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La politica statunitense sulla cannabis è venuta alla ribalta dopo che il Presidente Joe Biden ha concesso la grazia a tutti i cittadini americani condannati a livello federale per possesso personale di pic cole quantità di questa sostanza.
Biden ha inoltre spinto i governatori a fare lo stesso per quanto riguarda i reati statali. Ha anche incaricato il suo pro curatore generale e il suo Ministro della Sanità di valutare se sia il caso di riclassi ficare la cannabis.
La legge federale attualmente classifica la cannabis come sostanza controllata di serie I. In base a questo viene definita “attualmente inadatta a uso medico accettato e comportante un elevato potenziale di abuso”.
A molti tale classificazione sembra ingiu stificata, poiché vede la cannabis assimi lata all’eroina e all’LSD e in una categoria di rischio più elevato rispetto alle droghe che provocano l’epidemia di overdose in America, ovvero il fentanil e la metanfetamina.
“Non ha senso, troppe vite sono state rovinate a causa del nostro approccio fal limentare nei confronti della marijuana. È ora di porre rimedio a questi errori”.Presidente Biden.
I sostenitori dicono che il cambiamento è il primo passo per portare un’industria da 33 miliardi di dollari (quasi 34 miliardi di euro) nel mainstream e per dare sol
lievo a chi è stato colpito dalla “guerra alle droghe” avviata negli anni Settanta. Troppi sono i sostenitori a considerare la notizia una gradita opportunità per intavolare una conversazione più ampia sulla riforma della cannabis. Tuttavia, è stato per molti uno shock e ha compren sibilmente fatto schizzare alle stelle le azioni della cannabis.
Va notato che la grazia del Presidente è ancora relativamente limitata e riguarda solo il “semplice possesso”. Si stima che il numero di cittadini ammissibili alla grazia sia esiguo, ossia circa 6.500 persone in totale.
Quasi 29 milioni di americani sono stati arrestati per reati legati alla cannabis dal 1965 a oggi. La maggior parte delle condanne per possesso sono registrate solo a livello statale e locale e gli indulti presidenziali riguardano solo le accuse federali. Attualmente, nessuno si trova in una prigione federale esclusivamente
per possesso di cannabis.
Supponiamo che il riesame avviato da Biden richieda alla fine una nuova clas sificazione della cannabis. In tal caso, il governo federale dovrà rimettersi al passo con le riforme già in atto in diversi Stati americani.
Le organizzazioni per la riforma chie dono al Presidente di declassificare la droga e di regolamentarla come l’alcol o il tabacco.
Finora, 19 Stati hanno approvato la droga per uso ricreativo e 37 Stati e Washington hanno legalizzato la canna bis per uso medico.
Si parla quindi di oltre il 40% della popo lazione statunitense.
Altri cinque Stati - Arkansas, Maryland, Missouri, North Dakota e South Dakota - sono pronti a votare il mese prossi mo per la cannabis per uso ricreativo. Almeno altri quattro referendum sono previsti per il 2023 e il 2024. (RH)
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Se quando la canna bis verrà finalmente legalizzata anche in Italia si volesse sce gliere un modello originale e se questo modello fosse quello monarchico, il sovra no del mercato sareb be certamente Arjan Roskam di Greenhouse. Imprenditore avan guardista, fondatore del coffeshop Green House e co-fondatore di una delle banche di semi più celebri e pluripremiate sulla superficie terrestre, la Green House Seed Company, Arjan è davvero una leggenda vivente. Oggi abbiamo il piacere di intervistarlo in esclusiva per il pubblico italiano.
SSIT: Buongiorno Arjan, se dovessi rivolgerti a un giovane grower che per la prima volta decide di germinare un seme di cannabis ed ha scelto una delle tue genetiche, cosa raccoman deresti?
I consigli che posso dare ai giovani sono di guardare su youtube i nostri video di grow sessions e, all’inizio, di scegliere le genetiche piu semplici e classiche come la nostra Exodus Cheese o Super Lemon Haze (se preferite le Haze) per poi passa
re alle genetiche “nuove” con incroci tra piante classiche e piante americane come Pulp Friction o Persian Pie Ztrawberry. Tutto dipende dalla dimensione della grow room, ma cercate sempre di mettere alme no 3/4 semi per genetica per capire quale dei differenti fenotipi vi piace di più e per poi essere pronti in futuro anche a selezio nare le piante madri da conservare.
SSIT: Arjan di Greenhouse è un marchio di qualità riconosciuto e riconoscibile un po’come il Parmigiano Reggiano per noi italiani. Della tua lunga biografia nel mondo della marijuana, vuoi scegliere tre dei momenti più significativi?
Il primo é stato nel 1993 quando High Times Magazine organizzó la Cup di Amsterdam e vincemmo cinque premi come miglior strain diventando famosi in Europa e Oltreoceano. Il secondo, nel 1995/96, quando creammo il concetto “King of Cannabis” in cui la mia figura ospitava celebritá dello spettacolo e della musica nei nostri coffeeshops.
Questi eventi ci permisero di diventare celebri anche al di fuori del mondo canna bico e calcola che ai tempi in USA non era mica legale, quindi vedere Mike Tyson o Snoop Dog godersi l’erba in tranquillitá era cool e affascinante! Il terzo momento, nel 2008, quando abbiamo iniziato a filmare le nostre “spedizioni” di Strain Hunters che ci hanno reso popolari ovunque: Malawi, India, Marocco, Jamaica, Trinidad e Saint Vincent erano zone dove la cultura can nabica era gia presente e la nostra voglia di esplorarle ci ha dato la possibilitá di mostrarle al pubblico e di continuare a lavorare sui nostri progetti di creazione di genetiche tramite piante autoctone (lan drace). Ma, ancora più importante, ha dato il via ai processi di legalizzazione in alcuni di quei paesi, per questo magari dovrem mo fare un’episodio in Italia...
SSIT: Negli ultimi anni ti abbiamo visto spesso in diversi eventi cannabis in Italia. Che effetto ti fa venire nel paese di Franco e riscontrare ancora il grande affetto che la comunità di col tivatori italiani nutre per lui?
Io e Franco ci siamo conosciuti nel 1998, lui lavorava come dealer nel mio coffeeshops di Waterlooplein e mia moglie aveva
notato la sua passione e la capacità di parlare molte lingue. Quando nel 2001 ho ottenuto la prima licenza a livello mondiale per la coltivazione di cannabis terapeutica in Olanda avevo bisogno di un master grower visto che, essendo proprietario di coffeeshop, non potevo farlo e mi é venuto naturale chiedere a lui. Da quel momen to abbiamo fatto otto episodi di Strain Hunters e anni di vita e progetti insieme. Per me il giorno della sua morte rimane il piú triste di sempre, ma vedere l’affetto che in tutto il mondo e particolarmente in Italia le persone hanno ancora per lui mi rende felice e mi da la forza di continuare ad avere la stessa energia che ci trasmet tavamo a vicenda. In fondo abbiamo tra scorso momenti memorabili, era davvero un grande!
SSIT: Arriviamo al presente, ci racconti quali dei vostri strains vi ha dato maggiori soddisfazioni durante la scorsa stagione?
Tra tutte quelle che sono uscite negli ultimi mesi: la King’s Juice, la Lemon Orange e la Fullgas, ma anche le ultime King’s tart, Persian Pie e Pulp Friction mi hanno reso orgoglioso del lavoro che abbiamo svolto.
SSIT:
dei semi,
un interessante fertilizzante in polvere. Di cosa si tratta?
Anni fa quando abbiamo lanciato la linea di GHFeeding, molti dei grandi nomi del mondo dei fertilizzanti pensavano fosse una follia usare il prodotto in polvere. Oggi vedere che molti di loro hanno iniziato a farlo ci da un senso di orgoglio e soddisfa zione. Dal punto di vista della sostenibilità e della logistica le polveri sono il futuro. Piano piano in Europa e soprattutto in Italia abbiamo visto crescere le vendite e sempre piú growshop hanno iniziato a distribuire le nostre due linee nonostante, al momento, i margini non siano al pari rispetto ad altri prodotti liquidi.
Siamo, però, convinti che i growers capiranno che spendere molto per acqui stare tanti prodotti non vale la pena se spendendo la metá si possono avere risultati eccellenti con un prodotto all-inone. Decisamente un prodotto studiato da growers per i growers!
Per maggiori informazioni: www.greenhouseseeds.nl
Uno degli aspetti più entusiasmanti della coltivazione indoor della cannabis è il momento in cui ci si accinge a passare dal fotoperiodo 18/6 al fotoperiodo 12/12. La lunga fase vegetativa è terminata e siete ora in grado di vedere cosa riescono a fare le vostre piante a livello di produzione di cime, resina, terpeni e resa. In questo articolo vi illustriamo la fase di allungamento, cosa la provoca, come reagiscono le varie piante, i metodi di training utilizzabili per aiutarvi a controllarlo e i nostri 5 consigli principali che vi renderanno la vita il più semplice possibile.
Cos’è l’allungamento?
Fondamentalmente, si riferisce al momento in cui le piante di Cannabis passano dalla fase vegetativa all’inizio della fioritura. Quando le ore di luce diminuiscono, pas sando da 18 a 12, le piante rispondono producendo ormoni e auxina che spin gono al massimo la crescita in altezza. L’allungamento avverrà durante le prime 1-3 settimane in fotoperiodo 12/12 e alla quarta settimana sarà terminato.
Cambiamenti ormonali
Poiché la Cannabis è una specie a dominan za apicale, essa crescerà con la cima della corona primaria. A meno che non si effettui training sulle piante, è possibile che alcune varietà a predominanza sativa crescano raggiungendo un’altezza di 245-460 cm all’aperto. L’uso di metodi di training come la cimatura può facilmente alterare il livello di auxina prodotta dall’ormone della crescita e consentire alle piante di assumere un aspet to cespuglioso e tozzo.
Le piante di Cannabis Indica:
• Una volta entrate nelle prime settimane in fotoperiodo 12/12, raddoppiano le loro dimensioni.
Le piante di Indica sono più adatte ai coltivatori che dispongono di spazio di coltivazione limitato.
• Di norma, l’altezza finale di una pianta di Indica varia da 90 a 120 cm.
• Le piante di Sativa, una volta fiorite, possono allungarsi rapidamente e talvolta triplicare le proprie dimensioni.
• Senza training, al chiuso alcune piante di Sativa possono diventare molto alte.
• L’altezza finale di una pianta di Sativa può variare da 180 a 270 cm.
• A seconda della composizione genetica, queste piante in genere raddoppiano le proprie dimensioni.
• Gli ibridi sono un mix equilibrato di genetiche Indica e Sativa.
• L’altezza finale di un ibrido può variare da 120 a 150 cm.
1. Cimatura - Si tratta del modo più semplice che consente d’interrompere la
produzione dell’ormone della crescita, l’au xina, responsabile della crescita verticale. La cimatura, o pizzicamento, consiste sem plicemente nel rimuovere completamente il germoglio della corona e nel lasciare i piccoli germogli ascellari ai lati. Le piante che vengono cimate durante la fase vegetativa avranno una forma caratteristica ad albero di Natale cespuglioso e la frequenza della cimatura potrà determinare il numero di siti di crescita.
2. Training verso il basso - Chiamata anche “low stress technique” (LST), il training verso il basso è un modo per manipolare la chioma senza stress. Utilizzando uno spago o un filo metallico adatto alle piante, si può prendere il punto più alto della pianta e legarlo verso il basso. In questo modo, la pianta viene indotta a pensare che il ger moglio della chioma non sia più presente e manda quindi l’ormone della crescita al resto della pianta per sostituire il germoglio primario della chioma. Nel giro di pochi gior ni, la parte originariamente legata verso il basso è cresciuta normalmente verso l’alto.
3. SCROG - A volte è necessario utilizzare una rete per mantenere uniforme una pianta di grandi dimensioni. La coltiva zione Screen of Green può richiedere tempo e pazienza e spesso implica l’utilizzo simul taneo di numerose tecniche di training per ottenere i migliori risultati. Lo SCROG è un modo eccellente per incrementare le rese, sostenere le piante e massimizzare lo spazio di coltivazione indoor, ma è più adatto ai coltivatori esperti.
5 dritte su come tenere sotto controllo l’allungamento
Dritta n. 1:
Assicuratevi sempre di lasciare ampio spa zio alle piante per crescere. A prescindere che stiate lavorando con incroci di Indica o Sativa, fate in modo che le piante non cre scano troppo in altezza e in prossimità delle fonti luminose.
Dritta n. 2:
Una volta che le piante si sono allungate, evitate di effettuare qualsiasi tipo di training delle piante, come la cimatura, il fimming o il super cropping (spezzare gli steli). Questo
non farà altro che stressare la pianta e, in alcuni casi, potrebbe addirittura indurre l’ermafrodismo.
Dritta n. 3:
Se siete alla terza settimana in fotoperiodo 12/12 e vi accorgete che le vostre piante stanno crescendo troppo in altezza, la cosa migliore da fare è semplicemente quella di effettuare training verso il basso il più possibile. Qualsiasi riduzione dell’altezza è un vantaggio in più e questo tipo di training effettuato precocemente può anche evitare in seguito un forte stress da calore.
Dritta n. 4:
Quando si coltivano più varietà allo stesso tempo, si noterà che alcune di esse divente ranno più alte delle altre. È meglio cercare di ottenere una distribuzione uniforme della luce, assicuratevi quindi che le varietà più basse a predominanza indica non vengano trascurate per quanto riguarda la luce.
Dritta n. 5:
Lo stress termico può essere uno dei motivi
principali che comportano una notevole crescita in altezza delle piante. Anche le temperature fredde notturne possono comportare piante alte ed esili. Mantenete le temperature della vostra stanza di coltiva zione fra i 18 e i 24 gradi centigradi. Questo significa che quando le luci sono spente la temperatura scende tra i 18 e i 20 gradi centigradi e quando le luci sono accese la temperatura sarà di 24 gradi centigradi.
A volte la fase di allungamento può sopraf fare un coltivatore alle prime armi, portan do le piante a essere scomodamente alte e rischiando inoltre lo stress termico dovuto all’eccessiva vicinanza alle luci. Se non siete sicuri di quanto possano diventare alte le vostre piante una volta indotta la fioritura, preparatevi ad applicare le tecniche di training durante la fase 18/6. In questo modo sarete avvantaggiati una volta che i timer verranno reimpostati e potrete anche imparare di più su come le diverse piante di Cannabis rispondono alla fioritura.
Il consumo di elettricità è sempre stato uno dei primi fattori presi in considerazione dai coltivatori indoor. Ora che i prezzi dell’energia stanno salendo alle stelle, stanno tutti letteralmente cercando un modo per ridurre la spesa per l’energia. In questo articolo vi darò alcuni consigli utili su come agire in questo senso mantenendo elevati gli standard qualitativi della vostra produzione.Creare e mantenere condizioni climatiche adeguate è estremamente energivoro, ma la qualità e la quantità del raccolto dipendono da ciò. L’illuminazione e i sistemi necessari per mantenere la temperatura e l’umidità a un livello ottimale costituiscono la fetta più consistente delle bollette elettriche. Diamo quindi un’occhiata a questi due aspetti, perché sono proprio quelli che offrono il maggior margine di risparmio potenziale.
a diminuire. In altre parole, aumentando l’intensità dell’illuminazione si può ottenere una resa maggiore per area di coltivazione, ma solo fino a un certo punto. A un deter minato livello smette infatti di dare i suoi frutti in termini di uso efficiente dell’elettri cità consumata.
A prescindere che si coltivi in camera da letto o che si gestisca una grande impresa commerciale, in entrambi i casi è neces sario utilizzare l’illuminazione artificiale, sempre che si voglia coltivare indoor. Ovviamente si può subito dire che più luce c’è, migliore sarà il raccolto. Tuttavia, questo è vero in condizioni di coltivazione ottimali. Affinché le piante possano sfrutta re l’elevata intensità luminosa, è necessa rio che ricevano anche sostanze nutritive sufficienti, oltre a CO2. Inoltre, l’intero ambiente deve avere una temperatura e un’umidità ottimali. Anche se tutte queste condizioni vengono soddisfatte, non con viene esagerare con l’intensità luminosa. Ho detto che più luce c’è, migliore sarà il raccolto, ma questo vale solo fino a un certo punto. Per essere più precisi, vale la pena parlare in termini di unità PPFD, vale
a dire la densità di flusso dei fotoni foto sintetici che raggiunge una determinata area, come molti lettori di Soft Secrets già sapranno. Viene espressa in μmol/m2s e il valore consigliato per la coltivazione indo or è compreso fra le 250 e le 1.500 μmol/ m2s, a seconda della fase del ciclo di vita delle piante. A titolo di esempio vi riporto questa indicazione: in una limpida giornata estiva tale valore è di circa 2.000 μmol/m2s.
