Anno 19 Numero 1
I.I.S. LUNARDI - BS
Novembre 2010
COSTRUIRE IL FUTURO Lunarfollie ritorna. Siamo un po’ in ritardo quest’anno, come è in ritardo tutto ciò che riguarda la scuola, ma questo non significa che sia venuto meno l’entusiasmo di sempre. Ciao a tutti dunque e un CIAO particolare ai primini che hanno iniziato il loro cammino alle superiori. Un nuovo inizio per tutti. Un nuovo cammino da vivere con tutta la carica e l’entusiasmo della nostra giovinezza. Ci sono due modi di pensare e di vivere. Quello rassegnato e passivo di chi è convinto che la vita sia un eterno ripetersi delle stesse cose e quello carico di speranza e di creatività di chi guarda al futuro come luogo di realizzazione, di miglioramento, di crescita. Noi siamo per questa seconda visione della vita e quindi guardiamo avanti con speranza, certi che stiamo costruendo un futuro migliore. Il nostro futuro. Vogliamo costruirlo non da soli (è brutta e triste la solitudine) ma con gli altri: la nostra famiglia, i nostri compagni, i nostri insegnanti. Accettiamo il prezzo (e la fatica) che il
costruire tale futuro implica e sappiamo bene che è ciò che costa molto che vale molto. Guardiamo dunque avanti consapevoli che stiamo costruendo il nostro futuro e che stiamo dando vita al nostro capolavoro. Costruire insieme il nostro capolavoro. Questo vogliamo oggi. Per questo chiediamo l’aiuto della scuola in cui viviamo una fetta così importante della nostra vita. Non ci interessa la mediocrità per raggiungere un pezzo di carta (il diploma) ma la
qualità, l’eccellenza, la valorizzazione di tutte le nostre potenzialità. La Redazione IN QUESTO NUMERO: Dove andiamo pag. 3 Il Bunga Bunga pag. 4 Studenti contro pag. 6 4 milioni di stranieri pag. 8 Nobel letteratura pag. 9 Amore - Intelligenza pag.10 Sete di verità pag.11 La scala di cristallo pag.12 Gossip pag.13 I nostri Prof. pag.14 Ancora Tsunami pag.17 E’ di nuovo serie “A” pag.18 Pianeta Musica pag.19 Gite bloccate pag.22
2
LUNARFOLLIE distruggi le barriere dell’indifferenza, sorridi a chi non sa che la vita non si ferma MAI! Anche nei giorni tristi la vita è amore, anche tra le bufere la vita è amore, tutta la vita è un dono canta per lei, canta per lei…” Non devi aver paura di fermarti un attimo ad aspettare… ASPETTA, prenditi il tuo tempo, il tuo tempo non è quello della fretta, della rabbia o della paura, se hai una difficoltà.. siediti, fai silenzio intorno a te e dentro di te, una dolce musica giungerà al tuo orecchio: è la CONSAPEVOLEZZA.
ALTROVE Aprirsi : Per evitare il pregiudizio , la menzogna . Aggregarsi : per essere più forti , per aiutarsi , per comprendersi .
Ascoltarsi : per crescere , per capirsi , per completarsi .
Amarsi : per sognare , per sfidare il mondo , perchè siamo fatti per dare amore e per riceverlo . IL PERDONO Il coraggio del perdono , appartiene ai forti quelli che hanno imparato a soffrire con dignità cavalieri oscuri della fede incrollabili perdonare il male è come rinascere ancora gioia scolpita nel dolore terra deserta che torna in vita con una goccia d’acqua perdono per amore, perdono per coraggio, perdono per fede sono REDAZIONE 1 Archiati Elisa 5^L 2 Argetta Andrea 5B 3 Azzaretti Isabel 1^L 4 Bonomelli Vale 4^AL 5 Bozza Ylenia 5^L 6 Brotto Ilaria 2^A 7 Cappelli Davide 5^AL 8 Colombo Erica 3^L 9 Cusato Matteo 4^F 10 Damiani Giulia 1^L 11 Di Criscito Davide 5^L 12 Econimo Eleonora 4^AL 13 Ferraresi Veronica 2^AL 14 Ferrari Cinzia 3^L
diamanti dell’animo generoso di chi spera in bene perdono è quasi sempre sofferenza, ma chi sa perdonare entra dalla porta principale nella grandezza. “Perchè non si è mai lontani abbastanza per non trovarsi” Alessandro Baricco “Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici” Gibran Troppo semplice dividere il mondo in bianco e nero, esistono anche le sfumature Trova la tua priorità più grande e vivi per quella priorità, altrimenti perderai per strada l’essenziale, inseguendo false chimere portate dal tempo. Prendi in mano la tua vita e vivila nel profondo. “Corri corri a perdifiato contro la corrente che trascina, infrangi la marea di chi ti porta in giù, 15 Galati Valeria 16 Guatta Samantha 2^AL 17 Laudati Carla 18 Martinazzoli Lino 19 Mattei Giuseppe 20 Mazzotti Giulia 3^L 21 Nosella Chiara 4^AL 22 Noventa Milena 3^L 23 Piacentini Ilaria 1^CL 24 Poggiani Denise 1^CL 25 Preda Claudia 4^F 26 Rodella Alessandro 5^B 27 Rossetti Francesca 2^AL 28 Scardavilli Sara 3E 29 Schiano Rebecca 3^L 30 Simonenko Viktoriya 1^M
”Chi non lotta ha già perso”
Che Guevara (Un
aforisma o aforismo (dal greco aphorismós, definizione) è una breve frase che condensa similmente alle antiche locuzioni latine - un principio specifico o un più generale sapere filoso-
fico o morale.) 31
Tomasoni Marta 2^AL
Lunarfollie viene pensato, prodotto, stampato e distribuito presso il CIMP dell’ IIS “A. LUNARDI” via Riccobelli, 47 Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 Email:
LUNARFOLLIE
Dove andiamo? Quando, un anno fa, ci ponevamo questa domanda, nessuno qui al Lunardi avrebbe saputo come rispondere. Il timore che una congiuntura sfavorevole, fra tagli alla spesa pubblica e riforma dell’istruzione secondaria superiore, provocasse un deciso ridimensionamento dell’istituto era forte. Certamente ognuno di noi coltivava una speranza, la scuola aveva un progetto, tanti si adoperavano affinché non si disperdesse un patrimonio di esperienze accumulate in trent’anni, ma non vi erano certezze. Gli eventi che si sono succeduti poi nel corso dell’anno hanno visto l’assegnazione al Lunardi del Liceo Linguistico e di due corsi dell’Istituto Tecnico Economico, il Turistico e l’Amministrazione Finanza e Marketing (a sua volta articolato nel triennio). Il risultato ha dato ragione a quanti hanno lavorato per sostenere la nostra istanza di mantenere la specificità del Lunardi riconoscendo, anche a livello ufficiale, l’unicità e la vitalità di questa scuola. Perché l’istituto è unico, almeno nel territorio di riferimento? Perché coniuga con successo (lo dicono i riscontri a livello di università e di mondo del lavoro) cultu-
3
ra generale e specializzazione professionale, materie umanistiche e discipline tecniche. Perché unisce, non solo come presenza nei vari corsi, ma anche nella prassi didattica, per esempio nelle esperienze di metodologia CLIL, lo studio delle lingue a quello delle altre discipline. Perché propone un offerta formativa ricca e varia nella sua unitarietà. Siamo una scuola vitale perché siamo aperti al mondo e abbiamo voglia di conoscerlo, non abbiamo paura di accogliere né di partire, come dimostra la quantità di scambi, stage, viaggi effettuati negli anni. Vitalità per noi è anche disponibilità al dialogo senza pregiudizi tra docenti e studenti, scuola e famiglie, tra scuola e istituzioni in un rapporto dinamico e costruttivo. E’ anche recepire le istanze del mondo del lavoro ed assumerle come misura della nostra capacità didattica; è organizzare aggiornamento, dibattiti, incontri, conferenze, seminari, concerti, teatro…. La nostra vitalità è inoltre dimostrata dalla capacità di dotarci, nel corso degli anni e con una mirata politica di spesa, di strutture al passo coi tempi in tutti i settori dove l’innovazione è fondamentale: dai laboratori di informatica dotati di computer dell’ultima generazione e collegati ad Internet tramite rete fissa o wireless, ai laboratori linguistici , dai videoproiettori
alle Lavagne Interattive Multimediali, per finire con il laboratorio di attività musicali. E allora, tornando alla domanda iniziale, dove andiamo? Ebbene, continuiamo la nostra strada cercando di migliorarci sempre, pur senza nasconderci le difficoltà ancora presenti, soprattutto sul piano logistico. Mi riferisco agli spazi limitati, per esempio: l’edificio che ci ospita non è certamente fatto per contenere 1750 studenti e alcune classi sono sistemate in spazi angusti. Alcuni servizi, vedi i bagni, sono sicuramente inadeguati e vanno ristrutturati. La palestra, per quanto grande, non basta alle nostre esigenze e siamo costretti a ricorrere a faticosi spostamenti in altre strutture. Il parcheggio, un lusso che altre scuole non si possono permettere, si sta rivelando insufficiente e diventa inaccessibile in occasione dei colloqui generali. Andiamo avanti convinti di avere la determinazione e le capacità necessarie ad affrontare, e vincere, le sfide che i tempi e la riforma ci propongono. Salvatore Pirozzi Vice Preside Lunardi
4
LUNARFOLLIE
Il bunga bunga e la fine di un regno
