Anno 12 Numero 6
I.T.C. LUNARDI - BS
Marzo 2004
re alla moralità dopo l‟assoluta immoralità di Parmalat, Cirio ed Enron. Ci è capitato tra le mani il libro di Bauman (Una nuova condizione umana) che sostiene una tesi semplicissima. Bisogna ritornare all’esercizio della responsabilità: Bisogna ricominciare a guardare in faccia le proprie responsabilità. Compito assai difficile in una società fluida (cioè senza punti sicuri di riferimento) come la nostra. “Per un gran numero di problematiche sociali, un tempo lo Stato si assumeva le responsabilità che oggi ricadono sulle spalle di uomini e donne costretti a cercare soluIN QUESTO NUMERO: Pare non vi sia scampo. Per un ragazzo dai 14 ai 18 anni che abiti in una città, affermano gli esperti, le possibilità di evitare la droga sono uguali a zero. Dopato è lo sport, con la pratica del doping che tanta parte ha avuto nel declino e nella tristissima morte del grande campione Marco Pantani. Dopata è l‟economia che ha visto prima il crack dell‟azienda simbolo dell‟alimentazione (latte, merendine, succhi) e poi la tristissima dinasty della fa-
miglia Tanzi. Dopata è l‟aria con i suoi livelli record di inquinamento prodotto da 31 milioni di veicoli in movimento. Dopato è il cibo, dalle mucche ai polli. Causa, perché il doping è il trucco per gonfiare tutto, dai muscoli ai profitti, dalle prestazioni sportive ai bilanci; effetto perché è anche la via di fuga, la scorciatoia che distrugge un uomo senza più certezze e legami. Cioè senza alcuna moralità. Come uscirne? Come ritorna-
Sport amico Torino 2006 Sport in pink Pallavolo è bello Messaggi Lettera a un padre America student Buon umore Pianeta musica Arrivano i Pastell Caro nonno Poesie Movies Tempo di viaggi Oroscopo
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2 REDAZIONE ABBIATICO ELISA 3 C AMARANTE SIMONA 5^I BACCAGLIONI ALE 5^C BATTAGLIA MONICA 4^F BELLI MONICA 5^ F BERLASSINI BARBARA 5^F BEZZI NOEMI 5^D BONETTI ROBERTA 5^B BUSI FRANCESCA 5^I CAPOZZI MARCO 4^G CASSAMALI ROBERTO 5^C CO‟ VALERIA 3^G CRISTINI CLAUDIA 5^B CRISTINI PAOLA 5^B DAVID SARA 3^G FERRI MATTEO 4^G FORAY CLAUDIA 3^F FRANCESCHINI M. 3^G GABUSI FRANCESCA 4^E GUERRA GIULIA 3^F LEBELLINI LAURA 4^B MACCARINELLI M. 5^F MAIOLO PAOLA 3^G MANISCALCO V. 3^G MARTINAZZOLI LINO MATTEI GIUSEPPE MAZZARELLA SILVIA 4^B MODONESI SARA 5^I ORLINI LAURA 5^D PEZZALI GIULIA 5^F PEZZOTTI JESSICA 3^G PLODARI MARTA 3^G POMPILI ANDREA 1^B RAVANI MARITA 5^D ROMANI ANNA 5^I RONCHI DANIELA 5^D ROSSI FABIANA 3^G SANDRINI MARIKA 5^B SCINETTI LARA 4^G SCHIFINO LAURA 4^B SERRAMONDI LAURA 5^B STROFALDI ROBERTA 4^M TESTA ALESSANDRA 5^I TOMASONI MANUEL 1^B TONNI STEFANO 5^D TRICOMI VALENTINA 5^D VALZELLI STEFANIA 5^F VERZELLETTI SIMONE 1^B VIVIANI LAURA 2^F VOLTOLINI GIADA 5^I YAN LIJIN 5^I ZECCHINI MONICA 4 ^G
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LUNARFOLLIE zioni individuali a questioni prodotte socialmente” E sono spalle fragili – avverte Barman – “ perché gli uomini d‟oggi stanno perdendo quella preziosa arte che permetteva di tradurre i problemi privati in questioni pubbliche e viceversa, condizione necessaria di ogni democrazia. Oggi invece la ribalta pubblica viene utilizzata per mettere in scena i drammi privati, lo spazio pubblico si è corrotto sempre più in uno spazio in cui ostentare faccende individuali che rimangono tali e che interessano solo perché tali”. Forse oggi si è creato uno stretto legame tra questione etica e sopravvivenza. E‟ necessario ritornare presto all‟etica se vogliamo sopravvivere. E‟ questione di vita o di morte (e forse sta qui la lezione che viene da Pantani). Bisogna dunque tornare alla responsabilità verso noi stessi, verso i nostri simili, verso il nostro studio, le nostre imprese, il nostro tempo libero, verso l‟ambiente che abitiamo.In modi diversi ma è questione di vita o di morte per tutti. La redazione
Quando non si è in forma, ci si sente grassi, si è stressati, si ha bisogno di sfogarsi c’è un rimedio che funziona sempre: fare sport. Ci sono mille tipi di sport: di squadra, con la musica, in palestra, nell’acqua e ognuno di noi può trovare quello che fa per lui, in cui si rispecchia di più. Lo sport è anche un modo per mettersi alla prova, imporsi un obbiettivo e fare di tutto per raggiungerlo: riuscire bene, cercare di dare il meglio. E non solo, sia nei giochi di squadra che non, si sta in mezzo alle persone, si compete, ci si confronta. Si impara a capire che in tutti noi ci sono dei limiti e bisogna rispettarli, che nessuno è capace di “dare” tutto e qualcuno può essere migliore di noi in qualcosa e noi migliori di lui il qualcos’altro, che si hanno qualità che un altro coetaneo può ammirare e neanche ce ne eravamo resi conto. Tra l’altro nello sport ci sono anche delle regole e si impara a rispettarle. Penso che, sì lo sport può farci perdere peso, ci può far sfogare lo stress, la rabbia, ma è molto di più, è in ognuno di noi, è un concetto enorme, ha tanti rami, bisogna solo capire quale fa al caso nostro.
