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Mensile dedicato al mondo degli occhiali, della vista, della visione e della percezione visiva Maggio 2011 numero 5 www.b2eyes.com www.b2eyes.com
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In copertina Bausch + Lomb Direttore Responsabile Angelo Magri Redazione B2Vision Via Ripamonti 44 - 20141 Milano Tel. 02 36638601 - Fax 02 36638600 Valentina Grassini v.grassini@b2vision.com Francesca Tirozzi f.tirozzi@b2vision.com Responsabile commerciale Luciano Cristiano cel. 334 6970786 l.cristiano@b2vision.com Pubblicità Danae de Stefano d.destefano@b2vision.com Editore B2Vision Via Ripamonti 44 - 20141 Milano Tel. 02 36638601 - Fax 02 36638600 Art Direction Meloria Stampa Mediagraf S.p.a. Viale della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)
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b2trade Editoriale Ne hanno fatta di strada gli occhiali! 3 Il punto Nell’era dell’incertezza difendiamo la nostra attività 5 Strategie e mercato L’universo abbigliamento, alta moda e occhiali 7 Attualità Prevenzione e informazione in tour 17 E se Facebook sostenesse il business? 21 Vision Is, inizia una nuova era 24 Vision Service, un nuovo responsabile delle “operazioni” 26 Distribuzione Emozionare per differenziarsi 29 Amarcord La mia vita a colori 35 b2style Mercato Lenti a contatto, uno sviluppo non “convenzionale” 11 Moda Cat eyes 38 Double colours 40 b2expert Consulente La nuova moratoria del debito aiuta la liquidità 43 Meditazioni È tutta questione di ritmo 47 Natura e Visione Sna, le disfunzioni accomodative come effetto 51 Lab La lampada a fessura 54 b2tech Lenti oftalmiche Rodenstock, oltre le barriere della tecnologia 59 b2job Vetrina offro/cerco 62
Registrazione presso il Tribunale di Milano N. 293/2009 in data 17 giugno 2009 Registrazione R. O. C.: 18653 € 1,80 - Copia omaggio
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Anche a primavera la TV si accende con VisionOttica. L’insegna VisionOttica continua a crescere: sempre vicina al benessere visivo degli Italiani, forte di oltre 210 Centri Ottici in tutto il territorio, ribadisce la sua leadership in TV. La rivedremo infatti a “Il Senso della Vita”, nelle puntate del 24 aprile, 1 e 8 maggio, su Canale 5.
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EDITORIALE
È
NE hANNO fATTA DI sTRADA gLI OcchIALI!
stato un cammino lungo e tortuoso quello che ha dovuto percorrere l’eyewear nel corso della storia. Alle sue origini gli occhiali erano considerati degli scomodi strumenti utili esclusivamente come supporto visivo al pari quasi di un medicinale. Un impedimento a tutti gli effetti, un handicap a cui ci si arrendeva sapendo di essere in qualche modo squalificati. Difetto visivo, difetto estetico e pregiudizio andavano a braccetto ed era impensabile trovare un portatore di lenti che le sfoggiasse con orgoglio e naturalezza, senza avvertire un senso di disagio. Ancora nell’Ottocento, si hanno testimonianze dell’avversione generale nei confronti degli occhiali. Il Corriere della Sera.it, ha recentemente pubblicato una notizia che lo testimonierebbe, secondo la quale il rifiuto di indossare le lenti correttive per difetti di miopia da parte di alcuni tra i più grandi esponenti dell’Impressionismo avrebbe portato proprio alla nascita di questo movimento e di quel modo alternativo di concepire il linguaggio figurativo. Si narra addirittura che Renoir e Cezanne, due celebri pittori dell’Ottocento, si fossero rifiutati fermamente di indossarne un paio durante tutta la loro vita, associando la necessità a una menomazione fisica vera e propria; il secondo, addirittura, geniale artista del Post Impressionismo, li riteneva irrimediabilmente volgari. Le premesse non erano certo rosee per l’occhiale e la sua fortuna, ma nel corso del tempo questo oggetto bistrattato ha subìto un vero stravolgimento nell’immaginario comune, divenendo un accessorio fashion da ricercare, inventare e sfoggiare. Molti personaggi, da alcuni decenni a questa parte, hanno spesso, e sempre più, legato la propria immagine a una montatura particolare, d’impatto, che diventasse un tutt’uno con il proprio volto. Cosa sarebbero stati Andreotti e Craxi senza occhiali? Probabilmente, per certe persone, con poca dimestichezza nei confronti del
mondo e dei personaggi della politica, quei volti “spogli” non avrebbero detto nulla. E cosa sarebbero oggi Vittorio Feltri, Vittorio Sgarbi o Giampiero Mughini, per citarne solo alcuni? E ai personaggi celebri del mondo della politica, dell’informazione e dello spettacolo dedica spesso la sua attenzione la rivista Glasses and Fashion, indirizzata al consumatore finale e della stessa casa editrice che pubblica questo magazine, che per il prossimo numero, in uscita il 23 maggio in allegato a Il Sole 24 Ore, racconta proprio il rapporto appassionato e simbiotico del direttore editoriale di Libero con gli occhiali, oltre a un servizio sui top player del panorama musicale lirico e classico. Ai nostri giorni l’occhiale, a seconda dei casi, rende alla moda, intellettuale impegnato, nerd o impeccabile fashion victim all’ultimo grido. È un modo per esprimere se stessi, per comunicare con il mondo esterno e con gli altri, per assecondare, manifestare e arricchire la propria personalità. Nella scena musicale contemporanea, ad esempio, sono sempre di più gli artisti che si distinguono per una montatura eccentrica e particolare che identifica e qualifica il personaggio in maniera chiara e indelebile: dagli storici occhiali di Antonello Venditti, un classico modello pilot, fino ai musicisti moderni come Simone Cristicchi, Giovanni Allevi o alla montatura dalle lenti oscurate del cantante siciliano dalla voce black, Mario Biondi. Una grande conquista, dunque, per quello che oggi è considerato l’accessorio più fashion del guardaroba, che si è ritagliato sempre più uno spazio per sé, diventando a tutti gli effetti un protagonista dello scenario moderno, coinvolgendo più sfere e linguaggi estetici: da quello della cultura a quello della moda, passando per il mondo del design e della Angelo Magri creatività artistica.
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il punto
nell’era dell’incertezza difendiamo la nostra attività
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e si dovesse pronosticare e programmare il futuro in ragione di alcuni avvenimenti degli ultimi mesi, avremmo qualche difficoltà a decidere il da farsi. Iniziamo con il domino che si è messo in moto, più o meno simultaneamente, nel sistema politico degli Stati Arabi in cui stanno cadendo gran parte dei regimi pseudo presidenziali autoritari, quali quello egiziano o quelli personali, come era o come potrebbe restare quello della Libia, mettendo a rischio la nostra principale fonte energetica, il petrolio, e in ogni caso facendo ripartire l’inflazione. I due templi del capitalismo italiano, Mediobanca e le Generali di Trieste, da sempre avvolte nel riserbo sulle loro vicende interne, sono diventati luoghi di contestazione pubblica del management e dei bilanci. Naturalmente non sono cose fatte per rassicurare chi, investitori istituzionali, mercati finanziari o risparmiatori, vi abbiano riposto fiducia e denari. In questo inusitato scenario si sono incastrati due fatti di altrettanta importanza: l’uscita di scena di Geronzi, che sembrava detenere il filo rosso dei rapporti tra finanza e potere, e il tentativo di colonizzazione economica che la Francia, senza alcun rispetto per le regole di reciprocità e di quelle dell’Unione Europea, sta esercitando. In questo tentativo è coinvolta la Parmalat, la A2A - la utility energetica di Brescia e di Milano - e la Edison; nel frattempo dallo scenario in liquidazione del made in Italy escono due brand di prestigio come Bulgari e Belstaff. Per chi non si occupa abitualmente di economia queste notizie possono essere vissute con indifferenza come, grosso modo, quando si legge dei tifoni che sconvolgono le regioni subtropicali, ma l’economia del mondo in cui viviamo è come l’aria che, ci piaccia o no, ci tocca respirarla. Se in questa “era dell’incertezza”, come qualcuno ha definito il nostro tempo, non possiamo far nulla di concreto per modificare quanto accade a livello macro, abbiamo il dovere e beninteso l’interesse di tentare di mettere al riparo la nostra attività economica cercando, quando la mattina andiamo a bottega e non importa cosa questa sia, di concentrarci, come si predica da tempo in altri settori della distribuzione, sui ”fondamentali” della gestione e cioè i costi, il prezzo e il valore commerciale dei prodotti, il magazzino, la qualità dei rapporti con il cliente, che vuol dire fare al meglio il mestiere che ci consente di restare aperti sul marciapiedi. Il Danilo Fatelli resto, come le salmerie, seguirà.
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COS’È UN TRONO? UN TRONO È UNA PANCA RIVESTITA DI VELLUTO. Napoleone Bonaparte
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Strategie e mercato
L’univerSo abbigLiamento, aLta moda e occhiaLi Dalle boutique alla distribuzione moderna: una grande rivoluzione, guidata da insegne globali come Zara, che sta portando alla trasformazione del vecchio sistema moda e anche dell’ottica
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a fine delle licenze di commercio, consentendo di riunire in un solo punto di vendita merceologie diverse, ha reso concreti e visibili quegli insiemi di prodotti finalizzati a soddisfare tutti i bisogni di una delle grandi aree di consumo – definite universi di consumo – quali l’alimentare, la casa e naturalmente l’abbigliamento. In passato, quando gli abiti confezionati sostituirono il tradizionale mondo di quelli fatti in casa o su misura, la vendita dei capi confezionati avvenne, inizialmente, nei department store, i nostri grandi magazzini, nei magazzini a prezzo unico e, poi, nei negozi indipendenti. La nascita di un sistema distributivo di grandi dimensioni di prodotti “finiti” non poteva avvenire senza quella contemporanea di un’industria e di un ingrosso, in grado di sostenerne le dinamiche di sviluppo. Il sistema industriale e la rete distributiva si sono andati stratificando su tre livelli: quello, quasi semsem pre semisemi artigiaartigia nale delle grandi
di Danilo Fatelli
griffe che venivano vendute nei negozi diretti (flag ship) o in quelli specializzati in prodotti alto di gamma; quello dell’industria di marca che vendeva sia nei negozi con la propria insegna che in quelli in franchising o nei corner dei negozi indipendenti e, da ultimo, nei factory outlet che, nel tempo, tradendo il loro nome, si sono trasformati in catene di discount della marca; infine, il livello dei prodotti, più o meno unbranded, destinati alla distribuzione intermedia che producevano anche per conto delle grandi griffe o per i grandi specializzati. La griffe su tutto, per tutti In questo contesto l’Alta Moda degli stilisti ha svolto un ruolo di immagine e di trascinamento, economicamente non determinante per le sorti finanziarie del settore, ma di grande impatto mediatico e sociale (nel senso di status), grazie al quale segnò un ciclo economico e di costume, per l’appunto quello del trionfo della griffe, che si è consumato tra gli anni Ottanta e gran parte di quelli Novanta. Contemporaneamente si manifestarono i primi sintomi della globalizzazione e della successiva rivoluzione che ne sarebbe scaturita, vissuta allora, ahimè, come processo di internazionalizzazione dei prodotti occidentali. L’affermazione
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della griffe degli stilisti provocò un effetto di trascinamento che, sfruttando il successo dei jeans, coinvolse i produttori del denim che, sull’esempio di Benetton nella maglieria, arrivarono al consumatore con i propri prodotti di posizionamento mediano, i grandi volumi e le proprie insegne, stravolgendo il tradizionale ruolo compartimentato dei tre tronconi della filiera: produzione, ingrosso e distribuzione al dettaglio, costringendo, in qualche modo, anche l’Alta Moda a entrare nella distribuzione diretta, creando, per sostenerla, prodotti di posizionamento intermedio che servivano a catturare i consumi
Strategie e mercato
di massa. Dall’affermazione della griffe in quanto tale nasce la sua estensione indiscriminata a tutte le categorie dell’abbigliamento, degli accessori e dei complementi che gli ruotano intorno. È in questa fase storica dell’evoluzione del settore che, partendo dall’idea di acquisire tutte le griffe che la moda andava rendendo più o meno famose, i produttori italiani diventeranno i leader assoluti dell’occhialeria, ma solo Luxottica colse il valore strategico ed economico di arrivare direttamente al consumatore con una propria rete di vendita al dettaglio. La differenza, fra le scelte di Luxottica e le strategie allora seguite dal mondo moda-abbigliamento, è consistita nella circostanza che, mentre questo vi ha usato e valorizzato prodotti con la propria brand o insegna, Luxottica ha creato un network distributivo multimarca. Solo di recente la casa di
Agordo ha concentrato i propri sforzi e ampliato gli spazi ai marchi di proprietà per i quali trova grandi difficoltà concettuali, per il valore intrinseco e la tipologia del prodotto che tratta, a ricondurle su posizionamenti strategicamente differenziati. Le grandi marche e la distribuzione integrata Lo zoccolo duro della produzione dell’abbigliamento è rappresentato dalle grandi marche che si sono affermate grazie alla qualità e all’unicità di alcuni oggetti, sui quali hanno costruito valori di immagine permanenti o, come si dice, evergreen. I riferimenti sono molti, ma basti ricordare i foulard e la mitica Kelly di Hérmes o l’impermeabile di Burberry – marche nate oltre due secoli fa – o, per venire a tempi più vicini, lo scarponcino Timberland. Tutti prodotti che, pur interpretando gli stili di vita del loro tempo, hanno colto qualità, valori estetici e funzionali permanenti. Furono questi i primi a proporsi al pubblico nei loro negozi, trasformati nel tempo in catene nelle quali, protette dall’effetto ombrello del marchio di fabbrica originario, ai prodotti “core” si sono
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venuti affiancando tutte le categorie che compongono l’universo tessile. L’avvento del nuovo secolo è stato preceduto e accompagnato da grandi trasformazioni del sistema economico internazionale e, purtroppo, da una sequenza di eventi drammatici culminati con lo tsunami del Giappone. Più o meno nello stesso periodo hanno fatto irruzione sui mercati quel tipo di imprese di distribuzione a cui è stato attribuito il ruolo di category killer, il cui progenitore è stato Ikea per i prodotti per la casa. I concetti strategici su cui si basa il travolgente successo di questi protagonisti dei nostri tempi possono essere così riassunti: concentrazione all’interno della stessa impresa di tutte le funzioni della filiera; riduzione dei costi di funzione, trasferimento delle marginalità delle singole funzioni sul punto di vendita, terminale del sistema. Risultato: la forte contrazione dei costi industriali e, quindi, prezzi al pubblico da discount senza intaccare la qualità e, soprattutto, la marginalità. Nell’abbigliamento il category killer ha un nome: Inditex, o più comunemente, Zara. Nel 2010 il gruppo de La Coruña ha conseguito un profitto
Strategie e mercato occhiali (di competenza nei limiti della concessione del proprietario della licenze) e le linee (colori, forme, riferimenti, ecc) adottate dalla griffe in occasione della presentazione delle collezioni. In compenso la distribuzione è sollecitata a introdurre più volte all’anno collezioni di modelli “nuovi” che ciclicamente ripropongono gli stessi archetipi (non più di una dozzina) del frontale con novità concentrate sullo spazio e la visibilità ridotta delle aste. L’attenzione al fenomeno moda, che pure ha consentito vendite che il canale non avrebbe saputo originare, ha fatto passare in secondo piano la buona gestione retail, focalizzata sul prodotto in quanto oggetto distinto con caratteristiche e qualità specifiche, ambasciatore della fidelizzazione del cliente, sui margini netti, sulla rotazione del magazzino, la logistica, la personalizzazione dell’offerta in relazione al proprio target e alla concorrenza e l’esclusività di canale rispetto a quelli non professionali. I tempi e quanto ci aspetta ci dicono che maggiore attenzione alla gestione del retail sarà fondamentale per affrontare il futuro con
netto di 1.732 milioni di euro in oltre 5.000 negozi in tutto il mondo. I suoi asset di marketing consistono nella velocità di presentazione e rinnovo delle gamme dei prodotti proposte da più insegne mirate a target di consumatori diversi, ma con lo stesso posizionamento; nella presenza, nei vari cluster in cui è suddivisa la rete dei punti di vendita, di tutti i segmenti e di tutte le merceologie dell’abbigliamento, degli accessori – naturalmente inclusi gli occhiali da sole – e dei complementi. L’organizzazione è basata sull’efficienza della logistica - si avvale di 7 piattaforme distributive divise per insegna - che si traduce in rapidità di consegna (due volte la settimana), riduzione degli stock, attualità delle proposte. I clienti sanno che se gli piace un capo è bene che lo acquistino subito, altrimenti è molto probabile che non lo trovino più. Così si sono mossi tutti i grandi retailer dell’abbigliamento del mondo, dalla svedese H&M, ai giganti americani Gap e Abercrombie & Fitch, ognuno con la propria strategia che colloca l’insegna al posto della marca e della griffe.
