Anno 17 Numero 2
I.T.C. LUNARDI - BS
Novembre 2008
I
nquietante. C’è dentro noi giovani un ospite inquietante. Si chiama nichilismo e vuol dire il nulla. Abitati dal nulla ci rifugiamo con estrema facilità in tutto ciò che ci fa dimenticare questo vuoto: la musica continuamente “sparata” nelle orecchie, il “ritmo” ripiegato sull’io e incapace di comunicazione anche quando siano insieme a centinaia di persone (discoteca), fino al fumo, all’alcool, alle droghe più o meno pesanti. Se è vera questa tesi sostenuta dal Galimberti, (1)che fare? Forse dovremmo andare oltre la soglia verso il nostro centro. Forse dovremmo scoprire quel ritmo che “danza verso la propria definizione” (Rukeyser). Dobbiamo riconquistare il centro perché è lì che potremo trovare il nostro equilibrio se è vero che l’uomo “equilibrato” è l’uomo “centrato”. Allora alla scuola vorremmo rivolgere una pressante richiesta. Aiutaci ad andare oltre la soglia e a trovare il cuore di noi stessi perché è lì che sta crescendo l’albero sacro della nostra vita. Aiutaci ad amare la cultura, il sapere, il bello. Aiutaci ad allargare i nostri orizzonti fino ad abbracciare i confini del mondo intero. Non è utopia questa nostra esigenza, è un percorso possibile, anzi doveroso. Questo percorso lo vogliamo
fare insieme perchè da soli non ne siamo capaci. Grazie quindi per la valorizzazione e la ripresa delle idee presentate nel primo numero di Lunarfollie fatta dalla Presidenza in Lunardi news n.6. Rileviamo un atteggiamento nuovo, diverso, attento alla nostra voce e capace di riprenderla e arricchirla con nuove idee. Questo atteggiamento, ne siamo certi,non mancherà di portare frutto. La redazione
IN QUESTO NUMERO: Il capitalismo pag. 3 Alitalia pag. 4 Fata o Strega (Gelmini)pag. 5 Riforms dells scuols pag. 6 Poesie pag. 8 Lorenzo Milani pag.10 Lettera ad una Prof. pag.11 Borse pag.17 Il regalo perfetto pag.17 Oroscopo pag.18 Manga pag.19 Facebook pag.20 Aforismi pag.21 Movies pag.22
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ALTROVE E un astronomo chiese: parlaci del Tempo. Ed egli rispose: Voi vorreste misurare il tempo che non ha misure e non può essere misurato. Regolereste la vostra condotta e dirigereste persino il corso del vostro spirito a seconda delle ore e delle stagioni. Del tempo ne fareste un ruscello sulla cui riva vi siedereste a guardarlo scorrere. Eppure ciò che in voi è senza tempo è consapevole dell ’ eternità della vita, e sa che
REDAZIONE 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19.
Albano Cristina 5B Bettoni Alice 4A Bertoloni Franc. 5B Bono Daniela 5B Bordoli Roberta 1A Bosis Giulia 3M Botticini Andrea 3G Broglio Matteo 5D Brotto Ilaria 1L Bua Federica 4H Carlotti Luca 5B Carini Valentina 5C Cazzago Leonardo 4D Chiarello Donato 5C Colombo Erica 2F Dafir Kenza 4E Demrozi Marinela 5I Di Criscito Dav.ide 3L Fiini Chiara 4H
ro d ’ amore verso un altro pensiero d ’ amore, e nemmeno da gesti d ’ amore
l ’ oggi non è che il ricordo
per altri gesti d ’ amore?
di ieri, e che il domani non è
E comre l ’ amore, non è
che il sogno di oggi.
forse il tempo indiviso e
E che ciò che in voi canta e
senza andatura?
contempla, dimora tuttora nei
Ma se, nel vostro pensiero,
confini di quel primo momen-
potete fare a meno di mi-
to che nello spazio dissemi-
surare il tempo con le sta-
nò le stelle.
gioni, fate che ogni stagio-
Chi tra voi non sente che la
ne racchiuda tutte le altre
sua facoltà d ’ amare è illimi-
stagioni.
tata?
E che l ’ oggi abbracci il
E tuttavia chi non sente che
passato con il ricordo.
l ’ amore vero, racchiuso nel
E il futuro con il desiderio.
centro del suo essere, seb-
Gibran,
bene illimitato, non viene
Il Profeta
messo in moto da un pensie-
20. 21. 22. 23. 24. 25. 26. 27. 28. 29. 30. 31. 32. 33. 34. 35. 36. 37. 38.
Fostini Elisa F Giacomini Stefa. Govi Alessandra Gozzini Mattia Grechi Veronica Grimaldi Mattia Guerreschi Lidia Joaca Bine Simona Kaur Ramandeep Krilova Daria Lanari Dayana Lippolis G.Marco Lupoi Veronica Maggisano A. . Mancini Jessica Mangerini Ilaria Massolini Silvia Martinazzoli Lino Mattei Giuseppe
5 5F 2F 4B 5D 5C 5A 5B 5D 4G 4B 3N 4B 2F 5B 2F 5F
39. 40. 41. 42. 43. 44. 45. 46. 47. 48. 49. 50.
Novali Chiara 3F Noventa Milena 2F Pellegrino Rob. 3D Preda Claudia 2F Quaresmini Franc 5B Robba Sara 5B Rossi Giulia 4H Rubagotti Matti a 5D Schiano Rebecca 1A Stocchetti Amilcare Ustoli Stefania 4H Valcamonico M 5D
Lunarfollie viene pensato, prodotto, stampato e distribuito presso il CIMP dell’ ITC LUNARDI, via Riccobelli 47 - 25125 Brescia Tel. 030/2009508/9/0 Fax 030/390996 E-MAIL lunarfollie@lunardi.bs.it
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Alzi la mano chi non ha sentito nominare almeno una volta negli ultimi mesi, nei TG l’espressione "crisi dei mercati finanziari" soprattutto americani, e successivamente di tutto il mondo. Ma esattamente di che si tratta? Questa crisi parte da lontano, esattamente dall´agosto 2007 quando scoppia la ben nota crisi dei sub-prime in America. Per intenderci i sub-prime sono i mutui a tasso variabile che le banche americane hanno erogato ai loro clienti senza le dovute garanzie, sia per la restituzione sia per il valore dell´immobile oggetto d'ipoteca. Le famiglie americane, nell´ultimo quinquennio,
frattempo, con l´improvviso abbassamento del prezzo degli immobili, le banche non hanno più avuto la copertura necessaria facendo scoppiare la "bolla speculativa" denominata appunto"sub-prime". Per dirla più semplicemente negli Stati uniti, il valore del mutuo raggiungeva il 120% del valore dell´immobile mentre in Italia il rapporto è circa il 70-80% , questa è una delle ragioni per cui le banche italiane sono molto più sicure rispetto alle americane. In questi giorni si è parlato molto di interventi da parte degli stati ( piano da 700 miliardi di dollari per le banche USA). C´è chi ha criticato aspramente questi aiuti chie-
approfittando dei tassi bancari molto bassi (in alcuni casi hanno sfiorato l'1%) si sono indebitate per l'acquisto di: case, automobili, viaggi ecc. Dall´inizio 2007 i tassi bancari sono notevolmente aumentati incrementando di conseguenza le rate di mutui e finanziamenti vari. A questo punto la famiglia media americana non è più stata in grado di pagare le rate e nel
dendo che quei fondi venissero usati per altri scopi ma personalmente credo che un piano di tipo KEYNESIANO ovvero una forte presenza dello stato per contrastare la crisi sia l´unico modo per non far morire l´economia reale ovvero quella delle imprese, quella che produce la vera ricchezza di un paese. È anche vero che questa iniezione mastodontica
di liquidità genera secondo semplici leggi di mercato il fenomeno dell´inflazione ovvero l´innalzamento medio dei prezzi quindi ben venga l´intervento statale ma con parsimonia e attenzione. Ci sono poi dei "gufi" che inneggiano alla fine del capitalismo tanto criticato da Karl Marx nel suo "Manifesto", personalmente credo che non sia così, il capitalismo non attraversa un periodo florido ma non è di certo morto. Tuttavia sono d´accordo con chi dice che questa crisi rappresenta la fine degli yuppies ovvero di quella generazione di giocatori di borsa usciti dalle più prestigiose università americane che erano il simbolo di un'economia voluttuaria, fatta di speculazioni e vendite allo scoperto che si basava su titoli e fogli svolazzanti, privi di coperture reali. In conclusione credo che la crisi colpirà solo marginalmente l´economia italiana (peraltro già martoriata di suo), nonostante il debito pubblico del nostro paese sia alle stelle, l'indebitamento medio del cittadino italiano è il più basso d'Europa; quindi credo che il nostro stato non si debba preoccupare delle nostre banche ma si dovrebbe concentrare di più su altri problemi che attanagliano il nostro paese come il costo della vita e i salari. Leonardo Cazzago
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Con riferimento all’articolo del mese scorso “Nuova Alitalia” vorrei fare un breve resoconto sulle sorti di Alitalia se si fosse attuato il piano Governo Prodi-Air France, per salvare la compagnia durante la campagna elettorale della scorsa primavera. Esso prevedeva la nascita di un polo europeo molto grosso Air France -KLM-Alitalia, che si sarebbe potuto misurare sui mercati internazionali, dove ormai le compagnie sono grandi e fondate su alleanze fra più paesi. Alitalia avrebbe mantenuto un ruolo autonomo, identità italiana, proprio marchio, logo e livrea. Gli esuberi sarebbero stati per 2100 unità e Air France avrebbe sborsato: 300-400 milioni per l’acquisto, 1 miliardo di ricapitalizzazione immediata e 550 milioni per le obbligazioni con un totale tra i 2 e i 3 miliardi di euro e inoltre, molto importante, s’impegnava a rilevare tutti i debiti, stimabili per più di 3 miliardi, ora invece vedremo che questi soldi li verseremo noi contribuenti. Questo progetto è saltato perché sono arrivati Berlusconi e i suoi lanzichenecchi e perché i sindacati non hanno saputo scegliere tra un piccolo sacrificio oggi e un enorme dissanguamento domani. Sarebbe stata un’azione decisiva e sicuramente studiata negli interessi del paese e non una svendita come l’ha definita ripetutamente Al Tappone in campagna elettorale, forse perché non aveva altri argomenti. Cosa è successo con il nuovo governo? Si chiama “Piano Fenice”, o “Porcata Alitalia” come qual-
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cuno l’ha definita, gli esuberi non saranno come si diceva 3250, bensì 7/9000, la compagnia si divide in Bad Company, una “discarica” di debiti aggiunti al deficit pubblico, a carico nostro, dei contribuenti e Good Company provvisoriamente in mano ad Augusto Fantozzi nominato commissario straordinario che dice: c’è un solo compratore che prenderà solo l’attivo, si chiama CAI, presieduta da Roberto Colaninno. È doveroso spendere due parole sulla reputazione di Colaninno dato che presiederà la nostra Nuova Alitalia: è imputato nei Crac Cirio e Parmalat, è stato condannato a 4 anni e 1 mese, non scontati grazie all’indulto, per il crac Italcase-Bagaglino e nel 2002 ha acquistato Piaggio che ora è sulla via del fallimento. Perché solo un compratore? Perché si sa il Cavaliere, si è mostrato ostile a tutte le altre offerte. Vuole solo quella, infatti, non ha permesso una gara pubblica e si è scelto i 16 della CAI privatamente, anche se non si potrebbe, ma lui, come sempre, l’ha reso possibile il 3 giugno 2008 con un decreto legge che viola anche le norme europee. Ora siamo in attesa che si svolga la trattativa tra Fantozzi e Colaninno e soci che fanno anche la figura dei salvatori della patria. Che cosa hanno salvato ce lo devono ancora dire, dato che i miliardi di debiti li risaniamo noi e quella compagnia esclusivamente italiana, tanto promessa, tiene talmente tanto alla sua nazione, è così patriottica, che sta cercando disperatamente un partner straniero che entri con una quota del 20/30%, perché questo? Se si è insistito
tanto sulla pura italianità della compagnia... Forse sono loro che svenderanno tutto al partner straniero,ma questo si vedrà. C’è un altro fatto che ai giornali è piaciuto riportare, che Carlo Toto, patron di Air One, è uno dei 16 azionisti CAI. Forse la notizia andava riportata anche in modo diverso, che Carlo Toto ha piazzato il colpo della vita unendosi a CAI in quanto è entrato con 450 milioni di euro di debiti, che ovviamente non rileverà la Good Company, ma saranno altri soldi a nostre spese in quanto si aggiungeranno a quelli della Bad. Con tutti questi debiti, che tra l’altro comprendono il prestito ponte, altri 300 milioni, che Sua Emittenza, ha pensato bene di far pagare a noi, forse si spiegano tutti i tagli che questo governo sta facendo. Da notare che Air France oltre che ripulirci dai debiti e ad evitarci Air One, ci avrebbe anche pagato almeno quattro volte di più di quanto è previsto sborserà CAI. Verrebbe da chiedersi perché di fronte a questo scandalo abbiamo assistito ad un’opposizione che, salvo un furente Antonio Di Pietro, non ha proferito verbo contro questo “scandalo della Fenice”. Basti sapere che il Ministro ombra dell’Industria del Partito Democratico è un certo Matteo Colaninno, figlio di quel Roberto Colaninno, che è a capo della nostra CAI. Ecco qua le due facce dell’Alitalia, quale la migliore? Scegliete voi... Francesco Bertoloni 5° B
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In questi ultimi mesi si è parlato molto delle novità del Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini.
