta...": Bocia istruisce decine di ragazzi su come affrontare un esodo "caldo". Quando l'Atalanta gioca fuori casa i suoi ultrà vengono quasi sempre accolti in modo non esattamente ospitale; loro sanno che è così, in fondo, spesso, non chiedono di meglio. "Occhi aperti e niente cazzate", sono i consigli per l'uso. "Perché quando ti scontri devi avere la mentalità giusta. Se un avversario cade a terra non devi infierire. Devi rispettarlo. E niente coltelli né bombe. Il problema è che oggi la violenza ha raggiunto livelli altissimi. Non sai mai chi incontri. Cosa ti può capitare. Ci sono gruppi che girano con la pistola in tasca... ". Già, la pistola. E Gabriele Sandri, e l'autogrill, e il poliziotto, e la rivolta delle banlieue da stadio: parli con gli adepti del tifo e davanti ti scorrono le immagini dell'ultima domenica bestiale. Gli ultrà bergamaschi che assieme ai colleghi milanisti assaltano la polizia fuori dallo stadio (a Bergamo si giocava Atalanta-Milan); che esercitano il loro potere esecutivo imponendo lo stop alla partita. Il come si sa: sfondando con un tombino la vetrata che separa la curva dal tenti, ma non criminalizziamo la Curva Nord che ci ha dato e ci dà tanto". "Era il minimo che


LUNARFOLLIE potevano fare...", dice ora un po' sardonico Bocia. "Adesso comunque staremo fermi per un po', dobbiamo fare quadrato, ma la nostra mentalità non cambia". Il clima che si respira piacerebbe a Chuck Palahniuk, l'autore di Fight club e anche all'hooliganscrittore inglese Cass Pennant, ma qui al Covo, almeno qui, non ci si prende a pugni né a calci. Semmai capita che pugni e calci si programmano o si commentano. "Oltre alla fede per la squadra, la cosa più importante per noi è il rispetto - spiega il leader della Nord - E rispetto vuol dire anche scontrarsi. Anzi, è la base". È la prima volta che un capo ultrà ci mette la faccia e riconosce che "sì, noi i casini ce li cerchiamo anche quando non ci sono. Romanisti, viola, granata, genoani: con tutte queste tifoserie vogliamo picchiarci. È così, non c'è niente da fare". Lui è uno di quelli che allo stadio non può andare. Il prossimo è il suo dodicesimo campionato da diffidato. "A fasi alterne, ovviamente". La domenica gioca a calcio: Bonate Sopra, prima categoria. E anche qui qualche guaio se lo tira addosso. Come il 9 settembre scorso a Cologno Monzese. Un centinaio di ultrà dell'Inter gli preparano un agguato. Sono lì per vendicare un assalto al loro treno diretto a Bergamo, campionato 2006-2007. Contro il pullman del Bonate partono sassi e bottiglie. A bordo ci sono anche donne e bambini. Ma soprattutto c'è lui, Galimberti. "Il nostro mondo è fatto

25 anche di queste cose. Certe volte dimostri la tua superiorità cantando più forte degli altri. O presentandoti in gran numero in una trasferta. Se facciamo mille chilometri e andiamo a Napoli in 500 magari ci tirano addosso le bombe carta, però come nemici sanno che siamo rispettati". La curva atalantina un tempo era "rossa". Negli anni '80 è stata filoleghista. Oggi è rigorosamente "apolitica". Seimila ultrà. Mille lo zoccolo duro, quello che c'è ovunque e comunque. Che vive per la squadra, per il tifo. Come Danilo, 41 anni, operaio. Uno dei colonnelli. "La "mentalità ultras" sta scomparendo - dice - Ci sono curve che hanno fatto la

storia di questo movimento che non hanno più codici di comportamento. Si sono sputtanate per gli affari commerciali, si sparano per un pugno di biglietti omaggio, mandano avanti i ragazzini coi coltelli. Questo è vergognoso". I seguaci della Dea (la dea Atalanta), come amano definirsi, hanno pochi rapporti di amicizia (Ternana, Cosenza, Eintracht Francoforte, Cavese) e moltissime rivalità. Praticamente con tutte le tifoserie. Il momento sociale per eccellenza è la Festa della Dea, l'omaggio al "totem" Atalanta. "Ogni estate