L’eclisse dell’Alta Moda e l’ottica La rivoluzione portata da queste insegne globali sta facendo invecchiare il passato sistema moda. La Francia, inventrice dell’Alta Moda, ha una bilancia dei pagamenti del settore negativa, l’Italia ha ancora un saldo attivo dovuto ai produttori medio/grandi e alla produzione delle materie tessili di cui abbiamo ancora il primato. L’insieme dei rituali della moda basato sulle collezioni, eventi ripetitivi in cui si dovrebbe rinnovare all’infinito il miracolo della creatività, sono entrati, come sostengono stilisti e designer famosi quali Philippe Starck, Tom Ford o i nostri Dolce e Gabbana, IL RANKING MONDIALE DEI VENDITORI DI ABBIGLIAMENTO, MODA E ACCESSORI nella fase di maturità avanzata per cedere il passo alla diRETE DI DATI DEL GRUPPO INSEGNE/FLAGSHIP SEDE VENDITA BILANCIO namicità dei sistemi integrati GAP - Banana Republic USA 3.246 2010 (*) alla Zara. L’ottica ha mutuato GAP H&M H&M Svezia 2.046 2010 (*) dall’Alta Moda l’approccio INDITEX ZARA - Massimo Dutti - Bershka - Zara Home e altri Spagna 4.600 2010 (*) alla distribuzione, anche se FAST RETAILING UNIQLO - BODY - UNIQLO KIDS - HEATTECH Giappone 2.203 2010 (*) fra occhiali e alta moda, oltre LIMITED BRANDS Victoria's Secret, Pink e altri USA 3.000 2010 (*) all’uso e all’abuso delle griffe RALPH LAUREN RALPH LAUREN (wholesale 50,9%) USA N.A. 2010 (*) non c’è molto in comune. ……………………………………………………………………….. NEXT RETAIL NEXT (525 pdv diretti in UK/180 in franchising resto del Destinazione del prodotto, UK 705 2010 (*) INTERNATIONAL mondo, vendite su catalogo e web) intercambiabilità di utilizzo, ABERCROMBIE & FITCH ABERCROMBIE America 1.100 2010 (*) stagionalità, natura tecnico LIZ CLAIBORNE Grossista di marchi propri Juicy Couture e in licenza DKNY USA 2009 (*) merceologica del prodotto, Hong Kong San ecc, hanno pochi punti di ESPRIT ESPRIT 1.128 Francisco 2010 (*) Colonia contatto con l’abbigliamentoBENETTON BENETTON SISLEY PLAYLIFE Italia 6.000 2010 (*) moda. Soprattutto è difficile PRADA PRADA - MIU MIU - CAR SHOE Italia 265 2010 (*) individuare il collegamento, ARMANI ARMANI Italia 1503 2009 (*) oltre alla presenza della GRUPPO COIN OVIESSE COIN UPIM Italia 690 2009 (*) brand o del logo, fra stilizTOD'S TOD’S, HOGAN e FAY (di cui 71 in franchising) Italia 247 2010 (*) (*) dati riferiti all'anno di bilancio Fonte : Elaborazione Consulter zazione e produzione degli
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Lenti a contatto, uno sviLuppo non “convenzionaLe” Toriche, multifocali e silicone hydrogel stanno trainando, con incrementi a doppia cifra, la crescita del mercato interno, che tuttavia rimane ancora lontano dai livelli di consumo di nord Europa e Usa
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di Angelo Magri
on il supporto di dati di sell out a consuntivo 2010 di GfK Retail and Technology Italia e con l’approfondita analisi di Marica Lava, presidente di Assottica Gruppo Contattologia, abbiamo scattato una “fotografia” della diffusione di lenti a contatto disposable in Italia. Ne emergono segnali incoraggianti, confermati dal trend positivo del primo scorcio del 2011. Presidente Lava, come valuta l’andamento delle vendite di lac nel 2010 e nel primo trimestre 2011 sul mercato italiano? Il mercato delle lenti a contatto ha chiuso il 2010 con dinamiche positive sostenute dalla crescita delle lenti a contatto morbide a sostituzione frequente, tra le quali emergono le lenti a contatto giornaliere, come confermato dai dati GfK sul sell out. Dando, invece, uno sguardo ai dati sell in di Euromcontact relativi al mercato europeo, si conferma un trend di crescita del 5,6% sul 2009 seppure con un andamento non omogeneo tra i diversi paesi. Per quanto riguarda l’Italia, la crescita rilevata è di circa il 7%. Il 2011, pur con le incertezze dovute alla persistente difficile congiuntura economica, si annuncia favorevole a un ulteriore sviluppo del merca-
Marica Lava, presidente di Assottica Gruppo Contattologia
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«IL seLL IN suL MeRCATo INTeRNo è CResCIuTo deL 7% NeL 2010 e ANChe IL pRIMo TRIMesTRe 2011 ReGIsTRA uN seGNo posITIvo»
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to nazionale. L’andamento del primo trimestre registra un segno positivo per tutti i segmenti delle lenti a contatto a sostituzione frequente. Segnali interessanti arrivano dai dati relativi alle lenti a contatto multifocali e in silicone hydrogel. Prosegue, quindi, la penetrazione di lac tra i nuovi portatori con un tasso maggiore rispetto agli altri paesi europei? Questo ha fatto guadagnare all’Italia posizioni nell’utilizzo di lac o siamo ancora nelle parti basse della classifica europea? L’incremento dei portatori registrato in Italia dimostra che la strada imboccata è quella giusta: forte attenzione per il proprio aggiornamento professionale da parte degli ottici optometristi e atteggiamento proattivo nei confronti delle lenti a contatto quale strumento di correzione visiva. I segnali, quindi, sono incoraggianti, ma ancora è lungo il percorso per avvicinarsi al livello di penetrazione di Inghilterra, nord Europa e Stati Uniti. A che punto è l’integrazione tra comunicazione trade e consumer da parte delle aziende di lenti a contatto disposable? La sinergia tra comunicazione trade e con-
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un momento dell’8° congresso di Assottica, tenutosi a Roma lo scorso settembre
AssoTTICA AI RAGGI X Il “Gruppo Contattologia” nasce oltre trent’anni fa, nel 1980, all’interno di Assottica, associazione di categoria aderente a Confindustria, fondata nel 1946. Oggi raggruppa le principali aziende produttrici e distributrici di lenti a contatto e soluzioni sul mercato interno: Alcon, AMO Italy, Bausch+Lomb, Ciba Vision, CooperVision, Johnson&Johnson Vision Care, Sauflon, Schalcon.
sumer è fondamentale affinché si possano intercettare le nuove esigenze dei portatori e offrire risposte sempre più mirate. Ci troviamo di fronte a un consumatore sempre più curioso, esplorativo, informato. La comunicazione pubblicitaria spinge il consumatore a raccogliere ulteriori informazioni, facilita la familiarità con il prodotto e il contatto con potenziali nuovi portatori, ma è il professionista, all’interno del punto di vendita, che gioca il ruolo chiave nell’intero processo d’informazione e d’acquisto.
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informazioPuò anticiparci qualche informazio ne sul prossimo Convegno Assottica? ediHo il piacere di annunciare che la 9° edi zione del Convegno Assottica, promossa da Bausch+Lomb, Ciba Vision, CooperVision, Johnson&Johnson Vision Care, Sauflon e Schalcon, si terrà a Roma il 6 e 7 novembre 2011. Stiamo lavorando affinché il Convegno Assottica si confermi anche quest’anno come il consueto appuntamento annuale da non accreperdere per tutti coloro che mirano ad accre scere le proprie conoscenze e che puntano sulla contattologia come fattore di successo nella propria attività professionale.
