Febbraio 2011

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Anno 19 Numero 3

Un po’ in sordina, per ora, ma il 150° anniversario dell’Unità d’Italia è arrivato. Un pezzo di storia del nostro Paese che sembrava relegato in soffitta coperto di polvere è ritornato alla memoria del nostro Paese. Sono ritornate parole importanti come unità, nazione, libertà che non dovrebbero avere colore politico, ma appartenere alla più salda coscienza comune. Lo sappiamo che non sarà così perché nel nostro Paese la politica è ormai allo sbando e ha in mente ben altri interessi. Noi però vogliamo sperare che, al-

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meno nella scuola, questi valori che dicono coesione e fratellanza continuino ad illuminare l’itinerario educativo. In questo numero che per la redazione è anche quello che ci preparerà al 18° Convegno delle testate giornalistiche studentesche che si terrà ad Asti il 4 marzo vogliamo riscoprire il significato della bandiera, dell’Inno ma soprattutto di uguaglianza e di diritti che appunto affondano le loro radici nel nostro risorgimento. Ci rifiutiamo di pensare che il nostro paese invecchi inesorabil-

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mente affogando negli interessi, nei litigi dei politici, nelle calunnie strombazzate sui giornali, nella retorica del dire che copre la mancanza di idee e la incapacità di proporre iniziative. Guardiamo con preoccupazione al fatto che siamo governati da vecchi, che l’economia è condotta da vecchi. Un Paese che “invecchia nelle delusioni” ha bisogno di “uomini nuovi” per progettare il futuro. Vogliamo anche lanciare una semplice proposta per riscoprire i segni della nostra unità che in fondo sono l’inno e la bandiera. Perché – come si fa in tanti paesi – il lunedì mattina, prima dell’inizio delle lezioni, non ci ritroviamo tutti in cortile per cantare l’inno e iniziare “insieme” la nuova settimana con l’alzabandiera? La Redazione IN QUESTO NUMERO: La lezione della gru pag. 3 18° Convegno Interregionale stampa studentesca pag. 4 Tra passato e presente pag. 6 Notizie in breve pag. 7 Movies pag. 8 Un’America under 18 pag. 9 Se si perde la bussola pag.10 Matisse pag.11 Sport pag.12 Inserto allegato: 150° anniversario Unità d’Italia


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ALTROVE SULLA GIUSTIZIA Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. (Che Guevara) La pace è più importante di ogni giustizia; e la pace non fu fatta per amore della giustizia, ma la giustizia per amor della pace. (Martin Lutero) La giustizia non è mossa dalla fretta... e quella di Dio ha secoli a disposizione. (Umberto Eco) La felicità non viene dal possedere un gran numero di cose, ma deriva dall'orgoglio del lavoro che si fa; la povertà si può vincere con un sistema costruttivo ed è di fondamentale importanza combattere l'ingiustizia anche a costo della propria vita. (Gandhi)

REDAZIONE 1 Archiati Elisa 5^L 2 Argetta Andrea 5B 3 Azzaretti Isabel 1^L 4 Ballini M.Chiara 2Q 5 Bonomelli Vale 4^AL 6 Bozza Ylenia 5^L 7 Brandolino Simona 2Q 8 Brotto Ilaria 2^A 9 Cappelli Davide 5^AL 10 Colombo Erica 3^L 11 Cusato Matteo 4^F 12 Damiani Giulia 1^L 13 Di Criscito Davide 5^L 14 Econimo Eleonora 4^AL 15 Ferraresi Veronica 2^AL

Il sentimento di giustizia è così universalmente connaturato all'umanità da sembrare indipendente da ogni legge, partito o religione. (Voltaire) Non basta parlare per avere la coscienza a posto: noi abbiamo un limite, noi siamo dei politici e la cosa più appropriata e garantita che noi possiamo fare è di lasciare libero corso alla giustizia. (Aldo Moro) Il luogo della giustizia è un luogo sacro. (Francesco Bacone) Mi sembra che dovunque vige la proprietà privata, dove misura di tutte le cose è la pecunia, sia alquanto difficile che mai si riesca ad attuare un regime politico basato sulla giustizia o sulla prosperità. (Tommaso Moro) Per alcuni la giustizia non dovrebbe essere altro che il riconoscimento dei propri privilegi. (Roberto Gervaso)

16 Ferrari Cinzia 3^ 17 Guatta Samantha 2^AL 18 Laudati Carla 19 Marai Gloria 1^M 20 Martinazzoli Lino 21 Mattei Giuseppe 22 Mazzotti Giulia 3^L 23 Nosella Chiara 4^AL 24 Noventa Milena 3^L 25 Piacentini Ilaria 1^CL 26 Poggiani Denise 1^CL 27 Preda Claudia 4^F 28 Rodella Alessandro 5^B 29 Rossetti Francesca 2^AL 30 Scardavilli Sara 3^E 31 Schiano Rebecca 3^L