facciamo 10 mila persone a sera. Vengono i giocatori, quelli di oggi e quelli di ieri. Si beve birra, si canta in piedi sui tavoli", spiega Daniele Belotti, 39 anni di cui 33 in curva, consigliere comunale e regionale leghista ("ma la politica non c'entra"). Ha scritto un libro, Belotti, "Atalanta folle amore nostro", che ripercorre 35 anni di tifo. "La Nord un tempo era considerata un covo di violenti e emarginati. Oggi coinvolge nelle sue iniziative decine di migliaia di bergamaschi. Gente che prima ci guardava con distacco e un certo timore". "Bocia" Galimberti ascolta, annuisce, si tormenta la barba. Poi stappa una birra. Dice che in testa ha un pensiero fisso: i napoletani. "Se il Viminale non vieta la trasferta, li aspetto a Bergamo. Noi da loro andremo, sicuro, sempre che lo Stato ce lo permetta". Lui non potrà esserci, ma saprà tutto dal primo all'ultimo minuto. Perché la curva ha tante radio. Che messe assieme formano una specie di grande ugola indisciplinata. Bocia si alza in piedi, porge la Ceres a Daniele e, scandendo il ritmo con le mani aperte a tamburo, lancia un coro che fa rimbombare il Covo: "A-ta-lanta olè... ". Subito dopo, a mo' di litania liturgica, parte un fragoroso "Bergamo, Bergamo...". Una città da difendere, cento città dove "farsi rispettare".


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Se il nome Plain White T’s non vi dice niente, non vi preoccupate: probabilmente il titolo della canzone che li ha resi famosi in Italia, come nel resto del mondo, suggerisce molto di più. Parlo di Hey There Delilah, uno dei brani più ascoltati nelle radio di questa stagione. Chi ancora dovesse storcere il naso non ha di che preoccuparsi, i PWTS non sono l’ennesima band dal successo di passaggio: in scena dal 1997 (e qui ci si accorge di quanto noi italiani siamo aggiornati sulle novità d’oltreoceano)e formati da Tom Higgenson, Ken Fletcher e Dave Tirio, rispettivamente chitarra e voce, basso, e batteria del gruppo, il trio di Chicago si mette subito al lavoro sui primi pezzi, suonando in vari locali nella periferia della metropoli dell’Illinois. Nell’estate del 1999 Tom Higgenson rimane coinvolto in un incidente stradale nel quale tutti i suoi amici perdono la vita. Tom se la cava con un rene distrutto e un polmone lacerato. Nel 2000 i tre ragazzi vengono messi sotto contratto dalla Atlantic Records, che si occupa della produzione del primo fulllength “Come On Over”. Alla fine del 2001, la Fearless Records,già casa degli Sugarcult e At The Drive-In, li scrittura per produrre il secondo lavoro, “Stop”, mentre la loro fan-base continua a crescere Tra il 2002 e il 2004 si nota

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qualche cambiamento nella formazione della band. Il nuovo bassista è Mike Retondo, Tim Lopez si occupa della prima chitarra, De'Mar Hamilton sostituisce il precedente batterista Dave Tirio, passato alla seconda chitarra. Tom Higgenson resta voce e mente del gruppo. Con l’arrivo del 2005, ancora attraverso Fearless Records, esce l’LP “All That We Needed”, e i cinque di Chicago dividono il palco del Take Action Tour con Sugarcult, Head Automatica e Motion City Soundtrack. Ed è il 2005 che porta il quintetto alla ribalta: dopo l’uscita del singolo omonimo “All That We Needed” e “Take Me Away”, è la volta di “Hey There Delilah”. Nel 2006 esce un B-sides promozionale con vari live e altrettanti video, senza ottenere però alcun successo. Apparentemente, “Hey There Delilah” viene additato come un buco nell’acqua. Alla fine del 2006 i PWTS