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Prevenzione e informazione in tour Centri Ottici Lisi & Bartolomei ha lanciato un’iniziativa itinerante finora unica nel settore: coinvolgere oculisti, produttori e istituzioni con un obiettivo comune, la salute visiva del cittadino
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di Angelo Magri
scientifico dei ricercatori dell’Università della Tuscia. L’ambulatorio itinerante dei Centri Ottici Lisi & Bartolomei vuole offrire al A tutte le persone che si sottopongono cittadino uno screeallo screening sull’unità mobile viene regalato un utile e dettagliato ning visivo gratuito compendio di prevenzione visiva e informazione sul fronte della prevenzione visiva. Quattro mesi, dunque, dedicati alla salute oculare e alla lotta preventiva contro patologie come glaucomi, cataratte, degenerazioni macu-
numeri degli screening visivi, realizzati da Centri Ottici Lisi & Bartolomei all’interno della campagna “Salute Visiva 2011”, nelle prime settimane sono stati più che incoraggianti. Tanto da richiedere una seconda linea di strumenti per incrementare il numero di visite. Dal 4 aprile fino al 17 luglio, infatti, un’unità mobile tocca 100 piazze delle province di Viterbo, Roma, Teramo, Rieti e Ascoli Piceno per una campagna di prevenzione visiva, che coinvolge, per la prima volta nel territorio, ottici, oculisti e aziende produttrici. L'organizzazione è affidata a Glocal Thinking, società di Padova specializzata nel marketing del territorio. Il tour, promosso dai Centri Ottici Lisi & Bartolomei, in collaborazione con Essilor, Safilo e Coopervision Italia, vanta il patrocinio, per la sua utilità pubblica, della Regione Lazio, del Comune di Viterbo, della Provincia di Viterbo, della Provincia di Roma, con il prestigioso avvallo
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attualità
«UN siNdAco ci hA sUpplicAto: dovete torNAre!» «Pur in una giornata di pioggia a Vasanello, località a una trentina di chilometri da Viterbo, abbiamo fatto ben 120 esami della vista. Tanto che il sindaco del paese ci ha chiesto di venire di nuovo per soddisfare molti altri suoi concittadini». In questo aneddoto sta tutta la soddisfazione di Alfonso Lisi per come è partita l’iniziativa in cui ha fortemente creduto. «Quella dei mercati è stata la scelta più giusta – aggiunge l’ottico viterbese – Al mercato ci vanno persone che accettano più serenamente di venire avvicinate rispetto a quanti frequentano i centri commerciali. Gli adulti, in particolare gli anziani, sono stati il target principale dell’operazione: mi ha colpito, ad esempio, una signora novantaseienne che in piena autonomia, anche fisica, ha deciso di sottoporsi allo screening. Ma non sono mancati i bambini, pure molto piccoli». Attiva sul territorio viterbese dal 1979, la Centri Ottici Lisi & Bartolomei, nata dal proficuo incontro professionale tra Alfonso Lisi e Claudio Bartolomei, è presente con sei punti vendita a Viterbo e provincia e nei centri commerciali di Viterbo, Roma, Marche e Abruzzo. Realtà consolidata nel settore dell’ottica, Lisi & Bartolomei si distingue per l’educazione permanente alla salute visiva e per aver fondato la propria mission sulla prevenzione dei disturbi visivi. «Oltre il 50% degli screening finora realizzati ha determinato la necessità di una visita di approfondimento da parte degli oculisti – sottolinea Alfonso Lisi – Tra maggio e settembre si raccoglieranno i primi dati concreti del progetto, ma soltanto a novembre potremo fare un reale consuntivo, anche commerciale, della campagna. Se l’iniziativa si sarà rivelata altamente soddisfacente per noi e per i nostri sponsor, si potrà seriamente prendere in considerazione l’opportunità di ripeterla. In tal caso, però, lavorerei ancora di più sulla classe medica, coinvolgendo soprattutto i medici di base e i pediatri, per incrementare ulteriormente il radicamento sul territorio».
lari, retiniti e altre malattie gravemente invalidanti, che vedono coinvolta un’equipe di professionisti al servizio della salute visiva del cittadino. L’iniziativa prevede la sosta per 100 giornate in luoghi d'interesse pubblico e di grande afflusso come piazze, centri commerciali, specifici eventi, fiere e sagre locali. I visitatori dello studio mobile, attrezzato di macchinari all’avanguardia di ultima generazione, possono sottoporsi gratuitamente, previa accurata anamnesi, a un esame strumentale non invasivo, un test della vista che verrà poi inviato a un’equipe di medici oculisti aderenti all'iniziativa per una valutazione delle patologie di loro competenza. Il risultato dello screening, che comprende la rilevazione dell’acutezza visiva abituale, la misurazione oggettiva dei difetti visivi, il tono oculare, le rilevazioni delle curvature corneali e dello spessore corneale (pachimetria) e la foto del fondo oculare, una volta valutato, viene spedito al cittadino entro pochi giorni. «Salute Visiva 2011 è un progetto pilota dalla vasta portata – spiega Alfonso Lisi, titolare della catena - un’iniziativa che per la prima volta nel nostro territorio vede la collaborazione sinergica e virtuosa di ottici, oculisti, produttori del settore e istituzioni, insieme con un obiettivo comune: la salute visiva del cittadino, che spesso non cura la prevenzione e si rivolge al medico solo quando la patologia è conclamata e ha già prodotto danni irreversibili. Perché per vederci bene, bisogna sapere dove guardare». Il tour, dal titolo significativo (“Guardiamoci negli occhi”) ha debuttato a Gallese, in provincia di Viterbo, e si concluderà nella stessa Viterbo con la presentazione del Dossier di mappatura delle problematiche visive: sarà un documento scientifico di sintesi dei dati raccolti dall’èquipe dell’ambulatorio mobile nel corso del tour, realizzato dai ricercatori dell’Università della Tuscia di Viterbo, che fotograferà lo stato di salute visiva dei cittadini del territorio.
Alfonso lisi, amministratore delegato di 10 centri ottici tra lazio, Marche e Abruzzo
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attualità
E sE FacEbook sostEnEssE il businEss? Usare il cuore più che la testa, privilegiare la sincerità, condividere le passioni: ecco come il più diffuso dei social network può aiutare i centri ottici italiani a fare marketing
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di Daniela Garbillo
mente cercando la parola “ottica” i risultati sono tantissimi, anche se difficilmente quantificabili. D’altra parte, se è vero come è vero che oggi Facebook in Italia conta quasi 18 milioni di utenti e che non è più uno strumento per adolescenti (il 46% degli iscritti dichiara di avere più di 25 anni), non stupisce che cresca il suo utilizzo con finalità di business: magari non quello di vendita diretta, ma sicuramente di comunicazione e promozione del proprio marchio o della propria attività. Ma cosa possono fare, in concreto, i negozi di ottica su Facebook? «I social network sono un fenomeno democratico: non si conosce ancora il modello di business di chi li ha inventati, ma si sa quanto valgono - risponde Nicola Di Lernia, esperto di marketing nel settore dell’ottica - Facebook è la terza nazione del pianeta, dopo Cina e India, ma con la possibilità di crescere ancora rispetto a questi ultimi.
n tempi difficili, come quelli che stiamo vivendo, non è semplice distrarsi dai problemi quotidiani e pensare a cose (apparentemente) superflue come Facebook, ma forse sarebbe il caso di farlo. Perché se il sito creato da Mark Zuckerberg oggi conta più di 500 milioni di utenti in tutto il mondo, vale 50 miliardi di dollari e nel 2010 è stato il più visitato negli Stati Uniti (superando Google), qualcosa vorrà pur dire. E anche chi non vuole arrendersi a entrare nel social network più grande del mondo farebbe bene ad approfondire il fenomeno e a domandarsi come mai non soltanto le persone fisiche, ma sempre più aziende, marchi, commercianti, negozi di vario tipo aprono il proprio profilo su Facebook. Non ultimi gli ottici. Abbiamo provato a quantificare la presenza dei negozi e semplice-
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attualità Di Lernia - Massimo (il proprietario, ndr) è un amante del bello e dell’arte e nella sua pagina Facebook condivide questa passione con i suoi amici organizzando mostre itineranti dove la luce, quindi la vista, sono protagonisti. Il tornaconto economico? Vende principalmente occhiali dai 300 euro in su, poco griffati, perché il cliente da lui cerca solo il bello».
Tra queste contraddizioni e certezze secondo me oggi con Facebook l’ottica ci può fare poco, ma anche quel poco ha un senso. Nel social i partecipanti condividono passioni e interessi, quindi... bisogna usare più il cuore che la testa ed essere sufficientemente sinceri e non speculativi». Qualche esempio? «A mio avviso uno tra i migliori è quello di Ottica Bisogno di Salerno - continua
NOI CI SIAMO perChé… Perché siete su Facebook? Come e per cosa lo utilizzate? In base alle risposte che abbiamo ricevuto dagli ottici sembra che i motivi principali siano la possibilità di far conoscere meglio il loro negozio e la loro professionalità, ma soprattutto l’opportunità di essere più vicini ai clienti, per comunicare con loro in modo diretto e immediato, ma non “urlato”. Su Facebook, insomma, non si entra per vincere, ma partecipando la vittoria è assicurata. Immagine Ottica, Milano Sicuramente è meglio esserci dove, in qualche modo, può comparire il nome della nostra attività commerciale, esporre le promozioni e trasmettere, lì dove è possibile, la nostra professionalità. Ottica Cimardi, Albano Sant’Alessandro (BG) Quando abbiamo deciso di creare una pagina l'abbiamo fatto principalmente per avvicinarci ancora di più ai clienti. Ci siamo accorti, utilizzandolo prima con i nostri profili personali, che la comunicazione è più diretta e che oggi giorno è più facile raggiungere una persona tramite Facebook che con un sms o con altri mezzi di comunicazione. Il vantaggio è che quanta più gente ci può conoscere, tanto più possiamo dare informazioni e comunicazioni con facilità, possiamo organizzare iniziative, promozioni ed eventi. La caratteristica del web oggi giorno è proprio la partecipazione, il web 2.0 e il marketing vanno di pari passo il che ci ha convinto a entrare in questo universo. Adinolfi Ottica, Latina Il nostro è un marchio storico per la città e ha compiuto 75 anni di attività nel 2010. La tradizione di famiglia di conseguenza è un valore importante da salvaguardare, ma un panorama in continuo cambiamento, le tecnologie che evolvono, le mode che irrompono, ci impongono di essere sempre attenti all'attualità e alle novità. Per questo, tra i primi anni fa a debuttare on line con il sito, abbiamo voluto essere presenti anche su Facebook. La scelta innanzitutto è stata quella di puntare su una “fan page” e non su un profilo chiuso, in modo che sia facile accedere con un clic senza inviare richieste. I clienti e i fan commentano le promozioni, le iniziative e le attività che proponiamo, ci fanno richieste, esprimono il loro apprezzamento o chiedono informazioni sui prezzi. Ottica Sostegni, Sovigliana Vinci (FI) Essere presenti su Facebook garantisce un approccio diretto e moderno con il pubblico. Con l'avvento di Facebook e altre comunità virtuali, disponiamo di un potentissimo strumento per interfacciarci con la nostra
clientela: l'utente potrà visionare le novità legate al nostro lavoro direttamente sul suo profilo, senza bisogno di andare a cercare di propria iniziativa il sito o di visitarlo per tenersi aggiornato. Possiamo inoltre pubblicare foto e video (ci serviamo anche di YouTube e di Twitter) in modo semplice e mirato. Utilizziamo la nostra pagina di Facebook anche per promuovere eventi e iniziative. Quando vogliamo pubblicizzare nuove iniziative utilizziamo anche video e aggiornamenti agli utenti iscritti: insomma, facciamo un lavoro a tutto campo. Se un ottico riesce a creare con successo una propria pagina può avere grandi vantaggi sul lungo periodo. Ottica Santoro, S. Giorgio del Sannio (BN) Come tutti ho iniziato a utilizzare Facebook in modo "privato", anche se scosta - e tanto - dal principio fondamentale del social network. Quasi subito, però, mi sono accorto che da semplice strumento di comunicazione di massa, Facebook rappresentava anche un mezzo di lavoro per pubblicizzare la nostra piccola azienda, per rendere più visibili noi e il nostro marchio. Oggi utilizziamo Facebook anche per promuovere i nostri prodotti e per evidenziare tutte le iniziative che facciamo. Cerchiamo di farlo, però, in modo poco invasivo, non assilliamo i nostri contatti ogni giorno; perché riteniamo che l'utenza di Facebook sia diversa da quella della TV (per fare un esempio), non crediamo che sia un pubblico sensibile alla pubblicità tradizionale, anzi pensiamo che un bombardamento pubblicitario su Facebook, come tanti fanno, sia controproducente e lesivo per l'immagine aziendale. Facebook è molto più utile nel dare notorietà a un marchio piuttosto che nel pubblicizzare un prodotto o una promozione. Quindi il difetto che gli riconosco da imprenditore è che i risultati che ti può dare sono poco misurabili.
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Vision is, inizia una nuoVa era Con l’integrazione in Vision Group l’organizzazione guidata da Moreno Sereni non vuole perdere la propria identità, ma garantire ai 450 affiliati servizi mai avuti finora di Angelo Magri
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n ottico di medio-alto livello, sia in termini di professionalità sia di fatturato, con una mentalità maggiormente predisposta all’imprenditorialità, un’età più bassa della media e un’elevata
La festa in stile medievale organizzata da Vision Is il 3 aprile scorso in occasione del suo decimo convegno nazionale
fidelizzazione: è l’identikit dell’ottico associato a Vision Is, che oggi raccoglie circa 450 punti vendita, di cui 60 con l’insegna Vision Is e altri 240 con la doppia insegna. «Il nostro gruppo è nato dieci anni fa dalla volontà di creare una struttura che tutelasse gli interessi di quegli ottici
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che all’interno della filiera rappresentavano l’anello debole», spiega Moreno Sereni, presidente di Vision Is, che insieme ad Alessio e Umberto Sereni, a Dino Scopece e al compianto Antonio Talluto ha dato vita a Vision Is, progressivamente radicatasi soprattutto in Piemonte, Lazio,
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Toscana, Puglia e Sicilia. Per Vision Is oggi, con l’integrazione in Vision Group, il nuovo polo distributivo che nasce dalla joint venture con Vision Service Group, inizia un’era nuova. «Questo passaggio lo abbiamo voluto rappresentare in maniera originale ma efficace con la festa medievale organizzata il 4 aprile ad Arezzo», ricorda Moreno Sereni. Fatturazione centralizzata, pianificazione acquisti, marketing e comunicazione: sono le aree operative in cui si vedranno più concretamente per Vision Is i benefici dell’integrazione tra i due gruppi. «In Vision Is il marketing è nato e si è sviluppato come servizio agli affiliati – afferma Irene del Prato, responsabile dell’ufficio marketing e comunicazione – Con la rivista Sunrise siamo arrivati al consumatore finale, ma con una serie di contenuti personalizzati in base alle esigenze del singolo centro ottico. La personalizzazione ha quindi coinvolto tutte le attività di marketing, punto vendita per punto vendita. Infine, dal dicembre 2009, siamo passati alla costruzione dell’ottico affiliato ideale, con il lancio di un marchio riconoscibile, Is Care, applicato a tutte le linee di prodotti e di servizi. Sono state inoltre realizzate insegne che non snaturano il marchio dell’ottico, ma ne vogliono “rinfrescare” l’identità». Se dunque l’integrazione in Vision Group garantirà agli affiliati Vision Is una continuità di questa politica di marketing, ma su una scala addirittura più grande grazie alle possibili sinergie tra i due gruppi,
Irene del Prato, responsabile dell’ufficio marketing e comunicazione di Vision Is
Da sinistra Moreno e Umberto Sereni, rispettivamente presidente e direttore del gruppo
che tuttavia manterranno le proprie identità, i benefici della joint venture saranno ancora più evidenti per gli affiliati Vision Is nella fatturazione centralizzata, nella pianificazione assortimenti, nonché nella certificazione di qualità. «Questi campi andranno a completare l’assistenza a 360 gradi che già offriamo ai nostri associati, dalla formazione all’infortunistica, alla consulenza nei rapporti con i fornitori, ad esempio: ecco perché sosteniamo che Vision Is segue i propri affiliati dal mattino quando alzano la saracinesca fino alla sera quando la chiudono – sottolinea Umberto Sereni, direttore del gruppo – Tant’è che prima ancora che un gruppo per ottici Vision Is si definisce una società di servizi, con l’obiettivo di proporli ma non imporli».