Le recenti cronache dell'Italia berlusconiana che raccontano l'ennesimo scandalo ormai generalmente etichettato "bunga bunga" suscitano al contempo indifferenza e stupore. L'indifferenza deriva dal fatto che Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, rappresenta per molti aspetti il prototipo dei vizi italiani, insieme alle virtù che certamente non mancano. Siamo laboriosi, pazienti, adattabili, ospitali. Ma anche furbi, vittimisti, millantatori, anarcoidi, insofferenti di regole, commedianti. Egoismo e generosità si fronteggiano e così pure trasformismo e coerenza, disprezzo delle istituzioni e sentimenti di patriottismo. Berlusconi possiede l'indubbia e perversa capacità di aver evocato gli istinti peggiori del paese. I vizi latenti sono emersi in superficie ed hanno inquinato l'intera società nazionale ricacciando nel fondo la nostra parte migliore. È stato messo in moto un vero e proprio processo di diseducazione di massa che dura da trent'anni avvalendosi delle moderne tecnologie della comunicazione e deturpando la mentalità delle
persone e il funzionamento delle istituzioni. Lo scandalo "bunga bunga" non è che l'ennesima conferma di questa pedagogia al rovescio. Da quando avviò la sua attività immobiliare con denari di misteriosa provenienza, a quando con l'appoggio di Craxi costruì il suo impero televisivo ignorando le ripetute sentenze della Corte costituzionale, a quando organizzò il partito-
azienda sulle ceneri della Prima Repubblica logorata dalla corruzione diventata sistema di governo. Su quelle ceneri, il berlusconismo è diventato sistema o regime che dir si voglia: un potere che aveva promesso di modernizzare il paese, sburocratizzarlo, far funzionare liberamente il mercato, diminuire equamente il peso fiscale, sbaraccare le confraternite e rifondare lo Stato. Il programma era ambizioso ma fu attuato in minima parte. Il sistema-regime è stato tutto fuorché una modernizzazione
liberale, tutto fuorché una visione coerente del bene comune. Per dieci anni l'istituzione "governo" ha perseguito il solo scopo di difendere la persona di Berlusconi dalle misure di giustizia per i molti reati commessi da lui e dalle sue aziende prima e durante il suo ingresso in politica. Nel frattempo l'istituzione "Parlamento" è stata asservita al potere esecutivo mentre il potere giudiziario è stato quotidianamente bombardato di insulti, pressioni e minacce che si sono anche abbattute sulla Corte costituzionale, sul Csm, sulle Autorità di garanzia e sul Capo dello Stato. Il "Capo" e i suoi vassalli hanno tentato e tentano di costruire una costituzione materiale incardinata sul presupposto che il Capo deriva la sua autorità dal voto del popolo ed è pertanto sovra-ordinato rispetto ad ogni potere di controllo e di garanzia.
LUNARFOLLIE Questa situazione ha avuto il sostegno di quell'Italia che la diseducazione di massa aveva privato d'ogni discernimento critico e che vedeva nel Capo l'esempio da imitare e sostenere. Il cortocircuito che questa situazione ha determinato nel carattere di una certa Italia ha fatto sì che Berlusconi esibisca i propri vizi, la propria ricchezza, la sistematica violazione delle regole istituzionali e perfino del buongusto e della buona educazione come altrettanti pregi. Non passa giorno che non si vanti di quei comportamenti, di quella ricchezza, del numero delle sue ville, del suo amore per le donne giovani e belle, dei festini che organizza "per rilassarsi", degli insulti e delle minacce che lancia a chi non inalbera la sua bandiera. E non c'è giorno in cui quell'Italia da lui evocata e imposta non lo ricopra di applausi e non gli rinnovi la sua fiducia. Lo scandalo "bunga bunga" è stato l'ennesima riprova di tutto questo. La magistratura sta indagando sugli aspetti tuttora oscuri di questa incredibile vicenda della quale tuttavia due punti risultano ormai chiari e ammessi
5 dallo stesso Berlusconi: la sua telefonata al capo gabinetto del Questore di Milano nella quale chiedeva il pronto rilascio della minorenne marocchina sua amica nelle mani "sicure" di un'altra sua amica da lui fatta inserire da Formigoni nel Consiglio della Regione lombarda, e l'informazione da lui data alla Questura che la minorenne in questione era la nipote del presidente egiziano Mubarak. La cosa sorprendente e stupefacente non è nella pervicacia con la quale Berlusconi resta aggrappato alla sua poltrona e
neppure la solidarietà di tutto il gruppo dirigente del suo partito e della sua Corte, che fa quadrato attorno a lui ben sapendo che la sua uscita di scena sarebbe la rovina per tutti loro. La cosa sorprendente è che - sia pure con segnali di logoramento e di sfaldamento - ci sia ancora quella certa Italia il cui consenso nei suoi confronti resiste di fronte alla grottesca evidenza di quanto accade. Questo è l'aspetto sorprendente, anzi sconvolgente, che ci dà la misura del male che è stato iniettato e coltivato nelle vene della so-
cietà e questo è il lascito, il solo lascito, di Silvio Berlusconi. Sua moglie Veronica, in una lettera pubblicata un anno e mezzo fa, lo scolpì in poche righe, stigmatizzò l'uso che il marito faceva del potere e delle istituzioni, i criteri di reclutamento della "sua" classe politica imbottita di "veline" e di attricette che avevano "ceduto i loro corpi al drago" e concluse scrivendo: "Mio marito è ammalato e i suoi amici dovrebbero aiutarlo a curarsi seriamente". Quello che sta accadendo lo dimostra e lo conferma: quest'uomo è gravemente ammalato, l'attrazione verso donne giovani e giovanissime è diventata una dipendenza che gli altera la mente e manda a pezzi i suoi freni inibitori Dovrebbe esser seguito da medici e da psico-terapeuti che lo aiutassero a riprendersi; ma sembra di capire che sia seguito da persone reclutate con tutt'altro criterio: quello di immortalare le apparenze della sua giovinezza in tutti i sensi. Ma così non fanno che aggravare il male. Link
6
LUNARFOLLIE
Almeno 300mila hanno partecipato alle manifestazioni in oltre ottanta città, Brescia compresa, contro i tagli all'istruzione. Pochi momenti di tensione. Il ministro: "Scuole indottrinate dalla sinistra, vecchi slogan". Di Pietro: "Vergognoso liquidare così la protesta". Zingaretti: "Dai giovani una lezione all'egoismo"
Gli studenti si riappropriano delle piazze in tutta Italia, dalle grandi metropoli alle cittadine di provincia, Brescia compresa, per dire che l'opposizione alla riforma della scuola voluta dal ministro Mariastella Gelmini continua. E nelle manifestazioni che hanno caratterizzato l’ 8 ottobre non mancano elementi di novità. Si registra, ad esempio, una sempre più organica saldatura con il movimento universitario, compresi docenti e ricercatori, con il mondo del lavoro, soprattutto l'universo del precariato, le associazioni dei genitori dei disabili, a creare un fronte comune con tutti coloro che sono colpiti dalle politiche disastrose di questo governo. E tra i simboli della protesta si fa largo anche una sagoma di Mariastella Gelmini in tuta mimetica per dire "no" all'inserimento di programmi paramilitari nelle scuole. Quanto ai numeri, le manifestazioni, promosse dall'Unione degli studenti, dalla Rete degli studenti e dal coordina-
mento universitario Link, rappresentano una oggettiva prova di forza della protesta, con epicentro a Roma, dove in 35mila hanno accerchiato il ministero dell'Istruzione paralizzando il traffico in viale Trastevere e nel centro della Capitale. Prova di forza che il ministro Gelmini ha liquidato emanando una nota nelle prime ore della manifestazione per dire che chi è sceso oggi in piazza ha riproposto solo "vecchi slogan", "vuole mantenere lo status quo", è "aprioristicamente contro qualsiasi tipo di cambiamento" e, in definitiva, "crede di usare la scuola come luogo di indottrinamento politico della sinistra". La partecipazione. Per gli organizzatori, sono stati 300mila gli studenti che hanno animato le manifestazioni in oltre ottanta città. A Roma, il raduno è in piazzale Ostiense, dove si ritrovano in 35mila per diri-
gersi verso il ministero dell'Istruzione in viale Trastevere. E mentre nella Capitale il traffico va in tilt, a Napoli in 5mila paralizzano via Santa Lucia davanti alla Regione. Nel balletto delle cifre tra organizzatori e questure, le stesse scene si ripresentano a Milano (15mila manifestanti) Torino (10mila), Palermo (5mila), Firenze, Bologna, Lecce, Catania (4mila), Genova, Messina, Trieste (2mila), in migliaia a Cagliari, Oristano, Bergamo, Brescia, Viterbo, Siena, Aosta. Da Nord a Sud, l'appello alla protesta è raccolto e trasformato in un "grido" per il "bene comune". Pochi incidenti. Il r ischio che le manifestazioni, soprattutto nelle grandi città, potessero degenerare era concreto. E' stata una protesta molto dura ma tranquilla, con momenti di tensione a Milano, Torino, Firenze e Verona. A Milano circa 300 studenti si sono staccati dal corteo diretto al Provveditorato per raggiungere la
LUNARFOLLIE Statale, dove tenere un'assemblea spontanea. Caricati, hanno spruzzato sugli agenti spray urticante: un funzionario, colpito agli occhi, è portato in ospedale. Secondo la questura milanese, tra gli studenti si sarebbero mescolati esponenti dei centri sociali con l'obiettivo di alzare i toni. Anche a Torino lancio di fumogeni e bottiglie contro la polizia, senza gravi conseguenze.
