Arte, letteratura, musica e scienza
ANNO V N. 7 2011
P E RI OD I CO SE ME S TR A LE DE L L’A S S OC IA ZI ON E CU LTU RA L E “L’AR TE I N A RT E” UR B I NO
I ritmi lineari sospesi e poetici di Gaetano Carboni di Stefano Papetti sospesi e attraverso una scelta cromatica filtrata e sensibile al dato luministico un approccio surreale pregno di valori poetici. Ascoli Piceno, la città di origine dell'artista, compare con i suoi monumenti in molte delle opere recenti di Carboni a fare da sfondo alle gentili immagini dei "Profeti" o di "Sant'Emidio" che sembrano galleggiare in una atmosfera rarefatta, allacciati ad un filo sottile contro sfondi campiti di lilla o di azzurro-giacinto nei quali rilucono come stelle i piccoli cristalli che il pittore utilizza per dare risalto alle sue composizioni. Il colore è spesso trattato con una tecnica pointilliste che crea delle suggestive vibrazioni atmosferiche consentendoci di conoscere un mondo onirico che già Enrico Crispolti aveva definito come approccio parasurreale, caratterizzato da una fantasia più libera e spigliata rispetto al Surrealismo storico. Le visioni dedicate al volo della Galleria Arte Villa Picena, organizzatrice dell'evento, i "Giardini dell'Eden" presentati presso la Galleria Insieme ed i "Profeti della città" esposti da febbraio alla Galleria L'Idioma segnano le altre tappe di un percorso carboniano che si snoda attraverso le istituzioni culturali pubbliche e private di Ascoli Piceno, facendoci conoscere in modo completo quanto Carboni ha realizzato nell'arco di cinquanta anni di attività.
Distribuita in tre sedi espositive, che completano il nucleo principale di opere esposte presso la "Galleria d'Arte Contemporanea Osvaldo Licini" di Ascoli Piceno, la rassegna dedicata a Gaetano Carboni curata da Floriano De Santi rappresenta una utile occasione per meglio conoscere un artista marchigiano che, nonostante la sua partecipazione a numerose rassegne nazionali di grande prestigio, ancora non gode della notorietà che
merita. Si tratta infatti di una opportunità imperdibile per ripercorrere l'intenso itinerario artistico di Carboni che, pur avendo scelto di vivere in provincia, ha saputo sintonizzarsi su una lunghezza d'onda di ampio respiro, interpretando nelle sue opere quelle tensioni morali e sociali che hanno caratterizzato il XX secolo per approdare oggi ad un linguaggio che, depurato da ogni forma di parossismo espressionista, traduce in ritmi lineari
Stefano Papetti, è Direttore delle Raccolte Comunali di Ascoli Piceno. Docente di storia dell'arte moderna presso il corso per operatori dei beni culturali dell'Università di Macerata, è dal 1996 vicepresidente Regionale del Fondo Ambiente Italiano e Direttore del Centro Studi sui Giochi Storici. E' Socio Onorario dell'Associazione per le Dimore Storiche Italiane e membro dell'Accademia Marchigiana di Lettere, Scienze ed Arti. Autore di monografie e molti saggi ed articoli relativi all'arte marchigiana dal XIV al XIX secolo, apparsi su prestigiose riviste (Paragone, Notizie da Palazzo Albani, FMR), ha svolto negli ultimi anni un'intensa attività nell'organizzazione di alcune importanti mostre. Con "La scultura lignea nelle Marche" ha vinto il premio FrontinoMontefeltro nel 2000.
co pia grat ui ta
Letteratura Anna T. Ossani: letteratura come reinvenzione di cosmicità di Maria Lenti pag. 3
Alessandro Serpieri botanico di Giovanna Giomaro pag. 4
Lingue e luoghi contemporanei di Manuel Cohen pag. 7
Il taccuino urbinate di Alberto Calavalle di Mirco Ballabene pag. 7
Storia Urbino, cultura memoria di Francesco Colocci ed Ermanno Torrico pag. 8
Giuseppe Garibaldi e Urbino di Alberto Berardi pag. 13
Arte Il dinamismo di Boccioni e di Pardo. Il "Monumento Nazionale delle Marche" di Castelfidardo di Andrea Carnevali pag. 14
Moenia et mores di Filippo Venturini pag. 16
Cottaterra di Emanuela Mencarelli e Michela Minotti pag. 18