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ATTUALITà
VIsIon serVIce, Un nUoVo responsAbILe deLLe “operAzIonI” Ad aprile Daniele Anselmo ha assunto l’incarico di Chief Operating Director del gruppo
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di Angelo Magri
grato a Vision Service Group di avermi scelto per questo delicato e stimolante ruolo – aggiunge Anselmo – Le mie responsabilità e la mia attività si svilupperanno progressivamente, al pari della crescita e del consolidamento del gruppo, e in funzione degli obiettivi definiti con il vertice. Il tutto lavorando fianco a fianco con Sergio Perris, cui continueranno a far capo il presidio dell’attività degli area manager sul territorio e del marketing e comunicazione».
opo gli esordi alla Mercatone Uno come import manager, poi alla Conad come category manager, il cerchio avrebbe dovuto chiudersi con un’esperienza extra settore, cui mancava soltanto la firma. Invece è arrivata la “chiamata” da Vision Service, una di quelle che non si possono rifiutare. Così Daniele Anselmo, 41 anni e una laurea in Economia all’Università di Bologna, dall’inizio di aprile è il nuovo Chief Operating Director del gruppo: si occuperà delle attività di gestione commerciale, della progettazione e dell’implementazione dei servizi strategici ai centri ottici affiliati a VSG, rispondendo direttamente all’amministratore delegato Marco Procacciante. In mezzo ci sono otto anni in Salmoiraghi & Viganò, prima in Vistasì, quindi come direttore acquisti di tutto il gruppo, infine, dal giugno 2010, nelle vesti di direttore commerciale del Gruppo. «Devo molto delle competenze acquisite in questi anni al percorso svolto in Salmoiraghi & Viganò, ma come in tutte le vicende umane si arriva a un epilogo e si inizia una nuova avventura», commenta Anselmo. Alla luce dello sviluppo avuto negli ultimi tempi da VisionOttica e, ancor più, in vista dell’integrazione con Vision Is nel nuovo polo distributivo denominato Vision Group, negli headquarters di Milano c’era assoluto bisogno di una figura di responsabile delle “operazioni”. «Sono
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de
distribuzione
emozionare per differenziarsi Lavoro d’impresa e una buona dose di emotività sono, secondo l’ottica romana Nadia Zuppardo, i segreti per una lunga vita nel settore di Valentina Grassini
L
ei si chiama Nadia Zuppardo ed è la quinta protagonista della nostra rubrica dedicata alle donne dell’occhialeria italiana. Dopo aver toccato varie località della penisola, abbiamo fatto sosta nella Capitale per indagare sulle abitudini e i gusti della proprietaria di un punto vendita associato Vision Service da una decina d'anni e sorto nel lontano 1965 nella zona residenziale EUR, una delle aree più eleganti dell’Urbe. «L’impresa è nata nella metà degli anni Sessanta grazie all’impegno e al lavoro di mio padre Emilio, che è mancato pochi anni fa, nel 2006 – esordisce Nadia – Dal 1983, abbiamo lavorato insieme, e ho fatto tesoro dell’esperienza e degli insegnamenti che ha sempre cercato di trasmettermi, poi ho preso in mano le redini dell’attività e ho iniziato a gestire in prima persona il negozio». Temperamento e carisma sono le sensazioni che si avvertono sentendo parlare questa figlia orgogliosa del padre e
della realtà che quest’ultimo ha costruito negli anni con impegno, passione e determinazione. «La filosofia cui si è sempre ispirato papà e che io cerco di perseguire ogni giorno è la centralità del cliente e dei suoi bisogni – continua Nadia – Far capire a chi entra nel nostro negozio che si troverà di fronte una persona interessata a instaurare un rapporto umano prima di tutto, non un semplice venditore che mira a ottenere solo un guadagno». Ed è proprio questa la chiave per ottenere buoni risultati e condurre un’attività il più solida e longeva possibile: «è importante valorizzare il punto di vista umano, è questo che fa la differenza. Mai come oggi, quando si possono trovare gli stessi marchi ovunque, gli stessi prodotti, e tutto è a portata di mano, diventa sempre più importante il fattore umano, essere in grado di regalare al cliente una buona dose di emozione», afferma l’ottica romana, che fa trasparire un animo
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appassionato e deciso. E, infatti, a conferma di questi cardini che sono alla base del suo credo professionale, e di quello che un tempo era stato del padre, Nadia Zuppardo ha coltivato e approfondito
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alcuni interessi che era certa avrebbero potuto aiutarla a svolgere la sua attività in maniera più completa e consapevole. «Ho frequentato negli anni studi di marketing, di comunicazione, di impostazione della voce e della persona e anche corsi sulla gestione delle risorse umane, che mi sono stati molto utili per acquisire una maggiore sicurezza e padronanza dei miei mezzi nel contatto con il pubblico e che sono serviti anche per l’organizzazione della parte imprenditoriale del mio lavoro, che è poi quella che più mi coinvolge e mi dà soddisfazioni», confida l’ottica romana. Ed è proprio questo aspetto che rappresenta la vera essenza dell’attività di Nadia Zuppardo: «Mi piace più di ogni altra mansione, curare l’organizzazione, la gestione delle risorse umane e tutta la parte strategica necessaria per favorire la crescita dell’azienda. Insomma, stare dietro le quinte e far muovere questa macchina in maniera fluida e agevole, senza intoppi», continua, non nascondendo le difficoltà che un’imprenditrice deve incontrare nel tentativo di trovare un giusto equilibrio tra vita lavorativa e privata, soprattutto quando si ha un lavoro che tiene impegnati sino a tarda sera. «Del resto si chiama impresa mica per niente – scherza l’ottica – Per una donna è sicuramente complesso gestire al meglio casa, famiglia e lavoro, ma un’esistenza ricca e impegnata ha i suoi lati positivi e stimolanti, e, sicuramente, se c’è una cosa che apprezzo di questo lavoro è che non ci si annoia mai».
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Semplicemente più rapide: photoFuSion® by ZeiSS Le nuove lenti a scurimento automatico convincono per la rapidità di reazione decisamente superiore "Dico sì alle lenti a scurimento automatico, ma solo se reagiscono più rapidamente", è questo il chiaro risultato emerso dall'indagine di mercato condotta per conto di Carl Zeiss Vision. La risposta di Carl Zeiss Vision è PhotoFusion®. L'ultimo prodotto, sviluppato da ZEISS, reagisce molto più rapidamente alla variazione delle condizioni di luminosità rispetto alle precedenti versioni di lenti fotocromatiche di Carl Zeiss Vision e risponde così alle aspettative dei clienti di tutto il mondo. Le lenti fotocromatiche furono inventate negli anni Sessanta dal chimico Stanley Donald Stookey e dal suo collega William Armistead. Senza dubbio è stata un'idea eccezionale quella di realizzare una lente che reagisse alla luce ultravioletta, diventando scura come una lente da sole all'aperto e rimanendo chiara in ambienti interni. Questa innovazione ha rivoluzionato l'industria a tal punto che oggi le lenti a scurimento automatico sono usate da un cliente su cinque in tutto il mondo. L'efficacia di scurimento delle lenti ha continuato a migliorare nel tempo e, negli anni Ottanta (1983), con l'introduzione delle lenti in plastica del marchio American Optical, oggi marchio del Gruppo Carl Zeiss Vision, per la prima volta si è ottenuto una colorazione omogenea della lente. Ciononostante molti clienti non sono ancora pienamente soddisfatti delle loro lenti oftalmiche. La critica principale riguarda la reazione alle variazioni di luce, considerata ancora troppo lenta.
la priorità per i clienti è una reazione più rapida Il rapido adattamento alle condizioni di luminosità è dunque la richiesta principale di chi usa le lenti fotocromatiche. Nel sondaggio, effettuato tra la primavera e l'estate del 2010, le 5.896 persone intervistate in Germania, Italia, Gran Bretagna, USA, Brasile, Australia e Cina hanno indicato con precisione le loro esigenze, preferenze e opinioni. Lo studio ha rivelato un alto grado d'interesse per le lenti a scurimento automatico: il 53% di tutti coloro che portano gli occhiali era a conoscenza delle lenti a scurimento automatico, il 20% le aveva già adottate. Il 94% degli utenti ha affermato che avrebbe acquistato nuovamente le lenti a scurimento automatico. alta consapevolezza in fatto di salute e qualità Il 91% degli intervistati sostiene di avere riscontrato benefici per la salute usando lenti oftalmiche di qualità. Il 94% considera l'ottimale protezione dai raggi UV un fattore molto importante per la salute degli occhi. Molti condividono opinioni simili in fatto di qualità: l'86% delle persone che usano lenti a scurimento automatico afferma che non acquisterebbe lenti di qualità inferiore per risparmiare, nonostante la maggioranza non goda di alcun rimborso per l'acquisto degli occhiali. Anche coloro che non usano le lenti a scurimento automatico dimostrano una spiccata consapevolezza per la qualità: il 70% considera la qualità un fattore di primaria importanza.
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le lenti desiderate sono quelle che rendono la vita più facile Le persone intervistate considerano le lenti a scurimento automatico molto vantaggiose perché più pratiche e semplici da usare nella vita di tutti i giorni. "Un unico paio di occhiali in tutte le condizioni di luce", è questo il principale vantaggio pratico indicato da molti intervistati, perché contribuisce a migliorare la qualità della vita. Il 77% degli intervistati desidera non dovere cambiare continuamente paio di occhiali, uno da usare all'aperto e uno al chiuso. Tuttavia molti credono esistano ancora margini per un miglioramento: per il 43% dei partecipanti al sondaggio le lenti fotocromatiche disponibili sul mercato al tempo dell'indagine reagiscono troppo lentamente alle variazioni di luminosità. photoFusion®: le lenti a scurimento automatico che rispondono alle esigenze dei clienti Con le nuove lenti PhotoFusion® i ricercatori ZEISS, azienda di lunghissima tradizione nel mondo dell'ottica, hanno fatto un decisivo salto in avanti nello sviluppo delle lenti a scurimento automatico. Il dottor Markus H. Haidl, vicepresidente del dipartimento di ricerca e sviluppo Carl Zeiss Vision, afferma: «La ricerca, condotta a livello mondiale, sul consumatore ha mostrato che i clienti preferiscono le lenti a scurimento automatico,
ma desiderano una reazione più rapida. Con le lenti PhotoFusion® abbiamo sviluppato un prodotto che soddisfa pienamente queste esigenze». Due persone su dieci usano al momento le lenti a scurimento automatico, ma in futuro questa quota può crescere sensibilmente. Le lenti PhotoFusion® by ZEISS reagiscono con una velocità del 20% superiore alle precedenti versioni di lenti fotocromatiche Carl Zeiss Vision. La velocità di reazione delle nuove lenti è abbastanza elevata da consentire una visione confortevole in tutte le condizioni di luce. le argomentazioni convincenti per incrementare le vendite PhotoFusion® offre argomentazioni di vendita convincenti: le lenti si scuriscono in 15-30 secondi e tornano chiare in 5-10 minuti (dato medio). Risultano particolarmente chiare in ambienti interni (92% di trasparenza con trattamento antiriflesso) e diventano molto scure alla luce del sole (11% di trasparenza con trattamento antiriflesso). Le lenti offrono il 100% di protezione ai raggi UV fino a 400 nm e un'eccellente stabilità cromatica per una visione naturale. Mantengono inoltre la loro capacità di scurimento automatico a lungo. La tecnologia innovativa PhotoFusion® si basa sulla reazione di molecole fotoattive brevettate che si espandono quando vengono esposte alla luce ultravioletta e scuriscono la lente proteggendo gli occhi. In combinazione con la qualità premiata delle lenti ZEISS, questa tecnologia rappresenta un significativo miglioramento del principio di funzionamento delle lenti oftalmiche fotocromatiche. Michael Hoffmann, presidente e amministratore delegato di Carl Zeiss Vision, afferma: «Carl Zeiss Vision si è distinta come pioniere della scienza ottica per oltre 160 anni. Continuiamo ad adoperarci per offrire prodotti e servizi di qualità che proteggano la vista e salvaguardino la salute degli occhi, per una vita migliore. Siamo estremamente lieti di contribuire con le nostre nuove lenti PhotoFusion® a rendere la vita un po' più facile». la nuova dimensione della convenienza Le lenti a reazione rapida PhotoFusion® consentono di fare a meno di cambiare continuamente tra occhiale da vista e occhiale da sole, soddisfacendo i desideri di molti clienti e rendendo loro la vita un po' più semplice. Non sono più i clienti a doversi adeguare, perché le lenti PhotoFusion® lo fanno per loro. Veloci, semplici e universali.