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TORINO 2006 Eli 3^C Ancora due anni e poi a Torino si accenderà la fiaccola che darà il via alle Olimpiadi Invernali del 2006. Fra due anni, e precisamente a febbraio, il comitato organizzatore della manifestazione potrà vedere realizzati i suoi notevoli sforzi economici ed amministrativi. Sarà senza dubbio un avvenimento e un‟occasione di grande portata non solo per il capoluogo piemontese, ma anche per tutta l‟Italia, che avrà la possibilità di offrire al mondo il meglio degli sport invernali: sci alpino e di fondo, snowboard, bob, hockey su ghiaccio, pattinaggio sono solo alcune delle numerose specialità nelle quali saranno impegnati atleti provenienti da tutto il globo. L‟eredità che Torino ha ricevuto da Salt Lake City, sede delle Olimpiadi Invernali del 2002, non è indifferente. Lo staff organizzativo ha il compito di dare a Torino l‟immagine di una città moderna ed al passo coi tempi, ben organizzata e ricca di strutture adeguate. Con la scelta di Torino si è voluto anche valorizzare sport molto interessanti e spettacolari, ma che purtroppo non vengono
tenuti molto in considerazione dai media sportivi, che generalmente danno maggior risalto a calcio, automobilismo e motociclismo. Accanto a quest‟aspetto, la scelta della città piemontese come sede delle Olimpiadi si inquadra nel più ampio progetto di incentivare il turismo e le attività promozionali della zona. Torino e località limitrofe, come ad esempio il Sestriere e le Langhe, potranno sicuramente beneficiare di un evento a livello intercontinentale come i Giochi. Ma un interessante aperitivo sarà servito già nel 2005: dal 24 al 30 gennaio saranno infatti ospitati i Campionati Europei di Pattinaggio di Figura, le cui gare si svolgeranno al Palavela, che l‟anno successivo sarà sede delle competizioni olimpiche. Agli Europei parteciperanno 33 nazioni per un totale di circa 150 atleti e 300
giornalisti. Per gli amanti dello sci da segnalare anche una gara di Coppa del Mondo femminile, programmata sempre nel 2005 a San Sicario, località situata nei pressi di Torino. La città piemontese è stata designata anche quale sede dei Campionati Mondiali di scherma che si disputeranno nell‟autunno del 2005, pochi mesi prima delle Olimpiadi Invernali. Tutte queste tappe di avvicinamento ai Giochi serviranno allo staff organizzativo per collaudare le nuove strutture ed i nuovi servizi, i quali sono già quasi pronti per la grande manifestazione. Le indicazioni fornite dall‟Agenzia Torino 2006, infatti, testimoniano che i cantieri relativi alle opere più importanti sono in fase avanzata mentre 9 impianti sono già stati terminati. Gli impianti di Pinerolo, del Sestriere ed il Palavela (che ha una capienza di ben 9300 posti) sono trà i più attrezzati in assoluto per gli sport invernali. Notevole è stato il contributo economico dello Stato (stimato un investimento di 1179 milioni di Euro) e dei privati (507 milioni). Tali sforzi di progettazione
4 permetteranno la realizzazione di opere in grado di arricchire il patrimonio cittadino anche nel dopo Olimpiade. Le Universiadi del 2007 sono uno degli appuntamenti che il Comune di Torino ha in cantiere per il prossimo futuro. Agli appassionati degli sport invernali non resta che pazientare un paio d‟anni per poter godere il meglio dello sport mondiale della neve e del ghiaccio. L‟offerta proposta, grazie alla presenza dei migliori rappresentanti delle varie discipline invernali, è senz‟altro di grande qualità. Dopo i lontani mondiali di calcio del ‟90 l‟Italia può finalmente tornare a mostrare le sue capacità organizzative, con la segreta speranza di fare ancora meglio, magari con l‟organizzazione di una prossima Olimpiade estiva, che manca dal 1960 (Roma). Appuntamento al 2006, quindi, e, per chi ne avesse la possibilità, proprio a Torino, in una delle nuovissime strutture. Roberto 5^C
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Quello che accomuna tutti gli uomini è la capacità di movimento, e questa si manifesta, oltre che nella vita d‟ogni giorno, nella capacità di fare sport. Fin da bambini siamo stati abituati a vedere e praticare sport (a parte i più pigri) e c’è stato insegnato che è un modo salutare di vivere, oggigiorno, però ci si manifestano dei grossi ostacoli in quest‟ambito. Il nostro mondo è un organismo di consumi, di profitti, e si cerca di ricavare qualcosa da tutto. Non si dà mai qualcosa per niente. Anche lo sport sta venendo contagiato da questa mentalità contorta, già i bambini vengono sottoposti a delle selezioni che permetteranno loro di continuare o li obbligheranno a fermarsi, e man mano si va avanti e più questi ostacoli si manifesteranno con insistenza. Bisogna ottenere profitti anche dallo sport, bisogna essere bravi, non si può stare nella comoda mediocrità, poiché solo i più bravi avanzano. Questo è il pensiero di una società meritocratica come la nostra, ed è una tesi più che giusta, ma non si può applicarla nello sport di bambini, non si può mettere troppa competizione in una cosa che dai partecipanti è considerata solo divertimento! Un‟altra distinzione importante si ha nel tempo, tra i due sessi. Lo sport maschile viene nettamente privilegiato, quello femminile sottovalutato. In primis il nostro sistema etichetta i settori della nostra vita: femmine?! Allora solo pallavolo, pattinaggio, e-
quitazione...sembra che le donne non siano in grado di praticare uno sport maschile. Quante volte ho sentito ragazzi meravigliarsi, o prendere in giro le coetanee perché praticano uno sport considerato prettamente “maschile”. OK, il dato di fatto è che il fisico è nettamente diverso, ma non per questo abbiamo il diritto di pregiudicare o impedire alle donne di praticare sport. Le ragazze si trovano ben presto ad allenarsi in infrastrutture scadenti, con materiali che sembrano reperti archeologici, e poca considerazione da parte della società sportive. Inoltre (non per essere venali, però..) il femminile non viene retribuito se non raggiunge il livello massimo nello sport. Un esempio stupidissimo: il calcio maschile di serie C viene già retribuito, finisce addirittura sugli album di figurine, il basket femminile in serie B d‟eccellenza non vede un euro, anzi a volte deve sborsare soldi per coprire le spese. E‟ ridicolo! Così facendo si trovano sempre meno squadre femminili fuori dagli sport standard, si lotta sì, ma non si ottengono risposte positive. Bisogna insistere, andare avanti, far vedere che anche lo sport femminile è degno di essere seguito, si chiedono pari diritti e pari opportunità in tutti i settori della vita, e lo sport fa parte di quelli. Giulia 3^F
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PALLAVOLO E’ BELLO Si potrebbe dire che lo sport è tutto quello che il corpo umano fa oltre alle normali attività quotidiane. Tutto quello che sa, e può fare, fino al raggiungimento di un determinato limite. Questo limite è assolutamente personale, ma può essere lo spunto per una competizione con se stessi o con altri. Nasce così quel modo particolare di intendere lo sport che è l'agonismo. Oppure fare qualcosa per il puro piacere di farlo: ecco allora i vari tipi di giochi, da quelli infantili a tutti quelli che piacciono anche ai grandi. In questo ambito si sviluppano allora anche gli hobby e il collezionismo: sport per l'intelletto e puro svago per la mente, i primi; gratificazione dello spirito, il secondo. Il gioco fisico e le sue regole. Già nel II millennio a.C. in Cina si tenevano delle manifestazioni sportive, ma è con i Greci e la nascita delle Olimpiadi che lo sport diventa un'attività con un suo valore intrinseco. Automobilismo e motociclismo si sono poi aggiunti grazie al progresso della tecnica. COS’È LA PALLAVOLO: Sport che si pratica fra due squadre di 6 giocatori ciascuna (oltre altrettante riserve) su un campo di 18×9 m delimitato da linee tracciate da un minimo di 1 m da o-