Nessuno vi può dare la libertà. Nessuno vi può dare l'uguaglianza o la giustizia. Se siete uomini, prendetevela. (Malcolm X) Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. (Sandro Pertini) Ciò che ogni creatura degna d'esser nata dovrebbe cercare non esiste. È un sogno che si chiama Libertà, che si chiama Giustizia. E piangendo bestemmiando soffrendo noi possiamo solo rincorrerlo dicendo a noi stessi che quando una cosa non esiste la si inventa. (...) Non è forse il destino degli uomini quello di inventare ciò che non esiste e battersi per un sogno? (Oriana Fallaci)

32 Simonenko Viktoriya 1^M 33 Tomasoni Marta 2^AL

Lunarfollie viene pensato, prodotto, stampato e distribuito presso il CIMP dell’ IIS “A. LUNARDI” via Riccobelli, 47 Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 Email: lunarfollie@lunardi.bs.it


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Brescia, 30 ottobre 2010, via San Faustino, nove immigrati salgono su una gru del cantiere della metropolitana. Tre scendono il giorno dopo, sei vivono a 35 metri di altezza per più di due settimane. I media, la polizia e la popolazione si incontrano, e a volte si scontrano, in piazzale Cesare Battisti. Il 15 novembre la vicenda finisce, gli ultimi quattro ragazzi rimasti sospesi per diciassette giorni scendono dalla gru; il caso è considerato chiuso. A Brescia, e in Italia, le persone che lavorano in nero e che non hanno un permesso di soggiorno rimangono. Il problema dell’illegalità non è risolto e i “clandestini” che vorrebbero diventare regolari continuano ad esserci. Nelle prime due settimane di novembre le reazioni dei bresciani sono state molteplici: sono emerse manifestazioni di solidarietà e comportamenti xenofobi, c’era chi si sentiva sulla gru e chi condannava questo gesto estremo. Non è nostro compito giudicare, ma è necessario riflettere su che cosa spinge alcune persone a salire a 35 metri di altezza per far vedere che esistono, diventando portavoce dei disagi di molti e rivendicando diritti fondamentali. La vicenda mette in luce la difficoltà delle istituzioni nel rapportarsi alla questione dell’integrazione e la mancata realizzazione di un sistema efficace, basato su dialogo e coesione sociale, in grado di prevenire simili manifestazioni. E’ importante analizzare gli avvenimenti antecedenti la salita sulla gru e rispolverare alcuni provvedimenti legislativi che hanno determinato incomprensioni e tumulto tra i migranti. La legge 94 del luglio 2009, facente parte del cosiddetto pacchetto sicurezza, introduce nel nostro

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ordinamento giuridico il reato di clandestinità. Circa un mese dopo la legge 102\2009 riserva la possibilità da parte dei datori di lavoro di promuovere l’emersione dal lavoro nero di stranieri privi di permesso di soggiorno con mansioni di colf, badanti o di assistenza alla persona. Da settembre queste persone, previo versamento di 500 euro da parte dei datori di lavoro, presentano migliaia di domande. La maggior parte dei migranti che risiede nel nostro Paese è impiegata in settori produttivi diversi dall’assistenza. C’è chi resta clandestino e chi, invece, tenta un escamotage per rientrare nei parametri previsti per la regolarizzazione, incrementando un altro mercato nero costituito da finti datori di lavoro, contratti fittizi ed ingenti somme di denaro. La circolare Manganelli del marzo 2010 esclude la possibilità di ottenere l’emersione dal lavoro irregolare dei lavoratori stranieri che non hanno rispettato il provvedimento di espulsione disposto nei loro confronti. I sindacati, i patronati e le Acli hanno considerato troppo restrittiva tale interpretazione normativa in quanto pone sullo stesso piano gli stranieri che si trovano illegalmente nel nostro Paese e quelli colpevoli di reati per motivi di ordine e sicurezza. Inoltre, la circolare ha determinato il rigetto delle do-

