Marzo 1995

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Anno 3 Numero 5

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scurare il tempo, non coglierlo in termini di un passato e di un futuro distanti (e non solo nei termini delle impressioni sensoriali del presente) è il segnale forse più acuto della crisi della percezione della storia da parte dell’uomo. Ce ne siamo accorti seguendo l’interessante corso sul tema:" Quelle nostre speranze di allora" organizzato nel nostro Istituto.

Il tempo che dal futuro, attraverso il presente, scorre verso il passato è il telaio che tesse l’ordito della vita umana nel mondo e che orienta tutte le domande e le risposte di senso degli uomini. La vita infatti trova il suo senso nella storia, cioè nella memoria e nel progetto di futuro. La vita dei giovani deve anch’essa essere coerente con la memoria del passato e con i progetti di futuro. Ma oggi le cose non stanno così. L’atteggiamento degli adulti nei confronti dei giovani sembra essere centrato solamente sull’inserimento nel presente, sull’integrazione nel

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sistema sociale in modo che i giovani non lo sconvolgano ed e sso p o ssa c on se r va r si e perpetuarsi così com’è. Siamo dunque inseriti in una società che ci spinge ad occuparci solo del presente dimenticando la capacità (e la necessità ) di fare progetti a lunga scadenza come anche l’ i mpa ra re d al pa ssa t o adeguatamente rivisitato e studiato. La storia diventa così una specie di impaccio perché è molto più

quindi del futuro dei giovani intesi come generazione oltre che come figli. Ecco perché alle nuove generazioni si sta consegnando un mondo in cui è stato fortemente messo in crisi l’ambiente naturale, in cui le istituzioni sono poco credibili, la vita sociale gravata da un forte debito pubblico, in cui sc a rse sono le possi bilit à occupazionali e dove vi è un vuoto desolante di progettualità sociale. E questi stessi adulti tendono a

se mpl i c e ga ra nt i re "l a collaborazione tra persone prive di senso storico che non tra popolazioni con storie diverse e solitamente antagoniste"(Fraser). In questo clima culturale noi giovani non siamo considerati dagli adulti come il seme del futuro, coloro ai quali affidare sia quello che si è costruito sia i sogni che non si è riusciti a realizzare. Prigionieri del presente gli adulti appaiono quasi sempre impegnati a soddisfare i propri bisogni e i bisogni della loro famiglia e non si occupano del futuro della società e

vedere noi giovani come portatori di una fragilità esistenziale e di una potenziale devianza a cui è stato dato il nome di "disagio". Il vero disagio è per noi l’incertezza del futuro, la mancanza di un progetto per il futuro ed è questo che provoca angoscia. Alla scuola chiediamo che sappia trasfondere in noi un duplice senso di speranza; "quelle speranze di allora...." perchè diventino anche" nostre" e le speranze di oggi perché il futuro possa veramente germogliare. La Redazione


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In che cosa sperano i giovani d’oggi? Dove e a che cosa orientano la loro fiducia? Difficile dare una risposta a questi interrogativi. Alcuni giovani non ha nno speranze, si definiscono "temerari", perché vivono alla giornata; dicono di essere animi liberi, unici padroni di se stessi. Non hanno progetti a lungo termine, questi sarebbero una responsabilità troppo grande per loro. Bisognerebbe ricordare loro che "non è tutto oro quello che luccica", perché solitamente i loro punti di riferimento sono i miti proposti dal consumismo, destinati a cadere nel momento in cui cambia la tendenza. I più numerosi sono abituati ad avere tutto e subito, senza un minimo sforzo, pe r que st o non ha nno gratificazione personale...quindi non sono motivati ad effettuare progetti, che possano cambiare in qualche modo la loro condizione. Riflettono poco, preferiscono affidarsi all’istinto, che per la maggioranza dei casi, li mette in condizioni di effettuare scelte ad unico vantaggio personale. Stanno pagando sulla loro pelle il prezzo di un e sa ge rat o corso d i socializzazione, troppo aperto, che li ha obbligati a non avere più inibizioni e a reagire con aggressività ai problemi loro posti; anche se poi, nel loro profondo, sono molto inquieti. Si mascherano dietro ad atteggiamenti adulti per acquistare più credibilità e rispetto, ma il risultato è sempre il contrario. Alcuni giovani invece sono riusciti ad inserirsi adeguatamente in questa società frenetica che pur avendo tanti lati negativi, ha migliorato di gran lunga la concezione morale dell’uomo e il tanto discusso tenore di vita. Questi ragazzi potremmo definirli gli "ottimisti-realisti", ossia quelli

