Anno 22 Numero 3
Buongiorno a tutti: questo è l’ultimo numero del Lunarfollie del 2014 dedicato ai diritti umani, civili e politici e alle lotte che i popoli hanno fatto e faranno per ottenerli. Mentre stavamo lavorando a questo argomento, in un lontano paese africano più di 200 bambine sono state prelevate dal collegio che frequentavano e rapite da un gruppo terroristico che ha intenzione di usarle per ricattare il governo o per altri scopi che non vogliamo nemmeno immaginare. Due anni fa in Puglia un povero idiota in lite con il fisco italiano pensò bene di far esplodere un ordigno davanti ad una scuola provocando la morte di una studentessa sedicenne e il ferimento gravissimo di altre. Sembra che le scuole siano nel
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mirino di chi, animato da rabbia incontrollabile o dalle peggiori intenzioni possibili voglia commettere un’azione eclatante in modo che il mondo si accorga di lui/loro e possa assurgere almeno per un fatidico quarto d’ora agli onori della cronaca e chissenefrega se bambine innocenti ne faranno le spese. Da tutto il mondo si è levato un coro di protesta che invoca a gran voce il ritorno a casa di queste bambine: la stessa Michelle Obama ha sostituito il marito nel tradizionale discorso televisivo alla nazione reggendo in mano il cartello #bringbackourgirls, in Italia varie trasmissioni televisive hanno condiviso l’iniziativa e ora anche alcuni comuni stanno esponendo in queste ore
Giugno 2014
striscioni recanti lo stesso slogan. Noi vogliamo dire NO alla violenza, ai ricatti, alla vigliaccheria di chi approfitta degli inermi per i propri scopi, non è vero che il fine giustifica i mezzi, certi mezzi rendono escremento qualsiasi giusta rivendicazione La Redazione IN QUESTO NUMERO: Diritti Umani pag. 2 India: diritti negati... pag. 3 La Primavera araba pag. 4 Pussy Riot pag. 5 Ucraina pag. 6 Rivoluzioni alternative: le rivoluzioni colorate pag. 10 Diritto alla speranza pag. 11 OroscopoEstate pag. 12
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I DIRITTI UMANI Dice Roberto Fantini: “I diritti umani hanno una lunga storia. In un certo senso, la loro storia coincide con la storia del pensiero dell’uomo e, nello stesso tempo, con quella dei suoi innumerevoli errori. Una lunga strada composta da mille e mille sentieri che si intrecciano, che si allontanano, che si sovrappongono. Sentieri a loro volta tortuosi, come il letto di un corso d’acqua che, scendendo a valle, da rivolo si fa ruscello e, fra gole, rapide ed anse, lentamente, ma travolgentemente, si fa fiume.”. Ancora oggi, nel XXI secolo, dobbiamo assistere a innumerevoli lotte per i diritti umani, in ogni parte del mondo, e molto spesso sono lotte senza risultati. Senza risultati perché, il più delle volte, i governi hanno dei paraocchi che gli impediscono di vedere ciò che il paese cerca di fare per
REDAZIONE Floreana Bancu Marta Benerini Caterina Bertaggia Sara Ghanami Erika Maifrini Laura Maloku Rakeb Tosio Erika Zini
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Direttore responsabile: prof.ssa Marina Raggi Vice Direttore prof. Mauro Toninelli
riacquisire quei diritti che, chissà per quale strano motivo, gli sono stati tolti. Scioperi, proteste, organizzazioni, raduni in piazza, sono tutti metodi di “battaglia” per farsi sentire. E nonostante ciò, è sempre più difficile ottenere esiti positivi da queste lotte. Ora mi chiedo: è così scandaloso questo mondo? Così malvagio da non voler lasciare alla gente ciò che gli spetta? Purtroppo la risposta esisterebbe, e sarebbe un “sì” fatto e finito.
