Anno 15 Numero 5
M a r zo è sinonimo di primavera e la primavera è l’immagine più bella della giovinezza che da sempre è considerata la primavera della vita. Il ciclo della natura riprende in una esplosione di colori e di vitalità, le giornate si allungano e il sole invita ad uscire, a incontrarsi. La primavera sia quella che ci propone la natura che la nostra, non può che esplodere in un inno di vitalità straordinaria. Non tutti però possono godere di questa stagione. C’è chi ha fame e non ha occhi per vedere perché la fame copre come un manto nero ogni altro possibile orizzonte, c’è chi soffre e non può sentire perché reso sordo dal dolore e dalla solitudine, c’è chi ha perso il gusto della vita e non riesce a cogliere l’esplosione di vitalità che lo circonda. Marzo è primavera, ma non per tutti. Allora bisogna che qualcuno si accorga della fame, della sofferenza, della solitudine che sta accanto a lui. Se ne accorga e inizi un cammino di condivisione e di solidarietà. E’ stato detto che non è possibile essere felici da soli, non è possibile ignorare chi soffre, non è possibile costruire gusci di egoismo
I.T.C. LUNARDI - BS
impenetrabili dal bisogno e incapaci di solidarietà. Primavera allora può e deve diventare sinonimo di solidarietà. Ognuno deve sapere come, verso chi, quando… ma nessuno può vivere facendo finta di niente. Sarebbe tradire quella primavera della vita che deve essere per tutti, deve essere condivisa con tutti, deve puntare a costruire un mondo in cui tutti stiamo meglio perché ci sentiamo parte gli uni degli altri. La Redazione
Marzo 2007
IN QUESTO NUMERO: Altrove Giovani e Politica Silenzio dei vigliacchi Turner e gli impression. Quale sviluppo Le nuove BR 6000 anni di tenerezza Fobie: una tragedia... Movies GameMania Amico libro Musica Un dramma rimosso Giovani e alcool Manga Messaggi Oroscopo Antidoping a scuola
Stop ai telefonini
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Addis Federica Albano Cristina Anzalotta Giusy Amores Fatima Bertoletti Simona Bertoloni F. Bettoni Alice Bono Daniela Bosio Manola Broglio Matteo Carlotti Luca Casella Sara Colosio Marta Cerioli Brenda Chiariello Donato Daldoss Paola Duina Lucia Faienza Gaetano Frialdi Jerrica Falappi Ale Frassine Alessandro Gandini Marzio Greco Giada Guerreschi Lidia Guardoni Cristina Grazioli Giorgio Glisenti Laura Grama Ioana Gloria Veronica Krylova Daria Maggiori Gloria Mancini Jessica Marai Simone Martinazzoli Lino Mattei Giuseppe Muhic’ Mirela Pasinetti Monica Pasini Beatrice Pellegrino Roberta Pernoj Auron Portunato Mattia Prati Nicholas Quaresmini Francesca Sala Cristina Spaziani Sharon Simoni Lorinda Ussoli Stefania Valcamonico Marika Vallio Mirco Verzeletti Simone Viviani Laura 52. Quinzanini Luana
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Lunarfollie viene pensato, prodotto, stampato e distribuito presso il CIMP dell’ ITC LUNARDI, via Riccobelli 47 - 25125 Brescia Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 E-MAIL lunarfollie@lunardi.bs.it
una chiara intuizione e un'assoluta tolleranza". Mahatma Gandhi
"Per paura di sembrare arretrati siamo pronti a ripudiare ciò che ci è più caro, a lodare cose che ci ripugnano e accettarne altre che non comprendiamo". Boris Pasternak "Penso sia ridicolo dire, scrivere e dimostrare di non credere in Dio. Bisogna che un uomo si sia trovato di fronte alla morte. Se in quei momenti, allorché non può sperare più nulla dal mondo degli uomini, sarà capace di fare a meno di Dio, solo allora potrà dire di non crederci". Vasco Pratolini "Da quando/ ha guardato nel viso/ immortale del mondo/ questo pazzo ha voluto sapere/ cadendo nel labirinto/ del suo cuore crucciato". "Ma se mi guardi con pietà,/ e mi parli, si diffonde una musica,/ dimentico che brucia la ferita". Giuseppe Ungaretti "Acquistiamo diritto di criticare severamente una persona solo quando siamo riusciti a convincerla del nostro affetto e della lealtà del nostro giudizio (…). Per poter criticare, si dovrebbe avere un'amorevole capacità,
"Sicuri dunque e a testa alta, in qualsiasi luogo ci toccherà di andare, avviamoci con passo intrepido, misuriamo ogni angolo di terra, quale esso sia: entro i confini del mondo non vi può essere esilio di sorta; nulla infatti che si trovi in questo mondo è estraneo all'uomo". Lucio Anneo Seneca Conta le stelle, se puoi, dice una frase latina: conta le potenze benigne, se puoi, vorrei dire a tutti coloro che sono soli. Dobbiamo raggiungere una solitudine soddisfatta". Italo Mancini "Nella mia vita non ho mai "amato" nessun popolo o collettività. Né il popolo tedesco, né quello francese, né quello americano, né la classe operaia, né nulla di questo genere. Io amo "solo" i miei amici e la sola specie di amore che conosco e in cui credo è l'amore per le persone". Hannah Arendt "Nei campi di concentramento i nazisti proibivano ai deportati di guardarli negli occhi, sotto pena di morte immediata. Colui di cui non accolgo più il volto e per accoglierlo bisogna che io lavi il mio volto da qualsiasi residuo di potenza- è colui che io svuoto della sua umanità e me ne svuoto io stesso". Christian Bobin
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Il 21 marzo, a Piacenza, si terrà il 14 Convegno Interregionale della stampa studentesca di cui siamo tra i promotori. Il tema dell’incontro sarà: “Costruire insieme la città dell’uomo”. La città dell’uomo è la nostra, quella in cui conduciamo tutti i nostri rapporti. Deve essere una città vivibile, accogliente, con servizi adeguati, sicura, capace di mettere in relazione le persone perchè la relazione è importante Su questo tema offriamo un primo contributo e chiediamo a tutti di farci avere riflessioni e commenti.
*** Si dice, spesso a ragione, che la politica non si occupa a sufficienza dei giovani. Ma i giovani si occupano abbastanza di politica? Durante gli anni Cinquanta e Sessanta sicuramente era così. Nel periodo della ricostruzione e del boom economico, lo strumento per partecipare al mutamento del paese, appena uscito dalla dittatura e dalla guerra, erano i partiti, a cui i giovani si avvicinavano attraverso le sezioni e le parrocchie; luoghi dove si discuteva, si formavano le idee, si cresceva, si selezionavano i dirigenti del futuro. Molti degli attuali leaders politici nazionali si sono formati in quegli anni nelle organizzazioni giovanili di partito. I primi segnali del mutato rapporto tra giovani e politica affiorano alla fine degli anni Sessanta. I partiti sono considerati troppo monolitici e lenti nel recepire
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gli stimoli delle nuove generazioni. L'interesse per la politica resta però altissimo, anzi cresce. Il '68 ed i movimenti degli anni immediatamente successivi rappresentano il tentativo di esprimersi in modo più diretto ed efficace, meno irreggimentato nella disciplina delle organizzazioni politiche t radi z i on al i . Asse m bl ee infuocate, occupazioni e cortei diventano il luogo della partecipazione alla costruzione del proprio futuro. Nella scuola nascono gli organi collegiali e esplode il gusto della partecipazione. Poi, però, tutto si ferma. La difficoltà di ottenere risultati tangibili e la cappa pesantissima del terrorismo, contribuiscono a far rientrare nei ranghi milioni di giovani. Per descrivere il loro rapido allontanamento dalla politica, nei primi anni Ottanta, viene addirittura coniato un termine nuovo: "riflusso". La sfera pubblica viene completamente abbandonata e gli interessi si
concentrano sulla vita privata. Nessuno pensa più a cambiare il mondo, ma a studiare, lavorare, far carriera. L'onda lunga del "riflusso" arriva fino ai giorni nostri, ma non certo per disinteresse. Le associazioni ambientaliste o di volontariato, per esempio, si avvalgono del contributo di migliaia di giovani. I partiti però non suscitano alcuna passione e provocano insofferenza per la lentezza dei tempi della politica. Ad ogni elezione aumenta il numero degli astenuti. E la distanza tra giovani e politica continua a crescere. La debolezza della politica italiana e la sua scarsa presa sui giovani sta anche nella sua discontinuità, nella eccessiva litigiosità, nel cattivo esempio che il nostro parlamento offre ogni giorno. Ciononostante bisogna che noi giovani ritorniamo alla politica. Ne va del nostro futuro. Gima
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Perché i giovani sono poco presenti nella vita politica? Per quale motivo non sono interessati a ciò che avviene nel mondo che li circonda? Sono domande a cui è difficile dare una risposta. Provo a dare la mia. In generale, penso che non sia del tutto vero. I giovani non si disinteressano a quello che accade intorno a loro. Semplicemente non sono abituati ad agire per cambiare i fatti, non si sentono chiamati in causa. Non avete mai pensato, una volta nella vostra vita: "perché devo lottare? Tanto non sarò certo io a cambiare le cose". In passato io l'ho pensato. Tante volte. I miei genitori però mi hanno sempre spiegato che se tutte le persone che non agiscono per questo motivo si mobilitano non è detto che qualcosa non cambi. Almeno vale la pena di tentare. Esistono ragazze e ragazzi a cui nessuno l'ha mai spiegato. Non sanno come muoversi, perché e per quale motivo. I giovani di oggi sono stati abituati ad avere tutto? È possibile. Probabilmente perché figli di una generazione che ha combattuto per ottenere dei diritti e per raggiungere i propri sogni e che ha voluto facilitargli la vita. Noi non abbiamo dovuto lottare, forse è per questo che non lo facciamo. Non vuol dire che non ne siamo capaci. Anche noi cerchiamo delle risposte, inseguiamo dei sogni come
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facevate voi adulti. Più si cresce e più si acquisisce la consapevolezza dei propri mezzi e di quello che si vuole ottenere. Non per tutti accade nello stesso momento, alcuni hanno bisogno di più tempo, altri lo sanno da sempre. Qualcuno non lo saprà mai. Per quanto mi riguarda, nessuno è mai venuto a chiedermi (ad eccezione dei miei genitori e di qualche loro amico): "ti interessa collaborare, partecipare, aderire a questo progetto?". Entrare a far parte del mondo politico non è facile per un adulto, figuriamoci per un
giovane. E poi, ad essere sincera, il mio modo di pensare la politica è continuamente sconvolto dai fatti: in qualsiasi campo, in qualsiasi direzione prima vengono i propri interessi poi quelli degli altri, l'importante è guadagnarci di più. Ciò in cui si crede non è portato avanti per gli altri ma per se stessi o per pochi e, così, non si migliora niente. Secondo me fare politica significa portare avanti delle idee comuni, condividere dei valori che vanno oltre la nostra persona, che creano un beneficio per tanti coinvolgendo le persone che ne hanno più bisogno. Mi sono accorta che la realtà è ben altra cosa. Continuerò però a sperare che qualcuno, coi fatti, mi dimostri il contrario. N. S.
