Giugno 2009

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Anno 17 Numero 8

Attesa, l’estate è alle porte. Dopo un anno di duro lavoro passato sui libri e dopo l’inesorabile bilancio dello scrutinio finale, mente e corpo potranno affrontare questo lungo periodo di vacanza. Fare un bilancio collettivo di quest’anno non è facile. Il nuovo governo con la Gelmini ministro della pubblica istruzione ha tentato una riforma che non è piaciuta a nessuno e che in gran parte è già rientrata. Al Lunardi la grande barca ha navigato con sostanziale tranquillità introducendo nel dibattito la centralità di noi alunni, una più stretta collaborazione con le famiglie, una concezione della scuola più aperta al territorio e più attenta ai problemi concreti. Un anno quindi secondo noi, sostanzialmente positivo. Ora è necessario non sprecare l’estate ma sfruttarla per una crescita personale. Sono tante le cose che si possono fare in questi mesi: certamente c’è una vacanza da vivere intensamente, certamente ci sono città e territori da conoscere e da esplorare, ci sono letture da fare, hobby da coltivare, persone da incontrare e ascoltare, attività da fare. Lo studente è tale anche d’estate e si è studenti nella misura in cui si studia. Cerchiamo quindi di riservare un po’ di spazio anche allo studio, sapendo che andrà tutto a vantaggio del lavoro del

I.T.C. LUNARDI - BS

prossimo anno. Programmare, avere un orario da rispettare, coltivare l’amicizia, gustare il bello, sviluppare le nostre qualità migliori è quello che dovremmo fare. Se immaginiamo l’estate come un viaggio il nostro augurio diventa quello di “buon viaggio”. Cerchiamo di vivere bene questo tempo eccezionale che ci viene donato.

BUONE VACANZE... ...A SETTEMBRE La Redazione

Giugno 2009

IN QUESTO NUMERO: Altrove pag. 2 Agli amici di V pag. 3 PassatoPresenteFuturo pag. 6 Danza Chiara pag. 7 Sicurezza all’Italiana pag. 9 Don A. Tadini pag. 10 Idee Estate pag.12 Rifugi Alpini pag.13 Campi di lavoro pag.13 Estate in città pag.18 La gita degli sfig... pag.19 Non è un Addio pag.20 Sport pag.22 Biblioteca Chiusa?!! pag.23


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ALTROVE Per imparare qualcosa di nuovo, ripercorri la strada che hai fatto ieri.

J. B.

Il tempo non si misura con l'orologio, ma con la noia.

SOFOCLETO

Chi vince gli altri è forte; chi vince se stesso è potente.

LAO-TSE

Domani, poi domani, poi domani: così , da un giorno all'altro, a piccoli passi, ogni domani striscia via per arrivare all'ultima sillaba del tempo che si ricorda ancora; e tutti i nostri ieri hanno rischiarato, a dei pazzi, la via che conduce alla

REDAZIONE 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19.

Albano Cristina 5B Bettoni Alice Archiati Elisa 4A 3L Bertoloni Bettoni Alice Franc. 5B 4A Bono Daniela Bertoloni Franc. 5B Bordoli Bono Daniela Roberta 1A 5B Bosis Giulia Bordoli Roberta 3M 1A Botticini Bosis Giulia Andrea 3M 3G Broglio Matteo Botticini Andrea 5D 3G Brotto Ilaria Broglio Matteo 1L 5D Bua Federica Brotto Ilaria 4H 1A Carlotti Bua Federica Luca 5B 4H Carini Valentina Carlotti Luca 5C 5B Cazzago Carini Valentina Leonardo 5C 4D ChiarelloLeonardo Cazzago Donato 4D 5C Colombo Donato Chiarello Erica 2F 5C Dafir Kenza Colombo Erica 4E 2F Demrozi Dafir Kenza Marinela 4E 5I Di Criscito Demrozi Marinela Dav.ide 3L 5I Fiini Di Criscito ChiaraDav.ide 3L 4H

polvere della morte. Spegniti, spegniti, piccola candela. La vita non è che un'ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per un'ora, e poi non se ne parla più; è la storia di un idiota, piena di frastuono e di foga, che non significa nulla.

W. SHAKESPEARE

L'amico è cosa rara, che non di rado non si trova, dove crediamo che più abbondi.

SENECA

Dentro di noi la giustizia ha un altare senza misteri.

L'ateismo è più sulle labbra che nel cuore dell'uomo.

BACONE

Sopporta ciò che ti manda la sorte; chi resiste viene incoronato. Essa sa con abbondanza remunerare, e con magnificenza compensare l'anima tranquilla.

JOHANN GOTTFRIED HERDER

Non basta acquistare la sapienza, bisogna anche usarla.

CICERONE

La gioventù dell'anima è come la primavera: or piovosa e fredda, or ardente, non sai nè quando incominci nè quando finisca.

I. NIEVO

20. 21. 22. 23. 22. 24. 23. 25. 24. 26. 25. 27. 26. 28. 27. 29. 28. 30. 29. 31. 30. 32. 31. 33. 32. 34. 33. 35. 34. 36. 35. 37. 36. 38. 37. 39. 38. 40.

Fiini F Chiara Giacomini Fostini Elisa Stefa. Govi F Alessandra Gozzini Mattia Giacomini Stefa. GrechiAlessandra Govi Veronica GrimaldiMattia Gozzini Mattia Guerreschi Grechi Veronica Lidia Joaca BineMattia Grimaldi Simona Kaur Ramandeep Guerreschi Lidia Krilova Joaca Bine Daria Simona LanariRamandeep Kaur Dayana LippolisDaria Krilova G.Marco Lupoi Veronica Lanari Dayana Maggisano Lippolis G.Marco A. . Mancini Lupoi Veronica Jessica Mangerini Ilaria Maggisano A. . MassoliniJessica Mancini Silvia Martinazzoli Mangerini Ilaria Lino Mattei Giuseppe Massolini Silvia Novali ChiaraLino Martinazzoli Noventa Milena

4H 5F5 2F 4B 5F 5D 2F 5C 4B 5A 5D 5B 5C 5D 5A 4G 5B 4B 5D 3N 4G 4B 2F 3N 5B 4B 2F 5F 5B 2F 5F 3F 2F

39. Mattei 41. Pellegrino Giuseppe Rob. 3D 42. Novali 40. Preda Claudia Chiara 2F 3F 43. Noventa 41. Quaresmini Milena Franc 2F 5B 44. Pellegrino 42. Robba SaraRob. 5B 3D 45. Preda 43. Rossi Giulia Claudia 4H 2F 46. Quaresmini 44. Rubagotti Matti Franc a 5B 5D 47. Robba 45. SchianoSara Scardavilli Rebecca Sara 1A 1F 5B 48. Rossi 46. Stocchetti Schiano Giulia Rebecca Amilcare 4H 1A 49. Rubagotti 47. Ustoli Stefania Stocchetti Matti Amilcare a 5D 4H 50. Scardavilli 48. Valcamonico Ustoli Stefania Sara M 5D 4H 1F 51. Schiano 49. Valcamonico Rebecca M 5D 1A 50. Stocchetti Amilcare Lunarfollie viene pensato, prodotto, 51. Ustoli Stefania 4H stampato e viene distribuito presso il Lunarfollie pensato, prodotto, 52. Valcamonico M 5D CIMP dell’ ITC LUNARDI, stampato e distribuito presso il via Riccobelli 47LUNARDI, - 25125 Brescia CIMP dell’ ITC Lunarfollie viene pensato, prodotto, Tel. 030/2009508/9/0 via Riccobelli 47 - 25125 Brescia stampato e distribuito presso il Fax 030/390996 Tel. 030/2009508/9/0 CIMP dell’ ITC LUNARDI, E-MAIL lunarfollie@lunardi.bs.it Fax 030/390996 via Riccobelli 47 - 25125 Brescia E-MAIL lunarfollie@lunardi.bs.it Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996


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AGLI AMICI DI QUINTA UN IN BOCCA AL LUPO E BUON VIAGGIO NELLA VITA

Eccoci giunti al termine di un nuovo anno scolastico. Il 14 settembre, la maggior parte di noi varcherà nuovamente il cancello del Lunardi, e tutto ricomincerà daccapo. Ma non i ragazzi di V. Per loro avrà inizio una nuova avventura. Si lasceranno alle spalle gli interminabili giorni trascorsi fra i banchi di scuola, le ansie e le angosce per interrogazioni e compiti in classe, ma anche le risate con i compagni, la spensieratezza di questi anni che sembravano non passare più e invece sono volati via. Abbiamo cercato di curiosare in alcune V, per vedere come i diretti interessati vivono l’imminente separazione dalla scuola e gli altrettanto incombenti, temutissimi, esami di stato. La maggior parte dei ragazzi che abbiamo avuto modo di intervistare risponde di non essersi ancora seriamente messa a studiare in vista dell’esame, ma in compenso manifesta una grande confidenza nel valore delle preghiere e nella misericordia divina! L’esame più temuto è

la terza prova orale, seguita da economia e inglese. Alcuni ragazzi si lamentano della disorganizzazione dei professori, che non sono riusciti a terminare il programma con qualche giorno d’anticipo e non hanno permesso ai ragazzi di dedicarsi al ripasso. A ciò si aggiungono le verifiche e le interrogazioni alle quali devono ancora essere sottoposti. Ma nonostante questo, sono tutti abbastanza fiduciosi sull’esito positivo degli esami. Alla domanda “hai voglia di lasciare la scuola?” rispondono con grandi sorrisi e una marea di “si” entusiasti, ma non è la sola faccia della medaglia. Mancherà un po’ a tutti l’atmosfera del Lunardi, l’entrare in classe la mattina con i musi lunghi e aspettare in grazia il suono della campanella delle 13.30 per potersi gettare a capofitto fuori dall’aula! Mancheranno soprattutto loro, i compagni!! Ma qualcuno dice anche i professori, perché ognuno, a modo suo, ha dato qualcosa a ciascun ragazzo. E quando finalmente gli esami saranno finiti? I programmi estivi sono orientati verso il più totale relax, anche se parecchi neodiplomati studieranno per gli esami di ammissione all’università o cominceranno a cercare lavoro. Fra coloro che entreranno direttamente nel mon-

do del lavoro, non è sentita la preoccupazione per la crisi economica globale che stiamo vivendo, quindi non rimane che sperare che il loro ottimismo sia ben giustificato. Parecchi ragazzi, grazie all’aiuto di familiari e conoscenti che già risiedono all’estero, lasceranno l’Italia per un periodo che varia da qualche mese ad alcuni anni. Le mete preferite sono Francia e Spagna. I più cercano un lavoro, ma non mancano quelli che andranno a studiare in Università prestigiose come La Sorbonne di Parigi. Per quelli che invece hanno scelto di rimanere entro i confini italiani e proseguire gli studi, le Università più gettonate restano quelle improntate allo studio delle Lingue Straniere o all’Economia. L’anno prossimo, la Cattolica di Brescia vedrà iscriversi tanti neodiplomati del nostro Istituto, ma non sono certo pochi coloro che frequenteranno la facoltà a Verona, Bergamo o Milano. Gli iscritti a Economia non saranno di meno, come pure non mancheranno coloro che frequenteranno Medicina, Ingegneria, Psicologia, Belle Arti o anche Lettere. Il Lunardi dimostra quindi di essere una scuola valida, capace di impartire ai suoi studenti una solida cultura di base e permettere loro di accedere senza particolari difficoltà a qualsiasi Facoltà.


