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The new opTical collecTion - mod. Ga 828
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CHARMANT GMBH EUROPE, SEDE SECONDARIA ITALIA I NUMERO VERDE: 800 372233 I SERVIZIOCLIENTI@CHARMANTITALIA.IT
Mensile dedicato al mondo degli occhiali, della vista, della visione e della percezione visiva Settembre 2010 numero 8 www.b2eyes.com
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In copertina la nuova immagine del listino oftalmico Sola 2010. Sola apre il nuovo anno commerciale all'insegna di un nuovo look, fresco e proiettato verso l'individuo e le sue esigenze visive, con prodotti tecnologicamente evoluti e con soluzioni adatte a ogni stile di vita Direttore Responsabile Angelo Magri Redazione B2Vision Via Ripamonti 44 - 20141 Milano Tel. 02 36638601 - Fax 02 36638600 Danae de Stefano d.destefano@b2vision.com Valentina Grassini v.grassini@b2vision.com Francesca Tirozzi f.tirozzi@b2vision.com Pubblicità Luciano Cristiano cell. 334 6970786 l.cristiano@b2vision.com Editore B2Vision Via Ripamonti 44 - 20141 Milano Tel. 02 36638601 - Fax 02 36638600 Progetto grafico b-channel Art Director Tatiana Foroni Meloria Stampa Mediagraf S.p.a. Viale della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)
B2TRADE Editoriale Milano, Roma, Parigi: fiere o... ferie? 5 Attualità Tutti a caccia dell'ottico indipendente 7 Videovetrine, rivoluzione nel marketing 14 Nuovi ottici, ogni anno un deficit superiore al 20% 16 Distribuzione Cieffe diventa VisionOttica 19 Marketing La filiera spezzata 22 B2STYLE Mercato Lac verso la crescita zero 25 Moda Trucchi e... montature 29 Parliamo di occhiali... vis à vis 34 Designer Si può vivere di solo design? 39 B2EXPERT Lab Che progressi per le progressive! 43 Consulente Gli studi di settore: strumenti per l’accertamento fiscale 50 Meditazioni Una volta c'era un re… 53 B2TECH Lenti oftalmiche Competere con il mondo 59 Lenti a contatto Rgp: metodo empirico e di fitting topografico a confronto 63 B2JOB Vetrina offro/cerco 71
Registrazione presso il Tribunale di Milano N. 293/2009 in data 17 giugno 2009 Registrazione R. O. C.: 18653
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EDITORIALE
MILANO, ROMA, PARIGI: FIERE O...FERIE?
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uesto numero esce a ridosso del Silmo e a tre mesi da Vision Business Forum. Inutile tornare a commentare l’esito negativo della mostraconvegno di Roma per quanto riguarda il numero dei visitatori, bilanciato solo parzialmente dalla ricchezza dei contenuti. Sul salone di Parigi, invece, ogni giudizio è sospeso fino alla sua conclusione, ma le premesse non fanno certo presupporre un’inversione di tendenza rispetto alla diaspora di espositori e alla calma piatta del business dell’ultimo triennio. «Se mancano gli spettatori, veri o virtuali che siano, qualsiasi evento non inizia neppure a esistere». Prende il via così il pezzo di Nicola Di Lernia pubblicato nelle pagine successive: è una riflessione, tanto chiara quanto, in certi passaggi, anche dura, dei limiti attuali delle rassegne fieristiche nell’occhialeria. Lasciamo ai lettori, ottici e aziende, se e cosa condividono di tale tesi. Qui vogliamo aggiungere altre due o tre riflessioni sull’argomento. La fortuna di una fiera la fa la località che la ospita? Due anni fa, secondo l’allora vicepresidente del Mido, Dan Levi, nel presentare quella che sarebbe dovuta essere l’edizione autunnale della rassegna fieristica, sì. Perché sarebbe dovuto bastare o, almeno, servire, l’appeal della città di Roma per attirare gli ottici, soprattutto del centrosud: i fatti gli hanno dato torto. Come hanno torto
quanti ancora ritengono che sia sufficiente il fascino di Parigi per richiamare i visitatori esteri: noi, negli ultimi anni, di ottici italiani al Silmo ne abbiamo visti pochini. E potremmo portare numerosi esempi di altri settori in cui la località turistica, per quanto ambita o di prestigio, non abbia determinato la buona sorte di un salone. Ci vogliono eventi e personaggi famosi per attirare il pubblico in fiera? Forse attirano l’attenzione dei mass media e di qualche curioso, ma dal punto di vista professionale cantanti, atleti, attori, star e starlette (mancavano soltanto “nani e ballerine” alle ultime edizioni di Mido e Silmo…) non hanno garantito alcun valore aggiunto. Tant’è che, in marzo a Milano, quanti hanno concluso i maggiori affari sono state le aziende di lenti oftalmiche e di strumentazione (dove ovviamente questi Vip, presunti o veri, erano assenti) e quelle dell’eyewear di design (dove il personaggio famoso di turno è poco più di un’eccezione). Allora di cosa avrebbe bisogno il settore dell’occhialeria per far tornare i visitatori, cioè gli ottici, soprattutto quelli italiani, nelle fiere? La risposta spetta ai manager delle organizzazioni fieristiche, pagati per trovare una soluzione efficace. Noi ci permettiamo di suggerire un livello di qualità professionale dell’offerta più elevato e una migliore razionalizzazione ed evidenziazione dei vari segmenti merceologici in mostra. E, magari, costi espositivi più avvicinabili, soprattutto in periodi di crisi come l’attuale.
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ATTUALITÀ
TUTTI A CACCIA DELL’OTTICO INDIPENDENTE Con insegna propria o affiliato a un gruppo d’acquisto è la “preda” più ambita in Italia dai maggiori gruppi di montature
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e aziende di eyewear che hanno voluto anticipare alla nostra rivista le tendenze del mercato nella seconda parte del 2010 mostrano, quasi unanimemente, come l’ottico indipendente, per tipologia d’acquisto e livello professionale, rappresenti il target ideale delle loro house brand e griffe. Da qui deriva anche la forte richiesta di un servizio postvendita all’altezza. Ecco quanto abbiamo chiesto ai loro top manager e le rispettive risposte:
di Angelo Magri
Consuntivo del primo semestre 2010 e previsioni per il secondo semestre sul mercato italiano Qual è la tipologia di ottici italiani (indipendenti, gruppi d’acquisto o catene succursaliste) con cui state lavorando meglio? Qual è il fattore (prodotto, prezzo, assistenza post-vendita, ecc) su cui puntate maggiormente oggi nei confronti dell’ottico italiano? Quale sarà la vostra politica fieristica nella seconda parte del 2010 e nel 2011? Claudio Francavilla, Luxottica, country manager Italia
Il 2010 si sta confermando come un anno “normale”, che per Luxottica significa innanzitutto crescita. Nel primo trimestre entrambe le nostre divisioni hanno registrato buone performance: il fatturato del wholesale è cresciuto di oltre il 10%, il margine operativo è migliorato sia nel wholesale sia nel retail. In evidenza soprattutto il continuo successo su tutti i mercati di Oakley, cresciuto di circa il 20% nel primo trimestre, e di Ray-Ban, insieme al buon andamento di alcune linee del segmento premium e lusso. Stiamo lavorando meglio con i clienti più evoluti che stanno investendo con noi sul consumatore finale. Da questo punto di vista, le catene hanno già un approccio più strutturato, ma l’Italia è un paese molto vario in cui gli ottici indipendenti, soprattutto quelli più evoluti, continuano a mantenere una forte ragion d’essere per il ruolo di credibilità e consulenza nei confronti del consumatore. Oggi i clienti hanno bisogno di fornitori di soluzioni e non più solo di prodotto: da questo punto di vista, Luxottica si pone come vero e proprio partner per l’ampiezza del portafoglio, fatto dei marchi più prestigiosi, vicinanza al consumatore e servizio all’ottico. Nel tempo abbiamo sviluppato e guidato il mercato verso un approccio personalizzato in base alle esigenze specifiche dei clienti, siano essi catene, gruppi o indipendenti. Luxottica sarà presente a Silmo 2010 di Parigi in coerenza con quanto già fatto negli ultimi due anni e con quanto realizzato anche in occasione di Mido 2010: Persol è il marchio aziendale che la rappresenterà.
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ATTUALITÀ
Alessandro Chitotti, Charmant, country manager Italia
Il primo semestre si è chiuso con un leggero miglioramento rispetto al 2009 (+5%). L'andamento del 2010 è stato decisamente altalenante: è ormai diventato difficile prevedere con una certa sicurezza il trend del mercato, perché i fattori che lo condizionano sono molteplici e spesso imprevedibili. Nel 2009, comunque, il nostro risultato è stato il migliore di sempre da quando siamo in Italia e, se anche la seconda parte del 2010 dovesse rimanere sui livelli attuali, avremmo in ogni caso una nuova miglior performance. La nostra strategia è stata sempre molto chiara, i nostri interlocutori principe sono i gruppi e gli ottici indipendenti. I primi hanno realizzato un incremento interessante nel primo semestre 2010, mentre gli indipendenti si sono mantenuti sugli stessi valori dello scorso anno. Da sempre Charmant si dedica in modo particolare al prodotto sposando il concetto di Total High Quality. Il nostro scopo è proporre al cliente il miglior prodotto in termini di qualità dei materiali utilizzati, tecnologia produttiva, ricerca e sviluppo, per migliorare il comfort del prodotto oltre a offrire il top della tecnologia applicata all'occhialeria. A questo va aggiunto una politica accorta nella definizione dei listini al pubblico e all'ottico: in periodi come l’attuale il prezzo è un fattore chiave, sia per il valore del prodotto sia per quello che viene attribuito al prodotto stesso dall'utente finale. Il giusto rapporto tra questi due fattori è la chiave del successo dei nostri prodotti. Il post vendita, infine, è un altro fattore determinante: siamo impegnati a realizzare il miglior servizio post vendita per i nostri clienti. Questa è un’area aziendale che curo personalmente, in quanto il grado di soddisfazione di un cliente è un fattore determinante per il mantenimento di un buon rapporto tra fornitore e ottico e spesso è il fattore di scelta che viene applicato dall'ottico stesso nel momento degli acquisti. La nostra strategia sarà quello di un ritorno a Silmo per il 2010 e di una conferma della presenza a Mido 2011. Entrambe le manifestazioni fieristiche ci vedranno impegnati nel lancio di nuove collezioni e house brand, quindi quale miglior occasione delle fiere parigina e milanese per mostrarsi al meglio?
Simone Pini, Silhouette, sales manager Italia
Il primo semestre è stato all'insegna della prudenza da parte dell'ottico oltre misura rispetto alla reale situazione del sell out. Si inizia a delineare una netta differenza fra chi ha deciso di puntare su una vastità di offerta accompagnata da politiche commerciali aggressive e chi ha deciso di puntare sulla differenziazione del posizionamento competitivo e sulla valorizzazione della professionalità. Gli ottici indipendenti in questo momento sono i principali destinatari della nostra strategia denominata "Vedere Senza Limiti", volta alla ricerca dell'eccellenza e di nuovi orizzonti nel campo dell'estetica rimless. L'obiettivo di Silhouette è creare occhiali unici per visi unici, siamo quindi orientati alla maniacale soddisfazione del consumatore: vogliamo dare la possibilità al di sperimentare momenti di acquisto eccezionali, di vivere il marchio e il prodotto attraverso le sensazioni, di portare un nuovo modo di concepire l'estetica rimless. L'ottico per noi è un partner con cui definire questo approccio al consumatore, volto alla fidelizzazione e alla piena soddisfazione dei suoi bisogni. Nella seconda parte dell'anno saremo completamente concentrati su un processo di formazione che vede coinvolti direttamente i nostri partner e che ha l'obiettivo di ridefinire il processo di acquisto di un occhiale da parte del consumatore, affinché possa anch'egli "Vedere Senza Limiti".
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ATTUALITÀ
Giancarla Agnoli, Marchon, amministratore delegato Italia
Siamo molto soddisfatti dei risultati del primo semestre 2010 che registrano un incremento rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. In generale la bontà delle nostre proposte è stata premiata: la collezione Nike Vintage Vision, lanciata a marzo al Mido e orientata a un consumatore giovane, sportivo e trendy, ha riscontrato molti favori, così come i brand fashion di fascia alta, come Emilio Pucci. Sottolineiamo, in particolare, le ottime performance dell'offerta vista, caratterizzata da dinamiche di spesa diverse dal sole e componente più difensiva del nostro business. Per il secondo semestre ci attendiamo un maggiore rilancio del mercato e le aspettative sono, invece, molto positive grazie all’interesse mostrato verso i nostri marchi. Stiamo lavorando intensamente a tutti i livelli, con una forte espansione sul versante degli ottici indipendenti, rafforzando la nostra distribuzione, selezionando ottici su tutto il territorio nazionale in base ai marchi offerti, tipologie di clientela e track-record. L’attenzione alle esigenze specifiche attuali del mercato è parte integrante nella definizione delle nostre strategie. Siamo consapevoli di una maggiore e diffusa sensibilità al prezzo e l’impegno di Marchon è ancora più orientato a offrire prodotti di appeal con un ottimo rapporto qualitàprezzo nel rispetto del nostro Dna, connubio tra design, artigianalità e tecnologie innovative. Abbiamo anche ampliato la nostra gamma, lavorando su diverse proposte al fine di avere un entry price che possa incontrare l’apprezzamento di ogni consumatore. La fiera è un punto d'incontro fondamentale non solo per la raccolta ordini, ma anche in termini di comunicazione e d'incontro de visu con i nostri clienti e potenziali altri. Nel 2010 parteciperemo al Silmo di Parigi, mentre per il 2011 preventiviamo una presenza a gennaio all’Opti Munich, uno spazio di ampia visibilità a Mido e, nella seconda parte dell’anno, nuovamenta Silmo.
Michele Aracri, De Rigo Vision, amministratore delegato
Sia il primo semestre 2010 sia le previsioni del secondo confermano un incremento del 10% sul 2009. Riteniamo questo risultato un obiettivo per noi assolutamente raggiungibile. La tipologia di ottici italiani con cui stiamo lavorando meglio è quella degli indipendenti, poiché la loro politica, che si basa sull’importanza del prodotto, favorisce la nostra strategia di produzione di marchi di qualità in house e di griffe, rispetto alla politica delle grandi catene che si basa sui margini. Il fattore che ci contraddistingue decisamente, rispetto ad altre aziende concorrenti, sino a essere considerati i migliori in Italia, è l’assistenza post-vendita, che ci vede offrire un servizio in 24 ore sull’80% dei centri ottici, nonostante i tempi difficili nei quali ci troviamo e i costi che aumentano. Un altro fattore importante è il prezzo prodotto, che dà valore alla forza degli house brand, in particolare in questo momento di crisi. Il secondo semestre del 2010 non ci vede presenti a Silmo, ma concentrati, come ogni anno nel mese di luglio, sulla International Convention che presenta a tutta la distribuzione e alle filiali De Rigo, oltre che a ottici selezionati, i piani di marketing, le nuove collezioni o lanci di nuove linee, le campagne pubblicitarie dell’anno successivo.