"It" il nuovo marchio Italiano
Un nuovo logo per l'Italia: una grande "It" con la 't' a forma di penisola, accompagnato dalla scritta "L'Italia lascia il segno" La T è verde e rosso il punto sulla I. E’ questo il marchio commerciale turistico dell’Italia. Una visualizzazione grafica del Belpaese che ci sembra "estremamente bella", almeno noi la troviamo leggera, elegante, significativa. Non possiamo farvela vedere a colori ma tutti potete trovarla in Internet. D’ora in poi vedremo spesso questo marchio che ci rappresenterà in tutto il mondo e speriamo, come dice lo slogan, che l’Italia lasci un segno, e che sia un segno di progresso e di solidarietà
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SILENZIO DA VIGLIACCHI CHE FANNO INOSTRI RAPPRESENTANTI? Anche quest’anno abbiamo eletto i n o s t r i rappresentanti convinti di aver fatto la scelta migliore. Il loro programma era ben delineato ed è stato esposto con scorrevolezza e convinzione. Ma erano soltanto promesse che non sono state mantenute. Hanno detto di voler cambiare la condizione dei bagni, sento questa promessa tutti gli anni da quando frequento questa scuola m a nient e è cambiato. Per non parlare del fatto che i nostri rappresentanti per primi si lamentavano delle condizioni di pulizia delle aule e esclamavano di voler senz’altro occuparsi di questo fatto. Eppure spesso in classe, per non dire tutti i giorni troviamo condizioni che non sono degne di un luogo dove poter studiare. La lavagna non pulita, carte sotto i banchi, pavimenti non lavati e spesso appiccicosi a causa di una bibita rovesciata. Anche personalmente mi è capitato di dover andare a chiedere uno straccio e pulire da sola il pavimento per poter appoggiare la cartella ed evitare di sporcarla, ma non credo di essere l’unica che ha dovuto farlo. Allora mi chiedo perché non è ancora cambiato nulla? Dove sono i nostri rappresentanti che dovrebbero aiutarci e fare da
voce alle nostre e s i g e n z e . Probabilmente non hanno capito bene il loro compito o forse non ne sono del tutto in grado di svolgerlo. Poichè il loro appoggio è minimo per non dire inesistente. Porto un esempio: all’inizio dell’anno scolastico sono stati fatti degli scioperi che avevano ragioni giuste per essere fatti, ma i nostri rappresentanti sono stati bravi solo ad avvisarci e non ad appoggiarci in quanto loro per primi spesso non hanno partecipato. Invece di fornirci più spiegazioni e riferirci la loro opinione e anche quella degli insegnanti, perché è importante conoscerla, si limitavano ad un semplice avviso. Da mesi ormai, non si sa più quali siano i loro obbiettivi e il loro programma. Non un’informazione, una promessa mantenuta ma un silenzio che è a dir poco irritante. Gli studenti hanno bisogno di conferme, di vedere che le persone da loro scelte per avere una scuola più attiva ci sono e fanno qualcosa. Non hanno convocato nemmeno un’assemblea per riunire la scuola e dialogare, esporre nuovamente il programma e fare presenti i risultati. Forse perché questi ultimi mancano? Ogni volta trovano una nuova giustificazione; non ci sono argomenti di cui parlare, la vicepreside e il preside sono irremovibili, non concedono
nulla. Invece io credo che tutte le persone possono essere convinte e non credo ad una poca partecipazione del nostro preside alla vita scolastica. Quindi basta impegnarsi e dimostrare che anche noi studenti siamo capaci di pensare e di riflettere e non soltanto di fare chiasso e fumare una sigaretta. Quest’anno soprattutto c’è bisogno di un confronto con l’intera scuola perché i problemi ci sono. Partendo dal bullismo che ormai coinvolge anche le scuole elementari per finire sui tanti delitti che ci sono stati e la violenza negli stadi che purtroppo coinvolge ragazzi della nostra età. Non sono argomenti di poco conto e riguardano anche il nostro Istituto? Odio dover sentire ogni volta che i giovani di oggi sono irresponsabili, capaci soltanto di pensare al divertimento, senza principi né rispetto. Intanto però non si fa nulla per smentire tutti questi pregiudizi, anche solo come Istituto; cosa che invece sarebbe necessaria anche solo per far capire che noi siamo diversi, per far capire che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Questo tocca prima di tutto a voi che siet e nostri rappresentanti, siete voi la voce di quasi 1500 studenti che ogni mattina riempiano le aule.Non state in silenzio e fateci capire che non abbiamo sbagliato a confidare nelle vostre capacità. Voice.
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A partire dal 2004, come tutti s a n n o , a organizzare le mostre ospitate nel complesso museale di Santa Giulia è “Linea d’ombra”, società privata, avente sede in provincia di Treviso a Conegliano (è curioso che per pr enot a re o c hi e de re informazioni si debba comporre il prefisso 0422, piuttosto che il nostro 030!), fondata e diretta da Marco Goldin, cui il Comune di Brescia ha appaltato, in sostanza, la quasi totalità delle proprie iniziative di carattere allestitivo in àmbito artistico, per un costo complessivo di circa sei milioni di euro l’anno. Per la stagione 2006-2007, il “pacchetto” di eventi (così si dice oggi: la parola “mostra”, infatti, gode di fortuna sempre minore, forse per la sua scarsa capacità d’attrazione mediale) proposto da “Linea d’ombra” verte principalmente sulla smisurata esposizione, di quasi trecento opere, dedicata a Turner e gli impressionisti (sottotitolo: La grande storia del paesaggio moderno in Europa). Pur riunendo alcuni capolavori e numerosi dipinti interessanti e di qualità, la mostra in questione è discutibile sotto diversi aspetti, perché rischia di
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ingenerare pericolose confusioni nel visitatore medio sprovvisto di affinati strumenti critici. Cerco di spiegarmi. Il movimento impressionista ha una data d’inizio e una di conclusione, 1874 e 1886, che coincidono rispettivamente con la prima e con l’ultima esposizione della “Società anonima cooperativa tra artisti, pittori, scultori e incisori, a capitale e membri variabili”, di cui fecero parte, tra gli altri, Monet, Renoir, Pissarro, Sisley e Degas. La mostra curata da Goldin, invece, già nel titolo, suggerisce l’idea che la nascita di quel particolare modo di trattare il genere paesaggistico che costituisce una delle tipicità dell’Impressionismo debba farsi risalire ben più addietro, fino ad autori che, come gli inglesi Turner (17751851) e Constable (17761837), nulla hanno a che fare con l’esperienza di Monet e soci, sia per ovvi motivi cronologici, sia per effettive disparità di presupposti ed esiti pittorici. Di questo passo, allora, sarebbe lecito
riconoscere quali precursori del m o v i m e n t o impressionista anche certi vedutisti del Seicento, o magari i maestri del quarto stile pompeiano! Insomma, la tesi storico-critica che Goldin propugna, tramite le sue scelte allestitive e i testi dei pannelli esplicativi e del catalogo (scritti, peraltro, in un linguaggio dall’inopportuno tono poetico-liricheggiante, sentenzioso e immaginifico) è del tutto opinabile e azzardata, difficilmente condivisibile, oltre che fuorviante sotto il profilo didattico. Del resto, questa volontà di allargare a dismisura i confini dell’Impressionismo potrebbe essere dettata, più che da un preciso convincimento scientificocritico, da mere istanze commerciali e promozionali. Si sa che una delle manovre vincenti della strategia di Goldin consiste nel far leva su artisti, temi e movimenti di sicuro richiamo sul pubblico; lui stesso affermò, per esempio, che sarebbe stata «una follia» pensare a un progetto su Romanino, pittore sommo del Cinquecento bresciano, ma, a sua detta, poco “vendibile” (cfr. «Giornale di Brescia» del 22 maggio 2004). Al contrario, la parola “Impressionista” funziona
LUNARFOLLIE ormai come un marchio di fabbrica, garanzia di per sé di successo certo; o, alla stessa maniera, nomi come quelli di Van Gogh e Caravaggio, in quanto associati a un maledettismo agiografico di grande presa emotiva, che li fa assurgere al rango di must e permette di calamitare l’attenzione delle folle, assai più attratte dal mito, che interessate alle opere. Goldin, in effetti, è (e si ritiene giustamente) un geniale imprenditore, un abilissimo organizzatore, un vero maestro di marketing: l’attuale assessore alla cultura della giunta Moratti a Milano, Vittorio Sgarbi, che lo considera una sua «creatura», disse un paio d’anni fa (con colorita metafora) ch’egli tratta «le mostre come un maiale. [...] Sì, lui non scarta nulla, dal prosciutto alle setole, dallo zampone alle budella. Per la delizia dell’altrui palato facile e delle proprie tasche» (da «L’espresso» del 16 dicembre 2004). «Il s egret o », spi egava i l giornalista Pino Nicotri, «è una piccola ma efficientissima catena di montaggio: tre società tutte sue con le quali Goldin le mostre le organizza, ne vende i biglietti, anche con prenotazioni via Internet, ne edita e vende i cataloghi nonché i vari gadget fatti realizzare di volta in volta» (ibidem). Tanto di cappello; ma da qui a essere un valido curatore e uno storico dell’arte affidabile, ce ne corre. Paolo Bolpagni