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Probabilmente grazie anche ad alcune iniziative alle quali l’Istituto ha aderito (corsi pomeridiani di cinese e giapponese), qualcuno dei nostri ragazzi frequenterà a settembre l’Università di Lingue Orientali a Venezia. Ma gli interessi di ciascuno di noi non potrebbero essere più diversi, ed è bellissimo sapere che, fra coloro che cercano lavoro o si iscrivono all’Università, c’è anche qualcuno che coltiva il sogno di entrare nell’esercito italiano. Bè, non rimane che dire….IN BOCCA AL LUPO A TUTTI!!!! Archiati Elisa 3^L Presentiamo alcune testimonianze giunte a Lunarfollie che riteniamo particolarmente significative.

metodo di studio giusto; insomma facendo un resoconto finale potrei dire che sono cresciuta molto. Mi ricordo in prima che eravamo una classe numerosissima, in seconda, invece un po’ meno, dato l’alto numero di bocciati della classe precedente fino ad arrivare in terza con una classe di tredici persone. In quarta, in fine, la nostra classe si è unita ad un’altra, in quanto ci avevano detto che il nostro numero era insufficiente per arrivare in quinta. E adesso eccoci qua, classe di ventisei persone, in vista degli esami, non so esprimere la paura e la tensione che ho adesso. Dopotutto però spero vivamente che ne sia valsa la pena! (anche perché se no mi “ammazzo”). Menoni Daniela. 5^ D

BILANCIO DEI 5 ANNI Sono ormai giunta all’ultimo anno delle superiori, al “traguardo finale”. Caspita se è volato il tempo!, Se mi guardo un attimo indietro non mi sembra neanche vero di aver trascorso così tanti anni della mia vita all’interno della scuola; non che sia un male anche perché dopo tutto ogni “cosa” ha il suo lato positivo e il suo lato negativo. Per quanto riguarda la scuola, anzi meglio dire il “Lunardi”, devo ammettere che mi ha dato e insegnato molto. Innanzitutto ho conosciuto moltissime persone nuove, tra cui sono nati anche dei piccoli amori adolescenziali, ho imparato a studiare con il

CINQUE ANNI? E CHI L’AVREBBE MAI DETTO? Brescia, 22 maggio 2009. manca veramente poco, il tempo sta passando velocissimo al termine di questa mia “carriera” al Lunardi. Sono (o almeno dovrebbero essere) gli ultimi giorni in questa scuola e la mia mente è confusa, io sono confusa. Penso che questi siano i giorni più significativi di tutti i momenti

divertenti o dolorosi che ho trascorso, tutte le persone che hanno reso indimenticabile quest’esperienza scolastica e che mi hanno aiutata a crescere e diventare la persona che sono oggi. Sono trascorsi ben 5 anni… e chi l’avrebbe detto che sarei riuscita ad arrivare qui? Ricordo ancora il mio primo giorno di scuola superiore, ero spaesata, spaventata da quello che mi aspettava ed ora sto rivivendo la stessa situazione: l’ammissione all’esame, l’esame stesso, e poi… cosa mi riserverà il futuro? Sarò pronta ad affrontare la società che mi circonda? In questi giorni sono suscettibile, fragile, e rivivo ogni singolo momento trascorso qui, in questa scuola. Sono stati anni oserei dire bellissimi dove ogni persona mi ha trasmesso emozioni diverse. Lo ammetto andare a scuola non è proprio una delle cose che preferisco fare, ma è stata molto importante per la mia formazione insegnandomi qualcosa ogni anno che ha fatti si che oggi possa dire : “sono cresciuta!” Mentre scrivo questo articolo osservo i miei compagni e le persone che mi sono vicine, che mi sono state vicine fino ad ora e mi commuovo, perché loro sono state quelle che hanno reso la mia adolescenza splendida! La scuola mi ha dato le basi e adesso trovandomi faccia a faccia con la realtà devo essere in grado di metterla in pratica! Abeni Alice 5^ D


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ESSERE STUDENTE: IL TRUCCO DEL MESTIERE Chi meglio di un ragazzo di quinta può dare degli ottimi consigli a coloro che stanno per cominciare l’avventura delle superiori o perché no anche a quelli che sono già in corsa? E’ il gioco della vita: i “piccoli” imparano dai “grandi”, gli esperti aiutano gli inesperti… così come il nonno, il saggio, parla ai nipotini… Non facciamo errori però: noi di quinta non siamo poi così esperti e maturi da permetterci di dare lezioni di vita scolastica a nessuno; semplicemente abbiamo alle spalle cinque anni da studente delle superiori, che, se non altro, ci hanno insegnato i trucchi del mestiere. In verità il vero trucco è uno solo e consiste nel conservare se stessi. Questo sta alla base di tutto il resto. I professori lo chiamano “metodo di studio”, ma in fin dei conti tutto si riduce a comprendere veramente com’è il proprio io. Posso avere una grande memoria visiva; posso avere bisogno di poche ore di stu-

5 dio; posso anche non studiare, ma solo stare attento in classe… Conoscevo una ragazza che passava tutta la mattina a leggere la gazzetta (che lazzarona!) poi però è uscita dalle superiori con 100/100… un caso sporadico? Molto probabilmente… Ma questo insegna quanto siamo diversi l’un l’altro e quanto ognuno debba guardarsi dentro per capire quali sono le leve su cui può far forza per ottenere il massimo. Il mio augurio è che ognuno di voi possa davvero conoscersi bene in modo da far si che le superiori siano, non una passeggiata (non illudetevi, non lo saranno!), ma che almeno possano essere molto meno pesanti di quanto sembrano. Spada Andrea 5^ D

IL MIO VIAGGIO TRA I 14 E I 19 ANNI La prima volta che misi piede in questo Istituto sembrava tutto bello e semplice. Gente nuova, prof nuovi, i 18 anni in arrivo. Chi si immaginava di innamorarsi a scuola e trovare tanti amici splendidi (...) Il Lu-

nardi è pericoloso. Se non ti crei una tua personalità e un tuo stile, rischi di fare la fine del “caprone”, rischi di fare una cosa “perchè tutti la fanno” e non per il vero piacere di farla. Non è questione di giusto o sbagliato. Ciò che importa è prendersi la responsabilità. Gloria Maggiori 5 D

Cinque anni di studio, molto da dire in poche righe. Giunti ormai alla fine del nostro percorso non ci resta altro da fare che un bilancio complessivo di ciò che abbiamo seminato e ciò che a breve raccoglieremo. Tra compagni più o meno simpatici, insegnanti non sempre disposti ad ascoltare i nostri problemi attività extrascolastiche dalle divertenti e arricchenti a quelle più noiose i nostri anni al Lunardi sono finiti. Nel corso degli anni le paure si sono alternate ai momenti di gioia e felicità, molti compagni di prima superiore si sono perduti lungo la strada,


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trovandone altri al loro posto. I compagni di classe sono diventati amici della stessa avventura che è la scuola, avventura perché si possono incontrare ostacoli, del resto si sa che la scuola non sempre è una strada rettilinea e senza intoppi. Ma la scuola è una bella esperienza non solo per le nozioni che si apprendono nel percorso di studio ma anche perché offre molte opportunità, ti fa conoscere persone nuove con i suoi pregi e

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i suoi difetti che sanno esserti amiche ma anche “nemiche”, se così si può dire. Nei momenti di difficoltà il gruppo si sente, si compatta e, a volte, dimentica i possibili diverbi che in classi numerose si verificano per invidia. Alcune persone si ritrovano a vivere questi ultimi giorni nell’incertezza di essere ammessi agli esami finali, ma sono anche consapevoli della grande opportunità che gli insegnanti stanno offrendo loro per maturare e mostrare il me-

glio nell’anno venturo. In conclusione crediamo che i cinque anni di Lunardi sono trascorsi nel migliore dei modi anche perché consapevoli che lo studio non era limitato a un voto ma che in realtà deve essere un interesse personale di arricchimento delle proprie conoscenze. Un consiglio che ci sentiamo in grado di dare a tutti quelli che hanno iniziato il percorso nell’istituto e in particolar modo a quelli delle classi quarte è: “studiate sempre, studiate con entusiasmo e abbiate la voglia e la volontà di imparare innanzitutto per voi stessi, non solo per la valutazione dell’insegnante e aiutatevi finché potete”. Un grazie speciale lo rivolgiamo al professor Mattei che più di altri insegnanti ha cercato di mostrarci il lato positivo dell’essere studenti facendoci incuriosire un po’ di più agli argomenti trattati e dandoci quella spinta che ci ha permesso di giungere alla fine del nostro viaggio. Grazie quindi al professor Mattei ma anche a tutti i docenti che hanno lavorato con amore e gioia e hanno avuto pazienza con noi, non sempre all’altezza della situazione, e un grazie anche a tutti gli altri che permettono il funzionamento della scuola ci riferiamo a tecnici e “bidelli” (se ci passate il termine). Grazie di cuore a tutti!! Fostini Elisa 5 F


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La danza è una delle tre arti sceniche principali nell'antichità insieme al teatro e alla musica. É un complesso di rime nel movimento del corpo umano secondo una partitura prestabilita (coreografia) o improvvisata (nella danza libera). Spesso accompagnata da musiche o composizioni sonore, la danza nel linguaggio e nella tradizione della danza popolare può essere chiamata anche ballo. La danza è la prima espressione artistica del genere umano perché ha come strumento il corpo. Essa è stata, ed è, parte dei rituali, preghiera, momento di aggregazione della collettività nelle feste popolari e anche occasione di aggregazione tra persone (un esempio attuale ne è la danza nelle discoteche). In ogni caso, nel corso dei secoli questa arte è sempre stata lo specchio della società, del pensiero e dei comportamenti umani. La storia della danza è una disci-

