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Our Faith La nostra fede

Adam Zara Executive Editor adamzara@panoramitalia.com

AsEaster 2023 inches closer and agnello orders come pouring in at local butcher shops, this issue examines Italian-Canadians’ relationship with their faith.

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(Editor’s note: I’m aware that writing about one’s personal faith in media, especially Catholicism, can be somewhat controversial in 2023. Thankfully, this is an independent publication, and we have the liberty to do so without apology.)

I’ve never lost touch with my Catholic faith. The morals and values that were transmitted to me throughout my upbringing, receiving the sacraments, going to Church sporadically and visiting religious shrines in Italy, have fundamentally influenced my daily interactions, thought pattern and ability to ask for forgiveness and grant it in return.

Of course, I am human, and my faith is relegated to the back burner at times. As Dave Gahan of the English band Depeche Mode so eloquently put it, I too occasionally “give in to sin.”

My fellow millennials, Gen Z or other, often do not share my perspective. It has been greatly challenging for Boomers to transmit their Christian/Catholic heritage to the next of kin—a heritage they themselves did not have much of a choice to accept and participate in until adulthood.

There are many reasons for the decline of the Catholic Church in Canada and the Western developed world. The scandals of the last decades understandably turned many off from returning to their local parishes, also making it difficult for them to separate the teachings of their faith from the institution that governs it.

As for myself and most of those who still identify as Catholic, the morals and values that are taught in the Holy Bible, with its treasure trove of texts passed down over thousands of years, including the story of Jesus Christ and his teachings in the New Testament, did not automatically get discredited because of institutional scandals.

There is also the swath of distractions we are exposed to in our 21st century lives to thank for dwindling Church attendance, ranging from social media to streaming services to (I’ll go there) unlimited pornography, all at the end of our fingertips. Compounded by misinformation promoted on those same platforms, other institu -

Dato l’avvicinarsi della Pasqua del 2023 e considerati gli agnelli ordinati presso le macellerie locali, in questa uscita viene esaminato il rapporto degli italo-canadesi con la fede.

(Nota del redattore: Sono consapevole del fatto che scrivere della propria fede, soprattutto di cattolicesimo, in una pubblicazione del 2023, può in un certo senso risultare controverso. Per fortuna, la nostra è una pubblicazione indipendente e abbiamo dunque la libertà di farlo senza doverci scusare.)

Non mi sono mai allontanato dalla mia fede cattolica. La morale e i valori trasmessimi crescendo, i sacramenti, l’andare sporadicamente in Chiesa e visitare vari santuari in Italia, hanno influenzato profondamente le mie interazioni quotidiane, il mio modo di pensare, la mia capacità di chiedere perdono e di concederlo a sua volta.

Senza dubbio, essendo un essere umano, la mia fede è a volte relegata in secondo piano. Come ha ben detto Dave Gahan della band inglese dei Depeche Mode, anch’io a volte “cedo al peccato”. Spesso, i miei amici millenials, Gen Z o altro non condividono il mio punto di vista. È stato molto difficile per i Boomer trasmettere la propria cultura cristiano-cattolica in famiglia, un lascito culturale che essi non hanno avuto molta scelta da accettare e a cui partecipare fino all’età adulta.

Sono molte le cause del declino della Chiesa cattolica in Canada e nei paesi sviluppati occidentali. Gli scandali degli ultimi decenni hanno comprensibilmente allontanato molti dalle parrocchie, rendendogli per altro difficile discernere tra i precetti della fede e l’istituzione che la governa.

Per quanto riguarda me e molti di coloro che continuano a identificarsi come cattolici, la morale e i valori trasmessi dalla Sacra Bibbia, con il suo tesoro di testi tramandati nel corso di migliaia di anni, tra cui la storia di Gesù Cristo e i suoi precetti nel Nuovo Testamento, non hanno perso credito a causa degli scandali istituzionali.

Il calo delle presenze in chiese si deve anche alla pletora di distrazioni a cui siamo esposti nel XXI secolo – spaziando dai social media ai servizi di pornografia illimitata in streaming, tutti tions like television networks and universities continuously challenge universal truths still safeguarded by the Holy See—what humankind considered right or wrong (objectively) for millennia until the last few decades—all in the name of “progress” and “freedom”. a portata di mano. Con l’aggravante dalla disinformazione promossa in quelle stesse piattaforme, da altre istituzioni come le reti televisive e le università a sfidare continuamente le verità universali salvaguardate dalla Santa Sede – ciò che l’umanità ha considerato giusto o sbagliato (oggettivamente) per millenni fino agli ultimi decenni – il tutto in nome del “progresso” e della “libertà”.

