Novembre 2009

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Anno 18 Numero 2

Cosa sta succedendo ai nostri politici? Da alcuni mesi stampa e TV sono piene di notizie a dir poco inquietanti. Minorenni, prostitute, viados, cocaina e chi più ne ha più ne metta. E sia chiaro che il problema è bipartisan, cioè riguarda destra e sinistra e perfino il Presidente del Consiglio. Quello che preoccupa, perché sta diventando la giustificazione ammessa, è che il tutto viene liquidato con l’espressione: “quello che accade sotto le lenzuola è affare privato” come a dire che va bene, che il principio è “vizi privati, pubbliche virtù.” L’importante è apparire onesti, non esserlo; l’importante è l’apparire rispettosi dell’altro, non esserlo. L’importante è l’apparire, non l’essere. Il messaggio che viene trasmesso a noi giovani diventa così un messaggio di chiara immoralità. Il politico, cioè colui che viene eletto per amministrare il bene di tutti, colui a cui affidiamo scuola, sanità, economia… invece di dare l’esempio di una vita onesta e integerrima offre proprio l’esempio contrario. Le stesse persone che stigmatizzano il bullismo e i tanti comportamenti a rischio di noi giovani (che non governiamo niente e nessuno) sono proprio quelle che fanno i falsi in bilancio, evadono le tasse, sfruttano la donna trattandola come cosa, approfittano del potere che han-

I.I.S. LUNARDI - BS

no per arricchirsi, deturpare l’ambiente e via dicendo. Anche dalle semplici pagine del nostro giornale vogliamo dire basta. Basta con lo scandalo pubblico, basta con la diseducazione. Andate a casa, andate a lavorare. Lasciate la politica ai migliori, agli intelligenti, agli onesti, ai saggi. Lasciate spazio ai giovani e alle donne migliori. Non vogliamo che la nostra società diventi un bordello, vogliamo essere felici nella semplicità e nella verità. La Redazione

Novembre 2009

IN QUESTO NUMERO: Altrove pag. 2 Intervista al Preside pag. 3 Crocifisso in aula pag. 4 I nostri rappresentanti pag. 5 Biblio addio pag. 7 L’Islam a scuola pag. 8 Temi di politica locale pag.10 20 anni dopo... pag.12 Letture pag.14 Movies pag.15 H20 creatrice di vita pag.17 Pozzo Lunardi pag.18 L’uomo che sapeva... pag.19 Oroscopo pag.20 Sogno pag.22 Il papa a Brescia pag.23


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ALTROVE Lentamente

muore

chi diventa schiavo dell’abitudine ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi chi non cambia la marea, chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti, chi non parla e chi non conosce. Lentamente muore chi evita una passione chi preferisce nero su bianco e i puntini sulle i, piuttosto che una serie di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire dai consigli sensati, chi non legge e chi non ascolta musica, chi non trova grazia in sé stesso. Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordandoci sempre che essere vivo richiede uno sforzo maggiore del semplice fatto di respirare. Neruda

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo

REDAZIONE Archiati Elisa 4° L Bettoni Alice 5° A Bozza Ylenia 4° L Brotto Ilaria Bua Federica 5° H Busi Andreas 5° F Cazzago Leonardo 5D Coletti Michela 1L Colombo Erica 2° L Crescini Marta 3° L Cusato Matteo 3° F Dafir Kenza 5° E Delle Fave Marco 2G De Vito Andrea 1° F Galati Valeria Di Crescito Davide 4° L Govi Alessandra 3° F

Guatta Samantha 1° BL Guidi Laura Krilova Daria 5° G Lanari Dayana 5° B Laudati Carla Lupoi Veronica 5° B Martinazzoli Lino Mattei Clarissa 1° BL Mattei Giuseppe Migliorati Elisa 3° L Mori Alice 1° BL Mucci Nadia 3° L Novali Chiara 4° F Noventa Milena 2° L Paoluzzi Miriam 5° B Pietroboni Silvia 1 L Pini Sara 5° B

Preda Claudia 3° F Rossetti Francesca 1° BL Scardavilli Sara 2° F Schiano Rebecca Tolotti Michele 1 I Tomasoni Marta 1BL Lunarfollie viene pensato, prodotto, stampato e distribuito presso il CIMP dell’ IIS “A. LUNARDI” via Riccobelli, 47 - 25125 Brescia Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 lunarfollie@lunardi.bs.it


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1.

La scuola è iniziata da circa due mesi. La nostra scuola è come una grande nave che ogni anno riparte per il suo viaggio. Come è iniziato quest’anno?

L’avvio di quest’anno scolastico ha richiamato la nostra preoccupata attenzione almeno su due versanti: l’uno, esteriore, organizzativo, in quanto ci ha visti impegnati nella ricerca di soluzioni almeno accettabili (aule, banchi, sedie,…) per far fronte ai problemi legati alla costante “crescita” del numero dei nostri studenti iscritti; l’altra, invece, tutta interiore, legata all’incertezza sulla Riforma e sul Dimensionamento territoriale cui è preposta l’Amministrazione provinciale . Per il primo, abbiamo operato in tutti i modi per attenuare la precarietà generata dalla scarsità delle risorse messe a disposizione dall’Ente provinciale, per il secondo, io e i vostri docenti abbiamo intrapreso tutte le iniziative possibili per sensibilizzare gli organi decisori affinché consentano al Lunardi di continuare ad essere punto di riferimento, sia con il Liceo Linguistico, sia con gli indirizzi dei nuovi Tecnici, per gli studenti che prediligono lo studio delle Lingue e dell’Economia. Al momento, però, come tutte le altre scuole di Brescia e d’Italia, dobbiamo ancora attendere le decisioni che competono alla politica. Ne riparleremo alla vostra prossima pubblicazione.

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2. Gli studenti in questo periodo hanno denunciato alcune importanti disfunzioni: la biblioteca, la carenza di servizi efficienti, il cattivo funzionamento del riscaldamento. Cosa si sta facendo per risolverli? Quanto alle disfunzioni che avete giustamente sottolineato, abbiamo dovuto far fronte a due situazioni “nuove”: a) il pensionamento anticipato dell’addetta alla Biblioteca; b) il ritardo nella messa a punto dell’impianto termico dovuto al fatto che la nuova Amministrazione provinciale, insediata da poco, aveva la necessità di conoscere la pluralità dei problemi da gestire. Ora, comunque, la situazione è sotto controllo: sono state individuati dei percorsi e siamo impegnati a che vadano a buon fine. 3. La riforma Gelmini toccherà anche noi. Si parla di una sorta di liceizzazione della scuola italiana e non si capisce che fine farà il Lunardi. Può spiegarci cosa concretamente ci aspetta dal prossimo anno. Che fine farà l’attuale liceo? 4. La scuola deve trasmettere saperi ma anche valori. Qual’é la sua idea di scuola e in essa quale ruolo chiede a noi studenti? 5. Si parla molto di qualità dell’insegnamento, di eccellenza nella costruzione del proprio sapere e saper fare. Qual è la sua concezione al riguardo? 6. Ci potrebbe dire le tre cose più importanti che chiede a noi studenti? 7. Quale ruolo dovrebbe avere, a suo avviso, il giornale Lunarfollie? Lei lo legge?

La nostra intervista comprendeva altre cinque domande che pubblichiamo. A queste il Preside risponderà (ci ha promesso) nel prossimo numero. A cura di Daria & Sara


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La presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è "una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni". E' quanto ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo su istanza presentata da una cittadina italiana. Ma il governo italiano ha presentato ricorso e, in caso di accoglimento, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera. Altrimenti la sentenza diventerà definitiva fra tre mesi. Durissime le prime reazioni, soprattutto nel centrodestra tra i cattolici. La Cei e il Vaticano attaccano. La decisione della Corte europea. I sette componenti della Corte europea hanno sentenziato che la presenza dei crocifissi nelle aule può facilmente essere interpretata dai ragazzi di ogni età come un evidente "segno religioso" e, dunque, potrebbe condizionarli. E se questo condizionamento può essere di "incoraggiamento" per i bambini già cattolici, può invece "disturbare" quelli di altre religioni o gli atei. Le reazioni della maggioranza. In attesa che vengano depositate le motivazioni della sentenza, il governo italiano ha già presentato ricorso. Per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, " la pr esenza del cr ocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma

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ma del diritto". E l'esponente Udc Rocco Buttiglione parla di "decisione aberrante".