passano sotto le ali protettive della Hollywood Records, che pubblica il nuovo lavoro “Every Seconds Counts”. Ed è proprio l’incidente in cui Higgenson rimase coinvolto che ricorda alla band “Ogni Secondo Conta”. Il primo singolo, “Hate (I Really Don’t Like You)” è il primo a comparire nelle Billboard Charts. Il 2007 vede una ristampa distribuita a livello mondiale di “Every Seconds Counts” contenente “Hey There Delilah”, che spara letteralmente in orbita il singolo così come la band stessa,che mai si sarebbe aspettata un successo simile fuori dagli Stati Uniti. I cinque ragazzi partono quindi per il Tourzilla in America, a fianco di Cute Is What We Aim For, Boys Like Girls, All Time Low e Gym Class Heroes, per poi andare in tour da headliner rimanendo sempre negli States (registrando svariati sold-out) e all’estero, principalmente in Inghilterra e Giappone. Pare i PWTS non si vogliano proprio fermare: presto giungeranno anche in Italia… Bua Federica 4 H


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Ariete Il Natale, come molte delle feste comandate, è un momento eccessivamente dispendioso: inutile però pensare a quanto si svuoteranno i vostri portafogli, meglio rassegnarsi e spendere quello che si deve spendere! Per quanto riguarda la scuola, utilizzate al meglio queste vacanze per riposarvi e ripartire con slancio. Toro Un consiglio spassionato? Lasciate perdere, per il momento, i numerosi pensieri che rischiano di togliervi il tempo e la voglia di svagarvi in questo mese; non fatevi condizionare e prendetevi una meritata pausa, possibilmente in dolce compagnia… Avete bisogno di recuperare energie e lucidità: ripartirete meglio, e con più grinta, il prossimo anno. Intanto, Buone Feste! Gemelli Che mesetto! Si festeggia, si mangia e voi, chissà come, riuscite perfino a trovare soddisfazioni nell’ambito affettivo! Ma attenzione carissimi amici dei Gemelli: l’amore ha bisogno di continue conferme, perciò attenti a non dare per scontate certe situazioni! Cancro Queste vacanze di Natale vi offriranno varie occasioni per frequentare amici di vecchia data e trascorrere del tempo con loro. Non

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si sa mai che riuscirete a recuperare qualche vecchio rapporto…. In ambito scolastico, durante la pausa natalizia troverete stimoli importanti grazie ai quali, al rientro, riuscirete a dimostrare entusiasmo e voglia di fare. Leone In ferie o meno, la vostra vita affettiva va alla grande: riuscirete a superare al meglio delle lievi incomprensioni col vostro partner e passerete un Natale pieno di amore! Un unico avvertimento: attenzione ai colpi d’aria. A causa di qualche malessere stagionale, la vostra forma fisica potrebbe non essere molto brillante… Vergine È durante le feste che si nota il vostro vero volto: vi godete in santa pace l'allegria, e non pensate più alla scuola. Beh, forse qualcuno vi ha detto che sarebbe meglio cercare di riparare alle insufficienze, ma che importa? Godetevi il vostro Natale e Buone Feste a tutti voi! Bilancia Siete tra i segni a rischio: il periodo natalizio è caratterizzato da una malattia molto più diffusa di quello che si può pensare, la pigrizia!! Ma siete più che giustificati… Un po’ di riposo è quello che ci vuole finalmente! In questo periodo sarete costretti a fare delle scelte importanti. State tranquilli e prendetevi tutto il tempo necessario. Scorpione In questo mese avrete ottime occasioni per riorganizzare il vostro settore scola-