We often hear laments over the exuberant riches of the Vatican and its “billions of dollars of art accumulated over centuries.” If the Church is so holy and benevolent, why wouldn’t it be more proactive in selling it all off and putting those funds towards ending world hunger?

By this same logic, the governments of the world’s wealthiest countries should liquidate the millions of artifacts housed in every national museum, as well as heritage buildings in swanky neighbourhoods in order to redistribute the wealth among the needy. This is all under the flawed assumption that much of this art or real estate would find buyers. And how do you attach a price tag to something deemed priceless?

Not to mention the not-sowidely known and promoted fact that the Catholic Church, and its thousands of adjacent charities, is already the largest non-governmental provider of education and medical services in the world.

Ci si lamenta spesso della ricchezza eccessiva del Vaticano e dei suoi “inestimabili tesori artistici accumulati nel corso dei secoli”. Se la Chiesa è così sacra e benevola, perché non decide di vendere tutto e usare i ricavati per porre fine alla fame nel mondo?

I recognize it is extremely rare to hear or read this type of point of view outside of a Catholic priest’s Sunday homily or nonna’s tongue lashing after a late night out drinking. But if we lose this heritage, if we do not pass it down, what exactly are we left with? What set of principles will guide us?

Mi rendo conto di quanto sia rarissimo ascoltare o leg- gere questo punto di vista al di fuori dell’omelia domeni- cale di un prete cattolico o delle sferzate della Nonna dopo essere rincasati da una serata a bere. Ma se per- diamo questo patrimonio, se non lo tramandiamo, che cosa ne rimarrà? Quali saranno i nostri principi guida?

One mustn’t be able to cite verses from the Bible verbatim to recognize the importance of its teachings and its influence on our way of life. We must simply realize or keep reminding ourselves that we are not born with morals and values that govern us. They are not instinctual. They are taught and passed down from generation to generation, and in the case of most Italians on the motherland and abroad, largely due to our Christian/Catholic faith.

I recognize it is extremely rare to hear or read this type of point of view outside of a Catholic priest’s Sunday homily or nonna’s tongue lashing after a late night out drinking. But if we lose this heritage, if we do not pass it down, what exactly are we left with? What set of principles will guide us?

Is it enough to simply be good? Or are we called to be and do more?

The Church still has much to improve in the way of atonement, communications and modernization. It will be a continual process and one that will remain polarizing.

I’ll let you all peacefully debate this over your Easter Sunday feast. Just please try not to upset nonna too much in the process.

Buona Pasqua

Per non parlare del fatto, non tanto risaputo né pubblicizzato, che la Chiesa cattolica e i suoi organismi caritatevoli rappresentano già il maggior fornitore nongovernativo di servizi pedagogici e sanitari nel mondo. Non si deve essere in grado di citare i versi della Bibbia a memoria per riconoscere l’importanza di questi precetti e la loro influenza sulla nostra vita. Bisogna semplicemente rendersi conto e ricordare a noi stessi che non siamo nati con una morale e dei valori a guidarci. Non sono innati. Ci vengono insegnati e tramandati di generazione in generazione e, nel caso di molti italiani in patria e all’estero, per lo più dalla fede cristiano-cattolica.

Mi rendo conto di quanto sia rarissimo ascoltare o leggere questo punto di vista al di fuori dell’omelia domenicale di un prete cattolico o delle sferzate della Nonna dopo essere rincasati da una serata a bere. Ma se perdiamo questo patrimonio, se non lo tramandiamo, che cosa ne rimarrà? Quali saranno i nostri principi guida?

Basta semplicemente essere buoni? O siamo chiamati ad essere e a fare di più?

La Chiesa ha ancora molto da migliorare in termini di redenzione, comunicazione e modernizzazione. Sarà un processo continuo e rilevante.

A voi dibattere pacificamente durante il pranzo di Pasqua. Per favore, cercate solo di non far arrabbiare troppo Nonna.

Buona Pasqua

Pal Di Iulio Associate Editor pal@panoramitalia.com

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