Ecco i principali cambiamenti introdotti dal Ministro: 1. Niente più “buono”, “sufficiente”, “distinto”nelle scuole elementari e medie; 2. Il voto in condotta influirà sulla promozione; 3. Introduzione all’educazione civica e stradale; 4. Ritorno al maestro unico alle elementari; 5. Guerra al caro-libri. D’ora in avanti anche alle elementari e alle medie la valutazione sarà espressa numericamente, il voto numerico (5,6,7) tornerà alle medie (scuola secondaria di I grado); mentre nelle scuole primarie resterà accompagnato
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dai giudizi (“buono”, “sufficiente”, “distinto”). Eh si ragazzi da quest’anno dovremo fare gli angioletti!!! Infatti se il voto in condotta sarà cinque o inferiore è prevista automaticamente la bocciatura. Con questo decreto si spera di risolvere il grosso problema del bullismo che si è diffuso molto in questo periodo nelle scuole italiane. Educazione civica e stradale??? Ora grazie alla Gelmini potremo prepararci in anticipo per la patente!? Non abbiamo già abbastanza materie da studiare!? Ricordiamo cortesemente alla Gelmini che tra le materie obbligatorie c’è già diritto ed economia. Forse l’unica cosa positiva è che l’“educazione civica e stradale” comprende anche il rispetto
dell’ambiente e il risparmio energetico del quale ormai non si occupa più nessuno. Nelle scuole elementari per il futuro si prevede per ogni classe il ritorno di un maestro unico. Purtroppo questo provocherà un numero altissimo di giovani insegnanti disoccupati e favorirà le scuole private nelle quali i ragazzi saranno più seguiti. Molte sono lettere arrivate negli ultimi giorni al Presidente della Repubblica da parte di singoli, in particolar modo di insegnanti,e da parte di organizzazioni. Tutti chiedono che Napolitano non firmi il decreto legge 137 (Gelmini) o, più propriamente, la legge di conversione di tale articolo. Secondo Napolitano, in base alla Costituzione, è il governo che si assume la responsabilità in merito alle sue scelte politiche; ma non saranno poi i cittadini a pagarne le conseguenze!? Qualcosa che agevolerà le famiglie sarà l’obbligo per gli editori di rieditare i libri scolastici solo se strettamente necessario; fino a un periodo di quattro o cinque anni i libri non potranno essere cambiati. Concludendo il decreto legge approvato dal Parlamento deve essere bloccato. Ben venga quindi il referendum abrogativo che ci farà vedere qual è la volontà popolare e come funziona una vera democrazia. Ila&AnthOs 2^ F
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1. Meno ore di scuola = più qualità Dicono che taglieranno le ore superflue e che in questo modo gli studenti saranno più preparati. In realtà tutto dipende da cosa e come si taglia: tagliare le ore di laboratorio nei tecnici e professionali, ad esempio, non aiuta di certo gli studenti a imparare meglio le materie pratiche! A fare le spese di questa scelta sono le ore che riguardano gli interessi degli studenti, il motivo per cui hanno scelto un tipo di scuola anziché un altro. In questo modo viene meno la funzione di orientamento che dovrebbe svolgere la scuola, cioè farci scoprire che cosa ci piace studiare, quali argomenti e campi ci appassionano, ecc. 2. Voto in condotta = rigore “Per risolvere il problema del bullismo è necessario dare alle scuole strumenti efficaci per intervenire, per questo con il 5 in condotta si può tornare a bocciare” dice la Gelmini. Ma gli strumenti le scuole li hanno già, si chiamano Statuto degli studenti e Regolamento d’istituto. Lo Statuto prevede sanzioni disciplinari per tutte le infrazioni delle norme di convivenza civile (che possono anche portare alla bocciatura nei casi più gravi.) 3. Grembiule = uguaglianza sociale Per rendere gli studenti uguali a scuola serve prima di tutto una legge nazionale sul diritto allo studio, perché chi è svantaggiato possa permettersi di raggiun-
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no da 5 a 4, con un anno aggiuntivo solo per chi vuole andare all’università. La Gelmini dice che nel nostro Paese i laureati restano disoccupati, mentre c’è richiesta di tecnici e professioni pratiche. La verità è un’altra: perché l’economia italiana possa essere competitiva c’è bisogno di più ricerca, cultura e innovazione. gere la scuola, comprarsi i libri, continuare a studiare senza dovere, per provvedere al reddito della sua famiglia, entrare anzitempo nel mondo del lavoro, magari in nero. 4. Tagli = efficienza L’idea che per la scuola si spende troppo è una balla gigantesca. Il nostro Paese spende molto meno del resto d’Europa per garantire un’istruzione di qualità a tutti. Meno fondi significa meno corsi di recupero, meno laboratori, meno gite, meno progetti studenteschi, meno sperimentazioni, meno borse di studio, meno sostegno per il costo dei libri di testo, scuole più brutte e meno sicure. 5. Scuola = futuro La possibilità di assolvere l’obbligo scolastico anche in formazione professionale, quindi di andare a lavorare a 16 anni potrebbe significare che coloro che continueranno a studiare saranno i ricchi, mentre ai poveri rimarrà poca scuola e di pessima qualità. 6. Meno anni di scuola = più lavoro La Gelmini lo ha detto: forse gli anni di scuola superiore passeran-
7. Libertà di scelta = diritto allo studio Noi parliamo di diritto allo studio, la Gelmini traduce con libertà di scelta. Il diritto allo studio è il diritto costituzionale inalienabile di poter accedere ai più alti gradi di istruzione indipendentemente dalle proprie condizioni economiche. Anche un povero, cioè, può provare a prendere il diploma o la laurea, e lo Stato deve aiutarlo a sostenere le spese dello studio. La libertà di scelta dovrebbe essere il diritto che viene dato alle famiglie di scegliere per i figli la scuola considerata migliore. Lo Stato deve finanziare il diritto allo studio per tutti. Poi viene anche la libertà di scelta. 8. Meno democrazia = più ordine La Gelmini, nel suo discorso di insediamento, ha parlato di relazioni eccessivamente sindacali tra studenti e professori, che devono essere sostituite da un sano clima di amicizia e collaborazione. La Rete degli Studenti crede invece che il disordine che regna spesso nelle scuole sia dovuto non di certo a chi vuole
LUNARFOLLIE sostenere discussioni democratiche con gli insegnanti, ma piuttosto ai diritti negati, alle persone trattate come vasi da riempire. 9. Bullismo = emergenza numero uno Il bullismo, di cui si parla tanto, è davvero la prima emergenza che la scuola deve affrontare? Secondo la Rete degli Studenti le emergenze vere sono l’edilizia scolastica, che rende molte scuole pericolose e sgradevoli da vivere, la valorizzazione dei docenti, l’assenza di un sistema di formazione per tutti i professori, la mancanza di fondi per laboratori, sperimentazioni, ecc. 10. Meno insegnanti = più qualità Si comincia a tagliare dalla più che funzionante scuola elementare italiana: ma i tagli non si limiteranno alle elementari e alle medie, riguarderanno anche le superiori. In particolare verrà ulteriormente ridotto il numero di ore dei tecnici e dei professionali a scapito di laboratori e attività pratiche, che sono quelle maggiormente qualificanti in questo tipo di scuole. Verrà penalizzata anche la terza area dei professionali, cioè gli stage formativi e l’alternanza scuolalavoro. Matteo 5 D
7 Come da copione. Tra rabbia e antagonismo, ironia mordace e scanzonata gioia, scorrono i fotogrammi di un film già visto; alcune sorprese, ma assai più numerose le confermate attese. Eccovi gli slogan che girano in Italia sulla riforms dells scuols. Canzoni d'autore e filastrocche infantili, sapienza idiomatica, religiosa e popolare, tonalità, modi testuali e frasario da consigli per gli acquisti; in tempi di riciclo e riutilizzo massiccio, il materiale non poteva che essere abbondante: "Siamo noi, siamo noi, il futuro siamo noi" (un po' De Gregori, un po' Tozzi); "Stella stellina / la notte si avvicina / la scuola traballa / l'istruzione va nella stalla"; "Libera scuola in libero stato"; "Contro Beata Ignoranza non basta Santa Pazienza, mobilitiamoci!"; "Non avrai altro maestro all'infuori di me..."; "Quando la cultura ti sorprende / sorprendila con EnteroGelmini..." (piace, altroché se piace, il gioco sul
prodotto farmaceutico: "La mia scuola dice no! / All'Entero-Gelmini / che distrugge / la flora scolastica!"); "Se l'istruzione vi sembra un costo, provate l'ignoranza". Più sottile: "Non pagheremo noi la vostra crisi. / La gente come noi non molla mai. / Bloccheremo tutto". Italiano regionale e dialetti, ottimi antidoti contro mix "sospetti" di inglese economicofinanziario e italiano aziendale dei più recenti modelli di comunicazione politica: "Al Silvietto e alla sciura, il sapere fa paura!!"; "Ma quale 'tempo scuola', / ce stanno a dà la sola!"; "Vo mandà la polizia / ma è lui da portà via". Tagli, sempre tagli, fortissimamente tagli. Proverbialreclamistico: "Abbiamo cultura da vendere / più si taglia, più si raglia". Contegnoso e borghese: "I bambini non sono bagagli, Gelmini, adesso la smetta con i tagli". Forcaiolo e un po' inquietante: "Chi taglia scuola / taglia la gola / ed è meglio tagliare / più che lasciar pensare". Pacifista: "Tagliate le armi per risparmiare / la scuola pubblica deve restare" (e antiglobale: "Banche, guerre / i soldi chi li dà? / I tagli alla scuola / e alla sanità!"). Attributorio: "Berlusconi: tagliare è bello / e a chi non piace / prometto il manganello". Bifacciale: "Tagli distruzione"; Personificatorio: "Tagliate... tagliate. Che la ricerca taglia la corda". Allusivo: "Ottobre 2008 in tutti i cinema: / Gelmini / Mani di Forbice". La scure è quella di Giulio Tremonti, come durante il secon-
