Favolando

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” o d n a l o v “ Fa IPSAR “Galileo Ferraris” – Caserta a.s. 2012 – 2013

II F

la Seconda Effe del “Galileo Ferraris” a. s. 2012 - 2013


Introduzione “E di una parola qualsiasi, inizia con qualcosa di semplice” (Dargen D’Amico da “Nostalgia Istantanea”)

Secondo anno, gente molto semplice nuova professoressa d’italiano: Scippa persona di cuore e molte volte amica nei giorni sì, molto simpatica in quelli no quasi “scippa” Abbiamo intrapreso un nuovo percorso con lei attenti a studiare , altrimenti non arriviamo al sei c’è chi studia, c’è chi gioca c’è chi invece di studiare, imita una foca Il programma scolastico si basa su due principi fondamentali: “Dieta mediterranea” e “ Raccolta dei rifiuti” due argomenti importanti per noi meridionali….. ma entriamo nel dettaglio oggi non è ben accetto neanche uno spicchio d’aglio avevamo terre fertili, prodotti agricoli, richiesti in tutto il mondo ……………feriti nel profondo dell’orgoglio Siamo stati offesi per problemi riguardo la spazzatura ma abbiamo affrontato questo problema senza paura dicono che è colpa dell’ambiente ma che in pratica siamo noi ma…… riusciremo a risorgere prima o poi!


Carta vetrata In una strada di un piccolo paesino c’erano Umido, Indifferenziato, Plastica, Carta e Vetro. Una sera Indifferenziato organizzò una festa nel suo cestino. Vetro quella sera decise di dichiararsi a Carta dopo che più volte l’aveva corteggiata, nella festa però c’era anche l’Indifferenziato, l’ex fidanzato della bellissima Carta. Vetro, fragile e sensibile, chiese un consiglio a Plastica che era la migliore amica di Carta.

Plastica gli consigliò di dichiararsi subito perché Indifferenziato le avrebbe fatto una dichiarazione alla festa con la complicità del suo amico Umido. Arrivato alla festa, Vetro sorprese tutti invitando subito a ballare Carta e sotto lo sguardo di Indifferenziato, Umido e Plastica, le diede un inaspettato lungo bacio.. Fuggirono insieme dalla festa e andarono a trascorrere una dolce notte nel cassonetto di Carta. Prima di addormentarsi Vetro chiese a Carta se gli ricambiasse i suoi stessi sentimenti e Carta timidamente disse sotto voce “si”. I due amanti si addormentarono sotto il cielo stellato. Fu la notte più bella della loro vita ma fu pure l’ultima. La mattina seguente , mani grosse e sporche li separarono per sempre …. Vetro si ritrovò improvvisamente nel suo cassonetto , senza nemmeno aver dato l’ultimo bacio a colei che le aveva rubato il cuore. All’improvviso fu capovolto nel mezzo di trasporto che lo avrebbe portato via e per l’ultima volta fece in tempo a guardare Carta e sotto voce le sussurrò da lontano “Ti amo”. Il loro amore fu così forte che qualcuno, in seguito, in onore del loro grande amore inventò la “Carta Vetrata”.