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plina vastissima, non solo perché esistono molte forme di danza, ma anche perché, come arte del corpo in movimento, essa è l’unica arte che si svolge contemporaneamente nel tempo e nello spazio. Per quanto riguarda la storia della danza come forma d’arte dello spettacolo, da sempre la danza ha costituito uno dei livelli espressivi del teatro. Nella tragedia e nella commedia dell’antica Grecia il “coro" si esprimeva principalmente danzando nello spazio antistante l’edificio scenico. Nelle civiltà antiche indiane, cinesi ed egiziane, la danza voleva raffigurare il corso armonioso degli astri. I greci posero la danza sotto la protezione della musa Tersicore, facendone così un simbolo della propria cultura. Per i romani, invece, assunse la forma di pantomima, continuando a trasformarsi fino alla depravazione. In seguito all'avvento del Cristianesimo, anche se inizialmente fu accolta nei

riti all'interno delle chiese, in seguito fu condannata dalla Chiesa e nel corso del Medioevo scomparì dalla liturgia, mentre sopravvisse nella forma di danza popolare. Nel seguente sviluppo della musica strumentale, la danza si espanse soprattutto nelle corti italiane e durante il XVII secolo soprattutto in Francia, dove veniva praticata in particolare nei palazzi reali come arte raffinata. La danza divenne così una vera e propria Arte e nel corso dei secoli nacquero numerose coreografie, che nell'Ottocento venivano rappresentate in teatri prestigiosi come l'Opèra di Parigi e la Scala di Milano. Oggi esistono numerosi generi di danza: la danza classica, moderna, neoclassica, contemporanea, la teatro danza, la breakdance, l'hiphop, le danze popolari, la danza jazz, il funky. Dall'inizio del 1900, oltre agli aspetti legati all'arte e allo spettacolo, ha preso forma la danza da competizione, divenuta sport ufficiale nel 1995 con il riconoscimento dal parte del CIO e (in Italia nel 1997, con la nascita della Federazione Italiana Danza Sportiva e suo ingresso nel CONI). La danza sportiva ha una lunga storia nel campo delle "danze di coppia", che comprendono i principali balli delle diverse parti del mondo. Tra queste sono da ricordare le danze caraibiche (la salsa, il merengue, la baciata, il samba), le danze latino


8 americane (il cha-cha, la rumba) e le danze jazz (il boogie-woogie, il jitterbug, il rock'n'roll). Nonostante tali discipline siano state riconosciute dal CONI non sono considerate dei veri è propri sport. Infatti, quanti sanno che esistono competizioni a livello mondiale di rock'n'roll? Nessuno ha veramente idea di cosa sia questo ballo, né tanto meno che per praticare questa danza occorre una preparazione di base pari a quella di un atleta. Proprio l'altro giorno si è tenuto a Praga un mondiale di formazione di rock'n'roll acrobatico. Quanti sapevano che ci sarebbe stata questa competizione? E quanti, invece, sanno che qui a Brescia c'è un gruppo di ragazzi che ha ottenuto il terzo posto al campionato del mondo di formazione junior nel 2007? Se il CONI considera questo uno sport, perché non lo pubblicizza come il calcio? É vero che quest'ultimo è lo sport nazionale, ma anche la danza di coppia e importante e va soprattutto finanziata. Infatti, la Federazione Italiana, ritenendo il rock'n'roll inferiore, non mette a disposizione grandi quantità di soldi. Anzi, in occasione delle gare all'estero non fornisce neanche la tuta e la borsa italiana agli atleti, costretti, quindi, ad autofinanziarsi! In Europa tale ballo è molto più quotato: alle competizioni nazionali partecipano dalle 40 alle 50 coppie per categoria, in Italia 10 sono tante! Un'altra ingiustizia è che la danza in generale non è considerata come

LUNARFOLLIE sport olimpico. Perché? Non penso che per imparare a giocare a curling occorra più preparazione fisica che per la danza, al contrario. Eppure anche questo è considerato sport olimpico! Credo che il ballo sia sottovalutato, soprattutto le danze jazz. Quindi, cominciando dalla nostra scuola, propongo di informarsi sui corsi che esistono a Brescia per incentivare il numero di ballerini e ballerine che magari non sanno di avere un talento innato per una disciplina di cui non erano a conoscenza prima di leggere l'articolo! E invito la Federazione

Italiana a prestare più attenzione anche a questo sport. Chiara Novali, 3^F

FOTOGRAFARE

Il

concorso fotografico “CARTOLINE DAL MONDO” riservato ai giovani che non hanno ancora compiuto i 26 anni. CTS Youthpoint Comune di Brescia Assessorato alle Politiche Giovanili In collaborazione con Carta Giovani organizzano XI° CONCORSO FOTOGRAFICO Dal 1999 CTS e Informagiovani organizzano il concorso fotografico “CARTOLINE DAL MONDO” riservato ai giovani che non hanno ancora compiuto i 26 anni. Anche quest’anno il concorso è aperto a tutti coloro che amano la fotografia e i viaggi. I temi di quest’anno sono: VOLTI, PAESAGGI e CITTÀ. Primo premio UN VOLO A/R PER NEW YORK OFFERTO DA CTS Per tutte le informazioni necessarie visita i siti www.youthpoint.it - www.vacanzefuoridalcomune.it oppure chiama il CTS allo 030.41889 - 030.2016092 Alla fine del concorso è prevista una mostra di tutte le fotografie in gara. La partecipazione è gratuita. IL CONCORSO SI CONCLUDE IL 20 OTTOBRE 2009


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Guarda caso è in vista delle elezioni europee che sta passando un altro atto del cosiddetto pacchetto sicurezza. Ormai approvato alla Camera, serve solo un po’ di pazienza per il consenso del Senato che arriverà puntuale a ridosso dei giorni previsti per l’affluenza alle urne. Questo ddl riguardante le immigrazioni clandestine introduce il reato di clandestinità, prima valeva solo alla frontiera cioè solo se il migrante clandestino veniva “beccato” mentre oltrepassava la frontiera, cosa impossibile (ma non è uno scherzo), ora anche sul territorio, punibile con un’ammenda da 5 a 10 mila euro e con il successivo rimpatrio dopo un regolare processo. Reato che se verrà attuato e praticato passerà alla storia per aver intasato i tribunali dell’Italia dei primi anni del XXI secolo. Altre novità sono: l’obbligatorietà di permesso di soggiorno per nascite e matrimoni, il carcere fino a tre anni per chi ospita o affitta appartamenti a clandestini, di un’utilità stratosferica, e il prolungamento del periodo di permanenza negli ormai centri di identificazione ed espulsione da due a sei mesi. Fonti ignote dicono che quest’ultima azione sia stata voluta proprio dagli immigrati che hanno richiesto maggior tempo a disposizione per socializzare, ambientarsi e ammirare il panorama siculo. Per la sicurezza nazionale, sinora, avevano consultato il parere di esperti dello spessore di Mara Carfagna, con il suo provvedimento-spot contro la contrattazione pubblica tra prostituta e cliente e il decisivo decreto legge che elimina gli arresti domiciliari per gli stupratori, mentre per gli assassini e gli stragisti restano; ovviamente gli stupri continuano ma sparisce l’attenzione dei mass media occu-

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pati a trattare argomenti in linea con le esigenze dell’impero. Per ragioni di share politico si è passati anche alla vera e propria azione. Lo sfascio di molti campi rom e la loro schedatura, che rimanda molto alle opere di un baldo nazista di metà ‘900 (popolo privilegiato questi rom perché sono andati a ricoprire una carica fondamentale nel nostro paese, quella di capro espiatorio, a tempo determinato e periodico), infine, fresca di poche settimane, la messinscena dei barconi cacciati che, non potrà durare ma necessaria per fecondare popolo celtico in vista delle europee. Tornando al presente, ora arrivano le ronde, anzi <<volontari per la sicurezza>>, associazioni a cui potrà ricorrere il sindaco per migliorare la vigilanza della sua città, non armate fortunatamente, ma con in dotazione un kit per tutte le evenienze: fischietto, tor-

cia, telefonino e spray al peperoncino. Intanto si tagliano i fondi alla polizia, meno 40%. Un ultimo provvedimento da segnalare, già proclamato di rilevante utilità per la sicurezza (anche mondiale) è l’istituzione del registro nazionale dei clochard e di tutti coloro che sono senza fissa dimora. La cosa più sconcertante di tutte è che queste norme vengono esposte anche con serietà e convinzione, Ministro dell’Interno Roberto Maroni in primis, che ha dichiarato:<<Dopo, ogni straniero senza permesso di soggiorno che sarà controllato, sarà espulso>>. La Lega lo ripete da dieci anni ed è sempre la stessa musica, nel frattempo in Italia ci sono più di un milione di clandestini che ci stanno sostituendo in quei lavori che non vogliamo più fare. È con tutto ciò, che dovrebbe migliorare la nostra sicurezza? Finora, dati alla mano, si è verificato il contrario. Diminuiranno le rapine, gli omicidi, gli stupri, le violenze? Ma soprattutto cosa si farà per la mafia, la più grande organizzazione criminale del mondo? È prevista l’introduzione di un articolo anche per la lotta alla criminalità organizzata ma che desta dubbi sulla sua efficacia per le insolite presenze di “mafiosetti” in Parlamento. Comunque se ci dicono che tutto ciò è per la nostra sicurezza dobbiamo crederci e fidarci. Dunque più sicuri e tranquilli, ma anche ottimisti e contenti sempre e comunque, anche perché ci aiutano in questo, con la loro presenza e il loro operato fanno ridere. Francesco Bertoloni 5°B


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Brescia e più precisamente Botticino Verolanuova Lodrino e la frazione della Noce hanno vissuto in questi giorni con grande gioia la santificazione di un santo considerato da tutti “Uno di noi”. La vita Arcangelo Tadini nasce a Verolanuova il 12 ottobre 1846, quarto figlio di papà Pietro e di mamma Atonia Gadola, sua seconda moglie. Le origini nobili del padre non lo influenzano nella sua crescita, come gli altri figli nel 1856 è iscritto al ginnasio di Lovere una cittadina sul lago d’Iseo. Il padre sogna per lui un futuro da avvocato, lui aspira a diventare ingegnere Cristo l farà prete. Sin dall’infanzia ha una speciale tendenza alla giustizia e alla promozione dell’uomo. Nel 1864 entra così in seminario, dove studia teologia e filosofia, unitamente al fratello don Giulio. Nel giugno 1870 è ordinato sacerdote a Trernto. Dal 1871 al 1873 è vicario cooperatore a Lodrino e poi diventa cappellano della Noce. In questi due paesi si distingue per la pietà, la predicazione e l’educazione dei fanciulli di cui si fa carico. Don Arcangelo Tadini si trova a vivere nei difficili tempi che accompagnano l’Unità d’Italia dove crescono sem-

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pre più le tensioni Stato Chiesa. Nonostante le difficoltà del periodo storico, ma anche fisiche a seguito di un incidente, che lo ha reso claudicante, Don Arcangelo Tadini accetta l’incarico di diventare parroco di Botticino, paese nel quale resterà sino alla morte avvenuta il 20 maggio 1912. Dalla prima omelia di Tadini emerge il suo “destino” infatti egli dirà dal pulpito centrale della chiesa: “ Starò con voi, vivrò con voi, morirò con voi”. Nella sua lunga permanenza a Botticino ha modo di dare vita a una grande attività evangelica, egli ama i suoi parrocchiani e non si risparmia in nulla, il suo desiderio di aiutare la gente è forte e lo accompagnerà lungo tutto il suo percorso sacerdotale.