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Il termine sviluppo ha immediatamente in noi un’eco positiva. Significa andare avanti, progredire, crescere. Oggi però abbiamo scoperto che ogni sviluppose vuole essere vero ed efficace -deve essere sostenibile. Cosa significa? Il concetto di Sviluppo Sostenibile (universalmente riconosciuto nel 1987 grazie ai lavori della Commissione Bruntland) corrisponde ad uno sviluppo finalizzato a tutelare le risorse disponibili in una prospettiva a lungo termine. Si intende, con questo concetto, la promozione di uno sviluppo che assicuri la soddisfazione delle necessità della generazione presente senza compromettere le capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie. Ne deriva l’attenzione a non sfruttare in modo sconsiderato le risorse naturali presenti sul territorio e ad adeguare ogni singolo intervento al contesto con il quale si interagisce. L’esperienza ha decretato definitivamente il fallimento di una concezione tradizionale di sviluppo che immaginava l’esistenza di un modello univoco per lo sviluppo dei popoli, forzatamente ricalcato su quello occidentale. Il primo “Rapporto sullo sviluppo umano” redatto dall’UNDP (United Nations Development Program) nel 1990, ha spostato definitivamente l’accento sulla centralità della persona. Agli indici di tipo esclusivamente economico (il PIL), che fino ad allora rappresentavano l’unico punto di riferimento per definire il livello di sviluppo dei diversi Paesi del mondo, vengono affiancati gli “indici di sviluppo umano” (HDI), quali la longevità, misurata in speranza di vita alla nascita, il livello di alfabetizzazione, l’accesso al sistema di assistenza sanitaria, la possibilità di utilizzo dell’acqua potabile. A Brescia, presso la facoltà di Ingegneria, esiste un Centro che si occupa di sviluppo sostenibile. Si chiama CeTamb (Centro di documentazione e ricerca sulle Tecnologie Appropriate per la gestione dell’Ambiente nei Paesi in via di svilupp) ed è disponibile a collaborare con la scuola. Permette di fare ricerche e di vivere esperienze significative sia a livello culturale (Convegni, incontri) che a livello esperienziale (scambi, esperienze in loco). Volint
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C’è una pianta, la gramigna, nemica degli agricoltori, molto difficile da combattere. Quando si tenta di estirpare quest’erba è sufficiente che un pezzo della sua radice resti sottoterra che ricresce a velocità prodigiosa. Alla gramigna assomigliano le Brigate Rosse. Negli anni settanta il fenomeno del brigatismo rosso furoreggiò sino al drammatico rapimento e all’uccisione di Aldo Moro. Quel rapimento rappresentò l’azione più clamorosa e “tecnicamente” meglio riuscita delle Br. A seguito di quell’azione le Brigate Rosse furono c o m b a t t u t e e d apparentemente sconfitte. Con l’arresto dei brigatisti e di quasi tutti gli aderenti alle varie sigle delle organizzazioni terroristiche di estrema sinistra, sembrava essersi chiuso un capitolo. Il fenomeno di tanto in tanto si ripresenta come è avvenuto nel febbraio scorso. Le Brigate Rosse (spesso abbreviato in BR) sono una organizzazione eversiva comunista fondata da Alberto Franceschini e Renato Curcio nel 1970, considerata il maggiore gruppo terroristico del secondo dopoguerra in Italia. Hanno operato in Italia a partire dagli anni '70, attraverso una struttura paramilitare, organizzata per cellule che hanno compiuto atti di criminale guerriglia
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contro persone ritenute rappresentative dei poteri politici, economici e sociali. (Centinaia di persone, spesso inermi, sono state uccise o ferite in queste azioni). Secondo le teorie brigatiste lo Stato era Stato Imperialista delle Multinazionali (S.I.M.), ed era da abbattere. L'organizzazione fu sradicata, oltre che per l'azione di infiltrati, soprattutto grazie a una legge che concedeva benefici penali ai membri che, arrestati, si fossero pentiti e avessero favorito la cattura di altri membri: Non esiste un atto di fondazione delle Brigate Rosse. Molti ritengono c h e l a n a s c i t a dell'organizzazione sia avvenuta nel 1969, nell'albergo Stella Maris di Chiavari dove si tenne - secondo quanto racconta uno dei capi storici, Alberto Franceschini,- un c o n v e gn o d e l n e o n a t o Collettivo politico metropolitano. Secondo lo st esso Franceschi ni i n quell'occasione non si accennò in alcun modo alla lotta armata e alla clandestinità, che divennero in seguito tratti distintivi dei militanti delle
BR. L'ideologia brigatista si riconduceva (a loro dire) ad una "incompiuta lotta di liberazione partigiana dell'Italia": come i partigiani liberarono il popolo dalla dittatura nazifascista, così il nuovo movimento rivoluzionario avrebbe liberato una volta per tutte il popolo dalla servitù alle multinazionali statunitensi. Alla logica partigiana si ispiravano i soprannomi che i brigatisti utilizzavano per celare la vera identità, nonché la struttura verticale dell'intera organizzazione: gruppi di fuoco inquadrati in cellule, a loro volta raggruppate in colonne sotto l'egida della direzione strategica. Nel mondo dell'ultrasinistra maoista, dei centri sociali, dei collettivi autonomi, si vedeva un nesso tra sindacalismo militante ed azione partigiana: era, a loro dire, la risposta da dare alla "Strategia della tensione" instaurata in quegli anni dai (si diceva) "servizi segreti deviati, complici della C.I.A.". "Alzare il tono dello scontro!" era lo slogan che condiva questa visione della realtà. Ed in effetti, Franceschini, uno dei fondatori del "Partito armato" apparteneva alle frange più estremiste del sindacato. Anche L'altra anima delle Brigate Rosse fu quella della contestazione studentesca, nella fattispecie quella sorta
LUNARFOLLIE alla Facoltà di Sociologia dell'Università di Trento, cui appartenevano sia Renato Curcio che la moglie, Margherita ("Mara") Cagol. I primi attentati incendiari ad opera delle BR vengono eseguiti poco tempo dopo, nel settembre del 1970; a farne le spese fu l'auto del dirigente dell'ufficio del personal e della S IT SIEMENS di Milano. I giornali dell'epoca si riferivano ad una non meglio pre ci s at a " Fo rm az i one dell'estrema sinistra extraparlamentare". Il Partito Armato nasce, pertanto, come "guida" ad una lotta dura al padronato.Il simbolo delle BR è una stella asimmetrica a 5 punte inscritta in un cerchio. Comparve per la prima volta in alcuni volantini ciclostilati nel 1971. I primi brigatisti scelgono la stella come simbolo dell'organizzazione perché tale simbolo era stato adottato da diversi movimenti rivoluzionari dell'epoca. Non riescono tuttavia a disegnare una stella perfettamente simmetrica e vogliono che il loro simbolo sia facilmente riproducibile. Per questo motivo prendono come punto di riferimento, un cerchio che si può disegnare facilmente con l'ausilio di una moneta e una stella che si può disegnare senza staccare la matita dal foglio. A volte, sotto la stella campeggiava uno slogan, il più delle volte recitante: "La rivoluzione non si processa !". Notist
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A Valdaro, vicino a Mantova, è stata fatta una scoperta straordinaria: due scheletri abbracciati risalenti al neolitico, circa 6000 anni fa: La morte ha colto quella che a noi piace immaginare fosse una coppia, in un tenero abbraccio. Un abbraccio che dopo essere continuato per tutta la vita è continuato anche nella morte e viene trasmesso a noi dopo 6000 anni. Il volto di fronte a quello del partner, la mano che si alza in un’ultima delicata carezza e poi la morte che dalla posizione dei corpi appare come evento sereno forse proprio perché vissuto
insieme. Un abbraccio che dura seimila anni, intrecciati gli sguardi e le gambe, in un’atteggiamento veramente commovente. Ora gli archeologi dovranno studiare il reperto e dirci quale potrebbe essere la storia di questa coppia così singolare e commovente Forse ci troviamo di fronte a lontani precursori di Romeo e Giulietta che ci testimoniano che l’amore vero tiene uniti nella vita e nella morte. Viene voglia di augurare a tutti di poter costruire nella vita una tenerezza altrettanto forte e significativa.