Quella famosa pizza C’era una volta, in un antico ristorante di Napoli, un cuoco smemorato. Un giorno alcuni turisti ordinarono una pizza: per loro era un piatto nuovo ma di cui avevano sentito tanto parlare. Quando l’ordine arrivò in cucina, il cuoco ebbe una fitta al cuore: all’improvviso aveva dimenticato la ricetta. Si sentì perso, non sapeva proprio cosa fare; si mise a borbottare tra sé e sé cercando di ricordare la ricetta. Gli ingredienti, che intanto stavano assistendo dispiaciuti a ciò che stava accadendo al cuoco, decisero di aiutarlo. Farina, col suo animo buono disse: “Sarò io la prima ad aiutarlo, non ci possiamo tirare indietro in un momento come questo!”. Tutti gli altri ingredienti annuirono: “Si, ora era proprio il caso si andare in suo aiuto” pensarono. Fra gli ingredienti, che componevano la pizza, ed il cuoco, dopotutto, c’era sempre stato un forte legame affettuoso. Ad un tratto, per magia, la farina e l’acqua si unirono, poi si aggiunse il sale ed il lievito: formarono un panetto ben compatto. Ecco il lavoro più difficile era fatto. Il cuoco sbalordito dall’accaduto, continuò a guardate, credeva fosse un sogno. L’impasto, già lievitato, ad un tratto si appiattì formando un bel cerchio. Sugo di pomodoro, mozzarella, basilico e olio si guardarono e con un cenno capirono che era arrivato il loro momento. Subito dopo il sugo di pomodoro si stese sull’impasto, la pizza stava prendendo un aspetto diverso, la mozzarella di bufala, già tagliata a fettine, si dispose sul sugo; una foglia di basilico si pose come un fiore nel mezzo della pizza e un filo di olio terminò il lavoro in una grande spirale. Il cuoco e il garzone non credevano a ciò che stava succedendo davanti ai loro occhi, dopo essersi accertati che non era un sogno, infornarono la pizza ormai pronta per essere cotta. Nel forno tutti gli ingredienti si sposarono e quando fu cotta venne servita a tavola… i turisti, soddisfatti, si congratularono con il cuoco. Grazie a quella pizza il ristorante divenne molto famoso… il merito era tutto degli alimenti!


L’amore in una dispensa

C’era una volta in una vecchia casa una grande dispensa con tanta frutta, verdura e tanto altro. Il Re della dispensa era Re Pomodoro , era rispettato e onorato da tutti, esso era sposato con la Regina Mozzarella e aveva due figli Patata e Finocchio. Un giorno il Re decise di fare una grande festa e di invitare soprattutto sua sorella Bresaola che non vedeva da tanti anni. Bresaola abitava con la sua famiglia in fondo alla dispensa di un ristorante giù al paese e non usciva mai perché “lei” aveva dieci figli: Scamorzine; Il marito Prosciutto Crudo era morto da un mese perché era stato affettato per un banchetto. Ben presto Bresaola decise di accettare l’invito del fratello e così partì. Arrivata al palazzo lo abbracciò e poi con i suoi dieci figli si sistemò in una grande stanza. Il giorno dopo durante la grande festa conobbe Parmigiano di cui subito s’innamorò. Dopo due giorni non riusciva a dimenticarlo e così lo cercò per tutta la dispensa , finalmente lo trovò e gli confessò i suoi sentimenti. I dieci figli contrari all’amore che la mamma provava per Parmigiano incominciarono a fargli dei dispetti. L’ultima dei dieci figli , la piccola Scamorzina intravide negli occhi della madre qualcosa che non aveva mai visto prima. La piccolina, curiosa ,incominciò a seguirla e vide la sua mamma che prima era sempre nervosa e antipatica ora ,invece era tranquilla e dolce. Una sera al ritorno della mamma la piccolina si fece avanti… si avvicinò alla mamma con aria ingenua, come solo le piccole creature sanno fare, e la fissò in silenzio. Ad un tratto la piccolina alzò la testa e con un filo di voce le chiese perchè fosse così felice . La mamma la strinse forte e le disse che era semplicemente “amore”. Il giorno seguente, delle mani umani presero Bresaola dalla dispensa : tutti ormai sapevano come sarebbe andata a finire. Ad un tratto Parmigiano corse verso Bresaola e si fece notare dall’uomo. La piccola Scamorzina quel giorno capì che “l’amore non segue le logiche”. Capì che Parmigiano si era sacrificato per restare vicino alla sua Bresaola perché per loro nemmeno la morte poteva dividerli. Gli invitati al buffet assaggiarono il piatto “Bresaola con scaglie di Parmigiano e rucola”. Quell’antipasto è rimasto nella storia perché aveva il sapore più buono del mondo.