Nel dicembre scorso, è venuto a mancare il più grande lottatore per i diritti umani, Nelson Mandela, che rappresentò un esempio per milioni di persone nel mondo. C’è da dire poi che mancano persone come lui al giorno d’oggi, che si facciano forza e si convincano dell’importanza di queste cose, che soprattutto abbiano una convinzione tale da riuscire a coinvolgere le persone per lottare… tutti insieme. Già, insieme. È la parola chiave di tutto ciò, perché come dice un vecchio proverbio, l’unione fa la forza, e basterebbe davvero poco per riuscire a rendere efficaci queste lotte. Erika Maifrini 5 E
Composizione e stampa a cura di Lino Martinazzoli
Lunarfollie viene pensato, prodotto, stampato e distribuito presso il CIMP dell’ IIS “A. LUNARDI” via Riccobelli, 47 Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 Email: lunarfollie@lunardi.bs.it
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Il ruolo sociale e civile delle donne in India è stato soggetto a molti cambiamenti nel corso della storia. Da una quasi totale pari dignità con gli uomini nei tempi antichi si è passati attraverso i punti più bassi nel periodo medioevale. Nell'India moderna le donne sono riuscite a coprire anche cariche istituzionali importanti, tra cui quelle di Presidente delle Repubblica o Primo Ministro. Tuttavia, ancor oggi le donne continuano in tutto il Paese a subire violenze sessuali, sfregi con l'acido, uccisioni per accaparrasi la dote; molte giovani donne vengono costrette a prostituirsi da trafficanti e sfruttatori. I dati della polizia indiana mostrano un'alta incidenza di crimini commessi contro la componente femminile . Le statistiche dichiarano dal 1998 il tasso di crimini contro le donne sarebbe cresciuto tanto da superare il tasso di crescita della popolazione totale. Mentre precedentemente alcuni crimini non venivano neanche segnalati alla polizia. Uno dei casi recenti sulla violenza sulle donne è quello della ragazza di appena 23 anni, picchiata e stuprata da un gruppo di uomini su un bus, e 2 settimane dopo lo
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stupro di gruppo è successa la stessa cosa ad una ragazza di 29 anni. Un'altra storia importante è quella di Shanta Marry, una donna Dalit, la casta più bassa (quella degli intoccabili). Shanta è stata cacciata dalla sua casa in cui viveva con la sua famiglia dalle guardie pagate dalla Maverick Holdings, che ha acquisito quel terreno non si sa come per costruirci un centro commerciale.
Ragazza madre e sola a proteggere se stessa e la sua bambina la donna ha deciso di battersi e ha organizzato una vera e propria resistenza con le altre compagne evacuate. Oltre a questo ha esposto una denuncia alla polizia. Per tutta risposta hanno prelevato sua figlia da scuola e per farla rilasciare l'hanno costretta a ritirare la denuncia. Poiché non si è arresa sono tornati di notte mascherati per picchiarla. Stavano per ammazzarla di botte ma fortunatamente si è salvata richiamando l'attenzione dei vi-
cini. Gli aggressori se ne sono andati, non si sa per quanto. Ma le proteste di donne come lei sono riuscite intanto a fermare i lavori per il centro commerciale. Il sondaggio globale dimostra che l'India è uno dei Paesi più pericoloso al mondo per le donne in cui vivere. Le donne appartenenti a qualsiasi classe sociale, casta, credo o religione possono trovarsi ad essere vittime di qualunque forma di violenza. Altra usanza che fa preoccupare è quella del matrimonio forzato tra bambini, anche se è stato messa fuori legge nel 1860 è ancora una pratica comunemente usata. Secondo l'UNICEF il 47% delle giovani donne tra i 20-24 anni si sono sposate prima di aver raggiunto l'età legale dei 18 anni e nelle zone rurali sale al 56%. La relazione ha dimostrato che inoltre il ben 40% di tutti i matrimoni tra i bambini nel mondo si verificano in India. Per aiutare le donne in India si cerca di condividere con i giovani il messaggio dell'uguaglianza nelle scuole; oltre a questo si cerca di aiutarle anche professionalmente attraverso varie organizzazioni che credono nella parità dei sessi. Bancu Floriana 5 O