I primi lavori che dovette affrontare furono la sistemazione della canonica, una sorta di casa coloniale con un ampio giardino, interamente da sistemare. Per le anime dei suoi parrocchiani da vita ad alcune congregazioni. Per gli adulti fonda, seguendo i canoni del concilio di Trento, la congregazione del SS. Sacramento, gli associati partecipano attivamente alla vita della comunità in tutti i suoi aspetti religiosi. Un’altra congregazione è il Terz’Ordine Francescano nato nell’agosto 1887. Dà inizio alla Schola Cantorum (il coro), alla banda, le Figlie di S.’Angela; un’altra opera molto importante è la ristrutturazione della Chiesa Parrocchiale, per i giovani costruisce l’oratorio. Altri compiti svolti con grande impegno sono l’insegnamento della catechesi, la cura della liturgia con la stesura delle omelie seguendo le Scritture e la vita spirituale dei suoi parrocchiani, che sono sempre al centro della sua missione. In piena rivoluzione industriale fonda l’Associazione Operaia di Mutuo Soccorso per garantire un fondo in caso di infortunio e, per le ragazze del paese, adibisce un palazzo esistente a filanda dove le giovani lavorano. Nel 1900 a sostegno di queste Giovani fonda la sua ope-


LUNARFOLLIE ra più importante, la Congregazione delle Suore Operaie della S. Casa di Nazareth: donne consacrate che si fanno “operaie tra le operaie”. Tadini con grinta supera le molte avversità, incomprensioni e difficoltà economiche che il suo agire gli mette sul suo cammino. Nella sua vita da sacerdote si mostra sempre disponibile all’ascolto dei suoi parrocchiani, dedicandosi in modo particolare agli ammalati. Uomo austero e riservato nella sua vita segnata da una salute cagionevole, ha saputo mostrarsi ai suoi fedeli con cuore sensibile e attento al duro e faticoso lavoro della quotidianità contadina di quel tempo. Sin da subito la gente parla di lui come di un prete santo e si dirà che “E’ uno di Noi!” Uno di noi quando percorre le vie del paese facendo risuonare i suoi passi come sveglia per chi inizia la giornata lavorativa. Uno di noi quando raccoglie le lacrime disperate delle madri o progetta e costruisce la filanda. Uno di noi quando da vita alle Suore Operaie, donne consacrate testimoni del Grande Amore nella quotidianità semplice della vita. Uno di noi perché ci guida e ci sorride e con le sue parole ci chiama a seguire le sue orme. Papa Giovanni Paolo II l’ha beatificato il 3 ottobre del 1999, è stato santificato il 26 aprile 2009 da papa Benedetto XVI.

11 Il miracolo Una coppia di Brescia Roberto Marazzi, 35 anni, e Elisabetta Fostini, 29 anni, con grande ardore hanno desiderato un figlio, entrambi però erano sterili dalla nascita, quindi impossibilitati a ricevere la grande gioia di diventare genitori. I medici hanno proposto loro la fecondazione assistita che però la coppia ha fortemente respinto. Seguendo con continuità gli incontri per le famiglie organizzate dal gruppo Tadini, Elisabetta resta incinta di Maria nata il 5 agosto 2005 e poi di Giovanni venuto al mondo il 3 dicembre 2006. Le iniziative Numerose saranno le attività proposte dalle Suore Operaie nell’anno Tadiniano apertosi il 15 maggio 2009 e si concluderà il 21 maggio 2010. Nei giorni scorsi era allestita nell’omonima sala in piazza IV Novembre una mostra. La chiesa parrocchiale da lui ristrutturata, è stata nominata Santuario e Basilica Minore, ha dedicato un altare al nuovo santo mentre le suore hanno donato con grande gioia un’urna di vetro con stola e croce in argento al cui interno si trova una reliquia del santo Bresciano, si può dire Botticinese. Fostini Elisa 5F

Temporale di maggio Rullo di tamburi nel cielo, Raggio di sole tra le nubi, La pioggia scroscia leggera, Un soffio di vento la sera. Tra i rami di un vecchio pino, Cinguetta il fuggiasco canarino. La rondine nel suo nido, Il cane davanti al camino, Nella burrascosa sera di maggio, Tra il verde dell’erba Spunta una lumachina, Che tranquilla si incammina Verso un fiore profumato Che con la pioggia si è bagnato. Poi tra i monti spunta L’arcobaleno E sul mondo torna il sereno. ****************** L’uomo d’oggi L’uomo del mondo odierno Si trova in un inferno Cerca la felicità In una deserta città Guarda la sua ombra Proiettata su un’onda Alza lo sguardo E vede il traguardo Un traguardo infelice Senza persone e festanti nastri Si ricorda da bambino Mentre giocava con il trenino Ad un tratto cade a terra Si risveglia in una serra Una serra piena di fiori E vicino tanti cuori Sono quelli degli amici Che ha reso felici Lo destano dal sonno Gli donano un futuro Di amore duraturo.


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A PIEDI CON FRANCO SOLINA Luoghi, percorsi, angoli della nostra provincia da conoscere ed esplorare. Sono luoghi vicini e molto belli Una guida eccezionale è Franco Solina che conosce ogni angolo della nostra provincia. Per saperne di più collegati a Bresciaonline. Qui ti offriamo un esempio. MADDALENA: LA MONTAGNA DI CASA San Gottardo, metri 430; cascina Margherita, 561; Monte Maddalena, metri 874 Tempo previsto ore 1.30 (solo andata) Nella mappa delle mete escursionistiche "fuori porta", la Maddalena si è ritagliata nel tempo un posto di assoluto rilievo, tanto da guadagnarsi il simpatico e azzeccato appellativo di "montagna di casa". Questo è dovuto principalmente alle infinite peculiarità che la Maddalena ha in serbo per la sua, sempre più folta e composita schiera di appassionati frequentatori. Nei giorni sereni da lassù si gode un panorama eccezionale; a settentrione signoreggia il Guglielmo, a sera le Prealpi bergamasche con la Presolana; più in là appaiono le Alpi piemontesi con il Monte Rosa e a sud la pianura che si spinge fino a lambire la catena appenninica. Un suggestivo dipanarsi di ampi e luminosi scenari da godere in cambio

di salutari e non faticose camminate fattibilissime (oltre che ad essere a portata di mano) in una qualsiasi stagione dell'anno. Non meno suggestive sono le sue risorse naturali determinate soprattutto dai boschi che ricoprono fittamente gran parte dei suoi versanti. Il tutto è supportato da un'efficiente matassa itinerante, sentieri, stradine, viottoli, quasi tutti tabellati che consentono di percorrere in lungo e in largo il territorio senza particolari problemi.L'itinerario. Dal piazzale del capolinea del bus di San Gottardo si prende la stradina acciottolata che sale costeggiando inizialmente la cinta di una alberata proprietà e si continua mantenendosi sempre sul largo viottolo. Superata una breve salita si giunge ad una sbarra dove inizia il "percorso vita" lungo il quale sono stati collocati dal Comune una serie di attrezzi per effettuare specifici esercizi ginnici. Seguendo sempre la stradina il cui fondo ora è in terra battuta si giunge passo, passo alla cascina Margherita che sorge al margine di un grande prato, preceduta da una pozza e da alcuni vecchi castagni. Poco prima della pozza, proprio all'altezza di uno spiazzo, l'itinerario piega a destra e prende a salire lungo il sentiero (segnavia 5) che si snoda tra robinie e castagni. Superato il tratto di salita iniziale (fare attenzione quando e bagnato poichè il fondo diventa scivoloso) il percorso conti-

n u a quasi pianeggiante descrivendo un ampio giro che porta senza fatica " posa bresana" (metri 720); nei pressi della pozza (ora transennata) fanno bella mostra due monumentali e vetusti castagni un poco mal messi ma sempre possenti e straordinari. Appena oltre la pozza c'è un bivio; si continua lungo il ramo di destra che sale fino ad innestarsi sulla strada asfaltata proveniente da Muratello. Piegando ora a destra, in quattro passi si giunge al crocefisso del Gruppo Monte Maddalena (nei pressi c'è il ristorante Grillo) A questo punto, salendo a sinistra attraverso la pinetina, si giunge in breve all'ex rifugio del Monte Maddalena, mentre rimontando verso destra in pochi minuti si perviene alla chiesetta dedicata a Santa Maria Maddalena dal cui antistante terrazzo si domina la città. Volendo allungare ulteriormente la gita consigliamo inoltrarsi lungo la dorsale spartiacque che si prolunga verso nord-est, toccando in sequenza il Monte Denno e il Monte Salena oltre il quale il fianco del monte scende verso la sella di San Vito. Il percorso è molto distensivo e panoramico; si snoda lungo una pianeggiante stradina che corre ora sull'uno ora sull'altro versante del monte.