mande precedentemente presentate e la perdita dei soldi versati contestualmente alla richiesta di emersione. Questa interpretazione vanifica quanto stabilito dalla normativa precedente e rappresenta la goccia che fa traboccare il vaso: chi non ha i documenti in regola non può ottenere il permesso di soggiorno. Permesso di soggiorno che significa possibilità di vita. Salire su una gru, bloccare la città è un azione, giusta o sbagliata, dettata dall’esasperazione di persone che vivono nella clandestinità, che un lavoro ce l’hanno ma non possono regolarizzarlo. La Costituzione italiana riconosce il diritto al lavoro, in questo caso il lavoro non è l’unico diritto che viene negato. La dignità della persona e l’uguaglianza devono essere riportate al centro, non soltanto delle leggi, ma della vita di ciascuno. Allo stato attuale non si può affrontare l’immigrazione come un’emergenza in quanto è un dato strutturale del nostro sistema sociale. I migranti rappresentano la diversità con la quale confrontarsi ed arricchirsi, non un nemico da combattere o da emarginare. Il “caso della gru” non è privo di strumentalizzazioni, sia da parte di chi ha vissuto le manifestazioni con rabbia e fomentato gli scontri, che da chi lo ha usato per alimentare paure e sentimenti razzisti. Dobbiamo essere capaci di riflettere con buonsenso ed umanità, cominciando nel nostro piccolo a costruire una politica di integrazione fondata sulla dignità e il rispetto di tutti. Una politica fatta di dialogo, indispensabile per affrontare il futuro di Brescia, del nostro Paese e del mondo di cui siamo cittadini. (A nna M.


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18° CONVEGNO INTERREGIONALE DELLA STAMPA STUDENTESCA 150° dell’unità d’Italia: quali responsabilità per i giovani? Il 4 marzo si terrà ad Asti il 18° Convegno della stampa studentesca. Lunarfollie partecipa fin dall’inizio a questi Convegni annuali e sempre si è imparato molto con questa partecipazione Il 150° anniversario dell’unità d’Italia offre lo spunto per riflettere sul significato dell’avvenimento, riguardo alle cui celebrazioni il Presidente Giorgio Napolitano ha affermato che ”non sono tempo perso e denaro sprecato, ma fanno tutt’uno con l’impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti dinnanzi a noi”. Il Convegno vuol porsi in questa prospettiva non meramente celebrativa, ma operativamente aperta al futuro: - Che cosa significa, che cosa comporta per i giovani parlare di unità d’Italia in un contesto nazionale e mondiale in cui Nord e Sud sono ancora divisi da condizioni differenti, in cui occorre incrementare l’integrazione degli immigrati, realizzare più compiutamente la Costituzione, approfondire la collaborazione tra le generazioni, affrontare più radicalmente le cause del disagio giovanile, offrire all’estero un’immagine diversa dai cliché con cui noi

Italiani siamo spesso rappresentati? - Che cosa significa e comporta per i giovani parlare di unità d’Italia in un contesto mondiale in cui è profondo il divario tra Nord e Sud, ma in cui si apre anche un vasto panorama di possibili interventi, quali la cooperazione internazionale, l’educazione alla sostenibilità ambientale, l’attenzione al risparmio energetico, la valorizzazione delle risorse? - Come tutto questo può e deve incidere nelle scelte, nella progettualità, nelle realizzazioni delle redazioni che pubblicano giornali scolastici? L’IMPOSTAZIONE DEI LAVORI Il Convegno riproporrà l’impostazione delle precedenti edizioni, centrate sul protagonismo dei giovani. Pr evar ranno infatti nel programma

momenti di lavoro opportunamente preparati, che coinvolgeranno i partecipanti durante il Convegno e anche prima, nella prevista fase preparatoria: - la presentazione in apertura del Convegno, attraverso un filmato curato dai giovani di Alessandria, di alcune testimonianze su come i giovani si pongono di fronte al 150°; - la illustrazione di alcuni “contenuti forti”, in linea col tema del Convegno; - il “baratto delle cose e delle idee”, collaudata occasione di conoscenza e scambio tra le redazioni; - il lavoro delle Commissioni; - la proposta e la discussione, nell’ assemblea plenaria conclusiva, di un documento finale – sintesi dei lavori del Convegno.


LUNARFOLLIE Non mancherà naturalmente l’apporto di esperti, dai quali ci aspettiamo contributi e stimoli sul tema dei lavori. IL BARATTO DELLE COSE E DELLE IDEE L’ultimo momento dei lavori della mattinata, come è avvenuto nelle edizioni passate, offrirà ad ogni Redazione la possibilità di esporre, in spazi che le saranno assegnati, copie della sua testata, illustrazioni di progetti e ogni altro materiale informativo ritenuto idoneo a documentare l’esperienza vissuta e ad arricchire di idee e di spunti le altre Redazioni.

IL LAVORO DELLE COMMISSIONI Dalle ore 9,45 alle ore 11,45 si svolgerà il lavoro delle Commissioni, costituite da studenti e insegnanti di differente provenienza e coordinate da due studenti (un presidente e un segreta-

5 rio). Ogni Commissione affronterà una specifica tematica, la quale riguarderà o il tema del Convegno o temi di attualità e rilevanza sociale o problemi connessi con il lavoro delle redazioni scolastiche. In questo modo sarà possibile sia arricchire la formazione culturale dei giovani appartenenti alle redazioni, sia incrementarne il “patrimonio tecnico - professionale”, sia offrire loro spunti e argomenti da affrontare nei giornali. Le Commissioni saranno le seguenti: 1 – Quale concetto di patria riscontriamo nei nostri am-

bienti? Quali sentimenti vediamo suscitati dalla nostra bandiera e dal nostro inno nazionale? Qual è la nostra opinione e la nostra personale esperienza riguardo a tutto questo? 2 – Quali iniziative sono state fatte nelle nostre città per il 150°? E’ importante che se ne parli? Perché?