è un simbolo della nostra tradizione". Sulla stessa linea il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli e quello della Giustizia Angelino Alfano. E' critico il presidente della Camera Gianfranco Fini: "Mi auguro che la sentenza non venga salutata come giusta affermazione della laicità delle istituzioni, che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del Cristianesimo nella società e nella identità italiana". L'opposizione. E' cauto il neosegretario del Pd Pier Luigi Bersani: " Un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vitti-

Il mondo cattolico. Netta anche la reazione della Cei, che in una nota parla di "sopravvento di una visione parziale e ideologica". Per l'Osservatore Romano "tra tutti i simboli quotidianamente percepiti dai giovani la sentenza colpisce quello che più rappresenta una grande tradizione, non solo religiosa, del continente europeo''. Noi volentieri apriamo un dibattito. Ritenete che il crocifisso nella vostra aula crei qualche problema a qualcuno? Che ne dite dell’uso dei simboli radicati dentro la tradizione di un popolo: vanno mantenuti o vanno aboliti? Ne avete parlato con i vostri docenti?


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Ciao, ragazzi. Siete contenti di essere diventati rappresentanti d’istituto? Certo. Siamo soddisfatti e compiaciuti. Ribadiamo anche che siamo motivati e disponibili per qualsiasi richiesta. Dato che siete uno della Lista 1 e tre della Lista 2, i vostri obiettivi sono cambiati? No, sono rimasti sempre gli stessi. Alla fine il popolo ha deciso e noi rispettiamo la scelta perché pensiamo di essere quattro persone qualificate per questo ruolo. E poi, gli obiettivi della Lista 1 erano insulsi (ridono)… Cosa ne pensate di quello che è successo lunedì 19 Ottobre? (per chi non l’ha saputo, i caloriferi non si sono accesi e c’è stata una protesta in cortile da parte di molti alunni.) Yeah. Wow. Siamo contenti perché ciò vuol dire che qualcuno ci ascolta; cogliamo l’occasione per incitare ad un prossimo sciopero. Il popolo è sovrano. (ridono) Cosa ci dite delle assemblee d’istituto? Ce n’è qualcuna in programma? Sì, ce n’è una in programma sul WWF e la vivisezione, mancano solo le autorizzazioni. Forse c’è una proposta di assemblea sulla musica, dove si potrebbero invitare delle persone di diversi gusti musicali (per esempio, un “truzzo”, un “emo”, un “rapper”, un “metallaro”) che

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esprimano le loro opinioni su che cos’è la musica. E i ragazzi del Lunardi? Vi supportano o non hanno fiducia in voi? I ragazzi del Lunardi sono fantastici, non ci “infamano” per niente: anzi, a volte ci sentiamo addirittura “idolatrati”, una sorta di Beatlesmania (ogni riferimento è puramente casuale)… (ndr: chi di voi ha letto il link di face book “per chi pensa che Gianluca Gamba sia grande” può capire di cosa parlano…) Su quali dei vostri obiettivi vi siete già attivati? In particolare sulla deratizzazione, cioè la disinfestazione dato che (shock per chi non lo sapeva) a scuola ci sono le pantegane. Non sappiamo ancora bene cosa fare per i bagni. La vostra posizione politica influenza le vostre discussioni? In un certo senso. La politica influenza tutto, però cerchiamo di non immetterla troppo nei nostri discorsi, anche perché se no non la smetteremmo mai di

litigare. Altri buoni propositi? Avere una scuola (e un mondo) verde, senza inquinamento, con tanta erba verde (ridono). Parlando seriamente, vorremmo ridurre il tabagismo e mantenere un ottimo decoro al Lunardi; inoltre vogliamo portare avanti il progetto ecologico e abbassare i prezzi del bar. Cos’è che togliereste per ridurre gli sprechi? Secondo noi i tecnici sono distribuiti male. Inoltre si consuma forse troppa carta. A parte questo, non pensiamo che ci siano sprechi al Lunardi. E l‘idea di fare arrivare delle macchinette anche ai piani superiori, è realizzabile? Purtroppo no, per motivi di peso e sicurezza. Le macchinette sono inoltre molto ingombranti. È vero che il Lunardi verrà spostato in un’altra sede? Se sì, tra quanto tempo? Non si sa dove verrà spostato il Lunardi, forse a Castelmella, forse vicino all’Ortomercato, in via Orzinuovi. Il cambio di sede comunque non avverrà tra meno di 4/5 anni. Che cosa ci dite del fatto che alcune classi sono state costrette a collocarsi nel seminterrato, o al quarto piano, per motivi di spazio? Innanzitutto diciamo che, quest’anno, siamo in ec-


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cesso: infatti al Lunardi ci sono quattro classi di troppo. Quindi, l’anno prossimo, per entrare al Lunardi, saranno adottati dei criteri per scegliere i futuri “primini”: non saranno di tipo scolastico, ma di altro genere. Forse le iscrizioni saranno aperte solo fino a un certo numero di persone. Che cosa ne pensate della nuova riforma Gelmini? Non siamo d’accordo, anche perché da 900 gli indirizzi diventano 16, e verranno eliminati anche l’ERICA e il liceo scientifico linguistico come quello del Lunardi. La nostra scuola diventerà un istituto tecnico economico per i nuovi arrivati, mentre assicuriamo alle seconde che il Liceo ed il corso ERICA continueranno fino alla quinta. Comunque il nostro preside si sta proprio adoperando per modificare la strutture dell’ERICA affinché essa diventi accessibile anche alla scuola dopo la riforma.

POESIE GIAPPONESI Solitudine Sullo stagno morto il rumore di una rana che s'immerge.

Destino Viviamo separati e facciamo cose diverse, ma eguale è il nostro destino.

Il canto delle cicaleCalma immensa che penetra nella roccia, il canto delle cicale. Sara Scardavilli cl. 2^F Rebecca Schiano cl. 2^L Milena Noventa cl. 2^L Erica Colombo cl. 2^L Claudia Preda cl. 3^F Alessandra Govi cl. 3^F

A.A.A. Se avete qualche addobbo di Natale che non usate, (lampadine, festoni, presepi, alberelli...) portateli al CIMP lo renderemo più bello ed accogliente

Piccolo grillo Quando io morirò sii tu il guardiano della mia tomba, piccolo grillo!

Complicità della Luna Sulla montagna la Luna indulge al ladro di fiori e lo illumina.

Ammirazione Spezzarti, per portarti via, sarebbe troppo doloroso, invero, o fiore di ciliegio; ma piuttosto sotto i tuoi petali rosa starò ad ammirarti fino al tuo appassire.

Tanka Spense la pioggia il colore dei fiori mentre io guardavo vanamente passare questa donna nel mondo. A cura di Kenza Dafi


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7 SCRIVO A TE DONNA Ogni mattina, dopo il segno della croce, scriverti è come recitare

una preghiera. Non si può far di peggio, ma io so fare di meglio. Ora che non ti vedo, Come tutti sapete, la nostra scuola, offre a tutti gli alunni il servizio della biblioteca, o perlomeno lo ha fatto fino all’anno scorso, in quanto all’inizio di quest’anno la biblioteca non ha ripreso a funzionare a pieno. Allora ci siamo chiesti quali fossero i motivi di questo mal funzionamento e siamo andati a chiedere spiegazioni. La biblioteca, ci è stato detto, l’anno scorso vedeva la presenza, in modo fisso, di Mariangela, che si occupava di prestiti, restituzione dei libri e li manteneva in ordine. Il problema si è presentato a febbraio scorso quando Mariangela ha dovuto lasciare il suo posto per problemi di salute. Il suo servizio, evidentemente, è venuto meno. Insieme a questa persona in biblioteca c’era anche Viviana, che possiede una qualifica da bibliotecaria ed era l’amministratrice e si occupava di catalogazione dei libri, inventario e delle varie iniziative che la biblioteca ci ha sempre offerto. Anche lei, purtroppo, ha dovuto lasciare il suo posto

per spostarsi all’ ufficio Personale. Per questi motivi da febbraio la nostra biblioteca è sprovvista di personale, e allora i docenti, i tecnici e altre figure, si sono alternati per supplire a questa carenza. In questo modo è stato possibile mantenere aperta la biblioteca fino alla fine dell’anno, quando dopo vari incontri con il preside, e aver preso atto del fatto che la scuola non può assumere nuovo personale per la biblioteca in quanto compito del provveditorato, è stato stabilito un orario secondo il quale alcuni docenti, tra i quali la prof.ssa Ornella Rizzi che al momento è la referente della biblioteca, si occuperanno di gestire la biblioteca. In conclusione, questa al momento è parzialmente aperta anche se non è funzionante. Auspichiamo che presto venga trovata una soluzione definitiva e adeguata, perché una scuola che non ha una biblioteca funzionante non è una vera scuola Matteo Cusato 3° F

di buon mattino, mentre tutti dormono, prendo la penna, come un ladro prenderebbe

la chiave di un forziere, e con la penna rubo la vita che non mi Appartiene e scavo un camminamento per raggiungere te che, contro ogni legge, considero mia.