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che sono consci delle loro capacità e provano a sfruttarle per il meglio. Credono nella solidarietà come arma per abbattere i muri apparentemente invalicabili dei pregiudizi. La speranza stessa dà loro forza, forza di credere in loro stessi e nella società contorta in cui vivono. Spesso indirizzano il loro operato ad aiuti umanitari, perché quando si parla di "uomo", la speranza è sempre presente, bisogna solo avere le capacità per risvegliarla. La loro speranza è il loro entusiasmo! Ci sono poi ragazzi che si trovano al bivio se sperare o no. Questi sono i più difficili da comprendere, pe rc hé son o se mpre c o sì maledettamente insicuri e per questo, si adattano a seconda delle situazioni. Sono i giovani che non hanno stima di se stessi, ai quali probabilmente manca l’affetto sincero. Si giudicano dei perdenti e non trovando la forza di dare una svolta alle loro vite si limitano ad occupare un posto di "sciacalli" a cca nt o a pe rsona ggi c he riscuotono successo. Restano infine gli illusi, giovani che sperano tanto ma che agiscono poco. E’ importante convincerli che gli eventi devono essere provocati, perché raramente accadono per caso. Oserei definirli elementi a rischio, perché quando sarà tolta la protezione agli insuccessi, si troveranno soli, inesperti e quindi esposti ai "predatori della giungla della vita". 00000000000000 Barone

6 febbraio ‘95: 50° anniversario della fucilazione di Astolfo Lunardi, morto nella lotta contro il nazifascismo per difendere il valore della libertà. Le lezioni vengono sospese dalla quarta ora, per dare a tutti la possibilità di seguire, attimo per at tim o, l a c er im oni a d i in au g u r az ion e d e ll a t arg a marmorea, dedicata al nostro Istituto e realizzata grazie al contributo dell’Amministrazione Provinciale. Il gruppo teatrale "L’Alveare" prepara l’accoglienza delle autorità e ci introduce nel clima di riflessione che caratterizza l’intera giornata. In un’atmosfera degna degli ospiti presenti il Preside Colosio, ringrazia per la cospicua presenza di genitori, alunni e professori e presenta Paolo Senni, Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di Brescia, il quale invita i giovani a difendere il proprio diritto di sapere e di conoscere e ricorda che il benessere di cui sono partecipi e la libertà di cui godono non sono frutto del caso, ma dell’impegno di chi per essi si è battuto. "L’impegno di Lunardi, - afferma Mino Martinazzoli, sindaco di Brescia, - non è stato vano, bensì utile per l’odierna convivenza civile" e continua: "E’ sorprendente la durata e la continuità di ciò che immut ab ilm en t e h a valore, nonostante siano passati 50 anni". I l mic rofon o vien e c edut o all’Ispettrice scolastica, Marisa Semeraro, mentre gli "spettatori" si scambiano brevi riflessioni, pur continuando a rispettare la solennità della cerimonia. Emozionata e commossa, la Semeraro, fin da bambina ammiratrice di Lunardi e spesso ospite della sua casa, afferma di essere contenta che il nostro Istituto sia stato a lui intitolato, perchè è lodevole oggi, in una realtà contrassegnata da episodi di