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Ebbene: non so se ci sia un limite a “toccare il fondo”, ma se c’è, noi italiani l’abbiamo abbondantemente superato di molte misure, così tante che se oggi Dante dovesse ri-scrivere la Commedia sarebbe costretto a trovare collocamento a molti in nuove bolgie, più drammaticamente attuali rispetto a quelle che, bene o male, conosciamo. Mi chiedo quanti ricordano le Foibe e soprattutto quanti sanno,storicamente parlando, cosa hanno significato e significano oggi: se provassi a interrogare un campione di italiani, a caso, credo avrei la brutta sorpresa di trovarmi di fronte a bocche spalancate, sorprese perché delle Foibe non saprebbero dire né un “se” né un “ma”. Nemmeno gli insegnanti a scuola ne parlano. Durante e alla fine della Seconda Guerra Mon d i al e , l e foi be servirono per occultare un numero, a tutt’oggi imprecisato, di cadaveri. Gli occultamenti sono concentrati perlopiù in due periodi: il primo, successivo all’8 settembre 1943, cioè all’Armistizio tra Italia e Alleati, si svolse in Istria e Dalmazia; il secondo, successivo alla fine della guerra, si svolse a Trieste e a Gorizia tra maggio e giugno del 1945. La Foiba di Basovizza, a pochi chilometri da Trieste,
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nel 1992 è stata dichiarata monumento nazionale, ed è anche la più conosciuta. L e F o i b e , u s a t e prevalentemente per l’occultamento di cadaveri, erano per: vendicarsi di nemici personali, e/o per ottenere un immediato beneficio patrimoniale; dominare la popolazione italiana delle zone nevral giche e contese; eliminare gli oppositori politici e i cittadini italiani che si opponevano alle politiche del maresciallo Tito.
Le Foibe vennero usate anche per inumare alla rinfusa i cadaveri degli scontri fra i combattenti e talvolta anche dei morti nei bombardamenti. “Un riconoscimento troppo a lungo mancato, un dramma
negato per ideologia”: così si è espresso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il 10 febbraio 2007, alla cerimonia dedicata alle vittime delle Foibe. Il Capo dello Stato ha consegnato una medaglia d’oro e un diploma ai parenti di trenta italiani uccisi nell’ambito della persecuzione etnica scatenata dalle milizie di Tito tra Trieste e Fiume alla fine della Seconda Guerra Mondiale. “Non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità di aver negato o teso ad ignorare la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica il dramma del popolo giuliano-dalmata. E’ stata una tragedia rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali”, ha poi continuato Napolitano. “Oggi che in Italia abbiamo posto fine ad un non giustificabile silenzio, e che siamo impegnati in Europa a riconoscere nella Slovenia un’amichevole partner e nella Croazia un nuovo candidato all’ingresso nell’Unione, dobbiamo tuttavia ripetere con forza che dovunque, in seno al popolo italiano come nei rapporti tra i popoli, parte della riconciliazione, che fermamente vogliano, è la verità. Suggeriamo a qualche amico di quinta di fare una tesina su questo tema. Si tratta infatti di un argomento estremamente stimolante. N.M.
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Introduciamo per il pianeta del ci nem a un fi l m sentimentale che uscirà prossimamente nei cinema: ”L’arte del sogno”, in cui la vita del timido e riservato Stephane sembra prendere una svolta positiva quando la madre lo convince, con la promessa di fargli ottenere un lavoro, a tornare nella sua casa natale in Francia. Dotato di una creatività incredibile, la sua fantasiosa e talvolta inquietante attività onirica minaccia di prendere il sopravvento sulla sua vita da sveglio. Ma la sua felicità subisce un duro colpo quando scopre che il lavoro è in realtà un banale impiego da illustratore in un minuscolo ufficio con tre colleghi. Tuttavia, questa delusione passa in secondo piano quando Stephane incontra la sua nuova vicina, Stephanie e la sua amica, Zoe. Ora passiamo al seguito di un fi l m che è pi aci uto soprattutto a tutti noi adolescenti… stiamo parlando di “Ho voglia di te”: dopo aver trascorso due anni negli Stati Uniti, Step torna a Roma per affrontare tutto quello che aveva cercato di gettarsi alle spalle: il dolore per l'amico che non c'è più, il difficile rapporto con la madre, un futuro "da grande" tutto da inventare e l'ingombrante etichetta di "mito" con cui fare i conti. Molte cose sono cambiate e
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l'incontro con la travolgente ed irresistibile Gin catapulterà Step verso emozioni e sensazioni che credeva d'aver provato solo per Babi, il primo grande amore il cui ricordo, però, non si è mai spento. Cambiamo genere… ed entriamo nel mondo intrigante dell’ horror dove il cinema ci offre la terza serie di “Saw – L’Enigmista”. Assieme alla sua nuova apprendi st a Amanda, l’Enigmista, il burattinaio che si cela dietro i giochi crudeli e contorti che hanno terrorizzato un’intera comunità e sconcertato la polizia, è riuscito ancora una volta ad evitare la cattura e a svanire nel nulla. Mentre gli agenti locali si danno da fare per trovarlo, la dottoressa Lynn Denlon e Jeff non sanno che stanno per diventare le ultime pedine della sua perversa scacchiera. Consigliamo la visione del film “L’arte del sogno” poiché molto interessante, inoltre fa riflettere sul valore dell’amicizia. “Ho voglia di te” è un film da non perdere per il susseguirsi
di emozioni e passioni che rende partecipe lo spettatore e lo riempie di commozione facendo pensare che l’amore è indispensabile. Vale la pena di guardare anche “Saw – L’Enigmista” a coloro a cui piace provare un senso di suspance. Buona visione!!! Mary & Cry
Ho voglia di Te Mi sia permesso esprimere il mio parere contro. Sembrava impossibile riuscire a fare peggio del terribile 3 Metri sopra il cielo, ed invece, incredibile ma vero, ci sono riusciti in pieno! Questo Ho voglia di Te è già StraCult, grazie a dei dialoghi da denuncia penale, una regia fastidiosissima e un branco di attori che tutto fanno, tranne che recitare. La pellicola è uno spot continuo alla zona nord della capitale, tra Ponte Milvio, Piazza Mazzini e i Parioli, fatta di famiglie mostruosamente borghesi, mentre la generazione che viene rappresentata, quella dei ragazzini 13-17 enni, è stereotipata fino all'inverosimile, con cadute nel ridicolo e nell'assurdo! Macchiettistico il mondo della tv, imbarazzante il rapporto del protagonista, Scamarcio, con il fratello, Ivan Bacchi, che passa le giornate a cucinare torte. Semplicemente terribile, semplicemente imbarazzante, semplicemente Stracult!
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Salve Lunardi, come va? Sapete cosa avverrà tra pochi giorni? Esatto, finalmente la PS3 arriverà anche da noi. E per l’occasione ecco qui una recensione speciale della nuova console Sony e del suo primo GDR. Ma la PS2 ha ancora molto da dire! PlayStation 3 Ci sono date che hanno fatto la storia, altre che la cambieranno per sempre. Il 23 Marzo è una di queste! Ne è passato di tempo, ma dopo una lunghissima attesa, finalmente la PlayStation 3 è arrivata anche in Europa. La console attesa da tutti, la console più potente di sempre, è finalmente qui! La PS3 offre una grafica di nuova generazione grazie al processore centrale Cell e al processore grafico RSX, nonché ai Blu-ray Disc, la futura evoluzione del DvD, in grado di contenere fino a 8 Giga e, nel caso dei giochi PS3, una quantità di dati grafici mai vista finora. Purtroppo però la PS3 PAL ( dopo lo spaventoso ritardo ) non sarà retrocompatibile con i giochi PS2 e PS1. Il lettore Blu-Ray disc, oltre ai giochi, consente di guardare film in alta definizione (E per la cronaca un lettore Blu-Ray da solo costa 1000 $) ed inoltre la PS3 leggerà anche i Super Audio CD, i DvD e Divx Oltre che una semplice console, la PlayStation 3 è un
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vero e proprio centro multimediale infatti, come la piccola PSP, potrà immagazzinare immagini, foto, mp3, video e quant’altro sul capiente Hard Disk ( 60 Giga come base ma può essere sostituito con un qualsiasi Hard Disk da 2.5" ). Inoltre la PS3 potrà scambiare i dati con un qualunque tipo di scheda di memoria, chiavetta USB, ed addirittura con la PSP stessa. Novità incredibilè sarà anche il PlayStation Network, il nuovo servizio offerto dalla PlayStation 3 che comprenderà un browser wireless e gratuito per internet, un sistema di chat e di posta, la possibilità di giocare on-line, ed il PlayStation Store, un negozio on-line dove acquistare vari oggetti utili per personalizzare i giochi, o foto, video, immagini, musica e chi più ne ha più ne metta Grazie ad Internet, la PS3 potrà scaricare gratuitamente gli aggiornamenti di sistema, per migliorare la console ( la versione PAL uscirà già con la versione 1.50 ). Una nota dolente potrebbe essere il prezzo: 599 Euro ( la versione da 499, con l’Hard Disk da 20 Giga non uscirà neanche ), ma considerando le potenzialità della console, è un prezzo davvero irrisorio. Che state facendo ancora lì a leggere? Correte a comprarla! E ricordate PS3: This is Living!