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ATTUALITÀ
Giuseppe La Boria, Allison, amministratore delegato vendite, marketing e prodotto
Nel primo semestre 2010 il fatturato di Allison ha fatto segnare quasi +10% sul mercato interno rispetto ai primi sei mesi del 2009, comprese le griffe uscite a fine 2009 dal nostro portafoglio. Sta, quindi, dando ottimi risultati il lavoro di recupero su vari fronti, dalla distribuzione ai campionari. Anche le previsioni per il secondo semestre 2010 sono in linea sia con la prima parte dell’anno sia con il budget preventivato. Stiamo incrementando la nostra presenza presso gli ottici indipendenti, avendo recuperato anche punti vendita di una certa importanza. Di buon livello risulta pure il lavoro con i gruppi d’acquisto. Fermo restando che non si può assolutamente fare a meno di un’assistenza post-vendita all’altezza, oggi il fattore più importante risulta il prodotto. Il prezzo è sì rilevante, ma nell’attuale fase di mercato viene dopo la richiesta di un prodotto di qualità. È presto per fare un programma completo relativo al 2011. Di certo, invece, c’è che nel 2010 il Mido ci ha dato risultati soddisfacenti, per cui lo rifaremo anche l’anno prossimo. Come nel 2009, invece, non esponiamo quest’anno a Silmo, ma saremo comunque presenti a Parigi negli stessi giorni del salone, in un grande hotel della città.
Massimo Saracchi, Marcolin, amministratore delegato e direttore generale
Il Gruppo Marcolin ha iniziato l’anno molto bene. Il mercato domestico, in particolare, da sempre nostro punto forte insieme all'Europa, ha segnato nel primo trimestre un incremento di quasi il 20% sullo stesso periodo del 2009. Gli ordinativi stanno registrando un aumento importante, le nostre nuove linee vengono accolte con favore sui mercati, l’efficacia e l’efficienza dell’operatività della nostra azienda sono in sensibile miglioramento. Sono fiducioso che nel 2010 il Gruppo Marcolin potrà conseguire risultati eccellenti e in crescita rispetto all’anno precedente. Marcolin ha una migliore risposta da indipendenti e gruppi di acquisto che riuniscono ottici indipendenti. Le catene, che sono fortemente orientate e sensibili a prodotti di livello prezzo medio basso e mass-market, danno risposte più deboli e meno significative per il nostro sviluppo. La nostra forza è sempre stata maggiormente affidata alla diversità che riusciamo a dare alle nostre collezioni, unita alla qualità elevata del prodotto. L'assistenza post-vendita per noi rappresenta un'attività di grandissima importanza da sempre, anche se abbiamo molto investito su questo servizio soprattutto nell'ultimo periodo. Il prezzo non è un fattore prioritario nella nostra relazione con l'ottico, considerato che trattiamo linee di profilo elevato, dove il listino non è la principale componente valoriale, anche se cerchiamo sempre di mantenere un giusto rapporto prezzo-prodottomarchio. In sostanza, la relazione interfunzionale tra azienda/rete vendita e cliente è per noi un fattore di successo, che ci viene riconosciuta dal trade. Già da diversi anni non partecipiamo al Silmo, in quanto presentiamo in anteprima le collezioni sole durante la nostra convention di giugno, mentre in un apposito appuntamento a fine settembre presentiamo in preview le collezioni di gennaio a distributori e key account. Per quanto riguarda il Mido prevediamo di parteciparvi anche nel 2011, quando avremo il debutto di un nuovo brand: si tratta di Swarovski, che lanceremo sul mercato a gennaio in simultanea con le collezioni sole e vista. Siamo ancora presenti, invece, in fiere locali su mercati in via di sviluppo, tra i quali l'Asia.
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I top player con i loro marchi di proprietà e in licenza nel canale ottico italiano
Luxottica 28
Safilo 26
Arnette Brooks Brothers Bulgari Burberry Chanel D&G DKNY Dolce&Gabbana Donna Karan Killer Loop Luxottica Miu Miu Oakley Oliver Peoples Paul Smith Persol Polo Ralph Lauren Prada Ralph Lauren Ray Ban Revo Salvatore Ferragamo Sferoflex Stella McCartney Tiffany&Co Versace Versus Vogue
55DSL Alexander McQueen Balenciaga Blue Bay Boss by Hugo Boss Bottega Veneta Carrera Diesel Dior Emporio Armani Giorgio Armani Gucci Hugo by Hugo Boss Jimmy Choo Juicy Couture Marc by Marc Jacobs Marc Jacobs Max Mara Max&Co Oxydo Pierre Cardin Safilo Smith Optics Tommy Hilfiger Valentino Yves Saint Laurent
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Allison 19
Benetton Kids Bikkembergs Byblos Extè Frankie Morello GF Ferré Gianfranco Ferré Iceberg John Richmond Missoni Moschino Rock&Republic Sisley Try Try Change Try Innovation United Colors of Benetton Vivienne Westwood Zerorh+
De Rigo 17
Blugirl Blumarine Celine Chopard Ermenegildo Zegna Escada Fila Furla Givenchy Guess Jean Paul Gaultier Loewe Lozza Police Sting Tous Yamamay for Sting
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Marcolin 15
Marchon 13
Charmant 13
Cover Girl Dsquared2 Ferrari Hogan John Galliano Just Cavalli Miss Sixty Mont Blanc Replay Roberto Cavalli Swarovski Timberland Tod's Tom Ford Web
Airlock Calvin Klein CK Emilio Pucci Fendi Flexon Jil Sander Karl Lagerfeld Michael Kors Nautica Nike Sean Jhon X Games
Aristar CFX Charmant Elle Esprit Lacoste Line Art Nodoka Puma Tru 1911 Trussardi Valmax ZT
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Sover 11
1A Classe Alviero Martini Baldinini Gant Kiton Laura Biagiotti Mariella Burani Nickelodeon Sover Sover Sugar Sover Vintage Irene Fornaciari Umbro
Moa Ottica 6
Annabella Baci & Abbracci Betsey Johnson Ermanno Scervino Judith Lieber Kata
Rodenstock 5
Alfred Dunhill Mercedes Benz Porsche Design Rodenstock Uvex
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VIDEOVETRINE, RIVOLUZIONE NEL MARKETING Oggi gli ottici possono disporre di un innovativo strumento di comunicazione studiato da B2Vision di Angelo Magri
U In questa pagina i totem per il centro ottico prodotti dalla Solari di Udine per conto di B2Vision
n oggetto moderno, accattivante e versatile, le videovetrine sono dei totem-vetrina che proiettano in rotazione contenuti prodotti ad hoc, catturando l’attenzione di chi passa davanti al centro ottico e informandolo su tendenze, marchi, collezioni, secondo le esigenze dei diversi ottici optometristi. Le videovetrine rientrano nelle proposte di LSM Network, il servizio marketing creato da B2Vision, la società editrice di questa rivista, in collaborazione con l’agenzia Meloria. Si tratta, insomma, di una vera e propria rivoluzione per il settore dell’ottica. La finalità, infatti, è quella di proporre un nuovo leader nella comunicazione al cliente finale, passando per il punto vendita. I “totem” sono prodotti dalla Solari di Udine, azienda leader a livello mondiale nella cartellonistica digitale e a led. La vetrina tradizionale si trasformerà così in un fantastico palcoscenico, capace di attirare l’attenzione di passanti, curiosi e clienti. Questa imponen-
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te struttura, alta oltre due metri e larga quasi uno, proporrà clip, immagini, informazioni nazionali e locali, tutte le news sulle novità fashion e tecnologiche nell’ottica, 24 ore su 24, dalle vetrine dei migliori negozi di ottica italiani. Con un solo, grande protagonista: il mondo dell’eyewear.
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NUOVI OTTICI, OGNI ANNO UN DEFICIT SUPERIORE AL 20% I 450 giovani che il sistema formativo abilita non coprono le esigenze della filiera di Angelo Magri
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Ottico e optometrista: l'Istituto Zaccagnini ha organizzato una tavola rotonda il 6 febbraio scorso da cui è scaturita la volontà di adottare la soluzione del “doppio binario”, così che le due figure possano convivere con funzioni autonome e distinte. Giorgio Righetti (nella foto) auspica l’avvio di un ampio confronto su questo tema
a distribuzione ottica in Italia ha conservato caratteristiche strutturali non molto diverse da quelle di 20 anni fa: continuano a convivere, infatti, piccole realtà imprenditoriali accanto alle grandi catene, per un totale di 16.000 addetti con la qualifica di ottico abilitato all’esercizio della professione. A sua volta, l’industria fornitrice ne impiega qualche altro centinaio. Attualmente il numero di ottici che il sistema formativo, pubblico e privato, abilita annualmente ammonta a 450, un numero che non soddisfa le potenzialità occupazionali
che il settore esprime: la richiesta, infatti, è superiore di oltre il 20%. Giorgio Righetti, direttore dell’Istituto di Ottica e Optometria Benigno Zaccagnini di Bologna, ci aiuta a fare una “fotografia” della formazione ottica in Italia. Come si consegue l’abilitazione per svolgere la professione di ottico? All’abilitazione, in base alla legislazione vigente, si perviene solo attraverso tre tipi di percorsi formativi: i corsi di scuola media superiore, di durata quinquennale, svolti dagli Istituti professionali per l’industria e l’artigianato statali e paritari, dove l’abilitazione all’esercizio della professione si ottiene dopo cinque anni, previo il supermento di una sessione d’esami separata e
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distinta dagli esami di maturità; i corsi biennali attivati dalle Regioni, cui si accede con il titolo di scuola media superiore; i corsi triennali attivati dalle Regioni, cui si accede con la promozione alla terza classe di un Istituto Superiore statale o paritario. Questo ventaglio di opportunità consente a tutti i giovani che abbiano superato la terza media di accedere a percorsi formativi conformi alle normative europee che disciplinano la professione dell’ottico: la licenza di abilitazione è, quindi, riconosciuta in Italia, nella Comunità Europea e negli Stati con cui il ministero degli Esteri ha attivato convenzioni di reciprocità di riconoscimento dei titoli. Il sistema dell’istruzione può offrire opportunità
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di ulteriore qualificazione professionale a chi opera nel settore o a chi cerca nuovi spazi occupazionali? Dagli anni ‘60 alcune scuole di ottica, tra cui chiaramente l’Istituto Zaccagnini, svolgono corsi di specializzazione in optometria i cui contenuti si sono progressivamente adeguati anche per effetto delle riforme che hanno coinvolto i corsi di ottica. La formazione tradizionale, quindi, ha reagito al cambiamento e alle esigenze formative realizzando percorsi strutturati adeguati alle esigenze professionali, che hanno consentito agli ottici italiani di offrire un servizio di optometria non inferiore a quello di quei paesi nei quali la professione dell’optometrista ha un riconoscimento ufficiale. Ottici italiani abilitati, con specializzazione in optometria, svolgono attività professionale in altri paesi della Comunità, in quanto il loro curriculum studi è stato valutato equipollente a quello dei loro colleghi stranieri. Anzi, numerosi cittadini di altri Stati europei hanno studiato in Italia per poter operare nel loro paese. Qual è il valore aggiunto che l’Istituto Zaccagnini garantisce a un giovane che voglia conseguire l’abilitazione di ottico? Ci distinguiamo per i fattori che costituiscono le vere criticità della formazione: sedi didattiche idonee, buona organizzazione della segreteria e un back office
efficiente, laboratori e ambulatori dotati della strumentazione di ultima generazione e in quantità adeguata al numero di allievi che compongono le classi, corpo docente multidisciplinare. Inoltre, lo Zaccagnini garantisce agli studenti assistenza e strumenti integrativi della didattica, quali tutoring, biblioteca, sale studio, accesso al web e servizi tramite il portale. Quali sono le attività e gli obiettivi a breve-medio termine della scuola? Nella prima parte del 2010 l’Istituto ha sviluppato collaborazioni con istituzioni pubbliche (Azienda Ospedaliera Carlo Poma di Mantova e Ipsia L.B. Alberti di Rimini) per migliorare l’offerta educativa ed è stato impegnato sui fronti della didattica, della formazione e
Allo Zaccagnini gli insegnanti devono essere sia professionisti della formazione sia appartenere al mondo delle professioni per rendere l’insegnamento attuale e concreto: il corpo docente non presenta, quindi, turnover
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dell’assistenza alle imprese del settore ottico. Riguardo i corsi di ottica, a giugno la gamma dei percorsi formativi si è arricchita di una nuova opportunità che consente a chi è presente nella distribuzione, senza il titolo di scuola media superiore, di inserirsi in un ciclo formativo che gli permette di conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione di ottico, consentendo e facilitando un’esperienza di autopromozione sul piano umano e professionale. Inoltre, stiamo lavorando alla XV edizione del Congresso Annuale Interdisciplinare “Ritorno ai fondamenti dell’Optometria”, che si svolgerà dal 12 al 14 febbraio 2011 a Bologna. Da maggio, infine, è on line il nuovo portale, per consentire un migliore accesso alle informazioni e offrire più servizi agli studenti.