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LA MiA vitA A COLORi Paolo Seminara “la moda la fa, non la segue”. Storia di un designer che ha cambiato il modo di fare gli occhiali, creando uno stile inconfondibile attraverso intuizioni azzeccate e incontri giusti al momento giusto
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di Francesca Tirozzi
antalone viola, t-shirt rosa, maglione verde e occhiali rossi: si capisce il motivo per cui lo chiamano il “re del colore”. Perché Paolo Seminara con il colore ha cambiato il mondo dell’occhialeria. Una strada lunga prima di riuscirci, macinando, nel vero senso della parola, chilometri e chilometri. Dalla Sicilia, terra natia, passando per Roma fino in Toscana dove decise di frequentare la scuola di ottica di Arcetri. Una scelta nata dall’amore per la fotografia, scaturita durante il servizio militare, quando per gioco e per diletto, immortalava i commilitoni in pose e sorrisi, quegli scatti che avrebbero poi inviato alle famiglie lontane. Fu proprio un fotografo a riconoscere la sua bravura e, una volta preso il diploma, incominciò a lavorare nel suo negozio. Poco dopo ridiscese la penisola, fino a Taranto dove andò a gestire un negozio di ottica di un compagno di scuola, ma da qui, decise poi di tornare in Toscana, a Viareggio dove trovò un impiego da Ottica Vespiniani che allora deteneva l’esclusiva di tutte le cartoline della Versilia. Fu proprio in questo momento che scattò in lui la passione per gli occhiali: gente ricca e famosa frequentava il negozio, attori e cantanti che avevano bisogno di occhiali per vederci bene. Era, purtroppo, l’epoca dei quattr’occhi: le montature erano piccole, con lenti spesse e in vetro. «Mi servono, ma poi sicuramente non li indosserò in pubblico», si sentiva dire Paolo Seminara. Di lì a poco gli fu offerto un lavoro come rappresentante di occhiali. Venne per lui il periodo della Cinquecento, comprata con i primi soldi, dei modelli da mostrare agli ottici, senza avere un indirizzo. «Guardavo le vetrine – racconta Seminara – Entravo dai negozi che avevano in bella mostra Lozza, Ray-Ban, Dior, i brand top di allora, e capivo che era l’ottico giusto per me». Cercava di vendere le collezioni Atelier, Silhouette e le prime lenti d'ingrandimento Eschenbach. Ottenne un buon successo e si creò una discreta clientela. Un brutto incidente e la Lancia Fulvia distrutta, lo costrinsero ad abbandonare questo lavoro. Un lavoro che gli permise però di capire molto:
Paolo Seminara titolare e designer di Italian Style
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AMARCORD Alcune pubblicazioni neglia anni Ottanta e Novanta, in cui comparivano i modelli eyewear di Paolo Seminara
quello che mancava nel settore dell’ottica. «Da oggi gli occhiali voglio farmeli io», decise Seminara. All’epoca, all’inizio degli Anni Settanta, Firenze era la patria della moda: Pitti era l’occasione per mostrare al mondo le prodezze della sartoria italiana. Fu in questo ambiente che Seminara conobbe la regista Gliselle Agustera e gli stilisti di allora e presentò loro la propria collezione, costituita da tre modelli a base 9, grandi, bombati, sottili e soprattutto colorati. Un’inno Un’innovazione per l’epoca. Nacquero così il marchio Vogue Lunettes, l’azienda Florence Line e lo stile e il design che avrebbe poi contraddistinto Seminara. Gli occhiali non erano più una protesi, dai tanti calibri, e dalla palette limitata al nero e al marrone. Ora erano qualcosa di diverso: un accessorio indispensabile. «Pochi modelli ma tanti colori: questo era il mio obiettivo – racconta Seminara – Da Mazzucchelli trovai molte tonalità extra che, però, venivano utilizzate solo per realizzare bottoni. Io le volli per i miei occhiali». Gli anni Settanta furono anche importanti per l’occhialeria per l’arrivo dall’Australia delle lenti CR39. «Mi offrirono queste lenti colorate, bellissime – dice Seminara – Una manna dal cielo perché per i miei modelli le lenti in vetro non potevano essere montate, erano troppo pesanti». Furono realizzati in Cadore 2.000 pezzi: Seminara iniziò a viaggiare su e giù per l’Italia, meravigliando con le sue creazioni gli ottici. Tutti compravano, tutti volevano gli occhiali di Paolo Seminara: non solo gli addetti al settore, ma anche gli stilisti, che in quel periodo non facevano gli occhiali, volevano assolutamente dei modelli per le loro sfilate. L’intuizione di Seminara ebbe un successo clamoroso, sancito all’incontro con i fotografi Fabrizio Ferri e Aldo Fallai, quest’ultimo fotografo esclusivo di Giorgio Armani. «Con loro riempii le pagine di tutti i principali giornali di moda con i
miei occhiali – racconta il desi designer – L’etichetta “Visto su Vogue” indispen fu per me una pubblicità indispenpagi sabile: la gente strappava la pagina delle riviste e chiedeva all’ottico l’occhiale di Paolo Seminara». I modelli furono poi ridotti di calibro e realizzati anche da vista. La Florence Line riceveva numerose richieste, la rete vendita fu ampliata e strutturata con giovani leve, tutt’oggi collaboratori storici di Seminara. Giunsero richieste di collaborazione da Roberta di Camerino, Conte of Florence, Basile, Gherardini. Per quest’ultimo il designer realizzò una collezione che riscosse un grande successo a Mido nel 1975. «Avevo fatto costruire uno stand chiuso, ricoperto con la stoffa con cui Gherardini realizzava i suoi famosi impermeabili», racconta con orgoglio Seminara. Alla fine degli anni Novanta decise, però, di vendere a Luxottica il marchio Vogue. «La Florence Line era cresciuta tantissimo e non riuscivo a occuparmi dell’azienda come volevo – dice Seminara – Subito dopo fondai Italian Style, con i brand Nuovelle Vague e Paolo Seminara». E tutto il resto è storia recente. «Ora il mio obiettivo è di dare spazio ai giovani – racconta – Da tre anni seguo gli studenti dello Ied di Torino cui voglio trasmettere la mia esperienza: molti di loro hanno idee molte belle, ma a volte irrealizzabili, perché purtroppo non sono a conoscenza dei limiti della produzione o di alcuni processi a volte molto costosi». Un consiglio? «Di insistere sempre perché se uno ha i numeri, sfonderà se non oggi, magari domani – aggiunge – Per questo è necessario andare a scovare le future promesse dell’occhialeria: la mia idea è, infatti, di coinvolgerli in un progetto per il prossimo Mido».
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La nuova moratoria deL debito aiuta La Liquidità
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L’ultima versione della misura prevede la proroga al 31 luglio 2011 del termine per la presentazione delle istanze per coloro che non hanno ancora usufruito della sospensione dei debiti delle Pmi verso il sistema creditizio
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l 3 agosto 2009 il ministro dell'Economia e delle finanze, il presidente dell'Abi e le associazioni dei rappresentanti delle imprese hanno firmato un avviso comune per la sospensione dei debiti delle Pmi verso il sistema creditizio, con l'obiettivo di dare respiro finanziario alle imprese aventi adeguate prospettive economiche e di continuità aziendale. In data 16 febbraio 2011 è stato firmato un nuovo accordo, che prevede la proroga al 31 luglio 2011 del termine per la presentazione delle istanze per coloro che non hanno ancora usufruito della sospensione. Secondo la “nuova” moratoria, la piccola-media impresa che non ha ancora fruito della sospensione dei debiti potrà, infatti, richiedere: - la sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale della rata dei mutui; - la sospensione per 12 mesi del paga-
mento della quota capitale implicita dei canoni di leasing immobiliare; - la sospensione per 6 mesi del pagamento della quota capitale implicita dei canoni di leasing mobiliare; - l’estensione fino a 270 giorni delle scadenze del debito bancario a breve termine, con particolare riguardo alle operazioni di anticipazioni su crediti certi ed esigibili (salvo buon fine, factoring, anticipi su fatture, ecc), comprese quelle concesse entro la data di scadenza della presentazione della domanda. Qualora l’impresa abbia già utilizzato la moratoria per un contratto di leasing o per l’allungamento della scadenza di un credito anticipato, non potrà fruire di un’ulteriore agevolazione per lo stesso contratto. Le imprese che, invece, si sono già avvalse della moratoria sui mutui possono richiedere l’allungamento della durata del mutuo per un periodo non superiore ai 2 anni per i finanziamenti
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chirografari e ai 3 anni per quelli ipotecari. Quest’ultima misura consente di riprendere l'ammortamento del proprio finanziamento con una rata più sostenibile, spalmando il debito residuo su un orizzonte temporale più lungo e rappresenta la vera e propria novità della nuova versione della moratoria. L’accordo siglato il 16 febbraio scorso prevede anche che le banche possano mettere a disposizione delle imprese che ne facciano richiesta strumenti di gestione del rischio del tasso di interesse relativamente ai finanziamenti per i quali si propone l'allungamento del piano di ammortamento, finalizzati a convertire il tasso di interesse del finanziamento stesso da variabile a fisso o a fissare un tetto al possibile incremento del tasso di interesse variabile. Tali strumenti di gestione del tasso devono avere esclusivamente finalità di copertura del rischio ed essere strettamente correlati ai finanziamenti sottostanti in termini
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di durata, valore nominale e parametro di indicizzazione. È, inoltre, previsto un contributo al rafforzamento patrimoniale delle imprese di piccole e medie dimensioni, prevedendo un apposito finanziamento o altre forme di intervento per chi realizza processi di rafforzamento patrimoniale. Chi può usufruirne Il nuovo accordo non modifica le condizioni di accesso alla sospensione del debito, che rimangono inalterate rispetto a ciò che era stato stabilito precedentemente. Possono, quindi, fare richiesta della moratoria le piccole e medie imprese con: 1. un numero di dipendenti a tempo indeterminato o determinato non superiore a 250 unità; 2. un fatturato annuo minore di 50 milioni di euro (oppure un totale di
attivo di bilancio minore di 43 milioni di euro). Si ricorda che tale accordo riguarda esclusivamente le imprese, ed esclude quindi i lavoratori autonomi con partita Iva. Oltre ai precedenti requisiti dimensionali, per accedere all’agevolazione le imprese dovranno avere adeguate prospettive economiche e di continuità aziendale; detenere esclusivamente posizioni classificate “in bonis” e senza ritardi nei pagamenti, (oppure non avere posizioni passive classificabili come “ristrutturate” o “in sofferenza) e non presentare esposizioni o rate scadute da oltre 180 giorni dalla data della presentazione della domanda. Possono beneficiare della sospensione: - tutti i mutui di durata superiore a 18 mesi e un giorno, stipulati prima del 3 agosto 2009;
- tutti i leasing finanziari (non quelli operativi) immobiliari e mobiliari, stipulati prima del 3 agosto 2009. Durante il periodo di sospensione (12 o 6 mesi) l’impresa pagherà rate di soli interessi, al tasso contrattualmente pattuito; al termine della sospensione, le quote capitali non versate, andranno comunque rimborsate. In caso di leasing, il riscatto del bene sarà postergato. Per effetto della sospensione del pagamento delle quote capitali dei mutui e dei leasing, si attua, infatti, un allungamento del piano di ammortamento degli stessi per un periodo pari a quello di sospensione, fatta salva la facoltà dell’impresa di chiedere il ricalcolo delle rate successive al pagamento delle quote capitale sospese in modo che la durata complessiva del mutuo/ leasing non subisca variazioni.
NEWS DAL MERCATO • L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i contributi versati facoltativamente dai professionisti alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza sono deducibili qualunque sia la causa che origina il versamento: riscatto del corso di laurea, prosecuzione volontaria del versamento dei contributi oppure ricongiunzione di periodi assicurativi maturati presso altre gestioni previdenziali obbligatorie (Risoluzione Agenzia delle Entrate 3 marzo 2011, n. 25/E) • Viene previsto che, nei contratti di compravendita o di locazione di edifici o di singole unità immobiliari venga inserita una clausola con la quale l'acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto informazioni e la documentazione in ordine alla certificazione energetica degli edifici. A decorrere dal prossimo 1° gennaio 2012, inoltre, gli annunci commerciali di vendita degli edifici o di loro porzioni devono riportare l'indice di prestazione energetica contenuto nell'attestato di certificazione energetica (Art. 11, D.Lgs. sulle energie rinnovabili varato dal Consiglio dei ministri, attuativo della direttiva 2009/28/UE che modifica l'art. 6 del D.Lgs. n. 192/2005).