gni ostacolo in palestra e di 2 m nei campi all'aperto. Il campo è diviso a metà da una rete alta 1 m, lunga 9,50 m e tesa a 2,43 m dal suolo per le gare maschili e 2,24 m per quelle femminili. Sul campo sono tracciate una linea che divide in due quadrati il terreno di gioco e altre due parallele a questa che delimitano, in ciascuna metà campo, una zona di difesa e una di attacco. Le aree di battuta sono segnate da due tratti di 15×5 cm tracciati perpendicolarmente e alla distanza di 20 cm rispetto alla linea di fondo (uno sul prolungamento della linea laterale di destra, l'altro a 3 m a sinistra del primo). Il pallone, di cuoio con camera d'aria, ha una circonferenza di 65-67 cm e un peso di 250-280 g. L'incontro si gioca su un massimo di cinque set: nei primi quattro si devono totalizzare 25 punti per ogni set con almeno due punti di scarto sugli avversari (in caso contrario il gioco procede a oltranza); nel quinto, invece, i punti da realizzare sono 15, sempre però con due punti di s c a r t o s u gl i a v v e r s a r i (altrimenti si procede a oltranza). L'incontro è diretto da un collegio arbitrale formato dal
primo e dal secondo arbitro, due giudici di linea e un segnapunti. La partita inizia con la battuta, assegnata per sorteggio ed effettuata lungo tutta la linea di fondo (contrariamente a quanto stabilito in precedenza, la palla può anche toccare la rete). Nell'area avversaria la palla deve essere respinta prima che tocchi terra, può essere toccata solo tre volte e ogni giocatore può colpirla con qualsiasi parte del corpo ma non per due volte consecutive. Il pallone deve essere colpito nettamente e mai accompagnato, spinto o portato e neppure mai trattenuto. Il compito delle due squadre è quello di far toccare la palla a terra nella parte avversaria e pertanto con uno o due passaggi si cerca di preparare una “schiacciata”, cioè un violento colpo che proietti il pallone dall'alto in basso. Il gioco viene interrotto per qualsiasi errore: palla colpita irregolarmente, inviata fuori campo, lasciata cadere a terra, invasione di piede o di mano nel campo avversario, quattro passaggi, ecc. Ogni azione vale un punto, quale che sia la squadra alla battuta (il “cambio palla”, infatti, è stato abolito). A ogni cambio di battuta i giocatori della squadra che l'ha vinta (a eccezione del “libero”, contraddistinto da una maglia di colore diverso rispetto a quella dei compagni) devono modificare il proprio schieramento compiendo una rotazione di
6 una sola posizione in senso orario. A ogni interruzione possono essere effettuate sostituzioni; il numero dei giocatori in campo deve comunque essere sempre di sei. § Il gioco della p. è nato a “tavolino”, negli Stati Uniti, alla fine del sec. XIX, nell'intento di ripetere il successo ottenuto dalla pallacanestro. La p. è stata ammessa alle Olimpiadi nel 1964. In Italia, dove è regolata dalla Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV, fondata nel 1947), la p. ha ottenuto risultati eccellenti a livello sia di squadre di club sia, soprattutto, di nazionale: dopo la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Los Angeles (1984), la nazionale ha conquistato cinque titoli europei (1989, 1993, 1995, 1999, 2003), tre titoli mondiali (1990, 1994, 1999), otto Word League (1990, 1991, 1992, 1994, 1995, 1997, 1998, 1999) e la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atlanta (1996) . Da segnalare, inoltre, i grandi progressi della rappresentativa femminile, che dopo un bronzo (1999) e un argento (2001) agli Europei, ha conquistato il primo titolo mondiale della sua storia nel 2002. Silvia 4°B
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OBA DI 3^H Hola niňa! Todo bien? Noi sì dai...anche se ci manchi fx!!! Soprattutto manchi a me (ik@) x i nostri stupendi concertini… p.s…quando andiamo a comprare quelle due cose (di tu sai chi)!? Un bacione ti vogliamo tanto bene. IK@ & KIA X LA NOSTRA “BISBI” Supongo que todo empezò allì, ledendo las olas del mar, robàndole notas al viento, ablando ala luna de dìa; supongo que todo empezò allì, volando sin alas, volando en el suelo. Non abbandonare mai il tuo sogno, xchè noi ti vogliamo un mondo di bene!!! Forza CENOITA!!! Vero-Teo-Vale-Bianca-Sammi X MARCO SANNA Ti vedo mentre aspetti il pullman….Hai uno stile unico….6 bellissimo….Mi piacerebbe conoscerti.. anonima 3L X FOIS DI 1^H Cmq il mex che ti è arrivato il 18.2.04 da Clarence…non te l‟ha mandato “C” è stato sl uno sbaglio… innocente… TVTB VE! P.S: cmq ho deciso ke non vi faccio più da tramite… e alla fine… l‟euro lo vinco ancora io!!!
X IL PRESIDE …stiamo ancora aspettando il bar! Avevate promesso una nuova struttura entro febbraio e invece… siamo a marzo e non si è ancora visto niente. Aspettiamo con ansia il nuovo bar… soprattutto noi di 5^ che l’anno prossimo non ci saremo più! PER LAURA V. 5^C Ciao bella… volevo ringraziarti per essermi stata vicina in questo periodo nero… ora hai conosciuto tutta la mia compa e sono contenta…spero potranno esserci altre uscite tutti insieme. I ragazzi ti aspettano…tvb. la tua compa di banco Ale! A TUTTI I PAPA‟ Un augurio speciale per delle persone speciali come voi che ci avete dato la vita e che per noi dedicate tutto il vostro tempo…. GRAZIE DI CUORE. I vostri figli ALLA PRIMAVERA Bentornata primavera… tu che ci regali giornate felici e spensierate,tu che dai luce ai nostri giorni, tu che sai regalarci forti emozioni e tu che ci permetti di uscire alla luce del sole in mezzo ad una splendida natura.
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LETTERA A UN PADRE Nasce
down, il papà prima lo rifiuta poi ci ripensa. Eugenio (la storia è vera, il nome inventato) nasce con la sindrome di Down. Il papà, vergognandosi troppo, chiede la separazione dalla moglie, salvo poi fare un tentativo di supporto psicologico. Lui comunque – ne sono certo - al papà vorrà bene non si vergognerà mai di lui, perché è suo padre, l’unico che, insieme alla madre, gli ha dato la vita. Forse al papà che voleva abbandonarlo, Eugenio dirà così: ***
“Dai papà, non aver paura. La mamma è forte, e tu sei il mio unico grande papà. Non mi importa se hai avuto un momento di paura, sapessi quanta paura mi viene tutti i giorni. A volte non capisco perché mi guardano in modo un po‟ strano, ma poi non ci faccio più caso. Ho una maestra buonissima, che mi fa sgobbare come gli altri. E poi c‟è l‟associazione –sai papà?- che mi porta a spasso, a divertirmi con gli altri bambini e le bambine. C‟è Paola che mi piace un sacco, anzi le voglio proprio bene… Cosa dici, papà? Che è presto per pensare alle ragazze? E tu quando ti sei innamorato di mamma? Mi racconti, per favore, papà? Deve essere stato bellissimo, voi due insieme, mano nella mano. Chissà quante parole dolci vi siete detti. E poi sono venuto io. Già. Mi dispiace, sai, papà di a-
verti fatto stare male. Lo capisco, ti do tanti problemi, con tutte quelle carte da firmare, e poi hai paura che io non cresca alto e dritto come te, che sei fortissimo e intelligente. Ma io ce la metto tutta, e voglio bene, a te, come alla mamma. Sai papà, ho fatto un sogno: perché domenica non andiamo tutti insieme nel parco, con la nostra cagnolina e mangiamo i panini nel prato, con la musica, e balliamo, e poi giochiamo a pallone, io e te? Che dici? Me lo fai questo regalo, papà? E non ti preoccupare se ci guardano un po‟ strani, non ti vergognare, ci penso io a sistemarli. Da grande vorrei essere come te, alto, forte e affettuoso con la mamma. Per fortuna che sei rimasto
con noi, sarebbe stato così triste vivere senza di te. Io sono sempre allegro, che ci posso fare. Beh, ogni tanto anch‟io sono un po‟ triste, quando vedo che mamma piange da sola, nella sua stanza, credendo che io non me ne accorga. Ma perché piange? Dimmi papà, il mondo è davvero così difficile? A me a scuola insegnano a voler bene anche ai bambini più deboli, a quelli di un altro colore, che poi sono bellissimi, sai, con quella pelle scura scura che a me piacerebbe tanto provare una volta l‟effetto che fa… E poi disegno tanto: li vuoi vedere i miei disegni, papà? Guarda, c‟è un bel prato verde,e in mezzo al prato una bella casetta, con le porte e le finestre tutte aperte e il tetto rosso a spiovente, con il camino che fuma, perché dentro la casa ci siamo noi tre e il nostro cagnolino. Mamma sta preparando da mangiare, tu guardi la televisione e io vengo di corsa sul divano ad abbracciarti! Dài papà me lo dai un bacio grosso così? Tuo Eugenio”.