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Per “primavera araba” si intende quell'insieme di proteste e rivolte che hanno portato uno sconvolgimento nel mondo arabo. Essa ha avuto inizio in Tunisia il 17 dicembre 2010, a Tunisi, quando il venditore ambulante Mohamed Bouazizi si diede fuoco per ribellarsi contro la polizia che aveva sequestrato la sua merce. Un gesto folle innescò una serie di rivolte popolari e giovanili, che chiedevano le dimissioni del corrotto Ben Ali, he in trent’anni di potere non aveva fatto nulla per migliorare le condizioni del suo popolo. Alla cosiddetta “rivoluzione dei gelosomini (espressione coniata dalla stampa occidentale, come analogia alle rivoluzioni nei ex paesi sovietici, ma non molto amata dai protagonisti stessi della rivolta, che che la consideravano d’impatto riduttivo e semplicistico in confront alla situazione drammatica nel paese), che costrinse il rais Ben Ali a fuggire in Arabia Saudita, seguirono altre rivolte: in Egitto, Libia, Bahrein, Yemen, Marocco, Algeria, Giordania e Siria. Essenzialmente sono tutte scaturite dalla delusione dei giovani, sia cristiani che musulmani, stanchi della mancanza di lavoro, della ristrettezza o dell'inesistenza della democrazia. In Egitto come anche in Bahrein e in altri stati, poco meno della metà della popolazione è analfabeta, molti vivono al di sotto della soglia della povertà,
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con un dollaro al giorno... In Siria regna un grande clima di insicurezza, in cui tutti sospettano di tutti. La corruzione dilaga, i priviligiati rimangono tali e gli emarginati anche. La gente si stufò, era esasperata. Nelle manifestazioni, i giovani erano uniti, non utilizzarono nessuno slogan antiamericano e anti-israeliano, non avevano, tuttavia un organizzazione o un programma politico, ma tutto era spontaneo, pacifico, anche se non mancavano gli episodi di violenza. Tutto ciò che chiedevano era un cambiamento, più giustizia, più libertà, più garanzie, più certezze. Volevano solo una nazione migliore. Alcuni paesi, quali il Marocco e lo Yemen, ottennero dei cambiamenti senza l'allontanamento del capo del governo, ma attuando riforme; altri come l'Egitto e la Libia riuscirono ad allontanarlo o addirittura ad eliminarlo, ma tuttavia sono
ancora in stato di instabilità e conflitto; altri, come la Siria, hanno intrapreso la strada della guerra civile che vede la morte di centinaia di cittadini ogni giorno e il combattimento tra l'esercito di un regime spietato e pattuglie di guerriglieri ribelli. Ora, gli ultimi anni sono stati per il mondo arabo, gli anni del risveglio, come in primavera si risvegliano gli uccelli e le piante, dopo un lungo inverno. Era giunto il momento di riprendersi, anche a costo della vita, la dignità nazionale di fronte a governi che non hanno conosciuto altro che la corruzione e che non hanno saputo offrire al loro popolo altro se non strazio e miseria, che con il tempo si accumularono fino a trasformarsi in indignazione, in volontà di dire “Basta”. Sara Ghanami 5 E
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Le Pussy Riot sono un collettivo punk rock russo femminista e sono attivamente impegnate politicamente sotto un rigoroso anonimato. Il gruppo è attivo a Mosca che ne fanno un loro palcoscenico per organizzare flash mob e provocazioni alle istituzioni politiche. Durante una celebrazione religiosa, nella più importante cattedrale ortodossa orientale, 3 membri delle Pussy Riot hanno suonato un loro brano dove chiedono alla vergine Maria di cacciare Putin dal governo. Tra il 3 marzo e il 16, Maria Alyokhina, Nadezhda Tolokonnikova e Ekaterina Samutsevitch vengono arrestate dalle autorità russe accusate di teppismo. Sono attiviste di Greenpeace e con un passato antipolitico nel gruppo di Street Art Voina. Il 30 luglio inizia il processo contro le tre attiviste accusate di “teppismo premeditato realizzato da un gruppo organizzato di persone motivate da odio o ostilità verso la religione o un gruppo sociale”, in questo caso cristiani ortodos-
