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Le divine nostrane
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Sono coltivatrici, produttrici e distributrici di vini ma, soprattutto, appassionate intenditrici. In molte aziende vitivinicole di Appiano, la presenza femminile si fa sentire, dal lavoro in vigna fi no al bicchiere di vino. Un incontro con donne di spirito, impegnate a promuovere la tradizione e cultura vinicola.
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Soprattutto nelle aziende vinicole a conduzione familiare, le donne sono ormai da tempo equiparate ai maschi in tutte le fasi della produzione vinicola, come Marlies Pohl Abraham (nella foto) dell’azienda vinicola Abraham di San Michele
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Erika Call, Agriturismo Call al Lago “Ogni stagione ha i suoi momenti belli”, osserva Marlene Ausserer Niedermayr parlando dell'inverno quando, nella vigna, tutto tace sotto la fitta coltre di neve. Ricorda poi la primavera, quando tutto si risveglia, e ci racconta dell’estate, quando si stupisce di fronte alla forza della natura guardando il rigoglio dei rami cresciuti dalle viti potate. “L’autunno è però la stagione più magica, quando tutta l’attenzione si focalizza sul momento della vendemmia”, chiosa la 33enne rivivendo mentalmente la convivialità di quei momenti. Alla tenuta Gandberg, sul pendio che sovrasta San Michele, gestisce con il marito l’azienda vitivinicola Thomas Niedermayr, una realtà dedita alla produzione biologica, l’unico approccio che, seppur non facile, sembrava rispondere alla loro filosofia di viticoltura, naturale e senza pesticidi. Producono vino naturale, a fermentazione spontanea, non sofisticato e non filtrato. Dalla vite alla bottiglia, tutto è lasciato puro. La base è costituita dalle varietà resistenti ai funghi. “La natura, in realtà, fornisce tutte le risposte ai vari problemi”, osserva la viticoltrice parlando della fortuna di vivere e lavorare in quella che, volendo classificarla, potremmo definire una “bellissima nicchia”. “Bisogna pur uscire e andare a raccontare quel che si sta facendo”, aggiunge. La Ausserer si occupa soprattutto della parte organizzativa. Il loro target è composto da cultori del savoir-vivre, persone che cercano e apprezzano il naturale. Quello che trovano, dice la Ausserer affascinata, è “la vitalità nel vino, lo spessore del vino naturale”.
La produzione di vini richiede anni “È sempre un nuovo inizio”, riflette Marlies Pohl Abraham dell’azienda vinicola Abraham di San Michele. Attende con impazienza il momento della vendemmia, ma anche il mo-
mento “in cui il vino viene imbottigliato. Perché è allora che prende corpo”. Quello di produrre vini è un lungo processo che richiede anni e la conferma di tutto il lavoro fatto arriva solo alla fine. Un nuovo, speciale inizio attende gli Abrahams anche nel 2022, quando produrranno per la prima volta un Sauvignon, e a cui seguirà, nel 2023, uno Chardonnay. “Solo allora si potrà sapere se la convinzione che ci anima è anche vincente”, spiega la frizzante viticoltrice che vive la sua vena creativa soprattutto nel marketing e nelle vendite. Essere produttori indipendenti, dice la 44enne, è “il sogno e, al tempo stesso, la missione della vita”. Una passione particolare lega la Pohl alle pergole di Pinot Bianco, lavorate in famiglia da ormai da 70 anni. “Siamo già alla quarta generazione”, sottolinea rivelando di non temere, per questi antichi vigneti, la sfida della qualità. L'obiettivo è chiaro: produrre vini dal carattere forte e naturale.
Eppan Wein comune denominatore “È la chiarezza, la grazia del bianco, la semplicità della Schiava a farmi amare i nostri vini.” Sono proprio frasi come queste a rivelare la passione di Erika Call per i vini di Appiano. Il maggiore comune vitivinicolo dell'Alto Adige produce vini di alto livello “invecchiati naturalmente, senza artifizi”, racconta la Call pensando alla sensazione di piacevole stupore che la sorprende ogni volta. Lei stessa tende a preferire un bicchiere di Schiava, “semplice e bevibile”. Erika Call presiede fin dagli esordi nel 2019 il gruppo di produttori locali di vino, spumante e grappa riunito nel marchio ombrello Eppan Wein. “Ad entusiasmarmi è stato soprattutto il fatto di vedere tutte le cantine, le cooperative e i privati seduti intorno a un tavolo”, ricorda la 53enne. Il marchio funge da importante comune denominatore e consente di presentarci compatti.