Gelmini: soliti vecchi slogan. " Bisogna aver e il coraggio di cambiare. E' indispensabile proseguire sulla strada delle riforme: dobbiamo puntare a una scuola di qualità, più legata al mondo del lavoro e più internazionale". Così, in una nota, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "Per ottenere questi obiettivi stiamo rivedendo completamente i meccanismi di inefficienza che hanno
7 indebolito la scuola italiana in passato - continua la nota - un lavoro e un percorso difficile, ma indispensabile. E' necessario lo sforzo di tutti coloro che hanno a cuore la scuola. La protesta di oggi però mi pare riproporre vecchi slogan di chi vuole mantenere lo status quo, di chi è aprioristicamente contro qualsiasi tipo di cambiamento e crede di usare la scuola come luogo di indottrinamento politico della sinistra". Pd: vecchio slogan è scuola in mano a sinistra. "Se qui c'è qualcuno che abusa di vecchi slogan è proprio il ministro Gelmini, quando parla di scuola come 'luogo di indottrinamento politico della sinistra'" replica in una nota Francesca Puglisi, responsabile scuola della segreteria del Pd. "Altro che qualità della scuola - prosegue la nota - gli studenti, dopo gli interventi del governo, sono costretti a stare in aule sovraffollate oltre il limite della decenza e della sicurezza e pagano in prima persona e tutti i giorni i tagli operati dal governo Berlusconi".
IL 12 NOVEMBRE SI TERRA’ ALL’UNIV. CATTOLICA IL COVEGNO “GIANNI RODARI (1920-1980) SGUARDI ED ESPLORAZIONI”
La scuola dei grandi Anche i grandi a scuola vanno tutti i giorni di tutto l'anno. La scuola senza banchi, senza grembiuli né fioccchi bianchi, e che problemi, quei poveretti, a risolvere sono costretti: "In questo stipendio fateci stare vitto, alloggio e un po' di mare". La lezione è un vero guaio: "Studiate il conto del calzolaio". Che mal di testa, il compito in classe: "C'è l'esattore, pagate le tasse".
La bella addormentata Le favole dove stanno? Ce n'è una in ogni cosa: nel legno del tavolino, nel bicchiere, nella rosa. La favola sta lì dentro da tanto tempo, e non parla: è una bella addormentata e bisogna svegliarla. Ma se un principe, o un poeta, a baciarla non verrà un bimbo la sua favola invano aspetterà.
Le favole di Fedro
Le rane che temono le contese dei tori. Gli umili soffrono quando i potenti si trovano schierati in campi opposti. La rana, osservando dalla palude un combattimento di tori:"Ohimè, che flagello sta per venerci addosso". esclamò. Interrogata da un'altra perché dicesse questo, mentre quelli si contendevano la signoria della mandria e, per giunta, i bovini passavano la loro vita ben lontano da loro, disse:"Sede separata e specie diversa, certo; ma chi, cacciato dal reame della boscaglia, è fuggito, verrà nei recessi della palude e dopo averci calpestato ci schiaccerà con piede inesorabile. Ecco perché il loro furore si estende fino alla nostra testa. Gianni Rodari
8
Rappresentano il sette per cento dei residenti. La cifra è in crescita rispetto al 2009, quando erano il 6,5 per cento. Aumentano gli stranieri in Italia: oggi sono 4,2 milioni pari al sette per cento della popolazione. E senza il loro apporto, sottolineano i dati Istat, l'Italia sarebbe un Paese con popolazione in netto calo. L'Istituto di statistica rileva che i cittadini stranieri residenti in Italia, al primo gennaio 2010, sono esattamente 4.235.059, pari, al sette per cento del totale dei residenti, mentre al primo gennaio 2009 essi rappresentavano il 6,5 per cento. Nel corso del 2009 il numero di stranieri è aumentato di 343.764 unità (+8,8 per cento). Il saldo naturale della popolazione straniera (+72.341 unità) compensa in buona parte il saldo naturale negativo dei residenti di cittadinanza italiana (-95.147 unità). L'incremento della popolazione complessivamente residente nel nostro paese (italiani e stranieri), che da 60.045.068 unità al primo gennaio 2009 passa a 60.340.328 al primo gennaio 2010, è dovuto, pertanto, interamente alla dinamica naturale e migratoria dei residenti stranieri. L'aumento del numero di stranieri che si è verificato nel corso del 2009,
LUNARFOLLIE
spiega l'Istat, rappresenta ''un incremento ancora molto elevato, sebbene inferiore a quello dei due anni precedenti (494mila nel 2007 e 459mila nel 2008, rispettivamente +16,8 per cento e +13,4 per cento), principalmente per effetto della diminuzione degli ingressi dalla Romania''. E' anche aumentato del 6,4 per cento il numero di bambini nati nel 2009 da genitori stranieri. Si tratta - rileva l'Istat di 77.109 neonati, pari al 13,6 per cento del totale delle nascite nel nostro paese. I minori nati in Italia - sottolinea l'Istituto - rappresentano la seconda generazione, sono stranieri in quanto figli di genitori stranieri ma non sono immigrati. I neonati costituiscono il secondo fattore di incremento della popolazione straniera residente nel nostro paese. Infatti, l'incremento più consistente riguarda principalmente le iscrizioni in anagrafe dall'estero, ossia i nuovi flussi migratori: 406.725 nel 2009, in diminuzione rispetto all'anno precedente (-18,1 per cento). Circa la metà dei residenti stranieri proviene dall'Est Europa: un quarto di loro dai Paesi Ue di nuova adesione, fra cui 888mila dalla sola Romania; un altro quarto dai paesi non appartenenti all'Ue. I cittadini est-europei (+181mila nel corso del 2009, +9,5 per cento)
contribuiscono per circa la metà anche all'incremento degli stranieri residenti: quelli dei paesi Ue di nuova adesione sono cresciuti complessivamente di circa 105mila unità (+10,9 per cento), mentre quelli dei paesi dell'Est europeo non facenti parte dell'Unione sono aumentati di 76mila unità (+8,1 per cento). I cittadini dei paesi asiatici sono complessivamente cresciuti di 71mila unità, con un incremento relativo del 11,6 per cento. Nel corso dell'ultimo anno l'incremento più rapido è quello di Moldova (+18,1 per cento), Pakistan (+17,1 per cento), India, (+15,3 per cento), Ucraina (+13,1 per cento). L'Istat sottolinea infine l'incremento del 13 per cento dei cittadini del Perù, dovuto probabilmente alla regolarizzazione in corso dedicata al lavoro domestico. Oltre il 60 per cento dei cittadini stranieri residenti in Italia risiede nelle regioni del Nord, il 25,3 per cento in quelle del Centro e il restante 13,1 per cento in quelle del Mezzogiorno, anche se nel 2009 la popolazione straniera è cresciuta più intensamente nelle regioni del Mezzogiorno rispetto a quelle del Centro-nord. Giuma
LUNARFOLLIE
9
Il Nobel per la letteratura a Vargas Llosa Per la prima volta premiato uno scrittore peruviano e dopo 28 anni un sudamericano Il premio Nobel per la letteratura 2010 è stato assegnato allo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa. L'Accademia reale svedese ha conferito il premio al 74enne scrittore per «la sua cartografia delle strutture del potere e per la sua acuta immagine della resistenza, della rivolta e della sconfitta dell'individuo». Era dal 1982 con Gabriel Garcia Marquez che il Nobel non veniva più assegnato a uno scrittore sudamericano, mentre l'ultima volta per un latinoamericano fu nel 1990 con il poeta messicano Octavio Paz, che era anche l'ultimo autore premiato di lingua spagnola. «SORPRESA ENORME» «Ho pensato fosse uno scherzo!» ha commentato Mario Vargas Llosa quando, nel suo appartamento di New York, ha ricevuto al notizia. Per questo ha chiesto alla moglie Patricia di aspettare l'annuncio ufficiale prima di dirlo ai figli. «È stata una sorpresa enorme. Non mi ricordavo che in questi giorni si assegna-
va il premio, ha dichiarato lo scrittore a un'emittente televisiva, ho addirittura pensato che fosse uno scherzo”. BIOGRAFIA Nato ad Arequipa il 28 marzo 1936, Mario Vargas Llosa ottiene subito successo con i suoi primi libri, tra i quali La città e i cani del 1963, ambientato in una scuola militare di Lima. Vargas Llosa, che ha anche la nazionalità spagnola, ha ricevuto inoltre importanti premi internazionali, tra i quali il Grinzane Cavour nel 2004, per La casa verde, Conversazione nella cattedrale, Pantaleon e le visitatrici, La zia Julia e lo scribacchino, La storia di Mayta. Le ultime opere sono più autobiografiche, come Elogio della matrigna e Il pesce nell'acqua. Vargas Llosa tentò anche la carriera politica, candidandosi senza successo alle presidenziali peruviane contro Alberto Fujimori.