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si. Durante il processo, davanti al tribunale, ci fu una manifestazione Pro-Riot che provocò l'arresto di 100 manifestanti tra cui il leader del fronte della sinistra Serghei Udaltsov. A fine processo il giudice dichiarerà colpevoli le tre imputate con una condanna a due anni di reclusione. Il 19 ottobre Yekaterina Samutsevitch, attivista Pussy Riot, presentò un reclamo presso la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, affermando che i suoi diritti sono stati violati durante i sei mesi di custodia cautelare. In alcuni casi non avrebbe ricevuto pasti e le sarebbe stato impedito di dormire. Nadezhda e Maria sconteranno la pena in pesantissimi campi di lavoro. Il 19 dicembre 2013 viene approvata all'unanimità dalla Duma, nonostante la contrarietà di Vladimir Putin, l'amnistia per Maria Alyokhina e Nadezhda Tolokonnikova. Questo, per il 20° anniversario della Costituzione russa che ha permesso la scarcerazione di altre 25
mila persone in tutta la nazione. Il pensiero statunitense si è espresso negativamente sulla sentenza, definendo "sproporzionata" la condanna. Anche il governo francese ha dichiarato il suo disaccordo. In ogni caso, al gruppo delle Pussy Riot è stato evidentemente tolto il diritto di esprimere una propria opinione, seppur in maniera un po’ plateale, sulle vicende politiche del proprio paese. La Russia ha mostrato nei loro confronti un trattamento oppressivo ed esagerato, considerando un reato l’espressione della propria idea. Putin è un dittatore? Qualcuno lo sostiene. La censura e l’omogeneità del pensiero che impone nel suo governo sono chiari segnali della sua tipologia di governo. Il caso del gruppo punk femminista dovrebbe insegnare, mostrare cosa evitare per un futuro migliore: un mondo dove si è liberi di esprimere la propria opinione, dove le diverse scuole di pensiero andrebbero viste come arricchimento personale e non come ostacolo alla propria idea, un mondo dove le soluzioni sono discusse collettivamente e non imposte da una sola persona. Un’utopia, forse, mai realizzabile. Noi continuiamo a sperare e a credere che ciò sia possibile. Erika Zini 5 O
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Alzi la mano chi ha capito qualcosa di ciò che sta accadendo in Ucraina... Dalle notizie che ci pervengono dal telegiornale la situazione sembra molto grave (si parla di guerra civile) ma allo stesso tempo troppo difficile da comprendere. Forse è per questo che, soprattutto tra gli studenti, si preferisce fare un'analisi veloce e a dir poco superficiale. Ma cosa sta accadendo davvero in Ucraina? Che cosa vogliono i manifestanti? Quali sono gli interessi degli altri Paesi riguardo questa vicenda? Per trovare una risposta a que-
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ste domande ci siamo rivolte a un'alunna del Lunardi nata in Ucraina (e interessata a ciò che sta accadendo) che si è dimostrata molto disponibile a raccontarci la sua visione dei fatti. Chi meglio di lei poteva aiutarci?! Com'è iniziata questa situazione ? Allora la situazione è iniziata con la mancata sottoscrizione dell'accordo tra l'UE e l'Ucraina. Dopo che il presidente ha promosso la campagna per la sottoscrizione durante tutto il 2013, quando si è giunti al punto di firmarlo non lo fece. Il motivo principale di ciò è
stato l'intervento della Russia, probabilmente impaurita di perdere il controllo sull'Ucraina. Inoltre la Russia voleva creare una sorta di "unione economica" tra i paesi dell'est di cui l'Ucraina sarebbe stata un paese essenziale. Questo ha scatenato le manifestazioni nelle piazze. Un giornalista ucraino, tramite i social network, ha invitato il popolo ucraino a scendere in piazza a manifestare contro la corruzione e il mal governo. Così iniziò tutto. Qual’è
la linea di pensiero che prevale tra i cittadini in ucraina ?
LUNARFOLLIE Durante la rivoluzione l'opinione pubblica era molto manipolata, sia dal governo tramite i mezzi di comunicazione, ma anche dall'opposizione stessa che cercava di manipolare l'opinione del popolo in piazza. Una cosa certa è che il 99% delle persone voleva le dimissioni dell'ex presidente Viktor Yanukovich e il cambio del governo. La gente che manifestava era stufa della loro vita all'interno di un sistema che ormai era diventato come un regime. La povertà, la corruzione erano talmente un fenomeno ricorrente che si è arrivati al punto in cui qualche svolta era inevitabile.