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Katja Bicciato, Cantina San Michele-Appiano
Eppan Wein
Appiano, il maggiore comune vitivinicolo dell’Alto Adige, è celebre per l’eccellenza dei suoi prodotti. Il marchio Eppan Wein, che riunisce produttori di vini, spumantifici e distillerie locali, funge da interfaccia di comunicazione tra appassionati e fornitori di vini, turisti e aziende associate, associazione turistica e amministrazione comunale: www.eppanwein.it
In virtù delle più fini papille gustative, le donne sono considerate ottime assaggiatrici. Eccelsa è anche la professionalità di Marlene Ausserer Niedermayr dell’azienda vinicola biologica Thomas Niedermayr.
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Dietro la scelta di servire in bicchiere il vino di qualità ci fu, molto spesso, la lungimiranza di donne come Elke Morandell Schwarzer, del ristorante Paulserhof a San Paolo, che fra le mura dell’antica cantina porta in tavola vini pregiati.
L’azienda agrituristica della Call al Lago di Monticolo è in mezzo ai vigneti. Il raccolto viene fornito a tre diverse cooperative, ma non certo per indecisioni nella scelta. “È dovuto invece alle tipicità territoriali”, dice la produttrice segnalando il triplice impegno verso gli acquirenti. Il pagamento è in base alla quantità e alla qualità. Così, anche quello della vendemmia è un momento decisivo: “È bello vedere il vigneto spoglio e pulito ed è emozionante attendere il giudizio che verrà dato alle uve consegnate.” Call è la prima e unica donna nel consiglio di amministrazione della cantina San Paolo. Ritiene sia un peccato che, nel settore vinicolo, le donne si trovino soprattutto nel marketing, nella presentazione e nelle vendite. Ma anche lì fanno comunque un ottimo lavoro.
Anche un buon vino ha bisogno di un buon marketing Alla cantina di San Michele si scommette su un marchio forte e conosciuto. “Abbiamo vini con una domanda e un grado di notorietà talmente alti che le scorte si esauriscono prestissimo”, riferisce la responsabile marketing Katja Bicciato. Questo vale per i vini cult, come lo Schulthauser, o la linea premium Sankt Valentin. Più studiato deve essere invece il marketing per i prodotti complessi e quindi anche costosi. “Bisogna far capire come nasce un vino di questa qualità, perché il prezzo è quello e, infine, cosa rende il vino tanto speciale”, afferma la 29enne. Alla fin fine è il consumatore a decretare la domanda. Un mastro cantiniere esperto di media del calibro di Hans Terzer, colonna portante e volto della cantina, facilita chiaramente questo lavoro. Anche i premi vinti consentono a un produttore di distinguersi dalla concorrenza. Ma anche le campagne stampa e la presenza sulle riviste di settore, oltre al ricorso a testimonial e social media, giocano un ruolo altrettanto importante. “La gamma spazia dalla classica guida dei vini fino alla vastità delle ricerche sul web”, spiega la Bicciato. Gli studi di economia e management coprono quella parte del suo lavoro dedicata alle strategie di marketing, mentre il corso per sommelier assicura la competenza enologica assolutamente irrinunciabile in questo settore. La ciliegina sulla torta è poi “la passione per il vino, prodotto naturale della mia terra di origine”.
Il suggerimento come cavallo di battaglia “Negli ultimi 15-20 anni, le donne hanno contribuito tantissimo al successo dell’attività enologica”, asserisce convinta Kathrin Oberhofer. Da 18 anni gestisce l’enoteca-ristorante Pillhof a Frangarto, con una sapienza e maestria che vede susseguirsi continuamente nel suo locale sia clienti che produttori. Fin dall'inizio, la ristoratrice ha azzardato vendere in bicchiere anche vini di qualità: “Sono pronta a servire in bicchiere qualsiasi vino, se mi viene richiesto, e questa disponibilità è molto apprezzata dai miei clienti.” Kathrin, come si lascia amichevolmente chiamare da tutti, conosce ogni singolo vino dei 700 che ha in cantina. La aiuta “una buona memoria”. Oltre, ovviamente, alla sua formazione di sommelière.