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È tutta questione di ritmo È importante trovare il ritmo più adeguato, per una comunicazione efficace ed effettiva, al passo del tempo
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di Luisa Redaelli direzione comunicazione Vega
l ritmo è tutto nella vita, la vita è un ritmo. La bellezza si esprime perché riconosciamo un ritmo: l’armonia della musica, le geometrie delle proporzioni, la metrica delle poesie (che amo tanto). E poi i tempi del respiro, le pulsazioni del cuore, il battito delle ciglia. Si dice che la pianta anima il tempo terrestre, l’animale lo spazio terrestre mentre l’uomo anima il tempo e lo spazio dell’universo. Per il mondo vegetale ha significato il ritmo di luce e buio, caldo e freddo; per l’animale, che ha occhi e si muove, il cielo è vivo nel ritmo di sole e luna. Noi umani, che abbiamo coscienza e morale, filosofia e scienza, guardiamo il cielo e ci sentiamo vivi con le stelle, riconosciamo il ritmo del loro movimento, del vuoto e del denso. Ognuno di noi porta in sé un proprio ritmo e lo esprime, siamo sinfonie armoniche che si comunicano in sintonia con le musiche celesti (Lucio Battisti diceva “piove, piove, piove, siamo annaffiatoi. Dopo di noi il bello verrà, finché terrà l’ombrello.”1). Chi è più lento e chi più veloce, si vede fin da piccoli. Chi corre e chi pondera, chi avanza spedito e chi rallenta. C’è un ritmo comune, sociale, storico, ovvero il fiume dove tutti noi navighiamo, ma c’è anche il ritmo di coloro che vanno oltre e si distinguono. La tempestività è una dote, un talento, come i grandi comici,
che fanno ridere perché hanno i “tempi” prima mi muovo, meglio mi muovo. Più giusti per dire la battuta e creano stuattendo, più scorie mi si addossano e pepore, interrompono i circuiti logici del sano. I gatti, splendide tigri domestiche, ragionamento in modo inatteso e provoquando giocano, fanno così: sono vigili cano il guizzo di follia. Allo stesso modo attenti, vibrisse e padiglioni auricolari i campioni dello sport sono in qualche all’erta, poi scattano in anticipo rispetto modo più veloci degli altri, oppure alla “preda”, non attendono che sia lei a spiazzano gli avversari con un ritmo muoversi. Io amo molto la danza contemdiverso (come poranea – Bejart, nel tennis, per i Momix, Pina esempio). I Bausch, Temgrandi direttori pleton – in cui il d’orchestra sono corpo modella la geniali quanbellezza del ritdo riescono a mo e la incarna. scoprire nelle Ecco, mi piace partiture le sfupensare che nel mature dei temnostro quotidiapi che uniscono no dovremmo i suoni. I grandi essere capaci di attori emoziosentire il ritmo Dance di Matisse nano le platee della musica che dei teatri quando inanellano le parole ci circonda, e di interpretarlo con l’aziodei testi con una cadenza coinvolgente. I ne, in sintonia con coloro che danzano bravi imprenditori sono capaci di intuire con noi. L’immagine è pretenziosa, ma le dinamiche di trasformazione in atto e non lontana dal vero. Capire il ritmo che di realizzare le opere e i cambiamenti ci fa stare meglio: il nostro ritmo è già necessari giusto in anticipo rispetto al una conquista, ma altrettanto importante necessario. Ovvero, non posso vedere la è capire il ritmo di chi ci è vicino, rispetcrisi, aspettare che arrivi e poi pensare tare quello di chi lavora con noi, modudi correre ai ripari. È molto più intereslarci su quello di coloro con cui vogliamo sante stare attenti e concentrati e giocare comunicare. Senza sintonia di tempi non d’anticipo. Stare all’erta, comprendere esiste comunicazione, è quasi impossie agire, con una sequenza di azione rabile lavorare insieme, vivere insieme, pida, veloce, agile. Agilità e leggerezza: collaborare. Molto spesso, i migliori im-
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PER JESSICA
Mark Strand
prenditori sono coloro che sanno portare scusanti: non siamo eremiti asceti, isolati ad agire in un tempo comune i diversi sulle cime del mondo (come scelse di collaboratori, facendoli lavorare con fare il grande Terzani, avvicinandosi al un ritmo in sintonia. Accade spesso che suo ultimo giorno terreno), siamo uomini questa sintonia non si trovi, sono un po’ i e donne inseriti nel sistema del mondo tempi del facile addormentamento delle occidentale, e lavoriamo insieme ad altre coscienze, quando si pensa che “tanto persone come noi, cercando di costruire domani è lo stesso”. Oggi come oggi, una vita di relazioni, di affetti, di soddila trasformazione degli scenari sociali, sfazioni. La modulazione di frequenza economici e storici (quindi di mercato) è con le altre persone è anche un segno di talmente veloce, repentina, scattante che rispetto, oltre che una capacità di relaziodobbiamo anche noi capire di cambiare i ne. I terapeuti più efficaci lo sanno molto nostri tempi. Agire velocemente, risponbene: non posso fare trattamenti a una dere tempestivamente: è facilissimo! Non persona se impongo solo il mio tempo. siamo più ai tempi dei piccioni viaggiaL’intervento, il massaggio, sarà efficace tori, con la missiva nel becco: abbiamo se saprò capire i tempi d’assorbimento tutti uno smartphone o un computer dell’altra persona, altrimenti le faccio almeno, con la posta elettronica e gli sms. violenza, oppure la addormento. I bravi Se abbiamo bisogno di informazioni, comunicatori sanno tenere le pulsazioni non dobbiamo più attendere che apra la degli auditori, i venditori più efficaci sono biblioteca comunale, capaci di instaurare «DoMaNi NoN è più consultiamo internet, empatia con l’aclo SteSSo, DoMaNi è quirente: studiano, a qualunque ora del giorno e della notte. già caMbiato tutto ascoltano, osservaDomani non è più no, trovano la modue ci SaraNNo Nuove lo stesso, domani è lazione di frequenza eSigeNze: coMiNciaMo già cambiato tutto e più efficace. Il tempo a fare oggi» ci saranno magari veloce, in anticipo nuove esigenze: cominciamo a fare oggi. sulle aspettative, è anche stupore, quindi Oggi rispondo a chi mi ha cercata, oggi gioco, piacere per la mente. Se ti sorprenelaboro quel nuovo progetto, oggi prendo do, ti conquisto. Se ti piace ciò che ti offro quel contatto. Non domani, perché potrei (e che mi ordini) e io ti invio tutto presto, essere stata superata da qualcun altro, tu sarai contento e presenterai volentieri il mio progetto potrebbe non valere più, queste cose. Se ti piace ciò che ti mostro, quel contatto potrebbe essere svanito. lo vuoi, ma ti arriva a spizzichi e bocconi, Abbiamo tutti mezzi per avere un ritmo incompleto, dopo tempi biblici - che noia, adeguato, non possiamo esimerci dal che barba - non mi interessa più. Se ti prenderli in considerazione e dall’utilizchiedo qualcosa oggi, ho piacere di colzarli, nel rispetto della nostra professione laborare con te, ti cerco e tu mi rispondi e di quella di chi lavora come noi. Senza subito (anche solo per dirmi “aspetta un
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Stasera son passato a piedi vicino a casa e ho avuto paura, non del percorso randagio che ho fatto dell’amore e del sé ma di ciò che è buio e distante. Camminavo, ascoltavo il vento e sentivo il freddo, ma ciò di cui mi sono fermato a pensare erano le stelle splendenti nell’arco immenso del cielo. di Mark Strand, da “L’uomo che cammina un passo avanti al buio”, trad. di Damiano Abeni Mark Strand, nato nel 1934 in Canada, è poeta, docente e traduttore. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui il MacArthur Fellowship nel 1987 e il Pulitzer Prize for Poetry nel 1999. La sua scrittura un modello di understatement poetico, Strand è spesso in Italia ed è molto noto e amato. attimo, non ho ancora le idee chiare”), va bene, ti sento in relazione, ci sei, ma se non mi rispondi, sei volatilizzato, il tuo telefono è muto, i vari messaggi cadono nel vacuum senza eco, cosa devo fare? Ti abbandono, cerco altro, non lavoro più con te. Ecco non son più i tempi per sottovalutare questi aspetti nella professione quotidiana, e lo dice una persona che ha sempre cercato i tempi della natura, della meditazione, della contemplazione, piuttosto che quelli dell’azione bimbumbam. Mi rendo conto che, nel mondo attuale, si deve avere un tempo professionale molto veloce ed efficace. Il tempo per la meditazione e la contemplazione è il tempo privato, della giusta rigenerazione, ma nella quotidianità del lavoro, forza ragazzi, impariamo la dote della tempestività e della modulazione di frequenza. Coraggio e vento in poppa!
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natura e visione
sna, Le disfunzioni accomodative come effetto Tutti gli stati emozionali che proviamo incidono sull'attivazione del sistema nervoso autonomo e influenzano le funzioni a esso collegate, tra cui anche la vista
L
zione delle caratteristiche ottiche del cristallino, mentre all’attivarsi dell’accomodazione negativa si notano minimi effetti di modifica strutturale e ottica del cristallino. Sistema nervoso autonomo L'SNA è un’organizzazione di neuroni deputata alla gestione delle funzioni viscerali autonome come per esempio la peristalsi gastrica ed enterica, la pressione arteriosa, la sudorazione, l’accomodazione del cristallino, la produzione salivare, ecc. Si divide in due famiglie di neuroni attivati da due neurotrasmettitori differenti e antagonisti: l’adrenalina/noradrenalina e l’acetilcolina. Il sistema adrenergico (adrenalina/noradrenalina) viene denominato sistema simpatico o ortosimpatico mentre quello colinergico (acetilcolina) sistema parasimpatico. Un aspetto importante che differenzia i due sistemi è il fatto che l’adrenalina/noradrenalina viene prodotta oltre che nei siti sinaptici dell'SNA, anche dalle ghiandole surrenali che continuano a secernere nel circolo sanguigno quantità variabili di detti neurotrasmettitori. Questa caratteristica si è sviluppata per permettere all’organismo di reagire velocemente a stimoli emozionali evocati per l’istinto di sopravvivenza o riproduzione. Infatti, il sistema nervoso ortosimpatico è preposto all’attivazione di tutti quei meccanismi funzionali che predispongono l’organismo alla fuga, al combattimento o all’atto sessuale. Per tale motivo possiamo dire che gli stati emozionali incidono sullo stato di attivazione dell'SNA e influenzano le funzioni a esso collegate. Ad esempio se uno studente impegnato nell’apprendimento di una materia complessa, percepisce l’ansia per l’interrogazione che il giorno dopo dovrà affrontare, il suo sistema per la preparazione dell’organismo al combattimento, farà sì che l’adrenalina giunga in tutti i distretti corporei per organizzare le varie funzioni all’azione. Tra queste funzioni ci sarà anche l’accomodazione che rileverà la presenza di neurotrasmettitori per l’accomodazione negativa. A questo punto lo studente potrebbe cominciare ad avere difficoltà nel mantenere la focalizzazione per il continuo segnale biochimico contraddittorio. Infatti, alla sfocatura dell’immagine seguirà una secrezione di acetilcolina da parte del nervo parasimpatico e contemporaneamente un’attivazione delle fibre radiali del
di Paolo Patuzzi ottico-optometrista e naturopata
e due principali funzioni visive che in fase di analisi visiva optometrica valutiamo, sono le abilità fusionali e l’efficienza accomodativa. In questo articolo cercheremo di sviscerare le dinamiche neurologiche che danno origine alle disfunzioni del meccanismo accomodativo. Anatomia della funzione accomodativa Le parti anatomiche costituenti il meccanismo accomodativo sono le fibre anulari e radiali del muscolo ciliare, il cristallino, i legamenti del cristallino, le fibre nervose parasimpatiche e ortosimpatiche. La distinzione del muscolo ciliare in fibre anulari e radiali è necessaria per comprendere la differenza funzionale tra accomodazione positiva e negativa. Le fibre anulari sono innervate dal sistema nervoso parasimpatico, mentre le fibre radiali dal sistema nervoso ortosimpatico. Meccanicamente con la contrazione delle fibre anulari, i legamenti del cristallino si allentano e favoriscono il ritorno della lente alla forma originale che è più convessa rispetto allo stato di riposo. Al contrario, le fibre radiali durante la contrazione, mettono in tensione i legamenti, inducendo il cristallino a stirarsi maggiormente diminuendo la sua convessità. Per cui quando arriva un segnale parasimpatico al muscolo avremo come risultato una accomodazione positiva, mentre quando arriva un segnale ortosimpatico rileveremo un’accomodazione negativa. L’entità delle modifiche strutturali e quindi ottiche indotte dai due meccanismi, è notevolmente diversa. Infatti, quando si osserva l’effetto dell’accomodazione positiva si riscontra una significativa varia-
fig. 1 e 2