Molti esperimenti hanno dimostrato che maggiore è la PPFD, maggiore sarà la resa assoluta per area di coltivazione. Tuttavia, stiamo parlando di efficienza, a cui si arriva se si calcola la quantità di energia necessa ria per far crescere un grammo di materia vegetale essiccata. In questo caso, la curva raggiunge un picco tra le 700 e le 1.000 μmol/m2s, dopodiché l’efficienza comincia
Vi faccio un esempio pratico: quando abbiamo testato una nuova fonte illu minante a LED, l’intensità PPFD di cui disponevamo era di 900 μmol/m2s e la potenza installata era 490W per m2. La resa è stata di 850 g/m2, ossia 1,73 g/W. In totale, la luce è rimasta accesa 1.158 ore e abbiamo speso 113,48 euro per l’energia necessaria per l’illuminazione, vale a dire 0,141 euro/g. Il secondo gruppo di piante ha ricevuto una PPFD di soli 750 μmol/m2s con una potenza d’illuminazione di 420W per m2. La resa è stata di 780 grammi, vale a dire 70 grammi in meno rispetto al primo gruppo, ma l’efficienza è stata mag giore, perché abbiamo ottenuto 1,85 g/W e il costo dell’elettricità utilizzata per l’illu minazione è sceso a 97,27 euro, vale a dire 0,124 €/g. La differenza di costo ha rasen tato il 14%, il che non è affatto trascurabile. Un ciclo di coltivazione per metro quadra to costava 16,24 euro in meno, e questo quando un kWh costava 0,25 euro; oggi il risparmio assoluto è ovviamente molto più elevato. Ciò significa che se si vuole incre mentare l’efficienza e ridurre i costi e si è disposti ad accettare una minore resa in materia essiccata dell’area di coltivazione, è opportuno ridurre l’intensità luminosa a circa 750 μmol/m2s. Questo sembra esse re il rapporto costo/resa più favorevole. Il requisito fondamentale di una coltiva zione efficiente è ovviamente l’utilizzo di fonti luminose di alta qualità, siano esse a LED o a scarica ad alta intensità (sodio o alogenuri metallici). Se non sapete come utilizzare il calore emesso dalla vostra fonte luminosa, optate per i LED. Se col tivate per esempio in una piccola stanza di coltivazione con una superficie di 1 m2, otterrete chiaramente un risultato migliore se usate un’illuminazione a LED di circa 400W rispetto a una lampada al sodio della stessa potenza.
Mantenere la temperatura e l’umidità relativa a un livello ottimale è un altro compito che richiede un grosso investi
mento a causa del consumo di elettricità. Diversi coltivatori indoor riscontrano pro blemi legati alla forte escursione termica fra le temperature diurne e notturne. Logicamente, se si vuole risparmiare sull’e nergia, si dovrebbe prevedere un sistema di stoccaggio per il calore che va eliminato durante il giorno e, idealmente, utilizzarlo per riscaldare la stanza di coltivazione durante la notte. Esistono soluzioni diverse per raggiungere questo obiettivo, ma in genere vale la pena utilizzarle nelle impre se commerciali più grandi. Grazie ai distri butori di sistemi HVAC professionali, que ste soluzioni sono estremamente comuni. Ma come ridurre i costi per la climatizza zione nelle piccole colture domestiche? La soluzione più semplice è quella di utilizzare il calore della stanza di coltivazione per riscaldare parti della casa o dell’apparta mento. Suppongo che la maggior parte dei coltivatori lasci semplicemente uscire l’aria calda dalla propria stanza di coltiva zione. Utilizzarla per riscaldare la propria abitazione non comporta ovviamente un risparmio diretto, ma può far risparmiare parte della bolletta per il riscaldamento domestico. Questo vale ovviamente solo per i mesi invernali.
Esiste comunque un modo efficace e rela tivamente semplice per eliminare i costi di raffrescamento o di riscaldamento di una stanza di coltivazione, soprattutto quando si coltiva in casa: cercare di utilizzare aria più fresca proveniente dall’esterno. Le stanze di coltivazione a circuito chiuso pre sentano determinati vantaggi, ma compor tano costi di gestione più elevati. Bisogna integrare un maggior quantitativo di CO2 e utilizzare molta energia per il raffresca mento. In gran parte dell’Europa fa abba stanza freddo durante la maggior parte dell’anno, il che consente di raffrescare comodamente una stanza di coltivazione usando l’aria esterna.
Non dimenticate di filtrare l’aria in ingresso per evitare di ricevere visite indesiderate sotto forma di parassiti nella vostra stanza di coltivazione. Nelle zone in cui le tem perature diurne sono più elevate, tenere le luci accese durante la notte, quando fa più freddo, potrebbe essere una valida opzione. Tuttavia, se vivete in una località dove fa molto caldo, si presume che ci sia anche molto sole. Se così fosse, la soluzio ne ideale è quella d’installare un impianto fotovoltaico. Tale impianto consente di raf
Con l’aumentare dell’intensità luminosa, aumenta la resa assoluta, ma l’efficienza complessiva raggiunge un picco e poi diminuisce.
frescare tranquillamente e di utilizzare le luci a costo zero anche nelle calde giornate di sole. Avere la propria fonte di energia costituisce naturalmente un vantaggio enorme, a prescindere che si abbia una coltivazione domestica o commerciale. Si tratta solo di calcolare quanto tempo ci vorrà per rientrare dall’investimento.
Tuttavia, per le attività commerciali, riusci re a coprire almeno una parte dei consumi utilizzando la propria energia è e sarà necessario. L’autosufficienza energetica è l’unico modo per affrontare l’impatto dei fattori esterni sul costo della produzione.
Le varietà autofiorenti offrono anche la possibilità di risparmiare energia elettrica per l’illuminazione. Sì, a prima vista può sembrare che le autofiorenti richiedano più luce, e quindi più elettricità, ma la veri tà è che non hanno bisogno di una fonte luminosa così potente rispetto alle classi che varietà a fotoperiodo. Questo rende anche più facile mantenere la temperatura desiderata nella stanza di coltivazione. Il fattore fondamentale è la quantità totale di fotoni fotosinteticamente attivi che raggiungono le piante. Tale fattore viene
chiamato DLI (Integrale di luce giornaliero). Per la cannabis, il DLI ottimale è compreso più o meno fra 30 e 45. Una fonte di luce più forte può fornire il DLI necessario alle piante in meno tempo, mentre una fonte più debole ne richiede un po’ di più. E poiché in genere, per le autofiorenti (o per chiamarle in modo più preciso, varietà a fotoperiodo neutro), si consiglia di som ministrare fra le 18 e le 20 ore di luce al giorno durante l’intero ciclo di crescita, si disporrà anche di più tempo per raggiun gere il DLI necessario e non servirà dun que una fonte di luce così forte. Ciò significa che quando si coltivano varie tà autofiorenti si possono ridurre i costi dell’elettricità per l’illuminazione e l’aria
condizionata. Devo comunque aggiungere che anche in questo caso occorre scende re a una sorta di compromesso. Bisogna essere il più efficienti possibile e ridurre le spese per la produzione. Se si somministra alle varietà autofiorenti più luce, e quindi un DLI più elevato, la resa assoluta per una determinata area di coltivazione sarà mag giore, ma lo sarà anche il costo della pro duzione per grammo, come ho già detto. Le varietà autofiorenti non sono adatte a scopi commerciali, quindi questo mio ultimo consiglio è rivolto principalmente ai coltivatori domestici. Che siate piccoli o grandi coltivatori, vi auguro di riuscire nelle vostre avventure di coltivazione, soprattut to in tempi così difficili.
Per iniziare questo viaggio, Mr. Knolle ha fatto germinare con successo due semi femminizzati di Orange Sherbert nella sua area di test. Dopo circa 2,5 giorni di germi nazione, le due piantine erano pronte per passare alla fase vegetativa di 3,5 settimane. Si sono entrambe ramificate precocemente e hanno raggiunto un’altezza di 37 e 41 cm già nel momento in cui hanno ricevuto il segnale di fioritura da parte di Mr. Knolle, attraverso il passaggio dal fotoperiodo 18/6 al fotoperiodo 12/12. Altezze che a quel punto sono state una sorpresa, vista la loro natura indica all’80%. Tuttavia, avevano una forma ben ramificata – “una buona impalca tura di rami solidi per la fase di fioritura”, ha affermato con approvazione Mr. Knolle.
La fase di fioritura: cime voluminose, colori bellissimi e resina intensamente profumata a profusione
Un’impalcatura solida da cui si sono svilup pati in breve tempo numerosi siti di gem mazione. Dopo una forte crescita dei rami nel corso delle prime quattro settimane di fioritura, le due piante sono quasi triplica te in altezza (cosa altrettanto insolita per
una varietà con una così forte inclinazione indica), ma al contempo sono comparsi numerosi grappoli densi di fiori lungo i rami, che in poco tempo hanno mostrato un rapporto calice-foglia piuttosto elevato e si sono sviluppati in cime ben proporzionate che hanno cominciato subito ad accendere le loro pompe di resina, presto funzionanti a pieno ritmo. Sono venuti alla luce cristalli a bizzeffe che hanno sommerso le cime sempre più in profondità in un gelido mare polare di tricomi. Verso la fine della fioritura, una pletora di cime laterali si è radunata intorno a un’impressionante cima lunga e voluminosa di circa 50 cm, come a costituire la guardia d’onore. Tutte le cime superiori hanno prodotto foglie di fiori di un affasci nante colorazione viola nella parte alta. I sensi di Mr. Knolle sono rimasti stregati da questi fiori colorati che trasudavano resina non solo visivamente, ma anche olfattiva mente: la fragranza paradisiaca che emana vano era dolce e meravigliosamente aran ciata, come descritto – “non solo per me che sono un amante dei veri frutti dell’arancio, qui c’è davvero da farsi venire l’acquolina in bocca!", ha detto deliziato.
Dopo 64 e 67 giorni, lo spettacolo della fiori tura della Orange Sherbert è giunto al termine in modo affascinante, portando le piante a un’altezza finale di 102 e 117 cm rispettivamente.
Dopo che Mimosa Evo, la prima varietà Barney’s Farm della carriera di coltivatore di Mr. Knolle, si è rivelata uno spettacolo da togliere il fiato, lui ha sentito ovviamente il desiderio di buttarsi in altre avventurose sperimentazioni con varietà basate sul lavoro di questa popolarissima azienda di semi olandese. Una delle varietà Barney’s che lo interessava in modo particolare era la Orange Sherbert. Non c’è da stupirsi: i neu roni di quale appassionato di cannabis non si accenderebbero all’impazzata leggendo il raffinato pedigree di questa pianta a pre dominanza indica all’80%? Orange Cream x Purple Urkle x Cherry Pie - un cast america no di grandi star davvero promettente!
Proprio come molte altre cultivar Barney’s, la Orange Sherbert è in grado di stupire i coltivatori con una resa elevata: fino a 650 grammi secchi per metro quadrato. Per quanto riguarda la fioritura, potrebbe esse re necessaria un po’ di pazienza in più rispet to alla media prima che i coltivatori possano raccogliere i frutti arancioni del loro lavoro, dato che la maturazione può richiedere fino
a 70 giorni, sebbene ne possano bastare anche 60. Le piante crescono raggiungendo un’altezza media, producendo cime pesanti e di grandi dimensioni sui rami laterali, che potrebbero aver bisogno di essere sostenuti. All’altezza del nome della varietà, questi fiori abbondantemente impregnati di tricomi, capaci anche d’indossare una vera e propria livrea viola, emanano una profonda fragranza di arancia dolce, il cui bouquet si traduce completamente in un gusto dello stesso tipo. Dal punto di vista dell’effetto, in linea con la sua genetica, si può ritrovare una grossa impronta di indica e la Orange Sherbert offre infatti un rilassamento favo loso: la forza di questa varietà risiede nella felice atmosfera di pacifica tranquillità che regala.
Anche in outdoor la Orange Sherbert fa un’ottima figura, dimostrando di essere una pianta molto veloce da coltivare, con una maturazione che arriva entro la terzaquarta settimana di settembre. Se tutto va secondo i piani, i coltivatori vengono ricom pensati per i loro sforzi con raccolti che pos sono raggiungere i 700 grammi per pianta.
Essendo così cariche di cime grandi e dense, Mr. Knolle non è certo rimasto sorpreso del fatto che una delle piante gli abbia regalato un nuovo record personale di resa, con ben 115 grammi essiccati, mentre la seconda (98 grammi) ha quasi raggiunto un risultato a tre cifre. Attraverso un’accurata essiccazio ne e una leggera fermentazione, il profilo terpenico arancione è stato ulteriormente affinato e, insieme agli innumerevoli pistilli arancioni presenti sulle cime essiccate della Orange Sherbert, ha reso il meritato onore al nome della varietà.
Quando Mr. Knolle ha rollato la sua prima canna di prova di Orange Sherbert, gli è sembrata il “gambo di un frutto”: già quando l’ha fumata a secco, facendo cioè un tiro mentre non era ancora accesa, è rimasto colpito dal gusto deciso di arancia. Ma anche fumandola in combinazione con la piccola quantità di tabacco usata da Mr. Knolle, il sapore si è rivelato inconfondibile, una pura e squisita sensazione di agrumi. Anche sulle labbra si sono accumulati strati di aroma dolce e fruttato, cosa che ha notato passan doci la lingua. Con due profonde inspirazio
ni nei polmoni, ha sentito un’ondata di calo re indica che, qualche tiro più tardi, gli ha inondato il corpo e la mente di una felicità profondamente rilassata che è durata circa due ore. Si era scordato di togliere la mone ta da 2 euro dal carrello dopo aver fatto la spesa? Nessun problema!
Oggi al lavoro il suo capo aveva fatto di nuovo i complimenti solo al suo nuovo col lega? Nessun problema, ai nuovi dipendenti in gamba è giusto dare un riscontro positivo. Gli inquilini di sotto ascoltavano di nuovo la musica a tutto volume? Beh, vivi e lascia vivere. Tutto ciò che lo aveva infastidito durante il giorno poteva ora essere visto con una buona dose di stoicismo.
“Questa versione della varietà Barney’s Farm è semplicemente DA URLO! La Orange Sherbert ha conquistato la prima posizione nella mia lista dei record di resa e mi ha regalato sia un notevole gusto di arancia che un delizioso effetto super rilassante da indi ca. Se dovessi dare un voto come a scuola, sarebbe una bella A!”, ha concluso in modo appassionato Mr. Knolle.
Genetica Orange Sherbert (Orange Cream x Purple Urkle x Cherry Pie)
Green Born Identity – G.B.I.
Durante una recente sera post elet torale mi trovavo in Campania e ter minata l'intensa giornata di lavoro, mi sono seduto in un ristorante a godermi uno scampolo di riposo. Un tavolino ospitale, un bicchiere di vino e un libro da sfogliare per rilassarsi in attesa della cena.
Un momento di astrazione dal ritmo forsennato di una tipica giornata media. Ad un tratto però, mentre indulgevo in riflessioni estemporanee, una sorpresa si palesava di fronte alla mia incredulità: il ragazzo che con gentilezza mi avrebbe portato da man giare altro non era che uno storico let tore di Soft Secrets, un appassionato breeder e un divulgatore botanico nel campo della coltivazione di marijuana.
Di fronte a me avevo Gennaro. Il suo nome social è Wonybar e questo ragazzo, dai modi semplici e diretti, su Instagram segue con fertili consigli una schiera di adepti interessati alle tecniche di produzione di cannabis per uso personale. Siccome l'ascissa e l'or dinata del nostro lavoro sono sempre stati la coppia "passione e dedizione" ho riconosciuto in Gennaro un genui no esempio di questa dicotomia e così ho deciso di offrire ai nostri lettori il frutto della nostra chiacchierata.
mento o a risultati veramente scarni. Allora pensai d'incominciare ad essere un faro di esperienza e un porto sicu ro di buoni consigli del tutto spassio nati e gratuiti, nacque così WONYBAR. Fu un fenomeno strano perché ebbi un boom di richieste ed adesioni note vole per uno sconosciuto che offriva un carico di esperienza e sapere senza nulla a pretendere.
Durante la pandemia ebbi più tempo per osservare il mondo che, dormien te, mi circondava. Notai così che, tra le masse, c'erano una moltitudine di ragazzi, neofiti ed esperti, che vole vano mettersi alla prova con la colti vazione, magari in seguito ad un falli
Da sempre sono appassionato di scienze naturali. A tredici anni mi sono accostato alla botanica con le piante di basilico e fagioli, poi, verso il mio quin dicesimo compleanno, alcuni amici mi fecero provare un po' di skunk e fu in quel momento che per la prima volta al mondo emisi il mio primo vero vagito.
Avevo 19 anni quando persi mio padre, il cancro se lo portò via in 10 mesi... Premettiamo che nel 1995, purtroppo, non esisteva l'informazione capillare che oggi viene così generosa mente offerta dalla rete e che appren dere qualcosa ti portava inesorabil mente a condurre vere e proprie ricer che sulle varie enciclopedie cartacee con tempi relativamente prolungati.
Incominciai, così, a studiare la canna bis come rimedio antalgico per varie tipologie di dolore, la sua incredibile storia ed i meccanismi biologici che ne regolano la nascita, la crescita e la morte. La vera passione nacque
quando incominciai ad avere coscien za delle sue innumerevoli proprietà e del suo impiego in praticamente tutti i settori conosciuti dall'uomo.
della genetica e primo vero bree der. Leggevo sempre di genetiche Indiche, Sative, Ruderalis, ibridi ecc.... Incuriosito ed affascinato, indulsi in un piccolo esperimento che mi vedeva incrociare una genetica come l'Himala ya Gold con una Og Purple.