Kathrin Oberhofer, Enoteca Ristorante Pillhof
IL MOMENTO PIÙ BELLO E AVVINCENTE È QUELLO DELLA POTATURA, QUANDO OGNI ANNO IL CICLO RICOMINCIA DI NUOVO.
Sylvia Rauch Lentsch, Tenuta Klaus Lentsch
Ha notato che, rispetto al passato, i clienti hanno oggi un approccio molto più professionale e informato, anche i giovani. Tanto più intrigante si fa la situazione in cui la persona che ha di fronte “non se ne intende ed è aperta a tutto”. Per il sommelier è l’occasione perfetta per sbizzarrirsi. Attingono volentieri alla competenza ed esperienza della 45enne anche id ristoratori in fase di stesura delle carte dei vini da abbinare alle diverse pietanze. “Attualmente sono gli spumanti e il Pinot Nero ad andare per la maggiore.”
Il vino giusto per ogni piatto “Un vino può anche essere buono, ma l’importante è che venga bevuto”, sintetizza Elke Morandell Schwarzer del ristorante Paulserhof di San Paolo dove è alla guida del personale di sala e di cantina e vede nell'attività ristorativa l’anello di congiunzione fra clienti e produttori. La cantina accoglie una miriade di vini di alta qualità prodotti in zona, ma anche rarità di annate passate. È da molti anni che al Paulserhof si servono in bicchiere vini di qualità Alto Adige. “Fu una decisione che pareva avventata, all’epoca, ma che oggi è ormai irrinunciabile”, dichiara convinta la titolare. L’aggiudicazione del “Premio per la cultura del vino in Alto Adige” nel 2013 e di quello per la “Migliore carta di vini Schiava” sottolineano il grande impegno della Morandell. All'avventore del suo locale serve i gustosi piatti preparati dal marito Stefan Schwarzer sposandoli ai vini preziosi a cui meglio si abbinano “perché c’è un vino giusto per ogni piatto”. Si compra quel che aggrada Ha l’imbarazzo della scelta fra 500 etichette di vini, la clientela di Margot Rabensteiner Hintner. Da un quarto di secolo, il ristorante Zur Rose in centro a San Michele vanta una stella Michelin. E questo grazie alla cucina creativa di Herbert e Daniel Hintner, ma anche alla donna che si occupa dei vini e del servizio. “Il vino è emozione, svago. Si compra solo quel che aggrada”, sottolinea la 64enne. A dimostrarlo è il fatto che, sulla pur ricca carta di vini, mancano totalmente i rosé “perché personalmente non li gradisco”. Confessa invece il suo debole per i vini “frizzanti, per il Riesling e per certe vecchie annate speciali” che al ristorante zur Rose possono venire assaggiati anche in bicchiere. È sempre la degustazione a portarla ai tesori della sua cantina, che racchiude anche rarità non più in commercio. Fra le sue mura riposano 500 bottiglie in attesa che la Rabensteiner le decreti giuste per essere stappate. Il suo sapere viene dalle degustazioni del venerdì organizzate in passato dal padre per una cerchia di soli uomini e a cui, alla tenera età di 19 anni, prendeva eccezionalmente parte, oltre che ai tanti viaggi per appassionati di vini. Tutti fonte preziosa di informazioni e dettagli di cui ha preso accuratamente nota e che serve ora al cliente insieme al vino.
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A suggerire l’abbinamento dei vini sono spesso le donne, mentre le proposte culinarie vengono dagli uomini. Così è anche al ristorante "Zur Rose" di San Michele, dove Margot Rabensteiner Hintner serve sincerità anche al marito e chef stellato Herbert Hintner.
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Pur con una gamma di 600 vini della migliore qualità, Stefanie Ebner Schwazer della Casa dei vini e delle delizie culinarie Vis à Vis nel cuore di San Paolo non perde mai la bussola. Esperienza e profondo sapere l’aiutano a consigliare i suoi clienti nel migliore dei modi.