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CIEFFE DIVENTA VISIONOTTICA Una new entry nella “famiglia” del premium brand di Vision Service Group
L'
analisi di Fabio Concone è tanto semplice quanto efficace. «Abbiamo deciso di sposare un marchio che abbiamo visto nascere e crescere, per cui è la logica conseguenza di un percorso in cui crediamo». Concone è il titolare di Cieffe, il centro ottico di Trecate, a metà strada tra Milano e Novara, che dall’inizio di luglio è diventato VisionOttica Cieffe, andando così a rinfoltire la già numerosa schiera del premium brand di Vision Service Group: oltre 180 punti vendita finora avviati sull’intero territorio nazionale. La nuova insegna, che già contraddistingue l’altro centro ottico di proprietà della famiglia Concone, a Galliate, sempre in provincia di Novara, è stata inaugurata il 3 luglio insieme alla nuova sede del negozio di Trecate. «Avevamo già deciso di mettere mano a un importante investimento con il passaggio a VisionOttica, per cui abbiamo colto l’occasione di farlo in concomitanza con lo spazio di via Gramsci che si è venuto nel frattempo a liberare, 120 metri quadrati di superficie e due grandi vetrine oltre all’ingresso, in una strada non molto distante comunque dall’ubicazione precedente», spiega l’ottico piemon-
di Angelo Magri
L’esterno del centro ottico di Trecate (Novara)
tese, che è stato uno dei promotori del progetto VisionOttica. Per coinvolgere la clientela più fedele e un’ampia fetta del territorio, VisionOttica Cieffe ha organizzato per l’inaugurazione di inizio luglio un aperitivo su invito, seguito dall’apertura del negozio al grande pubblico. «L’attività di marketing per promuovere l’evento è stata molto articolata – dice Concone – Abbiamo raggiunto quasi tremila clienti, tra quelli che hanno fatto acquisti negli ultimi 18 mesi presso
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il precedente punto vendita, con un lavoro di mailing diretto, supportato da una campagna pubblicitaria su quotidiani e free press locali». Uno sforzo che ha dato buoni risultati già prima dell’inaugurazione («Alcuni clienti ci hanno telefonato subito dopo aver letto dell’iniziativa»), con il clou durante la serata del 3 luglio, quando il nuovo punto vendita si è letteralmente riempito di persone, giunte da Trecate e da molte località limitrofe. Una soddisfazione per il titolare di Vi-
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Nelle foto il punto vendita, inaugurato lo scorso luglio
Fabio Concone (il secondo da sinistra) e il suo staff in uno dei supporti di comunicazione VisionOttica rivolto al consumatore finale
sionOttica Cieffe, per i suoi collaboratori e per l’intero staff di Vision Service Group, come sempre vicino ai propri affiliati dall’inizio alla fine del processo di cambiamento dell’insegna. Quali sono i primi obiettivi per Concone e il nuovo brand del suo negozio? «Valorizzare l’immagine coordinata per un
ambiente più accogliente, razionale e luminoso, promuovere gli strumenti di customer service come il SOS, Servizio Occhiali Sicuri, la certificazione di qualità e sviluppare ancora di più i prodotti a marchio per garantire una riconoscibilità ancora maggiore presso il consumatore finale – afferma
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l’imprenditore ottico novarese – Un esempio viene dalle nuove creme viso “firmate” VisionOttica, che sono state date in omaggio ai clienti durante la nostra inaugurazione: un prodotto complementare all’occhiale, ma utile per diversificare e incrementare il business».
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MARKETING
LA FILIERA SPEZZATA Non basta un’ottima organizzazione per ottenere un evento di successo. Ciò che viene meno da qualche tempo nelle fiere è la condivisione, un unico obiettivo cui far riferimento
di Nicola Di Lernia esperto di marketing
S
e mancano gli spettatori, veri o virtuali che siano, qualsiasi evento non inizia neppure a esistere. Se dovessimo ragionare in tal senso su quanto avvenuto al Vision Business Forum 2010, il salone romano, che si è tenuto dal 18 al 20 giugno, non ha avuto realmente luogo e si affianca alle sensazioni amare gustate a Silmo 2009 e confermate a Mido 2010. Eppure sembra, incredibilmente, che tutti ce l’abbiano messa tutta. Gli organizzatori per prima cosa, sostenuti dalle buone prove dell’edizione precedente dove però
l’ottica era l’unico focus del convegno, in un weekend breve (domenica e parte del lunedì) e collocata in un settembre post vacanziero affamato di novità, ma segnato da troppi cambiamenti, tra cui, l’anticipo di Silmo dal tradizionale appuntamento d'autunno alla nuova data di fine settembre. Gli espositori sono comunque accorsi in questa seconda edizione in buon numero e con altrettante aspettative, dato i costi di partecipazione accostabili al Mido. I relatori eccellenti o meno dei convegni, le associazioni di Assogruppi che rappresentano un quarto dei negozi italiani – questa volta sono stati però lasciati a casa
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- gli ottici iscrittisi gratuitamente e individualmente in gran numero con relativo anticipo (800) ma, in realtà veramente poco presenti (circa un quarto anche in questo caso). Non esiste un impegno collettivo per fare qualcosa insieme A tutto ciò dobbiamo darci una risposta. La categoria ottica è veramente quella che rappresenta se stessa al Vision Business Forum, evento romano d’èlite di fine semestre, oppure chi ha progettato questo meeting ha sbagliato qualcosa in merito? Di certo le aziende che pagano sono le
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uniche, in apparenza, ad avere ragione fino in fondo. Ma in sostanza qui non si deve parlare di errori, bensì di filiera spezzata. È finita l’era della condivisione. La fiera, il convegno o qualsiasi altro evento comune deve avere in tutti i suoi attori il medesimo obiettivo (una volta semplicemente era la proposta di prodotto, la vendita e l’affare in fiera). Oggi, mi spiace rilevarlo, non esiste un impegno collettivo al fare qualcosa insieme. Ognuno, anche se sotto lo stesso tetto e sulla medesima tavola, va per la propria strada, come se ce ne fossero molte. Se le aziende leader ritengono di rinunciare alle principali fiere, credono che il problema stia solo da quella parte oppure nella filiera che oggi accetta in crescita solo occhiali ritenibili in passato di fascia medio-bassa e bassa, ripescaggio del passato? Nel 1990, il mio primo Mido, tutti i protagonisti erano coinvolti sulla crescita, il mercato era una prateria e nessun obiettivo era impossibile. Oggi non è così. Banalmente serve a rifletterci sopra. Anche le aziende che spendono a volte adottano sistemi partecipativi antiquati, senza appeal e stimoli da parte dei visitatori. Prendo a prestito le poche frasi di un espositore affranto, ma lucido alla fine del Vision Business Forum: «Occorre ripensare il tutto». Così non va più perché è il mercato, e di conseguenza l’interlocutore A e B che ha subito uno sconvolgimento epocale non ci sta più
con la testa. Sembra assistere a uno scenario del tutti indifferenti a tutti ma con il sorriso sulle labbra e l’educazione del manager al saluto alla sala. Chiediamo ogni giorno al mercato di vendere lenti ad alto valore e occhiali ad alto margine per entrambi gli attori. Ma queste cose all’ottico e ai suoi collaboratori chi glielo spiega. E, soprattutto, dove? Siamo sotto crisi, anche di valori, ma nessuno sembra accorgersene o volersene fare un compito da risolvere assieme. Conviene a qualcuno? I retrogusti del Vision Business Forum Massimo, un amico, un bravo ottico, optometrista, con due avviati punti vendita vicino a Salerno direbbero le statistiche di vendita. Un uomo appassionato alla sua terra, che si dedica alla formazione dei giovani ottici, che si sta laureando in ottica e che fin dal 2000 prima dell’Ecm calcava le sale dei formatori di marketing ad attingere zuccheri per la crescita. Massimo c’era, il primo giorno di Vision Business Forum per assistere ad alcuni interventi di medici oculisti. Ha recentemente organizzato a Salerno una grande mostra di arte contemporanea collettiva, sebbene questa disti parecchi chilometri dai suoi negozi. «Non importa - mi dice - la passione non ha confini e comunque le persone che mi amano per ciò che faccio mi raggiungeranno ovunque». Massi-
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mo lo vedi sempre e dappertutto negli eventi dell’ottica, nazionali e internazionali. Ricordo con affetto la sua grande coda di capelli di dieci anni fa, oggi sacrificata al suo successo imprenditoriale e ai due figli che oramai ci si appenderebbero. Massimo mi ha mostrato nel suo negozio le sue eleganti mucche di ceramica tedesca e i suoi profumi orientali che utilizza nello studio. Me li ha mostrati in negozio perché li vende ai suoi clienti che li apprezzano quando vengono a comprano un occhiale o fare un controllo e che oggi fanno oltre il 10% del suo fatturato. In futuro chissà… Con Massimo, vista l’anoressia di presenze a Vision Business Forum, ho preso un taxi e siamo andati assieme a vedere il nuovo museo di arte contemporanea di Roma, il Maxxi, a cinque minuti dal convegno. Massimo non è il mio eroe, ma lo ricordo spesso e volentieri agli altri colleghi per un concetto a lui caro: «Alle cose della vita serve una narrativa, una storia da raccontare a chi verrà prima e dopo». Nell’ottica ce ne sono tanti, mi domando, che la pensano come Massimo? P.S. Concludo con due domande questo mio articolo per un motivo esatto. La mia nonna veneziana, che nel 1930 era considerata un’imprenditrice nella sua città, diceva: «Domandare è lecito, rispondere è cortesia». Auguriamoci delle risposte alle domande da chi può darle.
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LAC VERSO LA CRESCITA ZERO Spunti per rivitalizzare il mercato italiano delle disposable di Carlo Abbiati, responsabile divisione ottica GfK
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l mercato Italia delle lenti a contatto, nel 2009 ampiamente positivo, sta rallentando la sua crescita. O meglio, mentre i volumi continuano a crescere, il valore del mercato è ormai praticamente piatto: marzo-aprile 2010 segna, rispetto al marzo-aprile 2009, una crescita in valore di solo 0,5%. (tavola 1). In una situazione in cui le giornaliere, che rappresentano il 45% del mercato fra sferiche e toriche, continuano a crescere sia in volume sia in valore, è chiaro che l’apporto che viene a mancare dipende dall’altro grande segmento, quello delle bisettimanali e mensili. Se prendiamo in considerazione gli ultimi 13 anni mobili, quindi un
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arco temporale decisamente lungo che consente di nettizzare la stagionalità, vediamo che il mercato, dopo aver raggiunto il suo picco a 168 milioni di euro (anno terminante a ottobre 2009) da lì in avanti non è più stato in grado di crescere. E, infatti, chiudiamo i 12 mesi terminanti ad aprile 2010 esattamente allo stesso livello dei 12 mesi terminanti ad aprile 2009: 165,5 milioni di euro, crescita zero (tavola 2). Quale è il fattore chiave di questa decelerazione? Lo vediamo spaccando il mercato fra idrogel tradizionale e silicone. L’idrogel tradizionale pesa ancora quasi il 60% del totale segmento bisettimanale/mensile (tavola 3) e questo segnala, come già ho avuto modo di evidenziare in altri arti-
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coli, un caso in cui l’Italia è in netto ritardo rispetto all’Europa. Assodato questo, se guardiamo i valori assoluti, appare chiaro che la mancata spinta del silicone sia la causa della stasi del segmento: confrontando gli anni terminanti ad aprile 2010 e ad aprile 2009 (tavola 4), vediamo
do, quindi nel confronto bimestre su bimestre, è negativa: gli ultimi 3 bimestri segnalano una flessione del valore del segmento bisettimanali e mensili, sia idrogel tradizionale sia silicone, (tavola 5) fra il 2 e il 4%. La flessione è tutta a carico dello sferico (tavola 6), mentre il torico continua a crescere a un buon ritmo. Una chiave di lettura importante nella diversa dinamica dei segmenti sta nel numero di referenze trattate dagli ottici. Con questo termine intendo il numero di prodotti (in questo caso lenti bisettimanali o mensili silicone) che mediamente vengono trattate in un negozio. Nel caso dello sferico (tavola 7) il
che in un anno il silicone ha generato esattamente lo stesso fatturato (11,6 milioni di Euro) perso dall’Idrogel tradizionale: a parità di valore, quindi, corrisponde un calo dei volumi, perché le lac in silicone hanno un prezzo del 30% superiore alle idrogel tradizionali. E la tendenza nel breve perio-
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numero di referenze medie (quindi se volete, lo spazio a scaffale dedicato al bisettimanale/mensile silicone) non sta progredendo, anzi è in calo. Minori referenze, minore visibilità del prodotto, stasi delle vendite. L’equazione sembra abbastanza chiara. Nel caso del torico (tavola 8), invece, il numero di referenze medie è in aumento e non a caso anche il segmento cresce. A testimonianza che la visibilità del prodotto, unita al consiglio dell’ottico, che è fondamentale, può generare opportunità di business: per il consumatore, che acquista un prodotto tecnologicamente più avanzato, e per l’ottico stesso, che lo propone.
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MODA
TRUCCHI E… MONTATURE Capire dai tratti del volto qual è l’occhiale più adatto alle nostre clienti: è il compito del visagista, una figura altamente qualificata, in grado di dare consigli anche all'ottico e capace di realizzare un make up perfetto per ogni tipo di sguardo di Francesca Tirozzi
È
ormai superata la fase in cui l’occhiale viene considerato una protesi: oggi è stato consacrato ad accessorio con cui giocare o per accentuare volto e personalità o
per nascondere occhiaie, borse, segni di stanchezza, rughe e tutte quelle piccole imperfezioni che vanno a disturbare il contorno occhi. Portare una montatura risulta, quindi, non solo uno strumento di seduzione, ma quasi uno stratagemma per far apparire il nostro sguardo più fresco, ancora di più
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se abbinato al modello giusto e a un trucco adeguato. Ma qual è l’occhiale che sta meglio alle nostre clienti? E quale make up consigliare in modo che venga messo in evidenza lo sguardo anche dietro a lenti graduate? A queste domande può rispondere un esperto, che ha fatto dell’este-
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Dior Per chi è miope e necessita di ingrandire l’occhio basterà applicare alla palpebra e alla parte interna dell’occhio un ombretto chiaro
Givenchy La matita scura fa apparire l’occhio più piccolo ed è ideale per chi porta lenti graduate per correggere l’astigmatismo
Givenchy Le lenti si sporcano con il rimmel, ma allungando le ciglia riga i vetri: per ovviare basta usare il pennellino dall’interno dell’occhio verso l’esterno e schiacciare così le ciglia
tica il proprio mestiere: il visagista. «In realtà, il visagista non è solo un estetista, lo può essere perché anche il secondo studia i tratti del volto – spiega la make up artist Paola Fortuna, visagista dell’evento "Artisti dello Sguardo", che, con la collaborazione di Carl Zeiss Vision, si è tenuto da Ottica Bonzanini a Novara lo scorso giugno - Il visagista ha, infatti, una marcia in più: è colui che al primo sguardo sa consigliare la montatura e il trucco giusti». Il visagista ha, infatti, il compito di focalizzarsi su alcuni elementi. «Si tratta di armonizzare una serie di fattori – dice Fortuna – Forma del volto e degli occhi, capelli, incarnato cui si aggiunge anche il make up, per esaltare i pregi del viso e per nascondere, invece, i difetti». Ma ecco alcuni trucchi, nel vero senso della parola, che vengono utilizzati dalla visagista. «Per chi porta gli occhiali per correggere la miopia, il problema è ingrandire l’occhio: infatti le lenti lo fanno apparire più piccolo del
reale – spiega Fortuna – L’espediente è quello di mettere una matita bianca nella parte inferiore e interna dell’occhio. Al contrario, se ipermetrope, l’occhio appare dietro le lenti molto grande: per rimpicciolirlo non bisogna allungarlo con l’eye liner né utilizzare la matita bianca». Per l’ombretto valgono le stesse regole dell’abbigliamento: i colori scuri affinano, mentre i chiari ampliano. Così basterà applicare alla palpebra e alla parte interna dell’occhio un ombretto chiaro e quest'ultimo apparirà più grande; al contrario, per rimpicciolire, sarà sufficiente utilizzare tonalità scure. Oltre alla conformazione dell’occhio e al tipo di difetto visivo, per consigliare la montatura si devono analizzare i tratti del volto, il colore della pelle e il taglio di capelli. «A chi ha sopracciglia molto alte non sono consigliabili montature rotonde che verrebbero nascoste, andando a perdere parte dell’espressività – dice Fortuna – Al contrario quelle rettangolari sono scon-
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Milanese, classe 1978, Paola Fortuna ha frequentato trucco artistico alla BCM presso il capoluogo lombardo, studiando trucco televisivo, fotografico, cinematografico, teatrale, moda ed effetti speciali. Si è poi specializzata in meke up televisivo-fotografico alla Last Look di New York. Attualmente lavora principalmente per programmi come X Factor, Crozza Alive, Miss Italia, Lo Show dei Record. Collabora, inoltre, con testate moda e studi fotografici.