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American student Uno scambio culturale che ha più di 10 anni
I più attenti di voi , avranno notato nei giorni scorsi, facce nuove,estranee, camminare per i corridoi del nostro istituto. Anche quest’anno, come consuetudine, alcuni ragazzi americani della Severn School sono stati ospiti dei nostri migliori studenti. Accompagnati da Mr. Sassi, insegnante di scultura nella scuola statunitense e grande appassionato d’arte, ormai al suo diciottesimo scambio con la nostra scuola, i ragazzi hanno attraversato l’oceano per visitare le bellezze del nostro Paese La Severn School è una scuola privata che si trova nella cittadina di Severna Park, nel Maryland, un piccolissimo stato nell’est degli Stati Uniti, a nord di Washington, noto soprattutto per l’intensa pesca di crostacei (il simbolo dello stato è appunto un ”crab”, granchio). Ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere tre di questi ragazzi, il giorno prima del loro ritorno negli States. Alex, Lizzy e Margaret , che si sono resi disponibili per una chiacchierata, mi hanno parlato delle loro impressioni riguardo l’Italia. Ho chiesto qual’ è la cosa che più gli è piaciuta del nostro paese e quasi in coro mi hanno risposto il
cibo. Secondo Lizzy c’ è qualcosa di diverso nella pasta e nella pizza nostrana rispetto a quella americana, il gusto sembra più fresco. Quasi non trova le parole per descriverlo ma mi assicura che ha apprezzato veramente il cibo soprattutto le lasagne , la pizza e la pasta. Il trinomio per il quale siamo divenuti famosi all’estero… La nostra attenzione si sposta poi sulle città. La preferita in assoluto rimane Firenze, seguita da Roma e Venezia. Le tre ragazze, al contrario di quanto potremmo dire noi, affermano che trovano visitare musei e chiese risulti essere molto interessante, visto che negli Stati Uniti non ci sono molte chiese o edifici di rilevante importanza. Esse si sono inoltre stupite di quanti secoli di storia può racchiudere una piccola città come Brescia, rispetto alle grandi città americane che contano monumenti che hanno al massimo trecento anni. Fra le maggiori differenze che hanno riscontrato tra USA e Italia è la dimensione di tutte le cose: abituate alle megalomanie statunitensi, hanno notato con piacere che tutto
qui è più piccolo, le strade, le case, le auto. Del loro paese rimproverano il fatto che si scelgano auto grandi nonostante le famiglie siano poco numerose, solo per il fatto di possedere un’automobile grossa, mentre sembrano mostrare interesse per le nostre utilitarie. Per quanto riguarda i “veri particolari”, si dimostrano incuriosite dalla quantità esorbitante di piccioni presenti in Piazza Duomo a Milano e in Piazza San Marco a Venezia. Tra le cose che rimarranno loro più impresse dell’Italia, c’è l’ospitalità della gente. Non solo dicono di essersi trovare divinamente nelle case dei loro ospitanti, ma hanno anche riscontrato una maggiore gentilezza nella gente italiana. Un’altra differenza che è balzata all’occhio è la
LUNARFOLLIE scuola: come abbiamo potuto apprendere dagli innumerevoli telefilms, in America normalmente i professori hanno la loro aula, mentre sono gli studenti a doversi spostare. Le ragazze preferiscono essere loro a spostarsi, perché questo permette di incontrare molte più persone che non restando nella propria aula. Negli Stati Uniti, inoltre, non ci sono corsi fissi, ma ogni studente , oltre alle materie obbligatorie, può di anno in anno crearsi il proprio percorso di studio. Mentre noi dobbiamo sostenere gli esami “solo” alla fine del quinto anno, loro hanno due esami all’anno: uno in gennaio e l’altro a giugno, per poter passare al corso successivo. Alla fine dei cinque anni normalmente i teenagers americani si iscrivono a dei college, la maggior parte delle volte lontano da casa. E se il nostro dilemma è quello di passare i test di ammissione, i nostri coetanei oltreoceano passano gli ultimi mesi della High School aspettando la lettera di risposta del college nel quale hanno fatto richiesta. Avrei voluto avere più tempo per parlare con loro, ma anche per loro è venuto il momento di tornare a casa mentre mi confessano di avere le lacrime agli occhi al solo pensiero, la mente ritorna a tutte quelle belle esperienze che si vorrebbe non finissero mai. Sara
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Buon umore Mamma, mamma... i miei compagni mi chiamano mafioso!!! La mamma comprensiva: - Domani vado a parlarne con la preside. Il bimbo: - Sì, ma fallo sembrare un incidente...
- Cosa fai dopo che l'Inter ha vinto Scudetto e Coppa dei Campioni? - Spegni la Playstation... Saddam domandò a Dio: - Come sarà l'Iraq fra 4 anni? E Dio gli rispose: - Sarà distrutto da innumerevoli bombe lanciate dagli americani! Saddam sedette a terra, piangendo disperato. Bush domandò a Dio: - Come saranno gli Stati Uniti fra 4 anni? E Dio rispose: - Saranno completamente contaminati da innumerevoli attacchi di bombe chimiche di Bin Laden! Bush si accasciò al suolo, piangendo disperato. Alla fine Berlusconi domandò a Dio: - Come sarà l'Italia fra 4 anni di mio governo? Dio si accasciò al suolo e pianse disperato...
Milano, gelida serata invernale. Un tipo che aspetta il tram comincia a saltellare e muoversi come se stesse ballando il TipTap. Un signore incuriosito gli si avvicina: - Fred Astaire??? E l'altro: -NO... FREDD AI PE'!!! (trad.: Freddo ai piedi) C'è un omino tondo che ha una casa tonda, entra nella casa tonda con le chiavi tonde, sale le scale tonde, apre la porta tonda della camera tonda, apre il cassetto tondo del comò tondo, cerca le chiavi tonde della macchina tonda, esce dalla camera tonda, scende dalle scale tonde ed esce dalla casa tonda, raggiunge la macchina tonda, apre la portiera tonda, infila la chiave tonda, la gira... ma la macchina non parte. Allora dice: - Qui c'è qualcosa che non quadra!!!