Nel proseguo dei miei studi, asso lutamente auto didattici, mi sono accostato alle leggi di Mendel, padre
Quest'ultima presentava dei tratti monoici e quindi approfittai del polline ed eseguii la mia prima impollinazione mirata. Attesi la maturazione dei semi e quando poi sviluppai la mia prima F1 fu illuminante perché mi resi conto
SSIT: Da quanto tempo e come ti sei appassionato di cannabis?
SSIT: Cosa significa per te essere breeder e quali sono le qualità necessarie per svolgere questo lavoro?
SSIT: Caro Gennaro come nasce il tuo lavoro divulgativo su Instagram?
che per essere breeder, bisognava avere certo conoscenza di genetica, ma non a livelli estremamente pro fondi. Più di tutto, ci voleva e ci vuole spirito di osservazione e pazienza nel selezionare i fenotipi. Le prime volte si sbaglia sicuramente, infatti è la pratica che rende perfetti.
il sistema di mettere il polline fresco in un sacchetto di plastica, grazie a quest'ultimo il polline verrà applicato sull'infiorescenza per qualche minuto in modo da impregnare tutti i pistilli.
Per applicare il sacchetto di plastica, non faccio altro che prendere il fiore e delicatamente lo inserisco al suo interno agitandolo un po', poi, quando è la volta del fiore femmina, ripeto alla stessa maniera i movimenti eseguiti in
seguire da quando avevo cinque anni e che ha soddisfatto la mia sete di sapere. Infine, il mio padre spirituale: Gregorio Mendel.
Nel corso del tempo nacque la neces sità di celare alla vista le creature che mettevo al mondo, ed in pratica mi
che prevede di piegare, legandoli, steli e rami per incoraggiare una crescita più efficiente e produttiva], ma in maniera naturale ed assolutamente radente al bordo del vaso.
Purtroppo ci si ritrova in Italia... paese assolutamente conservatore e proibi zionista, in cui lo Stato fa il forte con i deboli ed il debole con i forti.
Questo è un deterrente mostruoso per chi vorrebbe studiare la pianta in piena libertà senza dover contemplare la fuga di cervelli in paesi dove questi vengono utilizzati in modo più edifi cante come alcuni Stati USA, Spagna... Per poter fare ciò che faccio, qui in Italia, è certamente più difficile non essere arrestato che affrontare le criti cità tecniche che si possono parare sul cammino di un breeder.
precedenza. Il sacchetto che sono soli to procurarmi è il rivestimento esterno dei pacchetti di sigarette.
Quel tipo di materiale mi ha reso un servizio impareggiabile grazie alla sua elettro-staticità.
venne in mente il ricordo che avevo delle lezioni di scienze alle elementari. In particolare, pensai alla lezione sulle lenticchie che venivano messe sull'o vatta posta in un bicchiere all'interno di una scatola di scarpe con solo una finestrella posta su un lato...
Appena farete questa manovra, la pianta andrà ancorata verticalmente ad una doga di legno per conservarne la forma ed impedire il suo raddriz zamento. Infine, farete lo stesso con i rami nel momento in cui tenderanno ad andare in alto, così facendo, con questa tecnica si ha lo stesso effetto della rete, ma senza rete e soprattutto anche in outdoor.
Potete trovare la dimostrazione nella mia vecchia pagina che purtroppo però è stata hackerata.
Quando ebbi da conciare la mia prima genetica la ribattezzai ibridando i due nomi proprio come avevo fatto con le due piante e nacque, così, la OG GOLD. Era molto buona, ovviamente non avrei potuto dire il contrario, per ché era frutto delle mie deduzioni che, apparentemente, sembravano cor rette per aver traslato a ciò che stavo fumando, con tanto gusto, un sapore di Big Babol all'uva e dei sentori cara mellati con retrogusto di agrume.
In pratica, il paradiso tra le fauci. La cosa più sconvolgente però, non era nemmeno il potente "stone" fisico, ma il fatto che in tutto il globo terrestre, fossi l'unico privilegiato a poter assa porare quella genetica così unica. Il mio lavoro nel mondo della cannabis è quello di dare una mano a chi la necessita. Il mio motto è "sempre al servizio del grower libero dalle mafie".
Quest'ultima, infatti, gioca un ruolo fondamentale perché, una volta indi viduata l'infiorescenza maschio, si aspetta che sbocci rivelando i suoi stami, alias quelle bananine gialle che spuntano al centro del fiorellino, essi sono composti di polline estremamen te volatile, quindi, una volta che si incappuccia il fiore maschio con que sto involucro, il polline verrà attirato naturalmente dalla staticità, poi con lo stesso involucro precedentemente impregnato di polline e, con estrema cautela, si ripeterà la stessa operazio ne sul fiore femmina.
Questo permetterà ai pistilli di cap tare il polline e trasportarlo all'ovaio dove poi in seguito si paleserà il seme. Dopo questa operazione bisogna con trassegnare il fiore impollinato con un nastro, magari di vario colore, in modo da differenziare le varie genetiche ed il gioco, in parte, è fatto.
SSIT: Chi sono stati i maestri che ti hanno insegnato il piacere della condivisione del sapere?
La tecnica che prediligo è l'impollina zione mirata perché mi dà la possibili tà di poter incrociare più genetiche su una stessa madre. In pratica si trova
Nella mia vita sono sempre stato curioso e per questo mi sono acco stato a tante discipline. Devo tutto ai miei tre padri. Il mio padre genetico, Giuseppe, che mi ha stimolato nella voglia di conoscere. Il mio padre scien tifico, Piero Angela, che incominciai a
In tali condizioni si noterà che le plan tule di lenticchie spunteranno dalla finestrella spinte dalla ricerca della fonte di luce. Il Gennaro's scrog è basato su questo principio.
In pratica, si corica il vaso su di un lato e si costringe la pianta a crescere e prefiorire in questo modo. Poi, una volta che si ricolloca il vaso in posizio ne normale, noterete che la pianta si è fatta un'auto LST [Ndr. Il low stress training è un metodo di manipolazione
Vorrei fare un appello. Seguo alcuni pazienti cannabici che hanno estrema difficoltà a reperire le varie terapie di Bedrocan e derivati, in collaborazione proprio con una paziente di Bologna che su Instagram si fa chiamare Roby tigre, stiamo portando a termine una genetica che possa avere un buon tenore di THC e CBD data la sua pato logia riconosciuta e certificata di spon dilosi alla colonna vertebrale.
Questo per dire che se avete bisogno ci sarò sempre, in stile Wonybar. In questo ambiente si trovano molti maleducati saccenti e fenomeni da baraccone, ma io sono del parere che chi fa cannabis è perché vuole rita gliarsi un'oasi di pace.
Bisogna avere rispetto del prodotto altrui perché non è una gara ma un'assistenza. Se sai allora condividi....
SSIT: Per quanto riguarda il nostro paese per essere breeder è più difficile il lavoro tecnico o quello di copertura dalle intrusioni poliziesche?
SSIT: Ci parli del tuo lavoro? Quali sono le soddisfazioni che hai raggiunto con i tuoi incroci?
SSIT: Vuoi descrivere che tecniche usi per incrociare i tuoi fenotipi?
SSIT: Vuoi aggiungere qualcos'altro che reputi importante?
Negli ultimi anni la legalizzazione della marijuana ad uso terapeutico in Colombia, ha convertito questo Stato del sud America in uno dei referenti mondiali per la produzione di cannabis.
Non è la prima volta che in questa rubrica dedicata al mondo crypto e alle sue relazioni con la nostra amata pianta viene citata la Colombia, infatti sono numerose le idee che stanno nascendo da questo laboratorio.
GreenLab è un'impresa produttrice di cannabis medicinale che offre una vasta gamma di articoli, dalle infiorescenze agli estratti sia ad alto contenuto di CBD che di THC, sebbene i prodotti appartenenti a quest'ultima categoria sono disponibili solo sotto prescrizione medica.
L'azienda nasce dall'idea di due giovani imprenditori colombiani che per primi hanno usufruito dei benefici della cannabis medicinale curandosi con essa.
L'obiettivo di GreenLab è di migliorare le condizioni di vita della comunità di Boyacà e facilitare l'accesso alle terapie a base di cannabinoidi per tutte le persone che ne hanno bisogno.
Per raggiungere una fascia più ampia di utenti, il CEO di GreenLab ha visto nella diffusione degli NFT una grande opportunità e per questo motivo ha lanciato una sua collezione battezzata con il nome "Space Resistance".
La collezione è composta da 5555 NFT raffigurati da astronauti adornati a tema marijuana, ogni illustrazione è unica nel suo genere e la loro realizzazione è stata affidata all'artista colombiano Julian Majin, noto per le sue grafiche incentrate sulla marijuana.
Per il loro lancio è stata scelto un luogo molto esuberante, si tratta di Times Square a New York; mentre la prima fase di vendita della collezione ha avuto inizio il 4/20, una data abbastanza significativa per il movimento attivista. In questa prima release gli NFT sono stati venduti per una quantità di Ethereum pari a 280 dollari statunitensi mentre nella fase successiva il loro prezzo è salito a 360 dollari.
Gli astronauti di Space Resistance hanno il compito di portare in salvo le piante di cannabis su un altro pianeta poiché la loro libertà sulla Terra è continuamente messa a rischio.
Per ogni NFT acquistato GreenLab coltiva nelle sue serre una nuova pianta di cannabis, trascorso un periodo di 4 mesi la pianta viene raccolta e il proprietario del NFT corrispondente riceve in cambio un flacone di olio al CBD.
Infatti GreenLab è specializzata nella produzione di un olio al CBD ad ampio spettro, messo in commercio dalla marca Santiva. L'olio a base di CBD prodotto da GreenLab è ricco di una vasta gamma di fitocannabinoidi, terpenoidi e flavonoidi che ne potenziano il suo effetto, tipico degli estratti ad ampio spettro ma il suo contenuto in THC è limitato a 0.3% il che lo rende legale nella maggior parte dei paesi.
I possessori di un NFT della collezione Space Resistance hanno accesso a numerosi vantaggi, come ad esempio dei prezzi speciali su tutta la gamma di prodotti Santiva per chi fosse interessato a rivenderli, la possibilità di seguire dei corsi online offerti da EduCanna un ente latino americano
che si occupa di educare le persone sulla cannabis e soprattutto offre l'accesso al network di GreenLab con la possibilità di visitare le loro strutture e vivere pienamente l'esperienza di un grower, dalla semina al raccolto. Infine come ormai tutti sanno, le collezioni di NFT possono acquisire valore nel tempo, generando ottimi guadagni dalla loro compravendita.
Su quale pianeta finiranno gli astronauti di Space Resistance? L'atterraggio è previsto su Mars, il metaverso iper realistico sviluppato da Everdome con le caratteristiche del pianeta rosso. Everdome promette un'esperienza unica per gli utenti più reale della vita reale, grazie all'impiego di due tecnologie di ultima generazione quali la scansione 3D e l'Unreal Engine 5 offerto da Epic Game, quest'ultimo è un software per gli sviluppatori di video games che fornisce una vasta gamma di strumenti che semplificano e riducono
i tempi necessari per realizzare un lavoro.
Inoltre i due imprenditori colombiani hanno in mente di lanciare un'altra collezione di NFT attraverso la quale sarà possibile seguire l'evoluzione della storia di Space Resistance: a quanto pare gli umani non sono gli unici nell'universo a coltivare marijuana.
Un aspetto molto interessante di GreenLab è di voler raggiungere tutti questi obiettivi producendo il minor impatto ambientale possibile; infatti l'impresa ha molto a cuore il rispetto e la salvaguardia dell'ambiente ed un esempio reale di come attua è l'impiego di solo acqua piovana per irrigare le sue coltivazioni, inoltre possiede un certificato denominato BPM corrispondente al Good Manufacturing Practices Europeo.
Riusciranno gli astronauti di Space Resistance a salvare la pianta più ricercata sul pianeta Terra?
L'efficace assorbimento dei nutrienti è cruciale per ottenere il massimo rendimento dalle tue piante. Ecco perché i migliori coltivatori usano Advanced Nutrients Sensizym®, un additivo enzimatico unico che scompone il materiale organico in nutrienti solubili, rendendoli assimilabili per le piante. Il risultato? Si creano le condizioni ideali per un raccolto prezioso e lussureggiante.
to di ricerca e sviluppo di Sweet Seeds® , hanno una fase di fioritura nettamente più breve. C’è una differenza notevole fra un raccolto effettuato prima della fine dell’e state e un raccolto effettuato in autunno, con le sue piogge improvvise, che possono causare molti dispiaceri dopo il duro lavo ro sostenuto. Stiamo parlando della Gorilla Sherbet F1 Fast Version® (SWS98) di Sweet Seeds® [Sunset Sherbet x Gorilla Girl XL Auto® (SWS82)].
Vi parlerò della mia esperienza indoor con la Gorilla Sherbet F1 Fast Version® illumi nata con luci LED (220W). Ho utilizzato un substrato in fibra di cocco, potenziato con un po’ di humus di lombrico (10%) e un po’ di perlite. Inoltre, la fertilizzazione è stata effettuata con prodotti organici, che sono di grande aiuto quando si vogliono pre servare i ricchi aromi ed esaltare l’ottimo gusto di ogni varietà. Dopo la germinazione del 100% dei semi (4), ho utilizzato dei piccoli vasetti
di yogurt. Ho usato un fertilizzante BIO per la crescita, in dosi dimezzate. Per il momento non conviene utilizzare molto fertilizzante, poiché non hanno bisogno di molti nutrienti. Ogni 4 giorni ho aggiunto uno stimolatore radicale, così, nel giro di 12 giorni, le piantine sono cresciute a un buon ritmo e senza subire stress. È giunto poi il momento di passare al vaso successi vo, quello da 1 litro.
Il trapianto è stato effettuato con Azzos e Mikos, per potenziare la vita nel substrato. È importante garantire sempre un lieve movimento delle piante usando un ventila tore (o due, uno di fronte all’altro) in modo che non si creino sacche di aria viziata, ma anche per rafforzare gli steli ed evitare che si allunghino eccessivamente. Se nel vostro caso continuano ad allungarsi e a cedere, poiché il fusto non le sostiene, potete aiu tarle ammucchiando del substrato attorno ad esso e lasciando i cotiledoni 1 cm circa al di sopra del tutto.
A 25 giorni dalla germinazione, le piante erano perfette e pronte per passare al
Al giorno d’oggi il mondo della cannabis è fortemente influenzato dal mercato norda mericano e dalle sue ottime varietà di can nabis. Sweet Seeds® ha sempre fatto quel passo in più per mantenere e migliorare la sua collezione genetica. Quando scegliamo le varietà che rendono disponibili un anno dopo l’altro, possiamo sempre fruire di cime di cannabis della massima qualità. Parlerò della conosciutissima e apprezza tissima Sunset Sherbet (Girl Scout Cookies
x Pink Panties), in versione femminizzata e dipendente da fotoperiodo, ma con una fase di fioritura estremamente rapida.
Questa varietà è più veloce di circa due settimane rispetto alla sua gemella, come in genere accade con tutta la famiglia F1 Fast Version®, un gruppo di varietà note per il fatto che mantengono le stesse qua lità delle genetiche da cui provengono, ma che, grazie al lavoro svolto dal dipartimen
vaso definitivo. Ho usato quattro conteni tori Airpot da 10 litri. In questo modo ho ottenuto una buona copertura dell’intero metro quadrato, poiché le piante si erano ramificate a sufficienza e le stavo anche modellando con LST. Dopo il trapianto ho somministrato un’irrigazione intensa con una dose massima di fertilizzante per la crescita, stimolatore radicale e CAL MAG. Già al 30° giorno, ho deciso di cambiare ritmo e di passare alla fioritura impostan do il fotoperiodo a 12/12.
Le piante raggiungono la fase di fioritura in ottima salute. Mostrano notevole vigore, con foglie grandi e steli robusti che sfrutta no molto bene tutto il nutrimento a dispo sizione. Ho continuato a usare CAL MAG e il fertilizzante per la crescita fino alla comparsa dei primi pistilli. A quel punto ho cambiato alimentazione, mantenendo il CAL MAG, ma aggiungendo il fertilizzante per fiori ed eliminando il fertilizzante per la crescita. Ho anche utilizzato uno stimola tore per fiori in dosi massime a ogni irriga zione ed enzimi ogni 2 irrigazioni. Questo regime è rimasto costante fino quasi alla fine del loro ciclo di vita.
Una caratteristica costante delle varietà Sweet Seeds® è l’incredibile vigore e, nel caso della Gorilla Sherbet F1 Fast Version®, non poteva essere altrimenti. Sembra incredibile che in così poco tempo si possano sviluppare fiori di questo cali bro. Al 30° giorno di fioritura, la stanza era già traboccante di aromi estremamente dolci e agrumati, mentre la vista panorami ca dell’armadio era davvero incoraggiante.
Si potevano vedere lunghi rami e bellissimi germogli con una distanza internodale molto breve e una moltitudine di pistilli.
La resina era nettamente presente su tutte le foglie che circondavano le cime e anche sulle foglie più grandi. Questa varietà è una grande produttrice di cristalli e questo aspetto si è rivelato più evidente alla fine. Avendo come progenitrice la meravigliosa Gorilla Girl XL Auto® (SWS82) [Gorilla Girl® x Sweet Gelato Auto® (SWS74 x SWS76)], non poteva essere altrimenti. Questo incrocio garantisce inoltre un’elevata produzione e una grande potenza.