Bisogna inoltre dire che molti canali russi hanno diffuso il mito dei fascisti e dei "banderovzi", i cosiddetti seguaci di Stepan Bandera, un nazionalista estremista vissuto nella prima metà del '900 in Ucraina. La televisione parla di attacchi da parte di questi e di omicidi e maltrattamenti delle persone di madrelingua russa. L'estremismo ovviamente non è assente, d'altronde come in tutti i
7 paesi, ma rappresenta lo 0,001% della popolazione totale. Cosa pensano e cosa fanno i giovani a riguardo di tutto ciò che sta succedendo ? Anche all'interno dei giovani ci sono molte divergenze per quanto riguarda l'opinione. Molti manifestano e vogliono cambiamenti. Altri semplicemente insultano i manifestanti definendoli appunto "fascisti" e "ignoranti". Molti sono convinti che tutto ciò che sta succedendo è stato causato dagli Stati Uniti e vogliono che l'Ucraina si allei con la Russia. Alcuni addirittura dicono che l'Ucraina sarebbe dovuta rimanere nell'URSS. Come mai, secondo te, questo fatto non è reso così noto al mondo come invece lo è stata ad esempio la primavera araba? Penso che ogni fatto importante è noto per coloro che leggono e si informano su ciò che accade nel mondo. Basta aprire un giornale o una rivista come l'Internazionale e ogni settimana si trovano notizie sugli
avvenimenti. Anche i telegiornali seguono abbastanza bene la situazione. Poi insomma abbiamo tutti un computer, basta scrivere nella barra di ricerca Ucraina notizie e leggersi qualche articolo. Quindi penso che questo sia solo un problema delle persone disinteressate a ciò che accade e non alla mancanza di comunicazione dei fatti. La stessa cosa riguarda la rivoluzione in Venezuela, ancora meno conosciuta di quella dell'Ucraina. Quali sono ora le richieste del popolo ucraino, e cosa potrebbe far cessare le ostilità ? La situazione ora si è complicata molto. Si è formato un governo nuovo, ma non riesce a dare completamente una svolta al paese. Il 26 maggio ci saranno le elezioni del nuovo presidente e penso che i veri cambiamenti si vedranno da quella data. Per ora ci sono molti problemi per quanto riguarda la Crimea e la sua autodeterminazione ritenuta anticostituzionale dal popolo ucraino. Come vedete la partecipazione dei vari stati che cercano di mediare il conflitto? confidate nel loro aiuto, o preferireste risolvere il tutto da soli? Risolvere tutto da soli è quasi impossibile. Un aiuto ovviamente sarebbe essenziale, ma finora di aiuti concreti non ce ne sono stati molti, eccetto le sanzioni a molti politici. L'opinione che si è creata tra il popolo è che l'Europa "parla parla, ma poi non fa niente", e la stessa cosa vale per gli USA. Il popolo chiede aiuti concreti e fatti precisi.
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Vuoi concludere con un tuo pensiero a riguardo di tutta questa situazione ? Ritengo che tutta questa situazione è una conseguenza dei complessi giochi politici creatisi negli ultimi anni all'interno del nostro Stato e della Federazione Russa. Per me la libertà di un popolo è sempre al primo posto e io sono dalla parte di coloro che combattono per la libertà e per avere una vita migliore. Ci sono situazioni in cui bisogna ripartire da 0 per riuscire a raggiungere il 100 e questo è il caso dell'Ucraina. Per quanto riguarda la Crimea invece penso che il referendum sia stato truccato, ma non importa. L'annessione della Crimea alla Russia sarebbe stata inevitabile, se non ora probabilmente tra qualche anno. Mi dispiace per le famiglie ucraine e per i tatari che ora si trovano in un certo senso obbligati a diventare russi contro la loro volontà. Spero solo che questi ultimi avvenimenti non scatenino una guerra.
Alcuni chiarimenti:
La popolazione di questo paese è composta in gran parte da ucraini che vivono soprattutto nella parte occidentale del paese, mentre in alcune grandi città dell’est e del sud sono predominanti i russi (per esempio in Crimea). L’Ucraina proclamò la propria indipendenza dall’Unione Sovietica nell’agosto 1991 ma il passaggio alla democrazia fu molto difficile a causa di diverse ragioni come la varietà
dei gruppi etinci e linguistici che abitavano il paese e il peso storico dei legami con la Russia. Il presidente (filorusso) Yanukovich, citato nell'intervista, fu eletto nel 2010 per seconda volta non consecutiva. Tra queste due legislature vi è di mezzo una rivoluzione: “la Rivoluzione Arancione”: per giorni centinaia di migliaia di persone vestite di arancione protestarono pacificamente nelle principali città del paese chiedendo e ,infine, ottenendo nuove elezioni. Nel dicembre 2004 vinse alle nuove elezioni Yushenko, che nel febbraio del 2005 formò un governo di orientamento filoeuropeo guidato da Julia Tymoščenko. Questo governo durò fino al 2010 e successivamente entrò in crisi. Nel 2011, alla fine di un processo molto contestato e controverso, Tymoshenko
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LUNARFOLLIE militare importantissima) non è ben chiaro se vi è in corso o meno un intervento da parte loro. L’Unione Europea invece ha minacciato pesanti sanzioni economiche e diplomatiche nei confronti della Russia. Tuttavia l’Europa (come l’Ucraina) dipende quasi del tutto dalle forniture di gas naturale russo, e non può permettersi di interrompere i rapporti con Mosca.