3 – Un’Italia o tante Italie? L’Unità, a nostro giudizio, è stata realizzata? Se no, che cosa manca, tenendo conto delle nuove situazioni del nostro Paese e del mondo? 4 – La nostra idea sul federalismo. Dove ci porterà? 5 – Rispetto delle regole, legalità: importanti fattori dell’ Unità nazionale? 6 – Ci occupiamo di politica? Il nostro giudizio su come essa è vissuta in Italia e la nostra proposta di prospettive, soluzioni, regole e stili. ARGOMENTI RELATIVI AI GIORNALI SCOLASTICI 7 – Le nostre testate di Istituto: quali contributi possono dare riguardo ai problemi e ai temi trattati in questo Convegno? 8 – La redazione: quale importanza hanno gli alunni? Quale i professori? Come sono i rapporti tra alunni, professori e dirigenti? Quali sono i maggiori successi e quali le difficoltà nel tuo giornale scolastico? 9 – Confronto tra i giornali telematici e i vecchi giornali stampati. 10 – Come vorresti che fosse il Convegno? Di cosa dovrebbe trattare? Come? Spunti e idee per migliorarlo. ARGOMENTI RELATIVI AD AMBITI DI RILEVANZA SOCIALE 11 – Cooperazione internazionale. 12 – Come viene affrontato il disagio fisico, psichico e motorio nella tua scuola?


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TRA PASSATO E PRESENTE: RIFLESSIONI SUL 150° DELL’UNITA’ D’ITALIA Anche il Lunardi ha messo in campo un percorso che aiuti a comprendere l’importanza del 150° anniversario dell’unità del nostro Paese. E’ un percorso squisitamente scolastico che vuole aiutare la nostra consapevolezza su un tema (e al contempo un valore) l’unità-che oggi non è certo scontato. Sono quattro incontri consigliati soprattutto alle classi quinte ma che non esclude la partecipazione di altre classi interessate. Interessarci della nostra storia, recuperare le nostre radici è per tutti gli studenti un dovere importante.

Il 17 marzo del 2011 l'Italia compirà 150 anni. Il Paese del "bel canto", dell’arte, del sole, il paese di Dante e Manzoni ne ha fatta di strada dal lontano 17 marzo 1861 in cui il nuovo Parlamento (con sede a Palazzo Carignano, a Torino) sancì la nascita del Regno d'Italia, con capitale a Torino. Sono trascorsi 150 anni dalla proclamazione dell’Unità d’Italia ed in occasione dell’evento, il 17 marzo 2011 sarà festa nazionale; un giorno da ricordare, da parte degli

Mercoledì 9 FEBBRAIO 2011, ore 11-13: Prof.ssa Alessandra Rossini: Il dibattito sul Risorgimento: la storiografia risorgimentale tra mito e revisionismo. Venerdì 4 MARZO 2011, ore 10-12: Prof. Danilo Falsoni: Il Risorgimento italiano fra accentramento e federalismo: da Gioberti a Cattaneo. Venerdì 8 APRILE 2011, ore 11-13: Prof.ssa Marina Raggi: “Il canto degli Italiani”: note storico-musicali sul Risorgimento e oltre. Venerdì 6 MAGGIO 2011, ore 11-13: Prof. Oreste Tolone: Dal 25 aprile 1945 al 1 gennaio 1948: riflessioni sulla Costituzione dell'Italia repubblicana

italiani, sia per la sua valenza storica, ma è facile scommettere che lo sarà anche per il ponte che ne potrebbe derivare. Essendo un giovedì sicuramente molti italiani ne approfitteranno per godersi un weekend in più di riposo. Il sito ufficiale del 150 è:

www.italia150.it


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NOTIZIE IN BREVE 10 ANNI CON WIKIPEDIA.