Il momento del raccolto si stava avvicinan do e al 42° giorno ho smesso di sommini strare il nutrimento dopo un intenso lavag gio con un prodotto da flushing. Anche quando si usano sostanze nutritive orga niche è consigliabile effettuare il flushing, in quanto è di grande aiuto per migliorare il sapore e ottenere una cenere biancastra quando la si fuma. A questo punto, le piante stavano iniziando a ossidare i pistilli, segno inequivocabile di maturità. La pro duzione di tutte le cime superiori era asso lutamente in atto, ma mancava ancora l’ingrassamento finale, che avviene quando i calici si rigonfiano. Gli aromi nella stanza erano già una prelibatezza divina.
gliere piante mature con un’ottima resa. Le cime erano tutte dure, lunghe e super appiccicose. La fragranza che emanavano era estremamente allettante: una miscela dolce e agrumata con note di legno appe na tagliato. È giunto quindi il momento di essiccare e conciare questi meravigliosi fiori per poi goderne appieno.
Posso infine garantire che coltivare la Gorilla Sherbet F1 Fast Version® è stato
molto semplice, come avviene con quasi tutte le varietà Sweet Seeds®. Vi invito quindi a far germinare una confezione di semi e a scoprire da voi i benefici di questa grande varietà. Se coltivate all’aperto, avre te la certezza di ottenere un raccolto di alta qualità e, soprattutto, di farlo in tempi record. La coltivazione di varietà F1 Fast Version® è sinonimo di qualità, quantità e velocità, non potete quindi sbagliare. Facciamola germinare!
Non c’è nulla di più piacevole che racco gliere le proprie piante e assicurarsi una medicina per i giorni in cui se ne ha dav vero bisogno. Una fase di fioritura di 54 giorni è stata più che sufficiente per racco
Affilatura delle forbici e preparazione degli essiccatoi
UN BOOSTER PER DEFINIZIONE È UNO “STIMOLATORE DEL METABOLISMO” DELLA PIANTA. UN BOOSTER AGISCE CONSENTENDO AL SISTEMA VITALE DELLA PIANTA DI LAVORARE IN MANIERA PIÙ EFFICACE SEMPRE A LIVELLI OTTIMALI E, AL TEMPO STESSO, NON DEVE LASCIARE TRACCE O RESIDUI.
QUESTO PRODOTTO LAVORA INFLUENZANDO I DIVERSI SISTEMI VITALI DELLA PIANTA, COME AD ESEMPIO INNESCANDO REAZIONI DESIDERATE (COME UNA RISPOSTA AUTOIMMUNE DA PARTE DELLA PIANTA) O AUMENTANDO LA PRODUZIONE DI SPECIFICI OLI ESSENZIALI E ALCALOIDI.
Cosa dovrebbe fare un booster Innanzitutto, prima di scegliere quale booster comprare, leggete attentamente l’etichetta del prodotto: un booster non deve contenere al suo interno ne macro elementi primari (N, P, K) ne microelementi. Un prodotto che contenga uno o più degli elementi sopra elencati è semplicemente un nutriente addizionale: infatti in commercio si trovano moltissimi prodotti spacciati come booster (e con un costo molto elevato) che in realtà non sono niente altro che dei semplici PK. Il problema, quando si utilizzano questi prodotti, è che si va ad agire solo su una parte del ¨sistema pianta¨ ignorando tutto il resto.
La miglior maniera di incrementare qualitativamente e quantitativamente un raccolto è di stimolare tutto il sistema vitale della pianta. Un booster dovrebbe permettere alla pianta di metabolizzare l’energia in maniera più efficiente, rapida e continuativa. In questo modo la pianta avrebbe tutta l’energia necessaria per: produrre fiori o frutti e farli maturare in maniera vigorosa, svolgere una più rapida ed efficiente fotosintesi, immagazzinare e rilasciare in maniera appropriata elementi come gli amidi. Un booster dovrebbe essere in grado, simulando specifici fattori di stress, di indurre la pianta ad aumentare la produzione di alcaloidi, di oli essenziali e di generare fiori o frutti più compatti e pesanti, infine di influenzare il modo in cui i composti strutturali e chimici sono disposti in modo tale che le cellule diventino più grandi e gli oli essenziali diventino più densi. Per fortuna esistono già due prodotti in grado di fare tutto questo.
CANNA Research, il reparto sviluppo e ricerca di CANNA, ha sviluppato due boosters: BIOBOOST e CANNABOOST Accelerator. BIOBOOST è totalmente organico, CANNABOOST ha in più un elemento inorganico ma puro. BIOBOOST agisce in maniera più lenta ma è la soluzione ideale per coloro che vogliono coltivare in maniera 100% naturale e completare così la linea BIOCANNA.
La componente essenziale di entrambi i prodotti sono le oligo-saccarine, che sono il risultato della rottura di biocomponenti. Essenzialmente le oligo-saccarine sono piccole catene proteiche e catene di pareti cellulari che imitano il funzionamento di enzimi, ormoni e regolatori della crescita. Le oligo-saccarine stimolano aspetti chiave in una pianta come il suo sistema immunitario (che si attiva e agisce in funzione preventiva), gli alcaloidi e la produzione di oli essenziali. Inoltre influenzano la sintesi proteica permettendo alle cellule di diventare più dense e compatte ed innescano fortemente il gusto “organico” nei componenti vegetali coltivati.
La differenza nel nutrire le vostre piante, non si basa su quanti prodotti diversi usate ma su ciò che usate: con CANNABOOST e BIOBOOST potrete avere in unico prodotto i migliori booster presenti sul mercato.
Maggiori informazioni su www.canna-it.com
In genere, chi coltiva per hobby spende fra i 100 e i 500 dollari per un singolo apparecchio illuminante per la coltivazione che copre un’area di 90 x 90 cm o 120 x 120 cm. Le altezze di montaggio variano da 30 a 90 cm, a seconda del design del dispositivo a LED. L’apparecchio deve fornire una quantità di luce utilizzabile per la crescita della cannabis sull’intera chioma della coltivazione. Iniziate con il dispositivo a LED con il più alto valore di PPFD (μmol/m2/secondo) che potete permettervi. Cercate un valore μmol/m2/ secondo superiore a 2,0 per ottenere i migliori risultati.
La misurazione della luce utilizzabile per coltivare la cannabis può diventare complessa e confusa. Per semplificare alcune misurazioni complesse, ho condensato queste informazioni in modo
che siano di facile comprensione. Dovrete conoscere l’area di coltivazione attiva della vostra stanza di coltura, l’altezza dell’apparecchio illuminante, l’efficienza di tale dispositivo e il numero di ore in cui la luce rimarrà accesa.
Area(m2) della stanza di coltivazione –lunghezza x larghezza, ingombro della luce – l’area fisica coperta dalla luce Altezza dell’apparecchio30, 60, 90 cm
Watt di elettricità –I LED utilizzano il 40% di elettricità in meno rispetto alle fonti HID, CFL, ecc. Efficienza della luce di coltivazione –misurata in PAR, PPFD di 2-2.7 µmol/J per la vostra coltivazione Ore di luce –
Fotoperiodo 18/6 in vegetativa, 12/12, 13,5/10,5 fioritura, Autofiorente 20/4 in vegetativa e fioritura
Diversi produttori, come MIGRO, offrono tutte le informazioni necessarie: area, altezza di montaggio, luce utilizzabile per la crescita delle piante e potenza dell’apparecchio illuminante per la coltivazione. Il produttore fornirà l’altezza di montaggio corretta per l’area coperta, in modo da illuminare la stessa con la quantità di luce ottimale per la crescita
di 30, 60 e 90 cm dalla coltura. Quando vengono installati a 30 cm di altezza, la luce che raggiunge la chioma della coltivazione è intensa, ma l’ingombro è piuttosto ridotto.
Con l’aumentare dell’altezza di montaggio, la copertura luminosa (ingombro) aumenta e l’intensità luminosa diminuisce. Efficienza del dispositivo illuminante da coltivazione –
Misura la quantità di luce utilizzabile per la crescita della cannabis prodotta da un
delle piante. Le informazioni che seguono riassumono i punti principali da conoscere.
Area –
Misurate i piedi quadrati o i m2 (lunghezza x larghezza = m2) dell’area attiva di coltivazione da illuminare con i dispositivi illuminanti per la coltivazione. Questa è l’area che dev’essere illuminata dalle luci da coltivazione. La luce che non finisce sul fogliame delle piante, sulle pareti e sul pavimento, è luce sprecata. Altezza dell’apparecchio –I dispositivi a LED da coltivazione usati da chi coltiva per hobby sono in genere progettati per essere montati a un’altezza
dispositivo illuminante da coltivazione per ogni watt di elettricità. L’apparecchio deve diffondere un’impronta uniforme di luce intensa su tutta l’area di coltivazione.
La luce utilizzabile per la coltivazione delle piante emessa da singoli LED, HID, CFL e altri è espressa come “radiazione fotosinteticamente attiva” (PAR) in watt.
La luce emessa dall’intero impianto illuminante da coltivazione che raggiunge effettivamente la chioma delle piante in crescita attiva è espressa come densità di flusso dei fotoni fotosintetici (PPFD).
Le applicazioni per smartphone IOS e
Android hanno una precisione di circa il 10% nella misurazione di PAR/PPFD. È possibile utilizzare anche un luxmetro e un misuratore di piede candela economico con un fattore di conversione. Le tabelle dei fattori di conversione sono disponibili sul sito www.migrolight.com.
Il flusso dei fotoni fotosintetici (PPF) è la quantità di PAR (numero di fotoni compreso fra 400 e 700 nm) emesse da una lampada al secondo. L’unità di misura è la micromole (μmol) al secondo (s), abbreviata in μmol-s-1 o μmol/s.
ingegneri botanici si dibatte su quale sia il termine “corretto”. Per evitare ambiguità, è necessario concentrarsi sull’unità di misura: se sono inclusi i m2, il valore si riferisce all’intensità della PAR su una superficie, che in genere viene misurata alla sommità della chioma della pianta.
Se i m2 non sono inclusi, allora il valore si riferisce alla quantità totale di luce emessa da una fonte illuminante (PPF) e non all’intensità in una particolare posizione (PPFD).
numero di ore maggiore, in modo da soddisfare l’Integrale di Luce Giornaliero (DLI) e far sì che si formino fiori grandi e corposi. Più ore di luce pro.
Watt di elettricità –
I dispositivi a LED di alta qualità per la coltivazione producono quasi il doppio della luce rispetto alle lampade a scarica ad alta intensità (HID), a parità di elettricità consumata.
Il modo migliore
che le piante di cannabis ricevano luce utilizzabile a sufficienza per la crescita è quello di misurarla. Un sensore quantico (alias misuratore PAR) misura con precisione la radiazione fotosinteticamente attiva (PAR). I sensori quantistici costano un minimo di 300 dollari. Un sensore quantistico misura i singoli fotoni del range PAR in un singolo punto. La misurazione viene registrata come Densità di flusso dei fotoni fotosintetici (PPFD).
Questo valore in genere viene misurato in laboratorio con una sfera integrata, che misura i fotoni totali emessi da una fonte illuminante.
La densità di flusso dei fotoni fotosintetici (PPFD) è il PPF che incide su un metro quadrato (m2) con unità di μmol•m-2 s-1 o μmol/m2-s. I termini PPF e PPFD vengono spesso utilizzati in modo intercambiabile e fra gli scienziati e gli
Le piante di cannabis a fotoperiodo richiedono 12-13,5 ore di luce per indurre e mantenere la fioritura. È necessario utilizzare una fonte da coltivazione più intensa per fornire tutta la luce necessaria per una crescita rapida. La cannabis autofiorente può ricevere 20 ore di luce durante la fioritura.
È possibile somministrare alla cannabis autofiorente luce meno intensa per un
Una volta determinata la PPFD, i watt per metro quadrato (W/m2) sono un’unità di misura utile.
Se il vostro spazio di coltivazione non è di dimensioni standard, potete calcolare l’area e il wattaggio corrispondente per fornire l’intensità PAR richiesta facendo riferimento alla sezione ‘Grow light wattage guide’ (guida al wattaggio della luce da coltivazione).
Ancora una volta, Rich Hamilton condivide con noi un brano tratto dai suoi “bud diaries”. Questo mese parliamo della Pink Gasoline, una varietà di cannabis vigorosa, di dimensioni medie, a predominanza Indica, che regala vibrazioni di Gelato e Diesel.
La Pink Gasoline è una varietà indica/ sativa (90%/10%) di Perfect Tree. Con un THC medio del 19%-26%, livelli contenuti di CBD e l’1% di CBG, questa varietà è un’ottima scelta che offre raccolti abbondanti e un’eccellente produzione di resina e terpeni.
La banca di semi Perfect Tree si compone di un gruppo di selezionatori appassionati che producono piccoli lotti artigianali di semi di cannabis. Sperimentano con le piante per individuare le genetiche migliori. Hanno selezionato alcune delle varietà migliori da diverse banche di semi e selezionatori di tutto il mondo.
La Pink Gasoline è un’ottima scelta per la produzione di concentrati potenti e vigorosi, grazie alla quantità e all’elevata qualità della resina prodotta.
La Pink Gasoline è un incrocio tra 33 Splitter e Peach Ozz. La 33 Splitter è uno degli ibridi preferiti della Gelato #33. È una varietà che produce fiori notevoli e succulenti con una fragranza fruttata arricchita da note di diesel classico.
Anche l’altra progenitrice, la Peach Ozz, non è una varietà da sottovalutare. In questo caso ci troviamo di fronte a un
esemplare estremamente resinoso con deliziosi frutti esotici e note cremose e speziate.
La Pink Gasoline è una varietà versatile che può essere coltivata sia indoor che outdoor. La pianta cresce fino a raggiungere dimensioni rispettabili e produce cime corpose. Indoor, le piante hanno un periodo di fioritura di 7-8 settimane.
Nella maggior parte delle configurazioni sono sufficienti 4 settimane di fase vegetativa e le vostre signorine dovrebbero essere completamente pronte in 8 settimane.
La Pink Gasoline è un ibrido a predominanza indica disponibile solo sotto forma di semi femminizzati. È una pianta vigorosa ed è una scelta efficace come varietà notturna per la maggior parte dei coltivatori.
Questa pianta produce grandi cole e notevoli quantità di resina. In fioritura, la Pink Gasoline esplode producendo fiori di grandi dimensioni, rigogliosi e succosi che vi ricompenseranno con bellissime tonalità rosa e viola. Questi colori completano lo spesso strato di resina che ricopre i fiori e le foglie circostanti.
Una volta essiccate, vi godrete pepite estremamente dense di forma ovale di colore verde foresta con sfumature tendenti al rosa intenso, sottili pistilli arancioni e una serie di tricomi cristallini bianchi con sfumature di color rosa lattiginoso.
Il profilo terpenico è a predominanza gassosa e di Gelato, con alcune piacevoli tonalità diesel provenienti dall’Atom Splitter. Probabilmente la Pink Gasoline è una delle maggiori produttrici della
linea Peach Ozz femminizzata. Quando si annusano le cime della pianta, si sente puzza di carburante. Separate ogni ciuffo appiccicoso e vi arriverà una scarica di gas intenso e di diesel pungente e speziato. L’odore continua a intensificarsi man mano che si spezzano e si macinano le cime.
L’ho fumata pura, in formato king size RAW rollato a mano, mentre leggevo le graphic novel del FANTASTICO artista Ben Templesmith. Un’ottima fumata per trasportarvi in un’altra dimensione e per capire quanto sia bella una grande storia se accompagnata da arte grandiosa.
Nonostante la pesante fragranza di benzina, è sorprendente che questa varietà abbia un gusto deliziosamente dolce e fruttato. La Pink Gasoline offre note fruttate dovute al profilo terpenico, arricchite da accenti cremosi e terrosi con un sottofondo di carburante. Per questo motivo, quando la si fuma è gustosa e morbida.
La Pink Gasoline offre un effetto simile all’Indica. È calmo e rilassante di per sé, ma non completamente travolgente. È la scelta perfetta per rilassarsi a fine giornata. Lo sballo colpisce quasi appena si finisce di espirarla.
Il viaggio inizia con effetti cerebrali piacevoli e rilassanti, prima di passare interamente al corpo.
Sentirete una sensazione di leggerezza e un senso di felicità, di calma e di capacità di dimenticare qualsiasi pensiero negativo o motivo di fretta quasi nel momento in cui questi cercheranno d’infiltrarsi nella vostra mente.
Questa ondata di pace si diffonderà velocemente, rilassandovi completamente e lasciandovi del tutto bloccati sul divano e pronti a lasciarvi andare in un sonno profondo.
Con l’elevato livello medio di THC, pari al 19-26%, la Pink Gasoline è perfetta per chi cerca di trattare dolore cronico, stress, depressione, ansia, insonnia e ADHD.
Una guida completa alla coltivazione e all’uso della marijuana medicinale, in cui sono illustrate tutte le tecniche essenziali di coltivazione della cannabis, corredata da più di 2000 splendide immagini a colori.