fu condannata a sette anni di prigione per abuso di potere. Yanukovich venne rieletto. Come viene dette nell'intervista, egli aveva avviato un importante accordo di libero scambio con i paesi dell’Unione Europea (che avrebbe potuto giovare alla situazione economica del paese) ma nel novembre del 2013 decise di non firmare l’accordo a causa dell’intervento della Russia. Quest’ultima infatti non vedeva di buon occhio l’accordo e promise di elargire 15 miliardi di dollari all’Ucraina per risollevare l’economia del paese. Ed è qui che appunto inizia tutto. Lo scontro ha visto contrapporsi in maniera durissima gli ucraini filo-occidentali a quelli filo-russi: gli avvenimenti di Kiev hanno infatti dimostrato come la popolazione del Paese sia profondamente divisa a livello culturale ed etnico Sebbene infatti i manifestanti abbiano raggiunto il loro obiettivo (riuscendo a deporre il Presidente Viktor Yanukovych,
ottenendo la liberazione di Julia Timoshenko e l’insediamento di un governo di transizione che ha ristabilito le regole democratiche ), sono cominciate le proteste in alcune città a maggioranza russa che vedono il nuovo potere di Kiev come un colpo di Stato e un pericolo per le loro comunità. Le posizioni degli altri paesi: Sebbene si sappia del forte interesse degli Stati Uniti riguardo la questione Ucraina ( questo stato è infatti l’unico “Stato-cuscinetto” che si frappone tra l’UE e la Russia, e per questo costituisce una risorsa
"Perchè mi dovrebbe interessare?" Ciò che sta accadendo può apparentemente non riguardare te, studente/studentessa del Lunardi che giustamente sei intrappolato/a dagli affari che riguardano il tuo piccolo mondo (la difficile vita scolastica, le tue passioni, gli amici..). Ma ciò ti riguarda eccome: gli avvenimenti di oggi diventeranno pagine di un libro di storia di domani. Tu le stai vivendo ora. Vuoi davvero renderti conto tra qualche anno di aver vissuto sempre e solo nel tuo piccolo mondo? La scelta spetta a te. Come dice l'alunna nell'intervista documentarsi non è difficile: basta aprire un giornale o una rivista, accendere un computer o la televisione... (Ti consigliamo il sito della eastjournal e la rivista "Internazionale" ma i mezzi d'informazione tra cui scegliere, come tu sai, sono davvero molti) Marta Benerini Laura Maloku 5 M.
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“Rivoluzioni colorate” è un'e-
spressione coniata dai media internazionali per indicare il susseguirsi di vari movimenti correlati tra di loro, sviluppatisi in particolare in alcuni stati post-sovietici. Le caratteristiche di queste rivoluzioni alternative era l'adozione della nonviolenza e della disobbedienza civile come mezzi di protesta contro governi ritenuti corrotti e autoritari, considerati filorussi, a favore di politici filooccidentali. I movimenti pacifici prevedevano un insieme di tecniche, che potevano essere boicottaggi, persuasioni di elementi interni al potere come l'esercito, provocazioni attraverso slogan e simboli facilmente identificabili ecc. L'espressione usata dalla stampa si riferiva al fatto che ogni rivoluzione aveva adottato uno specifico colore o fiore, come simbolo, e adottato un moderno marketing politico, creando gruppi di educazione alla democrazia e distribuendo, tra le tante cose, adesivi e impermeabili con slogan e motti. Erano iniziative sostenute principalmente da gruppi studenteschi e da ONG e venivano finanziate da Stati Occidentali. I risultati delle rivoluzioni colorate fu spesso sorprendente: molti governi optarono per un'apertura all'occidente, anche se non mancarono gli
episodi di esitazioni e difficoltà dovute al calo del consenso di quella parte della popolazione che simpatizzava con i filorussi. I governi si trovarono così a dover affrontare nuove manifestazioni di massa, che li costringevano a trovare compromessi tra le due ideologie. Rivoluzioni riuscite Le rivoluzioni colorate coronate da successo furono: la Rivoluzione di velluto, 1989, in Cecoslovacchia. È chiamata così perché senza spargimenti di sangue e solo grazie a scioperi generali organizzati sia studenti che da tutto il resto della popolazione, il Partito Comunista venne costretto a dimettersi, come ad indicare una rivoluzione morbida, soffice; la Rivoluzione del 5 ottobre, 2000, in Serbia; la Rivoluzione delle Rose, 2003, in Georgia. Venne battezzata in questo modo poiché la rosa è il simbolo nazionale del paese, e venne adottato