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Hello everybody! Anche questo mese, come è consuetudine vi guidiamo nel viaggio del pianeta delle sette note. Pronti? Si parte! Vi annunciamo che da metà marzo sarà possibile tornare ad ascoltare i capolavori della rock band emersa l‟anno scorso con “Wherever you will go”. Avete capito benissimo: the Calling segneranno il loro ritorno con “Our lives” singolo che anticipa il loro secondo album, che hanno pensato di chiamare, con molta fantasia,“Two”. Altro ritorno per Nelly Furtado che, dopo il successo del primo singolo tratto da “Folklore” ci propone “Try”, che sarà presente nei negozi di dischi da metà marzo. La cantante portoghese-canadese ha intanto fatto il pieno di nomination ai Juno Awards, i premi musicali canadesi. Per chi è invece alla ricerca d i p e z z i d‟antiquariato,informiamo che Prince è tornato con l‟album “Musicology”. Il principe di Minneapolis ha ben pensato di regalare il suo nuovo album a tutti coloro che lo seguiranno nel suo tour statunitense acquistando i biglietti per i suoi concerti. Un modo per premiare i fans o una trovata per fare il “tutto esaurito”?! Il 19 marzo uscirà anche il nuovo singolo di N.E.R.D, il ragazzo che nel suo primo vi-
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deo se ne va in giro su una biciclettina (probabilmente appartenente al fratello…)per un quartiere di una calda città americana. Sembra che ora volgia cambiare mezzo: il nuovo singolo è infatti “Fly or die”… ci chiediamo:nel video sorvolerà la città su un elicottero o su una mongolfiera? Tornano anche i Motel Connection, gruppo ai più sconosciuto…Ma che fareste se vi dicessimo che ne fa parte anche Samuel, la voce dei Subsonica? La band torna con “A+R Andata /Ritorno”. Tra polemiche e aspettative se n‟è andato anche questo Festival di Sanremo. Nel grande palcoscenico stile Las Vegas, si sono susseguite, tra un lustrino e l'altro di Simona Ventura, le gag della squadra di Quelli che il calcio, inframezzate dalle consuete
schede ironiche di Gnocchi. Deliziosi i siparietti con Paola Cortellesi, nei panni di Cotogna Cutugna, un'inviata molto, molto speciale. Quest‟anno si sono volute abolire le categorie “giovani” e “big” e anche le giurie lasciando il voto al pubblico da casa. E‟ stato definito il festival degli sconosciuti, ma bisogna invece riconoscere che alcuni pezzi non erano poi così male ed inoltre rappresentavano varietà di generi.Tra ospiti e filmati vari, abbiamo apprezzato Black Eyed Peased e Aventura. Inaspettato ritorno di un grande della musica italiana…Pino Daniele!!! Tre anni dopo la pubblicazione di “Medina”, il suo ultimo album di inediti, e due anni dal tour in quartetto con De gregari, Ron e Fiorella Mannoia, da
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cui è stato tratto l‟omonimo album, il cantautore napoletano è pronto per tornare a calcare i palcoscenici con il “Pino Daniele Ensemble Tour”, in partenza il prossimo 5 maggio, anticipato dalla pubblicazione del nuovo album “Pino Daniele Project – Passi d‟Autore” prevista per il 23 aprile ( il singolo apripista passerà in radio dal 2 aprile! Queste sono le date della prima parte del tour, cui farà seguito il tour estivo. Torna anche il profeta dell‟amore di casa nostra… molte volte la sua voce può averci consolati, commossi, depressi; con la sua “Iris” ci ha fatto sognare..avete capito di chi stiamo parlando? Claro que sì..è tornato Biagio Antonacci con il nuovo album “Non ci facciamo compagnia”da cui nuovo singolo “ Convivendo”, una canzone che parla d‟amore e di convivenza interpretata nel suo tipico stile. Questo album è un vero e proprio progetto, unico nel suo genere, con cui Biagio
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cercherà di aggredire il mercato discografico e che si articolerà in due parti: la prima vedrà l‟uscita di un cd con otto brani al prezzo di 10 euro e la seconda di un ulteriore cd che verrà pubblicato a fine anno. Sicuramente una scelta coraggiosa voluta dallo stesso Antonacci di comune accordo con la Universal. Hanno deciso di mantenere un prezzo contenuto senza per questo sminuire il lavoro dell‟artista…ma c‟è dell‟altro… il 17 maggio ci sarà il concerto live al Forum di Assago, una sola data con agevolazioni per il biglietto e per i mezzi di trasporto….e bravo Biagio!!! Quel bravo ragazzo di Tiziano Ferro si sta dando da fare e se la cava anche bene…è in uscita il suo nuovo singolo “ non me lo so spiegare”, e non ce lo spieghiamo neppure noi come mai ma questa canzone è piuttosto cari-
na. Questa new vi lascerà a bocca aperta, nessuno se lo sarebbe mai immaginato ma esce un nuovo singolo, unico e credo irripetibile, il titolo è “Ti adoro” di…non riusciamo a dirvelo, rabbrividiamo solo a pensarci…ma siamo buone e vi sveleremo il segreto..di Dj Francesco e Pavarotti…Dio li fa e poi li accoppia ma in questo caso non sappiamo in base a quale criterio! Anche Max Gazzè ci propone una nuova canzone “La nostra vita nuova” .Speriamo che questo valga anche per lui e la smetta di scrivere canzoni stile “lililli lalalla.. una musica può fare”. Dall‟album “Confessions” pubblicato a fine marzo, ecco il nuovo singolo di Usher. Il brano si intitola “Yeah”, realizzato con la partecipazione di Ludacris e Lil‟jon. “Yeah” è un singolo forte, con le sonorità tipiche dell‟artista e con più energia rispetto alla musica del passato. Usher con tutti i lavori precedenti ha venduto oltre 12 milioni di copie, ora il nuovo singolo è entrato al numero 14 della classifica di Billboard, prima ancora di essere programmato dalle radio. L‟artista sarà nel nostro paese per un‟unica data, nell‟ambito del suo tour europeo: il 13 giugno al Filafofum di Assago (Mi). Anche per questo mese abbiamo esaurito le novità.. arrivederci alla prossima!! Sara & Francy
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La rockband tedesca Pastell in tournée al Lunardi Circola fra noi ragazzi un luogo comune: la musica straniera si esprime solo attraverso la lingua inglese, in alcuni casi spagnola o molto più raramente francese. Nessuno pensa mai alla musica tedesca, sebbene essa si manifesti in una lingua dai suoni particolari e per certi versi anche armoniosi. Eppure essa esiste. E ne avremo la prova il 25 marzo, quando i Pastell arriveranno nella nostra scuola permettendoci così di scoprire la dimensione musicale della cultura giovanile tedesca. Il gruppo, esistente già da nove anni, è nato da un progetto rock della scuola di Wuppertal-Ronsdorf. I componenti sono giovani molto creativi: la cantante Mona Schulte, dà molti impulsi al programma della band, componendo testi e canzoni. La band è composta da Benny Richter (keyboards), Stefan Lüdorff ( basso), Henrik Freischlader ( chitarra), Björn Bogs (voce/chitarra) e Felix Engel ( batteria). Questi giovani musicisti, guidati da Kalle Waldinger, sono stati premiati nel 1999 come migliore band scolastica tedesca e hanno tenuto già più di 100 concerti in tutta Europa, dalla Francia alla Danimarca fino alla
Svizzera e all’Italia. Dal 18 al 26 marzo saranno presenti in molte città del nord Italia, tra le quali appunto Brescia. Prima "Pünktchen Pünktchen", poi “Pilos Puntos“ e oggi “Pastell“: già da alcuni anni questa band gira con successo l’Europa. I componenti del gruppo hanno un’età che va dai 15 ai 20 anni e riescono a coinvolgere il pubblico, che partecipa cantando e applaudendo con entusiasmo. I brani che i Pastell interpreternno sono attuali sia per la musica che per i contenuti e rispecchiano la realtà dei giovani di oggi in tutta Europa. Apriamo quindi i nostri orizzonti! Scopriamo grazie a
questo gruppo con una musica che coinvolge e unisce una nuova sfumatura musicale. Ricordiamo inoltre che il gruppo sarà presente a scuola per promuovere l’ultimo lavoro “Gegenwind - Wir rocken gegen Rassismus” dal quale nei primi mesi del 2003 è uscita la canzone " Öffne dein drittes Auge" (apri il tuo terzo occhio).
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Caro nonno Caro nonno ti scrivo…
zeccato!
Sono qui a leggere e rileggere messaggi e articoli sulle difficoltà della nostra povera scuola, sono scritti di decine e decine di persone stimabili, sensibili e forti nello spirito, e penso…
Fin dai 20 anni, negli anni 2030, ti eri battuto per il socialismo, parlavi e pranzavi nella tua modestissima casa con il grande Pertini, uscivi ed entravi dalle prigioni di stato a ogni festa comandata e a ogni visita di personaggi politici sul territorio perché venivi considerato “pericoloso”. Sei stato torturato…Per l‟idea del socialismo hai sacrificato la tua compagna e tua figlia, la mia mamma, che stentava a capire il motivo per cui doveva rinunciare tante volte ai tuoi baci e alle tue attenzioni premurosissime quando raramente ti veniva concesso di startene in casa.