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Jorge Cervantes è la personalità più conosciuta nel mondo della cannabicoltura. Rivista High Times.
Esperto fra gli esperti di coltivazione, in questo libro Jorge Cervantes ha una risposta ad ognuna delle nostre domande.
Keith Stroup, Fondatore di NORML.
Consiglio vivamente di comprare questo libro e di tenerlo sempre a portata di mano per poterlo consultare in qualsiasi momento. Danny Danko, curatore di articoli sulla coltivazione di High Times.
Pietro Saitta è professore associato di Sociologia Generale presso l'Università degli Studi di Messina. Perplesso dalle prime dichiarazioni della Premier, in merito alla devianza e al consumo di cannabis, ho deciso di contattarlo telefonicamente per disinnescare una narrazione governativa che, facendo perno su famosi concetti sociologici, snaturati semanticamente, se ne appropria per giustificare una politica sulle sostanze disinformata ed arbitraria.
SSIT: La sensazione è che la nuova Premier abbia incluso il concetto di devianza all'interno della narrazione governativa in maniera tendenziosa e semplicistica. Cosa intendiamo veramente quando si parla di devianza?
Il termine devianza è più sfumato di quanto si pensi e nasce per riferirsi a comportamenti che non sono esattamente criminali e nemmeno sono praticati dalla maggioranza.
È importante ricordare che i comportamenti non sono devianti in sé, quindi, il primo aspetto che emerge dal discorso di Meloni è che mette insieme cose molto differenti e soprattutto mette nel mezzo cose che possono essere problematiche, ma problematiche per chi? Quando un comportamento è diffuso, quando è praticato da un ampio numero di persone, smette di essere deviante e diventa normalità.
SSIT: Se è vero che quando un comportamento diventa diffuso non ha più senso parlare di devianza, crede che il consumo di cannabis - attestato in Italia a circa 4-5 milioni di persone - possa essere ancora definito tale?
Secondo vecchi dati, ben oltre il 30 % della popolazione italiana l'ha consumata nel corso della sua vita. Ciascuna sostanza, poi, gode di una circolazione, di una familiarità e di una reputazione differente. Con questo voglio dire che parlando di erba è molto difficile dire che in una fascia di età compresa fra in quindici e sessantacinque anni, possa esistere qualcuno che sostenga seriamente che oggi la marijuana rappresenti un problema.
SSIT: Se a suo parere il rapporto fra popolazione italiana e consumo di cannabis non è deviante, allora come lo descriverebbe?
Per alcuni aspetti come un rapporto ormai tradizionale, nel senso che per chiunque non abbia avuto un'adolescenza blindata fa parte di quelle esperienze che in qualche momento della vita si trova a fare. Per alcuni può rappresentare un consumo
di tipo culturale e quindi di riconnessione con orizzonti culturali ed una letteratura e ad un immaginario che include cose molto vaste a partire da Jack Kerouac per arrivare ai viaggi in Messico. Per altri è un comportamento che viene svolto senza particolare riflessione proprio perché non è particolarmente deviante, ovvero, è qualche cosa che si può accompagnare o alternare al consumo di alcol e che si lega ad una dimensione di socialità e dello stare insieme alle persone. Credo che nel giudizio sulla cannabis sia importante tenere in conto l'educazione ed il dato biografico e cioè quanto sia stata più o meno repressiva l'esperienza di chi lo formula.
SSIT: Perché mentre i nostri vicini tedeschi stanno ragionando intorno alla legalizzazione, qui in Italia la regolamentazione di questa pianta risveglia le posizioni più antistoriche?
La questione è demografica e legata ai bassissimi livelli di istruzione.
SSIT: Sappiamo che i paesi che hanno regolamentato l'accesso alla cannabis lo hanno fatto soprattutto per salvaguardare i più giovani. In questo senso lasciare la cannabis in mano al mercato nero non rappresenta un'azione che nuoce in primo luogo proprio ai giovani stessi?
Penso che sia vero, così come penso che quando nasce un mercato legale, quello illegale si specializza in fornire prodotti che non si trovano nella legalità, come, ad esempio qualità di cannabis più potente. Difficilmente la disponibilità di una sostanza sul mercato ufficiale annulla la sua presenza nel mercato nero.
SSIT: In Canada, ad esempio, dove il 17 ottobre scorso hanno
celebrato il quarto anniversario della legalizzazione, il mercato nero non è stato eradicato, ma i suoi proventi sono scesi della metà. Un buon passo in avanti per chi crede, come la Meloni, che legalizzare sia la soluzione più semplice e perciò meno auspicabile…
I due mercati possono convivere e non si escludono, automaticamente, grazie all'installazione della legalità. L'aspetto interessante è che la legalizzazione spinge tanti consumatori a smettere di vivere intorno alla sostanza, a smettere di impostare la loro quotidianità intorno al suo reperimento. Il consumo di una sostanza proibita, soprattutto in certi momenti della vita, diventa interessante perché occupa il tempo, gli attribuisce un senso, quando si è adolescenti può diventare un'avventura.
Ma come nessuno si sbatte per andare a cercare il tabacco al tabaccaio, una volta che la cannabis viene legalizzata ed è disponibile alla luce del sole, tale componente viene a decadere.
SSIT: Una compagine di governo che indica nella legalizzazione la scelta da osteggiare, in un paese nel quale l'accesso alla marijuana è certamente poco complicato, non crede che si faccia beffe della tutela dei consumatori?
Mi viene molto difficile pensare che certi personaggi abbiano a cuore la popolazione ed i giovani. Più semplicemente hanno a cuore la mobilitazione emotiva di fette di popolazione. Quello che conta è il registro emotivo di alcuni segmenti della società, un registro stimolato quando si va a citofonare a casa di una persona domandandole se spaccia.
Come sappiamo ormai dallo scorso anno, la Germania intende depenalizzare l'acquisto e il possesso di piccole quantità di cannabis. Si tratta di un progetto di riforma a lungo atteso, che manterrebbe la promessa elettorale di una legalizzazione della cannabis ad uso ricreativo, da parte della coalizione di centro-sinistra guidata dal cancelliere Olaf Scholz.
Gli avvenimenti bellici internazionali e la crisi energetica che sta già cominciando a colpire la Repubblica Federale Tedesca, avevano fatto pensare che il governo avesse ben altri temi da discutere nella sua agenda ma lo scorso 19 ottobre è stato confermato che a Berlino si lavora anche sulla legalizzazione. Il piano per la riforma è stato pubblicato in esclusiva dal gruppo giornalistico Redaktionsnetzwerk Deutschland (RND) e, sebbene fosse semplicemente una bozza di discussione, dimostrava come l'attuale governo tedesco fosse fermamente intenzionato a non trascurare questa parte del suo programma.
Quello che i giornali hanno finito per chiamare "cornerstone paper" - la pietra angolare della riforma - è stato fatto circolare per la discussione all'interno del governo e rappresenta un passo decisivo verso la proposta e l'approvazione di una legge che potrebbe entrare in vigore entro il 2024. Il documento è il risultato di un'indagine durata mesi e condotta da Burkhard Blienert, commissario tedesco per le droghe, che ha dovuto accontentare una vasta gamma di gruppi di interesse e i tre diversi partiti della coalizione che hanno promesso la legalizzazione nel novembre 2021.
Il suo piano è stato presentato ufficialmente lo scorso 26 ottobre dal Ministro della sanità Lauterbach e ha incassato velocemente il si della maggioranza del governo semaforo - dai colori ufficiali dei tre partiti che lo compongono. Punto cardine del disegno presentato da Lauterbach
è che la cannabis e la sua sostanza attiva, il tetraidrocannabinolo (THC), non vengano più considerati come una sostanza stupefacente. Il documento su cui si baserà la legge vera e propria, prevede la depenalizzazione dell'acquisto e del possesso di un massimo di 30 grammi di cannabis da parte degli adulti. Inoltre, mira a rendere legale coltivare fino a tre piante di cannabis presso la propria abitazione.
La cannabis dovrebbe poi essere venduta in negozi autorizzati e potenzialmente anche in farmacie per coprire meglio le aree rurali della
Germania. Si sta anche valutando la possibilità di autorizzare "negozi specializzati con opzioni di consumo", ovvero dei coffee shop sul modello olandese.
Non è previsto un tetto al contenuto di THC per non complicare i controlli e al contempo non spingere i consumatori ad approvvigionarsi sul mercato nero. Alla luce dei rischi cerebrali connessi all'uso continuato dei cannabinoidi durante l'età della crescita, si ipotizza però che possa essere previsto un tetto alla percentuale di THC nella sostanza cedibile ad acquirenti sotto i 21 anni. Ammessi i prodotti da fumare, inalare
o assumere in forma di pillole, spray o gocce. Vietate però la vendita per corrispondenza e la pubblicità. Proibiti, per non attrarre al consumo i minori, tutti i prodotti commestibili, come biscotti o dolci, contenenti la cannabis. Infine, la cannabis venduta in Germania dovrebbe essere prodotta a livello nazionale per evitare controversie con il diritto internazionale.
In fatto di tassazione, oltre all'Iva sulle vendite ci sarà anche un'accisa specifica per la cannabis. Il traguardo è di non rendere troppo accessibile il consumo con un prezzo dell'offerta che resti abbastanza elevato, ma al contempo non sia eccessivo da far fuggire i consumatori verso il mercato nero.
Parallelamente saranno raccolti e analizzati i dati sulla liberalizzazione della cannabis, così da poter valutare ed eventualmente aggiornare le regole dopo quattro anni, soprattutto nell'ottica di tutela della salute, salvaguardia dei giovani e anche di sicurezza stradale. Per quest'ultima, infatti, si dovrebbe stabilire, al pari del consumo di alcol, una soglia massima di THC consentita per potersi mettere alla guida.
L'Unione europea dovrà ancora confermare la compatibilità di una legalizzazione con l'attuazione dell'accordo di Schengen e solo dopo ci potrà essere un testo legislativo completo. Ma il ministro della Sanità Karl Lauterbach spera che l'esperienza tedesca possa essere d'esempio per regolare la materia a livello europeo.
Al momento non sono state confermate scadenze per la discussione pubblica della legge ma il dibattito sarà sicuramento seguito da vicino a livello internazionale. Non solo perché la Germania è la più grande economia dell'Unione Europea e svolge un ruolo di modello, ma anche perché si sta perseguendo una legalizzazione olistica, con regolamenti, controlli e trasparenza lungo l'intera catena del valore. Poiché in Germania - si sa - nulla è lasciato al caso.
La société américaine de biotechnologie Growing Together Research Inc (GTR) a annoncé cette semaine qu'elle avait développé une nouvelle technique pour augmenter ou diminuer génétiquement les niveaux de THC dans les variétés cultivées à des fins récréatives ou médicinales.
En août 2020, GTR s'est associé à une autre société de recherche pour concevoir et optimiser des protocoles de modification génétique du chanvre industriel à des fins de vente au détail. Les résultats comprenaient des modifications génétiques qui pourraient éliminer presque entièrement la production de THC de la variété tout en augmentant simultanément ses niveaux de CBD.
Début de cette année, l'équipe a révélé qu'elle avait réalisé sa première transformation stable de plusieurs cultivars de chanvre sans THC. Ces variétés modifiées devraient être sur le marché d'ici fin 2022. L'idée sous-jacente est d'aider les producteurs de chanvre américains à maintenir le pourcentage de THC de leurs cultures de chanvre en dessous du seuil de 0,3 % dicté par les lois fédérales.
Les cultures de chanvre industriel qui dépassent ce niveau risquent souvent d'être complètement détruites. Pire encore, il existe un risque de poursuites pour culture de cannabis. Il s'agit d'un véritable problème pour les agriculteurs car, selon les recherches de New Frontier Data, plus de 10 % du chanvre planté entre 2018 et 2020 a dépassé la limite fédérale de 0,3 % de THC.
La recherche montre également que de nombreuses variétés contiennent des niveaux de THC significativement plus élevés que ceux autorisés et des niveaux de CBD variables par rapport à ceux indiqués sur les certificats d'analyse présentés aux producteurs. GTR prévoit de lancer, en collaboration avec des partenaires au Canada, des variétés de cannabis avec des niveaux accrus de THC. Après avoir montré le potentiel de "diminuer" ou de "désactiver" les gènes responsable de la production de THC, GTR expérimente maintenant la possibilité d'"augmenter" le THC.
Le premier lot de variétés à haute teneur en THC devrait être prêt d'ici le troisième trimestre de 2023.
La capacité d'augmenter et de diminuer les taux de THC, également connue sous le nom de "Delta9 Dial", représente des progrès considérables dans la production de gènes stables, ce que GTR dit être notoirement difficile à faire. La nouvelle technique renforce également les pouvoirs de la plateforme génomique de GTR, où les producteurs peuvent choisir parmi une sélection de traits pour personnaliser la génétique de leurs plantes et optimiser leur valeur.
"La même technique peut également être utilisée pour moduler les niveaux de CBD et de CBG. Alors que l'accent est actuellement mis sur le THC, l'approche peut être en mesure d'être adaptée à la teneur en cannabinoïdes recherchée."
La technologie s'avère également efficace sur presque toutes les variétés d'herbe. Cela permet potentiellement aux cultivateurs d'augmenter la puissance du THC à 30 % ou plus dans les variétés qui ont déjà de solides bases. La question est, cependant, est-ce que les fumeurs vont accepter de l'herbe OGM? Jusqu'à présent, le marché légal penche vers l'achat d'herbe principalement en fonction de sa puissance en THC. Reste à savoir si les consommateurs pousseront leur amour de la puissance et se sépareront de leur argent durement gagné pour acheter de l'herbe OGM. GTR comprend la stigmatisation des OGM mais nous assure qu'il n'y a rien à craindre. Les réserves émises pour les aliments OGM ne s'appliquent pas à la technologie utilisée pour augmenter ou réduire les niveaux de THC.
"En général, nous pensons que les préoccupations importantes concernant les OGM proviennent de la peur de mélanger anormalement des gènes entre différents organismes/espèces pour créer un "organisme Frankenstein". Ce n'est pas notre approche. Au contraire, GTR introduit une courte séquence d'ADN qui bloque le production d'une seule enzyme impliquée dans une seule branche de la voie de
biosynthèse des cannabinoïdes. Aucun gène étranger n'est ajouté à partir d'autres organismes." - a déclaré un porteparole du GTR.
GTR ajoute que la biotechnologie est actuellement utilisée pour améliorer les régimes alimentaires en augmentant le contenu nutritionnel des aliments tout en élargissant et en améliorant la sélection de légumes et de fruits disponibles. ls prétendent que la biotechnologie peut aider l'environnement. Il peut réduire notre utilisation de pesticides et d'herbicides chimiques nocifs et réduire la déforestation
en augmentant la productivité agricole et la capacité de capture du carbone.
Ces avantages sont souvent occultés ou ignorés au profit des inconvénients lorsqu'il s'agit de biotechnologie et d'agriculture. Cependant, nous devons les garder à l'esprit pour avoir une opinion équilibrée des approches axées sur la biotechnologie, y compris comment certaines peuvent bénéficier à la chaîne alimentaire, à notre santé, à nos plantes et à notre planète.
La technologie progresse là où il est possible de voir un futur où tous les cannabinoïdes mineurs et majeurs seront déverrouillés et susceptibles d'être manipulés, ce qui nous permettra de modifier les niveaux de cannabinoïdes à volonté, créant de nouvelles combinaisons et puissances. Je soupçonne quand cela se fait déjà quand le contenu CBD ou CBG, par exemple, peut égaler ou dépasser les niveaux de THC que nous voyons actuellement. Ce sera le moment où les bienfaits médicinaux du cannabis commenceront à être pleinement potentialisés et trouveront une meilleure place dans la médecine traditionnelle.
Oggigiorno quando si parla di hashish e più in generale di estratti di marijuana è inevitabile sentire la parola Freeze Dryer, infatti sono sempre di più gli Hashnaker che utilizzano questo strumento per realizzare i propri lavori. Ma cos'è esattamente un Freeze Dryer?
Il Freeze Dryer, in italiano conosciuto con il nome di liofilizzatore, è un dispositivo per l'essiccamento di sostanze organiche che permette di eliminare l'acqua e l'umidità residua al suo interno senza intaccarne le proprietà chimico-fisiche ed è impiegato soprattutto dall'industria farmaceutica e da quella alimentare per prolungare la durata di conservazione dei prodotti mantenendone intatta la qualità.
I primi esempi di liofilizzazione del cibo risalgono alle civiltà precolombiane degli Inca, una popolazione che è vissuta tra il XII e il XVI secolo d.C sull'altopiano andino; proprio sulle cime delle Ande venivano conservati i cibi che grazie alle basse temperature si congelavano e l'acqua residua evaporava lentamente per via della bassa pressione tipica delle vette di montagna.
L'invenzione del Freeze Dryer è attribuita al biofisico e fisiologo francese Arsène d'Arsonval ma in realtà il primo liofilizzatore che per essiccare impiegava la tecnica della sublimazione, simile a quelli moderni, è stato costruito da Leon Shackell nel 1909.