8 do governo Berlusconi. "Letizia Moratti se proprio vuoi tagliare, / taglia la corda e lasciaci studiare", scandivano allora i numerosissimi partecipanti al corteo (16 gennaio 2004) contro il decreto di abolizione del tempo pieno. Sarebbe stato Tremonti, dopo qualche mese, a essere "tagliato"; se mai qualcuno ci farà ancora la grazia, è chiedere troppo che stavolta sia doppia? Ufficio (s)vendite, un maestro in cambio di tre: "Quando la scuola è in vendita, ribellarsi è giusto"; "Berlusconi, perché svendi la scuola? / In fondo sei partito da lì. Vendendo i temi ai compagni di classe..."; "Stella Gelmini / rovina dei bambini / rovina della scuola / con la maestra sola..."; "No al maestro unico e fondi all'università". Efficacissimo, per l'abbinamento al pericolo planetario di omologazione coatta: "Maestro unico per un pensiero unico". Bellissimo: "Le nostre maestre sono già uniche". Fra i più belli: "La Gelmini mangia i bambini"; "Gelmini Sarta subito!"; "Meglio bionda che brunetta". Il migliore: "Siamo sul baratro, ma questa riforma è un passo avanti".
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BLAS DE OTERO LIBERTA' REALE Libertà nell'aria e nella terra, che l'uomo spinga come l'albero, realizzi, come il fiume, la sua via, libertà, umano tesoro, prima ed ultima conquista della luce, dì e diadema del mondo. Su questo tema si può parlare per ore e credo che questa poesia realizzi pienamente il concetto di libertà definita come: “la condizione di chi non è prigioniero e non ha restrizioni, non è confinato o impedito. In senso più ampio è anche la facoltà dell'uomo di agire e di pensare in piena autonomia.” Tutti noi sappiamo di essere liberi e proprio per questo non capiamo fino in fondo il suo significato. Collegherei la libertà con la felicità in quanto si è felici quando si può agire liberamente. CHISSA' SE TORNERANNO A CASA... Non c'è torto né ragione quando un uomo muore. Giovani di vent'anni
che si svegliano contenti, giovani di vent'anni con tanta sete d'amore fra i denti; non c'è torto né ragione; non c'è bianco o nero né alcun colore; giovani di vent'anni che partono sorridendo e poi... non ritornano più a casa. Non c'è sogno né vita non c'è spiegazione; l'azzurro del cielo pesa come un mattone sopra le nostre menti
senza sforzarsi vanno avanti e non sanno dove rifarsi, non c'è appiglio né terreno solo una buca ricoperta di veleno. Veleno del mondo, veleno che distrugge tutto, veleno che piace a molti, veleno masticato tra i denti contenti. Non c'è gloria
LUNARFOLLIE né onore nel morire con nel cuore tutte le persone che ami e che vorresti rivedere... prima che il buio bussi, prima che il Paradiso o l'Inferno sormonti; non c'è gioia né dolore nel vedere un uomo che muore; e non provo disprezzo e neppure vergogna pianger fiumi di rancore sulla tua tomba. Giovani di vent'anni che partono con un sogno e buoni propositi; giovani di vent'anni che fanno progetti e amano gli altri e sparano lo stesso per attacco o per difendersi; ma non hanno colpa se non di sognare troppo, forse un futuro troppo perfetto e sparano e sognano, sognano e sparano e un giorno... non tornano più a casa. Non c'è torto né ragione non c'è giusto o sbagliato, né vergogna né oppressione. Quel che sento dentro al cuore, sento espandersi forte e feroce, quel che fa più male dopo questo dolore è sentire ancora quella voce, che invece di chinarsi a pianger le sue morti, solo veleno mastica tra i denti,
9 con lo stesso coraggio, ma non certo con lo stesso amore, dei giovani che a vent'anni si svegliano per sognare. E partono contenti. E poi... chissà se torneranno a casa...
Questa poesia è stata scritta in onore di coloro che nel 2004 a Madrid sono morti a causa di un attentato organizzato da Alcaida. È stata letta per la prima volta in occasione del concerto per la pace a Rignano sull´Arno, svoltosi il 20 giugno dello stesso anno. L’ode tenta di far riflettere la gente sul tema della guerra tra il mondo occidentale e quello islamico. Chiede, infatti, se è concepibile che ragazzi andati in vacanza, o per lavoro, in paesi esteri, entusiasti della partenza e vogliosi di scoprire nuove realtà, possano morire a causa di un conflitto originato dall´odio dei capi di Stato che, ovviamente, restano sempre e comunque con le mani in mano o proseguono imperterriti le distruzioni che hanno iniziato. Non si chiedono come possano sentirsi le famiglie che hanno perso i propri cari? Potrebbero, a mio parere, tentare di risolvere i loro problemi senza coinvolgere la
popolazione, magari cercando un dialogo che al giorno d´oggi, dopo quattro anni dall´accaduto, non è ancora stato instaurato. Inoltre, la poesia paragona la guerra al veleno. Questo indica, come tutti sanno, che essa è letale, che distrugge qualsiasi cosa prima ancora che venga costruita. Ma, nonostante ciò, i conflitti sono nel mondo, sono parte integrante dell´uomo sin dai suoi primi giorni e, ancora più sbalorditivo, c´è chi la considera giusta, almeno fino al momento in cui non viene toccato da vicino. E allora mi chiedo e vi domando: che gusto si prova a veder morire gente innocente? Gente come noi, la cui unica differenza, se così si può dire, è la cultura. La scienza ha provato che siamo tutti geneticamente uguali, abbiamo tutti lo stesso dna. Quindi, perché lottare e uccidere senza particolari scopi? Occorre combattere per risolvere i problemi finanziari tra i vari Paesi? La mia rabbia, che è anche quella dell´autore, la quale è più forte del dolore che si prova alla perdita di una persona cara, è vedere che, nonostante tutto, le guerre continuano ad esistere e i giovani continuano a sognare felici, senza pensare che magari, un giorno, ciò che è successo a Madrid possa accadere sotto i loro occhi. Perciò, ragazzi, lottiamo per la pace nel mondo! Chiara 3F &
Cristina 5B
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« Il giorno che avremo sfondato insieme la cancellata di qualche parco, installato la casa dei poveri nella reggia del ricco, ricordati Pipetta, quel giorno ti tradirò, quel giorno finalmente potrò cantare l'unico grido di vittoria degno di un sacerdote di Cristo, beati i poveri perché il regno dei cieli è loro. Quel giorno io non resterò con te, io tornerò nella tua casuccia piovosa e puzzolente a pregare per te davanti al mio signore crocifisso ("Lettera a Pipetta", scritta a un giovane comunista)
Don Lorenzo Milani (Firenze, 27 maggio 1923 – Firenze, 26 giugno 1967) è stato, nel secolo scorso, l’innovatore più rilevante in campo educativo Figura controversa della Chiesa cattolica negli anni '60 e '70, oggi è rivalutato per il suo impegno civile nell'educazione dei poveri e per il valore pedagogico della sua esperienza di Maestro. Biografia Lorenzo Milani Comparetti era figlio di un'agiata famiglia di intellettuali fiorentini, secondogenito di Albano Milani e Alice Weiss. Pronipote del filologo Domenico Comparetti e di sua moglie Elena Raffalovich sostenitrice e creatrice di giardini d'infanzia froebeliani. Ragazzo vivace e intelligente, anche se negli anni dell'adolescenza poco propenso allo studio (rischiò anche di essere bocciato), tra il 1941 e il 1943 coltivò la passione per la pittura, studiando prima come privato, poi a Milano all'Accademia di Brera. Nell'estate del 1942, durante una vacanza a Gigliola (Montespertoli) Lorenzo decise di affrescare una cappella; durante i lavori rinvenne un vecchio messale la cui lettura lo appassionò notevol-
mente. Questo probabilmente fu il suo primo vero contatto con il cristianesimo, dato che la sua famiglia non era mai stata religiosa, quando non espressamente anticlericale (come il nonno e il bisnonno). I Milani avevano battezzato i loro figli solo per paura di ripercussioni in epoca fascista, dato che la madre Alice era ebrea, anche se non credente: Lorenzo lo chiamò sempre il suo "battesimo fascista" Conversione Nel giugno del 1943 Lorenzo si convertì; l'inizio di questa svolta fu il colloquio, avvenuto in modo casuale, con don Raffaele Bensi, che in seguito fu il suo direttore spirituale. Le circostanze della sua conversione sono sempre rimaste piuttosto confuse ed oscure. Di natura è questo un avvenimento totalmente intimo e spesso inspiegabile: nel suo caso non vi è stato nessun evento che potesse scuotere tanto il giovane Lorenzo, anche se questi era probabilmente in uno stato di ricerca spirituale da vario tempo. Il 12 giugno dello stesso anno fu cresimato dal cardinale Elia Dalla Costa. Il 9 novembre 1943 entrò nel seminario di Cestello in Oltrarno. Il periodo del seminario fu per lui piuttosto duro, iniziando da subito a scontrarsi con la
mentalità della Chiesa e della curia: non riusciva a comprendere le ragioni di certe regole, prudenze, manierismi che ai suoi occhi erano lontanissimi dall'immediatezza e sincerità del Vangelo. Ordinato sacerdote nel duomo di Firenze il 13 luglio 1947 dal cardinale Elia Dalla Costa A San Donato di Calenzano venne inviato come coadiutore a San Donato di Calenzano, vicino a Firenze. Negli anni a Calenzano scrisse Esperienze Pastorali, che ebbe una forte eco per i suoi contenuti eterodossi: Giovanni XXIII, venutone a conoscenza, non esitò a definire l'autore addirittura come un pazzo scappato da un manicomio. A Barbiana A dicembre 1954, a causa di screzi con la curia di Firenze venne mandato a Barbiana (Vicchio, Firenze), minuscolo e sperduto paesino di montagna, dove iniziò il primo
LUNARFOLLIE tentativo di scuola a tempo pieno, espressamente rivolto alle classi popolari, dove sperimentò il metodo della scrittura collettiva. Opera fondamentale della scuola di Barbiana è "Lettera ad una professoressa" (maggio 1966), in cui i ragazzi della scuola (con la regia di Don Milani) denunciavano il metodo didattico che, a loro dire, favoriva solo i borghesi ed i ricchi (i cosiddetti "Pierini"). Fu Don Milani ad adottare il motto "I care", letteralmente "Io mi prendo cura" (in dichiarata contrapposizione al "Me ne frego" fascista), motto che sarà in seguito fatto proprio da numerose organizzazioni religiose e politiche. Questa frase scritta su un cartello all'ingresso riassumeva le finalità educative di una scuola orientata alla presa di coscienza civile e sociale. Oggi le spoglie di Don Milsni sono oggi ospitate in un piccolo cimitero poco lontano dalla sua scuola di Barbiana. Aveva comprato la tomba il secondo giorno dopo il suo arrivo.