NUOVO LIBRO - Il nuovo romanzo di Vargas Llosa, Il sogno del Celta, che sarà pubblicato da Einaudi, arriverà nelle librerie italiane nel maggio 2011. Il libro si ispira a un personaggio storico, Roger David Casement, diplomatico britannico e patriota irlandese, amico di Jospeph Conrad. Casement è stato testimone e si è impegnato contro le atrocità commesse verso gli indigeni nel Congo belga a inizi Novecento e ha documentato lo sfruttamento del caucciù in Africa e in Sudamerica. Il romanzo è ambientato fra il Congo, l'Amazzonia e l'Irlanda.
LA MOTIVAZIONE "per la sua cartografia delle strutture del potere e la sua tagliente immagine della rivolta, della resistenza e della sconfitta dell'individuo"
10
LUNARFOLLIE
L'amore sviluppa intelligenza e risilienza Più un bimbo è amato ed è circondato d’affetto, più il suo cervello si espande. Si fortifica. Diventa intelligente. È provato, scientificamente. Stephen Suomi, primario del laboratorio di Etologia Comparativa del National Institute of Bethesda, lo ha dimostrato con uno studio sulle scimmie. E dobbiamo concludere che valga anche per noi, visto che noi umani condividiamo con gli scimpanzé il 99% del codice genetico. STRESS - Tutto succede nei primi anni di vita di un bimbo. Con l’adolescenza i giochi si chiudono. L’interazione gene-ambiente avviene infatti durante lo sviluppo. Questione di biochimica cerebrale. Suomi ha dimostrato come le relazioni di attaccamento sicuro a livello familiare formano un attività cognitiva del cervello superiore. Ma non solo. Con i suoi studi, ha verificato anche che le relazioni affettivamente stabili forniscono agli individui la cosiddetta “resilienza”, ovvero la capacità di sopportare gli stress ambientali. E, al contrario, un deficit di affetti nell’infanzia può generare una disfunzione del gene della serotonina, ovvero la
“molecola della depressione”. Non è una voce isolata quella di Stephen Suomi. Anzi. Se ne parla da tempo alla Università della Sapienza di Roma. “Evoluzione, emozione, linguaggio, coscienza”, è il titolo di un recente congresso della Sapienza. Insomma. Quello che pensavano e facevano i nostri nonni trova conferma anche nella più recente ricerca: L’uomo cresce e si sviluppa all’interno di un ambiente ricco di calore e di affetto. E’ in questo contesto che la persona accetta sé stessa e accetta gli altri condizione indispensabile per aprirsi all’ambiente e per sviluppare quella curiosità culturale che è alla base di ogni serio apprendimento.
"Vorrei dirti le più profonde parole d'amore, ma non oso, per timore che tu rida. Ecco perchè mi burlo di me stesso e del mio segreto. Derido il mio dolore per paurache tu faccia lo stesso." RABINDRANATH TAGORE "Sono affamato del tuo riso che scorre, delle tue mani color di furioso granaio, ho fame della pallida pietra delle tue unghie, voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta. Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza, il naso sovrano dell'aitante volto, voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia" PABLO NERUDA "Oh, sospirami qualche parola di fuoco! E sorridimi come se dovessero bruciarmi! Stringiti a me come si stringe un'amante ... Baciami, e nel tuo cuore seppelliscimi! Oh, amami davvero!" JOHN KEATS "Ti amo, e preferirei di no, Tutto di te e non so perché. Tante ragazze hanno Gli occhi fioriti di dolcezza, Il collo eretto come quello di un cigno Con una piccola macchia bruna Per lasciarvi cadere Timide occulte lacrime E baci di promessa. E allora perché non amo, amore, altre che te? Ma se sapessi perché io t'amo, amore, Forse non t'amerei con tanto ardore." THOMAS HOOD
LUNARFOLLIE
11
SETE DI VERITA’ Viviamo nella menzogna e rischiamo di rassegnarci a un mondo di falsità e di inganno. Un esempio(emblematico) su tutti è quello del GIORNALE di Feltri e Sallustri. Le “campagne” promosse in questi mesi sono diventate una regola, anzi un’autentica raffica mediatica che spara ad altezza d’uomo (e di donna). La stagione l’ha inaugurata l’attuale direzione del quotidiano che fu del grande Indro Montanelli affidato ora al duo Vittorio Feltri – Alessandro Sallustri subentrati due anni fa a Mauro Giordano. Le prime cannonate hanno riguardato l’editore del gruppo l’Espresso (di sinistra) Carlo De Benedetti, presentato come un fiancheggiatore del Kgb ai tempi in cui dirigeva l’Olivetti. Poi le bordate hanno preso di mira il direttore di Repubblica Ezio Mauro, per scatenarsi poi su Dino Boffo, direttore di Avvenire, vittima di una falsa e pesante campagna diffamatoria a sfondo sessuale. Boffo per protesta si dimise da Avvenire e l’ordine dei giornalisti ha condannato Feltri in primo grado. Per quelle accuse Feltri si scusò tardivamente rispondendo alla lettera di una lettrice (sic!). Poi le campagne sono proseguite contro Alessandra Mussolini, infine l’obiettivo si è spostato su Fini per la casa di Montecarlo e sulla Marcegalia, presidente di Confindustria. Feltri e Sallustri – lo diciamo con forza –
sono personaggi viscidi indegni del ruolo di giornalisti che occupano. Ma torniamo al nostro tema che è quello della verità. Tornano alla mente le parole cantate 13 anni fa da Giorgio Gaber: “ E’ l’uomo che non ha più il gusto del mistero, che non ha passione per il vero, che non ha coscienza del suo stato un mare di parole, un mare di parole è come un animale ben pasciuto”. La passione per il vero sostituita dalle ben più vendibili attrazione ed emozione. Lo sbattere il mostro in prima pagine (e quando non c’è il crearlo con appositi dossier) fa vendere giornali, procura ascolti alla TV e così la verità muore e ci ritroviamo ad annaspare in un mondo di menzogne. Noi però non ci rassegnano: la ricerca della verità va perseguita con mente e cuore appassionati. La verità dei fatti, la verità del pensiero, la verità nei rapporti con gli altri. La nostra proposta è di boicottare i media (giornali e TV) che fanno della menzogna lo strumento del loro successo commerciale e premiare quella comunicazione che – seppur a fatica – cerca di dire la verità. La scelta deve essere netta, o con la verità che può non essere attraente ma scomoda e perfino faticosa (e spesso è così) o con la menzogna che allieta gli animi e li anestetizza. E’ questione di intelligenza, è questione di responsabilità che uno studente avvertito e preoccupato del suo futuro non può non avere. Tersite
LIBRI CONSIGLIATI... DALLA BIBLIOTECA!
“Parliamo di donne!” LEILA MURATA VIVA PIEMME Mentire, fingere, tacere, obbedire, sottomettersi. Questa era la mia vita, murata tra le quattro pareti di casa, vittima della legge degli uomini...