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RIFUGI ALPINI Val Camonica - Altopiano del Mortirolo - Case di Viso e Rifugio Bozzi - Isola e Lago d'Arno - Lago di Piccolo - Monte Aviolo - Passo di Mezzamalga - Valle di Braone - Valle di Salarno - Vedretta del Pisgana Val Trompia - Chiesetta di Sant'Onofrio - Concesio e Monte Palosso - Lumezzane, Conche e S.Giorgio - Lumezzane e Corno Sonclino - Santa Maria del Giogo - Vaghezza e Monte Ario - Villa Carcina

Val Sabbia - Altopiano di Cariadeghe - Carvanno e Monte Besum - Cecino in Degagna e Monte Zingla - Collio (Vobarno) e Monte Forametto - Gaver e Monte Listino - Manos e Carzen - Monte Castello di Gaino - Rifugio Nasego e Monte palo da Lodrino - S.Martino in Degagna e Ri fugio Pirlo

Garda e Valtenesi - Cascata del Prà di Lavino - Colli a nord di Salò - Conca di Dalco, sopra Limone - Maderno e Monte Pizzocolo - Oldesio - Rest e Monte Tombea - Sasso e Monte Comer - Sella dei Larici - Valle Tignalga Franciacorta e Sebino - Corna Trentapassi - Forcella di Sale (da Inzino) - Monte Isola - Monte Orfano - Rodengo Saiano Città e Hinterland - Maddalena - Maddalena e S. Eufemia - Monte Dragoncello

Campi di Lavoro

Molta gente viaggia per conoscere, per svagarsi o per scappare da qualcosa. Esistono varie forme del viaggiare: il villaggio turistico, il turismo responsabile, il viaggio solitario. Esistono poi persone che desiderano mettersi al servizio di comunità o persone per aiutarle a risolvere determinati problemi. Altri poi desiderano invece entrare in contatto con persone che spendono la propria vita per costruire un mondo migliore, ma contemporaneamente non amano i viaggi con molti spostamenti. Questi generi di persone sono quelli che di solito partono per i "campi". Prima di viaggiare bisognerebbe sempre chiedersi "perché viaggio?", ma con i campi di lavoro questa domanda diventa fondamentale. Chi è attratto solo dal basso costo che può avere l'ospitalità ma non ha intenzione di mettersi in gioco forse dovrebbe desistere in partenza dall'effettuare un campo. Chi invece desidera mettersi in gioco deve capire quale tipo di campo fa per lui. Già, perché esistono diversi tipo dei cosiddetti "campi di lavoro". Cos'è un "campo"? I campi di lavoro propriamente detti sono esperienze dove una persona mette a disposizione le proprie capacità professionali o anche semplicemente la propria mano d'opera per realizzare un progetto concreto. Può essere la costruzione di un edificio (scuola, ospedale, casa…), l'aiuto professionale in una di queste strutture, un progetto di recupero ambientale: non importa. La cosa importante del campo è comunque la parte lavorativa. La maggior parte di questo tipo di campi viene realizzata da Organizzazioni Non Governative o da associazioni, ma possono anche esserci dei privati che li realizzano o dei gruppi spontanei di persone che non hanno nessuna struttura giuridica. Chi parte per questo tipo di esperienza sa già prima di partire che una buona parte del tempo (60-70%) sarà destinato al raggiungimento di un obiettivo concreto.Molte organizzazioni però si sono rese conto con il tempo che molti dei progetti che ospitavano volontari non avevano più una vera e propria necessità di manodopera. Non esisteva un edificio da costruire o dei banchi da montare, bensì c'era la necessità di aiutare nell'animazione di una scuola o semplicemente si rimaneva a condividere la vita della comunità ospitante. Si è quindi cominciato a differenziare questo tipo di esperienza e a chiamarli campi di solidarietà (o campi di conoscenza). In questo caso quindi si vive sempre nella comunità o nel progetto, come per i campi di lavoro. Non esiste però un fine concreto e preciso da realizzare, ma spesso si è utili in tanti piccoli lavoretti. In pratica ci si rende utili e


14 si conosce la gente del posto cercando di non essere d'intralcio. Spesso si fa animazione con i bambini (magari per i due anni precedenti si sono fatti campi di lavoro per costruire una scuola…) o si collabora con gli operatori della ONG o dell'associazione che stanno sul posto a tempo pieno. Alcuni partono per le missioni. Non importa essere dei frati o delle suore per andare in missione, sono accettati sempre e volentieri anche laici. Sostanzialmente non sono differenti dai campi di lavoro o di solidarietà di cui si è già parlato. Va però ricordato che la dimensione spirituale non viene dimenticata e non può essere tralasciata. Questo non vuole dire che si passa il tempo a pregare: chi conosce i religiosi missionari sa benissimo che sono gente molto pragmatica e aperta. È però sempre da tenere in considerazione il rispetto per la religione e per le persone che sono lì presenti tutto l'anno. Altro tipo particolare sono i campi natura. Questi, a differenza dei campi di solidarietà, permettono a chi vi partecipa di approfondire la conoscenza non della comunità ma della natura circostante. Sono quindi campi dove viene prediletta la vita all'aria aperta, dove si effettuano escursioni nei parchi naturali. Una delle attività importanti in questi campi è però l'osservazione e l'aiuto nella conservazione di determinate specie. Può essere quindi la catalogazione delle tartarughe marine che stanno depositando le uova piuttosto che l'osservazione degli spostamenti di animali. Di solito questi campi sono organizzati da enti parco, da guardie forestali od ecologiche o da organizzazioni per la conservazione della natura. Quanto costa un campo? Va detto che nei campi di cui ho parlato si parte sempre dal pre-

LUNARFOLLIE supposto di farlo volontariamente e gratuitamente, quindi scordatevi di essere pagati. Il campo in alcuni casi é gratuito, nel senso che il vitto e l'alloggio sono offerti da chi ospita in cambio del lavoro che si va a prestare. Più spesso però è chiesto un contributo, soprattutto per i campi di solidarietà. Dato cioè che non si presta un lavoro vero e proprio è importante non andare a pesare sulla comunità o sul progetto ospitante. Il contributo va quindi a coprire il vitto e l'alloggio delle persone e varia molto da paese a paese, a seconda di quale sia il tenore di vita effettivo o di quali siano le caratteristiche dell'ospitalità. Possono poi essere compresi nel campo anche dei momenti più "turistici", come per esempio escursioni in città vicine. Anche queste cose ovviamente possono andare ad influire sul costo finale. In ogni caso poi va sempre ricordato che il viaggio (volo, treno o macchina) è indipendente. Ogni singolo partecipante deve cioè arrangiarsi nel trovare il modo di arrivare nel luogo dell'appuntamento e di tornare nel proprio paese. In alcuni casi, ma sono eccezioni, è l'ente che organizza anche lo spostamento. È quindi importante per chi parte pianificare anche il viaggio. Sia in termini di costo, per evitare che il biglietto sia troppo caro o che non sia disponibile, sia in termini di durata. Durante i campi solitamente si conoscono persone (del posto o di altre nazioni) che poi possono aiutare nel passare alcuni giorni di riposo o di turismo dopo il campo. È quindi un buon consiglio conservare sempre dei giorni dopo il campo prima del rientro così

da poter approfondire queste amicizie o anche solo per poter visitare la nazione o la regione. Quanto dura un campo? La durata di un campo è anch'essa molto variabile. Solitamente però dura dai 7 ai 15 giorni. Campi più brevi o più lunghi sono delle eccezioni e sono solitamente organizzati partendo da una base di volontari che già si conoscono e conoscono il progetto. Ovviamente non si calcola l'eventuale periodo che si vuole trascorrere dopo il campo o l'eventuale tempo di viaggio. Che lingua si parla nei campi di lavoro? Qui dipende molto dalla sede del campo e dall'organizzazione che lo gestisce, così come "dall'internazionalità" di quel campo. La lingua del paese dove si svolge il campo è sempre un punto di riferimento, soprattutto per i campi di solidarietà dove la conoscenza reciproca dei volontari e della gente del posto è uno degli obiettivi. Per chi conosce solo l'italiano ovviamente un campo in Italia dovrebbe quindi essere l'ideale. Se sulla carta è così di fatto però potrebbero sorgere dei problemi con gli altri partecipanti. Se cioè il campo ha una forte valenza internazionale e ci si trova in dieci con due statunitensi, un australiano, due tedeschi, due russi e un polacco e solo un altro connazionale è evidente che sia pura fortuna che si possa parlare italiano. Un'altra soluzione è partire con una organizzazione italiana. Solitamente in quel caso c'è sempre una persona che può aiutare nella traduzione e nella comprensione reciproca con la gente del posto. L'ideale però è conoscere, almeno superficialmente, una delle lingue parlate


LUNARFOLLIE maggiormente nel mondo e soprattutto scegliere un campo dove sia richiesta la conoscenza di quella lingua. Chi conosca un po' di francese, inglese, spagnolo o portoghese non avrà difficoltà a trovare un campo che faccia al suo caso. In ogni caso informarsi sempre e stare attenti a non sbagliare lingua! Quante persone ci sono in un campo di lavoro? Solitamente non tante. Per una comunità od un ente ospitante un gruppo di più di dieci persone nello stesso tempo può essere un problema da gestire. Solitamente i campi non superano questo numero, anche se ci sono delle eccezioni. Chi sono i partecipanti ai campi? Solitamente i partecipanti non si conoscono direttamente. Il gruppo si costituisce prima durante il corso e poi affina la conoscenza durante il campo. Se viene indicata la conoscenza di una lingua per il viaggio è importante conoscerla. Non credo vengano mai effettuati dei test, ma ci si potrebbe trovare in difficoltà e soprattutto si potrebbe mettere in difficoltà la riuscita dell'intero campo per problemi di comunicazione. L'età dei partecipanti è varia. Di solito vengono accettate persone maggiorenni, ma credo che esistano dei campi che accettano anche minorenni. A volte l'ente indica la fascia d'età richiesta. È importante che una persona conosca le proprie condizioni fisiche in relazione con quello che andrà a fare e all'ambiente dove si svolge il campo. Il voler strafare può essere un problema molto serio in certi contesti. Nei campi spesso ci sono varie persone del posto.

15 Quando si va all'estero attenzione che si avranno molti contatti con persone di un'altra cultura: buon senso e rispetto non vanno mai dimenticati. Persone che magari non vivono nel progetto ma sono venute a fare il campo proprio come voi. Quanto tempo prima bisogna iscriversi? In teoria il prima possibile, non

appena cioè si viene a conoscenza di quel determinato campo e che si ha la certezza di potervi andare. Dato che i gruppi di volontari sono solitamente abbastanza piccoli è facile che si riempiano in fretta i posti disponibili, quindi è meglio non indugiare. È importante però ricordare che un campo di lavoro richiede impegno nella preparazione sia per chi parte sia per l'ente o la comunità che ospitano. È quindi abbastanza consueto che un mese prima dell'inizio non vengano più accettati nuovi iscritti. Per molti campi è necessario effettuare un corso preparatorio realizzato dall'ente organizzatore. Questo corso può essere una semplice giornata formativa oppure una serie di incontri dove si arriva a capire meglio quale sarà il proprio compito. Nella maggior parte dei casi sono una condizione sine qua non alla partecipazione al campo.