LUNARFOLLIE intolleranza e violenza, il progetto di Intercultura, elaborato nella nostra scuola, secondo il quale d ovremmo c resc ere n ella tolleranza e nell’accettazione delle altrui diversità. Prende poi la parola Lino Monchieri, Dirigente superiore per i servizi ispettivi della pubblica istruzione, e illustra la vita di A. Lunardi, leggendo con ardore alcune pagine del diario di Emiliano Rinaldini, sincero amico e convinto seguace del "ribelle per amore", anch’egli vittima del fascismo. Monchieri riesce a suscitare un lunghissimo applauso e qualche lacrima di commozione descrivendo il "temerario coraggio" e la "lucida determinazione" di Lunardi, un uomo dall’ "intelligenza aperta", dalla "volontà ferrea", dalla "bontà naturale", dalla "fede lim pid a", "cord ialissim o nell’amicizia, generoso con tutti e verso tutti, disposto a donarsi", un uomo che, "animato da un ottimismo inesauribile, trovava nell’arte la gioia di vivere". La cerimonia si conclude alle 12.35 con lo scoprimento, da parte del sindaco Martinazzoli e dell’Ing. Costanzo Valli, della targa m arm orea, p rec edut o d alla recitazione di una poesia di Italo Calvino, declamata da alcune exalunne. Al titolo della poesia si rifà l’iniziativa "Quelle nostre speranze di allora", promossa e realizzata dal gruppo teatrale "L’Alveare", affinchè gli studenti possano rendersi consapevoli delle radici della loro storia. Il percorso educativo-culturale si concluderà il 26 aprile ‘95 con la cerimonia di chiusura della celebrazioni per il 50° anniversario della guerra di liberazione e lo "svelamento" della tela pittorica dedicata al martirio di Astolfo Lunardi. Aspettando tale avvenimento, diamoci dunque da fare, affinchè il ricordo di chi ci ha preceduti non si svilisca, ma ci sia d’esempio perchè, come ha affermato Paolo Senni, "Dipende da noi se il mondo migliora o peggiora". Alessandra Benini

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PER ELENA B. 3^F Sei la mia migliore amica anche se: - canti da cani - sei ripetitiva - sei una ritardataria - ti scotti con le lampade Ma ti voglio bene un casino. Resta sempre così! By CIP PER PAOLO, FABIO P. e FABIO N. Siete fuori di testa come noi e per questo ci siete simpa fex By Chantal e Suma PER FRANZ 3^F Also! Cosa si può dire ad una tipa così? Forse che oltre ad assomigliare ad Alison sei troppo simpa e spero che resterai sempre mia amica. Se mi sono accapponata a questioni di lana caprina, scusa. Il messaggio era in poche parole questo: TVBFCA CIOP ‘77

PER MICHELE 3^H Non vedo l’ora di rivederti recitare. A quando la prossima volta? Ci vediamo sempre per i corridoi e non so mai cosa dirti. Ne aprofitto ora per dirti che sei strasimpa e carino. Ciao by Alessandra PER MICHELE 1^L Smettila di importunare la Francesca di 2^N by un anonimo di 3^ Chiunque abbia scritto quel messaggio sul giornalino N 4 alla LIZZI,vi siete mai visti allo specchio? By vere amiche della Lizzy PER TETY 2^L Se non ci fossi bisognerebbe inventarti. Per me stai diventatando troppo importante, anche se sei già al centro dei miei pensieri. TVTBTTFF BY C:

PER LAURA 3^L Perchè non gli apri anche tu la porta del tuo cuore, è un ragazzo molto dolce e simpatico, non ti deluderà. By 2 amiche dell’anonimo

PER PAOLO 5^G Sei carino fess e mi piaci un casino. Vorrei conoscerti meglio. Se vuoi vieni in 1^F e chiedi di Nicoletta. Baci

PER LAURA 3^L La porta del mio cuore è aperta... sta a te decidere se entrare! By un anonimo di 1^L

PER MICHY 3^F Alla gnara più sfigata del Lunardi: dai che la prossima volata ti vengono a prendere in elicottero! By le tue amiche CIP & CIOP.