dai manifestanti come logo; la Rivoluzione Arancione, 2004-2005, in Ucraina. Il colore arancione in parte fu scelto perché si pensava che la fase decisiva delle elezioni sarebbe ad ottobre, quando la strada principale della capitale, Kiev, è in genere bordata di ippocastani e foglie autunnali; la Rivoluzione dei Tulipani, 2005, Kirghizistan – chiamata in questo modo poiché le manifestazioni avvennero durante il periodo di marzo. Importante è il ruolo del marketing politico, in quanto tutti i movimenti rivoluzionari avevano un simbolo – un colore o un fiore – che all'opinione internazionale davano un impatto forte e immediato. Non mancavano poi gli slogan che riassumevano in poche lettere ciò che la popolazione richiedeva. Eccone alcuni: Gotov je! (Готов је, è finito! - Serbia), lo slogan del
LUNARFOLLIE movimento Otpor! (Отпор!, Resistenza), che ha avuto per logo un pugno chiuso Kmara! (კკკკკ, ne abbiamo abbastanza! - Georgia), il nome del movimento che ha adottato come logo sempre un pugno chiuso, oltre alla rosa, simbolo nazionale. Pora (è l'ora! - Ucraina), nome e slogan usato assieme al colore arancione adottato come simbolo dai manifestanti. Kel Kel (Kirghizistan), il no-
11 me dell'organizzazione giovanile che ha contribuito alla rivoluzione; il colore adottato era il rosa e giallo, i simboli erano la seta e il Tulipano. A questi movimenti alternativi, si ispirarono molti altri in paesi come l'Iraq, il Libano e il Myanman.
Al leggere queste tipologie di proteste, che tra l'altro sono recentissime, viene spontaneo sorridere e allo stesso tempo rimanere colpiti dalla tenacia e dalla buona volontà di questi
popoli che hanno intrapreso la strada più dolorosa e spinosa verso la libertà e la democrazia: la nonviolenza. È facile (teoricamente) distruggere tutto, fare disordini in piazza, organizzare attentati e molto più difficile essere arrestati, pestati, umiliati e maltrattati. Tuttavia, quando i risultati si vedono, non può che esserci grande soddisfazione, grande orgoglio, perché un popolo si è preso ciò che è suo, in modo umano. Una cosa molto nobile. Sara Ghanami 5 E
DIRITTO ALLA SPERANZA
Cosa significa avere dei diritti? Significa forse non avere più di due verifiche al giorno? Oppure avere un' abbondanza di giorni di vacanza all'anno? In realtà quello che l'uomo possiede fin dalla nascita sono altri diritti,come la libertà di parola o pensiero, la possibilità di avere almeno un pasto caldo al giorno, e quello più importante : il diritto alla vita. Ci sono persone al mondo che nascono senza essere a conoscenza di quello che dovrebbe spettare ad ogni essere umano e al contrario lottano contro la povertà, le ingiustizie e le guerre; un problema recente è quello del' immigrazione clandestina, un fenomeno che vede quotidianamente centinaia di persone abbandonare la propria terra per salpare verso un mondo che appare loro ricco di opportunità, speranza e serenità. Ma la verità è un' altra: i viaggi sono fatti su barconi fatiscenti, spesso troppo carchi di persone che rischiano la vita o finendo annegati per il peso eccessivo, o per un incendio improvviso del motore o per la fame causata dalla durata interminabile della navigazione; inoltre quello che li aspetta qui, e in altri posti mete delle loro navigazioni, sono centri di accoglienza sovraffollati e mal tenuti, in cui devono rimanere anche mesi interi prima di poter girare liberamente. La critica che molte persone fanno agli immigrati è che dovrebbero restare nel proprio paese, dato che c'è già scarso lavoro e la crisi sembra non voler terminare; purtroppo quello che non considerano è il loro punto di vista, ovvero il dover dire addio