UNA VITA Penso a te che ci hai lasciato anni fa nel modo più facile e più dignitoso… tu speravi di morire così: un infarto ha sconvolto la tua compagna (non moglie, perché lo ritenevi borghese), la nonna, che ti è sopravvissuta per lunghi anni meno ridenti di quelli trascorsi al tuo fianco, un fianco nobile e fiero. Eri stato uno di quei partigiani che ora molti vorrebbero fingere non essere mai esistiti, eri un comunista convinto, fiero di esserlo e non mangiavi i bambini! Oh, che strano! Non li mangiavi proprio, lo posso assicurare io che ho avuto la fortuna di essere tua nipote. Eri allegro nonostante tutto, sapevi sorridere a chiunque nei momenti più bui… era una tua dolcezza ruvida e inaspettata…”riempivi” di positività qualsiasi “stanza”…fischiettavi tornando a casa dal lavoro, eri mite e affettuoso…non sopportavi i soprusi, le angherie, l‟arroganza del potere… Il tuo nome di battaglia era Savio. Mai nome fu più az-
Durante la guerra di liberazione, sei stato ovunque, braccato sempre… eri uno dei commissari politici più amati e stimati per la tua onestà, per la tua parola, che era una e una sola. La mamma e la nonna, poverette, non avevano mai un soldo, perché tu destinavi ogni tua energia e risparmio all‟Idea e a quella, a quell‟Idea di libertà delle masse, ti ispiravi. Nel dopoguerra, sei diventato presidente della Camera del Lavoro: ti trasferisti a Roma con la famiglia, sradicata senza alcune possibilità di rifiutarsi, dal piccolo paese in cui abitava, in un appartamentino qualunque, al quinto piano di un condominio qualunque della capitale, senza ascensore…
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La famiglia continuava a non avere mai nulla per sé, perché tu destinavi ogni tua energia e risparmio al Partito e a quello, a quello che consideravi Padre , dedicasti tutto te stesso senza un ripensamento, a volte sopportando le delusioni ricevute da qualcuno che tu stimavi e amavi, sempre in silenzio e lavorando a testa alta. Che bella testa avevi! Di quelle che non si possono dimenticare, folta di una massa di capelli candidi e morbidi…da bambina la osservavo più volte incantata da tanta bellezza esteriore, ma già allora “sapevo” quanto fosse grande l‟interiore. Quando ti ritirasti a vita privata, cominciai a conoscerti meglio, perché iniziasti a raccontarti…prima non ne avevi avuto il tempo… E fu in quel momento che aprii la mente e il cuore alla storia e a pensare a un futuro degno di essere vissuto da tutti. Nonostante il rigore e l‟assoluta fermezza nelle tue idee socialiste, mi stupiva come la tua casa fosse aperta a persone di vario orientamento politico, eppure, conoscen-
14 dole, ne capivo il motivo: erano tutte contraddistinte da una ferma convinzione ideale a cui aderivano con severità e onestà: erano persone savie come te, persone che si rispettavano per il condursi nella vita, nel lavoro, nella professione… Tu eri un deciso antiprete, da fiero e verace romagnolo qual eri, poi, a volte, non ti facevi mancare epiteti ed espressioni molto colorite all‟indirizzo di religione e religiosi… ma tu ne conoscevi di quelli in gamba e guai a chi te li toccava! UN CONSIGLIO Mi dicesti una volta, più volte nel tempo, ma la prima la ricordo (avevo una di quelle crisi adolescenziali in cui mi sembrava che tutto il mondo mi cadesse addosso):- Ascoltami bene, non fare differenze fra le persone in base al partito, al sindacato, alla loro fede…non pensare a quello, buca lo schermo! Ascolta, rifletti, osserva ciò che dicono e fanno in concreto, osserva soprattutto quanto, nel tempo, sanno restare leali, sanno resistere al compromesso, osservali mentre agiscono verso gli altri, non verso di te, poi scegli quelli con cui essere amica! Non lasciarti mai trascinare in diatribe facili facendoti contagiare dalle loro appartenenze. Sappi che ognuno per sua storia personale e intellettuale ha fatto scelte condizionate, sempre condizionate! Dal momento, dagli incontri, dalle pressioni, dalle
LUNARFOLLIE amicizie…Ma in ogni organizzazione, in ogni partito, in ogni associazione…scegli e ammira chi sa essere leale nel tempo verso se stesso e l‟avversario. Detta da lui, in quel modo retrò, solenne, severo, drastico, mi suonava stridente… tuttavia poi ho capito e ora ancora di più. UN CONSIGLIO PER NOI STESSE/I Ognuna/o di noi non avrà da sostenere indubbiamente una guerra di liberazione, meno male, però ci si trova per caso in un periodo oscuro, conflittuale per molti settori della società e anche per la scuola e se si crede fino in fondo al valore di essa per la promozione dei cittadini si dovrà capire che non è trovando il male negli altri e nelle loro scelte passate di sindacato, di lotte, ecc…che si risolverà qualcosa, bensì in quel rispetto per le differenze ideali, in quel rispetto per i diversi destini… E‟ nell‟unità di intenti, che mi sembrano essere trasversali, che si dovrà fare affidamento e si dovranno aprire la mente e i sentimenti. Ora occorre tralasciare polemiche, piccole vendette, i “te l‟avevo detto” che spesso avvelenano rapporti superficiali, ma anche amicizie di lunga data…bisogna imparare dallo schieramento al potere una cosa che è sotto gli occhi di tutti: l‟abilità di far “rientrare” tutte le polemiche. L‟opposizione è abituata alla democrazia recitata pubblicamente, senza esclusione di colpi anche al suo interno… è la sua bellezza (per
me) questo modo di fare la politica, ma ora non se lo può permettere, non c‟è possibilità di riuscire se ognuna/o di noi continua a bacchettare a destra e a manca colleghe e colleghi per posizioni sostenute in passato o per dichiarazioni presenti… Non ci risparmierebbero il sarcasmo e gli attacchi al nostro modo di operare. Dovremmo riuscire anche ora a “bucare lo schermo” che ci rende ciechi proprio davanti agli amici e alle amiche con un sentire simile al nostro, dovremo farlo… con umiltà, modestia e lealtà verso noi stessi e verso compagne e compagni di percorso. La scuola che ci viene proposta ora non ha “bellezza”, non ha “poesia”, non ha “racconto”, non ha rispetto per chi la dovrebbe “fare” e l‟ha fatta crescere, non ha senso pedagogico…ci propone restrizioni di orario, ridimensionamenti, differenziazioni di opportunità per le bambine e i bambini… differenziazioni fra noi. A questo e ad altro dovremmo soltanto pensare. Noi maestre in particolare, noi che abbiamo amato il tempo della nostra scuola a tempo pieno e dei moduli paritari, noi dovremmo stringerci al di là delle appartenenze sindacali e politiche proprio per il rispetto che portiamo le une alle altre, per come ci riconosciamo “sorelle” (parola che mi ha suggerito una cara collega) per via delle nostre faticose esperienze maturate negli anni in cui abbiamo saputo co-
LUNARFOLLIE struire una bellissima scuola di tutte/i, una scuola che ha accolto e desiderato l‟altra/o chiunque fosse, senza avvilirsi, senza risorse, aggiornandosi e formandosi senza interruzione. Noi maestre dobbiamo saperci “riconoscere” nel campo che ci vede ogni giorno sorelle senza tessere di partito o con. Guardiamo oltre, guardiamo lontano e proviamo a convincerci che si può far ancora qualcosa per salvare la bellezza del nostro lavoro, per salvare la possibilità di non vedere andare a mare, con ciò che non funzionava, anche ciò che sapeva volar alto nelle nostre pratiche quotidiane. Stiamo attente a non alzare steccati…a cosa ci servirebbero? Speriamo che tutti i partiti dell‟opposizione e i sindacati, compresi gli autonomi, sappiano capire questo nostro indispensabile bisogno di unità nella diversità e propongano una stessa lotta per tutte/i noi. Claudia Fanti