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natura e visione muscolo ciliare attraverso la presenza nel circolo sistemico di adrenalina e noradrenalina. Quindi, il movimento del cristallino sarà strozzato o smorzato rendendo meno stabile e definita l’immagine. Reazione allo stress Vari ricercatori hanno ormai assodato che le fasi della risposta a uno stimolo stressante, sia esso piacevole o meno, sono quattro. La prima è la fase di eccitazione nella quale la percezione dello stimolo genera una risposta emozionale cui segue la secrezione di adrenalina. Quindi, in brevissimo tempo, tutto il sistema ortosimpatico inizia ad attivare le funzioni a lui preposte: contrazione muscolare, vasocostrizione, dilatazione pupille, accomodazione negativa, ecc. La seconda fase, chiamata di esecuzione, è sempre dominata da una attivazione del sistema ortosimpatico e porta il sistema alla manifestazione dell’azione individuata nella fase precedente. Ad esempio, si inizia a lottare, oppure a scappare o, ancora, a instaurare un dialogo o una relazione con lo stimolo ricevuto. La terza fase, detta di contrazione, porta il sistema a mantenere in essere l’azione intrapresa fino all’ottenimento del risultato programmato. Questa fase è gestita dal sistema parasimpatico che mette l’organismo nelle condizioni di gestire al meglio le operazioni di sviluppo dell’azione. Ad esempio continuerò a scappare da un cane inferocito fino a che non vedrò svanire il pericolo. Durante la corsa il sistema parasimpatico offrirà più forza di resistenza e tenacia nel conseguire il risultato desiderato. La quarta fase è di rilassamento, nella quale il sistema crea le condizioni affinché l’organismo possa recuperare le energie spese per l’azione precedente. Anche questa fase è gestita dal sistema parasimpatico. Insufficienza accomodativa Spesso capita di trovare durante i test da vicino, un’ampiezza accomodativa ridotta anche in soggetti giovani. Addirittura si possono rilevare in ragazzi giovani valori tipici della mezz’età. Questo accade perché quando la fase di risposta allo stimolo stressante permane nella prima e seconda. Il sistema ortosimpatico la fa da padrone e porta l’organismo a mantenere attive tutte le funzioni che da lui dipendono. Così succederà che l’accomodazione positiva stimolata dal sistema parasimpatico verrà inibita dalla presenza significativa di adrenalina la quale, a sua volta, contrasterà il meccanismo attraverso l’attivazione di accomodazione negativa. Non a caso, si può notare come questa condizione di insufficienza accomodativa sia associata a una pupilla di dimensioni maggiori rispetto alla media, segno di un’attivazione nel muscolo ciliare delle fibre muscolari adrenergiche. Così, per poter interpretare al meglio le cause che generano tale situazione, può risul-
tare opportuno osservare il comportamento del soggetto, il carattere o il tipo di tensione che esprime nel parlare o raccontare di sé per aiutarlo, eventualmente, a renderlo consapevole degli atteggiamenti che lo portano a mantenere uno stato adrenergico prolungato. Come aiuto si può suggerire una attività tipo yoga o trovare degli spazi nel frenetico quotidiano che aiutino a staccare la mente da troppi stimoli. Eccesso accomodativo La condizione funzionale in cui si evidenzia una contrazione notevole delle fibre anulari del muscolo ciliare, evidenziabile con una notevole ampiezza accomodativa, è spesso associata a un sintomo: la lenta rifocalizzazione delle immagini lontane una volta alzato lo sguardo dalla lettura. Capita di sentire riferire di questo disagio dagli studenti che a scuola notano questa difficoltà nel momento in cui dal foglio su cui stanno scrivendo, portano l’attenzione sulla lavagna. Questa condizione accomodativa nasce dal fatto che il sistema parasimpatico domina su quello ortosimpatico. Ciò può essere dovuto al carattere del soggetto che lo porta a mantenere tenacemente in essere le strategie operative di risoluzione rispetto aun precedente stimolo, senza percepire adeguatamente quando interrompere l’azione intrapresa. Per esempio, una volta iniziata la corsa per fuggire dal cane inferocito, ciò che ne determinerà la conclusione sarà il cessato pericolo. In questo caso, invece, il soggetto continuerà a scappare anche se ha seminato il cane e, addirittura, salirà anche su un albero e si doterà di un ramo per, eventualmente, scacciare l’animale in arrivo. Così la fase di contrazione perdurerà per un tempo superiore alle reali necessità con conseguente rinforzo delle funzioni parasimpatiche. Questi soggetti sono generalmente tenaci, testardi, perseveranti e non suscettibili a nuovi stimoli durante un’azione intrapresa. In questi casi potremo suggerire una maggior versatilità nelle scelte di tutti i giorni come cambiare itinerari nel viaggio casa-scuola o casa-lavoro, modificare abitudini alimentari provando nuove pietanze o mangiando a orari diversi dal solito, o consigliare loro tutte quelle strategie che aiutino a destabilizzare una eccessiva rigidità nel vivere. Conclusioni Abbiamo visto come non si possa isolare una parte dell’organismo da tutto il resto. Il nostro corpo è come un orchestra e ogni singolo musicista contribuisce e influenza tutta l’esecuzione del brano. Allo stesso modo ogni funzione del sistema non può prescindere dall’influenza delle altri parti dell’organismo e osservandola nelle sue caratteristiche possiamo cogliere aspetti globali del sistema e organizzare delle strategie più ampie per dare maggiori strumenti di aiuto al soggetto esaminato.
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La Lampada a fessura La conoscenza delle differenti metodiche di osservazione della superficie oculare permette al professionista di sfruttare a pieno le opportunità d’indagine offerte da questo strumento Francesco Sala Docente di Optometria e Contattologia Istituto di Ottica e Optometria Benigno Zaccagnini
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'applicazione delle lenti a contatto si realizza principalmente con un’accurata osservazione della superficie dell’occhio. Successivamente, con il passare del tempo e attraverso sedute di controllo, l’ispezione della risposta oculare diventa un momento fondamentale per giudicare la relazione della lente con l’occhio. In questo particolare processo il biomicroscopio, o lampada a fessura, assicura un’indagine scrupolosa grazie all’opportunità che offre di modificare l’ingrandimento dell’immagine percepita, di regolare l’illuminazione prodotta e di osservare le strutture oculari. Lo strumento è costituito da due dispositivi: la lampada a fessura, in cui la componente principale è determinata dal sistema di illuminazione con la finalità di proiettare un fascio di luce regolabile, e dal biomicroscopio, che rappresenta il sistema di osservazione in grado di raggiungere ingrandimenti generalmente compresi tra 6-40X. Entrambi i sistemi vengono spostati attorno a un comune centro di rotazione; in questo modo è possibile ottenere lo stesso punto di focalizzazione, mantenuto costante anche quando il dispositivo è spostato lungo la superficie curva dell’occhio. Quando, invece, l’operatore decide di eseguire alcune tecniche particolari è necessario disaccoppiare il biomicroscopio dalla lampada a fessura per ottenere due punti di focalizzazione separati. In aggiunta, l’acquisizione di informazioni sulle caratteristiche delle strutture oculari coinvolte durante
l’uso delle lenti e l’identificazione di eventuali modifiche rimangono una fonte preziosa di informazioni. Il sistema di illuminazione Tramite la lampada a fessura viene proiettato un fascio di luce ben definito in modo da non diffondere l’energia lontano dal punto di focalizzazione. Mediante la regolazione del sistema è possibile, invece, modificare l’altezza e la larghezza. Inoltre, si può stabilire la forma (circolare o a fessura) e, nel momento in cui si decide di proiettare, la fessura può essere ruotata da una posizione verticale a una orizzontale. Le posizioni intermedie vengono misurate da una scala goniometrica presente nello strumento e questa operazione risulta particolarmente utile qualora si debba quantificare la rotazione di una lente a contatto morbida torica. Inoltre, il fascio luminoso viene regolato nell’intensità dell’energia attraverso un variatore di potenza e, mediante una serie di filtri (Fig. 1, immagine a), è possibile effettuare ulteriori modifiche che comprendono anche il cambio della tonalità. Solitamente i filtri disponibili nella lampada a fessura sono il diffusore, “l’antitermico”, il polarizzato, il blu cobalto e quello verde. Il filtro diffusore (Fig. 1, immagine b), che solitamente si colloca in una posizione diversa dagli altri filtri, ha l’obiettivo di espandere la radiazione su un’ampia superficie che mediamente risulta sufficiente a illuminare l’intero occhio e le palpebre. Quello antitermico è composto da un filtro grigio e, una volta selezionato, ha il compito
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di diminuire la quantità dell’energia che raggiunge l’occhio senza modificarne la tonalità: questa regolazione permette di incrementare il comfort del paziente durante lo svolgimento dell’esame. Il filtro polarizzato viene utilizzato quando, insieme all’illuminazione della superficie oculare, si verificano delle riflessioni dell’energia tali da comprometterne l’osservazione.
zione1,2 della fluorescenza è ottenuta inserendo davanti al biomicroscopio un filtro giallo dove il riferimento è generalmente rappresentato dal Kodak Wratten n.12. Quando la fluoresceina è irradiata dalla luce blu emette una radiazione avente una lunghezza d’onda di circa 520-530nm e l’inserimento del filtro enfatizza la percezione della fluorescenza (Fig. 2, immagine a) tagliando le lunghezze d’onda inferiori a 490-500nm. La differenza della qualità dell’immagine è significativa3 e risulta particolarmente utile nella valutazione del quadro fluoroscopico delle lenti gaspermeabili e nella individuazione dell’integrità della struttura corneale (Fig. 2, immagine b). Infine, per quanto riguarda il complesso dei filtri quello rosso, l’esempio più comune è rappresentato dal Kodak Wratten n.25 che ha il compito di enfatizzare, secondo alcuni autori4, la colorazione delle cellule congiuntivali quando è instillato il verde di lissamina. La costruzione della lampada a fessura viene effettuata con due differenti modalità: Haag-Streit e Zeiss. Nel primo tipo la sorgente luminosa si colloca nella porzione superiore del dispositivo, mentre nell’altro la sorgente è sistemata in quella inferiore.
Fig. 1, immagine a: biomicroscopio, o lampada a fessura, di tipo Haag-Streit in cui: 1 piano dei filtri, 2 regolazione della dimensione del fascio, 3 specchio, 4 regolazione dell’ampiezza della fessura, 5 click-off, 6 regolazione dell’energia. Immagine b: filtro diffusore
Il sistema di osservazione Il biomicroscopio è costituito da due microscopi separati e ciascuno è caratterizzato da un obiettivo e un oculare. Tuttavia anche se il sistema ottico dei due dispositivi è posto singolarmente, è possibile convergere i due apparati sullo stesso piano. Il biomicroscopio permette5 all’operatore di raggiungere la percezione binoculare degli oggetti dove da solo è impiegato per l’osservazione del segmento anteriore e, con l’aggiunta di altri dispositivi, consente di effettuare indagini di diverso tipo: per esempio del fondo oculare, della tonometria ecc. Normalmente lo strumento possiede diversi ingrandimenti che vengono modificati a seconda della tecnica utilizzata o del dettaglio che si decide di raggiungere. Inoltre, i valori disponibili possono superare i 40X (che solitamente risultano soddisfacenti per la contattologia) attraverso la modifica degli oculari o di altri dispositivi aggiuntivi. Quando l’esame è accompagnato da ingrandimenti elevati, per un valore pari o superiore a 25X, è necessario tenere presente che l’oggetto viene osservato mediante dei dettagli più fini, ma si presenta lo svantaggio
Con l’inserimento del dispositivo vengono, invece, eliminate quelle componenti che pregiudicano la qualità dell’immagine. Il filtro verde, indicato anche con il termine di “rosso-privo”, ha lo scopo di migliorare il contrasto dei vasi sanguigni in modo da affinare la visualizzazione dell’iperemia sclerale o congiuntivale, di quella limbare e di ottimizzare la percezione di quei vasi che, superando l’area del limbus, entrano nella struttura corneale. Quello blu cobalto, invece, viene selezionato quando è instillata la fluoresceina nel sacco congiuntivale con lo scopo, ad esempio, di controllare lo stato della superficie oculare durante l’esecuzione di alcuni esami del film lacrimale o di verificare il rapporto cornea-lente nell’ambito dell’applicazione delle lenti a contatto a struttura rigida. Quando la fluoresceina viene diluita nel film lacrimale e irradiata dalla luce blu emessa dalla lampada a fessura diventa fluorescente emettendo una radiazione di tonalità giallo-verde. Tuttavia la migliore perce-
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di una diminuzione della brillanza dell’immagine percepita, per limitare quest’aspetto è necessario incrementare l’energia emessa dalla lampada a fessura. L’aumento dell’energia luminosa che raggiunge l’occhio della persona esaminata inevitabilmente produce una diminuzione del comfort a causa della maggiore quantità calore che deve essere sopportata e per l’incremento dell’abbagliamento in particolare se il fascio di luce è in prossimità dell’area pupillare. È necessario prendere in considerazione questi aspetti ed eventualmente limitarli. In aggiunta6 l’impiego di ingrandimenti elevati diminuisce la profondità di campo e conseguentemente la messa a fuoco dell’immagine viene persa rapidamente. Questa situazione può accadere semplicemente per un piccolo spostamento dello strumento o del soggetto esaminato. Per questo motivo gli ingrandimenti elevati vengono utilizzati quando l’operatore decide di cogliere più particolari della struttura interessata cercando di ottimizzare il tempo di esecuzione.
tempiale con l'altezza della piccola scanalatura posta su una delle aste della mentoniera e in questo modo l'occhio risulta allineato con la mezzaria dello spostamento verticale dello strumento.