JACQUES VÉRON IL POSTO DELLE DONNE, IL MULINO. ANNIE GOLDMANN, LE DONNE ENTRANO
IN SCENA GIUNTI. AYAAN HIRSI ALI INFEDELE BUR Questo libro mostra come una donna determinata possa cambiare molto più della propria storia personale. Christopher Hitchens
12 STAMPA STUDENTESCA Si svolgerà ad Asti il 4 marzo 2011 il 18° Convegno Interegionale della stampa studentesca. La nostra redazione ha sempre partecipato a questi incontri estremamente interessanti e utili. Tema di quest’anno sarà: “150° dell’Unità d’Italia: quali responsabilità per i giovani? Prospettive di un Convegno diventato… maggiorenne”
CONVEGNO CETAMB Si terrà il 17 dicembre nell’Aula Magna di Ingegneria (Via Branze, 38) il 7° Convegno per le scuole superiori sul tema: “Valorizzazione delle risorse locali nei progetti di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo” Le classi interessate possono rivolgersi al CIMP
LUNARFOLLIE
LA SCALA DI CRISTALLO Bene, figliolo, voglio dirti una cosa la vita per me non è stata una scala di cristallo. Ci furono chiodi e schegge e assi sconnesse e tratti senza tappeti sul pavimento. Ma per tutto il tempo ho continuato a salire e ho raggiunto pianerottoli voltato angoli e qualche volta ho camminato nel buio. Quindi, ragazzo, non tornare indietro. Non fermarti sui gradini perché trovi che salire è difficile. Non cadere adesso perché io vado avanti. Sali con me.. La vita per me non è stata una scala di cristallo Non credo servano molte parole di commento a questa poesia, così cruda, così vera, così vissuta e vivente, senza tempo. Non siamo i primi abitanti della terra, ce ne saranno dopo di noi e ce ne son stati prima e ogni essere che vivrà, passerà da queste esperienze. Esattamente le stesse nostre esperienze di ragazzi o giovani adulti sono e saranno sempre vissute e sempre chi attraverserà questo sentiero vivrà sulla sua pelle l'orgoglio di fare la strada da solo
e a volte il rifiuto di voler allungare la mano e farsi aiutare da chi, qualche gradino più in alto, ha già passato i nostri ostacoli. Una mano amorevole, familiare.. anche solo per un'istante acchiappiamola e, rassettati gli abiti, indossato ancora uno smagliante sorriso andiamo ancora avanti, sulla strada che la vita ci mostra. Langston Hughes (Joplin, 1º febbraio 1902 – New York, 22 maggio 1967) è stato un poeta, scrittore drammaturgo e giornalista statunitense. Non solo nero afroamericano ma appartenne anche a minoranze “scomode”. Si batte' tra le altre cose, anche per i diritti dei neri. Langston Hughes voleva raccontare le storie del suo popolo in un modo che riflettesse la loro cultura autentica, sia la sofferenza che il loro amore per la musica, il loro saper e voler ridere nelle avversità ed anche il loro linguaggio. Le sue opere pubblicate fino al 1967 comprendono nove libri di poesie, otto racconti brevi, due romanzi, sette libri per bambini, un discreto numero di opere teatrali, saggi e traduzioni ed una autobiografia in due volumi. Nel 1961 Hughes fu invitato a far parte del National Institute of A rts and Letters Brotto Ilaria 2A
LUNARFOLLIE
13
GOSSIP!! ATTRATTI DAL TITOLO?
VE NE SENTIRETE IN COLPA. Violenze, furti, imbrogli, attentati, avvelenamenti, tradimenti… tutto quello che ferisce un essere umano, ci colpisce come un pugno nello stomaco, dovremmo rifiutarlo e forse lo facciamo, ma ne siamo inevitabilmente attratti. Sono quelle notizie subdole, molto spesso false e costruite esattamente come il titolo qui sopra, solo per attirare l’attenzione. A volte i giochi di parole che non dicono dicendo, ci danno un “imprinting” che poi non riusciremo più a cancellare. Scavare come dei forsennati nella vita degli altri è davvero necessario? E per cosa? Per il nostro diritto di cronaca? Eppure la rivolta è quasi popolare alla proposta di sorvegliare la città con telecamere, quando riteniamo che la nostra privacy possa essere violata, son due pesi e due misure. Un esempio: Sarah Scazzi, ragazza della nostra età, una normale ragazza con i suoi piccoli segreti come noi tutti abbiamo, ma un po’ più sfortunata, perché non
avrà la gioia di vedersi imbiancare i capelli guardandosi le rughe che le ricorderanno la vita passata. Questa gioia non l’avrà a causa della follia, del disagio che oggi ci pervade. Le emozioni troppo forti che ci travolgono, ci rendono ciechi e sordi, guidati per mano facendo un percorso scritto da altri e, arrivati alla fine, riusciamo a sentire solo ondate più forti, perché le piccole cose importanti ormai non le sentiamo più. E questa cosa i giornalisti la conoscono bene: notizie costruite ad hoc. La notizia è presa per sommi capi, così com’è e come dovrebbe essere, poi si va sul posto, si chiede ai vicini, conoscenti, sconosciuti, gente che forse ha sentito dire e tutto viene riportato con malizia e sospetto. Si scava, si infanga senza porsi problemi, perché questo fa notizia, tanto…basta dire che si è sentito dire. Ecco che tutto diventa realtà (nella nostra mente). È una questione di mercato, non scandalizziamoci per quello che scrivono, è esattamente quello che vogliamo. Brotto Ilaria 2A
Col termine gossip (che l'italiano ha preso in prestito dall'inglese) si intende il pettegolezzo nei confronti dei VIP e dei personaggi dello spettacolo. Il termine invece non va confuso con il genere giornalistico denominato cronaca rosa, che è una derivazione della letteratura rosa. Si usa il termine "pettegolezzo"(cioè gossip) quando due persone comunicano tra di loro dal vero, in un luogo reale. Etimologia La parola origina da un altro termine inglese, cioè god-sib, che indica il padrino del figlioccio, ed è da mettere in relazione con l'idea di un rapporto di stretta amicizia. L'Oxford English Dictionary fa risalire l'uso del termine godsib fino al 1014. È invece a partire dal 1811 che lo stesso dizionario lo registra con il significato di "parlare ozioso, diceria insignificante o senza fondamento [...], indifferentemente parlata o scritta, soprattutto a proposito di persone o di fatti concernenti la comunità".Il verbo to gossip risalirebbe agli inizi del XVII secolo.
14
LUNARFOLLIE
Biologia 1 Mauro, Armarita
Chimica 1 Castellazzo, Maria 2 Mauro, Annarita 3 Sfrappini, Maria
Chimica e fisica 1 2 3 4 5
Borraccia, Camilla Camarda, Maria Pizzuto, Gaetana Reich, Fabrizio Sarchia, Carla
Presentiamo i docenti del nostro Istituto: A loro è affidata la nostra formazione e da loro può dipendere il nostro futuro. E’ quindi importante che con loro si instauri un rapporto di stima, di collaborazione e di solidarietà. Siamo infatti convinti che gli anni che passiamo nella scuola sono fondamentali per la nostra vita e il nostro futuro.
Couv. Francese
Conv. Russo 1 Martinez, Svetlana
Conv. Spagnolo 1.Cejudo, Isabel 2. Morandi, Mara
1.Fischer, Johanna 2.Moldner, Regina
Diritto 1 Amico, Beniamino 2 Bettoni, Flavia
1 2 3 4 5 6 7 8
Anderboni, Giovanna Fenaroli, Maria Li Calzi, Angela Lonati, Loredana Paderi, Maria Ranzetti, Rossana Ruzzier, Tullio Saleri, Francesca
E.L.S.A. 1 Bresciani, Gilda 2 Raggi, Marina 3 Filippini, Oliviero 4 Roversi, Maria Grazia 5 Samperi, Rosa
Diritto ed economia 1 Megali, Marcila
Disegno e storia dell'arte 1 Porazzi, Mauro
Conv. Tedesco
Ed. Fisica
1 Panuccio, Mariagrazia
Conv. Inglese Agostino, Emanuela Giannetti, Gianni Nadal, Rosalinda Wendt, Anthony
Galtieri, Alfredo Gualtieri, Giovanna Liparoti, Nicolo Negretti, Maria Poncipé, Marina Tommasi, Giuseppe
Ed. musicale II gr
1 Lachaud, Sylvie 2 Pinson, Marie France
1 2 3 4
7 8 9 10 11 12
Economia aziendale 1 2 3 4 5 6
Amedeo, Mauro Cali, Matilde Chiesa, Viviana Corti, Omelia Cosmano, Paolo Frattini, Carla
Filosofia e storia 1 Demmi, Benedetto 2 Padula, Chiara 3 Tolone, Oreste
Finanza aziendale 1 Cosmano, Paolo
Fisica 1 Lauri, Lorenzo 2 Pangrazio, Carlo 3 Silvia, Bernardo
Francese 1 2 3 4
Bertoncelli, Manuela Caligari, Giuseppe Decca, Mariella Galafassi, Patrizia
LUNARFOLLIE 5 Ghisi, Clara 6 Gilardoni, Luisella 7 Zanini, Rossella
Geografia 1 2 3 4 5 6 7
Contessi, Erminia Grassi, Chiara Martorana, Adriana Mattoni, Massimo Piemontese, Aldo Pinelli, Alberto Vecchio, Giuseppa
Gest. impr. turist.