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Attimi, giorni, momenti tristi sono sola, qui, chiusa in me stessa e con una lacrima versata giù forse pensavi: “è solo un gioco!” forse non mi conoscevi bene mio piccolo amore mi stai tormentando il cuore ho paura di morire non basta cercare di dimenticarti ogni cosa mi ricorda quei momenti passati insieme, la mia vera felicità forse è solo una riflessione, ma le tue parole mi hanno ferito dritto al cuore e sto male più che mai, cerco di nascondermi dietro le parole. Ma c‟è un vuoto profondo nel mio cuore il tuo sorriso, le tue dolci parole tutto mi manca sembra come in un vecchio film e come nella finzione questa storia potrà finire intanto leggo e rileggo nel mio cuore il tuo nome ormai rinchiuso nella mia anima. Incancellabile oramai, e mi sento sempre più sola, vorrei avere una rivincita ma l‟amore supera tutto ciò, e intanto mentre penso di non meritarmi tutto ciò, mi sento sempre più fragile e non riesco ad affrontare questa delusione. Quel sogno stupendo diventato realtà! Se solo quella stella che hai negli occhi non mi avesse rubato il cuore, ora la smetterei di stare male se quel dolce sorriso non avesse smesso di volare
per posarsi sulla tua anima sì, ti amo solo due parole dettate dal mio cuore. DEDICATO A TE… Un secondo è bastato per far incrociare i nostri sguardi… un minuto è bastato per farci innamorare… una vita non basterà per far andare via da me il favoloso ricordo di te… OVUNQUE Anche lassù fra le nuvole sopra le stelle dentro il vento ovunque c‟è il mio amore per te. Risuona fra l‟eco dolce del mare che s‟infrange sulla spiaggia si percepisce nel cadere delle gocce d‟acqua della pioggia, nell‟arcobaleno che colora il cielo… Ovunque c‟è il mio amore per te è intriso nell‟aria e si può sentire il suo profumo. Questo mio amore per te ti consolerà quando sei giù, ti renderà felice sempre… ricorda amore mio quando vuoi sentirmi vicina guarderemo insieme il cielo e i nostri occhi si incontreranno per secondi fatali per poi rendere a ciascuno quello che hanno visto negli occhi dell‟altro. Nei miei occhi c‟è amore… ovunque c‟è il mio amore per te. Veronika & kami 3^G
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Hey Hey… Eccoci di nuovo qua con le ultime news sul cinema internazionale! Questo mese è un mese ricco di bellissimi film… Quindi cosa aspettiamo ad addentrarci nel mondo cinematografico?!? Let‟s go…. Iniziamo il nostro viaggio con una commedia americana… “… E alla fine arriva Polly” Reuben Feffer ha fondato la sua esistenza e la sua brillante carriera su una regola d'oro: non fare mai il passo più lungo della gamba. Perito di punta di una prestigiosa compagnia di assicurazione, Reuben è bravissimo a ridurre al minimo il rischio - insomma, l'esatto inverso del proverbio "chi non risica non rosica". Polly Prince vive la vita come un gioco di fortuna, rallegrandosi degli eventi piacevoli e inattesi che le riserva un'esistenza priva di radici. Se le cose non vanno c'è sempre un'altra possibilità un nuovo lavoro, un altro appartamento in un'altra città. Mai preoccuparsi, andrà meglio la prossima volta.Quando i due si incontrano casualmente a una festa, Reuben - che è stato appena piantato (e in maniera alquanto traumatica) - decide che una volta tanto la fortuna potrebbe stare dalla sua parte. Una storia con Polly lo aiuterebbe a riprendere in mano la sua vita: lei è bella, fresca, spiri-
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tosa. Interpretato dalla bellissima Jennifer Aniston e dal simpaticissimo Ben Stiller… le risate sono assicurate! Questo mese abbiamo anche l‟uscita di tre film italiani uno di questi è “ Non ti muovere” tratto dal romanzo di Margherita Mazzantini… Una giornata di pioggia, uno stop non rispettato, una ragazza di quindici anni che frena, scivola e cade dal motorino. Una corsa in ambulanza verso l'ospedale. Lo stesso in cui il padre lavora come chirurgo. Mentre un collega opera sua figlia, Timoteo rimane in attesa. Nel terrore dell'evento estremo, racconta, getta la sua maschera di fermezza e cinismo di padre e marito modello, per svelare un'immagine di sé, straniata e violenta. Nella speranza di poter barattare le parole con il silenzio del coma, la morte con la vita, rivela, in un immaginario dialogo con la figlia, un segreto doloroso: la storia, dall'apparenza squallida, di un amore extraconiugale potente e viscerale. Ed ecco apparire un'estate arroventata di tanti anni prima, una squallida periferia urbana, una donna docile e derelitta, con un nome spropositato, Italia. Il secondo film italiano che vedremo sui grandi schermi dal 12 marzo è “ Tre metri sopra il cielo”. Parla di una ragazza diciottenne, Baby, studentessa modello
e una figlia perfetta, una ragazza romantica che aspetta ancora il suo principe azzurro. Passa il suo tempo tra la scuola e gli amici e insieme a Pallina, la sua amica del cuore. Step ha diciannove anni, se ne è andato di casa perchè è un tipo violento e passa le giornate con un gruppo di teppisti frequentando le corse di moto clandestine e rubando nelle case dei suoi coetanei ricchi insieme al suo amico Pollo. I due ragazzi, con i loro mondi così lontani e diversi si incontrano per caso, litigano, si innamorano, nell'arco di un anno che resterà indimenticabile per loro e per tutti quelli che li circondano.... Per gli amanti dei cartoni animati è in uscita il nuovo capolavoro firmato Walt Disney… “ Koda, Fratello Orso” Nelle terre del nordovest americano, nella lontana epoca dei mammut. Tre fratelli
LUNARFOLLIE attendono con ansia la cerimonia in cui il più giovane di essi, Kenai, riceverà il suo totem, ovvero il simbolo rivelato dagli Spiriti Superiori destinato a guidarlo nella vita da adulto.. Quando la sciamana del villaggio svela il totem di Kenai, pochi riescono a trattenere le risa: è l‟orso, simbolo di amore. Sconsolato, e quasi per reagire a questo scherzo poco virile del destino, Kenai si mette di buona lena all‟inseguimento di un orso che ha rubato un cesto di pesce. I suoi fratelli lo raggiungono per aiutarlo, ma Sitka deve sacrificarsi per salvare gli altri dagli artigli della belva. Ignorando i consigli di Denahi che invoca la fratellanza fra tutti gli esseri viventi, Kenai si rimette all‟inseguimento dell‟orso con spirito di vendetta. Alla fine riesce nel suo intento e lo uccide, ma a quel punto gli Spiriti Superiori, sotto forma di Luci del Nord, discendono su Kenai e lo trasformano nella creatura che più odia al mondo: un orso, appunto. Denahi, giunto sulla scena della trasformazione, trovando i vestiti laceri del fratello, pensa che sia stato ucciso dall‟orso e, scambiando Kenai-orso per la fiera omicida, tenta di ucciderlo. Kenai fugge finendo per imbattersi nell‟orsetto Koda. Il cucciolo, che si rivela essere il figlio dell‟orso ucciso dallo stesso Kenai, convince il nuovo venuto ad accompagnarlo al grande „happening‟ annuale degli orsi, il Raduno del Salmone. Sarà un lungo viaggio, ricco di nuovi incontri, che aiuterà Kenai a riap-