sigliate a chi ha mascelle molto marcate». Altro fattore di grande importanza per consigliare è quello psicologico. «Guardando la cliente, dovremmo intuirne, da alcuni dettagli, i gusti – aggiunge Fontana – Quindi, un piccolo suggerimento agli ottici: mai proporre una montatura molto particolare o eccessiva a chi si presenta nel nostro negozio in abiti molto semplici». Idem per il trucco: notando soprattutto l’abbigliamento è possibile capire se la nostra cliente ama un make up molto marcato oppure naturale. Un ultimo consiglio? «A chi porta le lenti a contatto dico di non aver paura a truccarsi – conclude Paola – Soprattutto i prodotti che vengono utilizzati oggi non danno alcun problema di irritazioni agli occhi».
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PARLIAMO DI OCCHIALI…VIS À VIS! Oltre al make up quali sono gli altri fattori che influiscono sulla scelta della giusta montatura? di Danae de Stefano
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uante volte un vostro cliente ha insistito per provare un paio di occhiali e li ha tolti perché, guardandosi allo specchio, quasi non si riconosceva più? Questo accade perché la morfologia facciale condiziona la scelta. È bene che le dimensioni della montatura siano proporzionate alla grandezza del viso. Potete contravvenire a questa regola solo se il vostro cliente sta veramente bene con occhiali grandi pur avendo un viso piccolo o con occhiali piccoli se ha un viso grande. In linea teorica, inoltre, la forma degli occhiali deve essere opposta o in contrasto a quella del viso. Per essere più esplicativi, ecco alcuni “trucchi” da tenere sempre presenti.
squadrate e ovali renderanno questo viso più corto. Modelli con linee orizzontali marcate fanno apparire il viso più corto e “ovaleggiante”. Angoli esterni colorati o decorati aumentano l’ampiezza di questo viso. Il colore dovrebbe essere concentrato orizzontalmente in alto e in basso. Pettinatura: aggiungere volume ai lati con elementi di morbidezza sulla fronte. Evitare di portare i capelli lunghi e dritti e la riga in mezzo. Fard: va applicato in senso quasi orizzontale sullo zigomo, per interrompere la lunghezza del volto, e va sfumato con cura nell’area delle tempie. Sopracciglia: perfette quelle folte e dritte o con l’angolo decentrato verso l’esterno. Se sono poco definite o rade, si possono sottolineare con un ombretto o una matita che ne riprendano la sfumatura naturale.
VISO RETTANGOLARE Caratteristiche: tratti lunghi. Fronte, gote e mascella sono quasi allineate. Obiettivo: far apparire il viso più corto e più largo.
Gioielli: qualsiasi forma che allarga, ma non allunga il viso. Orecchini a lobo. Oppure brevi pendenti con pietre cabochon o a goccia larga.
Occhiali: montature leggermente più larghe del punto più ampio del viso, lo accorciano. Forme
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VISO SQUADRATO Caratteristiche: mascella larga, fronte ampia, zigomi e mento squadrati. Il viso appare tanto lungo quanto largo.
lasciati scendere morbidamente fino alla mascella o dietro al collo in modo che si intraveda la zazzera. Evitare volume alla mascella o tagli all’altezza del mento.
Obiettivo: far apparire il viso più lungo e ammorbidire i lineamenti.
Fard: va applicato sullo zigomo con un movimento quasi verticale, accarezzando la mascella col pennello, descrivendo una C.
Occhiali: ammorbidire l’angolosità del viso e allungarlo scegliendo montature leggermente arrotondate, non più ampie del punto più largo del viso. Modelli appena squadrati con angoli stondati; fogge molto squadrate creano un effetto audace e alla moda. Colori o dettagli verticali sulla parte esterna della montatura, contribuiscono a far apparire il viso più lungo.
Sopracciglia: questo volto richiede sopracciglia piene e ben disegnate: ideali quelle con l’angolo spostato verso l’esterno. Evitare forme troppo tondeggianti. Gioielli: qualsiasi forma che slanci la mascella o allunghi il collo. Molto validi orecchini a lobo, a losanga, o pendenti cabochon sempre strutturati.
Pettinatura: aggiungere volume in alto e decentrare la riga. I capelli possono essere corti o lunghi,
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VISO TRIANGOLARE O A CUORE Caratteristiche: la fronte è l’area più ampia del viso, che si restringe progressivamente verso il mento, che spesso è appuntito.
aggiungere volume ai lati con elementi di morbidezza sulla fronte. Evitare di portare i capelli lunghi e dritti e la riga in mezzo.
Obiettivo: far apparire la fronte più stretta ed estendere mento e gote.
Fard: va sfumato dalla tempia allo zigomo con un movimento inclinato verso il basso, che sfiori appena il colmo della gota. I contorni laterali della fronte e delle tempie possono essere ombreggiati con una tonalità naturale.
Occhiali: minimizzare la parte superiore del viso con montature non più ampie della fronte e angolate verso l’esterno nella parte bassa. Modelli arrotondati in alto e squadrati in basso, come quelli da pilota o a triangolo abbassato. Una montatura rettangolare darà l’illusione di estendere la mascella. Sono da provare le fogge con gli angoli esterni abbassati e leggere nella parte superiore.
Sopracciglia: la linea migliore è quella più folta al centro, sottile e allungata verso le tempie. Se sono decisamente corte è opportuno allungarle verso l’esterno. Gioielli: qualsiasi forma che estenda l’ampiezza della mascella. Evitare collane che rendano il mento più appuntito.
Pettinatura: come per il viso oblungo o rettangolare,
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SI PUÒ VIVERE DI SOLO DESIGN? Indagine di b2eyes magazine presso alcuni dei principali ottici italiani che hanno fatto dell’occhiale di nicchia il proprio core business di Valentina Grassini e Francesca Tirozzi
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propone occhiali di design deve avere un’ampia zona d’esclusiva perché queste collezioni vanno “spiegate” al cliente ed è necessario investire molto tempo e avere personale all’altezza. Vedo che gli occhiali che hanno tutti questi requisiti stanno andando molto bene». Ciò che viene richiesto dall’ottico veneto, in particolare, alle aziende è l’autenticità del prodotto. «Basilare è che venga autentificato il luogo di produzione dell’occhiale perché si tutelino le aziende e, di conseguenza, l’intero mercato dell’occhiale internazionale: noi commercianti abbiamo un ruolo molto importante in questo senso e dobbiamo richiedere a tutti i nostri fornitori l’esatta provenienza del prodotto e andare oltre l’apparenza e informare esattamente il cliente», sottolinea Concato. Per quanto riguarda le tendenze, secondo gli ottici interpellati, il vintage sarà ancora protagonista della prossima stagione.
el settore dell’occhiale di design si respira un’aria positiva. Almeno è questa la sensazione emersa dalla nostra mini-inchiesta che ha posto delle domande a cinque centri ottici italiani che delle montature ricercate, sia dal punto di vista delle forme sia dei materiali, ha fatto il proprio core business. Pur rimanendo, infatti, un settore di nicchia, l’eyewear realizzato dai designer, soprattutto di origine europea, sta acquistando via via sempre più credibilità. C’è chi, infatti, ha adottato una nuova politica di vendita, come Michele Cassano, titolare di Ottica Cassano di Molfetta, che ora punta solo sull’occhiale di design. «Bisogna dire, però, che abbiamo anche investito molto dal un punto di vista del marketing, cercando di presentare il prodotto in un certo modo, con l’aiuto di vetrinisti specializzati che ci hanno aiutato ad allestire vetrine d’arte, di un certo valore estetico», precisa l’ottico pugliese. I riscontri al 1° semestre 2010 sono, in generale, positivi, poiché l’occhiale di design è visto come un mezzo per proporre un’offerta commerciale unica e per differenziarsi dagli altri. Ma, come afferma Domenico Concato, titolare di Punto Ottico di Alte di Montecchio Maggiore (VI), richiede anche un certo impegno e una certa preparazione: «Il negozio che
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Qual è stato il marchio con le migliori performance? E il brand emergente?
Certo, la crisi ha toccato ogni settore e di conseguenza ne risente anche l’occhiale di design, però resta comunque il nostro punto forte a livello di vendite. Sul fronte aziende, invece, sono poche quelle che concedono l’esclusiva: il nostro negozio cerca sempre di puntare su occhiali unici e alternativi.
Non riesco a identificare un marchio che si distingua dagli altri. Allo stesso modo penso che non ci sia un prodotto emergente, i nomi più in voga sono quelli già presenti da un po’ sul mercato. Mykita è sicuramente tra quelli che più si danno da fare da un punto di vista commerciale, investendo molto a livello di marketing e cartel cartellonistica.
Dall’anno scorso, a causa della crisi, abbiamo deciso di adottare una nuova politica commerciale proprio basata sull’occhiale di design, per differenziarci dagli altri e offrire delle alternative originali. E devo dire che questa scelta ci sta premiando, in quanto stiamo raccogliendo dei risultati molto positivi, molto più gratificanti di quello che ci aspettavamo.
I tre marchi per eccellenza sono, a mio avviso, Alain Mikli, Jean François Rey e Mykita, e, restando in Italia, Vanni, Okki e Gruppo Area 98. Il brand emergente più interessante è senza dubbio Été, marchio fiorentino che lavora con le piume e che sta riscontrando un grande successo.
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Michele Cassano Ottica Cassano, Molfetta (BA)
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Come si è comportato l’occhiale di design durante la crisi e, in particolare, nel primo semestre 2010?
In questo periodo particolare si registra una netta distinzione tra i due settori vista e sole: riscontriamo un bilancio molto positivo per gli occhiali da vista, mentre attraversa una fase piuttosto critica il mercato dei modelli sole.
Il brand dalla migliore performance è sicuramente Mykita, quello più brillante dal punto di vista commerciale è, invece, Cutler and Gross. Per quanto riguarda i marchi emergenti, credo che il più incisivo sia Francis Klein.
Gabriele Evangelisti L’Osservatorio, Milano
Domenico Concato Punto Ottico, Alte di Montecchio Maggiore (VI)
Ci sono aziende che stanno andando molto bene e altre che, invece, sono in difficoltà. Fondamentale è che la collezione abbia un’identità ben definita e poche rispettano questo aspetto. Ci sono, infatti, case che si spacciano per aziende di design, mentre non lo sono. Questo problema è stato anche alimentato dalle fiere che, creando lo spazio per questo comparto, hanno inserito un po’ di tutto.
Considerando vista e sole, per noi Mykita è il brand che ha più rotazione, mentre Jacques Durand è sicuramente la collezione che più sta emergendo.
Noi puntiamo moltissimo sull’occhiale di design, è un prodotto che ci permette di diversificarci rispetto alle produzioni commerciali proposte dalle varie griffe e, quindi, cerchiamo di investire su questo settore, lavorando con le aziende che più si distinguono per sperimentalismo e innovazione.
Da un punto di vista tecnico sicuramente Mykita e Ic Berlin! Berlin!, per quanto riguarda il design puro direi Theo; mentre prendendo in considerazione il rapporto qualità/prezzo Paul Frank. Il brand emergente su cui punto è senza dubbio Barton Perreira.
Maurizio Spada Ottica Gallery - Forlì
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Quali saranno le tendenze nell’ambito del design per il secondo semestre 2010?
Ultimamente i clienti hanno iniziato a richiedere montature più grandi, anche se, di fatto, la vendita è ancora legata all’occhiale”nordico”, vistoso nei colori, ma piuttosto piccolo.
Secondo me, ci sarà un ritorno alle montature tondeggianti degli anni ’70 rivisitate, però, in chiave moderna, sul genere degli storici modelli di John Lennon o di Johnny Deep che è solito portare occhiali esageratamente tondi ed eccentrici. L’innovazione riguarderà non tanto le forme, quanto i materiali, con l’utilizzo del titanio puro, dell’acciaio biomedicale o della fibra di carbonio.
Ho scoperto di recente l’occhiale Harry Lary’s con colorazioni effetto tartaruga ma su tinte brillanti, dai rossi ai viola, fino al rosa. Un altro brand con cui lavoro bene è Wissing, che realizza montature a righe e a strisce con colori molto accesi. Sono tra i più innovativi brand dell’occhialeria di design.
I marchi più innovativi sono Hoga del gruppo Vega e il brand belga Theo.
Ci sarà un ritorno ad atmosfere sobrie ed eleganti: tanto acetato con forme morbide e classicheggianti e colori tenui e raffinati.
Nell’ambito dell’innovazione credo che i brand che più si distinguano siano Dita e Herrlicth.
Penso che ancora per tutto il 2010 il vintage sarà la tendenza madre. Nell’ultimo Mido ho trovato molte proposte di cose già viste e spero che alla prossima fiera si investa in creatività e tecnologia.
Ci sono aziende che ricercano l’innovazione nelle soluzioni di design. Io apprezzo molto Reiz, che ha una collezione molto rigorosa con degli occhiali da sole satinati veramente innovativi. Ho anche una grande passione per Theo: questo brand belga mi sorprende a ogni nuova collezione.