alle proprie tradizioni, alla loro lingua e alla famiglia a causa di atrocità commesse da uomini senza un briciolo di umanità né pietà , capaci di uccidere un bambino di fronte agli occhi della madre o torturare un anziano in punto di morte. Affrontare un viaggio del genere significa compiere un salto nel buio e navigare verso l' ignoto, ma rimane anche l' unica possibilità di poter sperare in un futuro diverso da quello che li avrebbe attesi restando lì. Paradossalmente secondo alcune interviste è emerso che le persone che emigrano dal' Italia verso alcuni paesi europei che attualmente risentono meno della crisi economica, vengono etichettate negativamente dalla società perché viste come ladre di lavoro e avide di denaro statale: e quindi si verifica il rovescio della medaglia, nel quale siamo noi ad essere discriminati per la nostra provenienza e per la voglia di ripartire per una vita migliore. E' semplice emettere giudizi affrettati o seguire il pensiero della massa, ma la cosa più saggia da fare resta sempre quella di provare ad immedesimarsi nel prossimo, il quale probabilmente ha bisogno di una mano per ricominciare anziché una spinta per cadere. Rakeb Tosio
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ARIETE All'inizio dell'estate ci saranno alcuni guai, sentirete bisogno di cambiare e di trovare una nuova via che vi dia più soddisfazioni. Inoltre, a fine estate potrete trovare l'amore e prendere il pieno controllo della vostra vita. TORO Quest'estate avrete l'occasione di trovare una persona speciale, dal punto sentimentale o affetivo. Soprattutto ad agosto, sarete alla ricerca di spensieratezza e leggerezza. Sarà un'estate molto vitale per voi e sarete pieni di energie ed idee. GEMELLI A luglio metterete da parte o risolverete alcuni dubbi, mentre ad agosto/settembre la vostra attenzione sarà focalizzata sul lavoro. Dovrete affrontare numerose scelte con coraggio e intraprendenza. CANCRO Passerete un'estate felice, pronti a cogliere le oppurtunità e le occasioni che si presenteranno. Inoltre, dovrete stare attenti alla vostra tendenza a prendere le cose un po' troppo sul serio. LEONE Capirete che molte cose a cui attribuivate un grande valore, sono in realtà non essenziali. Ritrovere il vostro ottimismo
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a metà estate, prima ci sarà qualche contrasto privo di valore. Da luglio potrete rilassarvi e trovare nuovi interessi. VERGINE Dovete cogliere l'attimo, senza programmare troppo la vostra estate. Ci saranno nuove possibilità per voi, e inizialmente vi sentirete un po' disorientati. Agosto sarà un mese importante per la vostra situazione sentimentale.
BILANCIA Ci saranno numerosi momenti piacevoli, ma la vostra estate sarà un po' frenetica. I risultati di alcune scelte che farete vi sorprenderanno in modo positivo; la vostra autostima migliorerà notevolmente. SCORPIONE Quest'estate sarà felice dal punto di vista sentimentale e potrete raggiungere alcuni obiettivi che vi eravate prefissi. Cercate di essere meno testardi e aprite la vostra mente a nuove idee e nuove possibilità.
SAGITTARIO Siete rimasti fossilizzati troppo a lungo, basta trovare scuse, dovrete prendere decisioni ferme se desiderate cambiare la vostra attuale situazione. A luglio sarete in grado di ritrovare il vostro ottimismo. CAPRICORNO Quest'estate sentirete il bisogno di viaggiare, allontanandovi da una tediosa routine. Godetevi l'estate, perchè da settembre/ottobre dovrete impegnarvi molto in campo lavorativo. ACQUARIO Nella prima metà dell'estate vi potreste sentire oppressi, anche a causa della vostra situazione familiare, ma avrete l'occasione di conoscere persone che prenderanno un posto importante nella vostra vita. A fine estate ci saranno numerosi cambiamenti positivi. PESCI A luglio la dea bendata sarà dalla vostra parte, molti problemi saranno risolti in modo positivo. Attenzione però a non fare troppo affidamento sulla vostra buona sorte: dovrete provare a qualcuno le vostre vere doti e qualità. A cura di Caterina Bertaggia 5M