Nell'industria della cannabis, il Freeze Dryer è utilizzato soprattutto per essiccare estrazioni come il water hash e in misura minore anche estratti tipo hash sieved, sebbene ultimamente molti growers lo impiegano anche per essiccare e curare le infiorescenze di marijuana. L'impiego del Freeze Dryer garantisce tempi rapidissimi per l'essiccamento e allo stesso tempo preserva le qualità organolettiche, l'aspetto estetico e il contenuto di cannabinoidi dei prodotti elaborati. Il processo di liofilizzazione si divide in tre fasi:
1. congelamento rapido del materiale posto all'interno della camera del Freeze Dryer, ad una temperatura di -40°C
2. sublimazione del ghiaccio, dallo stato solido allo stato gassoso, agevolata dalla pressione ridotta all'interno della camera sottovuoto
3. desorbimento o essiccamento secondario, necessario per rimuovere le molecole d'acqua residue, avviene innalzando leggermente la temperatura all'interno della camera del Freeze Dryer e diminuendo la pressione per agevolare l'evaporazione dell'acqua
Il congelamento rapido dell'acqua consente la formazione di cristalli di ghiaccio di piccolissime dimensioni, in questo modo la struttura del materiale inserito all'interno del Freeze Dryer rimane inalterata, inoltre a temperature bassissime l'attività enzimatica di degradazione del materiale è nulla, preservandone forma ed aspetto. Il
processo di sublimazione impiegato per eliminare l'acqua contenuta nei campioni è un metodo abbastanza efficace e garantisce una perdita ridottissima dei terpeni grazie alle basse temperature e al sottovuoto all'interno della camera del Freeze Dryer. Durante la terza fase, l'umidità residua nel materiale viene portata da circa il 10% al 1%.
Tra i vari metodi di essiccamento, l'impiego del Freeze Dryer sicuramente è quello che preserva maggiormente le caratteristiche organolettiche e il contenuto di cannabinoidi del prodotto finale, infatti quando l'essiccamento delle infiorescenze o degli estratti di cannabis viene realizzato in maniera tradizionale, come ad esempio all'interno di una Dry Room, molti terpeni evaporano
via e il profilo dei cannabinoidi risulta alterato. L'evaporazione dei terpeni avviene a causa della loro alta volatilità a temperatura ambiente mentre la presenza di luce e ossigeno innesca un processo di ossidazione del materiale, sia per quanto riguarda le infiorescenze di marijuana che per i relativi estratti, alterandone il contenuto di cannabinoidi insieme alla forma e all'aspetto estetico.
Il THC nella sua forma naturale si presenta sotto forma di acido carbossilico, il THC-A, durante i processi di degradazione questa molecola si trasforma in Cannabinolo, o CBN, un cannabinoide caratterizzato da un effetto soporifero.
Un altro fattore di degradazione della marijuana sono le contaminazioni microbiche insieme al pericolo di proliferazione di malattie fungine come la botrytis che genera marciume compromettendo totalmente il prodotto finale. L'impiego di un liofilizzatore rispetto ai metodi di essiccazione tradizionali scongiura questi problemi.
Come già accennato, il Freeze Dryer è impiegato sopratutto per essiccare il water hash, risulta in particolar modo utile quando si eseguono estrazioni live resin tipo WPFF, acronimo di Whole Plant Fresh Frozen, difficili da gestire a causa della consistenza a dir poco viscosa della resina, molto simile ad una colla a presa rapida.
Il Freeze Dryer elimina il problema poiché la resina ancora impregnata d'acqua viene spostata dalle sacche del water hash direttamente nei vassoi posti all'interno del liofilizzatore. La resina una volta trattata con il Freeze Dryer è completamente asciutta e facile da maneggiare, le sue caratteristiche rimangono intatte e preservate dai processi di degradazione.
Negli ultimi tempi molti growers hanno iniziato ad impiegare il Freeze Dryer anche per l'essiccamento massivo dei fiori di marijuana e per la loro cura finale.
Questa soluzione viene proposta come alternativa ai tradizionali metodi di essiccamento che occupano grandi aree, hanno bisogno di controlli continui dei parametri climatici e di lungo tempo per terminare il processo, almeno due o tre settimane, con il forte rischio che si sviluppino muffe letali che potrebbero
compromettere il raccolto finale. I fiori essiccati con l'ausilio del Freeze Dryer mantengono forma, dimensione, profilo terpenico e contenuto di cannabinoidi inalterato, tale e quale ad una pianta ancora viva.
I tempi di essiccamento sono ridotti a circa 16-24 ore e alcune aziende sostengono di ottenere delle infiorescenze di marijuana già curate e pronte per essere consumate.
Su questo aspetto vorrei esprimere dei dubbi, a mio parere sia il water hash che le infiorescenze essiccate con il Freeze Dryer hanno sempre bisogno di un ulteriore cura, o concia, per completare la maturazione ed esprimere appieno il loro potenziale. La marijuana consumata prontamente ha un sapore amaro simile all'erba fresca.
Bisogna tenere in considerazione che le infiorescenze di cannabis non si possono essiccare con una Freeze Dryer standard, oltre ad avere delle dimensioni non adatte a questo scopo, è necessario un modello che permetta il controllo dell'umidità altrimenti un'essiccazione eccessiva rende le infiorescenze fragilissime al tatto e ne compromette le proprietà organolettiche.
Sebbene i liofilizzatori domestici hanno delle impostazioni di default adatte alla maggior parte delle sostanze processate e permettono di realizzare tranquillamente il lavoro, la
programmazione di alcuni parametri può migliorare notevolmente il risultato finale.
La durata della fase di congelamento è uno degli aspetti più importanti per non compromettere il materiale, alcuni growers sostengono che deve essere di circa 8-10 ore.
La temperatura dei ripiani, detta Shelf Temperature, è molto importante impostarla ad un massimo di 8°C, in questo modo il materiale processato non verrà degradato da un calore eccessivo.
Un ulteriore parametro da considerare è il tempo di essiccamento finale, ovvero la terza fase; questo parametro varia in relazione alla quantità di materiale contenuto nel Freeze Dryer e alla qualità della resina processata. Ad esempio una resina più oleosa ha bisogno di un tempo di essiccamento maggiore rispetto ad una resina più secca. Attenzione a questa impostazione perché se la terza fase risultasse troppo lunga finirebbe per danneggiare il prodotto finale.
Nonostante il grande inconveniente di un liofilizzatore sia il suo costo, non proprio alla portata di tutti, questo problema viene risolto dalla qualità dei prodotti ottenuti con il Freeze Dryer che acquisiscono un valore aggiunto.
Chi è che non vorrebbe assaporare della frutta fresca ogni giorno dell'anno?
migliora la forza delle foglie dello strato esterno e del fusto rafforzando la resistenza della pianta contro le malattie e lo stress
regola e migliora l’assorbimento del nutrimento
•
Il croque madame e il croque monsieur sono classiche invenzioni francesi che costituiscono un asso veloce, di classe e gustoso da avere nella propria manica di chef. Sono ottimi pasti ibridi che mi piace chiamare “panini da cena”. Sono veloci, di facile preparazione, un ottimo comfort food e molto, molto sazianti!
Se tradotto letteralmente, significa “signor sgranocchio” e il leggendario “Croque Monsieur” è probabilmente la versione più conosciuta e un delizioso amalgama di consistenze. Pensate a una versione gourmet di un panino grigliato al prosciutto e formaggio. Si inizia con abbondanti fette di prosciutto finemente affettato, formaggio fuso e un’appagante croccantezza data dal pane appena tostato. Aggiungete a tutto ciò il piacere di una tradizionale salsa Mornay, besciamella condita con gruviera fuso: avrete un sandwich da urlo! Tanto da sembrare un pasto fra due fette di pane.
Il “Croque Madame” è sostanzialmente identico alla sua controparte maschile, ma con la gradita aggiunta di un uovo fritto che si va a posizionare sopra al formaggio di questa decadente creazione culinaria. I tuorli sodi sono d’obbligo!
Piacere perfetto, un croque madame infuso di cannabis è un’ottima scusa per imparare a preparare la propria “salsa bianca” o “besciamella” infusa. Nota come una delle “salse madri” della cucina francese, la besciamella è una base versatile che, una volta padroneggiata, può essere utilizzata per qualsiasi cosa, dal pasticcio di pesce alle lasagne, fino ai piatti di pasta cremosi. E questo, che si cucini con ingredienti infusi o meno.
La besciamella è un’ottima salsa di base per creare piatti infusi di cannabis, poiché ha un alto contenuto di grassi. E se non lo sapevate già, i cannabinoidi si legano facilmente ai grassi durante il processo di cottura, producendo effetti più efficaci e potenti.
• 1 cipolla tagliata a metà
• 1 foglia di alloro
• 2 chiodi di garofano
• 50g di burro – sostituitelo con burro di cannabis in parte/completamente a seconda della vostra tolleranza
• 50g di farina bianca
Mettete un pentolino sul fuoco, portate a ebollizione il latte con la cipolla, l’alloro e i chiodi di garofano (l’alloro e i chiodi di garofano sono facoltativi ma aggiungono profondità al sapore della salsa). Una volta raggiunto il bollore, spegnete il fuoco e lasciate in infusione per 20 minuti.
• Fate sciogliere il burro in un’altra padella e poi setacciate la farina bianca. Continuate a mescolare fino a quando la miscela non forma una pasta, chiamata “roux”. Lasciate cuocere per circa 2 minuti.
• Togliete dal latte la cipolla, i chiodi di garofano e la foglia di alloro. Aggiungete il latte infuso al roux un po’ alla volta, continuando a mescolare fino a ottenere una salsa omogenea. Cuocete per 5-10 minuti, continuando a mescolare, finché la salsa non si addensa. Infine, condite a piacere.
La vostra besciamella può essere porzionata per essere congelata e utilizzata come base per preparare
molti altri piatti come lasagne, salsa al prezzemolo, moussaka, zuppe, chowder, mornay di tonno, pasticcio di pesce, pasta al forno e sformati di pollo.
Ora che avete la vostra salsa di base infusa, passiamo all’assemblaggio del panino dei sogni...
• 4 fette spesse di pane fresco
• 2 cucchiai di burro ammorbidito
• 2 cucchiaini di senape di Digione
• 250ml di besciamella
• 6 fette sottili di prosciutto
• 32g di gruviera grattugiato (per il ripieno)
• 32g di gruviera grattugiato (per la salsa)
• 32g di formaggio Monterey Jack o cheddar grattugiato (per la guarnizione)
• 2 uova grandi
• 1 manciata di erba cipollina fresca tritata (da cospargere)
• Preriscaldate il forno a 180°C. Portate la besciamella a ebollizione a fuoco medio in un pentolino. Togliete dal fuoco e mescolate 32 g di formaggio gruviera. Lasciate raffreddare per 10 minuti. La besciamella è diventata ora una salsa Mornay. Salate e pepate a piacere.
• Tostate il pane fino a quando non sarà
leggermente dorato su entrambi i lati. Spalmate mezzo cucchiaio di burro su ogni fetta, girate due fette e spalmateci 1 cucchiaino di senape e 1 cucchiaio di salsa Mornay: questi sono ora gli strati di base del vostro sandwich. Aggiungete 3 fette di prosciutto e il gruviera rimanente, poi sovrapponete, con il lato imburrato verso il basso, le altre 2 fette di pane.
• Spalmate sulla parte superiore di ogni panino circa 2 cucchiai di salsa Mornay, aggiungete poi il formaggio di guarnizione (cheddar o Monterey Jack). Se lo desiderate, potete aggiungere dell’altro gruviera. A questo punto, trasferite i sandwich su una leccarda, metteteli al centro del forno preriscaldato e fateli cuocere finché il formaggio non si sarà sciolto e la parte superiore non sarà dorata e spumeggiante.
• Nel frattempo, sciogliete dell’olio in una padella antiaderente a fuoco medio-alto. Rompete le uova nella padella e friggetele fino a quando i bianchi non si saranno rappresi. Ci vorranno circa 3 minuti. Infine, salate e pepate e completate ogni sandwich con un uovo fritto. Cospargete con l’erba cipollina tritata per una finitura da bistrot.
Ecco fatto. Il paradiso nel piatto. Inoltre, se avete scelto la giusta dose, vi ritroverete in uno stato di beatitudine per molto tempo dopo aver degustato questa delizia di sandwich tostato di alta classe.
Durante i miei avventurosi spuntini indotti dall’erba, ho scoperto che il chutney di mango è l’accompagnamento perfetto per questo panino. So che sembra assurdo, ma credetemi. Adoro il chutney di mango e il mix dolce-salato è incredibile.
Non sarà forse del tutto francese, ma c’è qualcosa nel gusto deciso del mango e delle spezie che si sposa perfettamente con la calda follia salata e saporita contenuta fra queste due fette di pane tostato.
Buon appetito! Provatelo subito e, più tardi, mi ringrazierete.
I regali di Natale sono una tradizione che sopravvive a crisi economiche, guerre e cataclismi. Un obbligo per alcuni sofferto e per altri lungamente atteso. C'è chi si affanna all'ultimo momento per comprare il solito paio di calzini e chi invece prepara elaborati piani per stupire (o imbarazza re) ogni membro della famiglia, tradizionale o allargata che sia. Se fate parte di questa seconda schiera e avete un amico o un parente a cui pensate di fare un regalo diverso dal solito, abbiamo qualche idea che potrebbe fare al caso vostro.
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L’industria della cannabis è senza dubbio in piena espansione e non ci sono mai state così tante varietà disponibili! Tenere il passo con le ultime tendenze può essere difficile e capire la composizione genetica di molte cultivar può creare confusione. In questo articolo andremo a suddividere i diversi tipi di piante di Cannabis e ne illustreremo le caratteristiche.
Piante
Le piante di cannabis Indica rappresentano un’estremità dello spettro genetico e si trovano in natura nelle zone del mondo in cui le estati sono brevi. La fase di fioritura dura in genere tra le 7,5 e le 8,5 settimane e la struttura di crescita sarà corta e tozza, con una breve spaziatura internodale fra i rami. Il fogliame ha punte spesse e la fioritura può raddoppiare l’altezza della pianta e com portare la produzione di cime grandi come palline da golf dall’alto verso il basso.
Effetti associati
Quando si fuma Cannabis indica, gli effetti sono pesanti, soporiferi ed estremamente rilassanti. Più adatta alle ore serali per evi tare di sentirsi pigri durante la giornata, la cannabis Indica è spesso il miglior rimedio per i pazienti in cerca di sollievo terapeutico e per chiunque abbia bisogno di dormire profondamente.
• Periodi di fioritura brevi.
• Si allungano poco.
• Internodi vicini e stretti.
• Foglie a ventaglio spesse e con punte grosse.
Ideali per la configurazione Sea of Green.
• Effetto pesante e narcotico.
• Piante estremamente resistenti.
Le piante di cannabis Sativa rappresentano l’altra estremità dello spettro e crescono in natura nei climi tropicali con stagioni lunghe. La fase di fioritura dura tra le 11 e le 14 settimane, a seconda della pianta, e si svi luppano piante alte, cespugliose e a crescita rapida. Le piante di Sativa sono più facili da coltivare rispetto alle piante di Indica, grazie all’ampia spaziatura internodale e alle lun ghe e sottili ramificazioni laterali, ma una volta fiorite, tendono ad allungarsi in altezza del 200-300%. Le cime, una volta cresciute, produrranno fiori alti e allungati e avranno una resa molto più elevata rispetto alle pian te di Indica.
Se vi piace la sensazione di calma e relax che si prova fumando della cannabis Indica, noterete che la cannabis Sativa è all’opposto in tutti i sensi. Quando si fumano fiori di
Sativa, gli effetti sono ottimistici, energici, chiari, profondamente creativi, di motivazio ne e con sensazioni di euforia. La cannabis Sativa è un ottimo modo per iniziare la gior nata ed è ideale per le persone impegnate e creative.
• Lunga fioritura di 11-14 settimane.
• Possono raddoppiare o triplicare dimensionalmente.
• Più adatte ai coltivatori esperti.
• Piante a resa elevata.
• Necessitano di clima tropicale outdoor.
• Più sensibili allo stress e ai patogeni.
Gli ibridi rappresentano il meglio di entram bi i mondi e consentono al coltivatore di fruire dei caratteri più desiderabili della cannabis Indica e della cannabis Sativa e di poterli combinare. Gli ibridi ci mettono dalle 8 alle 10 settimane per fiorire e in genere le piante raddoppiano la propria altezza una volta fiorite. Per quanto riguarda il training delle piante e l’utilizzo di reti, gli ibridi sono le piante più facili su cui lavorare.
Per chi non vuole essere uno zombie tutto il giorno, o troppo fatto o fatta da non riuscire a dormire la notte, gli ibridi sono una buona scelta. Gli ibridi offrono un effetto ben equilibrato che non è eccessivamente tra volgente, di cui si può godere tutto il giorno con sensazioni di pigrizia e mancan za di motivazione.
• Tempo di fioritura tra le 8 e le 10 settimane.
• Maggiore varietà genetica con i fenotipi.
• Effetto equilibrato ideale per il giorno.
• Rappresentano i migliori caratteri di entrambi i progenitori.
• Più adatte allo SCROG e al training delle piante.
Le autofiorenti sono tipi diversi di piante di Cannabis in quanto dopo 4 settimane di coltivazione iniziano a fiorire a prescindere dal ciclo di luce. Se coltivate all’aperto in un clima caldo, le piante autofiorenti offrono risultati incredibili e sono note per la poca manutenzione richiesta e la facilità di coltivazione.