Non so esattamente quali saranno le tendenze del prossimo inverno, credo, però, che si cavalcherà ancora quest’ondata del vintage, anche se effettivamente inizia a stancare, considerato che ormai dura da un po’. In ogni caso, le nuove tendenze saranno sempre caratterizzate da una buona dose di ricerca e originalità.
Alain Mikli, pur essendo sul mercato da tanti anni, riesce sempre a mantenere una grande freschezza creativa, ad esempio con la linea Philippe Starck, dal design lineare e pulito ma sempre innovativo; oppure anche Piero Massaro, per le linee e i colori che mantengono un gusto classico e attuale allo stesso tempo.
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Quali sono i brand più innovativi per materiali, stile, ecc?
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CHE PROGRESSI PER LE PROGRESSIVE! Ormai in commercio da oltre mezzo secolo, queste lenti hanno fatto passi da gigante, grazie a studi che ne hanno rivoluzionato le caratteristiche, permettendo una progettazione via via sempre più aderente a un comfort immediato e durevole per il portatore
di Gianmario Reverdy esperto in prodotti oftalmici, formatore S.Opti e docente in corsi Ecm
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ul mercato ormai da oltre 50 anni questo tipo di lenti ha avuto in questi ultimi tempi un’accelerazione tecnologica che ha portato alla costruzione di prodotti di alta rilevanza. I nuovi modelli stanno senz’altro contribuendo in maniera consistente a una notevole riduzione di tutte le problematiche connesse all’ac-
cettazione e al comfort d’uso rispetto a prodotti delle generazioni passate. LE SUPERFICI PROGRESSIVE Nelle lenti progressive standard la superficie anteriore è costruita con curvatura variabile, cioè è la superficie che riproduce il valore dell’addizione richiesta, mentre la seconda superficie è sferica o torica in funzione della prescrizione della ricetta. La necessità di ridurre e ottimizzare gli
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astigmatismi di superficie creati dalla variazione del raggio di curvatura e rendere quindi la visione più confortevole nell’intero spazio, ha portato alla progettazione di lenti, nelle quali vengono utilizzate curvature, tecnologie di costruzione e filosofie di progetto diverse e sempre più aderenti a un comfort immediato e durevole. L’idea è sempre stata quella di ottimizzare sia il canale di progressione che le aree periferiche controllando maggiormen-
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Lo studio del fronte d’onda Lo studio del fronte d’onda è lo studio delle aberrazioni che la lente introduce nella sua particolare posizione d’uso davanti agli occhi di quel particolare individuo. È possibile anche uno studio del fronte d’onda sulla lente in quanto tale, supponendo il suo funzionamento in una situazione standard. È pertanto possibile oggi la correzione, anche se mai in forma assoluta, della deformazione che il fronte d’onda (visto come superficie insieme dei “punti” che hanno attraversato la lente) subisce al variare della dimensione pupillare. Questo ha dato una notevole spinta alla costruzione di lenti che almeno nelle intenzioni dovrebbero fornire immagini sempre meno aberrate per le varie posizioni di sguardo. Certo, occorre ricordare che le aberrazioni, almeno quelle del primo ordine superiore, quali il coma e l’aberrazione sferica, dipendono non solo dalla dimensione pupillare, ma anche dalla posizione dell’oggetto e pertanto la superficie che può risultare corretta per un’osservazione a distanza, può esserlo in modo approssimato per una visione ravvicinata. Una seconda importante considerazione ci impone di riflettere sul fatto che una correzione spinta di certe aberrazioni obbliga a una rigorosa misura delle varie caratteristiche di utilizzo delle lenti nell’occhiale (inclinazione orizzontale e verticale, distanza e posizione in altezza) e questo spesso è complicato dalla mancanza di idonea strumentazione.
Fig. 1 I parametri di lavorazione di una lente free form
te gli astigmatismi laterali per ampliare il più possibile il campo di visione. Questi sono i concetti base che hanno ispirato tutte le nuove tecnologie nella ricerca, attraverso geometrie differenziate capaci di migliorare la qualità complessiva delle lenti. Certo le distorsioni extrassiali introdotte dalla variazione della curvatura della superficie progressiva rimangono ovviamente ancora in parte presenti, ma in molti casi sono distribuite in aree di minor uso, dando origine a lenti di migliore qualità. Possiamo dire che le tre grandi rivoluzioni che hanno caratterizzato questi anni di studi sul progetto di lenti progressive sono state: • la tecnologia di costruzione “free form” • lo studio delle superfici ottimizzate sul fronte d’onda • i migliori approfondimenti sulle posture d’uso della lente . La tecnologia “free form” Negli ultimi anni, oltre al continuo miglioramento dello studio matematico delle superfici sono state realizzate macchine di lavorazione che consentono la costruzione della lente “punto a punto”, cioè l’utensile di lavorazione, rappresentato da una punta diamantata, è in grado di modificare il raggio di curvatura della superficie in ogni area della stessa. Si possono fornire fino a 16 coordinate diverse di punti per mm2 (fig. 1). Questo ha consentito la costruzione di superfici a “forma libera”, in funzione delle richieste matematiche dello studio effettuate sulla tipologia della superficie. Inoltre, è oggi possibile costruire lenti di assoluta personalizzazione nelle quali il professionista può richiedere le varie posizioni delle aree di visione in funzione delle esigenze d’uso dell’individuo.
Lo studio delle posture Il terzo aspetto di spinta verso lenti progressive sempre più adeguate alle richieste visive si è ottenuto con la messa a punto di sistemi per lo studio e la misura delle posture nelle varie situazioni d’uso e delle posizioni assunte dagli assi visivi nelle varie condizioni di sguardo (fig. 2). Più si è riusciti a simulare queste situazioni e a raffinare le impostazioni e più le lenti sono via via risultate sempre più idonee alle soluzioni visive nei vari campi di utilizzo.
Fig.2 Gli strumenti per lo studio delle posture
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MODELLI DI LENTI PROGRESSIVE Date le premesse generali di cui sopra oggi possiamo trovare sul mercato lenti progressive con tipologie di geometrie fra loro abbastanza diverse.
ultimi anni costruisce una variazione di raggio di curvatura sul meridiano verticale sulla superficie anteriore ed una variazione sul meridiano orizzontale sulla superficie interna (fig. 4).
Lenti progressive a geometria interna In queste lenti la variazione di potenza è realizzata, sempre con modifiche del raggio di curvatura della superficie, ma sulla faccia posteriore della lente (quella più vicina all’occhio). La costruzione di queste lenti prevede che la superficie progressiva sia comprensiva anche dell’eventuale componente torica che pertanto è sempre realizzata sulla superficie interna (fig. 3). Que-
Fig. 4 La configurazione dei poteri in una lente a geometria compensata
I vantaggi che possiamo riscontrare sono: • una maggiore possibilità di compensare parte degli astigmatismi di superficie creati dall’addizione sulla prima superficie con una superficie “progressiva” orizzontale interna • questa geometria può pertanto risultare molto più soft nelle aree laterali che vengono compensate nell’integrazione fra le due superfici • una lente di questo tipo deve necessariamente essere costruita con lavorazione “free form” su entrambe le superfici con tutti i vantaggi connessi a questa tecnologia.
Fig. 3 La configurazione dei poteri in una lente a geometria interna
sta particolare geometria di costruzione può comportare alcuni immediati vantaggi: • la variazione di potenza, realizzata sulla superficie interna comporta, per un certo valore di addizione, un allungamento dei raggi di curvatura (la superficie infatti è concava). In tal modo la variazione della “freccia della superficie” diminuisce creando pertanto una configurazione dove i raccordi nelle aree laterali possono risultare più dolci e quindi con minori astigmatismi. Le aree a bassa distorsione risultano in generale più ampie • la superficie esterna è sempre sferica con un buon vantaggio legato alla costanza dell’ingrandimento introdotto dalla lente • si verifica anche un lieve aumento del campo visivo, dal momento che la superficie progressiva è realizzata sull’interno, ed è quindi più vicina all’occhio.
Lenti progressive a doppia addizione In tutte le lenti progressive all’aumento del valore dell’addizione, corrisponde sempre un peggioramento della qualità della superficie. Le superfici più “soft” sono quelle con minor variazione di curvatura. Sulla base di questo concetto si sono costruite lenti progressive dove l’addizione totale viene suddivisa fra le due superfici; se devo dare addizione +2,00 posso costruire due superfici ciascuna con addizione +1,00 (fig. 5). Si possono riscontrare i seguenti vantaggi: • le superfici di bassa addizione risultano più soft e in particolare la componente interna produrrà meno distorsione • lavorando entrambe le superfici progressive è possibile compensarle meglio fra loro almeno in parte per quanto riguarda le distorsioni introdotte Lenti progressive ad addizione fissa compensata L’ultima geometria apparsa sul mercato oftalmico poco più di quattro anni fa è costruita con un’addizione fissa di tre
Lenti progressive a geometria compensata Invece che definire l’addizione sulla superficie anteriore o posteriore, questa geometria, immessa sul mercato negli
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dell’individuo e allo scopo rilevati (distanza interpupillare, distanza lente-apice corneale, inclinazione della montatura, meniscatura della montatura, distanza di utilizzo dell’occhiale) rende la lente sempre più personalizzata e adatta a un singolo e preciso individuo. Queste lenti possono essere costruite a partire da un semilavorato, sferico in una superficie oppure con la tecnologia free form e vengono “personalizzate”, cioè calcolate e lavorate singolarmente per ogni prescrizione, divenendo pertanto ottimizzate per ogni potere diottrico per il quale sono state realizzate. Queste lenti possono essere costruite a geometria esterna, interna o compensata (fig. 7).
Fig. 5 La configurazione dei poteri in una lente a doppia addizione
diottrie (la massima generalmente prescritta) sulla prima superficie che viene compensata da “un’addizione negativa” realizzata sulla superficie interna per determinare la progressione richiesta. Se ad esempio devo dare addizione + 2.00, costruirò la seconda superficie con un raggio variabile in grado di togliere una diottria ed ottenere così il valore richiesto (fig. 6).
Fig. 7 I parametri richiesti in una lente personalizzata
Fig. 6 La configurazione dei poteri in una lente ad addizione fissa compensata
Questi i possibili vantaggi: • la superficie esterna è costruita standard (con addizione +3.00) per tutte le addizioni possibili • mantenere la prima superficie fissa ha anche un impatto positivo sull’ ingrandimento che risulta abbastanza costante al peggioramento del valore di presbiopia. L’individuo si abituerà con maggiore rapidità agli eventuali cambi di lente dovuti all’aumento del valore addizionale.
Occorre a proposito fare le seguenti valutazioni: • sono ovviamente lenti di categoria “top” per una gamma di clienti esigenti e disposti a spendere • appare molto utile costruire lenti personalizzate se i parametri o della montatura o dell’individuo sono particolarmente fuori norma. Esse possono risultare, inoltre, molto idonee in prescrizioni complesse (anisometropie elevate, forti astigmatismi ….) • i parametri da rilevare non sono sempre agevoli. Anche se le aziende forniscono semplici strumenti per la rilevazione occorre essere precisi, altrimenti si rischia di fare un “vestito su misura a partire da misure sbagliate” • anche per i tempi di realizzazione ci si deve distaccare da un banale concetto della lente pronta subito.
Lenti progressive a geometria personalizzata La maggioranza delle lenti progressive fino a oggi in commercio è standardizzata su una serie di parametri (distanza interpupillare, avvolgimento e angolo pantoscopico della montatura, distanza lente apice corneale), assunti come fissi per il progetto. La costruzione di lenti, ottimizzate sulla montatura e sui parametri propri
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GLI STUDI DI SETTORE: STRUMENTI PER L’ACCERTAMENTO FISCALE
di Tobia Chiesurin consulente aziendale
L’Agenzia delle Entrate potrà utilizzarne i dati per individuare i soggetti da sottoporre a controllo
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li studi di settore sono strumenti statistici costruiti sulla base di alcuni fattori economici relativi all’attività alle diverse categorie di attività economiche (società, ditte, professionisti e lavoratori autonomi). L’ACCERTAMENTO DA STUDI DI SETTORE La compilazione degli studi di settore è gestita tramite gli intermediari abilitati da Gerico, il software che verifica la posizione del singolo contribuente in ordine a due distinti aspetti della sua “normalità statistica”: i principali indicatori economici e i ricavi/compensi dichiarati. In relazione a questi ultimi, il software confronta in automatico i ricavi/compensi dichiarati con quelli presunti, attestando se tali ricavi o i compensi del contribuente sono "congrui", ossia pari almeno al valore pun-
tuale di riferimento calcolato per lo specifico soggetto, sulla base di una serie di parametri qualitativi e quantitativi analizzati in un determinato campione. In caso contrario, il software indica il valore puntuale atteso e, inoltre, i ricavi o i compensi minimi ammissibili, ossia la soglia inferiore di quel margine di oscillazione (chiamato intervallo di confidenza) entro il quale lo scostamento è ritenuto "possibile". L’analisi di coerenza, invece, riguarda la regolarità dei principali indicatori economici caratterizzanti l’attività tipica del contribuente. I soggetti che dichiarano ricavi inferiori a quelli risultanti dagli studi di settore corrono il rischio di subire un accertamento induttivo. Il contribuente avrà la possibilità di adeguarsi, ovvero indicare in dichiarazione un ammontare di ricavi superiori a quelli annotati nella contabilità al fine di riallineare la propria posizione con
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quanto richiesto da Gerico. In caso di adeguamento al valore puntuale, non ci potrà essere accertamento da parte dell’Agenzia; se invece si opta per un adeguamento all’interno dell’intervallo tra valore minimo e valore puntuali, l’Amministrazione Finanziaria potrà richiedere al contribuente di giustificare per quali motivi abbia ritenuto di adeguarsi a un valore inferiore a quello di riferimento puntuale. In caso di accertamento da studi di settore e in presenza di gravi incongruenze, spetta al contribuente fornire le prove contrarie. Per ovviare a questo problema, comunque, al momento della compilazione degli studi, i contribuenti potranno segnalare, utilizzando il campo delle note aggiuntive dei modelli e anche attraverso il software, i motivi per i quali risulta uno scostamento tra i ricavi dichiarati e quelli previsti dagli studi. Questa possibilità di segnalazione
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riguarderà generalmente i soggetti “non congrui” e che non si adeguano ai risultati degli studi. Tali annotazioni si rendono opportune in determinati casi, ad esempio nell’ipotesi in cui la titolare di un’attività, o una socia dell’ente collettivo, si debba assentare per maternità o congedi parentali o nel caso in cui si registrino elevati importi di perdite su crediti. Se non ci si riconosce nello studio, comunque, i contribuenti non hanno alcun obbligo di adeguarsi. LE NOVITÀ 2010 A partire dal 29 maggio 2010 è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la nuova versione di Gerico, il software per la compilazione degli studi di settore. Particolare attenzione nella sua predisposizione è stata data ai correttivi congiunturali e ai cosid-
detti correttivi anti-crisi che, introdotti per la prima volta l’anno scorso, hanno la funzione di stimare, in determinate situazioni (in particolare nei casi di riduzione dei ricavi da un anno all’altro) l’effetto dell’andamento negativo che il mercato sta sopportando. Esistono diversi tipi di correttivi, cumulabili fra loro: alcuni si applicano, sia pur con modalità diverse, alla totalità degli studi, altri a una parte degli stessi, altri ancora sono specifici e si attivano solo per alcuni studi. Gli aggiustamenti hanno la funzione di pesare, nella stima di congruità, l’effetto della crisi economica riducendo il dato che risulta dall’analisi di congruità generale. Le risultanze dei nuovi studi approvati per il 2009 potranno essere applicati anche per gli esercizi precedenti, su richiesta del contribuente e se più favorevoli. Ciò
non si può dire per l’utilizzo delle riduzioni anticrisi che restano valide per il solo esercizio 2009. La seconda direttrice di innovazione concerne le prime applicazioni del federalismo fiscale: in tutti gli studi di settore entrano in gioco variabili legate alla provincia di appartenenza, come il reddito medio pro-capite e le quotazioni immobiliari. Inoltre, la tradizionale revisione triennale di un terzo degli studi di settore: ne sono stati riformulati 69 su 206, aggiornando le principali debolezze emerse negli anni scorsi. Infine, il termine per le imprese tenute ad applicare gli studi di settore per il pagamento delle imposte, e quindi anche il diritto annuale, è prorogato al 6 luglio o al 5 agosto 2010. Entro tale data potranno quindi essere effettuati i versamenti con la maggiorazione dello 0,4 per cento.