Il “sacrificio” di Jake

Un giorno Jake e Danny si conobbero a New York in un grandissimo fast food; iniziarono ad uscire insieme e da lì nacque un amore grandissimo. Ogni giorno, per ricordarsi il luogo dell’incontro, si trovavano per mangiare in quel fast food dove si conobbero. In quel fast food mangiavano e bevevano di tutto: Hot dog, patatine fritte, hamburger, ketchup, maionese, Coca cola… Andarono a vivere insieme ed ogni giorno si cibavano di alimenti non genuini, assumendo peso sempre di più. Un giorno però accortisi della loro grande obesità e pensando che prima erano magrissimi si resero conto che ne avrebbe potuto risentire la salute e andare incontro ad un infarto. Decisero di iscriversi in palestra nella “GYM” lontano da casa loro così avrebbero iniziato il loro allenamento camminando . Tutti e due avevano un sogno in comune: quello di fare un viaggio in Italia e così lo realizzarono… Arrivati in puglia esplorarono la città e passando per un negozio videro un giornale con su scritto: “ Mangiar sano è mangiar Mediterraneo”. Si chiesero cosa fosse quel “mangiar mediterraneo” chiedendo a veri esperti ed a uno chef di cucina. Dopo aver avuto le informazioni necessarie, iniziarono a mangiare cibo italiano fatto di cereali, fibre, frutta, verdura… Mangiando gli alimenti della dieta mediterranea si sentivano molto più leggeri … iniziarono così ad amare quegli alimenti in quanto sani e genuini …. Jack e Danny tornati a casa spiegarono ad ogni americano cosa fosse la dieta mediterranea. Dissero che il cibo italiano era molto nutriente, buono, genuino e il più sano che esistesse. Non tutti gli americani la seguirono perché non volevano che il cibo “italiano” entrasse a far parte di quel mondo americano dove tutto è esageratamente grande e quindi anche le persone. Un giorno, però, una di quelle persone che era molto restia a mangiar sano, ebbe un infarto. Si trovava in ospedale, circondato da tubi legati allo stomaco, stava quasi per perdere la vita, quando capì che la sua condizione era dovuta a tutti quei grassi, zuccheri e a tutto quel cibo, non genuino, che aveva ingerito. Dovette affrontare così la dieta mediterranea senza discussioni. Passò molto tempo prima che riuscisse a ritornare ad una vita normale ma ci riuscì, considerando la dieta mediterranea non una cura ma un regime alimentare sano e buono. Fu così che il signor Anthony decise di aprire un centro chiamato “Viva la dieta Mediterranea Viva la nostra salute”. Era un centro che convinceva le persone a far seguire la dieta, a farli ragionare, parlare di ogni loro problema e ad introdurla nella parte dei paesi restanti del mondo, collaborando con Jack e Danny. Tutti pian piano iniziarono a seguire la dieta capendo che il cibo genuino serve a migliorare la nostra salute e a renderci migliori e sani, e………. che la salute è la base per la FELICITÀ


Il matrimonio Il professore “Cannelloni” realizzò il suo sogno d’amore, portando all’altare la sua bella “Tagliatella”. A celebrare il matrimonio fu un caro amico di famiglia “Don Fusillo” mentre il coro fu diretto dal valido maestro “Rigatone”. Tra gli invitati dello sposo c’erano i suoi distinti fratelli, i signori “Vermicelli”. C’erano anche certi curiosi suoi cugini, gli allegri signori “Bucatini”. Fu invitata anche l’ex fidanzata dello sposo, la vispa Linguina che voleva mettere i bastoni tra le ruote ai due amati. Cannelloni alla vista di Linguina fece una brutta smorfia , mentre Tagliatella guardò le sue cugine “Conchiglie” e disse loro di tenerla d’occhio. In chiesa tutto andò bene, tranne qualche lagna della vecchia nonna “Lasagna”. Al ristorante appena fecero l’entrata gli sposi Linguina si avvicinò a loro e disse a Cannelloni : - Io non accetterò mai le tue nozze, io avrei potuto darti molto di più di quanto ti dà lei, io ti avrei potuto dare tanta ricchezza! A queste parole tutti rimasero sbalorditi, perfino il serio notaio “Spaghetti” che guardò preoccupato sua moglie , la distinta signora Farfalla. Tagliatella fece un passo verso Linguina e le disse:-Io posso anche non avere tutta la ricchezza che hai tu , ma io ho molto di più da dargli! Linguina con aria di superiorità rispose:- Cosa? Ad un tratto intervenne Cannelloni e le disse:-La mia cara Tagliatella ha più ricchezza di te! Lei ha un cuore grande , lei è ricca dentro! Tu puoi essere anche più bella e più ricca ma non sarai mai felice se ti senti superiore a tutti! Lei mi regala ogni giorno un pezzettino del suo cuore , lei mi regala sorrisi, lei mi è vicina nei momenti belli e quelli brutti, lei è semplice, ama ridere e ama far stare bene le persone! Lei non chiede mai niente in cambio e non ti rinfaccia o sottolinea ciò che ti “regala”! A quelle dolci parole tutta la sala si commosse, Tagliatella diede un lungo bacio al suo amato, al suo principe, a suo marito … Linguina con il cuore in gola uscì dalla sala consapevole di non aver fatto una bella figura. Fine della festa , ora gli sposi vanno in crociera , si guardano negli occhi e si vedono più belli degli gnocchi, davanti a loro non l’Oceano Indiano ma un mare di sugo e parmigiano. Tuttavia ancora non hanno trovato l’abitazione : “Che dici, cara, meglio la teglia quadrata o una pentola a pressione?”