ENCHANTED ARMS La PS3 è appena arrivata e già prepara le armi, con il suo primo GDR, già apparso tempo fa su X-Box 360 Creato dalla From Software, nota più che altro per la sua serie Armored Core, Enchanted Arms è un GDR abbastanza classico, ma ciò non è un male, visti gli ultimi tempi. Il gioco ci metterà nei panni del giovane Atsuma, l’eroe di turno e destinato a salvare il mondo, e dei suoi amici Touya e Makoto, altri studenti dell’Accademia Incantata di Yokohama. La storia è ambientata in un classico mondo fantasy, con alcuni richiami al nostro, che secoli fa fu sconvolto da una guerra causata dai golem, esseri creati dagli umani. I tre golem più potenti sono stati sigillati all’interno delle tre grandi accademie in giro per la terra, ma Atsuma, grazie alla forza del suo misterioso braccio ( da qui il titolo), libererà la terribile Ice Queen, e da qui inizierà una dura battaglia per salvare il mondo Il gameplay di Enchanted Arms è abbastanza classico, si vaga
LUNARFOLLIE per field e dungeon affrontando incontri casuali, ma ci sarà anche una interessante fase esplorativa, che ci porterà a trovare i diversi Golem da utilizzare in battaglia, come se fossero dei Pokemon. Nelle battaglie il campo (di battaglia) è costituito da una scacchiera e, come in un gioco strategico, dovremo decidere con attenzione dove piazzare i personaggi: per esempio i più forti o quelli che usano attacchi fisici dovranno andare “al fronte”, mentre i maghi faranno bene a starsene nelle retrovie. Ovviamente più vicini si è, più si fanno danni, ma lo stesso vale per i nemici. Il gioco però punta tutto sull’aggressività, infatti in battaglia non si possono usare oggetti o altro, dunque è meglio finire i nemici alla svelta ed andarsene prima di subire danni La versione PS3 offrirà un’esperienza di gioco più coinvolgente grazie alle funzionalità del SIXAXIS, inoltre avrà una grafica migliore, nuove scene, 30 golem esclusivi e molto altro ancora
KINGDOM HEARTS 2 FINAL MIX + La saga di Kingdom Hearts stà diventando un vero e propio best-seller, al pari o addirittura meglio di Final
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Fantasy ( 3 capitoli hanno già superato la quota dei 10 milioni di copie vendute ) , e come da tradizione, il popolo nipponico può godersi una versione ampliata del fantastico Kingdom Hearts 2. Ma che cos’è il Final Mix? Tutto iniziò con il primo Kingdom Hearts, che uscì in versione ampliata in USA ed Europa, con nuovi boss come Sephiroth e Kurt Zisa. Al popolo nipponico ciò non andò giù e quindi presto uscì una versione ampliata che, oltre al doppiaggio “hollywoodiano” della versione USA, aveva tutti i vecchi extra, più una valanga di nuove scene, armi, nemici, boss e soprattutto un secret ending che sarebbe servito da antipasto in attesa del secondo vero Kingdom Hearts. Questa versione
ampliata venne chiamata Final Mix, ed uscì solo in Giappone. Quattro anni sono passati, e di nuovo ecco arrivare un Final Mix:Kingdom Hearts 2 che conterrà una vera e propia valanga di bonus, tra cui nuove scene, nuovi nemici, nuove armi, nuove mappe, una nuovissima forma per Sora, una nuova difficoltà e nuovi, terribili boss (L’intera Organizzazione XIII ). Inoltre KH2FM presenterà un nuovo Secret Ending, che preannuncerà il prossimo Kingdom Hearts. E non è finità qui! Kingdom Hearts Final Mix + sarà un bundle esclusivo, che conterrà non solo il sopracitato FM, ma anche Kingdom Hearts Re: Chain of Memories, il remake per PS2 del capitolo uscito per GBA 2 anni fa, con una grafica interamente in 3D, nuove carte e nuove scene esclusive. Inoltre i due giochi condivideranno i salvataggi, per sbloccare i bonus tra di loro. Il gioco per ora è previsto solo in Giappone per il 29 Marzo, ma fonti affidabili prevedono un uscita in occidente verso autunno/ inverno.Meglio incrociare le dita o rivolgersi subito ad un negozio d’importazione. Una cosa è certa: non perdetevelo!
Portu & Nick
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In un sondaggio tra 125 autori del mondo anglosassone sulla letteratura risultano primi fra tutti gli indimenticabili classici. Quasi assenti gli autori contemporanei in confronto ai grandi maestri, primi fra tutti Tolstoj che occupa la prima posizione con il suo capolavoro Anna Karenina ed il terzo con Guerra e Pace. Nel secondo posto troviamo M a d a m e Bovary di Flaubert. Altri ancora tra i migliori libri di s e m p r e “Amleto” di Shakespeare e “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust. In questa classifica delle grandi opere di sempre voglio inserire anche un altro libro che considero tra i più belli anche per il fatto di essere uno dei capolavori femminili di m aggi ore considerazione
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ed al quale in una letteratura dominata da grandiose figure maschili è giusto dare un posto di rilievo. Il capolavoro di cui parlo è “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen. Elizabeth Bennet e le sue quattro sorelle sono le prot agonist e di questo meraviglioso libro e con la loro simpatia ci introducono n un’epoca ormai lontana ma anche bella per chi ama il corteggiamento e le sue regole. Le cinque sorelle sono tutte in cerca di marito perché questa era la maggiore preoccupazione delle ragazze in quegli anni. Il marito f o r n i v a p r o t ez i on e , l a possibilità di condurre una vita tranquilla e se possibile agiata. Per questo le ragazze erano solite frequentare i balli dove potevano conoscere tanti ragazzi in cerca di una sposa. Ed è con un ballo che inizia anche la storia della bella ed ingegnosa Elizabeth. A Lngbourn si tiene un ballo da parte di Mr. Lucas, al quale sono invitati anche i nuovi arrivati: Mr. Bingley con sua sorella e il suo migliore amico Mr. Darcy. Bingley è un vero gentiluomo e si adatta molto bene all’aria festosa del ballo,. al contrario Darcy. Da subito si nota la sua superbia e il suo totale orgoglio che lo rendono agli occhi di Elizabeth un uomo odioso. Lei è una persona amichevole, molto umana ed aperta al dialogo, non da troppa importanza alla classe sociale e quindi disposta a dialogare con chiunque.