LA RIVOLUZIONE IPAD

Da quando è stata lanciata sul Web il 15 gennaio del 2001, il concetto di enciclopedia (raccolta di “tutto” il sapere) si è totalmente trasformato. Non più la consultazione di grossi volumi che ormai sono andati in pensione ma la semplice digitazione su un motore di ricerca del nostro PC. Wikipedia, l’enciclopedia libera che tutti possono consultare su internet, compie 10 anni. E’ uno strumento pratico e semplice che ci ha salvato in tante occasioni nella stesura delle nostre ricerche e delle nostre tesine e che ha il grande merito di aggiornarsi con il contributo di tanti. Ogni mese viene consultata da 78 milioni di persone: da molti è considerata precisa quanto l’Enciclopedia Britannica, la più prestigiosa pubblicazione del genere, da altri è vista con sospetto proprio per il modo in cui viene realizzata. A scrivere le milioni di voci di Wikipedia sono esclusivamente volontari, cosa che da origine a parecchie critiche sulla sua attendibilità: e, in effetti, errori e bufale confermano che non sempre ci si può fidare. Resta il fatto però che ci troviamo di fronte a uno strumento flessibile, pratico, moderno e…. estremamente utile.

Una pratica tavoletta che si sfoglia con i polpastrelli delle dita e che ti permette di leggere giornali, interviste sorridere con illustrazioni, divertirsi con le barzellette. Di tavolette ne sono state vendute 8 milioni con la stima di altri 20 per il 2011. C’è chi usa l’iPad per mandare email, chi per entrare rapidamente in internet, chi per vedere filmati o ascoltare la musica, chi ancora per raccogliere le proprie fotografie e mostrarle agli amici. In qualche scuola (non la nostra purtroppo) lo utilizzano come lavagnetta digitale per compiti e lezioni, in un ospedale lo stanno sperimentando per raccogliere e consultare le cartelle cliniche dei pazienti, in qualche ristorante per presentare ai clienti il menù in modo originale. LiPad è un tablet, cioè un computer sottilissimo a forma di tavoletta, praticamente solo uno schermo ma con una memoria consistente: può essere usato per molte cose ma non per tutte: ad esempio non per telefonare né per videociattare né per trasferire dati su una chiavetta. L’editoria è certamente uno dei settori più coinvolti dalla rivoluzione dell’iPad: quasi tutti i principali giornali e riviste del mondo ormai hanno sviluppato la propria applicazione e molti fanno pagare una tariffa o un abbonamento ai lettori. Visto il grande successo della tavoletta

della Apple, altri prodotti analoghi stanno per uscire sul mercato e pertanto la sfida tecnologica continua.

SACCHETTI IN BIO-PLASTICA Con il 2011, grazie ad una normativa europea. I commercianti hanno dovuto abbandonare l’utilizzo delle borse della spesa fatte di polietilene a favore dei nuovi bio-sacchetti. Molti supermercati di numerose città, tra cui anche Brescia, si erano già attivati da qualche mese e già prima della fine dell’anno era possibile utilizzare borse biodegradabili. In Italia consumavamo un quarto dei 100 miliardi di borse in polietilene vendute in Europa, un record. La novità dei nuovi sacchetti è la biodegradabilità: il tempo di decomposizione è di qualche mese contro i mille anni richiesti dalle materie plastiche sintetiche derivanti dal petrolio. Per non parlare delle materie utilizzate nella produzione: basti pensare che per produrre 100 sacchetti di plastica sono necessari 10 kg. Di petrolio. Per produrre il medesimo numero di biodegradabili basta mezzo kg di mais e 1 kg d’olio di girasole. I limiti? I biosacchetti sono più fragili e quindi ne viene consumato un numero maggiore e il loro costo è superiore a quello dei vecchi sacchetti. Ciononostante l’accoglienza è buona e le stesse catene distributive promettono che con l’aumento della produzione diminuiranno i costi. Cinzia & Giulia


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PARTO COL FOLLE (DUE DATE)

L’architetto Peter Highman (Robert Downey, Jr.) da Atlanta deve tornare a Los Angeles dalla moglie (Michelle Monaghan) in procinto di partorire il loro primo figlio. Le intenzioni di Peter, però, vanno in fumo all’aereoporto quando, a causa dell’aspirante attore Ethan Tremblay (Zach Galifianakis), finisce nella lista no-fly. Senza portafogli e senza valigia ha cinque giorni per far ritorno a casa e disperato, accetta l’invito dello strambo Ethan, diretto verso Hollywood con il suo cane Sonny per tentare di sfondare nella sit-com Due Uomini e Mezzo.

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Hungover (Una Notte da Leoni). Entrambi i film, firmati dal regista Todd Philips, sono caratterizzati da risvolti assurdi e da scambi di battute divertenti, per non parlare del ruolo comico chiave interpretato da Zach Galifianakis. Robert Downey Jr, invece, rappresenta il lato più politicamente scorretto, sputando su cani o prendendosela con i bambini. In Parto col Folle, però, troviamo anche una sfumatura più sentimentale, che, nonostante tutto, si manifesta nell’amicizia che si instaura nel corso del film tra i due personaggi. Inoltre, sono toccati molti ‘luoghi comuni’ americani, partendo dalla sicurezza negli aereoporti e arrivando alle fughe in Messico, passando per ‘erbe medicinali’ e il Gran Canyon.