1 2 3 4 5
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14
1 2 3 4 5
Failla, Angela Gandolfi, Tiziana Regosa, Eleonora Tameni, Luisa Ventriglia, Maria
Caggioli, Paola Faulisi, Fiorella Feriti, Maria Grazia Filippelli, Tommaso Foltmann, Cristina Gregorini, Raffaella Grillo, Emanuela Lippa, Cinzia Menini, Gabriella Nicastro, Lina Passoni, Antonella Picetti, Paola Giovanna Pirozzi, Salvatore Risso, Paola Testa, Raffaella
Abruzzese, Antonella Bresciani, Gilda BrigandĂŹ, Maria Caponi, Anna Carrara, Michela
15 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26
Cipollone, Silvia Comini, Giacomo Consolati, Nadia Corradi, Omelia Cotroneo, Giovanna Dotti, Gianluigi Pacchetti, Giuseppina Falsoni, Danilo Fattori, Anna Grasso, Francesco Laudati, Carla Loda, Claudio Loda, Valerio Martinazzi, Paola MazzolerĂ , Anna Moncini, Patrizia Ongaro, Luigi Panzera, Sandra Raggi, Marina Rinaldi, Giacinto Rossini, Alessandra
Latino 1 2 3 4 5
Carrara, Michela Cipollone, Silvia Fattori, Anna Martorana, Adriana Mazzoleni, Anna
Marketing 1. Frattini, Carla
Matematica applicata 1 2 3 4 5 6 7
Abate, Cesare Beschi, Giorgio Bitonti, Anna Cavalli, Rosanna Curcio, Pasquale De Franceschi, Luciano Ferrarese, Giulio
8 9 10 11 12 13 14
Gaggia, Maria Guerra, Regina Maiolino, Maria Mazzetta, Cesira Passanante, Omelia Tacchini, Ennio Trevisani, Cristina
Matematica e fisica 1 Pangrazio, Carlo 2 Silvia, Bernardo 3 Tarantini, Camicia
Pianific. e control 1 Cosmano, Paolo
Religione 1 Fiorani, Daniela 2 Calati, Valerla 3 Piubeni, Stefano 4 Ratta, Antonello 5 Ungari, Giuseppe
Russo 1 Folgarait, Maria
Scienze della Terra 1 2 3 4 5 6 7 8 9
Borraccia, Camilla Camarda, Maria Castellazzo, Maria Mauro, Annarita Pizzuto, Gaetana Reich, Fabrizio Sarchia, Carla Sfrappini, Maria Sturiale, Salvatore
Scienze e biologia 1 Camarda, Maria 2 Pizzuto, Gaetana
16 3 Sarchia, Carla
Scienze e fisica 1 Castellazzo, Maria
1 2 3 4 5 6
Borraccia, Camilla Camarda, Maria Pizzuto, Gaetana Reich, Fabrizio Sfrappini, Maria Sturiale, Salvatore
Scienze natura 1 2 3 4 5 6
Borraccia, Camilla Camarda, Maria Pizzuto, Gaetana Reich, Fabrizio Sfrappini, Maria Sturiale, Salvatore
Servizi alle imprese 1 Corti, Omelia 2 Frattini, Carla
Spagnolo 1 2 3 4 5 6
Cromeni, Marco Deligia, Silvia Mariottini, Patrizia Moreschi, Luisa Ratti, Cristina Santini, Claudia
LUNARFOLLIE 7 Sartori, Emanuela 8 Vecchi, Emanuela
Storia e geografia
Storia
1 Carrara, Michela 2 Mazzoleni, Anna 3 Rinaldi, Giacinto
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25
Abruzzese, Antonella Brigandì, Maria Caponi, Anna Contini, Giacomo Consolati, Nadia Corradi, Omelia Cotroneo, Giovanna Demmi, Benedetto Dotti, Gianluigi Pacchetti, Giuseppina Falsoni, Danilo Grasso, Francesco Laudati, Carla Loda, Valerio Loda, Claudio Martinazzi, Paola Mazzoleni, Anna Moncini, Patrizia Ongaro, Luigi Padula, Chiara Panzera, Sandra Raggi, Marina Rinaldi, Giacinto Rossini, Alessandro Telone, Oreste
Storia dell'arte 1 Girelli, Marzio 2 Zambonin, Elisa
T.I.C. 1 2 3 4 5
Failla, Angela Gandolfi, Tiziana Regosa, Eleonora Tameni, Luisa Ventriglia, Maria
T.I.T. 1 Marzano, Carmela 2 Matteucci, Alessandro 1 Chiesa, Viviana
Tec. Comunicazione 1 Rinaldi, Giacinto
2 3 4 5 6
Cesari, Anna Foglio, Chiarella Guccione, Loredana Morosi, Edy Perusco, Rossella Rizzi, Omelia
Non ho detto mai al mio insegnante che è stato la mia forza, il mio punto focale, il mio stimolo ad andare avanti in quegli anni di liceo. Tutti sanno che tragedia si attraversa in quell’età di transizione che è l’adolescenza, in cui cerchi di capire i tuoi mille dubbi e combatti per accettare tutto ciò che ti circonda in bene e in male. Stai per saltare l’ostacolo, stai per uscire dalla porta e rischi proprio in questo punto di perdere i riferimenti per andare avanti. Non mi sono mai semplificata la vita: la mia indole è la mia condanna e la mia forza. Ancora prima che ne fossi pienamente cosciente, lui mi fece comprendere quanto il mio carattere avrebbe inciso nel mio percorso di vita. Cosi è stato. Ho stampate nella mente tutte le frasi, i piccoli gesti che mi hanno comunicato che non ero sola.. Il mio insegnante non è stato sempre apprezzato e capito dagli allievi; difficile comprendere il suo modo di fare e di apparire. Mi sono sentita, devo dire forse con un po’ di presunzione, privilegiata nel captare quanto fosse prezioso il suo modo di comunicare e di insegnare. Il compito di un buon insegnante e l’obiettivo finale dovrebbe essere quello di far amare la disciplina insegnata ai propri alunni: io ho amato, al di là che fosse nelle mie inclinazioni, le ore passate a studiare quella materia.. Ringrazio di questo la genuinità e il calore delle sue lezioni, che hanno dato omaggio alla sua disciplina. Una studentessa
LUNARFOLLIE
17
Ancora morti, ancora feriti. Tutti ricordiamo il 26 dicembre 2004, purtroppo per una catastrofe naturale di proporzioni gigantesche. In quel giorno un maremoto, il quale causo un’ onda anomala (Tsunami, dal giapponese) di proporzioni enormi, era grande quanto un palazzo di tre piani, si infranse sulle coste dell’ Oceano Indiano, causando la morte di più di 300.000 morti, senza contare i dispersi, e l’ inevitabile rovina di un paradiso terrestre. Da allora l’ Indonesia fu dichiarata zona ad alto rischio sismico, e infatti, negli anni seguenti, diversi eventi sismici, tra cui altri Tsunami, si sono verificati; nel 2005, 2007, 2009. Ma non sono gli unici; infatti, lo scorso 25 ottobre 2010, un nuovo Tsunami ha colpito le coste dell’ Indonesia, in particolare le isole Mentawai, infatti al largo di queste isole, a circa 160 km di distanza dalla costa e a 14 km di profondità, si e verificati un terremoto di magnitudo 7.7, che ha sprigionato un’ onda anomala che è andata a infrangersi sulle coste delle isole, dove decine di villaggi sono stati rasi al suolo. La prima stima era di circa 150 morti ma continua a salire. Questo e considerato il più Tsunami, dopo quello del 2004.
Dopo le prime ventiquattr’ ore ancora vi erano delle difficoltà a comunicare e i soccorsi facevano fatica a raggiungere il luogo del disastro. Nel frat-
tempo, le autorità avevano fatto evacuare la zona intorno al vulcano Merapi, che, per cause collegate al maremoto, ha eruttato il giorno dopo la prima catastrofe, e le cui colate di lava hanno distrutto interi insediamenti. Nella popolazione è ancora vivo il ricordo spaventoso dello Tsunami del 2004, ma oggi, la Caritas italiana e molte Ong si stanno adoperando perché la popolazione sia assistita e abbia un rifugio,oltre alla necessaria assistenza medica. Il bilancio fornito dalle autorità, ad oggi è di 400 morti e 300 i dispersi. L’ unica buona notizia è che ieri, 135 di questi dispersi sono stati ritrovati sani e salvi. Matteo Cusato 4^F
18
Finalmente il sogno è diventato realtà; è finito il purgatorio della serie B e ora bisogna fare tutto il possibile per meritarsi il paradiso della massima serie. Ma l’anno scorso chi se lo sarebbe aspettato, soprattutto a dicembre? In pochi, pochissimi. Il Brescia si trovava a 5 punti dalla zona retrocessione e veniva da due brutte sconfitte (0-1 casalingo contro il Gallipoli e 4-0 a Reggio Calabria). Probabilmente gli unici a credere ancora nella squadra erano gli 800 spettatori presenti durante l’incontro Brescia-Modena, con una temperatura di -6°C. Questa è stata la gara della svolta: il gol di Flachi a un minuto dalla fine ha dato la giusta scossa all’ambiente e, grazie anche agli importanti acquisti durante il mercato di gennaio, il Brescia mette insieme un filotto di vittorie consecutive.
