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Perché la musica unisce e allieta
Una marcia popolare, una polka travolgente, musiche di film e brani moderni: il repertorio delle bande musicali locali è vario come i gusti degli ascoltatori, soprattutto durante le Notti musicali di Appiano.
Finalmente si può ricominciare a provare, finalmente si può fare musica, finalmente ci si può esibire. Dopo la tappa forzata dovuta alla pandemia, le bande musicali di Appiano non vedono l’ora di esibirsi e, a dire il vero, di sentire anche gli applausi degli ascoltatori. “Se il pubblico è nutrito, la concentrazione sale e, con essa, anche la voglia e la gioia di suonare”, afferma Alex Pircher. Il suonatore di corno tenore è presidente e dirigente della banda civica di San Michele Appiano, una compagine di 68 membri. In virtù della frammentarietà del territorio comunale, con le frazioni di San Michele, San Paolo, Cornaiano e Frangarto, i 15.000 abitanti del comune di Appiano possono contare ben quattro bande musicali.
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Quando riecheggiano le notti d'estate Oltre ad accompagnare le cerimonie religiose, a organizzare attesi concerti annuali e a esibirsi nelle serate estive, le compagini musicali locali invitano a seguirle anche nel ciclo di esibizioni delle Notti musicali appianesi. Alcuni concerti si svolgono nei padiglioni allestiti in centro alle diverse località, “ma particolarmente belle, seppure impegnative, sono le esibizioni in una dimora storica o in una corte. L’acustica, in quegli ambienti, cambia repentinamente”, spiega Alex Pircher riferendosi ai trasferimenti, senz’altro graditi ma anche complessi, sia in termini di tempistiche che di lavoro. Bisogna essere sul posto già alle 19.00, se il concerto diretto da Patrick Gruber inizia, per esempio, alle 20:30.
Contatto con la cultura e tradizione locali A mostrarsi affascinato dall’atmosfera delle Notti musicali è anche Bernhard Andrich, presidente della banda musicale di Cornaiano con i suoi 60 iscritti, compresi i membri onorari. “I numerosi ospiti stranieri che frequentano Appiano d’estate, ma anche molti abitanti di grandi città, come romani e milanesi, hanno modo di entrare in contatto con la tradizione e cultura locali. Molti ci chiedono persino di fare una foto insieme”. Il repertorio cerca di venire incontro a tutti i gusti e spazia dunque dalle marce e polche classiche alle ouvertures e alle musiche da film, fino a brani più moderni. “Le marce sono molto gradite, in tutte le bande musicali”, dice Andrich. La direzione musicale, il genere e la difficoltà dei brani vengono scelti dal direttore responsabile. Nel caso della compagine di Cornaiano, questo ruolo è di Manfred Sanin. “Il carattere del dirigente incide notevolmente sull’atmosfera che si respira all’interno della banda, e anche sull'atteggiamento durante le prove”, osserva il suonatore di corno francese.
Musica e cameratismo Il barbarossa alla batteria è vicepresidente della banda musicale di San Paolo. Suonare è per Dominik Ebner
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Spettacolare l’abito e spettacolare l’esibizione: con i colorati abiti tradizionali, le bande musicali di Appiano sono simbolo di tradizioni vissute e di un forte legame con la propria terra.
Dominik Ebner, Vicepresidente della banda musicale di San Paolo-Appiano
Alex Pircher, Presidente della banda musicale di San Michele-Appiano un ottimo modo per svagarsi dal lavoro. Il sentirsi parte di un gruppo è la cosa fondamentale perché, nel tempo, “funge da collante”. Seguono poi la gioia di suonare e la voglia di fare musica. Con Christoph Stadler, dirigente venuto dalle stesse fila dei musicisti, i 70 membri della banda danno prova dell’abilità acquisita soprattutto nel campo delle marce e della musica sacra, vistane la provenienza dall’ambiente musicale diocesano.