PER PAOLO 4^H Tanta gente ti scrive messaggi per dirti che sei figo. Io, oltre a questo ti dico che mi piacerebbe molto conoscerti, ma il problema è che non so se ti conosco già! P.S. Mettilia ancora la giacca... stavi troppo bene! Ciao xxx ‘77 PER FRANCESCA 2^N Tiratela di meno con l’anonimo perchè è un mio grande amico. Vuoi indovinare chi è? Non faccio nomi, nè cognomi, nè soprannomi: ballerina. By Mitico S.Polo 1^L PER MICHELE 3^H Vorremmo solo conoscerti, niente di più. By Anonime

PER PAOLO 5^G I tuoi occhi illuminano questo cielo così buio! Disperatissima 1^F PER FRANCESCA 2^N Ce l’hai ancora il gnaro? Se sì mollalo! Sei troppo importante per me!!! By un anonimo PER MANUEL 2^D Continua pure a fare il figo perchè tanto lo sei. Sono quella del biglietto, quasi sicuramente sai chi sono...mi piacerebbe solamente conoscerti, sono simpa fess.


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nostalgie ed i pianti, ma che mi Lo scambio a cui vorrei era servita più di ogni altra accennare si è svolto in due esperienza per conoscere tempi. Lo scorso aprile l'attuale meglio le mie capacità di V F si recò a Strasburgo per autonomia, di sopravvivenza. partecipare (con una classe di Per la prima volta, finalmente, a studenti olandesi di Nimega ed diciotto anni ero riuscita a una di st udent i d e l cavarmela da sola, per questo Mariengymnasium d i mi pare ancora adesso di aver Warendorf) ad un gioco di raggiunto uno dei tanti obiettivi simulazione del funzionamento di uno scambio culturale. del Parlamento Europeo e per Riuscire ad essere per una visitare i campi di battaglia della volta responsabili ed autonomi prima guerra mondiale (il Col du in un paese straniero, lontano dal nostro come abitudini, modi Linge in Alzazia). In seguito ci spostammo a di pensare e tradizioni, direi che W arendorf, nei pressi di fa parte di quegli obiettivi propri Münster e dell'Olanda, per di un viaggio simile, oltre seguire un corso di lingua naturalmente ad approfondire lo della lingua, t edesc a t enut o da due s t u d i o perfezionarne la pronuncia, insegnanti della Werkstatt für visitare monumenti, chiese, Bildung und Kultur di Münster. Lo scambio si è quindi concluso riuscire ad interpretare, senza nella settimana a cavallo tra la troppi malintesi, ciò che gli fine di ottobre e i primi di ospiti ci comunicavano. novembre dello scorso 1994, Non potrò mai dimenticare quei con una serie di attività di giorni. Provo ora un po' di approfondim ento dei tem i commozione a scrivere queste pensando alle affrontati all'estero e con i r i g h e , concerti dei Groovin' Mary, disavventure che abbiamo gruppo studentesco del Marien- trascorso insieme a "quei gymnasium, tenuti nel teatro del ragazzi" del Mariengymnasium, Lunardi e presso l'oratorio di alcuni erano francamente un po' Torricella. Ecco di seguito strani, altri un po' timidi, altri al c u n e im p r es s i on i s u l cercavano di imparare il più alto soggiorno bresciano dei nostri numero di parole in italiano e noi a ridere per come queste ospiti tedeschi. venivano da loro pronunciate! L'ESPERIENZA DELLO Ci siamo così un po' rifatti delle SCAMBIO figuracce che ci capitava di fare "Ah, è andata", pensai subito ogniqualvolta venivamo costretti sul treno durante il viaggio di ad usare il tedesco. ritorno da Warendorf a Brescia Ma alla fine, sembrerà assurdo, nell'Aprile del 1994, tra il per me è stato davvero un sollevato ed il dispiaciuto confronto tra l'Alessandra pensavo ai quindici giorni impaurita, se vogliamo un po' trascorsi fuori casa, lontano dal insic ura ed indecisa, e mio solito e normalissimo l'Alessandra, invece, che è mondo. riuscita ad essere serena anche Ero sollevata alla fine della nelle situazioni più difficili, che s et t i m an a t r a s c o r s a a se l'è cavata anche con un Strasburgo, durante la quale sorriso in più! non erano mancate le crisi, le (Alessandra Marelli)

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Impressioni di Novembre

PEPPEREPE': I GROOVIN' MARY ! Assieme al gruppo di ragazzi tedeschi che ci hanno ospitato a Warendorf, durante l'aprile del 1994, sono arrivati anche i componenti della banda del Mariengymnasium: i formidabili Groovin' Mary! Alla notizia dell'arrivo di questi ospiti "inattesi", tutti pensarono che sarebbero rimasti un poco isolati, visto che non li avevamo conosciuti precedentemente, come gli altri.