Figura 2, immagine a: osservazione della fluoresceina distribuita sulla superficie oculare e irradiata dalla luce blu senza filtro giallo in alto, con filtro giallo in basso. Immagine b: lesione della struttura corneale controllata mediante la colorazione della fluoresceina con l’aggiunta del filtro giallo
Inoltre, è necessario7 ricordare che prima di iniziare l’indagine con la LaF bisogna eseguire la taratura così da ottimizzare le prestazioni dello strumento e garantire la percezione binoculare utile nel perfezionamento dell’osservazione. Con il sistema illuminante viene proiettata una fessura di luce bianca stretta alcuni decimi di millimetro sulla barra di messa a fuoco e l'esaminatore, dopo aver regolato singolarmente gli oculari, deve percepire un’immagine nitida monocularmente. Per limitare la modifica del piano di focalizzazione, senza cambiare la posizione del biomicroscopio, possibile attraverso l’accomodazione dell’operatore, è utile cominciare la regolazione degli oculari sistemandoli originariamente nella posizione di massimo positivo. Successivamente è regolata la distanza interpupillare del biomicroscopio così da evitare la percezione della diplopia e raggiungere la sensazione della visione tridimensionale che facilita l’osservazione dei dettagli8. Questa operazione aiuta a condurre un esame meno stancante per l’operatore. È altresì importante sistemare comodamente il paziente prima di iniziare l'esame, cercando una posizione confortevole del busto mediante la regolazione dell’altezza del tavolo dello strumento, e del capo variando la mentoniera e l’appoggia fronte. Quest’ultimo aspetto è conseguito allineando l'angolo palpebrale
Bibliografia 1. Pearson, R. M. (1984) The mystery of the missing
fluorescein. J. Br. Contact Lens Assoc., 7, 122-125.
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Perché i portatori di lenti a contatto con sintomi di secchezza apprezzeranno la soluzione unica BiotrueTM Brad Giedd, OD
Chi applica lenti a contatto e gestisce gli utilizzatori di lenti riconoscerà, in base alle proprie esperienze, che i sintomi di secchezza associati all’utilizzo di lenti morbide sono molto frequenti. Certamente non c’è bisogno di cercare con molta attenzione nella vostra lista di appuntamenti giornalieri per trovare un paziente che presenta sintomi di secchezza quando porta le lenti a contatto morbide. In pratica non dovrebbe essere una sorpresa trovare questo sintomo nel primo o nel secondo paziente di ogni giorno. I risultati di un recente studio globale su 3.800 soggetti con correzione visiva indicano che il 52% dei portatori di lenti a contatto dice di soffrire di sintomi di secchezza oculare1. E il 56% degli intervistati dice di avere questi sintomi almeno 3 volte a settimana1. Il fatto che i pazienti continuano a utilizzare lenti a contatto nel tempo è certamente una misura “indicativa” del successo sia per il paziente sia per coloro che hanno prescritto le lenti e il loro sistema di manutenzione. Con un “drop-out” di pazienti portatori di lenti simile al numero di nuovi utilizzatori in molti anni il numero totale degli utilizzatori attivi non è sostanzialmente cambiato. Quanto è importante la secchezza oculare nel garantire il successo applicativo delle lenti morbide nel tempo? Un recente studio, condotto negli Stati Uniti su oltre 1.200 soggetti con correzione visiva, ha evidenziato che il 21% ha smesso di utilizzare lenti a contatto proprio a causa dei sintomi di secchezza oculare2. Questo problema associato all’uso di lenti non può essere trascurato visto che fa perdere 2 portatori su 10. Nella battaglia quotidiana contro questa sintomatologia si possono fare progressi raccomandando fortemente l’utilizzo di un prodotto adeguato per la corretta manutenzione delle lenti. È quanto favorevolmente emerso nel corso di una ricerca con questionario condotta sui pazienti di 20 professionisti della visione3. In questa indagine sono state evidenziate le esperienze
di pazienti (n = 389) ai quali era stato fatto utilizzare per due settimane BiotrueTM al posto delle loro abituali soluzione uniche, tra cui OPTI-FREE, AO SEPT e ReNu®.
le aree idrofobe della lente in aree idrofile, e contribuendo così a favorire una distribuzione più uniforme dell’acqua sulla superficie della lente.
Tra i 237 pazienti che dichiaravano di avere abitualmente sintomi di secchezza associata all’uso delle lenti, il 93% ha valutato il comfort generale come “da buono a eccellente”. Inoltre l’83% era d’accordo nel ritenere che BiotrueTM “impediva alle lenti di disidratarsi” e l’83% pensava che “BiotrueTM rende ogni giorno più piacevole per gli occhi”. Immaginate 8 o 9 pazienti su 10 del vostro studio con sintomatologia cronica di secchezza che possono migliorare il modo di portare le lenti a contatto!
Lo ialuronano, il lubrificante naturale dell’occhio che attrae acqua fino a 1.000 volte il suo peso, contribuisce a mantenere idratata la superficie della lente per un periodo di tempo più lungo. Uno studio in vitro con BiotrueTM ha dimostrato che lo ialuronano è trattenuto sulla superficie di lenti hydrogel e silicone hydrogel fino a 20 ore4. Allo stesso modo, studi in vitro separati sul rilascio di agenti umettanti da parte di lenti silicone hydrogel hanno dimostrato che la soluzione unica BiotrueTM aiuta a mantenere le lenti bagnabili fino a 20 ore5. Questi risultati spiegano perché gli utilizzatori di BiotrueTM hanno un’esperienza positiva prolungata con questa soluzione unica e un eccellente comfort a fine giornata.
La sensazione di secchezza è un grande problema e l’esperienza con la soluzione unica BiotrueTM ha un forte impatto tra i pazienti che ne soffrono. A cosa è dovuta questa performance di BiotrueTM? Due sono i fattori chiave a questo riguardo nella soluzione unica BiotrueTM: i surfattanti presenti e lo ialuronano che lavorano insieme per creare una superficie più “bagnabile”. I surfattanti presenti in BiotrueTM sono attratti dalla superficie della lente, trasformando
BiotrueTM ha una formulazione esclusiva che lo rende molto simile all’ambiente oculare nel mantenere un uso confortevole nel tempo delle lenti a contatto morbide. Visto l’elevato gradimento di BiotrueTM da parte dei pazienti con sintomi di secchezza, immaginate come potrà soddisfare anche gli altri vostri pazienti.
Bibliografia 1. Needs, Symptoms, Incidence, Global Eye Health Trends (NSIGHT) Study. Market Probe Europe: Dicembre 2009 2. The 2009 Study of Consumer Contact Lens Market. MultiSponsor Surveys. Settembre 2009 3. Risultati di una ricerca con questionario sulle esperienze di 389 utilizzatori (e 20 professionisti della visione) a cui erano state sostituite per due settimane d’uso le loro soluzioni uniche per lenti a contatto morbide, tra cui OPTI-FREE, AO SEPT e ReNu ®, con BiotrueTM . Tra questi utilizzatori 237 pazienti si identificavano come affetti da sintomi di occhio secco. 4. Sulla base di test in vitro
5. Sulla base di test in vitro 6. Risultati di studio in vitro effettuato per valutare il rilascio di sodio ialuronano (HA) sia da lenti hydrogel tradizionali (lenti a contatto Bausch+ Lomb SofLens ® 38, SofLens for astigmatism, e Vistakon ACUVUE 2) e lenti a contatto silicone hydrogel (lenti a contatto Bausch +Lomb PureVision ®, Vistakon ACUVUE OASYS, Vistakon ACUVUE Advance, CIBA O2OPTIX, CIBA Night & Day e CooperVision Biofinity) per un periodo di tempo di 20 ore. Le lenti sono state inserite in un portalenti Bausch +Lomb standard e immerse durante la notte in Biotrue preparato con HA marcato con fluoresceina. E’ stata poi fatta gocciolare sulle lenti soluzi-
one salina bilanciata di Hank (HBSS) ad un tasso simile a quello della secrezione lacrimale normale dell’occhio come determinato da Reddy I, et al. Ocular Therapeutics and Drug Delivery. Technomic Publishing Co. 1996; 174. La soluzione raccolta da questo ‘risciacquo’ delle lenti è stata prelevata ogni ora per un periodo di 20 ore, e ne è stata misurata la fluorescenza. E’ stata utilizzata una curva standard per determinare la concentrazione di HA con fluoresceina marcata presente in ogni soluzione di risciacquo testata. La presenza di HA con fluoresceina marcata nelle soluzioni di risciacquo indica la percentuale di HA trattenuta sulla superficie della lente.
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Programma COLLOQUIO SCIENTIFICO Il Bambino Giovedì 29 Settembre 15h - 17h30
La Miopia Venerdì 30 Settembre 10h - 12h30
Iscrizione su silmoparis.com
La Lettura Venerdì 30 Settembre 15h - 17h30
lenti oftalmiche
Rodenstock, oltRe le baRRieRe della tecnologia Con EyeLT il gruppo tedesco propone progressive individualizzate in grado di adattarsi totalmente alle abitudini visive di chi le indossa
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un aumento del campo visivo da vicino del 25% che, con le prossime evoluzioni del prodotto, potrà arrivare fino al +40%». Da tempo si pensava, infatti, di riconsiderare il valore cilindrico del vicino delle lenti progressive rispetto al valore del lontano. Così con EyeLT di Rodenstock i diversi poteri cilindrici e le diverse posizioni assiali tra il lontano e il vicino possono essere applicate a un’unica lente progressiva. Grazie ai sempre aggiornati sistemi di calcolo delle superfici, Online Wavefront Optimisation, e alla tecnologia di altissima precisione FreeForm 3D, Rodenstock ha, infatti, applicato ai poteri per vicino le conoscenze fisiologiche
a tecnologia ILT (che sta per Individual Lens Technology) si è evoluta grazie ad EyeModel, un nuovo modello che migliora in modo decisivo le performance di una lente progressiva. Rodenstock passa così da ILT a EyeLT, introducendo variazioni cilindriche dal lontano al vicino su basi ottico-geometriche, fisiologiche e anatomiche. «Oggi l’ottico può offrire al proprio cliente presbite una nuova lente progressiva che finalmente parta dall’occhio con orientamenti di astigmatismo diversi – spiega Alberto Tappainer, amministratore delegato di Rodenstock Italia – Ne deriva
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Dall’IlT all’EyElT IN 3 fasI Da oggi i poteri delle lenti progressive individualizzate della famiglia Impression vengono calcolati sulla base dell’EyeModel Step 1: oltre ai parametri relativi alla refrazione per lontano, ai parametri individuali e alle preferenze visive, i poteri per vicino delle lenti progressive tengono conto dei nuovi ricalcoli derivanti sia dal necessario adattamento dei poteri cilindrici, sia dalle variazioni degli assi, secondo la legge di Listing. L’utente percepirà un miglioramento dei campi visivi da vicino e intermedio fino al 25%. La fase successiva nel ricalcolo dei poteri per vicino è l’EyeModel Step 2. Oltre alle conoscenze fisiologiche e ottico-geometriche, già applicate nella prima fase, lo Step 2 prende in considerazione anche i fattori anatomici correlati all’accomodazione astigmatica: l’indurimento asimmetrico del cristallino dovuto alla presbiopia, l’asimmetrico incremento della sua curvatura, il cambio di posizione e la rotazione che il cristallino acquisisce durante l’accomodazione, sono tutti fattori che possono determinare una diversa componente astigmatica. Lo Step 2 prevede di considerare all’atto dell’ordine, oltre alla prescrizione per lontano, ai parametri di adattamento-individuali e ai parametri di design (per l’ordinazione delle lenti Impression FreeSign), anche una differenziata prescrizione per vicino. Il portatore percepirà così un miglioramento dei campi visivi da vicino e intermedio fino al 40%. La terza fase, l’EyeModel Step 3, prevede la presa in considerazione di nuovi parametri di misurazione di alta precisione dell’occhio attraverso idonea strumentazione. I valori strumentali determinati verranno inseriti nei calcoli e nell’ottimizzazione delle lenti progressive individualizzate. La nuova tecnologia EyeLT secondo l’EyeModel Step 1 è già inclusa in tutte le lenti progressive Rodenstock Impression. Le ulteriori ottimizzazioni con l’EyeModel Step 2 e l’Eye Model Step 3 verranno inserite entro il 2012.
In queste pagine, alcuni scorci dello stand Rodenstock all’ultimo Mido
(derivanti dalla Legge di Listing, che definisce una variazione degli assi dei cilindri dovuti alla torsione dell’occhio durante la convergenza), e ottico-geometriche (derivanti dal cambio di fronte d’onda dalla lente verso l’occhio conseguente alla diversa distanza apice corneale lente che si determina nell’osservazione degli oggetti a distanza ravvicinata, che richiede un adattamento dei poteri cilindrici) in un’unica lente, aprendo quindi nuove frontiere nella visione da vicino per i portatori di lenti progressive.
alberto Tappainer, amministratore delegato di Rodenstock Italia
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