La rivolta dei cassonetti Era una giornata d’estate e il caldo torrido non permetteva alle persone di uscire di casa. Nel parco giochi principale della città, ad un tratto si udì una voce: “Ricordo come ora il giorno in cui fummo trasportati qui, eravamo nuovi di zecca, appena usciti dalla fabbrica. Quelli… sì che erano bei tempi!” disse Rood il più anziano e trasandato cassonetto del parco. Con aria afflitta e rancorosa rispose Edward: “Eh…già, la gente prima era più civile e la novità della raccolta differenziata aveva fatto scalpore, pertanto tutti la rispettavano ma ora che il problema si sta aggravando molto, la gente sembra del tutto indifferente. Chery’ che aveva sentito tutto s’introdusse nella discussione : ”Non è per niente giusto che una campana del vetro, bella e temuta da tutti come me, debba ritrovarsi insudiciata! E poi sono stanca di dover fare sempre spiacevoli incontri con quei materiali disgustosi che vengono deposti in me e per finire è del tutto umiliante che le mie amiche bottiglie debbano essere costrette a convivere con maleodoranti residui di cibo!”. Chery non era ben voluta dai suoi amici cassonetti proprio perché era troppo sicura di sé e per questo lato del suo carattere non piaceva proprio a nessuno; ma ora per la prima volta stava per dire una cosa sensata e chissà, forse, approvata da tutti. Chery propose di fare un’assemblea durante la quale avrebbero discusso del problema e cercato un modo per risolverlo. Come previsto la proposta di Chery venne approvata da tutti. Il resto della giornata proseguì come consuetudine, quel pomeriggio, al parco, il tempo scorse velocemente per i cassonetti; c’era molta tensione e nessuno pensava a cosa sarebbe accaduto quella notte. Finalmente il sole tramontò, mancava ormai poco a quella riunione tanto attesa; la notizia dell’incontro arrivò all’orecchio di tutti gli altri che sentendosi chiamati in causa dalla problematica, vollero partecipare. Aspettarono che per strada non ci fosse più alcuna traccia d’uomo e si riunirono nell’ampio spiazzale del parco.

Arrivarono cassonetti da tutti gli angoli, anche quelli più remoti della città. Quando la situazione si fu stabilizzata del tutto il lungo dibattito ebbe inizio, ognuno di essi espresse la propria opinione, ognuno ne aveva una diversa ma erano basate tutte sullo stesso problema. Non se ne poteva più di tutta quella inciviltà, loro volevano essere rispettati, infine giunsero ad una decisione: bisognava dare una buona lezione agli umani. Ma come fare? Visto che non potevano mostrarsi in vita agli occhi degli umani?