Chi organizza i campi? Solitamente, come già detto in precedenza, sono ONG ed associazioni. Possono però anche essere enti pubblici o cooperative. In realtà quasi tutte le organizzazioni che hanno progetti di sviluppo organizzano dei campi di lavoro, anche se molto spesso non se ne viene a conoscenza perché vengono riempiti tramite la conoscenza diretta fra gli organizzatori ed i volontari.In linea generale va detto che la cosa migliore quando si partecipa ad un campo è che questo non sia un momento avulso dalla nostra vita quotidiana. La scelta di mettersi al servizio non deve essere qualcosa di diverso o di speciale che si fa per dieci giorni all'anno, ma dovrebbe riflettersi anche in una scelta di uno stile di vita coerente. Conoscere quindi l'ente prima della partenza (e non solo attraverso l'incontro preparatorio od il corso) o continuare a collaborare anche dopo il rientro sarebbero cose auspicabili in chi desidera intraprendere un campo. Una conoscenza diretta ed una collaborazione che dura da tempo sono due cose che possono aiutare a vivere il campo in maniera più completa e coinvolgente. La prima strada che una persona può praticare è di chiedere informazioni ad amici e parenti per scoprire se già nella sua zona esista una organizzazione che fa un


16 campo di lavoro come noi desideriamo. La seconda strada è di consultare una guida apposita. Ne esistono varie ed ogni Bottega del Mondo e le migliori librerie potranno procurarvene senza difficoltà. Forse la più completa ed aggiornata è "Vacanze Contromano", di Umberto Di Maria, edizione "Terre di Mezzo" (esce un'edizione nuova tutti gli anni in aprile/maggio). Qui vengono riportati i nomi e gli indirizzi delle differenti organizzazioni che realizzano campi, divise per tipologia. Si possono trovare esempi di campi, i luoghi di destinazione, cosa si andrà a fare e uno schema sommario di come è suddiviso il tempo, oltre a costi e date. Un'altra strada è consultare internet. Molte strutture hanno loro siti dove chiedere informazioni o addirittura per iscriversi. Molte piccole però non hanno un loro sito internet o non lo tengono aggiornato con regolarità. È quindi facile trovare delle informazioni imprecise o troppo vecchie, nonostante le attività siano ancora in pieno svolgimento. A volte poi sono indicati dei referenti che per un motivo o un altro non possono rispondere (magari perché sono al campo di lavoro…). Nel caso non si ottenga una risposta da una certa associazione conviene quindi telefonare direttamente o presentarsi presso la sede per instaurare un contatto diretto. Il campo di lavoro è un’esperienza di volontariato di breve periodo (di solito di durata tra i 10 e i 20 giorni) in cui vengono realizzate attività per sostenere servizi sociali e comunitari,

LUNARFOLLIE I Siti fondamentali sui Campi di Lavoro

progetti culturali, ambientali e di solidarietà. .Il numero dei partecipanti varia tra le 10 e le 20 persone e solitamente si tratta di giovani di età compresa tra 18 e 30 anni (alcuni campi accettano anche minorenni, da 16 anni in su). Qualsiasi intervento di solidarietà può essere alla base di un campo di lavoro: dalla ristrutturazione di centri sociali e culturali all’assistenza ai portatori di handicap; dalla realizzazione di attività d’animazione culturale per ragazzi alla protezione e alla pulizia delle aree verdi, delle spiagge e dei sentieri; dalla creazione di parchi giochi alle campagne di solidarietà con i paesi del sud del mondo. In media il lavoro occupa circa cinque ore al giorno; attività di animazione, escursioni, visite, incontri con la popolazione e con associazioni locali occupano il tempo residuo. Spesso i campi prevedono anche dei momenti di studio e formazione, dibattito ed approfondimento di argomenti strettamente legati al progetto. Per informazioni: Informagiovani

Associazione Italia-Nicaragua Questa organizzazione lavora prevalentemente con il Nicaragua e organizza diverse attività inclusi i campi di lavoro. Verificate la disponibilità cliccando su "Campi di Lavoro"in alto a destra del vostro schermo. Troverete tutti i dettagli sui campi e le modalità di partecipazione. http://www.itanica.org CISV Campi di lavoro estivi in Sud America. L’organizzazione lavora con i bambini nelle aree sub-urbane principalmente in Brasile e Argentina.I partecipanti prima della partenza partecipano ad un corso di preparazione. Inoltre vengono organizzati dei campi in Piemonte principalmente per giovani francesi. http://www.viaggisolidali.it Emmaus Italia Ogni anno questo gruppo organizza diversi campi per volontari che permettono ai giovani di partecipare ad attività di solidarietà. I gruppi formati da 20 - 25 persone portano avanti un’attività e condividono un’esperienza di solidarietà con l’ambiente che li circonda. E’ possibile iscriversi ai campi direttamente dal sito. http://www.emmauscuneo.it Giovani Insieme Onlus Associazione di giovani per i giovani nata nell'ottobre 1998 a Carignano vicino a Torino con lo scopo di tutelare, promuovere e valorizzare beni artistici, storici, architettonici, la natura e l'ambiente, attraverso la proposta di cantieri estivi di vacanzalavoro per giovani volontari di tutta Europa. Sito in multilingue. http://www.giovani-insieme.it


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Gruppo Yoda I campi di lavoro vengono chiamati "intercampi". Selezionate "prossimi intercampi"per trovare le attività disponibili. Per ricevere direttamente le informazioni nella vostra casella di posta elettronica compilate la scheda informativa e riceverete la newsletter. I campi vengono organizzati in Palestina e a Cuba. Potete dare uno sguardo anche alle attività passate. http://www.gruppoyoda.org/ pagine/intercampi.htm IBO Italia Associazione Italiana Soci Costruttori promuove e organizza campi di lavoro in Italia, Europa Centrale e Orientale più altri

17 paesi. Per ogni campo troverete la descrizione, il numero di posti disponibili e la possibilità di iscrizione online. Esistono inoltre delle opportunità per i gruppi. http://www.iboitalia.org/ campi.asp

palmente in Italia per italiani e stranieri. Informazioni dettagliati su ciascun campo inclusi i settori e le attività. Potete visitare la sezione relativa ai campi passati. http://www.manitese.it

IPSIA ACLI Promuove campi di volontariato internazionale nei Balcani da oltre 10 anni. I campi si svolgono nel periodo estivo (luglio e agosto) e hanno durata di due settimane in Bosnia, Kosovo e Albania, e di tre settimane in Brasile. Le attività sono rivolte a bambini e preadolescenti. http://www.terreliberta.org

Servizio Civile Internazionale - Italia Un campo di lavoro è un progetto di volontariato di breve durata da due a tre settimane aperto a tutti i giovani dai 18 anni. Se siete interessati a fare del volontariato nei campi di lavoro controllate le regole generali. Sulla destra della pagina potete scegliere il campo per settore. Selezionate "Modalità di Partecipazione" per avere tutti i dettagli sulla partecipazione. http://www.sci-italia.it/ sezioni/sezcll/maincll.html

Italia Nostra Italia Nostra, associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico artistico e dell'ambiente, organizza, nel periodo estivo, soggiorni di interesse naturalistico durante i quali i partecipanti vengono guidati e stimolati ad un rapporto cosciente, diretto ed attivo con l'ambiente. Alcuni di questi soggiorni sono rivolti a minorenni (10/18 anni). http://www.italianostra.org Mani Tese Organizza campi di lavoro princi-

Union Rempart Associazione per la tutela ambientale che organizza campi di lavoro volontario per la valorizzazione dei beni culturali e stage per la formazione di animatori dei campi in Francia. http://www.rempart.com WWF - Italia Organizzazione internazionale che offre campi avventura per ragazzi da 6 ai 14 anni e 1517 anni; campi natura per adulti e famiglie e campi di volontariato in Italia e all’estero. In ogni stagione e in ogni regione questi campi rappresentano un’alternativa alle vacanze tradizionali, offrendo la possibilità di scoprire la natura, conoscere diverse culture ed incontrare nuove persone con lo stesso interesse e sensibilità per l’ambiente. http://www.wwf.it


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ESTATE IN CITTA’ Non tutti sanno che la città offre numerose occasioni durante l’estate. Scoprirle, viverle è facile e ci arricchisce culturalmente, ci diverte, ci permette di incontrare persone nuove. Eccovi le nostre indicazioni “Estate in città” torna anche quest’anno con un cartellone straordinariamente ricco di spettacoli. L’Amministrazione Comunale di Brescia, in collaborazione con più soggetti che operano con professionalità nel campo dello spettacolo, coordinati da Fondazione Brescia Musei Ufficio Manifestazioni, propone una serie di appuntamenti di qualità in città. Ritorna la Festa Internazionale del Circo Contemporaneo con tutto il suo fascino nel luogo che l’ha vista nascere, il Parco Castelli, e in alcuni importanti spazi del centro storico, quali il Museo di Santa Giulia e poi Brescia con gusto, itinerario enogastronomico tra piazze, chiostri e cortili della città e Giu-

gno a San Giovanni, con concerti e spettacoli nella meravigliosa cornice dei Chiostri di San Giovanni Evangelista e della piazzetta antistante. Anche quest’anno il cinema con Cannes-Brescia, selezione di film del festival cinematografico di Cannes 2008, alla sua terza edizione, che vede la collaborazione del cinema Sociale con il Nuovo Eden per una proposta di grande prestigio e Oltre l’Immagine, raffinata rassegna che si tiene nel Chiostro della Chiesa di San Giovanni Evangelista. E poi la musica, Summer Festival e Musica in Piazza, con nomi di grande richiamo e prestigio internazionale che si esibiranno nelle piazze “salotto” della città, piazza Paolo VI e piazza Loggia, e il jazz con Jazz on the Road che ha trovato ormai la sua collocazione naturale nella splendida piazza Tebaldo Brusato con un programma,

come sempre, di altissimo livello; Le dieci giornate di Brescia, dieci giorni di grande musica, conferenze, concerti e incontri con gli artisti dal primo mattino a notte fonda; Z.T.S. - zone a traffico sonoro due appuntamenti con la musica elettronica e d’ambiente con gruppi internazionali; Chitarre d’estate numerosi appuntamenti tra cui un importante concerto di chitarra solista e orchestra e per finire la Banda Cittadina con i suoi tradizionali concerti. E ancora la Biennale Internazionale di fotografia con mostre in vari luoghi della città e poi le Visite al Castello e ai Musei. A settembre la Festa d’Europa con le città gemellate di Darmstadt, Logroño e Betlemme.