Salvatore Fiume


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“Insegnamento della religione musulmana a scuola” è questa la sorprendente proposta del vice-ministro per lo Sviluppo Economico Adolfo Urso. I favorevoli trovano che la proposta nasca da “elementare buonsenso” e rivendicano la possibilità di offrire ai bambini un’ora di insegnamento dell’Islam con docenti che non siano integralisti, ma predicatori di un Islam tollerante e integrato con la società italiana. Il percorso di integrazione, naturalmente, non può che partire nel luogo dove ha inizio la formazione di ogni futuro cittadino: la scuola. Mi sono imbattuta però in un’interessante precisazione: la proposta non sarebbe fonte di integrazione culturale ma, al contrario, affermerebbe l’ideologia del multiculturalismo, dove diverse etnie e religioni convivono sullo stesso territorio, ognuna con i propri usi e costumi, in una mescolanza caotica di valori e culture differenti che altro non può provocare se non disgregazione e disunità. Tralasciando questa argomentazione, ci sono altri motivi per cui personalmente mi definisco contraria all’introduzione dell’ora di religione musulmana nelle scuole. Il più futile, anche se non trascurabile, è di natura meramente economica: siamo in tempo di crisi e gli insegnanti rischiano il licenziamento a causa dei tagli alle scuole e

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della riduzione dei corsi universitari e delle sperimentazioni. In questo clima si vorrebbe inserire nelle scuole un insegnante di religione musulmana che, non esistendo in Italia una formazione universitaria incentrata sullo studio dell’Islam, sarebbe nella maggior parte dei casi un immigrato, proveniente da paesi come Turchia, Marocco e Arabia Saudita, che già forniscono insegnanti di religione ad altri paesi europei, come la Spagna, la Germania e il Belgio. Questo vorrebbe dire altri immigrati e altri dubbi insegnamenti: chi ci assicura infatti che gli insegnanti non siano stati formati nell’ottica di un fondamentalismo e fanatismo religioso che noi rischieremmo addirittura di stipendiare? Questi insegnanti si ritroverebbero inoltre ad insegnare in “classi” di pochissimi alunni, sia perché in alcune scuole la percentuale di alunni di reli-

gione musulmana è molto bassa o inesistente, sia perché i genitori non correrebbero mai il rischio di insegnare ai loro figli un Islam di dubbia purezza: in base a quali canoni si privilegerebbe la corrente sunnita o quella sciita? Oppure si pensa già di risolvere il problema introducendo l’insegnamento di entrambe le varianti? D’Alema afferma di non capire come mai “a dei bambini di religione islamica si debba impedire come insegnamento alternativo quello della loro religione”. E le altre minoranze? Non sarebbe giusto inserire anche un’ora per i buddisti, gli ebrei, i taoisti, gli induisti, i protestanti, i testimoni di Geova e gli esponenti di ogni fede religiosa? L’impossibilità della proposta è evidente a tutti. Vogliamo quindi privilegiare i “rumorosi” credenti musulmani che finiscono sul giornale un giorno si e uno no


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cercando di difendere i loro (dubbi) diritti , rispetto a chi professa non con meno ardore, ma sicuramente con più buonsenso e riservatezza, la propria fede? Ora una precisazione: l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole si fonda sull’articolo 9 della Legge n. 121 del 1985 che apportava modifiche al Concordato Lateranense firmato nel 1929 tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede: “La Repubblica italia-

na, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado. Nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, é garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento. All’atto dell'iscrizio-

ne gli studenti o i loro genitori eserciteranno tale diritto su richiesta dell'autorità scolastica, senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione.”. L’insegnamento della religione cattolica non è da intendersi come un privilegio accordato agli studenti cristiani, ma come uno strumento fondamentale all’integrazione, perché non ci può essere integrazione senza la conoscenza e l’accettazione della cultura del paese in cui si va a vivere. Come nessuno si definirebbe integrato se non conoscesse la lingua italiana, allo stesso modo non può dirsi veramente integrato senza la conoscenza dei fondamenti religiosi su cui si basa il nostro modo di pensare, il nostro sistema giuridico, la nostra cultura. Tuttavia non possiamo ignorare che sempre meno studenti frequentano questa ora facoltativa di insegnamento della religione cattolica, che perde quindi la sua finalità educativa

e si riduce a essere solamente oggetto di dibattiti e polemiche inutili. Molti si chiedono infatti come mai lo stato italiano, laico, permetta l’insegnamento di tale materia. Pochi si chiedono come mai, essendo lo stato laico, venga proposto addirittura l’insegnamento di un’altra religione. Vista in quest’ottica la proposta diventa addirittura ridicola. Per chi ancora non lo sapesse l’ora di religione cattolica non ha una finalità di tipo religioso (per quella esiste il catechismo) ma, attraverso il confronto fra le diverse religioni e la riflessione sui problemi dei giovani e della società, mira alla formazione di cittadini responsabili e capaci di riflettere autonomamente e consapevolmente sulla realtà attuale. La soluzione che potrebbe accontentare tutti sarebbe l’introduzione di un’ora di teologia obbligatoria, come l’inglese e la matematica, in modo da conoscere il significato e la filosofia di tutte le religioni. L’introduzione di tale materia aumenterebbe molto probabilmente l’interesse degli studenti che potrebbero confrontare culture e ideologie molto diverse fra di loro, ma soprattutto eviterebbe altre improduttive discussioni sull’ora di religione. Acconsentiranno i musulmani e le altre minoranze a far crescere i loro figli nell’ottica di un confronto costante fra le religioni, i cui principi verrebbero ripuliti dalle impurità fondamentaliste? Elisa Archiati 4^L


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A Brescia in Comune la partita urbanistica continua a essere uno degli elementi, oltre che di maggiore interesse, anche di più serrato confronto tra maggioranza e opposizione. Tuttavia, ciò che più mi sento di criticare nell'attuale gestione del territorio è l'assenza di qualsiasi approccio di coordinamento e di pianificazione entro il quale realizzare tutta una serie di interventi. Mi spiego meglio: la nuova legge lombarda di governo del territorio impone ad ogni comune di dotarsi di un Piano di governo del territorio entro il marzo del prossimo anno. Brescia, anche in ragione del fatto che si era dotata di un PRG non molti anni fa (2003-2004) ha ragionevolmente atteso la scadenza del termine della Regione per dotarsi del nuovo Piano. In attesa del nuovo Piano, molti interventi sarebbero comunque possibili sulla scorta del PRG vigente e quindi davvero non si capisce (o meglio, si capisce ma non si condivide) perché si annuncino progetti (dall'abbattimento delle Torri di San Polo alla nuova sede del Comune presso gli ex Magazzini Generali alla Cittadella dello Sport nelle Cave di Buffalora...) che non rientrano in un disegno organico della città e che sono fuori da qualsiasi pianificazione. La mancanza di un disegno organico, e dunque la fretta con cui si annunciano certe