IL DISCORSO DEL RE

Dopo esser stato premiato ai Golden Globe, questo film di Tom Hooper, basato sulla storia vera di Giorgio VI, è in testa alla corsa agli Oscar 2011, con ben dodici nominations. Colin Firth intepreta Bertie, il duca di York, che in seguito alla morte del padre Giorgio V (Michael Gambon) e all’abdicazione del fratello Edoardo VIII (Guy Pearce), viene incoronato Giorgio VI. Alle porte c’è la Seconda Guerra Mondiale e il Paese necessita disperatamente di un leader. Ma, a causa della balbuzie che lo caratterizza da tutta la vita, Bertie risulta quasi ridicolo con una carica così importante. La moglie e regina (Helena Bonham Carter) gli organizza allora un incontro con un logopedista dai metodi non convenzionali ed eccentrici, Lionel Logue (Geoffrey Rush). Dopo difficoltà iniziali, il Re accetta di assecondare il logopedista e di tentare di superare il suo problema, in modo da pronunciare il discorso che motiverà il suo popolo nella guerra contro la Germania nazista. Claudia Preda 4F

Un road movie che non può non essere apprezzato da chiunque abbia riso con The


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ITALIA: UN’AMERICA UNDER 18 “Che senso ha investire in educazione, mantenimento, avviamento ad un’attività professionale se, poi, a diciotto anni diventano clandestini e rischiano concretamente di essere espulsi?”, chiede l’assessore alla Famiglia Giorgio Maione, ponendo l’accento su una questione di rilevante peso nei confronti della società odierna: il futuro dei clandestini che giungono sulle nostre coste ancora minorenni. Questi ragazzi, stipati in spazi ridotti all’osso nei vagoni del trasporto del legname che attraversano l’Europa o rannicchiati in un gommone, cercando di scampare alla violenza del mare, costituiscono il 90% degli ultimi arrivati nella città di Brescia. Essi sono per lo più giovani di sesso maschile, con un’età compresa fra i 16 e i 17 anni che preoccupa chi lavora nella costruzione di percorsi di integrazione dei ragazzi, perché aumentano le difficoltà di poter dare loro un futuro migliore, futuro roseo che i loro genitori auspicavano che potessero ottenere in un paese diverso da quello di origine. Le difficoltà che gravano sulla buona riuscita di questi giovani sono di carattere sociale, legate all’aumento dell’arrivo generalizzato di questi ragazzi, alle pressioni sui sistemi d’accoglienza e di protezione e ai pericoli ai quali i minori sono esposti se non sotto previa tutela dei servizi. Tuttavia, il problema

maggiore non consiste nell’arrivo sempre più intenso di minori stranieri sui nostri territori – che ebbe avvio ancora all’inizio degli anni Novanta -, ma nell’incapacità degli enti pubblici che se ne occupano di poter fornire loro un permesso di soggiorno valido dopo aver compiuto la maggiore età.

La possibilità per il minore di restare in Italia dopo aver raggiunto la maggiore età, dipende dal tipo di permesso di soggiorno che possedeva quando era ancora minorenne e da altre condizioni: chi possiede un permesso per affidamento – presso famiglie della stessa cultura di provenienza, o presso strutture create per la loro accoglienza che fanno capo al Comune e alle parrocchie – può convertirlo in uno per studio o accesso al lavoro dopo aver seguito determinati seminari sulla convivenza civile per almeno due anni e dopo una permanenza in Italia durata almeno tre anni, o nel caso in cui essi frequentino corsi di studio, svolgano attività lavorativa o abbiano firmato un contratto di lavoro; i titolari di un permesso per motivi fami-

liari, invece, possono convertirlo in uno per studio o lavoro, al compimento dei 18 anni; infine, i minori che abbiano commesso un reato che li ha condotti a una reclusione prima del compimento della maggiore età, partecipando a un programma di integrazione sociale e inserimento possono, al termine della pena, ottenere un permesso di soggiorno per protezione sociale. Tuttavia, l’età ormai “avanzata” dei ragazzi fa scadere anticipatamente il termine massimo che permette loro di aver salvaguardato il proprio futuro grazie al permesso di soggiorno. Se, prima del compimento dei diciotto anni, essi non hanno vissuto almeno tre anni in Italia, aumentano le difficoltà giuridiche per il nullaosta di soggiorno, condannando il ragazzo, a volte, al ritorno in patria. Inoltre, una difficoltà aggiuntiva è data da quegli stessi ragazzi che, al raggiungimento della maggiore età, decidono di abbandonare i servizi sociali andando incontro a pericoli che vanificano il percorso educativo e, soprattutto, la loro incolumità. A tal proposito, Giorgio Maioni augura che gli sforzi effettuati dai nostri enti educativi e da coloro che vi collaborano, non vengano vanificati per legge, cosicchè sia possibile continuare ad aiutare questi giovani che sono solamente alla ricerca di una sorte migliore. Eleonora Econimo