LUNARFOLLIE Un rilievo particolare assume infine Città in Festa, la mani fes t azi one real izz at a dall’Amministrazione Comunale, Assessorato Attività Produttive, Artigianato e Marketing Territoriale con Fondazione Brescia Musei Ufficio Manifestazioni in collaborazione con i pubblici esercizi, bar e i ristoranti della città e le loro associazioni di categoria. Numerosi gli eventi che permetteranno al pubblico bresciano di godere piacevoli serate sorseggiando un drink o cenando, ascoltando buona musica o assistendo a performance artistiche, negli angoli più suggestivi del centro cittadino.

Per saperne di più: Comune di Brescia - Assessorato Attività Produttive, Artigianato e Marketing Territoriale Fondazione Brescia Musei Ufficio Manifestazioni informazioni: Comune di Brescia Assessorato Attività Produttive, Artigianato e Marketing Territoriale Tel 030 2977514 - 030 2978876 Fax 030 2978892 ufficio PMU@comune.brescia.it Fondazione Brescia Musei Ufficio Manifestazioni Tel 030 2808247 Fax 030 46547

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Chissà perché nella scuola esistono classi e corsi che possono fruire di molte opportunità quali uscite, gite, scambi… e corsi a dire poco sfortunati, nessuna gita né scambi. Sarebbe come dire che esistono i fortunati e gli sfigati. Noi qui vogliamo parlare di questa categoria scolastica negletta. Gli sfigati sono una categoria sociale caratterizzata dal fatto di non avere insegnanti disponibili ad accompagnarli. Sono in genere ragazzi normali, anzi bravi, generosi ma nessuno riconosce loro tali meriti e pertanto si ritrovano messi da parte. Qualcuno si è accorto di loro e ha inventato la gita degli sfigati. La ricetta è estremamente semplice: metti insieme coloro che nel corso dell’anno non hanno fatto nessuna esperienza, decidi con loro dove andar: Pontedilegno? Cinque Terre? Decidi all’unanimità che un po’ di mare in maggio non può che fare bene, elimina ogni motivazione culturale che quasi sempre rappresenta un miserabile alibi del docente che vuole andare in un luogo che piace a lui e il gioco è fatto. Avrete capito che le famosissime Cinque Terre hanno raccolto l’unanimità dei consensi, anzi il consenso contro ogni logica matematica ha raggiunto il 200 per cento. Sì perché oltre agli sfigati esiste anche una categoria ancora peggiore, i super sfigati che non sono

entrati in questa partita. Non sono entrati perché sembra che in maggio tutti vadano a spasso e se trovare tre pulmann è stata un’ impresa, trovarne altri è stato impossibile. Tre pulmann quindi e 8 classi: tutto il corso B (il corso super sfigato) e il triennio N ( secondo in classifica). Dimenticavo di dirvi che l’organizzazione ha fatto capo al Progetto Giovani (chi non sa cos’è si informi)e a un docente un po’ pazzo che ha sfidato regole e logica pur di permetterci una meravigliosa esperienza che adesso vi racconto. Siamo partiti in 150 (otto classi) e 5 accompagnatori (qualcuno, come potete capire, valeva il doppio) in uno splendido mattino di maggio. Munito di un versatile megafono c’era il prof. Mattei, anche lui sfigato come noi. Partenza alle 7,30 e arrivo verso le 10.30 a sopra Manarola. Anche qui coerenza volle che non si facesse il primo tratto del sentiero delle Cinque Terre (Riomaggiore – Manarola), il famoso “Sentiero dell’amore” perché qualcuno


20 ha deciso che non si addiceva agli sfigati, anzi avrebbe portato addirittura male. Attacco quindi dallo splendido paese di Manarola e a metà costa tra la montagna e il mare (veramente stupendo) ci siamo sgranati in un serpentone lungo un kilometro verso Corniglia. Qui giunti attraverso una interminabile scalinata abbiamo fatto una breve sosta e poi via verso Vernazza. Quel fanatico del prof. Mattei ci ha fatto camminare ininterrottamente e inesorabilmente l’acido lattico è uscito dai nostri muscoli. Ci siamo letteralmente stramazzati a terra e abbiamo assaltato una gelateria che offriva rinfrescanti granite. Qualcuno, più coraggioso che furbo, ha anche improvvisato un bagno nel porticciolo invaso da turisti (si trattava di attempati e pimpanti tedeschi). Verso le 14.30 ci siamo accalcati su un trenino che in pochi minuti ci ha portato a Monterosso al mare. Qui è scoppiata la festa. Ci siamo letteralmente gettati in acqua (limpida e di un colore tipo vernel) e per un’ora abbondate ci siamo rinfrescati con il primo bagno della stagione e con una incontenibile voglia di giocare. Dopo il bagno ci siamo fatti un favoloso gelato ligure e poi via verso Brescia. Devo dire che è stata un’esperienza stupenda tanto che vorrei fare una proposta: perché non ripetere ogni anno una simile esperienza?

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NON E’ UN ADDIO

Sono trent’anni che insegno ed è ora di passare il testimone. Con 60 anni di età e 35 di contributi la legge consente di andare in pensione. Io ci vado pur amando il mio lavoro e pur vivendo un momento particolarmente felice. Ci vado principalmente per una motivazione, per mettere a disposizione di un giovane un posto di lavoro. Chi in questi anni ha lasciato il Lunardi lo ha fatto in sordina, in punta di piedi, quasi scappando. Perché? Non possiedo certo io la risposta ma intuisco che c’è qualcosa che non funziona se dopo decenni di lavoro non rimaniamo legati all’ambiente in cui l’abbiamo vissuto e non diamo testimonianza di un attaccamento direi anche “affettivo” alle persone e al lavoro svolto. Io me ne vado ma voglio testimoniare che la mia non è una fuga, non ho rimproveri da fare o qualcosa da cui fug-

gire ma solo motivo di profonda e sentita riconoscenza. In quasi trent’anni ininterrotti di insegnamento ho conosciuto e seguito centinaia di giovani che oggi sono padri e madri di famiglia, professionisti, gente impegnata nel volontariato, nel sociale. In qualche modo ho contribuito anch’io alla loro crescita e confesso che provo una profonda soddisfazione quando li vedo realizzare una vita intensa e serena, ricca di rapporti umani e capace di esprimere un reale servizio agli altri. Ho sempre voluto bene ai miei alunni, a quelli dotati e intelligenti che ho invitato a ringraziare il Signore per i doni ricevuti ma anche, e forse soprattutto, quelli che più hanno incontrato difficoltà perché la vita è stata con loro meno generosa. Ho voluto bene ai miei alunni e loro mi hanno dimostrato affetto e condivisione. Con loro ho dibattuto idee attinenti al senso della vita (e scusate se è poco) con loro ho condiviso momenti di festa e di gioia vivendo viaggi che hanno aperto nuovi orizzonti, ho cercato di venire incontro anche ai meno fortunati con la gita degli “sfigati”. Con loro ho vissuto 17 anni di stampa studentesca partecipando a


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21 messo di aggiungere che con l’attuale PresiCOMMIATO denza ho trovato gli ideali e le motivazioni per

tutti i Convegni che ci aprivano ad altre esperienze, con loro ho vissuto memorabili stagioni del Progetto Giovani. Per loro ho voluto il CIMP che rimane l’aula comune più bella e luminosa dell’Istituto. Devo molto ai miei alunni e vorrei ringraziarli uno a uno ovunque siano. In questi anni ho conosciuto, apprezzato e collaborato con centinaia di colleghi. Con alcuni ho vissuto avventure entusiasmanti di partecipazione tentando di innovare una scuola che rischiava di invecchiare. Abbiamo dato vita all’Annuario, al Progetto Ingresso nel biennio, al CIMP. Soprattutto però ci siamo sentiti e messi dalla parte della crescita degli studenti instaurando con loro un reale rapporto educativo. Molti di loro mi hanno preceduto nel pensionamento e alcuni, a me cari, sono già morti. Non posso dimenticare il personale non docente. Anche tra loro ho incontrato persone straordinarie, generose, competenti, capaci di andare oltre le norme e le lentezze della burocrazia. Ho sempre collaborato con tutti i Presidi che, per aspetti diversi, hanno determinato in senso positivo la storia del Lunardi. Mi sia per-

un rinnovato impegno nella “mia” scuola e sarebbe veramente un peccato e segno di irresponsabilità disperdere i semi gettati in quest’ultimo anno. Non insegnerò più quella strana non-materia che si chiama religione che ritengo oggi più che mai necessaria per coltivare orizzonti di senso nei ragazzi ma, come avrete capito, non fuggo dalla scuola, non vivo affatto questa fase della mia vita come liberazione ma come nostalgia di un tempo bello, abitato da tante persone, arricchente sul piano culturale, umano e perfino spirituale. A tanti, a tutti devo il mio grazie riconoscente. Forse a qualcuno devo anche le mie scuse per le conseguenze del mio carattere immediato fino talvolta all’eccesso. Dunque me ne vado ma resto. Non solo mi rivedrete ma ritengo che anche nella nuova stagione della mia vita sia possibile fare tante cose con voi e grazie a voi. L’avventura educativa, una volta iniziata, cambia forme ma non può finire. Avanti dunque… e che la forza sia con voi. Giuseppe Mattei

Per un’Insegnante che ha dato molto per noi studenti. Ora che la pensione è vicina, noi del Giornalino ci sentiamo in dovere di ringraziare il nostro “Guru”, il Prof. Mattei. Durante questi anni abbiamo avuto il piacere di lavorare con lui, che ha saputo distinguersi per il suo impegno, sempre rivolto alla comunicazione fra i giovani. Disponibile ad ascoltare i nostri problemi, sempre pronto a dare un consiglio, impegnato in mille iniziative, inoltre, è stato un buon “compagno di viaggio”. Per tutto questo vogliamo augurargli Buon Cammino, per lui inizia un nuovo tipo di avventura, senza di noi, ma che sicuramente lo vedrà impegnato al massimo. Prof., si chiama pensione, si rilassi e si goda il “tempo libero”. Si ricordi di noi, i ragazzi del Lunarfollie