LUNARFOLLIE
Arrivò così maggio, con le rondinelle che all’ultima giornata, vincendo a Padova, festeggierebbero la serie A. Ma al Brescia non piacciono le cose facili e a Padova, dopo una brutta prestazione, arriva la sconfitta per 2 a 1. In serie a vanno così Lecce e Cesena e il Brescia, classificatosi terzo, è costretto ai playoff con il morale sotto i tacchi. Contro il Cittadella, la prima avversaria, le rondinelle passano il turno dopo una vittoria e una sconfitta grazie al miglior piazzamento in classifica. La finale contro il Torino è ricca di tensioni e polemiche, soprattutto dopo la gara di andata terminata 0 a 0. La partita più importante di tutta la stagione si disputa in un Rigamonti pieno, con i bresciani che sono accorsi per sostenere la leonessa. Il Brescia domina l’incontro vincendo per 2 a 1 e al triplice fischio può finalmente cominciare la festa:
resteranno indimenticabili i festeggiamenti allo stadio e in Piazza Repubblica. Tra i protagonisti di questa fantastica promozione merita il primo posto l’airone Andrea Caracciolo, che hanno trascinato la squadra. Non vanno certo dimenticati Budel, Cordova, Possanzini, Flachi (i 2 suoi gol hanno fruttato 6 punti…), Zambelli e tutti gli altri. “Con il Brescia in A, l’Atalanta in B, il campionato finisce così” Grazie ragazzi!!! Rodella Alessandro 5°B
LUNARFOLLIE
19
JOHN MAYER Ha suonato con stelle del blues come B.B. King o Eric ‘Slowhand’ Clapton (viene persino chiamato Slowhand Jr. in onore di quest’ultimo). Tra le sue influenze principali ci sono Stevie Ray Vaughan e Jimi Hendrix. Ha vinto sette Grammy Awards, gli Oscar della musica. In Italia non ha mai suonato, ma ha riempito il Wembley Stadium inglese ripetutamente. Forse il nome non vi dirà nulla, ma all’estero fa parlare di sé da anni, sia per la sua musica sia per la sua fama di ‘womanizer’. John Clayton Mayer nasce il 16 ottobre 1977 a Bridgeport, nel Connecticut, ed è un cantante e chitarrista che spazia dall’acoustic rock/pop al blues. A tredici anni comincia a studiare musica con una chitarra a noleggio, ispirato dalla scena da Marty McFly di Ritorno Al Futuro in cui suona ‘Johnny B. Goode’ e, grazie ad una registrazione di Stevie Ray Vaughan regalatagli da un vicino di casa, inizia ad appassionarsi al blues. Intorno ai quindici anni, con la sua band Villanova Junction (nome ispirato da una canzone di Jimi Hendrix), comincia a suonare in bar o piccoli locali. A diciassette anni gli viene diagnosticata un’aritmia cardiaca e viene ricoverato per una settimana. Non appena torna a casa, comincia a scrivere la sua
prima canzone: il cantautore in lui è nato. Finito il liceo, comincia a lavorare ad un benzinaio per comprarsi una Stevie Ray Vaughan signature Stratocaster del 1996 e, poco dopo, inizia a frequentare a Boston la celebre Berklee. Dopo due semestri abbandona il college e si trasferisce ad Atlanta (in Georgia) con l’amico Clay Cook, con il quale fonda il duo LoFi Masters. I due si separeranno a causa di divergenze musicali e così John inizia la sua carriera da solista e la scalata al successo. Registra il suo primo EP ‘Inside Wants Out’ e nel corso degli anni pubblica numerosi album (Room For Squares, Heavier Things, Continuum, Battle Studies), due live (Any Given Thursday, Where The Light Is – Live in L.A.) e altre raccolte di inediti o live (As/Is, The Village Sessions..). Nel 2005, inoltre, forma il John Mayer Trio con il batterista Steve Jordan e il
bassista Pino Palladino, musicisti che nel corso degli anni hanno collaborato con Bob Dylan, The Who, Cat Stevens, Eric Clapton, Bruce Springsteen o Phil Collins, solo per citarne qualcuno. Il Trio pubblica l’album Try!, una combinazione di rock e blues, che concorre nello stesso anno ai Grammys. Canzoni consigliate: Slow Dancing In A Burning Room, In Your Atmosphere, Another Kind Of Green, Gravity, Why Georgia, My Stupid Mouth.
Claudia Preda 4^ F
Do You Know Me It's just the strangest thing I've seen your face somewhere An early evening dream, a past life love affair Do you know me at all? Do you know me at all? In all my reverie I thought I felt us there A feather in my hand, a flower in your hair Do you know me at all? Do you know me at all? Do you know me at all? Do you know me at all?
20
LUNARFOLLIE
The show go on.. Avetrana:un luogo pieno di orrori, segreti e, soprattutto,di persone forse troppo curiose. Una società che vive di notizie piccanti, di scoop giornalistici. Ma noi chi siamo per dare spiegazioni e giudicare casi come gli omicidi?! In quest’ultimi mesi non si è fatto altro che parlare di Sarah Scazzi, ragazza quindicenne scomparsa e ritrovata dopo 40 giorni uccisa e buttata in un pozzo. La confessione arriva dallo zio che dichiara di essere l’omicida. Dopo alcune settimane di ricerca sul crimine da lui commesso non si è ancora riusciti ad arrivare ad una verità: lo zio indagato e in carcere, la figlia di quest’ultimo anch’essa fermata perché accusata dallo stesso padre,l a moglie di Misseri forse sa qualcosa, la sorella Valentina crede che non sia stata Sabrina e che c’entri solo il padre. Insomma non si riesce a capire più niente. Un caso pieno di sorprese e che i giornalisti non riescono far a meno di parlarne: probabilmente all’inizio di tutta questa faccenda giornalisti, televisioni e qualsiasi altro mezzo di comunicazione hanno aiutato nella ricerca della ragazza. Ma fino a che punto realmente possono arrivare? Qual è il loro limite e quali le loro possibilità? Sono andati alla ricerca di informazioni su parenti, famigliari, chi fossero e cosa facessero. Per quanto possano essere
stati d’aiuto all’inizio, i giornali con tanto di persone specializzate nel settore, sono arrivati ad un punto in cui il leggero confine, che già esisteva, tra privacy e notizia si è assot-
tigliano talmente tanto, da non esistere più. Infatti da quando in una trasmissione televisiva è stata mandata in diretta la scoperta della morte di Sarah Scazzi, il tragico evento è diventato pane per tutti i giornalisti che fanno della cronaca nera un gossip. L’evento criminoso e sconcertante che ha sconvolto milioni di italiani si sta trasformando in uno spettacolo televisivo. Non si può dimenticare che sta avvenendo anche un continuo via vai di persone in cerca della casa dei Misseri, della ragazza Sarah Scazzi e della tomba di quella ragazza che aveva sogni, speranze, un futuro davanti a sé. Guy Debord (nel 1969) scriveva:’’ Tutta la vita delle società nelle quali predominano le condizioni moderne di produzione si presenta come un’immensa accumulazione di spettacoli. Tutto ciò che era diret-
tamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione.’’ E’ esattamente ciò che sta accadendo al caso Scazzi, al centro della notizia non c’è la vittima in sé, ma questo continuo ed insistente scavare nell’intimità e nel dolore della famiglia. E quel che conta diventa lo spettacolo, non Sarah. Possiamo dunque lasciar nel loro dolore la famiglia?! Una domanda ovviamente retorica, ma che potrebbe essere un punto d’inizio per riflettere sul caso Scazzi, ma su qualsiasi altro caso di omicidio. Veronica Ferraresi 2° AL Mentre andiamo in stampa esce la notizia che autore del delitto non sarebbe il Misseri padre ma la figlia Sarah. E’ l’ennesimo colpo di scena che rende contorto il dramma di una vita stroncata nel cuore della giovinezza. Siamo chiamati tutti (adulti e giovani) a riflettere sul tipo di società che stiamo costruendo. Dobbiamo ritornare al più presto al rispetto delle persone. Dobbiamo smetterla di spettacolarizzare i drammi di famiglie che meritano soltanto compassione e silenzio. Impegnamoci a costruire una società serena, in cui il male viene fermamente condannato e il bene indicato come impegno per tutti.
LUNARFOLLIE
21
ASSEMBLEA ASSOCIAZIONE GENITORI 10 Novembre 2010 – ORE 18.45 CARI Genitori, eccoci finalmente al primo importante appuntamento scolastico: essere rappresentanti di classe…ma cosa significa, cosa comporta, cosa si può fare? Essere rappresentanti di classe non solo è una scelta, ma una scelta che porta con sé delle responsabilità, e capire come assolverle non è facile. Noi, come Associazione Genitori, vogliamo essere al vostro fianco, per comunicarvi la nostra esperienza ma soprattutto per ascoltarvi e cercare di darvi delle indicazioni ed il nostro appoggio. Per tale motivo abbiamo indetto una assemblea generale d’Istituto per tutti i genitori che hanno deciso di “esserci”, per cercare di dare delle risposte, ma soprattutto per proporre ed ascoltare le vostre idee su come credete si possa essere dei rappresentanti di classe fattivi e non solo passivi. Vi invitiamo tutti, all’assemblea generale aperta a noi genitori rappresentanti, perché l’unione, da sempre, fa la forza, ma soprattutto fa la differenza… Vi aspettiamo, numerosi, per sentire di voi, per conoscere, per essere insieme uniti, per essere un aiuto per i nostri figli.