“Occorre una rivolta!” concluse Mike…Beh! Egli sì che aveva coraggio da vendere. Si diceva che un giorno avesse fatto scappare un umano mostrandogli la sua capacità di parlare. “Visto che non possiamo mostrarci per quel che realmente siamo, non c’è alcun problema, faremo tutto di notte, dopotutto siamo abituati”. Tutti si domandavano: “Fare!?! Fare cosa?” Dopo l’affermazione di Mike, ci fu una grande confusione. Trent, cioè il cassonetto della plastica, era appena arrivato in città, egli era l’ultima generazione e rispetto agli altri era anche molto più intelligente. Rood allora pensò che sarebbe stata un’ottima idea chiedere consiglio a lui, dopotutto trovava sempre una soluzione per qualsiasi caso….ed è proprio così che andò, Trent trovò una soluzione in pochi secondi, propose di contribuire ad inquinare le strade, i parchi e qualsiasi altro luogo possibile. “Voi tutti, seguite il mio consiglio!” disse Trent con tono sicuro: “Se vorrete essere rispettati e trovarvi in ottime condizioni igieniche, dovrete sporcare tutto ciò che vi circonda! Non permettete agli uomini di farvi pulire e ogni volta che verranno a depositare il sacchetto in voi, tiratelo fuori e deponetelo per strada. Tutto ciò dovrà accadere con discrezione e la cosa più importante è che tutto dovrà svolgersi di notte”. “Si!!! Siamo con te Trent!” gridò in coro la folla. Col passare del tempo, durante i giorni a seguire la città divenne la più inquinata del mondo. Costatate le condizioni in cui si trovavano, gli uomini si vergognarono e…. iniziarono a darsi da fare: ripulirono la città in lungo e in largo e cominciarono a seguire con attenzione la raccolta differenziata. Si narra che da quel giorno in poi, in quella città, regnò ordine e pulizia.


La pace degli opposti Nella città di Napoli c’erano due clan che si contendevano il potere. La città era diventata famosa per la pizza e il mare ma, purtroppo, nel tempo, si era aggiunto un altro elemento che la rendeva famosa: “la spazzatura” . I due clan avevano deciso di prendere il nome proprio da questi elementi che avevano reso famosa la città . uno prese il nome di clan pizza margherita e in base al loro ruolo si dividevano in acqua , farina , sale , olio , pomodoro , origano e pepe . I componenti del clan spazzatura comprendevano tre grandi gruppi: umido , indifferenziato e multi materiale ; umido, a sua volta, era diviso in tante varianti come residuo animale , vegetale , cibo avariato e avanzi; l’indifferenziato comprendeva residui vari e il multi materiale si suddivideva in plastica , scatole e contenitori di varia origine , esso era il più ingombrante fra tutti. Questi due clan erano sempre in lotta tra di loro e spesso in TV si davano notizie di scontri violenti che mettevano in cattiva luce una città stupenda come quella di Napoli . Un giorno il gruppo pizza organizzò una festa sul mare e naturalmente ogni piatto era fatto con gli ingredienti della pizza . A questa festa volle partecipare anche il clan spazzatura . Quando i componenti del clan spazzatura giunsero sulla spiaggia, all’improvviso calò il silenzio per paura che scoppiasse una gran rissa ma…. sarà stato il “miracolo di S.Gennaro”…. ecco che all’improvviso il clan dell’ immondizia e della pizza margherita furono più uniti che mai perché parlando tra di loro riuscirono a capire che la pizza era l’oro di Napoli e avere una città pulita rappresentava il desiderio di ogni cittadino . Così da quel giorno i due clan si unirono e ripulirono la città tenendo conto della raccolta differenziata e ogni gruppo mentre puliva diffondeva il messaggio che…. la pace può unire ciò che è diverso