11 un duro colpo. In 10 anni di vita mai i suoi ragazzi erano stati umiliati in modo così forte, eppure ogni anno si presentavano alla scuola di Stato per sostenere gli esami da privatisti per le medie e li superavano tutti brillantemente. Alcuni di questi ragazzi erano stati preparati proprio da quei due respinti. Lo stato d'animo di don Lorenzo e dei suoi ragazzi, di fronte alla bocciatura, traspare bene da questa lettera che scrisse subito dopo ad un professore di un Istituto Magistrale del Piemonte, che aveva espresso la sua solidarietà a seguito del processo subito dal priore per aver difeso gli obiettori di coscienza.
LETTERA A UNA PROFESSORESSA Due ragazzi di Barbiana volevano dedicarsi all'insegnamento, per questo, dopo la licenza media, svolsero presso la scuola di Barbiana il programma del primo anno delle magistrali e a giugno scesero a Firenze per sostenere l'esame come privatisti. Furono entrambi respinti in modo umiliante. Per la scuola di Barbiana fu
Barbiana 7 dicembre 1965 Caro professore, mi accorgo che lei è preside alle magistrali. La nostra tragedia, perchè l'istruzione che do io è disprezzata alle magistrali (e noi la ricambiamo con altrettanto disprezzo), ma diversi miei ragazzi vogliono
dedicarsi all'insegnamento. Son corso a cercare le sue lettere precedenti ed ho visto che c'è una mezza promessa di venirci a trovare. La mantenga la prego. Basta che ci faccia un telegramma e le mandiamo una macchina a Firenze se preferisce o alla stazione di Vicchio. Vorrei che lei passasse qui una giornata intera o più giorni. Il difetto non è nostro, ma vostro perchè qui si imparano tutte cose importanti per essere domani maestri ed i ragazzi che escono di qui per fare i sindacalisti trionfano nell'ambiente. Quelli che vanno a lavorare all'estero in officina o anche in Italia si impegnano. Quelli che vanno alle magistrali vengono umiliati come ragazzini mentre vivono da anni (fin da piccoli) da adulti e adulti severi. Io vorrei che fossero interrogati da professori capaci di mettere in luce i loro valori e chiudere due occhi sulle anticaglie che ignorano. Poi vorrei che fossero interrogati da professori che onorano la maturità, la vocazione all'insegnamento, l'austerità di vita, l'analfabetismo dei genitori, la montagna con i suoi secoli di oppressione e di sofferenza, lo scrivere scarno e senza fantasie, la preparazione sindacale e politica, il coraggio di andare all'estero a 13,14,15 anni a lavorare e stringere la cinghia per conoscere a fondo lingue e mondi diversi. Insomma io vorrei dei professori che accogliessero i miei ragazzi con riverenza e invece ho trovato solo pozzi di chiusura al mondo esterno.
12 Forse lei non ci può fare nulla, ma venga almeno a parlarci di questo problema. Un saluto affettuoso da me e dai ragazzi suo Lorenzo Milani L’idea della Lettera Ancora non si parla della risposta pubblica della scuola di Barbiana, però già si avverte il padre, l'educatore, l'uomo di scuola ferito che sta meditando come reagire. L'anno successivo i due ragazzi si ripresentarono a Firenze agli esami e vennero respinti nuovamente. Don Lorenzo, riscrivendo allo stesso professore dice: "i ragazzi di cui le parlai, sono stati duramente bocciati anche quest'anno (...). Nel frattempo stiamo lavorando già da tre mesi alla vendetta. Penso che tra un paio di mesi sarà pronta. E' una lettera aperta a una professoressa bocciatrice. I ragazzi ci lavorano con una passione particolare". Ma la prima volta che don Lorenzo accenna alla stesura della Lettera a una professoressa, è scrivendo il 14 luglio 1966 ad alcuni suoi ragazzi che si trovavano all'estero durante l'estate, per perfezionarsi nella lingua studiata. Quando i ragazzi erano fuori, tutti i giorni dovevano scrivere a Barbiana per raccontare le loro esperienze e tutti i giorni don Lorenzo rispondeva dando consigli, incoraggiando, guidando il ragazzo e informandolo sullo
LUNARFOLLIE svolgimento della vita barbianese. Da questa corrispondenza emerge uno spaccato molto vivace della vita della comunità di Barbiana e poiché in questo periodo la stesura di Lettera a una professoressa assorbiva gran parte delle attività della scuola, quasi in ogni lettera don Lorenzo ne parlava. Scriveva il 18 luglio 1966: "La grande lettera è, se ancora non lo sai una lettera a una professoressa che bocciò il Biondo e Enrico lo scorso anno. Viene un'opera grandiosa. Forse un libretto". In effetti, inizialmente don Lorenzo e i ragazzi pensavano di scrivere una lettera a una professoressa in carne ed ossa che più si era accanita contro quei due ragazzi, che aveva definito: "Senza basi e assolutamente impreparati". Solo cammin facendo, via via che si approfondiscono gli argomenti la lettera cresce, dalla protesta si passa all'accusa e dall'accusa si passa alla proposta. Sull'avanzamento dei lavori don Lorenzo continua a informare i suoi ragazzi fuori Barbiana, il 3 agosto scrive: "... Non ti possiamo mandare nulla della nostra grande lettera. Ti anticipo solo una frase molto espressiva: - La scuola sarà sempre meglio della merda - la dice un ragazzo per esprimere che prima di venire a scuola qui, doveva sconcimare la stalla a 36 mucche" . Lettera a una professoressa – sarà un canto di fede nella
scuola e il manifesto del sindacato dei genitori di cui te e Michele sarete un giorno l'anima". Alla fine del 1966 il libro ha già preso forma e don Lorenzo comincia a sottoporre il lavoro ad amici per avere consigli e suggerimenti e soprattutto per verificare se il testo era chiaro e comprensibile per tutti. La documentazione statistica della lettera era affidata a Giancarlo, un ragazzo di 15 anni, che a Barbiana era soprannominato Tranquillo per via di quel suo carattere calmo, riflessivo e bonario. Ogni tanto venivano su due professori di statistica per consigli; uno di loro così racconta uno di questi incontri "Andai su spesso con due miei amici assistenti di statistica presso l'Università di Firenze, chiamati da don Lorenzo, il quale voleva che lo studio nei riguardi della scuola dell'obbligo fosse svolto nel modo più rigoroso e non potesse essere minimamente attaccato in quella parte di documentazione statistica che era la base da cui il discorso veniva sviluppato". Era proprio in questi momenti, in cui anche uno spicchio di arancio tenuto in bocca gli procurava una notevole sofferenza, che don Lorenzo discuteva sull'indice statistico da usare per meglio evidenziare un determinato fenomeno, o sulla rappresentanza grafica che risultasse più chiara agli occhi di coloro che non hanno mai visto un diagramma. Un giorno venne su Mauro,
LUNARFOLLIE un ragazzo che aveva lasciato la scuola di Barbiana per tornare a Vicchio a lavorare, per leggere la lettera. "Ho scritto a Mauro – riferirà don Lorenzo nel novembre del 1966 – perchè venisse a leggere la lettera. Stamani finalmente è venuto. Se l'è letta tutta leccandosi i baffi come un goloso a mangiare qualcosa di buono. Se avrò lettori attenti come lui la lettera avrà un gran successo. Il suo commento è stato: non l'ha scritta mica per i professori, l'ha scritta per noi. Mauro aveva 14 anni, svagato, allergico alla lettura. Era stato bocciato più volte a Vicchio in prima media, quando il padre lo portò a Barbiana. "Fu messo in seconda, la classe giusta per la sua età. E' stata la prima soddisfazione scolastica della sua povera vita. Se ne ricorderà un giorno sì e uno no", si dirà di lui in Lettera a una professoressa. Infatti, Mauro con la sua storia scolastica è il Gianni del libro. Lo menziona lo stesso don Lorenzo in una lettera del 6 gennaio 1967 ai soliti ragazzi all'estero: "Ieri è tornato Mauro per leggere la parte della lettera che ancora non conosceva e per decidere se vuole che cambiamo il nome Mauro o no. In complesso s'è visto che gli piace l'idea di diventare personaggio di fama mondiale e per
13 questo scopo passa sopra anche all'eventuale figuraccia che ci fa". Poi invece il nome fu cambiato con Gianni.