Darcy al contrario sembra non sopportare le persone banali e che non sono al suo medesimo livello culturale. Eppure c’è qualcosa in Elizabeth che lo attrae profondamente e lentamente se ne innamora. Infatti il libro è una grande storia d’amore tra Elizabeth Bennet e Fitzwilliam Darcy, che ancora oggi appassiona e coinvolge emotivamente. Inizialmente i protagonisti si evitano; soprattutto Elizabeth ,la quale è solita osservare il carattere delle persone, non vuole conoscere Darcy, che reputa un uomo pieno di sé, arrogante, eccessivamente orgoglioso. Ma i due sono destinati ad incontrarsi spesso e quindi anche a conoscersi meglio. Una conoscenza sottile e frammentaria che avviane solamente grazie a piccoli momenti di dialogo dovuti ad avvenimenti secondari, appartenenti agli altri personaggi del romanzo. Successivamente Elizabeth rifiuta di sposare Darcy perché furiosa con lui per a v e r c a u s a t o l’allontanamento di Bingley dalla sua amata sorella Jane e a causa di tanti pregiudizi che si crea nei suoi confronti soltanto per via di pettegolezzi. in seguito, però, ha modo di cambiare opinione, leggendo la lettera che Darcy le consegna per offrirle la giusta spiegazione dei fatti. Da quel momento Elizabeth comprende
LUNARFOLLIE realmente il carattere di Darcy e soprattutto riconosce i sentimenti che ha nei confronti di quest’ultimo. Capisce di amarlo nel momento in cui sente di averlo perso. Invece in seguito ha m odo di rincontrarlo e di trovare davanti a sé un uomo diverso, gentile e apprensivo. Tante vicende seguono quel nuovo incontro ed altrettanti sono i sentimenti che le avvolgono, fino al momento in cui Darcy chiede nuovamente ad Elizabeth di sposarlo, ma questa volta con una lieta fine. In questi termini la lettura potrebbe apparirvi forse troppo sdolcinata, ma in realtà si tratta di una grande storia che cresce insieme ai due protagonisti e soprattutto vi ene rac cont at a con umorismo e tanta grazia. Libro che consiglio a tutte le ragazze che vogliono rivivere sentimenti e che vogliono conoscerne altri nuovi anche per capire la bellezza del corteggiamento e dei piccoli gesti che ormai non esistono più. Ma soprattutto lo consiglio a tutti i ragazzi che sembrano aver dimenticato cosa significa corteggiare ed amare con semplicità. Lori
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MTV: GIOVANI E ‘MUSICA’
Da anni mtv è un punto di riferimento per le nuove generazioni influenzando le idee di molti ragazzi nel mondo. Ma non sempre è un dato positivo. Music Television è il centro della commercializzazione mondiale musicale, dove oramai il senso e l’etica di quest’arte tendenzialmente non esistono più. Ci sono molteplici casi in cui una band, prima di aver trasmesso un proprio video su tale canale, non sia stata vista di buon occhio, mentre, dal momento in cui viene diffusa, suscita positivi clamori. Vestire una ragazza con minigonna e top da spiaggia, metterla davanti a una telecamera, con un sottofondo orecchiabile non è fare musica, è solo una fonte di guadagno. Non è che ci sia tanto di sbagliato, se teniamo conto che l’essere umano pensa ovviamente a vivere meglio economicamente; ma tutto ciò tende a monopolizzare le menti dei
giovani. Riflettiamo tutti sul fatto che ragazzine frivole vincono premi come “best artist” ai music awards, o sul fatto che cinque ragazzi con camicie mezze aperte facciano urlare milioni di ragazze, quando il mondo è pieno di ragazzi molto più meritevoli di loro. Trl, total request live, ospita band e cantanti di fama internazionale e centinaia di ragazzine aspettano per ore davanti agli studi solo per vedere, anche velocemente, queste star. Un altro lato negativo di mtv è l’incoerenza del presentatore: non è difficile intuire che Cattelan risulti essere spesso incoerente verbalmente e non solo.famose sono le mille puntate in cui finge di dormire sentendo il video della Aguilera, che sicuramente ha una voce unica ed è una delle poche che non sarebbero da criticare malamente, come invece bisognerebbe fare con molte altre che predilige insensatamente. Veronica Gloria
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UN DRAMMA RIMOSSO Quasi 7 milioni gli stupri di cui 74mila nel 2006 Il 6,6% sotto i 16 anni. Il 90% non denuncia
TRE DONNE SU DIECI HANNO SUBITO VIOLENZA Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita. La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) e la g r a n d i s s i m a maggioranza (oltre il 90%) non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime: ben un milione e 400mila (il 6,6%del totale) ha subito uno stupro prima dei 16 anni. Inquieta il quadro che emerge dalla prima indagine sulla violenza e i maltrattamenti contro le donne realizzata dall'Istat, su commissione del Ministero dei diritti e delle pari opportunità. L'indagine è stata realizzata su un campione di donne di età compresa fra i 16 e i 70 anni. Dai dati raccolti emerge che sono 6.743.000 le donne vittime di violenza fisica o sessuale (il 31,9%), 5 milioni di violenze sessuali (23,7%), 3.961.000 di violenze fisiche (18,8%). Ben 6.092.000 donne hanno subito solo violenza psicologica dal partner attuale (36,9% delle donne che vivono al momento in coppia). Solo
negli ultimi 12 mesi, il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1.150.000 (5,4%). Nel 2006 si sono registrati 74mila tra tentativi e strupri veri e propri. Di questi il 69,7% da partner o ex-partner. Molto diffusi infatti i soprusi tra le mura domestiche. Questi però spesso non vengono percepiti come tali. Solo il 18,2% è consapevole che quello che ha subito è un reato, mentre il 44% lo giudica semplicemente 'qualcosa di sbagliato' e ben il 36% solo 'qualcosa che è accadutò. Tra tutte le violenze fisiche rilevate è frequente l'essere spinta, strattonata, aver avuto i capelli tirati (56,7%), l'essere minacciata di essere colpita (85,2%), schiaffeggiata, presa
a pugni, a calci o a morsi (36,1%). Tra la violenza sessuale, la più diffusa è la molestia fisica, ossia essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5%), l'aver avuto rapporti sessuali non desiderati accettati per paura (19%), il tentato stupro (14%), lo stupro (9,6%) e i rapporti sessuali degradanti ed umilianti (6,1%). La violenza psicologica è stata subita da 7.134.000 donne, il 43,2% con partner attuale. Di queste, 3.477.000 l'hanno subita spesso o sempre (21,1%). Questo tipo di violenza si esprime con l'isolamento o il tentativo isolamento (46,7%), i l cont rol lo ( 4 0 ,7 % ) , l a v i o l e n z a economica (30,7%), la svalorizzazione (23,8%), le intimidazioni (7,8%). "I dati confermano che nella fascia di età 16-50 anni, le donne muoiono più per violenza che per malattia o incidenti stradali. La violenza sulle donne è un d r a m m a ri m os so c h e dobbiamo far riemergere a partire proprio dalla scuola. E’ la scuola che deve educarci al rispetto e siamo noi ragazze le prime interessate a imporre ai maschi e all’intera società regole efficaci che ci tutelino nella qualità della nostra vita. Libera
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Per bevanda alcolica si intende ogni prodotto contenente alcol alimentare con gradazioone superiore a 1,2 gradi di alcol e per bevanda superalcolica ogni prodotto con gradazione superiore al 21 per cento di alcol in volume.L’ età in cui i giovani cominciano a bere è scesa ai 12 anni. A quell'età si è ancora bambini e non si dovrebbe neanche sapere com'è fatta una bottiglia! I medici sono preoccupati visto che prima dei quindici anni l'appparato digerente non è ancora del tutto formato e con sostanze alcoliche si mette in serio e grave pericolo il nostro organismo. I giovani bevono per svariati motivi, soprattutto in discoteca, al bar e alle feste con gli amici; ll primo contatto con l'alcol spesso avviene per caso, magari per una happy hour in un bar alla m o d a o i n discoteca.Qualche volta i prezzi sono scontati e le bibite, molto zuccherate e con frutta tropicale, nascondono il sapore dei liquori forti. Questi drink, però, hanno spesso gradazioni alcoliche altissime che possono indurre alla dipendenza.I ragazzi bevono perchè vogliono sentirsi grandi , trasgredire , mostrare di essere forti e sfuggire a l l e p r o p r i e responsabilità: mostrare
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di riuscire a reggere l'alcol è una sfida. L'alcol permetteinoltre di combattere la timidezza e rende più disinvolti.Si inizia a bere anche quando ci si trova davanti a situazioni familiari difficili o quando il padre o la madre dell'adolescente sono già alcolisti. Chi vive infatti
IN AUTO E’ NEMICO N. 1 Un morto ogni ora e 4.000.000 di incidenti stradali che ogni anno fanno più o meno 8.000 morti e 24.000 invalidi permanenti, e la maggior parte sono giovani. Perché? Anche gli inglesi, fino a qualche anno fa, avevano il nostro stesso numero di morti, fino al giorno in cui hanno detto “basta”! E così i morti sono scesi a meno di 3.000. Da noi la prevenzione è del tutto insufficiente viste le stragi del sabato sera. Chi guida in stato di ubriachezza in Inghilterra viene arrestato. Se chiedi una birra ad un autogrill ti rispondono che non hanno la licenza. Sulle nostre autostrade si vendono alcolici e superalcolici scontati.
con parenti che bevono in modo eccessivo tende a ripetere gli stessi errori. Ognuno di noi reagisce l'alcol in maniera del tutto personale, in base al proprio stato di salute generale. Si può dire però che gli uomini non dovrebbero superare i tre bicchieri di vino o le tre lattine al giorno di birra, la dose si dimezza per le donne e gli adolescenti a causa del diverso peso corporeo.Si incomi nci a ad es sere di pendent i quando i l desiderio di bere diventa ossessivo, non si riesce a controllare quanto e quando si beve e si manifestano crisi di astinenza con sudorazione, tremori alle mani, gola secca.Guarire dall'alcolismo è possibile. I modi sono tanti e vanno dalla psicoterapia alla cura con i farmaci. Tra le varie forme di psicoterapia si può optare tra quella individuale, della famiglia o quella di gruppo. Ci sono poi i gruppi di autoaiuto, che hanno lo scopo di incontrare persone che stanno condividendo la stessa esperienza per potersi confrontare e parlare liberamente.Nella fase di disintossicazione, in genere vengono utilizzati gli psicofarmaci, in particolare gli antidepressivi. Cristina 3 B
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Carissimi lettori: buongiorno a tutti! Se speravate fossimo morte,vi sbagliavate... siamo più vive di prima! Uno dei manga di cui oggi vorremmo parlarvi è The Calling ( non ha nulla a che fare con il gruppo musicale...). Sybel rappresenta la terza generazione di una famiglia di evocatori. Fiera e determinata, in grado di controllare con la propria volontà creature mitologiche di cui gli uomini normali hanno perso persino il ricordo,vive in un magnifico palazzo in cima ad una montagna, isolata dal mondo esterno e dal resto dell’umanità, col solo scopo di arricchire la sua “ collezione” di bestie mitologiche. La sua quieta vita, piena di cultura ma così vuota di bisogni e di conoscenze puramente
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umane, viene stravolta quando un giovane guerriero le chiede di proteggere un neonato che, oltre ad essere suo cugino, rappresenta un elemento fondamentale per le lotte di potere di quella regione, in quanto figlio del Re dell’Eldword. Tamlorn, questo è il nome del bambino, cambierà il modo di vivere della ragazza insegnandole cos’è l’amore materno e coinvolgendola in un mondo che ignorava completamente. Sarà sempre lui, una volta cresciuto, a coinvolgerla sempre più negli affari degli uomini e nelle questioni politiche, provocando in lei reazioni e sentimenti prima irraggiungibili.Questo manga è tratto dal romanzo“The forgotten beasts of Eld” (1974) di Patricia A. McKillip, pubblicato anche in Italia col titolo“La maga di Eld” (1989). Si tratta di una storia lightfantasy medievale. Il disegno di Reiko Okano è f i n e e m o l t o semplice...purtroppo l’edizione italiana è un po’ proibitiva, infatti il fumetto è stato pubblicato nel 2003 -04 in tre albi dalla Shin Vision (a causa dei diritti) al prezzo di 18,00€ per volume Se avete qualche amico/a che lo possiede vi consiglio vivamente di farvelo prestare, perché merita di essere letto.