La giusta composizione Per quanto attiene alla composizione della banda, “c’è un ottimo equilibrio fra alti e bassi, fra ottoni, legni e percussioni”, spiega Ebner premurandosi a specificare: “Non siamo certo i Wiener Philharmoniker. Quel che ci serve è della buona musica per il nostro paese”. Se un certo registro è (troppo) buono, può capitare che, in alcuni passaggi, i fiati spariscano. E quindi il risultato d’insieme viene a mancare. Diverso è quando certi registri sono troppo scarsi. “In quel caso vengono a darci una mano musicisti di altre bande della zona”, spiega Jakob Obkircher, presidente della banda musicale di Frangarto che, arrivata quest’anno al cinquantesimo anno di attività, è ancora la compagine più giovane oltre che, con i suoi 40 membri, la meno numerosa. Ma è pur sempre un gruppo di tutto rispetto, se si guarda al modesto numero di abitanti della piccola frazione di Frangarto.
Talento innato Il talento e la passione per la musica sembrano spesso ereditari, in taluni casi addirittura innati, ma vengono poi coltivati frequentando una scuola di musica locale e danno infine buoni frutti tra le fila della banda di paese. Tra i familiari e parenti di Obkircher, per esempio, si contano ben nove musicisti. “L’essere parte di una banda significa anche saper
Bernhard Andrich, Presidente della banda musicale di Cornaiano
rispettare obblighi e impegni”, se si pensa non solo alle esibizioni, ma alle tante prove, generalmente previste due volte a settimana ma, in vista di un concerto importante, anche più spesso”.
L’importanza del costume tradizionale Un segno distintivo di appartenenza alla banda musicale è dato dal costume tradizionale, elemento indispensabile di ogni esibizione fatta come si deve. La divisa maschile, costituita da pantaloni di cuoio alla zuava, camicia bianca, gilet rosso-verde, bretelle verdi, giacca marrone e cappello a tesa larga, oltre ai calzettoni al ginocchio e alle scarpe con fibbia, fa parte della tradizione dell’Oltradige. Sulla camicetta, le donne indossano invece un corpino rosso-verde e una gonna nera plissettata con grembiule in cotone. I costumi delle quattro bande musicali della zona sono molto simili fra loro. Solo i musicisti di San Paolo si distinguono per la giacca blu e il cappello a cilindro. "La scelta del blu risale ancora agli anni Cinquanta quando, dal sarto, piacque e si optò quindi per quel colore. Il cilindro l’abbiamo invece visto in immagini d’epoca e abbiamo deciso di reintrodurlo”, spiega il presidente della banda di San Paolo, Dominik Ebner. Una divisa tradizionale ha un certo costo. Le bande arrivano a pagare 3000 euro a musicista. A cui si aggiungono poi i 1500 euro di una cinta tradizionale ricamata con rachide di pavone. Il costume resta però di proprietà della banda e viene via via messo a disposizione dei suoi membri.
Il lato femminile Fanno parte della banda, in senso ampio, anche le cosiddette vivandiere. In passato erano ammessi solo gli uomini a suonare nella banda, e il gruppo veniva scortato da quattro presenze femminili, due con bottigliette di grappa e due con decorazioni floreali. Trovare delle fanciulle disposte ad accompagnare la banda è diventato oggi più difficile, soprattutto perché un buon numero di donne fa già parte del gruppo dei musicisti. “Da noi, una buona metà sono donne. Senza di loro potremmo anche smettere”, scherza il presidente della banda di Cornaiano, Bernhard Andrich. Ma di smettere, al momento, non ci pensa proprio nessuno. Anzi. “Si sono già aggiunti nuovi membri ed è persino tornato qualcuno che si era fermato anni fa”, afferma soddisfatto il presidente della banda di San Michele, Alex Pircher. E il più grande desiderio del suo collega di Frangarto, Jakob Obkircher, è “riprendere a suonare spensierati, senza dover sempre pensare a responsabilità e conseguenze”.
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Sul territorio comunale di Appiano operano tre bande musicali e una banda civica.
ESSERE PARTE DI UNA BANDA SIGNIFICA ANCHE SAPER RISPETTARE OBBLIGHI E IMPEGNI.
Jakob Obkircher, Presidente della banda musicale di Frangarto