Il Pierino del dottore Se il Gianni di Lettera a una professoressa è un ragazzo con una precisa fisionomia e una reale storia scolastica e umana alle spalle, lo stesso si può dire di "Pierino del dottore". Quel Pierino sa tanto di autobiografico. Se sostituiamo Pierino del dottore con Lorenzino del dottore, viene fuori la storia del futuro priore di Barbiana. C'è un passaggio in Lettera a una professoressa che lo scolpisce senza possibilità di equivoci: "Povero Pierino mi fai quasi compassione, il privilegio lo hai pagato caro. Deformato dalla specializzazione, dai libri, dal contatto con gente tutta eguale. Perchè non vieni via? Lascia l'Università, le cariche, i partiti, mettiti soltanto a insegnare lingua solo e null'altro. Fai strada ai poveri
senza farti strada. Smetti di leggere, sparisci. È l'ultima missione della tua classe". È esattamente quello che aveva fatto Lorenzino del dottore. Aveva lasciato la sua razza colta e borghese per abbracciare i poveri attraverso il sacerdozio testimoniando il Vangelo con la scuola. Una scuola iniziata a Barbiana con sei piccoli montanari. Là, su quella montagna vive dal di dentro i meccanismi che imprigionavano quei contadini e, come loro, tutti gli infelici del mondo in condizioni di inferiorità. Di fronte all'ingiustizia sociale che subiva la sua gente vibra di fede e di dolore e apre ai poveri lo scrigno dei segreti più gelosi custoditi dalla casta da cui proveniva: la cultura, il sapere, l'imparare a dominare la parola. Ed in questo impegna tutto il suo sacerdozio. Un impegno così forte ed esclusivo che diventa amore per la causa degli ultimi che si incarnavano nella gente che Dio gli aveva affidato. Un amore così intenso che gradualmente lo trasforma in uno di loro: vedeva le cose con lo stesso occhio del povero, pensava come loro, parlava scarno come loro. Da ultimo era proprio cambiato, cambiato dal di dentro e si era spogliato di tutto persino della firma di "Lettera a una professoressa".
14 La stampa della lettera La lettera fu consegnata alle stampe nel maggio 1967. Don Lorenzo moriva un mese dopo. Quindi non ha goduto tutto il baccano che il libro ha sollevato. E di baccano ne ha sollevato e tanto. Con le sue novità, con le sue accuse, coi suoi argomenti stringenti, precisi, documentati, con le sue proposte e il suo linguaggio semplice ha saputo dire a tutti verità che molti intuivano, ma che pochi riuscivano ad esprimere. In questi 41 anni non vi è stato convegno scolastico dove la "Lettera" non abbia fatto sentire la sua presenza. La stessa contestazione studentesca del 1968 ne portava il segno. Gli anni successivi all'uscita del libro videro, nel bilancio dello Stato, la spesa per la Pubblica Istruzione crescere notevolmente. La partecipazione dei ragazzi alla frequenza della scuola dell'obbligo è facilitata. I Comuni istituiscono il servizio trasporti per gli alunni. Viene sperimentato un po' ovunque la scuola a tempo pieno. I Decreti Delegati aprono la scuola alla partecipazione dei genitori. Le bocciature tendono a ridursi notevolmente. Si apre una grande discussione sulle riforme proposte dal libro, soprattutto sul non bocciare nella scuola dell'obbligo. Talvolta il problema è impostato in modo estraneo allo spirito della "Lettera", la quale afferma che la scuola dell'obbligo deve essere formativa e non selettiva, che il
LUNARFOLLIE ragazzo ha diritto a 8 anni di scuola, non come frequenza, ma come compimento di un programma, che quando esistono disuguaglianze culturali tra ragazzi di provenienze sociali diverse tocca alla scuola sanarle e non scacciare prima del tempo il ragazzo in difficoltà nei campi e nelle fabbriche. Però le disuguaglianze non si sanano, ma restano invariate se si sostituisce la selezione fatta con le bocciature con la selezione fatta di scuola peggiore, non esigente, povera di contenuti che non stimoli l'interesse dei ragazzi, che non li appassioni e non li renda liberi e protagonisti del loro futuro attraverso il sapere, il saper dire e lo scegliere. In altri termini una scuola parcheggio che espone il ragazzo, che non ha alle spalle una famiglia capace di supplire alle carenze della scuola stessa, ad essere ferocemente selezionato al primo impatto con la vita. Barbiana, ossia l'esperienza viva di Lettera a una professoressa, era un'altra cosa. Era studio duro 10 ore al giorno per tutti i giorni, compreso la domenica, le feste e l'estate. Era una scuola esigente, dagli interessi vasti, dove si approfondiva tutto a lungo e dove si indicava al ragazzo un obiettivo alto: studiare per uscire insieme dai problemi. DA “LETTERA A UNA PROFESSORESSA “Dopo l'istituzione della scuola media a Vicchio arrivarono a Barbiana anche i ragazzi di paese. Tutti bocciati naturalmente. Apparentemente il problema della timidezza per loro
non esisteva. Ma erano contorti in altre cose. Per esempio consideravano il gioco e le vacanze un diritto, la scuola un sacrificio. Non avevano mai sentito dire che a scuola si va per imparare e che andarci è un privilegio. Il maestro per loro era dall'altra parte della barricata e conveniva ingannarlo. Cercavano perfino di copiare. Gli ci volle del tempo per capire che non c'era registro. Anche sul sesso gli stessi sotterfugi. Credevano che bisognasse parlarne di nascosto. Se vedevano un galletto su una gallina si davano le gomitate come se avessero visto un adulterio. Comunque sul principio era l'unica materia scolastica che li svegliasse. Avevamo un libro di anatomia. Si chiudevano a guardarlo in un cantuccio Due pagine erano tutte consumate. Più tardi scoprirono che son belline anche le altre. Poi si accorsero che è bella anche la stori. Qualcuno non s'è più fermato. Ora gli interessa tutto. Fa scuola ai più piccini, è diventato come noi. Qualcuno invece siete riusciti a ghiacciarlo un'altra volta. Delle bambine di paese non ne venne neanche una. Forse era la difficoltà della strada. Forse la mentalità dei genitori. Credono che una donna possa vivere anche con un cervello di gallina. I maschi non le chiedono di essere intelligente. E' razzismo anche questo. Ma su questo punto non abbiamo nulla da rimproverarvi. Le bambine le stimate più
LUNARFOLLIE voi che i loro genitori. Sandro aveva 15 anni. Alto un metro e settanta, umiliato, adulto. I professori l'avevano giudicato un cretino. Volevano che ripetesse la prima per la terza volta. Gianni aveva 14 anni. Svagato, allergico di natura. I professori l'avevano sentenziato un delinquente. E non avevano tutti i torti, ma non è un motivo per levarselo di torno. Né l'uno né l'altro avevano intenzione di ripetere. Erano ridotti a desiderare l'officina. Sono venuti da noi solo perché noi ignoriamo le vostre bocciature e mettiamo ogni ragazzo nella classe giusta per la sua età. Si mise Sandro in terza e Gianni in seconda. E' stata la prima soddisfazione scolastica della loro povera vita. Sandro se ne ricorderà per sempre. Gianni se ne ricorda un giorno sì e uno no. La seconda soddisfazione fu di cambiare finalmente programma. Voi li volevate tenere fermi alla ricerca della perfezione. Una perfezione che è assurda perché il ragazzo sente le stesse cose fino alla noia e intanto cresce. Le cose restano le stesse, ma cambia lui. Gli diventano puerili tra le mani. Per esempio in prima gli avreste letto riletto per la seconda o terza volta la Piccola Fiammiferaia e la neve che fiocca fiocca fiocca. Invece in seconda ed in terza leggete roba scriba per adul-
15 ti. Gianni non sapeva mettere l'acca al verbo avere. Ma del mondo dei grandi sapeva tante cose. Del lavoro, delle famiglie, della vita del paese. Qualche sera andava col babbo alla sezione comunista o alle sedute del Consiglio Comunale Voi coi greci e coi romani gli avete fatto odiare tutta la storia. Noi sull'ultima guerra si teneva quattro ore senza respirare. A geografia gli avreste fatto l'Italia per la seconda volta. Avrebbe lasciato la scuola senza aver sentito rammentare
tutto il resto del mondo. Gli avreste fatto un danno grave. Anche solo per leggere il giornale Sandro in poco tempo s'appassionò a tutto. La mattina seguiva il programma di terza. Intanto prendeva nota delle cose che non sapeva e la sera frugava nei libri di seconda e di prima. A giugno il “cretino”; si presentò alla licenza e vi toccò passarlo. Gianni fu più difficile. Dalla vostra scuola era uscito analfabeta e con l'odio per i libriNoi per lui si fecero acrobazie.