Studio e perseveranza Vanta un enorme bagaglio di conoscenze specialistiche anche Stefanie Ebner Schwazer della Casa dei vini e delle delizie culinarie Vis à Vis, nel cuore di San Paolo. In un decennio, la 49enne ha concorso a trasformare l’enoteca a conduzione familiare nel paradiso per buongustai che oggi è. La mission: proporre vino e ogni altra cosa che vi si armonizzi. Ecco allora in vendita ben 600 etichette dei migliori vini. “Una trentina sono in mescita al bicchiere e possono essere dunque degustati in qualsiasi momento”, afferma l'enologa guardando al dispenser professionale collocato in un angolo dell’ambiente dal sapore antico e carico di prodotti (di nicchia) selezionati. “Anche lei è un’ottima degustatrice”, attesta il marito Martin Schwazer. Tours enologici e visite ai produttori forniscono gli ulteriori spunti necessari a fornire una consulenza professionale. La moglie, abituata per “deformazione” professionale a fare di conto, non ha nemmeno bisogno di prendere appunti. “Ho una memoria visiva”, ammette rivelando di ricorrervi con frequenza, alla ricerca di informazioni e dettagli sull’una o l’altra specialità enologica. Si definisce un’appassionata di Schiava, con un amore fortissimo per le varietà autoctone, ma ben propensa anche verso lo spumante, il Pinot Bianco e i vini insoliti. “Stanno crescendo anche le alternative per le persone astemie”, spiega la Ebner riferendosi ai succhi d’uva proposti nella versione “sparkling”. Un singolare approccio alla cultura enologica Un’esponente a tutto tondo della cultura vinicola è Sylvia Rauch Lentsch della tenuta vitivinicola Klaus Lentsch di San Paolo. La proposta della cantina come spazio espositivo per sculture in legno e quadri o come palcoscenico per spettacoli teatrali è cresciuta negli anni e grazie a un intenso lavoro. “Il bello è che arriva anche gente che a malapena si interessa di vino”, asserisce entusiasta la padrona di casa parlando degli incontri con artisti e visitatori e della possibilità di trasformare l'enoteca, la cantina o il cortile in spazi culturali accessibili anche alle persone estranee all’ambiente enologico. A fare da scenario sono le grandi botti di legno e di acciaio, il torchio e i cartoni di vino impilati. “Sono momenti che lasciano il segno, fatti di emozioni che vengono poi comunicate all’esterno e associate alla nostra tenuta”, asserisce convinta la donna, formatasi professionalmente nel settore bancario. Attiva nell’azienda di famiglia, con il marito Klaus Lentsch, sin dall’inizio, vi ha contribuito con le sue conoscenze in campo finanziario acquisendo la competenza nel settore agricolo con corsi di vario genere. Il momento più bello e anche avvincente è per lei quello della potatura, “quando il ciclo ricomincia ogni anno nuovamente dall’inizio”.
“E dove non è vino, non è amore”
“… né alcun diletto hanno i mortali”: il poeta greco Euripide conosceva bene il valore del vino. È probabile che avrebbe apprezzato anche quello delle premiate creazioni della tenuta Klaus Lentsch di San Paolo Appiano.
Vini di qualità che è possibile degustare in uno degli appuntamenti settimanalmente dedicati alla scoperta delle eccellenze dell’Oltradige, della Bassa Atesina e della Valle Isarco. Momenti che catapultano nel seducente mondo della produzione vitivinicola.
Momenti che abbiamo il piacere e l’onore di proporre nei nostri locali.
Nel mondo di un viticoltore indipendente Ogni mercoledì alle ore 16.30 e ogni venerdì alle ore 14.30 Durata: 1h30, prezzo: 15 € a persona, con WinePass 7,50 €
Wine Talk in compagnia Ogni sabato con inizio alle ore 11.00 Durata: 1h30, prezzo: 20 € a persona, con WinePass 10 €
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Tenuta Klaus Lentsch Via Castel Monteriva 18/a 39057 San Paolo | Appiano Tel. +39 0471 967 263 info@klauslentsch.eu www.klauslentsch.eu
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