NON E' STATO ASSOLUTAMENTE COSI'!!!

Sono stati simpaticissimi e molto coinvolgenti, e tutto si può dire di loro (ehm, si fa per dire!), tranne che si siano isolati! Infatti, si sono esibiti per ben tre volte ed hanno letteralmente conquistato quanti hanno assistito ai loro concerti! E' incredibile la loro bravura. Il repertorio col quale si sono presentati ci è sembrato particolarmente adatto per mostrare anche ai più scettici le loro capacità musicali. In teatro si sono esibiti con trombe, tromboni, sassofoni e batteria, ma anche con chitarre bassi e flauti. Sulla scena ci stavano appena, e solo ai più attenti non poteva sfuggire che dietro tutti stava nascosto


LUNARFOLLIE anche il giovanissimo batterista. Peccato che non ci sia stato il tempo per preparare qualche collaborazione che sfruttasse le doti canore di alcuni nostri compagni di classe (vero Giordano?) I brani che hanno riscosso maggiore successo sono stati "Barbara Ann" dei Beach Boys e "Locomotion" di non ci ricordiamo più chi. E' stato davvero entusiasmante poter scandire il ritmo della batteria di Michael e lasciarsi trasportare dalla vitalità dei sax e degli ottoni. I Groovin' ci hanno confessato che non imm aginavan o p ot essim o essere un pubblico tanto s c at e n a t o e c a l o r o s o . Comunque anche Afra e tutti gli altri suoi compagni non scherzavano nel comunicare la loro voglia di divertirsi e di muoversi. Anche durante l'esecuzione serale presso l'oratorio di Torricella i Groovin' hanno i n c on t r at o u n n ot ev ol e successo, sia tra i genitori presenti, sia tra quanti da fuori avevano seguito l'esecuzione con un occhio di riguardo sulle nostre torte. Il successo è stato pari solo a quello con cui le nostre fantastiche torte sono state spolverate. Sfidiamo qualsiasi altra classe a farne di migliori (il nostro profe di Ita s'è già offerto per la giuria). Da parte nostra, grazie alla presentazione disinvolta di Giord an o, non abbi am o comunque sfigurato, poiché in segno di omaggio abbiamo proposto agli ospiti l'esecuzione di alcune melodie eseguite da un sestetto dell'orchestra Terroni (sì, proprio così), che con mandole, chitarra e mandolini hanno rievocato anche brani della canzone napoletana. Tra gli esecutori, al mandolino, c'era anche una exallieva del Lunardi, Claudia Maffina (che ringraziamo

5 particolarmente). Peccato non ci sia lo spazio per raccontare tutti i dettagli, tuttavia, a prova della buona riuscita dell'iniziativa, basterà dire che alcuni di noi sono ancora in contatto epistolare con i propri ospiti. Vorremmo infine ringraziare di cuore i Groovin' Mary e gli organizzatori (Elfi, Rolf, Monica e Jutta), grazie ai quali abbiamo imparato quanto può essere piacevole, oltre che saltare delle ore di lezione in modo intelligente, stare insieme a ragazzi con i quali si hanno delle cose da dire e ormai dei ricordi da condividere. (Rosella e Giordano V F)

Non sapendo poi come comportarci, alcuni di noi hanno preso l' atlante e hanno cercato qualche informazione in più su Warendorf e i suoi dintorni. Ecco ora di seguito una serie di nostre impressioni. Michela: "Ho ospitato due ragazzi: Martin (18) e Maik (17). Insieme ci siamo divertiti tantissimo e capitava spesso di uscire a Spazierengehen insieme per Brescia e dintorni." Luca: "Io ospitavo un ragazzo molto simpatico, ma con gusti molto diversi dai miei , preferiva andarsene a letto alle otto di sera piuttosto che uscire. I miei non lo vedevano tutto." Vera: "Ho ospitato Karin (15),