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scelte, ha inevitabilmente certe conseguenze. Si pensi al caso delle Torri di San Polo. L'ultimo progetto presentato prevede una spesa, per l'abbattimento di una sola torre e la sistemazione delle relative famiglie, di 40 milioni di euro (con un costo, se parametrato ai nuclei familiari oggi lì ospitati, di duecentomilaeuro a famiglia), cioè più del doppio di quanto si era detto inizialmente un anno fa. Peraltro, oltre ai maggiori (e non indifferenti) costi, rimane intatto il fatto che, per i prossimi anni, le liste d'attesa per l'assegnazione delle case popolari rimarranno inevitabilmente bloccate. Resta poi senza risposta la domanda sul perché non si sia nemmeno immaginato di valutare per la torre un destino diverso da quello del semplice abbattimento. La Cittadella dello Sport (l'unica delle opere annunciate che quantomeno era nel programma della Giunta Paroli) è stata presentata sulle colonne domenicali del Giornale di Brescia a inizio settembre, con tanto di rendering, progettisti e cifre. Ma a distanza di più due mesi in Commissione Urbanistica non è giunta ancora nessuna documentazione al riguardo e anzi sedute appositamente convocate sul tema sono state rinviate a data da destinarsi. Anche la vicenda di piazzale

Vivanti a Mompiano, con la previsione di realizzare non uno (come previsto nel PRG) ma due nuovi condomini di circa 5 mila metri quadrati ciascuno è figlia di questo stile. Oggi la Giunta potrebbe forse essere costretta a fare marcia indietro, dopo che alcuni esponenti del centro-destra (l'assessore regionale Nicoli Cristiani, il presidente di circoscrizione Rossi) hanno sostanzialmente bocciato il progetto e dopo che centinaia di cittadini hanno messo nero su bianco la loro contrarietà all'intervento. Stadio di calcio. Come noto, negli ultimi anni sembrava certo il trasferimento del Brescia calcio dal Rigamonti a Castenedolo, ove sarebbe dovuto sorgere un nuovo impianto sportivo, con annesso un massiccio intervento commerciale. Questa ipotesi è sostanzialmente tramontata perché la crisi finanziaria ha messo in


LUNARFOLLIE ginocchio il gruppo di privati che avrebbe dovuto farsi carico dell'intervento e nel contempo si sono moltiplicate le critiche alla realizzazione dell'ennesimo centro commerciale (in una città e in una provincia saturi sotto questo profilo). D'altro canto il Rigamonti, per come si trova oggi, appare sempre più inadeguato, tanto che se il Brescia dovesse essere promosso in serie A lo stadio non sarebbe omologato rispetto alle nuove norme di sicurezza. Consapevole di questa situazione, dopo un lungo confronto, il Gruppo del Partito Democratico è giunto alla conclusione che la soluzione più ragionevole consista in una radicale ristrutturazione del Rigamonti. Un intervento che, eliminando gli spalti metallici e avvicinando curve, gradinata e tribuna al campo di gioco, riconfermi l'area di Mompiano a vocazione pubblica e sportiva - in ideale trait d'union con la nuova Piscina attualmente in costruzione - e scongiuri il rischio (tutt'altro che improbabile, vista la vicenda di Piazzale Vivanti) di cementificazione dell'area. L'intervento, che avrebbe il pregio di potersi effettuare con risorse tutto sommato limitate (e quindi, in teoria, anche a carico del solo Comune), si giustifica - con l'ormai non lontana entrata in funzione del metrobus (che potrà costituire una reale alternativa al traffico

11 privato) e con il fatto che i problemi di ordine pubblico (che negli anni Novanta erano all'ordine del giorno) sono per fortuna ormai alle spalle e dunque non richiedono necessariamente di spostare l'impianto fuori della Città. Manzoni

La Metrolitana L'idea di dotare la città, e la provincia, di Brescia di una metropolitanarisale agli anni ottanta, sull'esempio delle prime metropolitane leggere automatiche, ovverosia senza conducente a bordo dei treni, che stavano nascendoo erano appena state completate in Francia. L'opera, il cui costo finale è stimato in 750 milioni di euro, è finanziata dal comune di Brescia (67 milioni), dalla Regione Lombardia (72,3 milioni), da Brescia Mobilità S.p.A. (86 milioni). La decisione di intraprendere un'opera pubblica tanto impegnativa edispendiosa per una città di poco meno di 200.000 abitanti ha causato numerosissime polemiche nel corso del tempo; tuttavia va detto che fin

dai primi progetti si è pensato ad una linea non esclusivamente urbana, ma che interessasse anche parte della provincia. I disagi creati dal complesso dei cantieri sono ancora notevoli anche se, nel prossimo futuro, destinati a diminuire. Ad esempio, per il parcheggio sotterraneo di piazza Vittoria è stato completato nell'estate 2006 un nuovo ingresso, situato nella parte sud della piazza: le vie Triumplina ed Europa hanno avuto il traffico pesantemente deviato e rallentato dagli scavi per le stazioni e la trincea. Nell'agosto 2007 Brescia Mobilità, in accordo con una tabella di marcia proposta dalle aziende realizzatrici, ha confermato che l'opera sarà consegnata "chiavi in mano" entro la fine del 2012, mentre previsioni precedenti parlavano del 20111. A cura di Leonardo Cazzago


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Il 10 novembre 1989 veniva abbattuto il muro di Berlino. Sono passati vent’anni. Quel muro marcava una divisione al tempo stesso geopolitica, economica, ideologica. Fra sistemi democratici e regimi comunisti, liberismo e comunismo. Fra mercato e statalismo. La sua caduta ha rilevanti effetti anche in Italia, il paese con il più importante partito comunista dell'Occidente. Visto l'intreccio fra economia, politica e stato il muro, in Italia, è crollato qualche anno, nel 1992. Ha seppellito la prima Repubblica. Il partito comunista è stato costretto a cambiar nome, pelle e identità. I partiti di governo vengono spazzati via da Tangentopoli, ma anche dalla fine della rendita di posizione garantita dall'anticomunismo. Vent'anni dopo la caduta del muro di Berlino, quindici anni dopo il crollo della prima Repubblica, l'emozione si è un po' raffreddata. L'impressione è che altri muri siano sorti al suo posto. Alcuni, negli stessi luoghi del passato. Anzitutto, il comunismo. In Italia non se n'è mai sentito parlare così tanto come da quando non c'è più. Comunisti sono diventati tutti coloro che stanno a sinistra di Berlusconi. Anzi: tutti quelli che sono contro di lui. D'altronde, il suo suc-

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cesso politico si deve anche e in buona misura a questo: aver tenuto vivo l'anticomunismo senza e dopo il comunismo. Al posto del muro di Berlino, il muro di Arcore. Proprio per questo, però, le passioni si scatenano talora più violente di prima. Perché non sono in gioco diverse idee del-

la storia e del futuro, ma stili di vita, opinioni, valori che riguardano la vita quotidiana. Ci sono in gioco soprattutto enormi interessi. E al posto dei partiti ci sono le persone: i leader. Pubblico e privato: senza soluzione di continuità, sotto gli occhi di tutti. Comunicati sui media, per cui le differenze vengono ribadite, gridate. Scavano solchi profondi. Il muro di Berlino è crollato insieme allo statalismo e al trionfo del mercato e del privato. Ma oggi, dopo il disastro della finanza globale in Occidente, si assiste al ritorno dello Stato. Invocato dovunque e soprattutto in Italia per proteggere i settori sociali colpiti dalla crisi.. Ma reclamato anche dagli attori del mercato stesso: gli imprenditori. Perfino le banche. Cosa farebbero infatti senza il soccorso dello Stato? Certo, il crollo del muro ha allargato ad Est le frontiere


LUNARFOLLIE d'Europa. Ci ha avvicinati all'Oriente e ha favorito il flusso di milioni di cittadini attraverso confini sempre più aperti. E noi, impauriti dal numero crescente degli immigrati ci fingiamo "padroni a casa nostra". Invochiamo altri muri. nuovi muri. Per terra e per mare. Ma, soprattutto, erigiamo nuovi confini davanti e intorno a noi, perfino dentro di noi. Preferiamo non vedere, non confonderci con gli stranieri. Che restino tali. La caduta del muro di Berlino, vent'anni fa ha allungato la nostra storia recente. Ci ha ributtato indietro, ben oltre gli anni Ottanta. Fin dentro agli anni Settanta, con cui non abbiamo mai saputo fare i conti. Così, quarant'anni dopo, abbiamo abbattuto anche il muro del Sessantotto. Liquidato senza rimpianto da molti critici, talora, gli stessi protagonisti di quella stagione. Non ce n'era bisogno, in realtà il Sessantotto era già finito da tempo. Ma al suo posto è emerso l'antisessantottismo di chi invoca il ritorno dell'autorità perduta dei padri e dei professori, delle istituzioni e dei valori della tradizione. Nuovi muri, che, paradossalmente, ridimensionano trasformazioni sociali e conquiste civili importanti, che parevano irreversibili. Basta pensare alla divisione di genere.