Peppino il contadino Tanto tempo fa in un piccolo paese del sud Italia, viveva un anziano agricoltore, di nome “Peppino il Contadino” . Egli per guadagnarsi da vivere aveva dedicato tutta la vita al suo piccolo orto, ma con il passare degli anni si accorse che le persone preferivano cibi che all’apparenza sembravano buoni e sani, ma che, in realtà, erano pieni di conservanti e nuocevano alla salute. Il contadino, dopo tanti ripensamenti, costretto dalla crisi economica, decise di abbandonare l’orto che per anni aveva curato con amore e dedizione per assicurare, alla gente del suo paese, gli ortaggi di migliore qualità. Ma….. la storia narra che, mentre annaffiava per l’ultima volta i suoi amati ortaggi…. Peppino sentì una voce stridula che proveniva dalla serra. Egli d’un tratto si voltò e non crebbe ai suoi occhi: i pomodori, i fagioli e l’insalata iniziarono a parlare: “non possiamo dargliela vinta” , borbottò zio peperone “Si hai ragione”, sottolineò il canoro pomodoro. L’anziano contadino rimase impietrito, ma poi prese coraggio e parlò a loro: “ che scherzo è mai questo?! Cosa volete?! Lasciatemi in pace, già ho tanti problemi, non me ne servono altri!”. Peppino capì: gli ortaggi, con quelle parole, volevano manifestare il proprio disappunto riguardo alla decisione presa da sé stesso, ovvero, di vendere l’orto. Lui non voleva dare un dispiacere agli ortaggi, ma non c’era via d’uscita, l’unica soluzione era quella! Peppino pensava e ripensava ad una soluzione che fosse migliore da quella già presa, d’improvviso udì delle voci armoniose e nel frattempo in TV passava la pubblicità di un famoso concorso musicale che metteva in palio una somma di denaro tanto alta da poter colmare i suoi debiti e far fronte alle spese dell’orto. All’ improvviso Peppino pensò : “ voci armoniose?... uguale denaro ” , ecco la soluzione ai suoi problemi. Uscì in un baleno dalla sua camera da letto, si precipitò verso l’orto che era situato vicino alla sua casetta e invitò gli ortaggi ad ascoltarlo: “ho trovato la soluzione ai nostri problemi, parteciperemo ad un concorso musicale dove metteranno in palio una grandissima somma di denaro, così ,forse, potremo riaprire l’orto!” Felici per la notizia, dopo un attimo, si accorsero di avere un problema: “ E chi canterà? ”, chiesero tutti in coro…”Voi” rispose Peppino. Il pessimista peperone espresse il suo dubbio dicendo: “cosa canteremo?”, “ho quello che ci serve” rassicurò il timido finocchio “comporrò io il testo”. Tra prove, scherzi e risate passarono giorni e arrivò la sera del concorso. Tutti erano agitati all’idea di esibirsi davanti ad un pubblico numeroso, ma puntarono sul contenuto del testo dove riponevano tutta la loro fiducia. Arrivò il momento dell’esibizione e contro tutti i pronostici fu un trionfo. Il pubblico colse il messaggio del testo e la canzone vinse. Nelle settimane successive al concorso la canzone schizzò in cima a tutte le classifiche e Peppino e gli ortaggi iniziarono con un tour in tutta l’ Italia diffondendo il loro messaggio. Intanto Peppino aveva riaperto l’orto e andava a gonfie vele. La gente finalmente capì che vivere una vita disordinata e malsana poteva danneggiare seriamente la salute e che mangiando sano si vive in equilibrio con il corpo e con la mente.


” o d n a l o v “ Fa

Indice: Copertina di Davide Valentino Introduzione di Antonio D'Agnese Carta Vetrata di Gabriella Piscitelli- Rosa Caliendo -Maria Rosaria Di Mauro - Luca De Crescenzo Quella famosa pizza di Federica Sagliocca e Gaetano Arcopinto Un amore in dispensa di Rosa Caliendo- Gabriella Piscitelli Maria Rosaria Di Mauro Il “sacrificio” di Jake di Michela Liparulo e Daniele Zampella Il matrimonio di Gabriella Piscitelli e Rosa Caliendo La rivolta dei cassonetti di Federica Sagliocca e Gaetano Arcopinto La pace degli opposti di Donato Farro e Vincenzo Di Micco Peppino il contadino di DanieleValentino - Antonio D’Agnese - Pietro Gersone – Pietro Valentino

ffe E a d n o c e S la raris” r e F o e l i l 013 a del “G a. s. 2012 - 2


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