Prove tecniche d'ospitalità

una ragazza molto dolce e allegra, che si è ambientata subito a differenza di altri che ci hanno messo un po' di più." Silvia: "Nicole (16) è una ragazza timida a cui non piace la musica da disco (bravaaa!); infatti l'unica volta che l'ho portata in discoteca si è annoiata Ein bißchen." Elena: "Stefan (18), oltre ad essere molto carino, suonava il sassofono nel gruppo dei Groovin' Mary, a sentirlo era veramente forte." Francesca: "Afra è una ragazza di colore molto simpatica, molto bella e sempre molto allegra. senza particolari difetti, ma con

Siamo Michela, Luca, Vera, Silvia, Elena e Francesca di III F ed abbiamo ospitato alcuni degli studenti del Mariengymnasium di Warendorf, quelli cioè che non av ev ano t rov at o una sistemazione presso i nostri compagni della V F. Questa è stata un' esperienza molto emozionante, nonostante le continue difficoltà suscitate dalla loro lingua. L' impatto del primo incontro è stato più unico che raro. L'unica cosa che riuscivamo a spiccicare era uno straccissimo: "Bist du müde ? ", ossia "Sei stanco?".


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alcune strane abitudini. Per esempio dopo essersi lavata i denti sbatteva lo spazzolino per circa 10 minuti sul lavandino, finchè un bel giorno si è rotto, (lo spazzolino. Cosa avevate capito?)." Come si puo intuire i tedeschi ci mancano molto e cercheremo in un modo o nell'altro di andarli a trovare in Germania. Per questo al prof. Marchetti, al quale siamo molto affezionati, nonostante ci abbia obbligato (si fa per dire) a visitare chiese e musei, chiediamo a little help e la PER LUCA 1^F massima collaborazione. Sei troppo carino,mi prendi una ( Serv. Giovanni Battagliola 3 F) cifra.TVBF.

parere dell'insegnante

"L'articolo, di Giovanni a parte una certa verve, è un po' una schifezza: manca quasi tutto: cosa avete visto insieme, quale è stato il momento più bello e quale il più difficile, quale, ancora, il più strano. Come sono stati i concerti dei Groovin' Mary, che notizie avete raccolto sul loro modo di vivere e di vedere la realtà? Quali sono stati i giudizi degli ospiti sulla scuola e su Brescia? Chi li accom pagnava? Quali gli obiettivi dello scambio? Com'è s t at a l ' o r g a n i z z a z i o n e ? Scontato il giudizio sul profe che vi porta forzatamente nei musei, come se si trattasse di un'attività patibolare. A vostro credito va riconosciuto, tuttavia, che vi siete offerti generosamente per ospitare all'ultimo momento quanti non avevano trovato un partner in V F. Per questo, oltre al mio sentito ringraziamento, valga per voi l'adagio "meglio fare e sbadigliare che non fare e sbadigliare" Sagomaccia ! La redazione ringrazia le classi del triennio F per questo ampio servizio da loro realizzato che per la prima volta accoglie la proposta di una pagina da gestire come classe

P.S.:auguri per S.Valentino!! YYYYY. PER ANDREA 3^H Nonostante siano già passati tre mesi da quando mi sono innamorata di te, n o n s o n o an co r a ri u s ci t a a dimenticarti! TVBUC Ma! PER GIORGIO T. Vo rrei s cri vert i q u al co s a d i speciale...ma di spciale ci sei già tu!!! Ti dico solo che sei bello come un’ora buca di matematica!!!Ti amo! YXXX PER ELISA 3 ^M Ti voglio tanto bene, non cambiare mai. Scherzo. By Elena. PER E. Dai, che prima o poi lo conquisti Jarno!!! T.V.B. Manu PER ELENA, DEB OR AH, CRISTINA 1^G Siete bellissime, da quando vi ho visto non penso che a voi.Siete stupende. By anonimo PER LUCA 3^F Grazie perchè esisti.Senza la tua amicizia non so che farei... T.V.T.B Vera 3^F PER PAOLO 3^C Sei figo fess, è dal primo giorno di scuola che ti corriamo dietro. By Chantal, Ilenia e Suma.