E ora un altro manga; è stato trasmesso molti secoli fa, e più precisamente nel 1996, dalla Mediaset, con il no me di“ Una porta socchiusa ai confini del sole ” ( chi è vecchio come me o di più, se lo ricorda di sicuro), e mai più ritrasmesso(che peccato!)... Magic Knight Rayearth Tre ragazze di tre scuole diverse, si ritrovano in gita scolastica alla torre di Tokyo. Nel momento in cui i loro sguardi si incrociano vengono travolte da un’immensa luce che le trasporta in un a l t r o m o n d o : Sephiro.Hikaru (Luce), Umi (Marina) e Fu ( A n e m o n e) v engo n o accolte dal monaco guida Clef, che dirà loro essere i tre leggendari Cavalieri Magici i soli in grado di liberare la principessa Eme r au de( o co l o nn a portante), imprigionata dal sacerdote Zagart. Per capire meglio va detto che il mondo di Sephiro viene letteralmente retto dalle costanti preghiere della colonna portante, Emeraude appunto, che non può innamorarsi altrimenti causerebbe il decadimento del suo mondo. Vi ricordate il sacerdote che imprigiona la principessa, Zagart?!
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Bene, Emeraude si innamora proprio di lui, scoprendo di essere ricambiata e causando il suo stesso “ rapimento”, infatti Zagart per sottrarre la propria amata dalla sua schiavitù, la imprigiona nel suo palazzo. Cosi le tre ragazze/ cavalieri partono per dare la caccia al sacerdote e liberare Emeraude. Grazie a delle spade donategli da Plesea, mastro armaiolo di Sephiro, e dalla costante compagnia di un buffo e
19 trovare Zagart, e lo affrontano in una battaglia in cui anch’esso utilizzerà il proprio managuerriero. Tra nuovi personaggi, battaglie, e anche amori, riusciranno le tre ragazze a liberare la principessa Emeraude e a tornare nel loro mondo sane e salve? Questo manga è paffuto essere, di nome Mokona, riusciranno a sconfiggere i propri nemici e a trovare l’Escudo, il materiale con cui forgeranno le loro vere spade, chiavi usate per riattivare e governare i leggendari Managuerrieri Rayearth (col potere del fuoco e della luce), Selece ( c ol potere dell’acqua) e Windam (col potere del vento), giganti robot proprietà delle ragazze. Ben presto riescono a
un’opera delle Clamp, famosissi me man gaka, autrici di altri famosi manga. La prima pubblicazione avviene nel 1993, poi l’opera ha subito varie riedizioni in formati differenti. Esiste anche un seguito: “ M agic knight rayearth II”, presenti con nuovi personaggi e sviluppi inaspettati. È tutto alla prossima!!! ^_^ Lidi & Aly
Cina & Lunardi Il Lunardi sbarca in Cina! La nostra Scuola arriva là dove nessuna scuola di Brescia ha mai osato. Domenica 25 Marzo, da Malpensa , una rappresentanza di alunni del Lunardi,accompagnati dai Docenti Agostino e Stocchetti, guidati dal Dirigente scolastico Prof. Mangiavini, partirà alla volta di Pechino, alla scoperta di un nuovo mondo. In terra cinese, le giornate saranno così strutturate: al mattino seguiremo alcune ore di lezione svolte in classe; in particolare, sarà culturalmente stimolante assistere alle ore di arti marziali, calligrafia, ornato cinese, danza orientale ecc. ecc. Nel pomeriggio visiteremo le grandi testimonianze del passato come la muraglia cinese, la città proibita o palazzo imperiale, il palazzo d’estate, le tombe degli imperatori Ming, il tempio del cielo; inoltre ci sarà data anche l’opportunità di osservare il cuore pulsante della capitale, come il polo universitario, i complessi siderurgici e petrolchimici. Avremo anche modo di vedere in anteprima i modernissimi impianti sportivi realizzati per le imminenti olimpiadi del 2008, unitamente ai recenti capolavori di architettura moderna, di passeggiare per piazza Tien an Men e di far visita allo splendido porto della capitale, uno dei poli commerciali più importanti del pianeta. Evviva, fra poco si parte!!!!
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classe insieme sennò non so come avrei fatto senza di voi!! Vi voglio bene fexxx Ila
1 SALUTO ALLA GRANDE TUTTA 3^ I
siamo una classe unica.. in tutti i sensi, ma siete cmnq tutti simpaticissimi NON VI DIMENTICHERO’! 1 bacione Mari P.s: fate i bravi!!!! X FRANCESCO 5^A Ciao tu nn mi conosci, ma ci vediamo quasi tutti i giorni. mi piaci da morire…! 1 bacio Anonimo X I GNARI DELLA 2^I sono tutti dei caproni! By le gnare..vi vi vogliamo bene lo stesso X SIMONE CAPRA4^N …non ci sono tante parole x giudicarti.. 6 1 gran tocco di figo!!! del tuo piano di 2^… X FLAVIA 5^C Ciao piromane Non te l’aspettavi vero? Abbiamo pensato di scriverti questo messaggio x dirti una volta x tutte: “BASTA! Nn ti sopportiamo più! Nonostante tutto dopo 5 anni abbiamo imparato a volerti Bene… e a dire il vero ora te ne Vogliamo davvero tanto! Ciao ciao, un pizzicotto Naty e kiki!
X MIRCO 3^B Ti vedo sempre col tuo amico… 6 1 gran bel ometto se i bambini fanno oh io a guardarti faccio UAO!! Francesca X FRANCESCO 5^A Ciao! Tu non mi conosci, ma ci vediamo quasi tutti i giorni… Mi piaci da morire!!! Un bacio Anonima X ERICA 4^C Ti ho vista alla presentazione di Goya… Mi sei piaciuta tanto fxxxx! Non ho mai visto una ragazza bella come te! Anonimo X le mie due compa di banco di 3^H Siete simpaticissime, con voi rido e mi diverto tantissimo e spero di restarvi vicino ancora x tanto tempo! Vi voglio stra tanto bene Ila X FRANCESCA 3^B Sei bellissima…ti vorrei conoscere meglio R. 3^I X FRIKA e SILVIA di 3^H X fortuna siamo ancora in
X BERTO 3^B Il corridoio senza te è vuoto… Mi manchi Tvb Anonima X GLI EX DELLA 2^I Ci mancate tantissimo quest’anno. Anche se per fortuna passiamo 3 ore alla settimana tutti insieme, sono poche ma meglio di niente! Vi vogliamo bene X STEFANO 2^B Sei comparso nella mia vita e giorno dopo giorno l’hai resa più speciale… Quando ti penso i miei occhi si illuminano… il sorriso mi
LUNARFOLLIE esplode sul viso e il mio sguardo si perde nel vuoto… Guardati attorno, sul tuo stesso piano, troverai una ragazza cotta di te!! G92 X ALICE BOZZINI 3^L Da quando sei diventata rappresentante d’istituto Il mio cuore batte solo per te… I miei occhi brillano di felicità quando vedono il tuo bel visino e la tua nera chioma. Ho cercato di non pensarti
21 ma è inutile non ce la faccio… Ormai sei entrata nell’anima e credo che non ci uscirai mai più… Nei momenti tristi penso a te, angelo mio… Non ho ancora trovato il coraggio di dichiarare il mio amore… Ma stai tranquilla… Il tuo principe azzurro si farà presto vivo… Dal tuo principe azzurro PER ALFONSO Volevo dirti che 6 bellissimo. Ti guardo spesso quando sei
giù a fumare e ho sempre desiderio di conoscerti. Spero che sarai tu a venire da me. Ciao 1 bacio. By. Anonima (Se fossi Alfonso mi chiederei: come faccio ad andare da una “Anonima”. Chi sei? Come sarebbe bello se i nostri messaggi fossero limpidi e firmati con il nome e la classe. Sarebbero più sinceri e certamente più capaci di comunicare quello che pensiamo. La Redazione)
Marzo Il mese pazzerello Dicono che marzo è pazzo; ma che deve fare, il poveretto, se è a servizio di due padroni che lo comandano a piacer loro? Se è l'inverno che ordina, marzo deve mandare giù la pioggia e scatenare il vento che strapazza i rami pieni di gemme; se è la primavera che lo chiama a sè, allora ecco che sparge i fiori sui prati, mette in fuga le nuvole, intiepidisce l'aria, invita i fanciulli all'aperto. Cielo Sereno a volte e limpido come un immenso specchio azzurro, anche il cielo partecipa alla festa della natura.Ma talvolta, all'improvviso, il cielo si oscura e assume il color cinerino dell'autunno: la nuvolaglia nasconde il sole e una pioggia fitta e insistente cade sulla terra. Un broncio di breve durata. Dopo la pioggia il sole torna a splendere più luminoso e più caldo. L'aria L'aria di Marzo è così inquieta perchè ha proprio molto da fare.Deve portare le nubi per innaffiare tutto il mondo che l'inverno ha coperto di polvere e di fumo. L'aria di marzo ha mille e mille mani invisibili. Arriva dappertutto. E, dove tocca, un fiore, un filo d'erba,un animaletto si risveglia. Guai se si dimentica un uscio aperto.