Si riuscì a fargli amare non dico tutto, ma almeno qualche materia. Ci occorreva solo che lo riempiste di lodi e lo passaste in terza. Ci avremmo pensato noi a fargli amare anche il resto. Ma agli esami una professoressa gli disse:- perché vai a scuola privata? Lo vedi che non ti sai esprimere? Lo so anch'io che il Gianni non si sa esprimere. Battiamoci il petto tutti quanti. Ma prima voi che l'avete buttato fuori di scuola l'anno prima. Bella cura la vostra. Del resto bisognerebbe intendersi su cosa sia lingua corretta. Le lingue le creano i poveri e poi seguitano a rinnovarle all'infinito. I ricchi le cristallizzano per poter sfottere chi non parla come loro. O per bocciarlo. Voi dite che Pierino del dottore scrive bene. Per forza, parla come voi. Appartiene alla ditta. Invece la lingua che parla e scrive Gianni è quella del suo babbo. Quando Gianni era piccino chiamava la radio lalla. E il babbo serio:- Non si dice lalla, si dice aradio. Ora, se è possibile, è bene che Gianni impari a dire anche radio. La vostra lingua potrebbe fargli comodo. Ma intanto non potete cacciarlo dalla scuola. "Tutti i cittadini sono uguali senza distinzione di lingua"; L'ha detto la Costituzione pensando a lui.” Lorenzo Milani,
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Ciao a tutti ragazzi! Quest’anno oltre alle tradizionali rubriche del giornalino, ce ne sarà anche una sullo sport, nella quale parleremo di calcio, NBA e molto altro. Iniziamo dai motori: si è conclusa un’altra travagliatissima stagione di Formula1, che, come l’anno scorso, si è decisa all’ultimo respiro. È stato un anno segnato da grandi polemiche anche al di fuori dell’ambito sportivo, come per esempio la denuncia dell’orgia nazista che coinvolse Max Mosley, e ultimamente, dal dibattito sui tagli dei costi. Ma parliamo della corsa:nell’ultimo GP della stagione,disputatosi a Interlagos, in Brasile. Lewis Hamilton si è laureato campione del mondo risultando così il più giovane vincitore del titolo iridato a 23 anni e 8 mesi. La gara, dominata dall’altro pretendente al titolo, Felipe Massa, si è decisa negli ultimi due giri: Hamilton, in 5° posizione, viene superato da Vettel, autore di una gran stagione;in queste condizioni, Massa 1° ed Hamilton 6°, il titolo sarebbe stato del brasiliano. All’ultima curva però, il colpo di scena: Glock, pilota della Toyota, che si trova in quarta posizione, apparentemente senza motivo, si lascia sfilare da Vettel e da Hamilton,che taglia il traguardo in 5° piazza, vincendo il mondiale di un punto. Poi Glock, nelle successive interviste dirà di avere avuto un problema alla
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vettura, anche se molti pensano al complotto. Onore al merito comunque per il nuovo campione del mondo. Per concludere, la Ferrari si può consolare con il titolo Costruttori, vinto grazie alle ottime prestazioni dei suoi piloti. La formula1 la ritroveremo a febbraio 2009 con la nuova stagione che prenderà avvio in Australia, a Melbourne. Parliamo ora di calcio:siamo ancora alla 10° giornata ma la nuova stagione ci sta riservando molte sorprese, prima su tutte l’ottimo andamento del Napoli (3°), e dell’Udinese (2° con l’Inter), dietro a un ritrovato Milan. Nell’ultimo turno infatti, la formazione di Carletto Ancelotti ha sconfitto proprio i partenopei con un autogol di Denis, che, a quattro minuti dal termine, ha deviato nella sua porta una punizione di Ronaldinho. Solo un minuto prima Kakà,sul dischetto, si faceva ipnotizzare da Iezzo e sbagliava il primo rigore della stagione di tutta la Serie A. A fronte di queste sorprese in positivo, abbiamo anche delle rivelazioni in negativo,come ad esempio la Roma, quart’ultima a soli 7 punti in 10 partite, reduce dalla sconfitta per 20 patita per mano della Juve e in attesa all’”Olimpico” del Chelsea di Felipe Scolari. L’Inter invece,in Champions League, dovrà affrontare l’insidiosa matricola Anorthosis Famagosta a Cipro. Chiudono il quadro delle italiane Fiorentina-Bayern e Real Madrid-
Juventus. Passiamo ora alla serie cadetta: dopo la 12° giornata, troviamo il Brescia in 3° posizione con 19 punti,che lunedi sera è uscito sconfitto per 2-0 dal “Picchi” di Livorno,affondato dai gol di Tavano e Loviso. Persa quindi l’occasione per balzare in testa alla classifica,dopo i passi falsi delle capolista Empoli (arresosi 3-1 all’Ancona) e Grosseto (battuto 2-1 dal Mantova del neo cittì Billy Costacurta al Martelli). Fra gli incontri della prossima giornata spuntano VicenzaLivorno e Parma-Bari,mentre le Rondinelle se la vedranno con il Piacenza. Concludiamo parlando di NBA. Al via della nuova stagione,possiamo notare che ai due italiani già presenti nella lega (Bargnani e Belinelli),si è aggiunto anche Danilo Gallinari,ex stella dell’Armani jeans,ora in forza ai New York Knicks. La partita inaugurale della stagione è stata quasi una sorta di finale anticipata fra i Cleveland Cavaliers di James e i Boston Celtics di Garnett,Pierce e Allen,campioni uscenti e vittoriosi per 90-85. I Lakers di Bryant invece,vicecampioni in carica,travolgono i Trail Blazers per 96-76. La stagione promette scintille:riusciranno gli uomini di Doc Rivers a riconfermarsi campioni?? Alla prossima!! Grimmy 5^C
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Immagino che tutti avrete sentito parlare del crollo che le borse mondiali hanno subito in questo ultimo periodo, quindi non voglio annoiarvi ulteriormente con le notizie che i telegiornali ogni giorno ci propinano. Sta di fatto che qualcuno di tutta questa storia, per quanto i nostri cari profe di economia ci stiano assillando, non ci ha ancora capito nulla. Vediamo allora di analizzare discorsivamente le cause e gli effetti di questo fenomeno che sta prendendo dimensioni sempre maggiori. Alla radice del problema ritroviamo la leggerezza degli americani...infatti tutto è partito da lì... Le banche americane concedevano prestiti anche a persone poco affidabili, forse senza reddito, perché tanto il rischio del non pagamento veniva trasferito ad altri: le banche cioè prestavano soldi, ma per avere ancora disponibilità di denaro “impacchettavano” i mutui in obbligazioni che venivano vendute sul mercato. I primi problemi sono sorti già nel 2007 quando i titoli appoggiati ai mutui hanno cominciato a perdere valore in quanto ci si accorse che molti mutuatari non sarebbero riusciti a restituire i prestiti per l'acquisto di case, automobili, carte di credito e altro...tutte cose soggette a forte svalutazione, soprattutto in America, dove quindi le banche non possono recuperare i soldi
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prestati nemmeno mettendo all'asta i beni degli inadempienti. La colpa di questo grosso inganno è invece da attribuire alla supervisione composita a cui sono sottoposte le banche americane. In America, non esiste una supervisione accentrata, ma frazionata, che lascia evidentemente spazio a evasioni. Ormai è troppo tardi per preoccuparsi delle cause del crollo...ciò che ci interessa sono invece gli effetti che tutto ciò avrà sull'economia mondiale...e non per essere egoisti, soprattutto sull'economia italiana. C'è chi parla di “fine del capitalismo”, c'è chi invece parla di regressione, di aumento esponenziale dei prezzi...la verità è che ancora un po' presto per fare questo tipo di considerazioni, perché ancora non è possibile stimare le perdite a cui stiamo andando incontro. Ciò che è certo è che noi italiani siamo molto più fortunati degli americani: le banche italiane sono tirchie, non si sognerebbero mai di fare prestiti senza avere delle certezze, e questo anche se a volte ci danneggia, è stata probabilmente anche la nostra salvezza, ci ritroviamo infatti in un sistema solido che riesce ad affrontare la crisi molto meglio di altri. E il capitalismo non crollerà, tuttalpiù finirà l'epoca del credito facile. Ci vorrà del tempo per riprendersi da questo duro colpo, ma
come è stato possibile nel '29, lo sarà anche adesso. Basta non farsi prendere dal panico e, nonostante le cattive notizie che ogni giorno ci vengono offerte, dare ancora un po' di fiducia a questo vecchio sistema. Lidia 5 A
IL REGALO PERFETTO Il reggiseno più caro della storia è disponibile. Si chiama Black Diamond Miracle e costa quattro milioni di euro. Crisi? Macchè. In tempi di recessione si fa strada lo sfarzo più esagerato - soprattutto tra i superricchi di questo pianeta. Se a Monaco di Baviera è stata inaugurata in questi giorni la Fiera per i milionari con cellulari tempestati di diamanti e gioielli da capogiro, auto da sogno, ma anche aerei ed elicotteri ecco approdare ora sul mercato anche il "reggiseno più costoso al mondo." Ad indossarlo una statuaria Adriana Lima. 4 MILIONI DI EURO Cos'ha di tanto particolare questo "reggiseno dei miracoli"? Il lussuoso capo di biancheria intima è composto da 3.900 pietre preziose, migliaia di minuscoli diamanti neri, 117 diamanti da un carato ciascuno e 34 rubini. La peculiarità del prodotto è data però dalle due grosse (e rarissime) lacrime di diamante nero da 100 carati. Preziosi e praticamente introvabili. In ogni caso è "il regalo perfetto per il prossimo Natale", ci tiene a sottolineare la casa americana di lingerie femminile, principalmente per coloro rimasti (miracolosamente) immuni dalla crack finanziario di queste settimane.
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ARIETE Come sarai: Diversamente dal solito, dai molta importanza all’opinione degli altri. Il desiderio di evitare critiche ti induce a studiare con costanza e scrupolosità, anche se ogni tanto ti cacci nei pasticci pur di metterti in vista. Con il partner cerchi dialogo. TORO Come sarai: La sintonia con gli altri è fragile: non dipende da te ma, forse, da vecchi malintesi che hai dimenticato. Preparati ad affrontare la competizione nell’ambiente di “lavoro” e le stilettate di un amico/amica invidioso/a. Quando ti sentirai attaccato dal partner valuta se vale la pena di ribattere; le polemiche potrebbero prolungarsi a lungo. GEMELLI Come sarai: Piovono complicazioni…eppure rimani motivato/ a in quello che fai, coltivi grandi aspirazioni per il futuro e mantieni alto il morale. Tanta energia viene alimentata anche dal tono fisico, ma non esagerare col fitness, perché Saturno ti consiglia prima di tutto sonno e riposo. E l’amore? Ti è più facile sedurre che innamorarti. CANCRO Come sarai: Soggetto/a agli sbalzi d’umore: li attribuisci agli intoppi in casa e alle seccature che ti procura la scuola, ma in realtà dipendono dalla tua confusa vita interiore. Resisti per un po’ : poi idee e sentimenti convergeranno. Sarai soddisfatto/a di ciò che hai e capace di rivoluzionare ciò che non ti piace.
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LEONE Come sarai: Socievole e con molto spirito d’osservazione: legherai bene con la compagna/ il compagno, trasformerai le conoscenze casuali in piacevoli frequentazioni. Insomma, rianimi la tua vita sociale e assumi il comando di molte iniziative. Assapora quest’ atmosfera frizzante finché c’è. VERGINE Come sarai: Il tuo umore è spumeggiante e non perdi di vista i tuoi interessi: sei esigente ma in modo allusivo, senza fare richieste dirette, così gli altri si fanno in quattro per indovinare i tuoi desideri. Inflessibile nelle trattative potresti avere interessi vantaggiosi. BILANCIA Come sarai: L’unica certezza di questo periodo è che non c’è nulla di scuro: cambi opinione a seconda degli eventi, provi desideri che si spengono senza apparente motivo. E poi c’è anche il partner che sforna dubbi… Fai così: per il momento conserva l’ordine nella routine e rimanda tutto ciò che è importante a dopo l’8. La soluzione arriverà. SCORPIONE Come sarai: Venere nel tuo segno attira l’attenzione su bellezza e seduzione, ma non è questione di pura vanità : i tuoi sentimenti sono profondi e non ti inganni nel giudicare chi ti corteggia. Se hai una storia già avviata, sarai ricreare l’incanto dei momenti migliori; se sei single prenderai decisioni che vanno verso un futuro di coppia.