P E R C HI AR A, V E R O N IC A, FABIANA, ROBERTA E GLORIA Anche se alcune di voi sono completamente fuori di testa, siete ugualmente simpa fex. By le due mitiche di 1^I. PER BLESIO 1^B Fai meno il figo...sei un picio. XXX’78. PER ELISA 2^F Hai detto che hai scritto un bel biglietto?!E allora ti dico"grazie", con un grosso bacione. T.V.B.F.Manu. PER MARIO 3^H Tutte le volte che ti vedo mi piaci sempre di più.Sei fantastico!! T.V.B.F Eli. P.S.Un bacetto al tuo inseparabile amico!! PER ALE 2^L T.V.B.F By Flush PER MANUEL 2^D Quando eri all’ospedale ci mancavi moltissimo, ed ora che sei tornato non ci resta che dirti: "S ei s trab ello , T. V. U.C .D.B. e soprattutto T.V.!" By POTATOES and ALVARUCCIA AL DIRETTIVO DELL’I.T.C. non vi dimenticherò mai... V.V.B.F. Vera . PER SILVIA 1G Mi manchi, lo sai, sei mitica, peccato che non ci ripensi... Comunque TVB by Sara e C


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Una vecchia leggenda narra la storia di un uomo, che viveva con sua moglie su un’isoletta deserta della costa occidentale del Canada . I due si sentivano molto soli perchè non avevano figli. Ogni sera la giovane donna sedeva sola sulla spiaggia e osservava il PER FABIO E DONY 1B cielo che aveva il colore delle Siete strasimpa, continuate così. piume di un gabbiano. "Ah! Se By Tutti avessi dei bambini! PER ANDREA 3I Sei carino fess, mi piacerebbe pensava tra sè potrei giocare con conoscerti. da Bollicina loro sulla spiaggia e questa solitudine PER ELENA 1 B n o n m i Elà picciotta, sono la tua ex compagna distruggerebbe.". Stefania. Ricordi alla "Betti" quando Un giorno, nel uscivamo insieme per andare in tramonto infuocato centro? Che ne dici di ricominciare? di una giornata Aspetto una tua risposta la tua d’agosto, un martin amicinissimissimissiama amicona Stefy 1G pescatore, che aveva ascoltato i sospiri di Eveline, pronunciò PER ALESSANDRO 3 C Sei un gran figone. Il tuo pizzetto u n a f r a s e rosso ci ciapa fess! Sei troppo enigmatica: "Guarda dentro le maschio. conchiglie! Guarda dentro le By 2 tue coetanee conchiglie!" Eveline non soffriva solo perchè le PER FABIO 2D era negata la possibilità di avere Sei strabello, strafigo, hai un figli: le mancava anche la fondoschiena che è la fine del mondo. By anonime 1G compagnia del marito, che ogni giorno prendeva il largo e lavorava Ci conosciamo da nove anni, ogni duramente per non farle mancare momemto era buono per litigare. Ora nulla. vogliamo ricominciare il nuovo anno Una sera, sul mare, Eveline vide un insieme unite. gabbiano che giocava sulle onde PAOLA E SARA 4 G con la sua nidiata. "Oh, gabbiano" sospirò la donna - potessi avere dei piccoli come te!". Il gabbiano rispose, ripetendole la frase del martin pescatore: "Guarda dentro le conchiglie! Guarda dentro le conchiglie!" Improvvisamenteun Eveline udì un pianto che giungeva d a una grossa c onc hi gl i a abbandonata sulla spiaggia; la raccolse e vide che dentro c’era un minuscolo bambino, che strillava con quanto fiato aveva in gola. Lo portò a casa e si prese cura di lui.