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BARCELLONA CAMPIONE DI SPAGNA E D’EUROPA!! NEL BASKET D’OLTREOCEANO TREMANO I CAVS, LAKERS (QUASI) OK! Ciao ragazzi!Questo è l’ultimo numero dell’anno e inevitabilmente darò grande spazio alla finale di Roma,ma parlerò comunque anche di NBA. Si è conclusa nel migliore dei modi la stagione del Barça e del suo allenatore “Pep” Guardiola,che,con la vittoria della Champions, ha realizzato il magico “triplete”tanto acclamato dai tifosi,e cioè la conquista nello stesso anno di Liga,Copa del Rey e appunto Champions League. L’ incontro è stato veramente avvincente, anche se non eccessivamente spettacolare e giocato su ritmi abbastanza bassi. Sono stati novanta minuti in cui hanno prevalso le migliori geometrie e la maggiore classe dei Blaugrana,che,tolta la prima mezz’ora,ha sempre tenuto il pallino del gioco,con i soli Cristiano Ronaldo e,nel secondo tempo Tevez a cercare di impensierire Victor Valdes. Troppi giocatori sotto tono per i Red Devils,con Rooney mai in partita,Park incapace di saltare l’uomo e Anderson che ha pensato bene di non curarsi mai di marcare Iniesta,che secondo molti,è stato il giocatore fondamentale per la vittoria finale. Un Iniesta padrone dalla metà campo in su,abile ad accelerare o ritardare il gioco a seconda delle situazione,capace di servire sempre i compagni con lanci millimetrici o passaggi di prima intenzione,fenomenale

nell’assist per il primo gol di Eto’o,che,dopo soli 10 minuti dal fischio d’inizio, con un colpo di fioretto è riuscito a battere Van der Sar dopo uno splendido dribbling su un inguardabile Vidic. Il secondo gol invece è di Messi,paradossalmente di testa,su perfetto cross di Xavi,che,con questa realizzazione,diventa il primo candidato per Pallone d’Oro e Fifa World Player 2009. Alla squadra di Guardiola(alla prima esperienza da allenatore) adesso mancano Supercoppa Europea e Mondiale per Club,per cercare di centrare una storica cinquina. Chiudiamo la pagina delle coppe,e apriamo quella dei campionati,che sono stati assegnati in tutta Europa: la Serie A all’Inter,la Liga al Barça,la Ligue One al Bordeaux,la BundensLiga al Wolfsburg (primo titolo della storia),l’Eredivisie all’AZ Alkmaar e la Premiership al Manchester. Parliamo ora di NBA:le finali di Conference stanno portando molte sorprese nel quadro generale dei Playoffs,soprattutto a Est,dove i superfavoriti Cleveland Cavaliers di LeBron James sono sotto 3-1 nella se-

rie con gli Orlando Magic,che grazie a stupende prove corali stanno abbattendo la resistenza della squadra allenata da Mike Brown. Ad Ovest invece la situazione è leggermente più tranquilla per i Los Angeles Lakers di Kobe Bryant,che sono sul 2-2 contro i Denver Nuggets di Carmelo Anthony,ma con il vantaggio del fattore campo. Vedendo come si sta delineando la griglia per la finale assoluta,sembra che neanche quest’anno potremo assistere alla supersfida fra Kobe e LeBron per la conquista dell’anello,cosa che nuocerebbe gravemente all’autostima di quest’ultimo,fresco di nomina di MVP della Regular Season. Con il quadro del basket americano concludo il mio ultimo articolo,sperando di avervi intrattenuti piacevolmente, e sperando che qualcuno l’anno prossimo possa continuare a scrivere sullo sport,dato che io uscirò (o dovrei uscire) dal Lunardi. Quindi,buone vacanze e buon divertimento a tutti!!!!!!!!!!!!Ciao!!! GRIMMY 5^C


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BIBLIOTECA

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PERCHE’ DEVONO PAGARE GLI ALUNNI?

Negli ultimi mesi la biblioteca ha funzionato poco e male. Era spesso chiusa e non poche volte anche il servizio alla normale attività didattica ne ha risentito. Ora apprendiamo di un’azione di forza della Commissione che dal primo giugno chiuderà definitivamente la biblioteca. Sicuramente le motivazioni addotte per tale scelta sono serie e vanno capite e rispettate, chi svolge un servizio ha dei diritti sacrosanti che certamente noi non neghiamo. Noi di Lunarfollie abbiamo sempre collaborato con la Biblioteca e pertanto il nostro appello nasce dalla stima e dall’apprezzamento Il problema che vogliamo sollevare è però un altro. L’estate è il periodo dell’anno in cui si legge di più. Alcuni di noi leggono solo d’estate perché non hanno tempo durante l’anno. Siamo in un periodo di crisi e non possiamo permetterci di comperare libri. Il fatto che la biblioteca sia chiusa e non faccia prestiti crea pertanto un forte disagio e nega a noi l’accesso alla cultura di cui abbiamo diritto. Chiudere la biblioteca, soprattutto in una scuola, è una sconfitta per tutti perché è nega-

re accesso al sapere, alla gioia del leggere, alla volontà di scoprire nuovi mondi. Chi si assume tale responsabilità deve essere profondamente consapevole di quello che fa Vogliamo pertanto lanciare con forza anche il nostro appello. Riapriamo la biblioteca e permettiamo i prestiti estivi. Ci rivolgiamo anzitutto al Preside che dovrebbe governare la scuola secondo la regola del bene comune, ci rivolgiamo alla Commissione che in questi anni ha dato vita a un servizio puntuale ed efficiente, arricchito da numerose iniziative che ci hanno fatto scoprire nuovi orizzonti. Se volete ci rendiamo disponibili e mettiamo volontariamente a disposizione il nostro tempo per riattivare il servizio. Basta che abbiate un po’ di fiducia in noi alunni e ci diciate quali sono le procedure fondamentali e noi saremo ben contenti di tenere aperta la biblioteca per la scuola e di assicurare questo importante servizio a tutto il Lunardi. La Redazione Niente come la lettura di un libro, nell'apparente quiete e nel silenzio può dischiudere in modo imprevedibile la vista di nuovi orizzonti di vita. (T. De Mauro) Una cattiva critica è meglio che niente... non ti pare? (A. Cechov, lettera al fratello maggiore Aleksandr) Alcuni libri devono essere assaggiati, altri trangugiati, e alcuni, rari, masticati e digeriti. (F. Bacone) Trarrai grande vantaggio dalla lettura, a condizione che tu metta in pratica quanto vai leggendo. (San Bernardo (?), Liber de modo bene vivendi. Ad sororem)


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UDITE… UDITE… UDITE…!!! IL CONSIGLIO DELL’ISTITUTO “LUNARDI”, RIUNITO PER LO SCRUTINIO, PRESENTI IL PRESIDE E TUTTI I DOCENTI…, HA DECRETATO DI SOSPENDERE IL GIUDIZIO DI BEPPE MATTEI E DI RINVIARLO A SETTEMBRE!!! Caro Beppe, sì, lo sappiamo che, per te che credevi di “sgattaiolare alla chetichella” dalla vita del Lunardi e di “Lunarfollie”, è, questa, una notizia poco lusinghiera, ma a noi dona, invece, la gioia, se ce lo consenti, della legittima ricompensa per un desiderio di continuità che, sapientemente, anche attraverso un penetrante silenzio, hai saputo alimentare. Sì, Beppe, che tu lo voglia o no, sarai “rinviato” a Settembre perché i grandi della storia di una comunità non possono lasciare le opere, a cui hanno dato importante contributo di idee e di ideali, incompiute. E nessuno può sapere meglio di te come l’opera educativa, fatta di paziente tessitura di relazioni e di comunicazione, non abbia mai fine: soprattutto se pensiamo, come spesso ci hai ricordato, che oggi viviamo in una “società complessa”. Perciò la tua lucida e penetrante coscienza della realtà che ti ha portato a considerare che “non si può fermare la primavera negli anni” e dire, a te stesso e a noi, come ‘Ntoni nei Malavoglia, “ora devo andare…”, questa stessa coscienza ti farà osservare che abbiamo avuto ragione a dirti “arrivederci a settembre”. Sì, ci rivedremo a settembre perché i ragazzi della redazione di “Lunarfollie” ci hanno detto che hanno sì capito che opera essenziale della scuola è “Comprendere il mondo” ma stanno ancora arrovellandosi il cervello su un dubbio: per conservarlo o per cambiarlo? Sai bene che non è una domanda da poco e che solo un percorso formativo integrativo può aiutare a sciogliere il nodo. Perciò dai: dicono che questa sarà “l’estate dei funghi” e per te che ami raccoglierli, sarà particolarmente piacevole e rilassante trovarne a… tonnellate!!! Il problema, invece, sarà nostro che, come sai, per non darti un dispiacere, saremo “costretti” a sacrificarci: ti assicuriamo, però, che lo faremo con tutto il cuore. E non dire che non ti basta!!! No, no, hai ragione, non ti basta: perché, infatti, tarpare le ali alla tua volontà di “volare alto” come “Il gabbiano Jhonatan? Sarebbe, questo, un torto, che noi non potremmo mai sognare di farti: no, non siamo aridi come tanti per i quali “la riconoscenza è un fiore che non fiorisce”. Perciò ti aiuteremo nella continuazione dell’opera di scavo in profondità per leggere la vita nei suoi aspetti di laicità e nelle sue diverse dimensioni spirituali e religiose: una vita che guarda alla cittadinanza con ottiche planetarie, che crede in uomini e donne liberi e con uguali diritti, che valorizza la dimensione etica della persona come strumento di convivenza civile e di significato esistenziale, che considera la conoscenza e la cultura come strumenti imprescindibili di sviluppo sociale e personale, che crede nel compito della scuola di formare menti e coscienze, soggetti partecipi, critici e interattivi… E se anche adesso ci dici che non ti basta… ti rispondiamo: “aggiungi tutto quello che vuoi” ma sappi che non potrai sottrarti al “GIUDIZIO SOSPESO”: perciò che tu lo voglia o no a settembre ti aspetteremo con il tuo TRENO DI FUNGHI ma pieno anche di nuova linfa vitale: “rinnovellato di novella fronda, puro e disposto a salire alle stelle”. Bello Dante, vero? Certo di interpretare il sentimento di tutti ci congediamo con un Giacinto Rinaldi

ARRIVEDERCI!!!


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