SAGITTARIO Come sarai: Incline a riflettere molto sulle decisioni, trovi modo di adeguarle alla realtà del momento. Se c’è una storia appena iniziata, avrai le giuste intuizioni per rafforzare le basi. E se ce n’è bisogno, convincerai il partner a cambiare le abitudini. Diventi però meno sensibile con gli amici che contano troppo su di te e con un capo tiranno. CAPRICORNO Come sarai: I tuoi ritmi non coincidono con quelli di chi ti circonda. Con il partner cerchi di smuovere le acque. Sbagli altrui e malignità nella prima metà del mese. A partire dal 16 risposte e notizie utili, anche per la scuola. ACQUARIO Come sarai: Cambia il panorama astrale: da fortunato/a intraprendente, diventi uno/una stratega attenta. Forse dovrai lottare per raggiungere i tuoi obbiettivi, ma lo farai senza sforzo se sei convinto/a delle tue ragioni, anche a costo di rinunciare all’approvazione di chi stimi. Attenzione il partner potrebbe essere geloso dei tuoi rapporti. PESCI Come sarai: In novembre la forma fisica migliora e l’umore risale in quota. Valuterai più realisticamente eventi e persone, archiviando precedenti insoddisfazioni. Chiarirai le perplessità sui tuoi progetti e non esiterai a entrare in lizza per avanzamenti. E l’amore? La sensualità ti fa appianare ogni divergenza pratica col partner. Jessica & Daniela
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Per quest’oggi vorremmo proporvi due manga (ma va!) e un anime... Il primo è Rozen Maiden, da cui è anche stato tratto un anime,delle PEACH-PIT. Racconta la storia di Jun Sakurada, che rifiutandosi di andare a scuola a causa di una esperienza traumatica vissuta in passato, passa tutte le sue giornate rinchiuso nella sua camera (quanto vorrei farlo anche io! ;P) portando avanti il suo hobby di ordinare oggetti dai presunti poteri sovrannaturali, per poi restituirli prima che scada il periodo di prova, senza quindi pagarli. Un pomeriggio Jun riceve una lettera, in cui viene nominato come vincitore di un fantomatico premio, e subito dopo c’è una domanda:“vuoi caricare?! O non vuoi caricare?!” Non sapendo bene di cosa si tratta, decide di accettare e seguire le istruzioni presenti nella lettera. Ben presto riceve a casa una scatola finemente decorata, con a ll ’ i nt er no un a bam bo l a abbigliata in stile vittoriano (in pratica una gothic lolita...), incuriosito decide di caricarla (capendo finalmente a cosa si riferiva la domanda nella lettera). Ad un tratto la bambola si anima e prende vita, e con grande sorpresa di Jun, si alza e lo schiaffeggia... (O.o) Come avrete capito, c’è sicuramente qualcosa di strano... e se vorrete capire cosa sia in realtà Shinku (la bambola...) non vi resta che leggere e leggere e leggere... ***** In occasione del ritorno tanto atteso della Anime Night di MTV proponiamo il nuovo shounen “Nabari no ou” di Yuhki Kamatani. Protagonista di questo manga
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è Rokujou Miharu, uno studente delle medie che vive in un suo mondo senza preoccuparsi in alcun modo di niente e di nessuno. Tuttavia, in lui sopravvive l'ultimo potere di Nabari, chiamato "Onnipotente". A causa di questo enorme potere Miharu è conteso da ogni villaggio del mondo di Nabari. Per proteggere Miharu vengono assodati i ninja del villaggio di Banten: l'insegnante di inglese Kumohira e i due compagni di classe Kouichi e Raimei. Ha così i n i zi o u n a g u err a s e n za esclusione di colpi…Ne consigliamo veramente la lettura perchè è una storia meravigliosa, ricca di sentimento e amicizia profonda; inoltre non è la solita e ripetitiva storia sui ninja, benchè sia presente anche molta azione.Un manga veramente curatissimo, soprattutto dal punto di vista grafico (anche se i personaggi sono leggermente anoressici xD) che saprà divertirvi ed emozionarvi. Insomma da leggere tutto d’un fiato! ***** L’anime prende il nome di Elfen Lied. All’interno di un misterioso laboratorio di ricerca vengono eseguiti crudeli esperimenti su esseri mutanti, i Diclonius. Questi ultimi hanno l’aspetto di esseri umani, ma in più possiedono due piccoli corni sulla testa e diverse braccia invisibili in grado di distruggere qualunque cosa e di spezzare in un solo instante la vita di un essere umano. Essendo pericolosi per l’intera razza umana, i Diclonius vengono segregati in laboratorio e utilizzati come cavie. Tutto ha inizio quando una delle cavie riesce misteriosamente a fuggire dai laboratori. Si tratta di Lucy, una bella ragazza dotata di poteri particolarmente potenti ed assetata di sangue. Arrivata stremata sulla spiagga vicina ad una cittadina, ferita ed indebolita, subisce uno sdoppiamento di
personalità.Due ragazzi, Kouta e Yuka, la trovano e decidono di aiutarla portandola nell’abitazione di Kouta. Lucy però sembra aver com pletam ente perso la memoria e la facoltà di parlare: per questo motivo Kouta e Yuka decidono di chiamare la ragazza proprio con l’unico verso che Lucy riesce ancora a pronunciare, ovvero “Nyu”.Nel frattempo nei laboratori è s c at t at a l ’ o p era zi o n e di recupero di Lucy. I militari si mobilitano e si danno da fare per trovare il prima possibile la pericolosa mutante. Elfen Lied non è un’anime per tutti. Sebbene siano presenti svariati siparietti comici, le tematiche affrontate e le molte scene cruente lo rendono assolutamente inadatto ad un pubblico molto giovane.La dura vita dei Diclonius ed i numerosi torti da loro subiti li fanno apparire più umani delle stesse persone che li circondano. E’ il mondo pieno di indifferenza,di violenza gratuita a rendere questi esseri, normalmente pacifici, assassini spietati. La storia,sufficientemente intricata,per quanto possa essere cruenta e a volte cruda,lascia un'inspiegabile sensazione di tristezza e contem poraneam ente una piacevole malinconia che rendono una dipendenza la visione di questo anime. Aly,Bi-chan e Francy
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Mark Zuckerberg un giovane di 24 anni, ideò nel 2004 il facebook sito facente parte dei social network che permette alle persone di comunicare tra loro in diverse reti basta avere almeno 13 anni e il programma avvertirà la persona new entry cercata anticipatamente da “amici”. Questo sito è gratuito e si finanzia con la pubblicità e i banner. Il sito risulta essere molto frequentato, e ora, per tutti coloro che sono iscritti a questo sito, c’è una novità. Il suo ideatore ha ora deciso di offrire un premio di 1000 € ha chi parteciperà al progetto facebook for good. Ora mi spiego meglio… Mark intende introdurre, anche in Italia, un’iniziativa atta a raccontare, con l’aggiunta di foto, come, la nascita e la diffusione del facebook, può aver cambiato la vita all’utente. Un esempio di questo può essere fornito da un ragazzo colombiano, che ha lanciato una condanna alla Farc, alla quale si sono aggiunte altre voci sino a raggiungere il milione di persone. Il successo dei facebook, con una valutazione del capitale di circa 15 miliardi, è legata al fatto che nel mondo la voglia di comunicare è divenuta un valore universale e la gente tramite questo programma può farlo liberamente in quanto si rispetta la privacy. Alcuni problemi si sono presentati anche per Zuckerberg,
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ha dovuto affrontare le critiche sul nuovo layout, ma, nonostante ciò, non ha ceduto alle lamentele, e, con la novità, permette agli “amici” di conoscere le principali notizie “comuni”. Altro problema, affrontato senza fatica, è stata la perdita di due collaboratori, il cofondatore Moskovitz e Rosenstein, che si occuperanno d’ora in poi di creare software per le aziende. Nuove persone altresi talentuose sono entrate a far parte dei 700 “dirigenti” e con loro si vedranno novità in continuazione. Mark spera di estendere il facebook in tutto il mondo per creare una grande rete di comunicazione dove le diverse culture e i diversi pensieri si possano esprimere e dove le varie situazioni tragiche possa-
no essere conosciute da migliaia di persone. Non ci resta altro che suggerirvi di entrare a far parte del facebook e di augurarvi una buona comunicazione con i nuovi “amici” che incontrerete. Elisa e Silvia .5^ F
IL NUOVO CONSIGLIO DI ISTITUTO
Ecco la composizione del nuovo Consiglio d’Istituto 2008/09 Dirigente scolastico: Fausto Mangiavini; Genitori: Gianfausto Bianchi (presidente), Ettore Giacomini, Riccardo Farinazzo, Antonio Vettore; Docenti: Flavia Bettoni, Rosanna Cavalli, Paolo Cosmano, Adelina Fantoni, Carla Frattini, Carla Laudati, Giacinto Rinaldi, Maria Beatrice Sfrappini; Personale ATA: Salvatore Giannì , Lino Martinazzoli; Studenti: Matteo Broglio, Monica Pasinetti, Matteo Rubagotti, Megi Sheha
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L’aforisma è la citazione più facile da fare.Perché lo è? Perché è: 1) breve, 2) definitivo, 3) personale, 4) contiene un colpo di scena, 5) filosofico. Sono queste le cinque leggi dell’aforisma fissate da James Geary in La vita in una frase. (Aforismicamente, l’autore definisce gli aforismi «il bagaglio a mano della letteratura: leggeri e compatti, trovano posto facilmente nelle cappelliere del cervello, e contengono tutto ciò che serve per affrontare una dura giornata in ufficio o una notte buia dell’anima Attenzione però. Quantunque maneggevoli, di pronto uso e senza data di scadenza, questi «prodotti» della mente sono anche esplosivi, e dunque è opportuno... leggerli a distanza di sicurezza. Vale per loro quanto Friedrich Nietzsche diceva del suo Così parlò Zarathustra: sono «per tutti e per nessuno». Ecco Nietzsche, ovvero un filosofo chiamato aforisma. Lui era il più sentenzioso, il più violento, il più amaro, il più triste, il più illuminante di tutti. E, anche, il prototipo di una genía che porta nel Dna alcune caratteristiche
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comuni. Perché, diciamolo chiaramente, l’aforista è sempre un po’ balordo e inaffidabile. Che sia asociale come Arthur Schopenhauer o Diogene, doppiogiochista come Seneca o Baltasar Gracián, prigioniero del tedium vitae come Marco Aurelio o Malcolm de Chazal, satanico come Ambrose Bierce, funereo come Emil Cioran, ipocondriaco come Joseph Joubert, scostante come Karl Kraus, visionario come William Blake, l’aforista ha una vena di follia che gli pulsa nella mente fin quasi a scoppiare. . La magia dell’aforisma consiste proprio in questo: nell’essere universale, cioè «per tutti», e unico, cioè «per nessuno». È il soldato coraggioso (e folle) che si sacrifica per i compagni uscendo in avanscoperta, mostrando il petto al nemico. È il bimbo che indica il re dicendo candidamente, scandalosamente che «il re è nudo». È un cavallo di Troia, un sasso lanciato nello stagno, una palla di neve che diventa slavina, una goccia che fa traboccare il vaso... Tira fuori, evidenzia, isola, porta alle estreme conseguenze. La sua stessa etimologia è già... un aforisma. ), composto da apó, «da», e horízo, «separare». Vedete che bello? Horízo è la stessa radice di «orizzonte». Sicché, dicendo «l’aforisma è l’orizzonte» pronunciamo l’aforisma perfetto. Ma l’aforisma, come tutte le cose importanti della vita, l’amore, l’amicizia, l’arte, non lo puoi cercare, non lo puoi programmare. Quando arriva, arriva. Si tratta di coglierlo al volo e di metterlo prontamente nero su bianco, incastonandolo nell’ambra della memoria. stri del detto celebre.