La fase di fioritura dal seme al raccolto può variare da 60 a 90 giorni. Quando si pianta no le autofiorenti al chiuso, è meglio sommi nistrare 16-20 ore d’illuminazione con fonti HID per ottenere i migliori risultati.
Effetti associati Poiché le genetiche autofiorenti possono
essere incrociate con piante di Indica, Sativa o ibridi a fotoperiodo, gli effetti varieranno a seconda della cultivar. Se state coltivando un’autofiorente a predominanza Indica, aspettatevi effetti narcotici, soporiferi e simili a quelli di un’Indica. Lo stesso vale per la versione autofiorente di una Sativa o di un ibrido.
• Le autofiorenti non dipendono dal regime 12/12.
• Perfette per essere piantate all’aperto durante l’estate.
• Scarsa manutenzione e facilità di coltivazione.
• Produzione di cime di altissima qualità.
• Possono essere coltivate facilmente indoor.
Grazie a progetti di selezione così diversifi cati, siamo in grado di fruire di un numero maggiore di varietà di cannabis rispetto al passato. Con un mercato in continua evoluzione che richiede i più alti livelli di cannabinoidi, potenza e terpeni, trovare la varietà più adatta a voi e al vostro livello di competenza può richiedere tempo. Consigliamo sempre di cominciare da un’In dica facile da coltivare, che non si allunghi eccessivamente in altezza e che richieda poca manutenzione.
Una volta ottenuto qualche raccolto, potrete passare agli ibridi e mettervi infine alla prova con una varietà Sativa a lunga fioritura. Potete sempre provare a coltivare allo stesso tempo numerose varietà diverse nella stessa stanza e imparare in prima persona come variano a livello di struttura, forma, profilo, morfologia e tempo di fioritu ra, ma iniziate con le piante di Indica e gli ibridi.
In bocca al lupo per la coltivazione di quante più varietà possibili e per il vostro viaggio alla scoperta di questa meravigliosa pianta!
facendo è restituire la pianta alla gente, la struttura dell’industria della cannabis e l’educazione. Che siate neri, bianchi o verdi, se avete bisogno di educazione, noi vogliamo avere la piattaforma giusta per offrirvela”.
Redman ha fondato il National Cannabis Party (NCP) nel 2021 con la sorella Sephida Artis-Mills per contribuire a educare le persone su tutti i benefici della cannabis. Il partito ha già riscosso un certo successo con la creazione di una proposta di legge sulle norme e i regolamenti vertenti sulla cannabis legale a New York, che lo Stato appena riformato ha accettato.
Redman dichiara che l’NCP sta facendo la storia grazie all’accettazione della sua proposta di legge, il che non fa che alimentare il desiderio del rapper di colpire ancora di più i politici con questa causa. La storia del governo degli Stati Uniti con la cannabis è molto travagliata e il pubblico ha ormai sentito fin troppi politici fare promesse vuote sulla legalizzazione.
contestare il motivo per cui la cannabis è ancora classificata droga di Grado I”.
Redman e l’NCP hanno ora il potere di avere potenzialmente un rappresentante della loro organizzazione alla Casa Bianca, una possibilità davvero innovativa per l’industria della cannabis.
“Mi occupo di aiutare le persone e voglio avere il coltello dalla parte del manico. Vogliamo dare un seggio a una persona che realmente se lo merita. Abbiamo bisogno di un presidente che abbia fumato erba e sia trasparente. Qualcuno che riesca a capire cosa serve in questa industria della cannabis”.
Redman dice di essere incuriosito di fronte ai grandi passi compiuti nell’ambito dell’erba. Negli anni Novanta nessuno avrebbe mai creduto che un giorno sarebbe diventata legale, per non parlare di un’industria da miliardi di dollari.
Nell’ambito dei rapper e della cultura dell’erba, Redman è una sorta di autorità. Nella sua fase di massimo splendore, questo nativo del New Jersey ha contribuito a rendere popolare la pianta insieme all’amico e collaboratore di lunga data Method Man, seguendo le orme di pionieri dell’hip-hop come Cypress Hill e Snoop Dogg.
Rapper, DJ, produttore discografico e attore, Redman ha raggiunto la notorietà all’inizio degli anni Novanta come artista scritturato dalla leggendaria etichetta “Def Jam”. È noto per il suo lavoro con Method Man e come membro della “Def Squad” alla fine degli anni Novanta.
Redman perora musicalmente la causa dell’erba da tre decenni, pubblicando classici inni all’erba come “How to Roll a Blunt”, “How High” e “Smoke Buddah”. Nel 2001, Red e Method Man hanno recitato nella commedia Due sballati al college, in cui i due interpretavano due studenti
fattoni che cercavano di sopravvivere ad Harvard.
Nel 2022, la cannabis è diventata uno dei tratti più distintivi della cultura hip hop e Redman non ha fatto mistero del proprio desiderio di essere in prima linea. Di recente è stato nominato nuovo produttore esecutivo e direttore di “The Dab Roast”, trasmissione in cui ospiti famosi si fanno un tiro di dab mentre rispondono alle domande.
La maggior parte delle persone si aspetterebbe che Redman segua molti dei suoi fratelli dell’hip-hop e lanci il proprio marchio di cannabis; tuttavia, sarebbe troppo facile per lui.
“Il motivo per cui non avete mai visto un prodotto Redman, una vape pen Redman, una varietà Redman o altro, è che ho tenuto il mio marchio per uno scopo più grande, che è l’NCP, il National Cannabis Party, e quello che stiamo
L’NCP vuole fermare questa tendenza in atto e non ha paura di scontrarsi con i grandi partiti politici affermati per far sì che ciò accada. L’NCP è un’organizzazione di base che non viene sostenuta o finanziata da nessuno. Sta solo cercando di realizzare un vero cambiamento. Tutto ciò che viene fatto ha uno scopo, non punta al profitto. Il loro obiettivo è quello di cambiare lo scenario della riforma della cannabis e responsabilizzare i politici quando non tengono fede alle promesse fatte in campagna elettorale.
“Se state in disparte a lamentarvi e non fate nulla, sarete sempre incazzati. Non siamo in concorrenza con nessuno o con nessuna azienda del settore della cannabis. Non trattiamo direttamente la pianta e non riceviamo finanziamenti dalla pianta.
Ma possiamo contestare al governo il motivo per cui ha ottenuto un brevetto su una pianta che dovrebbe essere accessibile a tutto il mondo. Possiamo
Negli anni Novanta, la maggior parte della popolazione non capiva la cannabis. Rapper come Snoop Dogg, B-Real e Method Man hanno portato l’industria della cannabis alla ribalta. Allo stesso tempo però si sono persi questi grandi finanziamenti, in quanto i governi, la scienza medica e le aziende non avevano ancora compreso il pieno potenziale dell’erba. “Si potrebbe dire che la cannabis era il crack degli anni Novanta”.
Ora però Redman e l’NCP hanno la possibilità di fare la differenza. È bello vedere una celebrità che, anziché cercare solo di fare soldi grazie al suo legame con l’erba, sta tentando di fare qualcosa che potrebbe cambiare il panorama politico per tutti, migliorando l’accesso e sensibilizzando su questa fantastica pianta.
“Sento di aver preso una grande decisione nella mia vita occupandomi di questa pianta. La cannabis unisce le persone. Attraverso la musica, mentre tutti parlavano dell’essere gangster... noi ci siamo limitati a parlare di erba e del divertimento che offre”.
Con il finire dell’estate, abbracciamo i freddi e bui mesi invernali da coltivatori indoor. Può essere difficile resistere al clima rigido dell’inverno, per cui in questo articolo vi offro 10 consigli utili per adattarvi ai climi freddi e umidi se coltivate indoor in questa stagione.
Dritta n. 1 – Aggiungete un dispositivo riscaldante
Potreste rendervi conto che quando le luci di coltivazione sono accese le temperature non sono alte come dovrebbero, il che significa che quando le luci sono spente la temperatura scende in modo eccessivo. Idealmente, da coltivatori indoor, dovreste puntare a una temperatura costante di 24 gradi centigradi a luci accese e a una temperatura di 18-20 gradi centigradi a luci spente. Il nostro consiglio principale è quello di aggiungere un dispositivo riscaldante durante il periodo di spegnimento delle luci per mantenere una temperatura ottimale.
Dritta n. 2 – Tenete i vasi lontani dal pavimento
Potreste non rendervi conto di quanto pos sono diventare fredde le pareti e i pavimenti della vostra stanza di coltivazione quando arriva l’inverno. L’aria calda dell’estate offri va prima le temperature e il calore perfetti per le piante, ma l’aria fredda esterna può provocare il raffreddamento dei pavimenti. Il nostro consiglio principale è quello di solle vare i vasi dal pavimento utilizzando matto ni o pezzi di legno. L’aria calda che circola nei vasi manterrà le radici calde e felici, oltre a garantire un abbondante deflusso durante l’irrigazione.
Dritta n. 3 – Temperatura dell’acqua Quando si annaffiano le piante di Cannabis, l’obiettivo è quello di consentire all’acqua di passare attraverso il substrato di coltivazio ne e di effettuare un flushing del substrato con ossigeno quando l’acqua si sposta. Un’ eccessiva irrigazione delle piante o l’utilizzo di acqua fredda possono essere problema tici e provocare la formazione di marciume radicale e patogeni. Il nostro consiglio
principale è quello di mantenere elevata la temperatura dei nutrienti e di ricordare che a volte meno è meglio.
Dritta n. 4 – Utilizzate vasi in tessuto I vasi in tessuto sono un’ottima soluzione per mantenere l’aria intorno alle radici e al substrato di coltivazione. I vasi in tessuto presentano molti vantaggi per la potatura ad aria, ma agiscono anche da isolante, con sentendo alle particelle d’aria di rimanere intrappolate all’interno del feltro. I vasi in tessuto sono molto più efficaci nell’aerare la zona radicale e agevolano notevolmente il mantenimento della temperatura ambiente.
Dritta n. 5 – Circolazione dell’aria Naturalmente, i livelli di umidità della vostra stanza di coltivazione aumenteranno, poi ché l’aria fresca che aspirate dall’esterno diventerà più fredda e conterrà più umidità. Un’umidità elevata può causare numerosi problemi, soprattutto se non si dispone di un flusso d’aria e di un’estrazione adeguati. Il nostro consiglio principale è quello di assi curarvi che il flusso e la circolazione dell’aria nella stanza di coltivazione siano freschi e in costante movimento intorno alle piante. Durante la fioritura, è estremamente impor tante evitare le sacche d’aria stagnante.
Dritta n. 6 – Deumidificatori alla riscossa
Se state per passare dal fotoperiodo 18/6 al fotoperiodo 12/12 e avete livelli di umidità elevati a causa dell’aria fredda e umida proveniente dall’esterno, dovrete ridurre l’umidità relativa passando dal 70-80% a meno del 40%. Il modo più semplice per farlo, senza lottare continuamente con gli agenti esterni, è quello di utilizzare un deu midificatore e rimuovere l’umidità presente
nell’aria. Il nostro consiglio principale è quello di tenere sempre un deumidificatore nella stanza di coltivazione e di rimuovere ogni giorno l’acqua accumulatasi.
Dritta n. 7 – Attenzione alle muffe! La botrite è una malattia delle piante che attacca le cime e le rende morbide, mol licce e inutili. Spesso può rivelarsi difficile individuare i segnali di germogli ammuffiti, poiché alcune piante ammuffiscono dall’in terno. Il nostro consiglio principale è quello di fare estrema attenzione e di rimuovere tutti i fiori infetti e mantenere un flusso d’a ria ottimale e un livello di umidità inferiore al 40%.
Dritta n. 8 – Temperatura del terreno Alcuni dei problemi principali che riscontra no numerosi coltivatori durante l’inverno sono i pavimenti freddi, l’aria fredda, i vasi freddi e, di conseguenza, il terreno freddo. Quando la zona radicale diventa troppo fredda e la quantità di ossigeno presente è bassa, le radici iniziano a diventare marroni e si assottigliano. Il nostro consiglio princi pale è quello di usare il dorso della mano per sentire quanto è diventato freddo e umido il substrato di coltivazione. Se il terre no di coltura è umido e inzuppato,
aspettate qualche giorno affinché i vasi diventino leggeri e arieggiati.
Dritta n. 9 – Conservazione dei flaconi di nutrienti
Così come è vantaggioso tenere i vasi lontani dai pavimenti freddi, lo stesso vale per la conservazione dei flaconi di nutrienti. Anche le sostanze nutritive devono essere tenute lontane dal pavimento e organizzate, se possibile, su di uno scaffale o in un armadio scuro. Assicuratevi che i flaconi dei nutrienti siano sempre puliti e soprattutto evitate di usare nutrienti freddi e acqua fredda.
Dritta n. 10 - Oidio
Non c’è nulla di peggio di un’infezione aggressiva da oidio e, in alcuni casi, se non viene diagnosticata e trattata, può avere molte ripercussioni negative sulla salute delle piante. L’oidio è un agente patogeno trasportato dall’aria che entra nelle stanze di coltivazione e si attacca ai tessuti del fogliame delle piante. Una delle cause princi pali dell’oidio è la scarsa circolazione dell’aria e gli elevati livelli di umidità.
Il nostro consiglio è quello di assicurarvi che le temperature e il flusso d’aria siano ade guati e d’ispezionare regolarmente le piante.
Il training delle piante è una delle soluzioni più semplici per incrementare i raccolti e per tenere sotto controllo la forma e la struttura finale delle piante di cannabis. Esistono diversi modi per effettuare training sulle piante, dalla cimatura, alla potatura, allo snapping degli steli e alla legatura verso il basso. In questo articolo rispondiamo alle domande più frequenti sul training delle piante.
Quando è il momento migliore per effettuare training sulle piante?
Il momento migliore per effettuare training sulle piante di Cannabis è quando si trovano in fase vegetativa. Si tratta del momento in cui i timer sono stati impostati in regime 18/6, per imitare i lunghi e caldi mesi estivi. È durante la fase vegetativa che le piante possono essere manipolate e sono più facili da lavorare. Il training delle piante può essere effettuato sin dalle prime fasi fino al momento appena prima della fioritura.
poco sviluppate e indesiderate. Aumenta inoltre il flusso d’aria intorno alle piante.
Il fimming è una tecnica che rimuove il 70% di un germoglio della chioma durante la fase vegetativa, lasciando una crescita sufficiente affinché la parte superiore possa ricrescere normalmente. Durante questo periodo, i germogli laterali e la parte in crescita rimanente si svilupperanno e diventeranno più cespugliosi. Dopo 3-5 giorni, il germoglio originale tagliato ricrescerà come se nulla fosse, dando vita a una pianta più tozza.
Il numero di sessioni di cimatura che decidete di effettuare sulle vostre piante deve basarsi sullo spazio di coltivazione e sulle risorse a vostra disposizione. Se state coltivando solo una o due piante e dovete riempire la stanza da parete a parete, la cimatura può essere una soluzione per farlo. D’altro canto, pizzicare le piante con due germogli in crescita può anche contribuire a ridurre l’altezza finale della pianta una volta fiorita ed è un ottimo modo per mantenere le piante di Sativa a crescita rapida a un’altezza media.
delle piante di Indica può essere estremamente vantaggioso, tuttavia alcune piante possono rimanere molto basse in altezza. Le piante di Sativa sono molto più alte e reagiscono bene alle tecniche di training. Dipende anche dal motivo per cui lo si fa. Se siete alle prime armi, è meglio che lavoriate con ibridi a predominanza Indica per ottenere il meglio di entrambi i mondi.
Per quanti giorni andrebbero lasciate riposare le piante dopo il training?
Per alcune tecniche come lo snapping degli steli, la cimatura e il fimming, le piante devono essere lasciate in pace per 3-7 giorni, a seconda del loro grado di maturazione. Se si tratta
dello stelo. Consiste nel prendere una pianta matura che abbia un fusto principale o rami laterali resistenti. Facendo quindi pressione con dito e pollice, si gira e si spezza fino a sentire e percepire la rottura. La parte interna della parete cellulare si riparerà e di conseguenza le piante diventeranno molto più forti.
Cosa si dovrebbe utilizzare per aggiungere un sostegno quando le piante sono in fioritura?
Il modo più semplice per sostenere i rami laterali pesanti è quello di usare canne di bambù da inserire intorno al bordo dei vasi. Evitate di trafiggere le radici con le canne di bambù e legate delicatamente i rami appesantiti alle canne, in modo tale che si ergano verticali.
Qual è il modo migliore per controllare l’allungamento una volta che i timer sono passati al regime 12/12?
Cultivar diverse si allungano in modo diverso una volta che i timer vengono impostati per la fase di fioritura. Le piante di Indica raggiungeranno, nella maggior parte dei casi, un’altezza doppia e saranno facili da lavorare. Le piante di Sativa o gli ibridi a predominanza Sativa tenderanno invece a raddoppiare o addirittura a triplicare la propria altezza. Il modo migliore per lottare contro un allungamento aggressivo è quello di legare i germogli della corona verso il basso e regolare l’altezza in base alle proprie preferenze.