NEWS DAL MERCATO È stata approvata la proroga della scadenza dal 30 giugno 2010 al 31 gennaio 2011 per la presentazione delle richieste per la sospensione del pagamento delle quote capitali delle rate di mutui o dei canoni di leasing (moratoria dei debiti) da parte delle piccole e medie imprese che non abbiano già fatto ricorso alla procedura. (ABI, comunicato stampa 15/6/2010). A partire dal 5 luglio, per la progressiva entrata in vigore della Direttiva europea sui servizi di pagamento il 5 luglio vengono stabilite nuove regole per le procedure per addebiti diretti e incassi per bonifici, Ri.ba, Rid, Mav e Bollettino Freccia. In particolare ci si riferisce all’obbligo dell’indicazione del codice IBAN del beneficiario nel disporre pagamenti tramite bonifico; di conseguenza non saranno più ammesse, le “vecchie” coordinate bancarie nazionali ABI, CAB e conto corrente.
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Dalla ricerca italiana, le nuove lenti a contatto giornaliere con acido ialuronico
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MEDITAZIONI
UNA VOLTA C'ERA UN RE… Abbandonare le abitudini e cercare nuovi spazi, correre il rischio di mettersi in gioco, di sperimentare nuove idee, di portare contributi diversi. Ampliare i propri confini è motore indispensabile per andare avanti, per esistere, per distinguersi, in breve per farsi scegliere di Luisa Redaelli direzione comunicazione Vega
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na volta c'era un re... seduto sul sofà, che disse alla Regina: “Raccontami una storia”. La Regina incominciò: “C'era una volta un Re, seduto sul sofà, che disse alla Regina: “Raccontami una storia”. La Regina incominciò… La citazione non è del tutto aulica, riconducibile a una scuola filosofico-sociologia, psico-economica, ma introduce efficacemente l'argomento, ovvero, la confortante comodità della ripetizione. Un'altra volta c'era un altro Re “che a star solo si annoiò, cerca, cerca ritrovò, ma il volean sposare in tre”. Questa citazione evoca Gioacchino Rossini e il librettista Jacopo Ferretti, si tratta della canzone-cavatina di Cenerentola, nell'opera omonima, dramma giocoso che il maestro pesarese compose fra il 1816 e il 1817. Nel primo caso, il Re e la Regina sono lì, nel loro salotto, certamente comodo e lussuoso, belli “spaparanzati” in soffici divani e poltrone, e se la raccontano l’un con l'altro, noiosamente ripetitivi, in un discorso circolare sterile, passivo, ipnotico come un mantra, ma negativo, paralizzante, avulso. Nel caso del secondo Re, ecco che per il problema (di trovar compagnia, nel suo caso, volendo moglie
Gotan Project La Gloria
e non “occasionali”) viene cercata e data brutti, questa crisi…!), senza un guizzo, un una soluzione creativa. Si genera entusiasmo, una novità, aria fresca. Area movimento, si partoriscono idee, si di comodo anche per i venditori, una volta inviano emissari nel mondo esterno per detti “viaggiatori”, un termine bellissimo! catturare idee diverse, si creano eventi (il Stesso giro, parcheggio, bar (per il bagno ballo a palazzo), ci si ingegna e alla fine, comodo, spesso, una necessità normale, il risultato c’è: molta più gente in negozio, da non sottovalutare), modo di salutare, di molti più clienti per le aziende e i far battute (che noia!), di cercar di rappresentanti, quindi la possibilità di vendere. Risultato di questi modi: scegliere e selezionare, secondo esigenze, stagnazione, chiusura, muffa. Uscire gusto, criterio. Son saltata subito al punto, dall'area di comodità acquisita e cercare uscendo a scheggia dal mondo delle nuovi spazi, correre il rischio di mettersi favole (e ho fatto una certa fatica, ve in giochi nuovi, di sperimentare nuove l'assicuro…!), ma questo viene naturale, idee, di portare contributi diversi: quando vogliamo definire un tema con ampliare i confini. Indispensabile motore chiarezza. Ognuno di noi tende ad per andare avanti, per esistere, per accucciarsi in una zona di comodità, dove distinguersi, in breve per farsi scegliere. tutto è già conosciuto (nessuna sorpresa), La bellezza si coglie nella leggera dove vediamo bene i confini (“sempre imperfezione, vedi lo strabismo di Venere. caro mi fu …” con la siepe che chiude lo La perfezione assoluta appartiene a sfere sguardo, come dice il sommo Leopardi), non umane, mentre noi esseri mortali e dove possiamo ritrovare gesti e riti finiti, siamo a nostro agio nella lieve asimabituali, sempre uguali e pertanto metria del creato. Ecco perché uscire rassicuranti. Il negozio all'esperienza di scoperta sempre impostato così, ha molto significato, perché l'atteggiamento verso i ci fa scoprire nuove clienti sempre così, gli dimensioni, genera nuove acquisti sempre dalle idee, moltiplica le possibilistesse aziende, sempre tà. Ho letto di recente un quel camice, quella librino forse attribuibile a esposizione della merce, Oscar Wilde, in realtà quell'attitudine mentale. firmato da un certo Oscar Un'attitudine mentale che, Fingal (che era un secondo al massimo, cala verso il nome dell'autore irlandese, pessimismo (eh, tempi il quale, per le note vicende, Affabulare, raccontare, pensare, generare idee e discorsi prismatici
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MEDITAZIONI fu spesso costretto a pubblicare sotto vari valori sociali di riconoscimento, grazie al pseudonimi), intitolato “Divagazioni sulla cielo, si modificano e l'orientamento felicità”, dove si afferma che bisogna attuale è di maggiore concretezza. Le rischiare per guadagnare e bisogna risorse naturali si consumano e urlano andare incontro agli avvenimenti, per necessità di rispetto e tutela, i denari poterli vedere e avere maggiore libertà di prendono nuovo valore, l'effimero si manovra. Si dice che ciò che non dimostra un fallimento (vedi la sfiducia abbiamo osato abbiamo certamente nelle borse), nuove tecnologie offrono perduto e che la fortuna non è affatto mondi diversi, meno applicazione pratica cieca, bensì è dotata di ottimi occhiali e più conoscenza: noi tutti siamo chiamati (fatti certamente da un ottico capace!) per a modificare attitudini e comportamenti. distinguere chi se la merita, perché è più Non si parla più di riconoscersi in “status attento e concentrato degli altri. Per symbol” - posseggo quindi sono. Oggi il ricevere la fortuna occorre prepararsi e valore da tener presente è lo “style attrezzarsi, studiare, capire, os(serv)are. symbol”, ovvero le scelte di stile – conoSe rimaniamo nell'abitudine, nell'opiniosco, quindi scelgo di essere. Ecco perché, ne comune e banale, nella conformità di anche nel mondo dell'ottica è importante massa, non ci accorgiamo degli spunti essere portatori di argomenti nuovi, più propizi, tendiamo a vedere solo le cose approfonditi. Narrare storie che coinvolnegative, e in esse ci accoccoliamo, come gano la fantasia dell'interlocutore, tutti i mediocri, che incrociano le braccia porgere argomenti e temi che ne e danno la colpa al destino (oh fato sollecitino la conoscenza. Assumere ruoli avverso!). L'imprenditore di valore, il attivi, protagonisti, distinguersi perché si professionista avveduto, invece, s'ingeè interessanti. Non basta più porgere un gna per trovare i vantaggi delle situazioni prodotto o un servizio, per quanto bene lo difficili, colte come un'occasione per si possa fare. Bisogna entrare nell'immavolare più in alto, per fare meglio, per ginario, stimolare le papille gustative afferrare nuove opportunità, adeguate ai della conoscenza, affabulare (narrare tempi. È certo che la fortuna passa favole con fantasia) portando notizie, sempre sul nostro informazioni, cammino: occorre avere cultura. Che può gli occhi svegli per anche essere una coglierne il luccichio. Se barzelletta, un gli occhi sono spenti, aneddoto, un intenti a pensare alle racconto apparendisgrazie (crisi, pochi temente diverso, un clienti, pochi ordini, ecc ambiente stimolanecc.) la fortuna passa e, te, una musica indispettita da un diffusa in negozio, atteggiamento tanto che evochi negativo e pessimista, se emozione (i magici ne fugge via. La forza di Cenerentola e il suo principe tango dei Gotan un uomo è la sua Project, per immaginazione, forte come la volontà, esempio). C'è un gioco, che mi diverte capace di “fecondare” il futuro, a partire molto, e consiste nel dare interpretazioni dal presente. Ecco perché è importante diverse a versi famosi, ovvero come uscire dai vecchi schemi abituali e leggere in modo originale, ovvero quante lanciare il cuore oltre: cosa potrà mai possibili visioni di un oggetto-frase. Per capitare, di sbagliare? Forse, ma quando esempio, i versi famosi di Alessandro sono attenta e concentrata, so anche Manzoni, per celebrare la morte di prevedere come avere risorse di forza Napoleone, “Il 5 Maggio”: “stette la che mi proteggano. Oggi le persone non spoglia immemore” si può tradurre con si riconoscono più nei valori di un tempo, “ma dove ha messo il reggiseno”; oppure o meglio, esistono valori morali, etici, “dato il mortal sospiro” si può leggere irrinunciabili, eterni, indispensabili, ma i come “hai mangiato un topo morto?”.
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LA POESIA da “Affabulazione” di Pier Paolo Pasolini (1922 - 1975), scrittore, poeta, regista, pittore, uno dei maggiori pensatori della cultura del XX secolo
Pier Paolo Pasolini
La buona reputazione, ah, ah! Padre nostro che sei nei Cieli, cosa me ne faccio della buona reputazione, e del destino - che sembrava tutt'uno col mio corpo e il mio tratto di non fare per nessuna ragione al mondo parlare di me? Che me ne faccio di questa persona così ben difesa contro gli imprevisti? Capite il gioco? Vi piace quanto il discorso che possiamo fare sia prismatico: entra il raggio di luce, ne possono uscire infiniti bellissimi colori! Basta aver voglia di usare il prisma (ben conosciuto in campo ottico), non la semplice monofocale di primo prezzo! Se non vi fossero stati dei visionari avveduti il mondo non avrebbe mai potuto progredire. Grazie a tutti i “pazzi coraggiosi” che sanno osare, che si dedicano con passione e portano a compimento i propri sogni imprenditoriali, di innovazione professionale, di espressione lavorativa. Grazie a tutti coloro che sacrificano ciò che alla normalità sembra irrinunciabile, per realizzare un progetto che porta eccellenza. Grazie a tutti coloro che portano contributi positivi e lottano nel quotidiano per essere stimolati e stimolanti. Grazie a tutti coloro che cercano ogni giorno di migliorare e migliorarsi. Grazie a tutti i curiosi insaziabili, che fanno domande e ascoltano le varie possibilità di risposta. Grazie a tutti coloro che ricercano e scoprono e offrono. Grazie a tutti i viaggiatori, sempre in viaggio, per scoprire nuovi mondi. Grazie: a quanti di voi lo posso dire?
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Ialuronano: Sue Proprietà e Utilizzi Oftalmici Marjorie J. Rah, OD, PhD. Massachusetts Eye and Ear Infirmary Contact Lens Service 243 Charles Street Boston, MA 02114 Introduzione Il corpo umano è un insieme complesso di sistemi che si sono evoluti per eseguire funzioni essenziali. L’occhio, organo in grado di mantenersi autonomamente efficiente, è un perfetto esempio di questo: per rimanere autosufficiente si affida ad una serie di elementi che si produce da solo. Ad esempio il suo film lacrimale contiene oltre 490 proteine, alcune delle quali sono enzimi antibatterici che concorrono a disinfettare l’ambiente oculare. 1 Lo Ialuronano (IAL) è un altro elemento prodotto dall’occhio principalmente con la funzione di lubrificarlo. Alcuni produttori di lenti a contatto e di soluzioni di manutenzione hanno riconosciuto i benefici dello IAL includendolo nei propri prodotti come trattamento contro la secchezza oculare e per rendere più confortevoli le lenti.