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Tante lotte e tante contestazioni. Nel privato e nel pubblico: il femminismo, le pari opportunità, la segregazione femminile nelle carriere, nel lavoro, nelle professioni. Contro l'immagine della donna-oggetto. Per ritrovarci, oggi, in un paese di veline dove le misure che contano, per le donne, non riguardano certo il quoziente intellettivo. Dove la sessualità è esibita come segno di potere, usata come merce sui media.

Dove si ironizza su Rosy Bindi, "più bella che intelligente". Fra tanti nuovi muri che sorgono intorno a noi, solo uno pare definitivamente crollato: quello fra le generazioni. Padri e figli; professori e studenti; anziani e giovani. Duro da scalare, per i ragazzi. Marcava il cambiamento, l'innovazione sociale. Oggi non c'è più. Perché i ventenni, nati nel 1989, sono impegnati ad affrontare il loro eterno presente. Precari per definizione. In bilico, senza passato e senza futuro. E senza territorio, vista la loro confidenza con le tecnologie della comunicazione ("Info-nauti", li hanno definiti e anche noi ne parliamo). Mentre gli adulti latitano e i vecchi sono scomparsi. Vista l'ostinazione con cui insistiamo a definirci tutti eternamente - giovani. Così, vent'anni dopo, è difficile non cogliere un po' di nostalgia del Muro. Quand'era uno solo. Visibile. A modo suo, rassicurante. Capace di separare il giusto dall'ingiusto e il bene dal male. Mentre oggi che è crollato - e il mondo è più largo e più aperto - incontriamo muri ovunque. Piccoli e invisibili. Siamo noi stessi a costruirli. Per bisogno di riconoscerci. Per paura di perderci. Per paura. Giuma


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Ecco brevemente le nuove uscite che non potete perdervi! Paul Coelho, IL VINCITORE è SOLO

Igor Malev ha una sola cosa in mente: l’ex moglie Ewa. Pur essendo un uomo ricco, affascinante e di innato carisma, lei lo ha lasciato per uno stilista di grande successo. Una ferita, questa, da cui non è mai riuscito a riprendersi. Così decide di riconquistarla. Nella cornice del Festival di Cannes, circondato dal lusso e dagli eccessi della nuova aristocrazia, i vincitori definitivi nella gara edonistica della vita moderna, Igor inizia una battaglia lunga ventiquattro ore: perché è un uomo di rara forza e fredda intelligenza, e quella che vuole non sarà una riconciliazione ordinaria, pacifica; perché ha fatto a se stesso la promessa di distruggere tutto ciò che si interpone tra lui e la sua amata. E lui mantiene sempre la parola. Jeffery Deaver, LA FINESTRA ROTTA Alice Sanderson viene trovata morta nel suo appartamento di Manhattan, la gola recisa, il quadro più prestigioso della sua collezione scomparso. Gli indizi sulla scena del delitto conducono

inequivocabilmente ad Arthur Rhyme, un uomo sposato che la vittima frequentava da poco. Ma non tutto, forse, è come sembra: nella catena di omicidi che da qualche mese insanguina New York, le tracce raccolte dagli inquirenti hanno l'evidenza delle prove schiaccianti, un'evidenza quasi sospetta. È Lincoln Rhyme, criminalista tetraplegico geniale e ribelle, a prendere in mano l'ultimo caso, per scagionare il cugino Arthur e ricomporre i frammenti di una sciarada impenetrabile e crudele come il delitto perfetto. Le sue ricerche lo portano a indagare su alcune società che raccolgono vertiginose quantità di dati sull'esistenza della gente comune, per scoprire a sue spese che proprio nelle prove che inchiodano senza apparente rimedio i presunti colpevoli, si cela l'unico indizio sull'identità di un killer che conosce ogni dettaglio delle vite degli altri. David Morrel, PARAGON HOTEL In una fredda notte di ottobre ,un gruppo di cinque persone si dà appuntamento in un malandato motel sulla costa del New Jersey e si prepara a penetrare nel Paragon Hotel. Costruito nel periodo di gloria di Asbury Park da un milionario misantropo, il magnifico

edificio, precursore della migliore architettura Art Déco, è sprangato da tempo e destinato alla demolizione. I cinque sono "creepers,", un termine che in gergo sta per esploratori urbani: archeologi metropolitani con la passione di visitare le costruzioni abbandonate e carpirne i segreti altrimenti condannati a morire con esse. Quella sera ai cinque si è unito un reporter del New York Times che li vuole vedere in azione per ricavarne un servizio, ovviamente senza rivelare i loro nomi, perchè si tratta di un'attività assolutamente illegale. Ma Balenger, il reporter - un uomo sui trentacinque anni, biondo, dalle spalle larghe, avvolto da un'aura di mistero - non è in cerca soltanto di una storia da raccontare. Una volta che il gruppo si è introdotto nell'albergo attraverso una condotta sotterranea infestata dai ratti, si scopre che il suo obiettivo è ben diverso da quello dichiarato. Pericoli, terrore e morte attendono i "creepers," in un luogo depredato dal tempo e pervaso di malvagità. Veronica Lupoi, 5°B


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Berlin Calling SCENEGGIATURA: Hannes Stöhr ATTORI: Paul Kalkbrenner, Rita Lengyel, DURATA: 109 Min TRAMA : Il leggendario DJ ICKARUS ritorna a Berlino dopo un estenuante tour mondiale. Con svariati album e incalcolabili esibizioni dal vivo alle spalle, Ickarus è diventato un'artista di culto. Nonostante sia completamente esausto, si butta assieme alla fidanzata MATHILDE sul missaggio e il lancio del prossimo album. Quando presenta i nuovi brani alla sua etichetta, ALICE, la manager della Label, non è soddisfatta e gli suggerisce di lavorarci ancora. Frustrato e privo di energie dopo il tour, Ickarus continua a suonare in eventi locali, finché il suo spacciatore PEA gli vende una dose di ecstasy tagliata male che lo manda fuori di testa. Ikarus si ritrova nella stanza di un ospedale psichiatrico, mentre Mathilde non riesce più a gestire la situazione e lo lascia. Viene affidato alla supervisione della Dottoressa PETRA PAUL, un'esperta nel recupero dei tossicodipendenti, e si ritrova in compagnia di un folle gruppo di pazienti tossicodipendenti e persino

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di un suo fan... il giovane guardiano ALEX. Anche se Ickarus non prende molto sul serio il programma di recupero della Dott.sa Paul, gli viene permesso di portare in clinica il suo computer per lavorare ai suoi pezzi. Nonostante ciò, Ickarus è fuori controllo e una notte riesce a uscire di nascosto per procurarsi della droga da Pea e far festa in qualche club. Questa ricaduta lo fa sprofondare ancora di più nel vortice della dipendenza. Durante una crisi distrugge l'ufficio della sua etichetta discografica per poi scivolare nella psicosi. Ickarus realizza finalmente di avere bisogno di aiuto e, senza un posto dove andare, decide volontariamente di tornare in clinica. Sotto l'effetto di farmaci molto forti, l'unica via d'uscita rimasta a Ickarus è la sua musica: per questo si butta anima e corpo sulla scrittura di nuovi pezzi che lo aiutano a superare il difficile periodo di disintossicazione. Quando Mathilde si rifà viva all'improvviso, Ickarus le fa ascoltare i nuovi pezzi che la lasciano estasiata, al punto da portarli immediatamente ad Alice. Prima che se ne renda conto Ickarus si ritrova nuovamente in clinica, questa volta però è per un servizio fotografico per il suo nuovo album "Berlin Calling". Questo si rivela un capolavoro della musica elettronica e Ickarus, ritornato alla realtà, è pronto a ripartire verso una

nuova tournèe e, forse, una nuova vita.