Quali
La potatura è l’arte di rimuovere tutto il fogliame presente oltre un determinato punto. L’obiettivo finale è quello di consentire alle piante di utilizzare tutta la loro energia per produrre solo cime. La potatura delle piante assicura che non crescano cime più piccole,
Considerato il fatto che le piante possono impiegare dai 3 ai 7 giorni per riprendersi dalle tecniche di training, effettuarlo sulle piante quando si opera con una finestra vegetativa così breve può essere inutile. La tecnica più efficace da applicare se si lavora con fasi vegetative di 1-2 settimane è quella di potare semplicemente le piante 5 giorni prima dell’inizio della fioritura.
Per il training delle piante sono meglio le piante di Indica o Sativa?
Le piante di cannabis Indica tendono a rimanere basse e tozze, con una cola centrale principale. Il training
solo di legare le piante verso il basso, queste ricresceranno nel giro di 1-2 giorni. Sono le tecniche ad alto stress a richiedere più tempo per la guarigione delle piante, per evitare infezioni e per non provocare loro stress e traumi eccessivi.
Qual è il momento migliore per eseguire il super cropping e di cosa si tratta?
Con il termine “super cropping” s’intende la tecnica che consiste nello spezzare fisicamente la parte interna
Posso utilizzare le tecniche di training sulle piante una volta che queste producono cime?
Molti coltivatori amano eliminare tutta la crescita inferiore una volta che le piante si sono allungate e sono entrate nella terza settimana in fotoperiodo 12/12. Personalmente, effettuo sempre qualsiasi tecnica di training durante il fotoperiodo 18/6 e mi assicuro che tutte le potature vengano eseguite molto prima che i timer vengano impostati per la fioritura.
Se potete farne a meno, cercate di eseguire le operazioni di training quando il regime è 18/6.
Quali sono le tecniche migliori per le fasi vegetativeQuesto coltivatore ha scelto di coltivare in SOG con piante molto vicine tra loro.
Giudicato dai recensori online il miglior libro sulla coltivazione nel 2022, questo manuale stampato e pubblicato in modo indipendente da Alfredo Constantin è davvero una piccola perla. Pensato per chi è alle prime armi o addirittura per chi non ha proprio il pollice verde, condensa in sole 125 pagine tantissimi consigli utili per ottenere delle piante forti e rigogliose. L'autore ha oltre 20 anni di esperienza nel settorelavora come giardiniere e paesaggista nella campagna veneta - e si è specializzato in orticoltura all'Università di Bologna. Ogni scelta che Alfredo fa è improntata alla massima resa attraverso metodologie eco-
dell'autocoltivazione e un'ottima idea regalo per chi vuole approfondire l'argomento cannabis, senza perdersi in dietrologie.
Pubblicazione indipendente, la trovate nelle migliori librerie on e offline
Quanti risvolti possono avere le favole, soprattutto quelle che conosciamo meglio? E quanto oscuri possono essere? Parte da questi interrogativi il podcast "In compagnia del lupo. Il cuore nero delle fiabe", condotto da Carlo Lucarelli e costola audio del programma omonimo trasmesso su Sky Arte.
Mescolando immaginazione e rimandi a fatti di cronaca realmente accaduti, questa serie audio scandaglia gli aspetti meno noti delle favole - da Biancaneve alla Bella Addormentata passando per Mulan e la Baba Jaga - connettendo il mondo della fantasia a quello della storia e dei fatti che l'hanno popolata. Ad accompagnare le parole di Lucarelli sono le riflessioni di studiosi ed esperti, che offrono punti di vista inediti su racconti di cui siamo certi di sapere ogni dettaglio ma di cui spesso ignoriamo il lato più oscuro. "In compagnia del lupo" si rivela una trattazione appassionata ma anche incredibilmente scientifica e puntuale. L'approccio è quello investigativo tanto caro a Lucarelli, che indaga per scoprire la realtà dietro la leggenda, i fatti dietro l'immaginazione.
in questo podcast l'autore bolognese non rinuncia al suo stile iconico e coinvolgente, nonostante la materia sia - ma solo in apparenza - lontana da quelle che tratta abitualmente. Insomma, se volete rilassarvi con un bel joint e una strana brutta storia (cit.), mettetevi "In compagnia del lupo", non ve ne pentirete!
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La marijuana medica ha il potenziale di salvare vite umane, ma la legislazione vigente proibisce a milioni di americani di sperimentare i benefici della cannabis come medicinale di supporto nel trattamento del cancro. Dai registi
mistificare sulla cannabis e rivela le storie coraggiose di famiglie comuni mentre esplorano i benefici della marijuana medica per salvare le vite dei loro cari più preziosi: i loro figli.
"Weed the People" non si dilunga però nella sua narrazione a più voci, non perde tempo nel condividere le storie naturalmente strappalacrime di questi bambini malati di cancro. Quello che in primis si vuole denunciare con questo documentario è l'assenza di studi e di una legalizzazione a livello nazionale: se la sostanza fosse regolata in maniera federale, l'accesso alle terapie e le possibilità di sperimentazione sarebbero facilitate, contribuendo a salvare migliaia di vite, anche giovanissime.
friendly e in questa questa guida si possono trovare preziose indicazioni, senza troppi tecnicismi. Questo libro, infatti, ti permette di metterti subito in condizioni di coltivare la tua piantina, spiegandoti passo passo come muoverti: come riconoscere la pianta di cannabis, le differenze tra i diversi tipi, cosa è necessario e quanto costerà.
"Coltivazione della cannabis" è il compagno perfetto per una comprensione multi-disciplinare nell'ambito
Il risultato è un'analisi inedita, molto ricca e dettagliata, di momenti e personaggi storici spesso poco approfonditi e, forse proprio per questo, ancora più ricchi di fascino.
Pochi narratori riescono a dare voce agli aspetti più inquietanti e spaventosi del reale come Carlo Lucarelli, e anche
Ricki Lake e Abby Epstein, questo sguardo al di là della politica e della propaganda mette in discussione tutto ciò si continua a
Prodotto nel 2018 per il grande schermo e ora disponibile sulle piattaforme di straming online, "Weed the People" è un documentario in parte didattico, in parte polemico e in parte terribilmente umano. Una visione di certo non facile ma necessaria per comprendere il disperato bisogno di ricerca che ancora esiste all'interno della comunità cannabica.
I supereroi si aggirano nel mondo dei fumetti, combattendo i cattivi con poteri straordinari ma con caratteri decisamen te umani. Forse è anche per questo che fumetti come quelli prodotti dai celeberrimi Marvel o DC Comics hanno sempre fornito una preziosissima fonte d'intrattenimento per molti di noi stoner. Non importa che siano su carta o sullo schermo, le storie di questi personaggi eccezionali ci appas sionano ancora come quando eravamo bambini.
Dal momento che i supereroi si trovano spesso ad affrontare problemi seri da risol vere, afflitti dall'ansia di salvare il mondo, l'introduzione della cannabis nelle loro vite sarebbe sicuramente un toccasana. Per questo, su questo numero, proviamo a fare un esercizio di immaginazione e colle ghiamo fumetti e supereroi alla più grande supereroina di tutti: Mary Jane.
Il primo della nostra lista di supereroi che dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di incorporare un po' di canna bis nelle sue imprese, avrebbe bisogno di farsi prescrivere una varietà di indica forte: l'incazzato verde altresì conosciuto come The Hulk.
Quando gli attacchi di rabbia salgono in superficie, il povero Bruce Brenner esplode in dimensioni e diventa verde e distruttivo: il suo è chiaramente un grido d'aiuto. In una delle strisce che Stan Lee ha prodotto dal 1962 in poi, Hulk si è circondato di cuccioli per evitare di trasformarsi in un mostro verde. Fumare un po' di erba potrebbe essere un'ottima alternativa quando i cuc cioli non si trovano.
Sappiamo tutti che la cannabis può renderci contemplativi e darci alle volte epifanie creative. Il Professor X dei fumetti degli X-Men potrebbe sicuramente aggiungere la cannabis al suo arsenale per rilassare i suoi superpoteri cerebrali quando necessario. Nel film "X-Men-I giorni del futuro passa to" del 2011, il Professor X, interpretato da James MacAvoy, faceva uso di eroina per anestetizzare i suoi potenti pensieri e ricordi. È noto che la cannabis aiuta i consu matori a interrompere il consumo di eroina. Quindi, se doveste mai viaggiare nel passato del mondo degli X-Men, vorrete dare anche voi al Professor X un po' di Kush...
Anche un altro famoso personaggio della serie X-Men, Wolverine, potrebbe benefi ciare dei poteri medicinali dei cannabinoidi. Non è nuovo a intossicarsi con alcol e varie sostanze per curare i dolori di una vita così lunga. È stato testimone di molte guerre ed eventi traumatici e, conoscendo le sue reazioni ai movimenti improvvisi, molto pro babilmente soffre di PTSD. Molti persone affette da disturbi da stress post traumatico fanno uso di cannabis per alleviare l'ipervigi lanza e altri sintomi legati a questa condizio ne. Quindi, invece di strapparsi ulteriormen te i muscoli, Wolverine dovrebbe forse farsi qualche canna.
Dato che tutti noi aficionados della cannabis amiamo contemplare situazioni altamente ipotetiche per ampliare la nostra saggezza e i nostri orizzonti, ecco uno spunto di rifles sione: pensate a tutti i gadget e alla tecnolo gia che Tony Stark ha creato. Ha sviluppato una tuta che lo fa volare, sparare razzi, spa rare laser e combattere il crimine. Insieme al potere immaginativo della cannabis e alle sue infinite disponibilità economiche, Iron Man potrebbe elevare la sua tecnologia a livelli di potenza mai vista per combattere i cattivi: sarebbe fantastico!
Michelangelo, Leonardo, Raffaello e Donatello hanno rubato il cuore di mol tissimi fan e hanno guadagnato molta popolarità nel mondo dei fumetti e della tv. Intere generazioni di piccoli stoner sono cresciute tifando per loro nei combattimenti contro il perfido Shredder. Forse non viene presentato direttamente nei fumetti o nei film, ma è ovvio che le Tartarughe Ninja fumano erba. Sono simpaticissime, amano stare davanti alla TV, si strafogano di pizza: è chiaro che a loro piace farsi una canna ogni tanto!
Sui primi 2 film di Spiderman ho una mia teoria: la storia ruota tutta attorno al fumare cannabis con moderazione. Mary Jane - più ovvio di così! - è la ragazza che l'Uomo Ragno desidera per tutto il primo film. I goblin sono noti per i furti e il cattivo che l'Uomo Ragno deve combattere si chiama Goblin (Green Goblin nella versione originale), perché vuole rubare appunto il verde dell'Uomo
Ragno: Mary Jane. Inoltre, alla fine, quando uccide Goblin, ottiene l'amore di M.J., ma si rende conto che ha troppe responsabilità per stare con lei, ovvero fumare erba tutto il giorno, quindi deve lasciarla, pur restando suo amico (il che significa che fuma ancora, ma non quanto vorrebbe).
E nel secondo, quando decide di uscire con lei e di smettere di essere l'Uomo Ragno, tutti si incazzano con lui perché non com batte i cattivi perché fuma tutto il giorno. Datemi torto...
Scherzi e fantasie a parte, i veri supereroi di oggi rimangono gli attivisti pro-cannabis, che si battono per la legalizzazione della marijuana e provano a rendere il mondo un posto migliore. Poiché l'economia della cannabis è in forte crescita grazie alla lega lizzazione dell'uso ricreativo e terapeutico in molti stati, possiamo magari aspettarci nuovi fumetti che coinvolgano la nostra Mary Jane. Nel frattempo non perdetevi le strisce del nostro inimitabile Ganja-Man, le trovate tutte all'indirizzo softsecrets.com/it/riviste
Lo scorso 17 ottobre il Canada ha celebrato il quarto anniversario della completa regolamentazione di con sumo, produzione e distribuzione di cannabis. Nel settembre precedente, l'Istituto Statistico canadese ha voluto contribuire al dibattito sugli sviluppi della legalizzazione pubblicando un report dal titolo esplicito: "Analisi della coltiva zione domestica e dei rischi associati in Canada, prima e dopo la legalizzazione". Ecco quanto è emerso.
Intanto lo studio esamina dati demogra fici e modelli di consumo dei coltivatori domestici di cannabis (prima e dopo la legalizzazione) e la relazione tra colti vazione domestica e i rischi correlati al consumo di cannabis, come l'utilizzo sul posto di lavoro o la guida in seguito a all'assunzione.
I dati analizzati provengono dal National Cannabis Survey di Statistic Canada, relazione che raccoglie dati sui modelli di consumo e comportamenti associati con intervalli di tre mesi, prima e dopo lega lizzazione. I partecipanti al sondaggio sono persone di età pari o superiore ai 15 anni che vivono in una delle dieci pro vince canadesi. L'indagine si basa su un campione di circa 6.000 intervistati.
Quale impatto ha avuto la legalizzazio ne sulla pratica dell'autoproduzione domestica? Partiamo da quanto era già di dominio pubblico a prescindere dal nuovo studio.
Nel 2018, il Canada ha legalizzato l'uso non medico della cannabis e le dispo sizioni della legge consentono ai mag giorenni la coltivazione di fino a quattro piante per domicilio e per uso personale. Tutte le province, ad eccezione del Manitoba e del Quebec, consentono la coltivazione domestica per scopi non medici. I dati del 2019 suggerivano che quasi il 10% dei canadesi che usavano cannabis la coltivassero in proprio o se la facessero coltivare conto terzi [Ndr. Come prevede la regolamentazione per l'accesso alla cannabis medica].
I vantaggi autodichiarati della coltivazio ne domestica includono un maggiore controllo sulla qualità e la potenza della cannabis, costi ridotti e riduzione dei rischi associati all'acquisto nel mercato
illegale. Le tendenze internazionali sug gerivano che i growers domestici aveva no maggiori probabilità di essere soggetti attivi lavorativamente, di sesso maschile e di età compresa tra 20 e 40 anni. Nella sua maggioranza questa popolazione vive in zone rurali e segnala un consumo regolare o intenso di cannabis.
Come arricchisce il dibattito lo studio di settembre?
Ebbene, in seguito alla legalizzazione, percentuali e dati demografici di chi col tiva a casa propria sono rimasti relativa mente invariati. Riguardo la percentuale, dopo la legalizzazione, circa il 5,2% ha riferito di coltivare a casa: un numero non significativamente diverso dal perio do precedente quando tale percentuale si attestava al 4,8%.
A livello demografico poi, il canadese medio che coltiva cannabis è un maschio di età compresa fra i 35 e i 54 anni. Prima e dopo legalizzazione, le persone che hanno più di 35 anni sono quelle più pro pense a coltivare rispetto a chi ha fra i 15
e 34 anni e rispetto a chi ha più di 54 anni. Il calo significativo del tasso di coltivazio ne domestica per la fascia di età sopra i 55 anni in seguito alla legalizzazione potrebbe essere spiegato dalla maggiore disponibilità, più semplice accessibilità e varietà di cannabis legale offerta dal nuovo mercato in vendita libera. Nella maggioranza sono uomini coniugati che vivono nelle province atlantiche che con sumano cannabis su base quotidiana o quasi. Sono provvisti di diploma di scuola superiore e riferiscono il fumo come metodo di consumo principale. Coloro che usano la cannabis per scopi medici e
non, hanno testimoniato una maggiore predisposizione alla coltivazione dome stica rispetto a chi utilizza cannabis solo per motivi non medici. È inoltre impor tante la componente pecuniaria, infatti, è probabile che chi utilizza frequentemen te cannabis sia portato a coltivarsela per ché meno onerosa rispetto all'acquisto da un rivenditore legale (circa 3 dollari per grammo invece che 6-7 dollari al grammo).
Per quanto riguarda i rischi associati alla coltivazione domestica, questi sono stati analizzati in merito al consumo di canna bis nel luogo di lavoro ed alla guida di una vettura. Sul luogo di lavoro stime relative al 2021 segnalavano che circa il 25% dei lavoratori canadesi che consumano can nabis l'avevano usata anche sul posto di lavoro. Lo studio di settembre indaga la relazione tra coltivazione domestica e consumo sul posto di lavoro, rivelando che gli intervistati che hanno riferito di coltivare cannabis in casa erano significa tivamente più propensi a riferire di aver usato cannabis anche sul posto di lavoro.
A livello di guida sotto gli effetti inebrianti della cannabis, uno studio su base pro vinciale del 2021 aveva rilevato che le percentuali di guida sotto gli effetti della cannabis erano rimaste relativamente invariate in seguito alla legalizzazione. Lo studio di settembre, indagando la relazione tra coltivazione domestica e guida dopo assunzione di cannabis, ha rilevato che gli intervistati che hanno riferito di coltivare cannabis in casa non avevano una probabilità significativa mente maggiore di riferire anche di aver guidato nelle successive due ore dall'uso di cannabis.
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A livello mondiale è in corso un processo di relativa liberalizzazione dell'uso della cannabis, che sia per scopi medici o ricreativi. Diversi Paesi hanno legalizzato la cannabis per separare le droghe leggere da quelle pesanti, come dimostrato in Olanda. Altri Paesi hanno legalizzato l'uso della cannabis per uso medico, ivi incluso il diritto di coltivare piante di cannabis per uso personale. L'editore si propone di mettere in luce il processo di normalizzazione dell'uso
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