stico, per recuperare a dei voti non troppo belli... In amore attraverserete una fase difficile, ma non perdetevi d’animo perché è solamente un periodo passeggero. Sagittario Siete un po’ pessimisti in questo periodo… Ma rallegratevi: per voi, carissimi amici, sono in arrivo grandiose novità riguardo questioni amorose… Lasciatevi andare senza paura! Un vecchio amico che vi aveva fatto arrabbiare, vi verrà a cercare. Perdonatelo… riceverete in cambio un’inaspettata sorpresa! Capricorno Avete pianificato per bene le vostre vacanze? Siete proprio dei fenomeni in tutto e per tutto ma, forse, non vi viene il sospetto che i vostri cari stiano un po' sbuffando? Cercate di non esagerare! E' probabile che in questo periodo un vostro amico vi chiederà un favore, il tempo che passerete insieme vi aiuterà a conoscerlo meglio. Acquario Un po' distratti lo siete: ma, per una volta, siete giustificati, visto che siamo in pieno clima festivo. D'altra parte, i bei voti ci sono stati, e adesso potete godervi un po' di meritato riposo. E poi, le stelle vi assicurano una ripresa con i fiocchi, facendovi affrontare il nuovo anno al massimo delle forze! Pesci Nel tempo libero concedetevi qualche momento di relax. Avrete l’occasione di fare un viaggio durante le vacanze e le stelle saranno dalla vostra parte facendovi ritrovare la grinta persa in questi ultimi giorni. Non esagerate però nei festeggiamenti e limitatevi a divertirvi a Natale e Capodanno! Nuove conoscenze in campo sentimentale. Dany & Je


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Che cos’è la vita? Un viaggio che ci prepara per qualcosa di più grande? Il tempo che l’uomo ha a disposizione per dimostrare qualcosa a se stesso e agli altri? Il momento in cui dovremmo realizzarci? Per ognuna di queste domande non c’è una risposta che sia giusta o sbagliata; si arriva sempre alla fatto che ognuno della propria vita è libero di farne quello che gli pare (sempre nei limiti ovvio..) Voi cosa volete farne? Aspetterete che le opportunità vi caschino dal cielo oppure avrete la grinta e il coraggio di conquistarvi uno spazio tra tutti e fare ciò che più vi piace? Sicuramente il vostro futuro dipende da voi e per costruirlo ci si trova sempre a dover fare delle scelte, che spesso sembrano difficilissime o quasi impossibili. Questo non è vero. Basta valutare le proprie aspirazioni, le proprie capacità, la propria voglia (se c’è) di proseguire gli studi… e siete già ad un buon punto! Bene o male nella vita ci sono alcune tappe che tutti si trovano ad affrontare; il passaggio dall’asilo alle scuole elementari, da queste alla scuola media, poi il dramma (per qualcuno) della scelta delle scuole superiori senza pensare poi alla scelta dell’università; si dice infatti, che molte persone non proseguono gli studi perché non sanno scegliere. Non vi sembra un

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po’ una stupidata? A 18 anni si può avere già le idee chiare sul proprio futuro, anche se concordo sul fatto che sia molto difficile! Chi da piccolo non sognava di fare qualcosa che diventando più grande non immaginerebbe neppure? C’è poi chi fa di tutto per riuscire a realizzarsi in questo senso e chi cambia totalmente idea. In questo caso è bene fare un attimo mente locale e se non si ha un sogno da rincorrere si può sempre crearsene uno valutando, come dicevo, gli interessi, le capacità e senza però dimenticare anche di tenere conto della richiesta di lavoro che c’è; diventa inutile studia-

re per un area di lavoro della quale si sa già non si riuscirà mai a far parte. Gli anni di studio all’università sono impegnativi, è vero, ma sono anche i più belli. Non sprecate quest’opportunità. Non arrivate ad un certo punto della vostra vita dove vi guarderete indietro pensando che forse era meglio scegliere un'altra strada e pentirvi. Dovrete arrivare a guardare indietro sorridendo, soddisfatti delle vostre scelte e anche se magari vi andrà male almeno non avrete il rimpianto di non aver nemmeno provato. Buona scelta a tutti, sperando sia la migliore per la vostra carriera!! Giada, Mara, Selene 4B


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