Che cos’è lo Ialuronano? Lo Ialuronano è un glicosaminoglicano naturalmente presente in tutto il corpo umano all’interno del tessuto connettivo della pelle, nel cordone ombelicale e nel liquido sinoviale delle articolazioni.2,3 È inoltre presente in varie parti dell’occhio, incluse le normali secrezioni lacrimali, 4 il tessuto lacrimale 5 e l’epitelio corneale.6 Oltre all’effetto lubrificante, lo IAL può svolgere un effetto protettivo contro i danni dell’ossidazione causata dai radicali liberi.7,8 Può anche avere un ruolo nella guarigione delle ferite ed avere proprietà antinfiammatorie. 2 Lo IAL viene attualmente utilizzato in molte procedure chirurgiche, compresa quella oculare (sostituzione del vitreo), negli interventi di cataratta (come protezione per l’endotelio corneale) e nei trapianti di cornea (per fornire una migliore trasparenza all’impianto). 2,9
Tabella 1: Riepilogo degli studi sugli effetti dello Ialuronano sulla secchezza oculare Studio 13 l 0.1% sodio ialuronato Risultati: i pazienti riscontrano sollievo dai sintomi di secchezza oculare. È stato rilevato un oggettivo miglioramento nella colorazione corneale. Studio 213 l 0,1% sodio ialuronato vs. 0,1% sodio ialuronato vs. placebo Risultati: nessuna differenza significativa nel test di Schirmer, BUT e colorazione con il rosa bengala per 0,1% IAL contro placebo. Differenza significativa nel test oggettivo per IAL 0,2% vs. placebo. La maggior parte dei pazienti preferisce il trattamento allo IAL. Studio 314 l • 0,05% sodio ialuronato sodico vs. 0,1% sodio ialuronato / 0,3% sodio ialuronato vs. veicolo Risultati: nessun effetto significativo nel BUT per il veicolo o lo IAL 0,05%. BUT notevolmente ritardato in tutte le misurazioni fino a 3 ore per IAL 0,1% e 0,3% .
Studio 412 l • 0,1% sodio ialuronato vs. 0,3% sodio ialuronato vs. salina 0,9%. Risultati: significativo miglioramento del BUT fino a 6 ore per IAL 0,1% e 0,3%. I maggiori effetti di miglioramento dei sintomi durante le 6 ore dello studio erano per IAL 0,3%.
Studo 515 l • 0,18% sodio ialuronato vs. 0,3% idrossipropilmetilcellulosa e 0,1% destrano Risultati: significativo miglioramento del BUT a 30 e 60 minuti per IAL 0,18%.
Proprietà lubrificanti dello Ialuronano Lo Ialuronano ha una eccezionale capacità di trattenere l’acqua e una elevata viscoelasticità grazie alla sua struttura “random coil” (ramificazione casuale), che permette ad ogni molecola di IAL di assorbire fino a 1000 volte il suo peso in acqua.10 Tuttavia, variazioni di temperatura, pH, e shear rate possono ridurre tale capacità.2,8,11 Lo IAL svolge due distinte funzioni: una quando l’occhio è aperto e una durante l’ammiccamento. Quando l’occhio è aperto lo IAL è più viscoso e riveste la superficie dell’occhio senza
defluire verso il basso, con conseguente aumento del tempo di rottura del film lacrimale (BUT).8,12 All’ammiccamento la sua viscosità viene ridotta, e lo IAL viene distribuito sulla superficie dell’occhio quando le palpebre tornano nella posizione iniziale.8
Efficacia dello Ialuronano negli studi sulle lacrime artificiali La capacità dello Ialuronano di legarsi con l’acqua lo rende ideale per le lacrime artificiali, ed infatti fa già parte dei componenti di alcuni prodotti disponibili sul mercato (come ad esempio Aquify® Long Lasting Comfort Drops [CibaVision,
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Duluth GA] oppure Blink Contacts® Lubricating Eye Drops [Abbott Medical Optics, Santa Ana CA]). La Tabella 1 elenca una serie di studi sulle lacrime artificiali a base di IAL e sui relativi effetti sulla secchezza oculare e sintomi associati. In questi studi sono stati esaminati pazienti con secchezza oculare di entità da lieve a grave che possono aver sofferto di disturbi corneali (per esempio distrofia dell’epitelio corneale, irritazione da lenti a contatto, pemfigoide oculare, cheratite filamentosa, cheratite neurotrofica). 3,12-15 La maggior parte dei principali esiti di questi studi deriva soprattutto dai risultati di questionari soggettivi e misurazioni oggettive del tempo di rottura del film lacrimale, ma sono stati presi in considerazione anche i risultati di altri test sulla secchezza oculare (es. test del filo di cotone al rosso fenolo, altezza del menisco lacrimale, BUT non invasivo, iperemia bulbare).3,12-15 La Tabella 1 mostra i risultati di questi studi, che tuttavia non possono essere confrontati tra loro, in quanto questi
test non sono stati condotti come comparazione diretta.
Efficacia dello Ialuronano negli studi sulle lenti a contatto Esistono pochi riferimenti nella letteratura relativi agli effetti dello IAL sulle lenti a contatto. Tuttavia un importante studio condotto da Itoi e colleghi (1995) valuta gli effetti dello IAL sulla colorazione a ore 3 e 9 in pazienti che indossano abitualmente lenti a contatto rigide gas permeabili.16 In questo studio i pazienti sono stati randomizzati per lo IAL o le lacrime artificiali, e nonostante non vi siano significative differenze nei sintomi soggettivi, sono stati rilevati minori segni significativamente oggettivi (es. colorazione corneale e iperemia congiuntivale) nel gruppo a cui sono state fornite lacrime allo Ialuronano. Esistono altri autorevoli studi sugli effetti dello Ialuronano sull’adsorbimento delle proteine quando incorporato come agente umettante nelle lenti hydrogel e silicone hydrogel. 17,18 Nelle
lenti hydrogel l’incorporazione dello IAL riduce notevolmente l’adsorbimento di lisozima, albumina e della più grande proteina IgG, 17. Nelle lenti silicone hydrogel si ha una minore capacità di adsorbire il lisozima.18
Conclusioni Lo Ialuronano è prodotto dal corpo umano e può essere l’ispirazione per sviluppare lacrime artificiali, agenti riumettanti per lenti a contatto e come agente umettante incorporandolo nei prodotti per la manutenzione delle lenti o nei materiali delle lenti a contatto stesse — tutte caratteristiche utili a combattere la secchezza e il discomfort oculare. Mentre i settori della manutenzione e delle geometrie di lenti necessitano ancora di miglioramenti, i contattologi saranno presto in grado di fornire ai propri pazienti un maggiore comfort, con conseguente riduzione dei soggetti che sospendono l’uso di lenti a contatto, ed un aumento invece del tempo di utilizzo delle loro lenti.
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LENTI OFTALMICHE
COMPETERE CON IL MONDO Sviluppo delle progressive, adeguato rapporto qualità-prezzo e, soprattutto, un servizio capillare sul territorio: sono i punti di forza di Optovista di Angelo Magri
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l concetto di servizio da parte delle aziende fornitrici nei confronti dei centri ottici risulta particolarmente utilizzato, a volte sembra persino inflazionato. Per un certo tipo di imprese, tuttavia, è il principale fattore competitivo. «Alla luce di come è strutturato il sistema distributivo ottico in Italia la presenza sul territorio si rivela di fondamentale importanza – spiega Paolo Pettazzoni, presidente di Optovista – Noi ci rivolgiamo soprattutto all’ottico indipendente, affiliato a un gruppo d’acquisto o meno, che non voglia appiattirsi sull’omologazione imposta dalle grandi multinazionali». Per Optovista, del resto, azienda specializzata in lenti oftalmiche da 10 milioni di euro di ricavi annui e 70 dipendenti, sono proprio i big player internazionali i maggiori concorren-
Un esempio dei macchinari presenti nella sede centrale di Optovista a Calderara di Reno (Bologna)
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LENTI OFTALMICHE
Paolo Pettazzoni, presidente di Optovista che detiene anche la vicepresidenza di Anfao, l'associazione dei produttori italiani di montature e lenti oftalmiche
ti. Nata nel 1993 come fusione di tre rami aziendali che facevano capo alle famiglie Formelli, Bordini e Pettazzoni, queste ultime due sono oggi i proprietari della società bolognese, che vanta 6 filiali dirette in Italia, dove realizza la totalità del proprio volume d’affari, e un’altra in fase di avvio. «Il nuovo centro operativo di Optovista sarà ubicato a Settimo Milanese, nella cintura nord-occidentale del capoluogo lombardo – dice Pettazzoni - Logistica e montaggio saranno il suo cuore operativo, come per le altre sei filiali dislocate in Italia, a eccezione di quelle di Torino e Catania, dove è presente anche la produzione. Queste filiali ci fanno andare in controtendenza rispetto alla maggior parte delle imprese di lenti, che negli ultimi anni hanno preferito o ridimensionare la propria presenza sul territorio nazionale o puntare su distributori già esistenti. Noi, invece, ci sentiamo più rassicurati a lavorare con personale diretto». Con quale obiettivo? Garantire maggiore stabilità e continuità di servizio all’ottico. Si torna così al
punto iniziale, che risulta ancora più impegnativo soddisfare nell’attuale fase congiunturale. «Una ripresa a settembre 2010? Non ha molto senso ragionare in questi termini – afferma Pettazzoni – I trend di mercato, infatti, vanno ormai analizzati su un arco di tempo molto più lungo: dal 2005 a oggi, ad esempio, il business delle lenti oftalmiche in Italia non ha fatto registrare un particolare sviluppo». Così entrano in gioco i margini di crescita delle lenti progressive. «Sono il segmento merceologico che già rappresenta il 50% del fatturato delle aziende di lenti iscritte ad Anfao e quello su cui puntiamo a breve-medio termine anche come Optovista, insieme ai coating - sottolinea l’imprenditore bolognese – Va comunque ricordato che le imprese fornitrici oggi sono costrette dalle dinamiche di mercato a ridurre i margini, pur mantenendo un elevato livello di prodotto: più che di qualità, quindi, si dovrebbe parlare di un adeguato rapporto qualità-prezzo, che rimane uno dei nostri punti di forza da offrire al centro ottico».
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RGP: METODO EMPIRICO E DI FITTING TOPOGRAFICO A CONFRONTO È un campo dove il professionista può cimentarsi con assoluta passione. La moltitudine di soluzioni geometriche disponibili o ipotizzabili è pressoché infinita di Marco Tovaglia contattologo
U
na cosa assolutamente importante va ricordata: il principale obiettivo, nell’applicazione di una lente, è sì fornire la compensazione all’ametropia del portatore, ma rispettare la forma della cornea distribuendo, il più possibile omogeneamente, la pressione della lente sull’intera porzione dell’epitelio interessato dall’appoggio. Se le forze, per unità di superficie, sono equamente distribuite la distorsione corneale è ridotta o, addirittura, assente. Interessante, a tal proposito, è stato il poter osservare, a seguito di uno studio condotto in campo ortocheratologico, su soggetti cui sono state applicate lenti da reshaping in porto diurno, che già dopo soli dieci minuti vi sia stata una vulnerabilità e plasmatura dell’epitelio. La posizione primaria di una lente a con-
tatto “dura” gioca un ruolo importante; attraverso di essa, se dislocata in modo incorretto, si possono evidenziare alterazioni del profilo corneale denominate “warpages”. Se una lente è piatta tende a soggiornare in posizione alta, producendo un appiattimento superiore dell’epitelio e, conseguentemente, un corrugamento inferiore denominato comunemente “smile”. Se, invece, fosse stretta la tendenza sarebbe verso un decentramento basso con conseguente warpage inverso o “Frawny face”, faccia corrucciata letteralmente tradotto dall’anglosassone.
Un warpage “inverso”
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Premesso ciò, appare particolarmente evidente come l’applicazione corretta di una lente a contatto necessiti di una buona conoscenza della forma della cornea. Per ottenere questo risultato, è molto utile un topografo che fornisce un coefficiente essenziale: l’eccentricità. Tale parametro identifica il grado di appiattimento che la cornea descrive nel suo andamento morfologico tra centro e periferia. Il valore medio di eccentricità (e) può essere considerato compreso tra 0,40 e 0,50 (e = 0.39 Guillon 5 1986 – Calossi 20 02 e = 0.1 a 4.5 mm, e = 0.51 a 8 mm); inoltre, un dato estremamente interessante lega l’ametropia all’eccentricità corneale, definendo che un valore basso in essa può associarsi a un’elevata miopia (Carney1 et al. 1997, Horner 2 et al. 20 0 0 ).
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LENTI A CONTATTO
Una topografia corneale in rappresentazione istantanea con indicazione dei coefficienti di eccentricità
In generale, quindi, potremmo affermare che per rispettare la forma della cornea, il design interno di una lente a contatto RGP ne deve poter seguire il più “intimamente” possibile il profilo. Ad esempio, una lente sferica a geometria tricurva su una cornea mediamente asferica può creare una condizione
Pattern fluoroscopico di una geometria tricurva sferica
riduzione del lift periferico si provvede a una diminuzione del “bridge effect”3 in cui si produce un gap tra bordo e palpebre artefice di secchezza corneale in quel punto specifico. Nello studio di cui stiamo per presentare le considerazioni si è voluta dimostrare la relazione tra la scelta della geometria di una lente RGP e il comfort derivante dalla stessa. La serie di valutazioni è stata effettuata presso l’università di Maastricht reclutando 60 miopi con entità del difetto tra -1.00 e -5.00, neoportatori, senza problemi oculari. Sono stati tutti sottoposti sia a una lettura oftalmometrica dei parametri corneali sia una mappatura topografica oltre che di una determinazione del valore VVID (Visible Vertical Iris Diameter).
Lente RGP che indenta
Lente RGP che segue il profilo corneale
di frizione nella media-periferia. Young4 (1998) ha definito, attraverso una percentuale, il valore PCA (Percentage Corneal Alignement) quando sia una lente sferica che asferica appoggiano su una cornea di e-value di 0.45; il risultato è che una lente asferica mostra una percentuale maggiore nella superficie allineata rispetto a una lente sferica, con un’equa distribuzione delle forze sull’epitelio corneale.