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E SE SI PERDE LA BUSSOLA? Ci sono tantissime persone che sono sempre pronte e in ogni caso hanno una bussola con sé, per vedere quale sia la rotta giusta, altre invece che non sanno che una bussola esista e intraprendendo il cammino si rendono conto che quella non è la loro rotta…che fare? Ma chi lo conosce questo mare? Forse solo il viaggiatore. Può sembrare un discorso confuso, ma non lo è affatto, due pagine di diario di bordo forse possono fare chiarezza.

straniere non mi dispiacciono, sono interessanti. Parlo con una mia compagna, ha intenzione di frequentare la stessa scuola…magari fosse nella mia stessa classe! Avrei un’amica che già conosco bene. Mi iscrivo, non m’importa dei consigli che mi han dato, decido io e alla faccia dell’indirizzo che mi avevano consigliato,

Viaggio n°1 …finalmente in terza e questi professori mi danno delle indicazioni generali per la scelta delle superiori, materie umanistiche (cosa dovrei fare? Il missionario?? Il filosofo???), non riescono a capirmi, stanno parlando della MIA vita! Per cosa ho scelto il liceo? Beh, probabilmente per gli amici e per il latino che mi incuriosiva (il fascino per le scritte romane sparse in giro per la città con una storia dietro, per poterle capire meglio), poi le lingue

non capiscono proprio niente… Dalle medie sono uscita con voti non altissimi ma ce l’ho fatta, sono fiduciosa. Basta-tutto-il-mioimpegno e ce la faccio. Dietro l’angolo mi aspettano tanti “ma”… “tuttoil-mio-impegno” in tutte le materie? Troppo, troppo… non me l’aspettavo, i professori sono delle carogne che continuano a tormentarmi, tra l’altro sono capitata in una

classe di secchioni che “capiscono tutto” e mi prendono in giro. A casa non mi credono e non c’e’ modo di parlarne, non mi capiscono, la pigrizia è l’unica cosa che mi affligge, dicono, non mi capiscono proprio…non possono riuscire a capire! Sono da sola. Ormai visto che non riesco a studiare dovrò andare a lavorare. Meglio! Così avrò i soldi per la disco, i jeans firmati e le sigarette, me la posso cavare benissimo così, è la mia vita e decido da me!!! Lavorare è da grandi, non sarà una vita monotona e noiosa. Il sabato dormirò quanto vorrò! Ma se la bussola l’avessi saputa leggere?

Viaggio n°2 Bene… qualcosa non è andato nel verso giusto, sto facendo troppa fatica al liceo, non ho la preparazione adeguata, non è come pensavo… rimandata in 3 materie??? Ok, ma se per salvarmi il “popò” e non buttare via l’anno, per cambiare corso dovrò preparare altri due esami… e fanno 5. Troppi.


LUNARFOLLIE Ok, piano numero 2: non mi presento a nessun esame, non sarò una bocciata ma solo una persona che ha ripensato alle cose. Per tutta l’estate rifaccio TUTTO il programma delle medie e ricomincio. Ho scelto un corso che mi dà una buona cultura di base, la possibilità di frequentare poi qualsiasi corso universitario (non ho una sola idea per il mio futuro… ne ho troppe! E non decido certo adesso) e se non vorrò o non potrò studiare, avrò un avviamento al lavoro assicurato. Ho impiegato veramente tutta l’estate, spaccandomi la schiena con lo studio… mi sono accorta che non c’erano lacune… c’erano voragini, forse non le ho colmate tutte ma sono più agguerrita, più sicura di me e posso dire sicuramente, anche più preparata. Per spiegare tutte le vele e navigare verso la meta. La bussola è questo. Non a caso si chiama “ORIENTANDO”. Molti, troppi ragazzi abbandonano la scuola senza pensare che nel loro futuro non ci saranno molte scelte e mettersi nelle mani di una dea cieca come la fortuna è anche non avere troppe certezze. Ilaria Brotto 2^ A

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Dall’ 11 febbraio, presso il museo di Santa Giulia a Brescia, verrà aperta l’attesissima mostra “MATISSE – la seduzione di Michelangelo” che, fino al 6 giungo 2011, raccoglierà alcuni dei più significativi capolavori pittorici e scultorei di Henri Matisse (1869 – 1954), analizzandone l’intensa ed affascinante relazione con l’opera di uno dei maggiori

protagonisti dell’arte e della cultura rinascimentali, Michelangelo. Manca ormai poco all’inaugurazione della mostra e le prenotazioni continuano a crescere in modo esponenziale, nonostante siano arrivate a 40.000 già nel mese di Novembre 2010. Saranno infatti esposte oltre 150 opere, provenienti dai musei di tutto il mondo, tra cui diversi calchi di alcune delle più importanti sculture di Michelangelo, come quelle della