Prendiamo a esempio Diogene. Se non l’avessero fatto prigioniero e messo in vendita come schiavo, non avrebbe potuto dire, indicando Xeniade, suo potenziale acquirente: «Vendetemi a quell’uomo. Ha bisogno di un padrone». Splendida battuta, molto teatrale, che ha generato l’aforisma: «L’arte di essere uno schiavo è dominare il proprio padrone». E François de La Rochefoucauld? Se non avesse passato tanti guai durante la Fronda alla Corona, divenendo, quarantenne, un fallito pieno di rimpianti, non avrebbe potuto scrivere: «I vecchi amano dare buoni consigli per consolarsi di non poter più dare cattivi esempi» (frase riadattata in altro contesto da De André per Bocca di rosa). Ancora. Il polacco Stanislaw Jerzy Lec, aristocratico nostalgico dell’impero austroungarico, poi comunista, infine anticomunista, sperimentò gli effetti deleteri del collettivismo, il che lo portò a sentenziare: «Nessuno dei fiocchi di neve in una slavina si sente responsabile». Quanto a Nicolas Chamfort, lui, repubblicano che però si arrabattava a cercare i favori della corte, ben sintetizza così il momento della sua Francia sul finire del Settecento: «In un Paese in cui tutti cercano di porsi in evidenza, molti devono credere, e in effetti credono, che sia meglio essere bancarottieri che essere nessuno». Se pensiamo all’Italia attuale, scopriamo che l’aforisma, qualche volta, può essere anche profetico. (Daniele Abbiati)
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High School Musical 3 (High School Musical 3: Senior Year) Regia: Kenny Ortega Attori: Zac Efron, Vanessa Anne Hudgens, Ashley Tisdale, Lucas Grabeel, Corbin Bleu Produzione: Walt Disney Pictures Paese: USA 2008 Genere: Musical Al loro ultimo anno di liceo, Troy (Zac Efron) e Gabriella (Vanessa Anne Hudgens), che si preparano ad andare al college, devono affrontare l'idea di doversi presto separare. Insieme agli altri Wildcats preparano uno spettacolo nel quale vorrebbero raccontare le loro esperienze ed esprimere le loro speranze e paure per il futuro. Quantum of Solace (Quantum of Solace) Regia: Marc Forster Attori: Daniel Craig, Olga Kurylenko, Gemma Arterton, Judi Dench, Musiche: David Arnold Paese: Gran Bretagna, USA 2008 Genere: Azione, Avventura Tradito da Vesper, la donna che amava, 007 deve combattere l'istinto di trasformare la sua missione in una questione personale. Cercando di scoprire la verità, Bond e M (Judi Dench) interrogano Mr. White (Jesper Christensen) che rivela come l'organizzazione che ricattava Vesper sia molto più complessa
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e pericolosa di quanto immaginassero. Il lavoro di intelligence collega un agente MI6, che ha tradito l’agenzia, ad un conto bancario a Haiti dove, per uno scambio di persona, Bond conosce la bella e aggressiva Camille (Olga Kurylenko), una donna che ha una vendetta personale da portare a termine. Camille accompagna Bond da Dominic Greene (Mathieu Amalric), un uomo d'affari senza scrupoli, che è tra i membri principali della misteriosa organizzazione. In una missione che lo porta in Austria, Italia e in Sudamerica, Bond scoprirà che Greene è impegnato in una cospirazione per prendere il controllo di una delle risorse naturali più importanti del mondo, che lo spinge a stringere un patto con il generale in esilio Medrano (Joaquin Cosio). Utilizzando i suoi colleghi nell'organizzazione, e manipolando i suoi potenti contatti nella CIA e nel governo britannico, Greene promette di rovesciare il regime al potere in un paese latinoamericano, mettendo al suo posto il generale in cambio di un territorio apparentemente arido. In un vero e proprio campo minato fatto di tradimenti, omicidi e inganni, Bond si allea con dei vecchi amici in una lotta per scoprire la verità. Mano a mano che si avvicina a scoprire l'uomo responsabile del tradimento di Vesper, 007 deve continuare a rimanere un passo avanti alla CIA, ai terroristi e persino a M per sven-
tare l’inquietante piano di Greene e fermare la sua organizzazione... Changeling (Changeling) Regia: Clint Eastwood Sceneggiatura: J. Michael Straczynski Attori: Angelina Jolie, John Malkovich, Amy Ryan, Musiche: Clint Eastwood Produzione: Imagine Entertainment, Malpaso Productions Paese: USA 2008 Genere: Thriller Los Angeles, 1928: un mattino come tanti altri Christine Collins saluta suo figlio Walter e si reca al lavoro. Ma quando fa ritorno a casa scopre che il bambino è stato rapito. Le indagini sull’accaduto non portano alcun frutto, ma alcuni mesi dopo il piccolo Walter viene restituito alla famiglia. Nel mezzo di un gran clamore giornalistico, Christine accoglie Walter in casa, ma presto inizia a nutrire un terribile dubbio: che quello che ha potuto riabbracciare non sia realmente suo figlio. Basato su fatti realmente accaduti. Ghost Town (Ghost Town) Regia: David Koepp Attori: Greg Kinnear, Ricky Gervais, Téa Leoni, Jordan Carlos, Dequina Moore Paese: USA 2008 Genere: Commedia Bertram Pincus (Ricky Ger-
LUNARFOLLIE vais) è un dentista misantropo, frustrato dal fatto che nessuno crede alle sue dichiarazioni di possedere abilità fuori dal comune. Durante un intervento chirurgico di routine, Bertram ha un'esperienza pre-morte che dura sette minuti: al suo risveglio si accorge di essere capace di vedere i fantasmi, e che questi vogliono qualcosa da lui. Gli spiriti dei defunti vogliono infatti mettersi in contatto con i loro cari rimasti in vita: in particolare il fantasma di Frank Herlihy (Greg Kinnear) pressa Bertram perché lo metta in contatto con la vedova Gwen (Téa Leoni), che sta per risposarsi. Così facendo Bertran finirà con il ritrovarsi nel bel mezzo di un bizzarro triangolo amoroso. Houdini - L'ultimo mago (Death Defying Acts) Regia: Gillian Armstrong Attori: Catherine Zeta-Jones, Guy Pearce, Timothy Spall, Saoirse Ronan Produzione: Myriad Pictures, Australian Film Finance Corporation, BBC Films Distribuzione: Eagle Pictures Paese: Australia, Gran Bretagna 2007 Genere: Thriller 1926: il celebre Harry Houdini, l’artista della fuga, arriva a Edimburgo e offre 10mila dollari di ricompesa a chiunque possa riuscire a metterlo in contatto con la madre morta 13 anni prima. La ricompensa attira l’atten-
23 Genere: Azione, Horror Bella, una 17enne appena arrivata in una piccola cittadina dello stato di Washington per vivere col padre, è attratta da un misterioso e pallidissimo compagno di classe, in realtà il più giovane di tutta una famiglia di vampiri. L'arrivo in città della nemesi di quest'ultimo peggiorerà rapidamente la situazione.
Film da non perdere: zione di una truffatrice locale, Mary McGavie, che con la figlia Benji si esibisce in performance da “sensitiva”. Più Houdini passa il tempo con questa donna misteriosa, più ne rimane attratto dal mistero e dalla bellezza: quella che è nata come una truffa si trasforma lentamente in qualcosa di assai più complesso. Ma la relazione tra Houdini e Mary è avversata dal sospettoso medico del mago. Twilight (Twilight) Regia: Catherine Hardwicke Attori: Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Michael Welch, Justin Chon, Peter Facinelli, Kellan Lutz, Produzione: Maverick Films, Summit Entertainment Distribuzione: Eagle Pictures Paese: USA 2008 Uscita Cinema: 21/11/2008
Quantum of Solace: per chi è amante della saga Bond e chi ama l’azione allo stato puro, a volte anche con esagerazione questo è il film adatto!! Houdini l’ultimo mago: chi conosce a grandi linee l’illusionismo non può non conoscere uno dei magnifici di quel settore come Houdini.. e appunto vi invitiamo a conoscerlo da vicino, ed a conoscere la sua “magica” storia. Twilight: il primo film tratto dai best sellers di Stephanie Myers grande scrittrice che si è rivelata negli ultimi tempi…per chi è amante delle storie d’amore impossibile, di azione e di personaggi fantastici. Daya e Bisty
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POSTFAZIONE In questo numero abbiamo messo molta scuola perchè nonostante una corale contestazione che ha attraversato non solo l’Italia dal Nord al Sud ma anche le generazioni, cioè dai giovani agli adulti, il famigerato decreto Gelmini è stato approvato dal Parlamento. Essendo stato ispirato da meri criteri economici (tagli), non potrà che essere una catastrofe per la scuola italiana. Essendo caratterizzato da tagli indiscriminati
LUNARFOLLIE non potrà che penalizzare una scuola che già fatica ad essere all’altezza delle sfide che giungono oggi da una società globalizzata, mal governata, egoista. In questo numero abbiamo provato anche a parlare di economia. Sentiamo infatti che la crisi avanza (si chiami stagnazione o recessione), sentiamo che a pagarla saremo soprattutto noi giovani. Una scuola penalizzata, un’economia in crisi, un futuro che ci appare sempre più grigio e poco promettente.
Ciononostante vogliamo continuare ad essere giovani e quindi portatori di speranza. Vogliamo respingere e rimandare al mittente tutti gli ospiti inquietanti che il mondo degli adulti, sempre più irresponsabilmente consegna a noi. E se verrà promosso un Referendum per respingere al mittente la pseudo riforma Gelmini, saremo tra i primi a firmarlo e a sostenerlo. Non vogliamo essere scippati del nostro futuro e nemmeno essere trattati da utili idioti. LA REDAZIONE
LUNARDI APERTO GIOVEDÌ 18 DICEMBRE 2008 - ORE 18.00 SABATO 10 GENNAIO 2009 - ORE 15.00