L'uomo che fissava le capre

REGIA: Grant Heslov ATTORI: Ewan McGregor, George Clooney, PAESE: USA 2009 GENERE: Commedia TRAMA Bob Wilton (Ewan McGregor) è un giornalista di mezza tacca che dopo la fine del suo matrimonio, si reca in Medio Oriente affamato di scoop. Lì incontra Lyn Cassidy (George Clooney), da oltre vent'anni membro di un reparto segreto dell'esercito statunitense che si prefigge di utilizzare facoltà paranormali in campo bellico. Scopre così che l'esercito e il modo di combattere sono cambiati: il bizzarro reparto si prefigge di utilizzare poteri psichici per poter leggere i pensieri del nemico, passare attraverso solide mura e perfino uccidere una capra semplicemente fissandola. Quando il fondatore del reparto Bill Django (Jeff Bridges) sparisce, Cassidy intraprende una missione per trovarlo e Bob


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si unirà a lui incuriosito dalle sue inverosimili storie.

2012 REGIA: Roland Emmerich ATTORI: Amanda Peet, John Cusack, Chiwetel Ejiofor, PAESE: USA 2009 GENERE: Azione, Drammatico. TRAMA Nell'anno 2012, che segna nel calendario Maya la fine del mondo, una serie di cataclismi colpiscono la Terra costringendo un gruppo di eroici superstiti a una dura lotta per la sopravvivenza.

Twilight Saga : New Moon REGIA: Chris Weitz SCENEGGIATURA: Melissa Rosenberg, Stephenie Meyer ATTORI: Robert Pattinson, Kristen Stewart, Dakota Fanning, TRAMA Bella Swan partecipa alla festa per il suo diciottesimo compleanno organizzata dalla famiglia Cullen. Finisce però col ferirsi con la carta di un regalo, scatenando la sete incontrollabile di Jasper e la sua reazione violenta. Edward interviene per proteggerla dall'attacco e si rende conto che per Bella lui e la sua famiglia sono una fonte perenne di pericolo. Così i Cullen decidono di lasciare Forks e nella speranza che la

ragazza dimentichi Edward. Bella cade in una profonda depressione. Dopo circa sei mesi, esce da questa crisi, ma solo parzialmente grazie all'amicizia con Jacob Black. Questa amicizia viene presto messa in crisi da un nuovo segreto: Jacob Black sviluppa il gene dei licantropoi nemici naturali dei vampiri, ma deve tenerglielo nascosto e le sta lontano. Bella viene a conoscenza di questo segreto e i due ragazzi ricominciano a frequentarsi. Disperando del ritorno di Edward, Bella si dà, con la complicità di Jacob, a passatempi pericolosi...

500 giorni insieme REGIA: Mark Webb

SCENEGGIATURA: Scott Neustadter, ATTORI: Zooey Deschanel, Joseph Gordon-Levitt, GENERE: Commedia TRAMA Summer (Zooey Deshanel) è una ragazza che non crede nell'amore. Tom (Joseph Gordon-Levitt) è un inguaribile romantico che s'innamora perdutamente di lei. Il film racconta la storia dei due ragazzi nell'arco di 500 giorni, intermezzata da numeri musicali che derivano dalla fantasia e dalla passione di Tom per la musica pop.

FILM DA VEDERE:

NEMICO PUBBLICO: beh che dire... ogni film di Johnny è entusiasmante e a dir poco esaltante. Rappresenta in pieno la vita faticosa e le differenze sociali che la crisi degli anni “20” ha recato alla popolazione americana; e in questa situazione emerge un eroe bandito che darà a suo modo una “lezione” alle banche. 2012: in questi ultimi anni il tormentone è diventato la fine del mondo; e questo film rappresenta a grandi linee quello che si pensa che il calendario Maya avrebbe predetto. La pellicola è un insieme di grandi effetti speciali e di forti emozioni. BERLIN CALLING: la Germania ha stupito la critica cinematografica mondiale producendo un lavoro assai interessante, nel quale vengono illustrati a pieno i problemi e le insicurezze che oggi giorno i ragazzi affrontano, rispecchiandole su un DJ. NEW MOON: secondo capitolo della saga di Stephenie Meyer, dove la storia un pò si capovolge. Come protagonisti principali non ci saranno più Edward e Bella, ma Jacob e Bella, i quali scoprono un sentimento un pò più forte dell'amicizia. Dayana 5^B


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Acqua! Quante volte si è sentita questa parola? Be, tante direi. E tutte le volte noi ci immaginiamo l’ acqua come una risorsa di sostentamento: per potersi rinfrescare nei giorni caldi, per potersi lavare, per potersi crogiolare in una vasca calda quando ci si vuole rilassare, ma soprattutto per poter vivere. Purtroppo non è così per tutti. Sapete che nel mondo, specialmente nelle zone aride e nei deserti, di acqua non ce n’é. L’ acqua è uno dei beni più preziosi che abbiamo sulla Terra e non a caso viene chiamata “ORO BLU”; come il petrolio è l’ oro nero, anche l’acqua ha un suo valore. Sapete una cosa? Dico che in futuro la pace nel mondo dipenderà solo dall’ acqua. Purtroppo come prospettiva non è allettante, ma piuttosto allarmante; solo noi possiamo fare in modo che non scoppi in un futuro prossimo una guerra per la sopravvivenza basata sull’ acqua. Le alternative esistono e sono possibili. E’ necessario attivarsi per un Contratto Mondiale sull’acqua, fondato su alcuni principi necessari ed indispensabili per una politica solidale dell’acqua a livello locale e mondiale. L’acqua appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune. In quanto fonte di vita insostituibile per l’ecosistema, l’acqua è un bene vitale che appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune. A

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nessuno, individualmente o come gruppo, è concesso il diritto di appropriarsene a titolo di proprietà privata. L’acqua è patrimonio dell’umanità. La salute individuale e collettiva dipende da essa. L’agricoltura, l’industria e la vita domestica sono profondamente legate ad essa. Il suo carattere " insostituibile " significa che l’insieme di una comunità umana – ed ogni suo membro – deve avere il diritto di accesso all’acqua, e in particolare, all’acqua potabile, nella quantità e qualità necessarie indispensabili alla vita e alle attività economiche.

L’acqua deve contribuire al rafforzamento della solidarietà fra i popoli, le comunità, i paesi, i generi, le generazioni. Le risorse d’acqua sono distribuite in modo ineguale. Questo non significa che deve esserci anche ineguaglianza nell’accesso all’acqua fra le persone, le comunità e le regioni. Inoltre, l’ineguaglianza nella distribuzione dell’acqua e della ricchezza finanziaria non significa che le persone ricche d’acqua e ricche economicamente possano farne l’uso che vogliono, anche venderla (o comprarla) all’esterno per derivarne il massimo profitto. L’acqua è "resa pubblica". La gestione dell’acqua, inoltre, è fondamentalmente un affare dei cittadini, una pratica di democrazia locale, nazionale, internazionale e mondiale.


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L’acqua era ritenuta dagli antichi filosofi uno dei quattro elementi costitutivi dell’universo, insieme al fuoco, l’aria e la terra. Un secolo fa le donne andavano a prendere l’acqua alla fontana. Oggi invece è comune vederle fuori dei supermercati, caricando confezioni d’acqua nei bagagliai delle auto. Ormai il rubinetto non è quasi più usato per bere, e sapete perché? Perché non ci si fida più dell’ acqua che scorre nelle nostre tubature perché inquinata. Noi, invece che rimanere a lamentarci per il calcare o altre cose che passano per i nostri tubi, dovremmo invece pensare a chi di acqua non ne ha o ne ha proprio poca!

CONSUMIAMO TROPPO Sapete che …L’ ITALIA E’ PRIMA IN EUROPA PER IL CONSUMO D’ ACQUA E TERZA NEL MONDO CON 1.200 m^3 DI CONSUMI L’ ANNO OGNI PERSONA ?. Ma ve lo siete mai chiesti perché i paesi che noi chiamiamo del “Terzo mondo” sono in continua moria e di conseguenza non hanno più acqua pura? Perché i paesi più industrializzati scaricano nelle loro terre i rifiuti industriali; e purtroppo alla fine chi ci rimette sono i paesi poveri. Poveri; ma perché sono poveri? Perché non hanno avuto la possibilità di svilupparsi quando ricevettero l’indipendenza. E ancora una volta ci chiediamo perché? Perché ormai il loro territorio era stato sfruttato al massimo. Quanti “Perché?”, io oserei dire anche troppi. E queste domande sono solo una piccolissima parte di quelle che ci dovremmo porre. D’ altro canto oggi chi ha voglia di ascoltare tutti gli interrogativi sulle altre popolazioni? A noi è andata bene visto che di problemi non ne abbiamo, ma se fossimo nelle persone che vivono nelle terre del Terzo Mondo anche noi non vorremmo sapere “PERCHE’ ?”

