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I La Sportiva: Delladio vince il premio EY
Tra gli 11 imprenditori italiani premiati da EY c'è Lorenzo Delladio, ceo di La Sportiva. L'azienda, nonostante le contingenze globali, cresce in double digit
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di Erika Pozzi
"Abbiamo uno sguardo che si muove non solo in avanti, ma grazie alla montagna è anche rivolto all’insu, alla dimensione verticale, a ciò che ci ispira e ci contamina ogni giorno a fare bene”. Con queste parole Lorenzo Delladio, ceo di La Sportiva, ha commentato il momento del ritiro del Premio EY che l'ha incoronato “imprenditore dell’anno”.
I VINCITORI DEL PREMIO EY
Sono infatti 11 gli imprenditori italiani – alla guida di aziende con un fatturato di almeno 25 milioni di euro – che, mercoledì 24 novembre, hanno visto riconoscere il proprio impegno con l’ottenimento del prestigioso premio, giunto alla sua 24a edizione e svoltosi con il supporto di Banca Akros (Gruppo Banco BPM), Board International e P101. Tutte personalità che sono state in grado di creare valore, con spirito innovativo e visione strategica, contribuendo alla crescita dell’economia, dimostrando coraggio, innovazione e trasformazione in un momento senza precedenti. Tra questi nomi spicca anche quello di Lorenzo Delladio, che conquista la categoria Consumer&Retail “per la lungimiranza che lo ha portato a trasformare un piccolo laboratorio artigianale in un marchio globale, che coniuga altissime performance e prestazioni con il design e lo stile italiano”. Sapersi adattare al cambiamento e crescere in maniera costante: questa è stata la forza di alcune piccole e medie imprese italiane, nonostante le difficoltà che il 2020 ha imposto e che il riconoscimento firmato EY ha voluto premiare. Il settore delle PMI d’altra parte contribuisce al 76% dell’occupazione e al 64% del valore aggiunto del Paese.
“In un momento di grande trasformazione come quello che stiamo vivendo, siamo orgogliosi di premiare e sostenere l’imprenditoria italiana che, con coraggio, resilienza e innovazione, è riuscita ad anticipare i grandi cambiamenti, influire sulla velocità dei processi di trasformazione mettendo al centro nuovi valori. È un momento unico per il nostro Paese, in cui anche le stime di crescita sono riviste al rialzo, e stimiamo una crescita del PIL del +6,4% per il 2021, confermando una forte dinamica della domanda interna. Abbiamo ora l’opportunità unica di accelerare questa trasformazione e di disegnare un nuovo futuro per il Paese, le aziende e le persone grazie a una crescita strutturale e sostenibile”
Massimo Antonelli, ceo di EY in Italia e coo di EY Europe West
La Sportiva nasce alla fine degli Anni ‘20 in Valle di Fiemme, ai piedi delle Dolomiti. Oggi è presente in oltre 75 mercati al mondo e con una quota export che supera l’82%. Le salde radici hanno permesso all’azienda trentina di crescere in double digit nonostante le incertezze dovute alle contingenze globali, oltre che schierarsi in prima linea nel momento di massima emergenza compiendo scelte responsabili. Coraggio e determinazione sono gli ingredienti di una ricetta vincente che consente quotidianamente al brand di individuare soluzioni sempre nuove e innovative che rispondono alle esigenze di mercato. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Delladio, alla consegna del riconoscimento.
Essere premiato come imprenditore dell’anno oggi acquista un valore inestimabile. Quali sono le sfide che un’azienda come La Sportiva ha dovuto affrontare nella situazione odierna? La Sportiva ha reagito in modo coraggioso al terribile momento che tutti stiamo vivendo da marzo 2020: all’alba del primo lockdown decisi di chiudere l’azienda una settimana prima, riaprendola una settimana dopo con l’obiettivo di salvaguarLorenzo Delladio, ceo La Sportiva dare i dipendenti e i collaboratori, ed essere tranquilli al massimo. Come azienda abbiamo voluto dare il nostro contributo e, grazie al prezioso lavoro di una vetrina di dipendenti, abbiamo fornito il servizio di mascherine all’interno della provincia di Trento per la Protezione Civile e gli ospedali. Abbiamo inoltre realizzato una mascherina da sfruttare durante l’attività sportiva, che oltre a proteggere noi stessi e gli altri, consente la corretta respirazione. La scelta di “fare la nostra parte” è stata un dovere morale anche nei confronti dei nostri collaboratori, soprattutto quelli che sapevamo essere più in difficoltà. Nonostante la cassa integrazione, li abbiamo richiamati al lavoro, ovviamente in sicurezza. E, nonostante tutto, abbiamo chiuso un 2020 in maniera positiva, con un +3/4%, mentre per il 2021 stiamo registrando un +32-33%. Sei stato premiato nella categoria Consumer&Retail, qual è il rapporto di La Sportiva con i negozianti e come ve ne prendete cura? La nostra scelta, a fronte di un periodo così difficile, è stata quella di congelare il campionario in essere, in modo da non mettere in difficoltà i retailer con i magazzini pieni che, altrimenti, si sarebbero ritrovati prodotti “vecchi”. È stata una decisione vincente, una sorta di operazione sociale ma anche sostenibile, in quanto nulla è stato buttato via. Abbiamo inoltre lavorato molto bene con i nostri negozi monomarca, aprendone persino di nuovi in punti per noi fondamentali. Come sei riuscito, insieme alla tua famiglia, a trasformare un piccolo laboratorio artigianale trentino in un marchio globale? La parola chiave è stata “costanza” in tutte e tre le generazioni che l’azienda ha visto succedere: dal 1928 con mio nonno, passando per gli Anni ’60 con mio papà, sino ai giorni nostri con me. Dai 20 dipendenti e i 4 miliardi di lire di fatturato di allora, oggi diamo lavoro a 412 persone e fatturiamo oltre 130 milioni di euro. È un bel traguardo!