Congiuntura e Pubblicità rapporto settembre 2013

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Rapporto del 23 novembre 2013, sui dati del settembre 2013

-CONGIUNTURA ECONOMICA E INVESTIMENTI PUBBLICITARI 2013 Sintesi del rapporto fondato sui dati del settembre 2013 Le pagine iniziali sono destinate al lettore frettoloso poiché riportano in estrema sintesi quanto dettagliatamente esposto nel completo rapporto delle pagine successive.

In generale si può affermare come l’insieme degli indicatori economici abbia marciato di buon passo sulla via delle contrazioni raggiungendone il punto più basso entro i primi 3-4 mesi dell’anno, dopo i quali si è incamminato -sia pure a piccoli passi- sulla via dell’espansione nella quale mostra decisamente di voler proseguire. Si vuol dire come la recessione abbia sostanzialmente terminato la sua corsa distruttiva lasciando definitivamente via libera alla ripresa che non avverrà nello stesso tempo e nella stessa misura per tutti i settori, poiché alcuni settori procederanno in avanguardia mentre altri in retroguardia; alcuni procederanno con passo svelto mentre altri procederanno con passo lento. Va doverosamente tenuto in conto come l’avviato mutamento dello scenario congiunturale nazionale trovi sostegno e consonanza nelle economie dei paesi dell’euro-zona che, già da qualche tempo, stanno procedendo sulla strada della ripresa. Va osservato che quanto sopra non emerge soltanto dalla considerazione delle variazioni congiunturali e tendenziali mensili e di periodo, ma anche dall’analisi delle tendenze evidenziate dall’intera serie delle variazioni tendenziali di periodo soprattutto del corrente anno. Si vuole fare riferimento agli indicatori della produzione industriale, del fatturato e degli ordinativi dell’industria, della produzione edilizia, dei prezzi dei prodotti industriali, dei prezzi e delle vendite al dettaglio, dei saldi del commercio estero, degli investimenti pubblicitari. Invece, per il tasso d’inflazione, per il tasso di disoccupazione, per il clima di fiducia del commercio e dei consumatori occorre attendere un congruo lasso di tempo richiesto dallo esaurimento delle forze inerziali. Nel quadro dianzi disegnato risalta il previsto cammino del PIL che dovrebbe passare dal -1,8% del corrente anno al +0,8% del prossimo anno; cammino cui sembra fare ala il clima di fiducia delle imprese industriali e dell’edilizia. Se ci si sofferma ad analizzare il previsto recupero della produzione industriale del 2013 nei confronti del 2012, si può affermare come esso sarà consistente per i beni di consumo durevole (dal minimo del -23,5% di gennaio al -11,8% previsto per fine anno); sarà elevato per i beni intermedi (dal -5,6% di gennaio risalirà al +1,2% di fine anno). Invece sarà minore per i beni strumentali (dal -5,6% di settembre al -5,4% di fine anno), per i beni di consumo non durevole (dal -7,2% di luglio al -5,6% di fine anno), per l’energia (dal -11,7% di gennaio al -10,4% di fine anno). Il totale della produzione industriale, ovviamente, compirà anch’esso un passo in avanti lasciando il -7,8% di luglio per concludere il 2013 con un previsto 6,6%. In coerenza con l’andamento della produzione industriale sarà anche l’andamento degli investimenti pubblicitari, poiché dopo aver abbandonato il -18,8% di marzo per il -14,4% di settembre, si avvia a raggiungere il previsto -7,5% di fine 2013 con una veloce rincorsa, come testimoniato dalle variazioni mensili (passate dal -22,4% di marzo al -5,8% di settembre). Corrono parallelamente alla produzione industriale sia il fatturato sia gli ordinativi dell’industria, vuoi del mercato interno vuoi del mercato estero. Non devono quindi trarre in inganno né le variazioni tendenziali del fatturato di settembre (con un 1,0% complessivo, con un -3,4% per il mercato interno e un +4,4% per il mercato estero), né le variazioni tendenziali del periodo gennaio-settembre (-4,8% complessivo quale risultante fra il 7,6% del mercato interno e il +0,6% del mercato estero). Si fa notare come il fatturato con l’estero abbia già posto il piede alquanto saldamente in territorio positivo. Né debbono suscitare delusione le variazioni tendenziali degli ordinativi del periodo gennaiosettembre sia per quanto riguarda il totale (-2,3%) sia per quanto riguarda il mercato interno (5,4%). Per quanto riguarda in particolare gli ordinativi provenienti dall’estero occorre tener ben presente come essi segnino un +2,1%, proseguendo così la navigazione con l’insegna positiva. 1


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