IL POZZO LUNARDI C’è una cosa nella nostra vita che è indispensabile. Non è un concetto astratto e non è nemmeno facebook o il cellulare. Quello di cui vogliamo parlare è quella cosa che quotidianamente utilizziamo per bere, cucinare, lavarsi (si spera!), ecc….insomma, è l’elemento che ci procura la vita: l’acqua. Fin dall’antichità l’acqua è stata (ed è tutt’ora) importante: le prime forme di vita si sono sviluppate negli oceani ed in seguito è servita anche per la nascita dell’allevamento e dell’agricoltura. Ricordiamoci anche che l’acqua è sinonimo di vita da sempre: molti sono i miti che si collegano ad essa e altrettante sono le favole che oggigiorno vengono raccontate per cercare di salvaguardarla perchè scarseggia sempre più. Infatti, 1.4 miliardi di persone non ha accesso all’acqua potabile, mentre noi la sprechiamo inconsciamente. Ma non vogliamo essere monotone: è dall’asilo che ci tartassano con questi concetti che abbiamo, ormai, imparato a memoria. Diciamo solo che la maggior parte dell’acqua che circola sul nostro pianeta è inquinata e che con lo smog e i rifiuti delle fabbriche non aiutiamo molto la depurazione della nostra fonte di vita primaria e ogni giorno l’acqua potabile si trasforma in un miscuglio di germi, batteri e quant’altro. Come abbiamo accennato in


LUNARFOLLIE precedenza, noi consumiamo fin troppo questa risorsa primari; ma basti pensare che alcune persone, magari ragazzi della nostra età, in questo momento stanno morendo perché non hanno acqua potabile, mentre noi ce ne stiamo spaparanzati a leggere il giornalino scolastico senza curarcene. Il Lunardi, però, non resta indifferente a questa mancanza d’acqua nei paesi poveri e, grazie all’associazione “Piove sull’asciutto” sta cercando di realizzare un pozzo di solidarietà che si chiamerà “il pozzo del Lunardi”; per far sì che questo accada e che molte persone abbiano salva la vita, dobbiamo collaborare per raccogliere i fondi necessari per la costruzione. Un pozzo costa 5.000 euro; se noi riusciamo a raccogliere 2.500 euro, “Piove sull’asciutto” provvederà agli altri 2.500. Speriamo vivamente che tutti s’impegneranno per raggiungere la cifra richiesta. In fondo la nostra scuola è grande e con neanche 2 euro a persona potremo realizzare una fonte di vita per i nostri simili. Crediamo nel vostro aiuto! Samantha Guatta, Clarissa Mattei, Alice Mori, Francesca Rossetti 1°Bl

P.S. : Quello che facciamo non è che una goccia nell’oceano, ma se questa goccia non ci fosse, all’oceano mancherebbe…. Beata Madre Teresa di Calcutta

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L’UOMO CHE SAPEVA CONTARE E’ un romanzo di Malba Tahan, pseudonimo di un famoso matematico brasiliano, ambientato nella Baghdad del 1200. Il protagonista è un giovane persiano, Beremiz Samir, ovvero l’uomo che sapeva contare, di grande intelligenza ed acutezza matematica. Bereniz, per guadagnarsi da vivere, fa il pastore e conta diverse volte al giorno le pecore del numeroso gregge del ricco padrone, per esser certo di non averne perse e di non essere punito. Ed è così che diventa talmente abile da riuscire a contare con una sola occhiata anche gli uccelli di uno stormo o le api di uno sciame. In seguito inizia a ricercare relazioni numeriche su tutto ciò che lo circonda, imparando ad eseguire mentalmente complicatissimi calcoli ed a risolvere i più insoliti, divertenti e talora apparentemente impossibili problemi matematici. Un esempio curioso è quello della divisione per eredità di 35 cammelli per tre fratelli. Con

un lecito artificio, Bereniz riesce non solo ad accontentare tutti in modo corretto, secondo le direttive dell’eredità, ma anche a guadagnare un cammello. Naturalmente, Bereniz trova anche l’amore, grazie alla dote di saper contare. E così il libro termina con un ringraziamento particolare ad Allah, per aver creato la donna, l’amore e la matematica! Lo scopo del romanzo è di far capire che la matematica non serve solo a risolvere problemi, ma contribuisce anche a rendere saggi, formando la personalità, migliorando qualità come la ricerca della verità, la pazienza, la bontà, il senso della giustizia, il coraggio. Il racconto, adatto sia a ragazzi che ad adulti, è risultato molto interessante ed affascinante, per i calcoli, i ragionamenti, le deduzioni proposte e per la chiarezza con cui vengono spiegati tramite formule ed esempi. La matematica si unisce alla favola, è gioco, per dimostrare che essa non è solo una fredda materia di scuola, ma serve nella vita quotidiana. (Malba Tahan: “L’uomo che sapeva contare” , Salani Editore) Chiara Agazzi, Roberta Bara, Veronica Bitto, Roberta Bruno, Sara Cantoni, Monica Delledonne, Andrea Rovinare, Giulia Scutellà 2 Liceo A


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ARIETE: La forza è in voi, proprio come voi siete nella forza, se ne siete consapevoli. Amore Un incontro a fine mese, che pare nascere per caso, può tramutarsi in qualcosa di travolgente e determinante. Scuola Dovrete guardare alle collaborazioni professionali con occhio clinico, tagliando i rami secchi, nel bene e nel male. TORO: Esseri taurini... calmate la mente e contemplate il cuore! Amore Sarà bene utilizzare la massima prudenza con i litigi e l'aggressività, per la vostra salute mentale e per passare più tempo in armonia col vostro partner. Scuola Prendete una pausa nei vostri impegni per mettere in ordine le priorità e la concentrazione.

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GEMELLI: Bisogna separarsi da qualsiasi cosa costringa uno a ripetere continuamente no. Amore Gli incontri più piacevoli sono mediante il vostro campo pratico o attraverso i viaggi. E' possibile un vero e proprio ritorno di fiamma con qualcuno che credevate oramai catapultato nel passato. Scuola Sono probabili rivoluzioni nel vostro andamento scolastico… la fortuna arriva da lontano. CANCRO: La vostra naturale prudenza è lo scudo per le energie nefaste. Amore In amore sarebbe bene ricordare di non utilizzare troppe armi oratorie, abbracciando la tenerezza e l'abbandono ai sensi. Evitate gli artifizi o sarete scoperti quasi subito. Scuola Cercate di portare avanti i vostri progetti più ambiziosi senza badare alle malelingue dell'ambiente.

LEONE: Tra i tanti impegni e i numerosi incontri evitate il collasso! Amore Sarete un po' intransigenti nell'ambito familiare e per alcuni leoncini viene anche la voglia di concretizzare il legame d'amore pensando a qualcosa di più serio. Scuola Il ritmo scolastico è decisamente incessante e voi dovrete pensare anche al privato e alle responsabilità. Ebbene, provate a trovare la via di mezzo che soddisfi tutti. VERGINE: L'esperienza ci insegna che la prima difesa dei vili è recriminare. Amore Provate a non sottolineare il malcontento nella vostra situazione familiare a causa delle possibili recriminazioni che vi saranno fatte. Incontri brucianti per chi è solo. Scuola E' bene essere determinati nell'ambiente scolastico e farvi valere per le vostre certe qualità, così facendo eviterete le ambiguità.Coraggio! BILANCIA: Quando aneli alla gioia, ti stai elevando verso il tuo io più grande. Amore Vivrete i rapporti profondamente. L'amore e le relazioni pren-


LUNARFOLLIE deranno il sopravvento nella vostra vita, tanto da farvi decidere di abbracciare una possibile relazione. Scuola Stanno arrivando straordinarie occasioni per migliorare la vostra situazione scolastica...sarà un grande successo.

SCORPIONE: Guai a chi ha sempre ragione, spesso ha torto. Amore Marte proiettato nel campo professionale vi farà sperimentare l'attrazione d'amore proprio nell' ambiente scolastico. Perché no? Almeno accomunate l'utile al dilettevole. Scuola I giovani dello Scorpione dovrebbero abbracciare il nuovo attraverso viaggi e contatti in ambienti insoliti. Si consiglia però di essere oculati (…FBL!).