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ARIETE AMORE: Avrai i pianeti dalla tua parte per conquistare chi ti interessa o per ritrovare la sintonia di coppia. SCUOLA: Buoni propositi e sicurezza rendono il mese più scorrevole, supportati da una giusta dose di impegno.
SAGGITARIO AMORE: Il tuo lui/La tua lei ti seguirà su qualsiasi strada e se non hai nessuno potrai avere buone occasioni. SCUOLA: Recupererai terreno laddove ne avevi bisogno e farai un bel balzo in avanti.
TORO AMORE: La prima metà di marzo è poco armoniosa, poi va meglio con l’arrivo di Venere. SCUOLA: Se sarai tenace nell’impegno non avrai problemi, ma i pianeti non ti aiutano di certo!
CAPRICORNO AMORE: Fino al 17 c’è un po’ di freddo in te, poi con Venere amica si sciolgono i ghiacciai e la primavera porta calore e slancio. SCUOLA: Tutto bene nella vita scolastica. Particolarmente favorite le materie che HAI SEMPRE TROVATO OSTICHE.
scegliendo una linea accorta.
GEMELLI AMORE: Marzo nella sua proverbiale follia potrà risultare positivo per l’amore. SCUOLA: Punta tutto sulla prima parte, poi le cose saranno meno facili.
VERGINE AMORE: A metà mese Venere ti riporta al presente e ti spinge a trovare quello che serve al tuo cuore. SCUOLA: Quella che sembra una sfida nei tuoi confronti avrà il potere di ridarti sprint.
CANCRO AMORE: Prima metà poco entusiasmante, poi torna la voglia di amare e di incontrare. SCUOLA: Non pensare di ottenere immediatamente risultati ai tuoi sforzi, c’è un po’ da aspettare.
BILANCIA AMORE: Dopo la parentesi di febbraio, riprende slancio e armonia la vita affettiva. Decisioni rilevanti SCUOLA: Ottimi riflessi e capacità mentali acute ti predisporranno a ricevere buoni risultati.
LEONE AMORE: Sarai molto passionale e suscettibile qualora non vengano soddisfatti i tuoi desideri. SCUOLA: Un po’ in calo stimoli e motivazioni, ma saprai andare avanti
SCORPIONE AMORE: Le sensazioni alterne che vivrai saranno causate dal tuo/a partner, ma non vorrai subire troppo. SCUOLA: Regnerà un po’ di perplessità e dovrai guardarti da qualche colpo basso.
ACQUARIO AMORE: Buoni i primi giorni per i single e accoppiati, poi dal 17 l’aria è meno favorevole. SCUOLA: Arrivano a maturazione gli sforzi intrapresi a gennaio e i risultati saranno confortanti. PESCI AMORE: Bisogna aspettare fino al 17 per avere Venere a favore, Potrebbe svilupparsi una certa nostalgia per un amore del recente passato. SCUOLA: Non mancheranno positive e incoraggianti conferme e potrai permetterti di tirare il fiato in più di una circostanza. JE & DANY
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ANTIDOPING A SCUOLA? Giuliano Amato Ministro degli interni " Noi
oggi facciamo l'antidoping solo agli atleti. Perché non prevedere un uso più ampio di questo controllo e renderlo più sistematico, ad esempio all'uscita delle discoteche e a scuola?". Il ministro degli Interni Giuliano Amato lancia una nuova idea per combattere la droga: effettuare anche sugli studenti i controlli sull'assunzione di stupefacenti. Controlli finora riservati, esclusivamente agli atleti in gara e in generale al mondo dello sport.. Per gli studenti, immagina il ministro, potrebbero diventare obbligatori test anti-doping tra i banchi. I ragazzi potrebbero dover sottoporsi alle analisi "ad, esempio, dopo le interrogazioni". Magari in caso di prestazioni "sospette". E se lo studente dovesse risultare positivo, spiega Amato, dovrebbe scontarne le conseguenze. “Perderebbe punti”(quali punti?). E chiaramente l'interrogazione non sarebbe valida". Ma il ministro sa che una norma del genere non sarebbe ben accolta. Neanche dal corpo docente. "Ho spiegato questa mia idea ad un insegnate che mi ha detto: ma sei matto? Di sicuro arriverebbero i genitori a fare un occhio nero al preside o al professore". Il problema droga nel nostro paese ha ormai raggiunto dimensioni critiche. A farne le spese siamo soprattutto noi giovani. Un fenomeno, questo, che non può lasciare indifferenti perché è in gioco il nostro futuro, la nostra felicità. La proposta di Amato è senza dubbio provocatoria e interessante, varrebbe la pena discuterne tra noi. E’ appli cabil e al la scuola? Se volete dire i vostri pareri li pubblicheremo volentieri iniziando così un dibattito fra noi.
L’INTERNAUTA L'internauta. E' lui la Persona dell'anno 2006 per la rivista T im e . I l set t im ana l e, pubblicando in copertina un computer con uno specchio al posto dello schermo, ha scelto come simbolo dell'anno che sta per concludersi "You", cioé "tutte le persone che hanno partecipato all'esplosione della democrazia digitale" usando Internet per diffondere parole, immagini e video, contribuendo al successo di siti come 'YouTube' o 'MySpace'. . Non è la prima volta che Time evita di scegliere una persona per il suo celeberrimo annuale. Nel 1966 fu scelta la generazione degli under-25, nel 1975 vennero designate le donne americane, nel 1983 fu la volta del computer. "Lo strumento che rende tutto questo possibile è il World Wide web - ha spiegato Time - E' uno strumento per mettere insieme i piccoli contributi di milioni di persone e trasformarli in un fenomeno dalle notevoli conseguenze". Nel 2004 la scelta era caduta sul presidente americano George W. Bush. Nel 2003 era stato designato "Il Soldato Americano".
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I telefonini dovranno rimanere rigorosamente spenti in classe durante le ore di lezione. Per i trasgressori scatteranno sanzioni disciplinari. Compresa quella del ritiro temporaneo del cellulare durante le lezioni e la restituzione, se necessario, in presenza dei genitori. Le norme per vietare l'uso dei cellulari a scuola esistevano già, ma con le linee emanate dal Ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ora nessuna scuola potrà più avere alibi. Il ministro ha inoltre chiarito che il divieto riguarda allo stesso modo anche gli insegnanti. Niente più messaggini durante le lezioni e niente più, sperano al m i ni st ero, immagini con i videofonini motivo di scandalo nei mesi scorsi. La decisione, se verrà veramente rispettata sia per gli studenti che per gli insegnanti, è veramente importante. Noi saremmo stati più severi e avremmo proibito di portare il telefonino a scuola. Non è necessario ed è fonte di continua distrazione.
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Sono state inoltre ipotizzate una serie di modifiche allo Statuto delle studentesse e degli studenti del 1998, con l'intento di intervenire anche in materia di "bullismo". In caso di fenomeni particolarmente gravi, infatti, di "violenza" e "bullismo" si potrebbero stabilire una serie di sanzioni più rigorose. Come la non ammissione allo scrutinio finale o all'esame di Stato nei casi particolarmente gravi. Inoltre la 'sospensione' , in caso di necessità, potrà superare i 15 giorni, e gli studenti ribelli potranno essere obbligati a svolgere una sorta di servizio sociale (pulitura aule, piccole manutenzioni,
svolgimento di attività di volontariato, ecc.). Inoltre si potrebbe (dice il ministro) stabilire "un patto sociale di corresponsabilità" tra famiglie e istituti. Ciascuna scuol a pot rebbe ci oè richiedere alle famiglie di sottoscrivere al momento dell'iscrizione, o comunque all'inizio dell'anno, un accordo che conterrà una definizione condivisa di diritti e doveri tra famiglie e scuola. Con questo strumento le famiglie si assumono l'impegno di rispondere direttamente dell'operato dei propri figli nel caso in cui, ad esempio, gli stessi arrechino danni ad altre persone o alle strutture scolastiche o, più in generale, violino i doveri sanciti dal regolamento di istituto e subiscano, di conseguenza, l'applicazione di una sanzione anche di carattere pecuniario. Quando si sceglie un i sti tuto bisogna rispettarne le “regole”. Anche queste ci sembrano scelte importanti perché la scuola diventi veramente luogo della cultura e della formazione.
Se vuoi segnalare un episodio, usa il modulo on-line sul sito: www.csabrescia.it/bullismo oppure il numero verde del Ministero della Pubblica Istruzione: 800 66 96 96