17 propriarsi del concetto di fratellanza. Invece per chi ama i film horror è in uscita “Jeepers Creepers 2”… Ogni 23 primavere torna in vita e per 23 giorni… mangia. È‟ il mostro col cappello, che tormenta i paesini del centro degli Stati Uniti. Siamo al giorno 23 e il Creeper deve concludere il pasto abbuffandosi più che può; così, dopo aver divorato il figlio di un contadino, individua il piatto ricco in un autobus pieno di liceali che tornano a casa dopo una partita di basket. La notte sarà una battaglia tra la squadra di basket assediata nel bus e il mostraccio, che vola come un pipistrello e preleva uno a uno i ragazzi per cibarsene. Il suo compito è facilitato dalle rivalità intestine dentro la squadra, che non riesce a essere unita contro il nemico. Ma il contadino che ha perso il figlio vuole vendicarsi a tutti i costi e corre in aiuto dei giovani con un'arma speciale... Il terzo film italiana che troveremo presto in tutte le sale cinematografiche è il nuovo film di Giovanni veronesi… ”Che
ne sarà di noi”!!! Nell'atmosfera magica della 'Caldera' (il cratere del vulcano) di Santorini si consuma il viaggio iniziatico di tre ragazzi, Matteo, Paolo e Manuel, che non sanno quasi nulla della propria vita. Con la scusa di rincorrere Carmen, la ragazza di cui Matteo è innamorato, i tre partono per la Grecia all'indomani della maturità. Per questo mese abbiamo terminato con le anteprime cinematografiche… come ultima diamo uno sguardo alla notte degli oscar… RITORNO A COLD MOUNTAIN
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR Attrice Non Protagonista (Renèe Zellweger) IL SIGNORE DEGLI ANELLIIL RITORNO DEL RÈ
VINCITORE DI 11 PREMI OSCAR Film, Regia (Peter Jackson), Scenografia, Sceneggiatura Non Originale, Effetti Speciali Visivi, Canzone Originale, Colonna Sonora Originale, Costumi, Montaggio, Sonoro, Trucco Ale & Giada 5^ I
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TEMPO DI VIAGGI Marzo è arrivato e con lui anche le nostre tanto desiderate gite! Accurati e faticosi preparativi, attuati dai rappresentanti di ogni classe e dal professore Mattoni, hanno portato alla realizzazione di questi viaggi d‟istruzione che si svolgono ogni anno. Elettrizzati da questo avvenimento tutti gli studenti, già a metà febbraio, iniziano a pianificare e programmare le loro uscite libere che potranno effettuare durante la gita. Forse alcuni ragazzi potranno avere un po‟ di paura ad allontanarsi così tanto da casa e stare in una città che non si conosce, infatti non è facile ed è poco piacevole trovarsi tra persone che parlano una lingua diversa dalla nostra e magari con abitudini altrettanto diverse. Le mete programmate per quest‟anno sono quasi tutte all‟estero, e sono: Barcellona Budapest Toscana Baratti – Populonia Parigi
Salisburgo Praga Austria Costa Amalfitana Insbruk Monaco
Nonostante le lunghe ore di viaggio, noi non ci lasciamo scoraggiare ed attendiamo con ansia questa esperienza che ci permetterà anche di conoscere nuovi luoghi. Senza dubbio, durante il viaggio, proveremo delle forti emozioni anche solo guardando fuori dal finestrino e leggendo tutti i nomi di città straniere. Saremo fuori dal nostro paese senza i rimproveri dei genitori, senza libri ma solo con dei vestiti, soldi, compagni e tanta voglia di divertirsi! Concludiamo questo articolo augurando a tutti un buon viaggio e un piacevole soggiorno!!!! Laura & Lalla 4^ b
SULLA STRAGE IN SPAGNA 11 marzo 2004: a Spagna è nel caos. A Madrid tre bombe sono esplose sui treni uccidendo 201 persone e ferendone più di mille. Noi, 5I 5D 5G, quel giorno ci trovavamo a Barcellona in visita d’istruzione e abbiamo vissuto questa strage da vicino. Centinaia di giovani sono scesi in piazza a manifestare, i negozi avevano le saracinesche abbassate, le bandiere a mezz’asta e molti cittadini in coda per donare il sangue alle vittime dell’attentato. Ovunque regnava un silenzio agghiacciante, il vocio delle persone sedute nei bar era scomparso e l’attenzione era rivolta unicamente alle immagini della strage trasmesse sulla rete nazionale. Nell’aria c’era uno spirito di solidarietà, di paura e preoccupazione che hanno unito la nazione e tutto il mondo. Ci uniamo anche come scuola a tutto al popolo spagnolo e condanniamo questi vili attentati che colpiscono indiscriminatamente gente innocente. Invitiamo tutti a lavorare perchè ritorni nelle nostre strade e nelle nostre piazze la sicurezza e invitiamo chi ha responsabilità politiche a lavorare per sconfiggere il terrorismo e promuovere la pace.
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impegni quotidiani oggi, invece, vi fa piombare in uno stato d‟animo particolare.
Ariete Dopo un fine settimana piuttosto scostruttivo, il ritorno a scuola vi trova oggi molto disordinati e, soprattutto, inconcludenti. Questo avviene a causa della cattiva posizione della Luna nel vostro segno. Cercate di aprire di più i libri. Toro Il ritono alla vita scolastica non fa piacere a nessuno, ma la ripresa dei vostri impegni, invece, vi rende in forma. La Luna, infatti, è in transito in Bilancia. Ci sarà grande armonia per chi vi sta accanto, che apprezzerà il vostro equilibrio. Gemelli Il fine settimana è stato un pò complicato. Oggi, tuttavia, sarete baciati dagli astri. C‟è la possibilità di ottenere grandi risultati e con un pò di impegno raggiungerete voti altissimi. Cancro Oggi è il giorno fortunato del vostro segno. Cercate di sfruttare questo fattore! Non disperdete le energie, in questi giorni molto elevate. Questo vale sia per la scuola sia, soprattutto, per l‟amore. Leone In corrispondenza dell‟inizio
Capricorno I sentimenti sembrano, oggi, occupare del tutto i vostri pensieri. Il ritorno ai compiti quotidiani vi trovano, di conseguenza, un po ditratti.
d e l l a s e t t i m a n a sa r e t e accompagnati da una grande capacità dialettica.La Luna, infatti, è in transito in Bilancia. Non abbiate timore...fatevi interrogare. Vergine Approfittate dell‟inizio della settimana per controllare le finanze. La Luna, in questi giorni, si trova nella casella del denaro. Pretendete, da chi di dovere, un aumento. Bilancia La Luna, in transito nel vostro segno, vi permette di cominciare la settimana nel migliore dei modi. Le caratteristiche migliori del vostro segno sono esaltate. Potrete pretendere qualcosa in più da chi giudica il vostro lavoro. Scorpione La fine della scorsa settimana scolastica vi aveva reso di ottimo umore. La ripresa degli
Acquario Finalmente oggi, si ricrea una certa armonia con gli altri! La Luna dà un forte aiuto. Si trova, infatti, in transito nel segno della Biancia. E‟ esaltata la capacità di analizzare le situazioni e di migliorarle, per il bene i tutti. Pesci Indossate qualcosa di bianco, il colore portafortuna del vostro segno, per lenire lo stress dei compiti quotidiani. In questa giornata potreste sentirvi molto portati a curare i vostri affetti
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XI CONVEGNO NAZIONALE DELLA STAMPA STUDENTESCA I.T.C. R. Luxemburg – Torino ~ Équipe CSA Piacenza ~ I.T.C. A. Lunardi – Brescia ~ Assess.to alle Politiche Giovanili – Pr. di Alessandria Direzione Regionale Scolastica – Torino ~ CSA – Torino L.S. C. Cattaneo – Torino ~ I.T.I.S. C. Grassi – Torino – Redazione di Zai.net – Torino Rivista Informa Giovani – Torino Collaborazione Servizio Catering: I.P.A. J.B. Beccari – Torino
Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento di tutte le redazioni dei giornali scolastici. L’appuntamento è per il 30 marzo a Torino. Brescia parteciperà con più di 50 persone e Lunarfollie sarà presente con una buona parte della sua readazione. A Torino saremo in tanti. Parteciperanno infatti 80 redazioni e circa 250 persone, Tutto ciò sta a dimostrare che i giornali studenteschi sono vivi e abitati da gente che vuole riflettere seriamente sul momento storico che stiamo vivendo
XI CONVEGNO STAMPA STUDENTESCA TORINO, 30 Marzo 2004