Liste Studenti 1– BENVENUTI NELLA NUOVA REALTA’ Silvestro Sara 4L Razzini Marta 4L Sorsoli Nicolò 5L Gelmini Simone 5L Sammarti Daniele 5L 2—POTERE ALLA GIOVENTU’ Grazioli Giorgio 4E Funaro Andrea 4E Garletti Alessandro 4L Epis Alessandro 2O Girelli Matteo 2N 3—LA LISTA CHE CONQUISTA Cappelli Davide 5AL Lippolis Gianmarco 5N Nagliati Simone 5G Losio Stefano 5G 4—ISTRUZIONI PER L’USO Tommasi Federica 5B Terenghi Andrea 4M Gozzini Mattia 5B Lena Nicola 5F
Lista Docenti: NOI: IL FUTURO!!! Pirozzi Salvatore Ghisi Lara Cavalli Risanna Cipollone Silvia Laudati Carla Mattoni Massimo Raggi Marina Sfrappini Beatrice Rossini Alessandra Mazzoleni Anna Lista genitori: L’UNIONE FA LA FORZA, MA SOPRATTUTTO FA LA DIFFERENZA: GENITORI UNITI PER CRESCERE I NOSTRI FIGLI. Boemi Elsa Civettini Emanuele Bedoschi M. Luisa Uberti Patrizia Tremacchi Giovanni Bignami Loredana Lista ATA: RINNOVAMENTO E TRADIZIONE Martinazzoli Lino Santoro Romina
22
LUNARFOLLIE
Lunardi, gite bloccate per protesta Articolo tratto da: quiBrescia.it di giovedì 04 novembre 2010 di Vittorio Prestini Il fatto che numerose scuole siano in agitazione non è certo una notizia in questo periodo della storia d'Italia. Non è nemmeno una notizia il fatto che ci siano numerosi malumori negli istituti bresciani, a causa dei tagli della manovra finanziaria e per la riforma del ministro Mariastella Gelmini. Sicuramente, però, è da raccontare la decisione presa dall'assemblea sindacale dell'istituto tecnico Astolfo Lunardi di via Riccobelli, dove i professori hanno stabilito di bloccare gite scolastiche, stage all'estero e ogni tipo di attività extra scolastica - quindi anche le visite culturali di una sola giornata - fino a che non saranno chiarite una serie di questioni di tipo contrattuale. Si tratta di una scelta che stravolge la politica della scuola per corrispondenti in lingue estere, conosciuta per aver ottenuto - unica in tutta Brescia - importanti certificazioni europee legate alle culture straniere e per aver fatto dello studio fuori dai confini nazionali un vero e proprio cavallo di battaglia con rapporti, riconoscimenti e rela-
zioni intessute un po' ovunque in Europa e in America. Per capirne di più abbiamo incontrato alcuni docenti che ci hanno spiegato la situazione. Una Finanziaria che taglia a man bassa "Guadagniamo di meno e lavoriamo di più", ci ha spiegato il rappresentante sindacale unitario Massimo Mattoni, da 10 anni insegnante di geografia presso l'istituto. "Tremonti, dopo aver tagliato 8,5 miliardi euro di risorse alla scuola, aveva detto che avrebbe utilizzato una parte di questi soldi per premiare il merito e per sbloccare gli scatti di anzianità" senza i quali un professore italiano viene privato di un'importante fetta di stipendio, a cui va sommata l'enorme perdita che la scelta del governo comporterà per la pensione dei docenti. "Con una questa mossa", ha spiegato Mattoni, "un professore medio in tre anni di carriera perderà circa 10 mila euro". Ci sono poi altre questioni. Il taglio dei precari, l'aumento del numero di studenti per classe e, cosa che ha fatto infurirare il coordinamento dei professori del comparto linguistico-turistico, il taglio delle diarie per le gite scolastiche e gli scambi all'estero. Chi accompagna una classe in un altro paese, insomma, non rice-
verà alcun compenso extra al normale stipendio. "Per carità", ha commentato Antonella Nicastro, deus ex machina di scambi e stage esteri, nonché amatissima professoressa di inglese, "il compenso del ministero copriva a malapena i pasti dei professori, ma almeno era un riconoscimento al nostro lavoro che credeteci non era fare una scampagnata sulle spalle degli studenti". Gite e scambi, non è extrascuola. Lo scorso anno il Lunardi ha organizzato per 490 studenti una stage all'estero di una settimana. I ragazzi la mattina studiavano in una scuola privata con docenti di madrelingua. Nel pomeriggio visitavano la città in cui si trovavano, e la sera venivano riaccompagnati nella famiglia in cui erano alloggiati. "Con questo modello", ha spiegato Nicastro, "si tuffano totalmente nella cultura della nazione in cui si trovano. Lavorano sodo e imparano molto. E' un corso intensivo delle lingue che studiano in classe durante l'anno". A scuola si insegna inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo. Ma non solo. Il pomeriggio fino all'anno scorso erano organizzati corsi di avviamento alle lingue orientali e all'arabo.
LUNARFOLLIE "Va aggiunto poi", ha precisato la professoressa, "che sono stati 160 gli studenti che lo scorso anno hanno fatto uno scambio con ragazzi di altre scuole europee. Siamo stati il primo istituto bresciano a creare un circuito con altre realtà e tutto questo ha richiesto un grande lavoro. Ora però abbiamo contatti ormai consolidati e serissimi. E siamo orgogliosi di aver ricevuto importanti certificazioni europee, che danno ai ragazzi attestati spendibili per il loro futuro. Qui le lingue straniere le insegniamo per davvero e con professionalità che ci viene riconosciuta da organismi privati". I prof: riconoscete il nostro valore. Ora con i tagli della finanziaria i professori si sentono mortificati: "Abbiamo lavorato decine di ore gratuitamente fuori dall'orario scolastico per organizzare scambi e stage che fossero all'altezza di una corretta preparazione", ha detto la coordinatrice dei professori di lingue, "abbiamo lavorato seriamente con le nostre classi perché fossero in grado di sostenere con tranquillità esami e test linguistici di livello superiore, cercando anche di trovare località interessanti dal punto di vista artistico e culturale, e ora ci vengono congelate le diarie per accompagnare i ragazzi all'estero".
23 "Questo ci sembra davvero troppo, così abbiamo deciso di entrare in stato di agitazione. Bloccheremo qualsiasi tipo di attività extrascolastica fino a che non riceveremo una serie di garanzie contrattuali. Vogliamo che vengano reintrodotti gli scatti di anzianità, e vogliamo che vengano scongelate le diarie per le trasferte. Se questo non avverrà, ci dispiace tantissimo per i nostri studenti, ma bloccheremo ogni tipo di attività svolta al di fuori dalle classi, e oltre l'orario scolastico". Di fatto vuol dire addio alle gite, agli stage all'estero e a qualsiasi tipo di attività culturale, come mostre, cinema o i corsi per il patentino del motorino. "Siamo consapevoli di mutilare la scuola", ha concluso Nicastro, "ma non vogliamo essere obbligati a rifarci sugli studenti. Per il momento tutte le attività sono congelate. Riprenderanno solo quando ci sarà un quadro più chiaro". Gli scambi saranno l'unica attività che verrà portata avanti. Troppo elevato il bagaglio di fiducia e di rapporti per essere interrotto da un anno con l'altro. Gli studenti sono dispiaciuti ma capiscono Al Lunardi quest'anno ci sono 1.780 studenti iscritti per oltre 70 classi. Tanti dei ragazzi hanno detto di aver scelto la scuola per le esperienze con l'estero. E ora? Come hanno
preso questa decisione dei docenti? "Comprendo la protesta dei professori", ha detto Megi Shehaj, della quinta F, con all'attivo stage negli Stati Uniti e in Inghilterra, più uno scambio in Portogallo, "ma per gli studenti si tratta di una gravissima penalizzazione. Il governo deve fare in modo che si esca dallo stallo. Scambi con l'estero e stage sono alla base della nostra scuola. E il fatto che non ci portino più alle mostre ad esempio, sono occasioni perse". Anche Nicola Leone, sempre di quinta, rischia di saltare una visita culturale a Siviglia o a Roma: "Ci dispiace tantissimo, ma non riusciamo ad essere arrabbiati con i nostri prof. Certo, molti ragazzini si iscrivono nella nostra scuola per gli scambi e le gite all'estero e se questa politica cambierà è bene che si dica chiaramente". "Effettivamente", ha spiegato un altro studente, Guido Masneri, "bloccare le attività extrascolastiche è un vero peccato. Saremmo dovuti andare alla mostra di Salvador Dalì a Milano. Ora non ci andremo più. Mi dispiace davvero tanto". Lunarfollie aspetta i vostri commenti
24
LUNARFOLLIE Il poeta
ALVARO BERTONCELLI
presenta Letture in italiano, in castigliano e in inglese a cura dell’ AUTORE e di ENRICO BOLZONI e RITA LILONI
Sabato 20 novembre 2010 ore 11.00 Accompagnamento musicale a cura di GIANMARCO ASTORi
AUDITORIUM iniziativa della Biblioteca “A.Lunardi” a cura della Prof.ssa Ornella Rizzi