Pattern fluoroscopico di un profilo allineato asferico
In pratica si potrebbe stabilire che la scelta del profilo interno di una lente dovrebbe avere un valore di eccentricità il più possibile vicino a quello della cornea. Così facendo si può ridurre l’incidenza di una sofferenza con staining 3-9, minimizzare l’interazione dei bordi con i margini palpebrali non influenzandone la frequenza dell’ammiccamento e il fastidio ma, soprattutto, mediante la
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Lo studio di Maastrich
I candidati sono stati divisi in due gruppi di controllo conducendo su di essi tre differenti tipi di test valutativi che rispondessero alle seguenti interrogazioni dei ricercatori: Quale può essere la qualità di un’applicazione se calcolata in modo empirico? Sono state applicate, quindi, in ognuno dei
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soggetti rispettivamente in un occhio una lente sferica multi curve (MC) e nell’altro un profilo asferico (AS). La lente MC è stata una tetra curva con raggio base scelto secondo lo schema applicativo: Rb = Kp + 0.10 mm (con delta K 0.10 mm) Rb = Kp + 0.05 mm ( con delta K tra 0.15 e 0.25 mm) Rb = Kp ( delta K tra 0.30 e 0.40 mm) La lente asferica, invece, è stata applicata con un’asfericità di 0.60. In tutte le lenti AS la tecnica applicativa è stata di appiattire di 0.05 mm rispetto al K medio. Il materiale delle lenti è stato un fluoro-silossano a medio Dk. Nella valutazione del pattern fluoroscopico si è utilizzato lo schema di Guillon per segni algebrici, indicanti l’ammontare dello spessore di lacrima frapposto tra lente a cornea.
una superficie interna torica. Questo ultimo dato, da statistica, indica che il livello di astigmatismo centrale corneale per poter applicare senza ausilio torico è di 1.83 D. Comparando i risultati applicativi tra fitting su base oftalmometrica e virtual fitting topografico emerge che nell’88% dei casi la ragione per cambiare parametri è stata dettata da differenze nella media periferia tra lente e cornea. In altre parole il fitting, nell’88% dei casi si sarebbe potuto ottimizzare tramite elaborazione topografica. Quanto è importante un buon appoggio nell’influenzare il porto di una lente RGP? Nelle prime due settimane dalla consegna non vi sono state sostanziali differenze tra i due gruppi di controllo in termini di comfort. Dopo tre mesi di porto il gruppo ottimale ha incrementato da 7.2 a 7.7 su scala 10, il voto legato alla sensazione di comfort, rispetto al 5.7 del sub ottimale che è regredito da un iniziale 6.3.
Metodo Guillon nel controllo fluoroscopico
MC nello stesso periodo, si è passati da 5.9 a 6.7 (variazione 0.8). Nel gruppo delle toriche interne la variazione è avvenuta da un iniziale valore di 4.8/5.00 a 7.3 (variazione 2.5).
Tabella relativa alle preferenze di adattamento alla geometria
In conclusione, possiamo dire che non vi sono sostanziali differenze di comfort nelle prime due settimane di porto, ma nei successivi tre mesi su una scala di valutazione da 1 a 10 si sono riscontrate importanti variazioni in 2 gruppi su 3. Un comfort dettato da geometria sub-ottimale può produrre porto discontinuo e alla lunga "drop-out". I topografi corneali, le ultra moderne e sofisticate apparecchiature di tornitura e controllo rendono oggi possibile un più semplice ed efficace avvicinamento alla contattologia RGP, consentendo l’ottenimento del rispetto di forma della cornea. Riferimenti bibliografici
Tabella comparativa tra appoggio ottimale Vs sub-ottimale
Legenda valori nel controllo fluoroscopico secondo Guillon
Ebbene, il 40% delle applicazioni basate sul metodo empirico si sono rivelate ottimali o sub-ottimali; del restante non ottimale, il 15% ha necessitato una variazione di curvatura per divenire ottimale. Nel 28% dei casi è stato necessario passare da una MC a una AS, e nel 17% a
Per poter analizzare l’aspetto del comfort i pazienti sono stati divisi in tre gruppi, sulla base di tre geometrie nei tre mesi di osservazione: 1. MC – Multicurve 2. AS – Asferiche 3. TI – Toro Interno Nessuna relazione tra geometria e comfort è stata riportata nella prima visita. Nel gruppo delle AS il comfort è aumentato sensibilmente nelle prime due settimane passando dal 5.6 al momento della consegna a 7.5 (variazione 1.9). Anche nelle
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1 - Corneal topography and myopia. A cross-sectional study LG Carney, JC Mainstone and BA Henderson School of Optometry, Queensland University of Technology, Brisbane, Australia. Longitudinal Changes in Corneal Asphericity in Myopia 2 - Longitudinal Changes in Corneal Asphericity in Myopia - Horner, Douglas G. OD, PhD, FAAO; Soni, P. Sarita OD, MS, FAAO; Vyas, Neel OD; Himebaugh, Nikole L. OD 3- Corneal Desiccation in Rigid Gas Permeable Contact Lens Wear – Time to deal with 3 and 9 o’clock staining. Eeef van der Worp 4 - The effect of rigid lens design on fluorescein fit - Received 21 October 1997; received in revised form 17 December 1997 5 – Corneal Topography: a clinical model. Guillon M., Lydon D.P.M. & Wilson C. (1986). Ophthalm. Physiol Opt. 6(1), 47-56
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Film Lacrimale Normale e Soluzioni per Lenti a Contatto Ami Abel Epstein, OD.
L’occhio è un sistema sensibile costituito da diversi componenti. Un elemento importante di tale sistema è il film lacrimale, che oltre a mantenere levigata la superficie ottica,1 protegge e lubrifica la parte esposta verso l’ambiente esterno.2 Il film lacrimale normale ha quattro caratteristiche chimico-fisiche: pH, osmolalità, viscosità e tensione superficiale.2 Il film lacrimale possiede inoltre proprietà intrinseche antimicrobiche. Questo articolo prende in considerazione le caratteristiche fisiche e le proprietà antimicrobiche del film e come queste possono essere influenzate dalle soluzioni per lenti a contatto. membrana elastica in tensione. I valori del film ce ne sono quattro che hanno concentrazioni Caratteristiche del Film Lacrimale Il livello di pH rappresenta la misura dell’acidità, alcalinità o neutralità di una soluzione. Un pH 7,0 viene definito come neutro; inferiore a 7 si considera acido, mentre superiore a 7 si considera basico o alcalino. L’osmolalità rappresenta la concentrazione di sali disciolti in una soluzione.3 La viscosità è la capacità di un fluido di resistere a una forza che tende a farlo scorrere.4,5 La tensione superficiale è una proprietà dei liquidi grazie alla quale, a causa di forze molecolari non bilanciate sulla (oppure) in prossimità della superficie, la superficie si contrae ed assume le caratteristiche di una
lacrimale naturale per ognuna di queste caratteristiche sono riportati nella Tabella 1.
Proteine del Film Lacrimale Il film lacrimale è costituito da tre componenti: mucinica, acquosa e lipidica. Qualunque anomalia di una di queste tre componenti può provocare instabilità e iperosmolalità del film lacrimale.18,19 La componente acquosa, che rappresenta la porzione più voluminosa del film, contiene quasi 500 proteine.20 Molte di queste proteine sono presenti in quantità minima, quasi inesistenti (< 0.1 mg • mL-1), mentre
Caratteristica
alore Film Lacrimale Normale
Note
pH
Da 7,30 a 7,706
• Il range di pH del film lacrimale normale varia a seconda della fisiologia oculare del singolo individuo6
Osmolarità
Da 244 a 344 mOsm/kg 7,8
• I livelli di osmolalità possono variare a seconda del metodo con cui viene raccolto il film lacrimale e dalla zona dell’occhio da cui viene prelevato il campione7,8 • I livelli di osmolalità diminuiscono di notte, quando gli occhi sono chiusi, a causa della riduzione dell’evaporazione del film lacrimale. Al risveglio con occhi aperti, i livelli salgono grazie all’aumento dell’evaporazione del film lacrimale3,9,10 • In pazienti affetti da secchezza oculare, i livelli di osmolalità possono aumentare a causa di un’elevata concentrazione di elettroliti3
Viscosità
Da 1 a 10 cP
• Lo shear stress, anche detto shear thinning, può causare la riduzione dei livelli di viscosità11,12 • Ad occhi aperti, il livello di viscosità del film lacrimale è maggiore, e quindi il film è meno soggetto a destabilizzazione e rottura. Ad occhi chiusi, come durante l’ammiccamento, il livello di viscosità del film lacrimale è inferiore: questa maggiore fluidità aiuta a prevenire il danneggiamento degli strati epiteliali della cornea13
Tensione superficiale
Da 42 a 46 mN/m14
• La tensione superficiale delle lacrime normali è inferiore a quella dell’acqua (72 mN/m) grazie alla presenza di proteine, elettroliti, lipidi e altre sostanze15 • I pazienti affetti da secchezza oculare hanno un livello più elevato di tensione superficiale rispetto a quelli non affetti da questa sindrome16,17
Tabella 1 Valore Film Lacrimale Normale di pH, osmolalità, viscosità e tensione superficiale.
più elevate: lattoferrina, lipocalina, lisozima e immunoglobulina A secretoria.18 La Tabella 2 elenca le loro concentrazioni nel film e la funzione svolta. Queste proteine mantengono le principali proprietà antimicrobiche solo se rimangono nel loro stato naturale (= struttura molecolare integra). Una proteina si può denaturare, con conseguente alterazione della sua struttura chimica, quando viene modificata la sua struttura secondaria o terziaria. Ciò può essere dovuto a variazioni di temperatura,27 idrofobicità della superficie,28 ossidazione dei lipidi29 oppure a variazioni di pH verso l’acidità.30 Queste proteine perdono molte delle loro proprietà antibatteriche se vengono denaturate. Inoltre la presenza di proteine denaturate può portare allo sviluppo di affezioni oculari come la congiuntivite papillare.31
Soluzioni per Lenti a Contatto e Film Lacrimale Una soluzione per lenti a contatto principalmente deve pulire e disinfettare le lenti, e renderne confortevole l’uso nel miglior modo possibile. Le soluzioni hanno diverse formulazioni chimiche, che possono influire le caratteristiche chimico-fisiche della soluzione stessa, come ad esempio i livelli di pH e il grado di efficacia battericida.15 Le caratteristiche fisiche del film e delle proteine lacrimali di un individuo possono essere influenzate dalle soluzioni che utilizza per la manutenzione delle sue lenti a contatto. Il pH di una soluzione per lenti è influenzato dagli agenti tampone (es, acido borico, sodio fosfato, taurina) contenuti nella formulazione.15 Le soluzioni con pH compreso tra <6.6 e >7.8 possono ridurre il comfort e provocare bruciore oculare.15 I livelli di osmolalità del film in pazienti affetti da secchezza oculare sono generalmente superiori alla media (305 mOsm/kg)16,32,33 : dal momento che l’osmolalità della maggior parte delle soluzioni per lenti sono inferiori a questo valore, i pazienti possono avvertire una sensazione di discomfort a causa di questa differenza di osmolalità.2 I diversi agenti contenuti nelle
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Tabella 2 Concentrazione e Ruolo delle Principali Proteine del Film
Proteina
Concentrazione19
Funzione
Lattoferrina
1.65 mg • mL-1
• Si lega alle membrane dei batteri Grampositivi e Gram-negativi21 • Inibisce la diffusione di Escherichia coli, Haemophilus influenzae e di alcune specie di Pseudomonas, Staphylococcus e Streptococcus21 • Possibile sinergia con il lisozima22
Lipocalina
1.55 mg • mL-1
• Si lega ai lipidi ed ha una forte affinità con gli acidi grassi23 • Potenzia indirettamente le proprietà antimicrobiche del film lacrimale preservando il lisozima: legandosi agli acidi grassi, previene la formazione di acidi grassi a catena lunga, che potrebbero inattivare il lisozima24
Lisozima
2.07 mg • mL-1
• Svolge un’azione antibatterica idrolizzando i legami sulla parete cellulare dei batteri25 • Ha una particolare affinità per i batteri Gram positivi: suo target preferito sono le specie Streptococcus e Staphylococcus25
Immunoglobulina A secretoria (IgA secretoria)
1.93 mg • mL-1
• Previene la formazione di batteri sulla superficie oculare26 • Trasforma i batteri in bersagli per la fagocitosi26
soluzioni per lenti a contatto possiedono livelli di viscosità differenti. Per esempio, gli agenti pulenti sono più viscosi di quelli lubrificanti, che a loro volta sono più viscosi degli agenti umidificanti.34 Questi livelli di viscosità possono influire sul comfort dei pazienti sia al momento dell’applicazione delle lenti che a fine giornata.15 Anche la tensione superficiale del film è una componente importante nell’utilizzo delle lenti a contatto, poiché queste galleggiano sul film lacrimale sopra alla cornea.35 I componenti delle soluzioni per lenti che riducono la tensione superficiale del film, come i surfattanti, possono provocare un maggior movimento di una lente sulla cornea, con conseguente riduzione del comfort avvertito dal paziente.15 Le soluzioni che non rispettano scrupolosamente le quattro proprietà del film lacrimale normale possono influire negativamente sul comfort delle lenti a contatto, sia al momento dell’applicazione che durante tutto il periodo di utilizzo.2 Il film lacrimale contiene quasi 500 proteine, alcune delle quali dotate di proprietà antimicrobiche. Le soluzioni per lenti a contatto sono estremamente efficaci nella rimozione delle proteine, sia naturali che denaturate, dalle lenti. In uno studio clinico del 2003 Williams et al si chiedono se i pazienti traggono vantaggio o meno dalla rimozione di tutte le proteine dalle lenti.36 In questo studio, sono state confrontate lenti usate, quindi con componenti del film lacrimale adsorbite, con lenti a contatto nuove. Gli autori hanno scoperto che le lenti
usate contenevano una quantità inferiore di batteri vitali appartenenti ad alcuni ceppi di P. aeruginosa e di batteri Gram-negativi rispetto alle lenti nuove.36 Lo studio di Williams pone un interessante quesito. Se le lenti usate, che come normalmente avviene, si ricoprono di proteine lacrimali, sono meno contaminate da ceppi batterici vitali, allora non sarebbe più utile mantenere attive queste proteine del film anziché rimuoverle automaticamente come fanno attualmente molte soluzioni per lenti a contatto?
Conclusioni L’occhio presenta diverse caratteristiche che possono essere fatte proprie e incorporate nelle soluzioni per la manutenzione delle lenti a contatto. Man mano che gli scienziati svelano i misteri del complesso sistema oculare, verranno scoperti sempre maggiori elementi che possono rendere le soluzioni uno strumento sempre più efficace nella manutenzione delle lenti. Per ora sappiamo che il film lacrimale è essenziale per mantenere il comfort e la salute dell’occhio. Il film normale ha parametri specifici di pH, osmolalità, viscosità e tensione superficiale, quindi lo sviluppo di soluzioni per la manutenzione delle lenti che rispecchiano fedelmente questi valori può contribuire a mantenere l’equilibrio presente all’interno dell’occhio. Alcune proteine presenti nel film lacrimale possiedono proprietà antimicrobiche se sono nel loro stato naturale: sviluppare soluzioni
che dissolvono e rimuovono solo le proteine denaturate, mentre ne mantengono alcune allo stato naturale, può aiutare a ridurre la quantità di batteri vitali che possono svilupparsi sulle lenti. Mentre può essere vantaggioso incorporare più caratteristiche possibili del sistema oculare nelle prossime soluzioni per lenti che verranno sviluppate, i produttori dovrebbero cogliere tutte le opportunità per aumentare queste caratteristiche, in particolare per quanto riguarda la disinfezione.
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