Cappella Medicea, oltre a un disegno originale raffigurante due Veneri. Il motivo del confronto delle opere di due artisti così distanti nel tempo è identificabile nella ricerca minuziosa e meticolosa che Matisse, per oltre trent’ anni, compì per giungere, attraverso la complessa perfezione delle sculture di Michelangelo, ad un’ arte che, insieme all’ intensa presenza del colore, conciliasse pittura e scultura. Egli lo riconobbe come maestro indiscusso, scrutandone indefesso i capolavori: “Sono ritornato studente… Disegno La Notte, studio il Lorenzo de’ medici: cerco di impadronirmi della concezione chiara e complessa che è alla base della costruzione di Michelangelo”. In questa mostra straordinaria spiccheranno capolavori come Natura morta con edera, Il Ratto d’ Europa, Gouaches Découpées quali Forme, Il lanciatore di coltelli, Icaro, Il circo, Cowboy e il bronzo Grande nudo seduto. Ci si presenta quindi un percorso eccezionale, in cui poter assaporare la “gioia di vivere” che fluisce copiosa dalla vivacità coloristica tipica di Matisse, congiunta alla maestosità solenne del grande Michelangelo. Bi-chan (Rebecca Schiano) 3^ L


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LUNARFOLLIE

SQUALIFICATI Sono in molti a chiedersi in base a quali criteri di arbitri e il giudice sportivo decidono quante giornate di squalifica affliggere a un giocatore espulso in campionato; soprattutto quest'anno in cui i casi continuano ad aumentare, serve fare chiarezza. Il giudice sportivo deve leggere il rapporto che l'arbitro stila a fine partita e agire di conseguenza. È proprio questa conseguenza che sfugge alle leggi “ razionali”; perché Diamanti per un gesto contro l'arbitro (neanche nettissimo…) si è beccato tre giornate come Felipe Melo che ha reagito tirando un calcio in faccia a un avversario? Inspiegabile. Il record di giornate di squalifica spetta a Paci, difensore del Parma con quattro turni di stop. Il giocatore è stato espulso in seguito a un fallo da ultimo uomo su Eder; espulsione sacrosanta, ma la squalifica è sicuramente eccessiva dato che Paci ha subito chiesto scusa. Altri casi eclatanti sono stati da simulazione di Krasic, la sceneggiata di Mexes a Brescia, la testata di Eto’o e il pugno di Zarate, tutti puniti con tre giornate; troppo poco in confronto all'episodio di Diamanti e di Paci o forse sono quest'ultimi troppo eccessivi. Bisogna avere delle regole più rigide e uniformi per non favorire e danneggiare nessuno e per non creare precedenti che dopo possono essere troppo gravi.

PENNETTA E SCHIAVONE CHE PECCATO! L'Australian Open, primo slam della stagione, è un appuntamento imperdibile (nonostante l'orario italiano…) per tutti gli appassionati di tennis. Nessuno degli italiani nel tabellone maschile ha superato il secondo turno con i vari Seppi, Starace e Bolelli su tutti che hanno deluso, come ormai fanno da troppo tempo. Le nostre stelle erano Francesca Schiavone e Flavia Pennetta, in grado di competere contro qualsiasi avversaria nel tabellone femminile. Durante la prima settimana, entrambe le giocatrici hanno superato i primi turni arrivando fino agli ottavi di finale. Qui la Pennetta si è arresa contro numero 25 del seeding, la russa Kvitova, con il punteggio di 3-6 6-3 63, non senza rimpianti. La schiavone invece, dopo una partita epica durata quattro ore e 44 minuti contro la Kuznetsova, accede ai quarti di finale dove affronta la

numero uno del mondo, Caroline Wozniacki. Francesca lotta alla grande e si aggiudica il primo set 6-3, ma le fatiche della partita precedente si fanno sentire e cala il ritmo, mentre la Wozniacki, più fresca, continua a spingere completando la rimonta e imponendosi 3-6 6-3 6-3. La Schiavone, pur mancando l'accesso alle semifinali, diventerà la nuova numero quattro del mondo, miglior posizione di sempre per un'italiana. In un tennis italiano apparentemente in crisi e senza giovani talentuosi, le “vecchie” Schiavone e Pennetta sono le uniche nostre ancore di salvezza. Appuntamento al prossimo slam, il Roland Garros, che si terrà a maggio a Parigi; non sarà un torneo facile per le due italiane, ma noi speriamo fortemente che Francesca Schiavone possa bissare il successo dello scorso anno. Rodella Al, Argetta A..


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