21 SAGITTARIO: Tutto è difficile prima di essere scorrevole. Amore La situazione affettiva è decisamente in netto miglioramento; evolve proprio come volete. Forse preferirete avere accanto qualcuno di veramente importante per voi, invece di abbracciare flirt, che per voi ora lasciano il tempo che trovano. Scuola Avrete un grande desiderio di creatività…abbracciate il nuovo nelle vostre attività. Avanti!! CAPRICORNO: Ci prepariamo sempre a lottare, ma non viviamo mai? Amore Avrete nuove storie intense, solo se vi lascerete andare. Marte in Leone porta passioni travolgenti. Mercurio positivo fa ritornare

la voglia di esprimervi. Scuola Consideratevi nel settore del successo! Suggerisco, però, di pianificare al meglio i vostri progetti di lavoro per aumentare la vostra preparazione professionale. ACQUARIO: Il lavoro senza speranza attinge nettare da un pozzo senza fondo. Amore Potrete conoscere una persona piacevole proprio in questo periodo attraverso i numerosi incontri che farete. Un consiglio: non guardate al passato per cogliere al meglio il presente. Scuola Cercate di organizzare bene il vostro lavoro, così facendo trarrete le vostre belle soddisfazioni. In ogni caso, non dovrete abbandonarvi all’impulsività. PESCI: L'intelligenza ha una nemica chiamata ignoranza. Amore Troverete un amore da poter vivere intensamente come desiderate. Dedicatevi quindi all'arte amatoria e non guardate al passato. Eros sublime. Scuola La comunicazione sarà un punto di forza determinante per incrementare l’andamento scolastico. Stanno anche arrivando nuove responsabilità.


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“Quante volte ti sarai chiesto: che cos’è la cosa più bella che hai? – I soldi? No, troppo banali! – La fortuna? Difficile che arrivi a te! – La tua famiglia? Forse se durasse! – Un lavoro sicuro? Trovarlo! – La vita? Troppo complicata!Che cos’è quella cosa che nessuno può rubarmi o criticarmi? Cos’è quella cosa che basta chiudere gli occhi e ce l’ho? Quella cosa che, quando ho voglia è lì soltanto per me? IL SOGNO!!!” Ma che cosa è in realtà? Beh, naturalmente, ci sono moltissimi significati e io ve ne propongo solo alcuni di essi: esistere in una vita parallela e sempre un po’ misteriosa; staccarsi dal mondo e dalla coscienza vigile, oppure saper sperare. Qualcuno dice addirittura che sognare è cosa da bambini, ma la verità è che il sogno ci accompagna fin dalla nascita e una volta cresciuto non si può abbandonare perché è la

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pietra di paragone del nostro carattere. Sognare è vivere, e non svanisce finchè le persone non lo abbandonano, perché sulla sua soglia si trova sempre la Speranza. Nell’ingenua opinione di chi si sveglia, esso, se pure non proviene da un altro mondo, ci rapisce mentre dormiamo e riesce a farci capire ciò che la nostra anima vuole ma non può dirci. Può anche essere inteso come immedesimazione in un personaggio fantastico per rivivere la sua esperienza, tutti noi sogniamo di diventare come i nostri eroini ed eroine che sia il maghetto Harry Potter o la dolce Bella Swan. Ognuno ha un sogno e per piccolo o banale che sia va rispettato e portato avanti fieramente senza vergognarsi di quello che potrebbero pensare gli altri di te perché la vita presenta molte sorprese e chissà, magari un giorno ti darà la possibili-

tà di realizzarlo. Ho sentito molte persone che dicevano di non crederci più perché si è dimostrato sempre una delusione, ma bisogna ricordarsi che se la vita ti chiude una porta, presto o tardi ti aprirà un portone. Ora vi lascio sognare con questa lode al sogno di Edgar Allan Poe, poeta statunitense della prima metà dell’Ottocento. In visioni di notturna tenebra spesso ho sognato svanite gioie mentre un sogno, da sveglio, di vita e di luce m’ha lasciato col cuore implacato. Ah, che cosa non è sogno in chiaro giorno per colui il cui sguardo si posa su quanto a lui è d’intorno con un raggio che, a ritroso, si volge al tempo che non è più? Quel sogno beato - quel sogno beato,mentre il mondo intero m’era avverso,m’ha rallegrato come un raggio cortese che sa guidare un animo scontroso. E benchè quella luce in tempestose notti così tremolasse di lontano che mai può aversi di più splendente e puro nella diurna stella del Vero? Tolotti Michela


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Domenica 8 novembre il papa Benedetto XVI è stato ospite della nostra città per ricordare il papa bresciano Paolo VI. Sbarcato a Ghedi si è subito recato a Botticino per rendere omaggio a San Arcangelo Tadini, fondatore delle suore operaie. Si è poi recato in città dove in piazza Paolo VI ha celebrato la S. Messa. Nonostante la giornata fredda e piovosa la piazza era stracolma di gente e migliaia erano i giovani presenti Nel pomeriggio il Pontefice si è recato a Concesio, dove ha inaugurato la nuova sede dell’Istituto Paolo VI eretto per mantenere viva la memoria del grande papa bresciano. Tante le cose che si potrebbero dire su questa straordinaria giornata. Noi ci soffermeremo sul discorso fatto a Concesio perché parla di noi giovani a partire da quella che lui chiama “emergenza educativa” “Formare le giovani generazioni dalle quali dipende il futuro, non è mai stato facile, ma in questo nostro tempo sembra diventato ancor più complesso. Lo sanno bene i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti e coloro che rivestono dirette responsabilità educative. Si vanno diffondendo un’atmosfera, una mentalità e una forma di cultura che portano a dubitare del valore della persona, del significato della verità e del bene, in ultima analisi della bontà della

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vita. Eppure si avverte con forza una diffusa sete di certezze e di valori. Occorre allora trasmettere alle future generazioni qualcosa di valido, delle regole solide di comportamento, indicare alti obiettivi verso i quali orientare con decisione la propria esistenza. Aumenta la domanda di un’educazione capace di farsi carico delle attese della gioventù; un’educazione che sia anzitutto testimonianza e, per l’educatore cristiano, testimonianza di fede. Mi viene in mente, in proposito, questa incisiva frase programmatica di Giovanni Battista Montini scritta nel 1931: ‘ Voglio che la mia vita sia una testimonianza alla verità.… Intendo per testimonianza alla verità la custodia, la ricerca, la professione della verità’”. (...) L’educatore Montini , studente e sacerdote, Vescovo e Papa, avverti sempre la necessità di una presenza cristiana

nel sociale, una presenza radicata nella verità di Cristo, e, al tempo stesso, attenta all’uomo e alle sue esigenze vitali. Ecco perchè l’attenzione al problema educativo, la formazione dei giovani, costituisce una costante nel pensiero e nell’azione di Montini, attenzione che gli deriva anche dall’ambiente familiare. (...) Giovanni Battista Montini insisteva sulla formazione dei giovani, per renderli capaci di entrare in rapporto con la modernità, un rapporto, questo, difficile e spesso critico, ma sempre costruttivo e dialogico. Della cultura moderna sottolineava alcune caratteristiche negative, sia nel campo della conoscenza che in quello dell’azione, come il soggettivismo, l’individualismo, e l’affermazione illimitata del soggetto(...) Per papa Montini il giovane va educato a giudicare l’ambiente in cui vive e opera, a considerarsi come persona e non numero nella massa: in una parola, va aiutato ad avere un ‘pensiero forte’capace di un ‘agire forte’, evitando il pericolo, che talora si corre, di anteporre l’azione al pensiero e di fare dell’esperienza la sorgente della verità.” Cercare la verità, fare il bene, godere il bello sono e devono ridiventare i capisaldi di una sana educazione. Ringraziamo il Papa per avercelo ricordato.


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Uno dei più grandi problemi che esistono al mondo è quello dell’acqua. Milioni di persone non hanno acqua sufficiente. Ci è venuta un’idea, perchè non contribuire alla realizzazione di un pozzo? Abbiamo scoperto che un pozzo costa 5000 €. Se noi raccogliamo la metà (cioè 2500 €), c’è chi mette l’altra metà. Si tratta di offrire 2 euro a testa e il pozzo Lunardi in tre mesi verrà realizzato in Etiopia. Aspettiamo anche il contributo della tua classe.


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