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Con l’andar del tempo egli divenne un ragazzo grande e forte. Un giorno disse alla giovane donna: "Vorrei che tu mi facessi un arco con quel braccialetto di rame che porti al polso!". Eveline sorrise e, per farlo contento, costruì un piccolo arco e due piccole frecce, da cui il ragazzo non si separava mai e con i quali andava a caccia

nella foresta, catturando uccelli d’ogni genere. Più il tempo trascorreva e più il viso del ragazzo assumeva un intenso colore dorato, più brillante del suo piccolo arco. Quando stava seduto sulla spiaggia, il mare era sempre calmo e strane luci chiare giocavano sulle acque. Un giorno si scatenò una tempesta e il mare era così agitato che il pescatore non potè uscire con la sua barca. Dopo pochi giorni l’uomo e la sua famiglia non ebbero più pesce per nutrirsi. Allora il ragazzo disse: "Padre lasciami venire con te in barca e io sconfiggerò lo Spirito della Tempesta" Insieme presero il largo e incontrarono lo Spirito della Tempesta che arrivava da sud-est dove vivono i grandi venti. Egli prese a soffiare selvaggiamente, ma non riuscì a rovesciare la barchetta, che il ragazzo guidava


8 sorridente tra le onde, anzi improvvisamente il mare si calmò intorno a loro. Allora lo spirito della tempesta chiamò in aiuto il suo amico Bruma del Mare, che aveva il potere di disorientare e far perdere chiunque. Quando l’uomo lo vide stendersi sull’acqua si spaventò a morte. Ma il ragazzo disse: "Non temere, non ti farà del male finchè ci sono io!". E infatti Bruma svanì rapidamente così come era venuto. Lo Spirito della Tempesta, che non poteva fare altro, si allontanò irato e sul mare regnò nuovamente la calma. Mentre tornavano a casa, il ragazzo insegnò al padre un ritornello magico, che costringeva i pesci a saltare nelle reti, riempendole fino all’orlo. "Dimmi il segreto del tuo potere!"disse il padre. "Ancora non te lo posso svelare!"- replicò il ragazzo. E il giorno dopo andò di nuovo a caccia con il suo arco e le sue frecce e, come di consueto, tornò con parecchi uccelli. Una volta arrivato a casa li scuoiò e mise le pelli a seccare all’aria. Poi si coprì con la pelle di un piviere e volò via sopra il mare, che sotto di lui assunse una tinta grigia ispirata al colore delle sue ali. Fece il giro dell’isola, poi ridiscese, si coprì con le piume della ghiandaia blu e di nuovo si librò in volo e il mare sotto di lui cambiò nuovamente colore. Una volta tornato sull’isola indossò le piume del pettirosso, che sul petto sfumavano dal rosso al giallo dorato. Le onde sotto di lui riflettevano il colore del fuoco, bagliori chiari illuminavano il cielo ad occidente, che risplendeva di un rosso dorato. Tornato sulla spiaggia disse alla madre: "Io sono il figlio del sole! Ora bisogna che vada. Lascerò l’isola per sempre, ma apparirò alla tua vista al tramonto, verso occidente. Se il cielo e il mare assumeranno il colore dorato del mio viso, saprai che il giorno dopo farà bel tempo e che non ci sarà nè vento nè temporale.

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Devo andare, ma ti lascio questa veste magica. Indossala e se avessi bisogno di me, inviami dei piccoli segnali bianchi, in modo che io possa vederli dalla mia casa, laggiù ad occidente". Fu così che il figlio del sole se ne andò, lasciando la tristezza nel cuore di coloro che erano stati per lui affettuosi genitori. Ora, quando Eveline siede sulla sabbia e allenta il suo abito magico, il vento comincia a soffiare e il mare si ingrossa e più lei allenta la veste più l’uragano infuria. Ma in autunno, quando la Bruma arriva dal mare e il cielo diventa opaco, la donna si ricorda della promessa fattale. Prende in mano le lievi piume bianche, che gli uccelli hanno sul petto e le lancia nel vento. Trasformate in fiocchi di neve, esse volano verso occidente per dire al ragazzo che il mondo è triste, grigio e solitario e che desidera rivedere il suo volto dorato. Allora il ragazzo appare nel sole infuocato, il cielo si illumina e il mare scintilla di una luce dorata e la gente della terra sa che l’indomani il vento non soffierà e il tempo sarà bello, così come promise il Figlio del Sole tanto, tanto tempo fa. a cura di M. Forbice

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