Introduzione
Il paesaggio interiore di Carlo Petrini* Negli anni Cinquanta, poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, il poeta Andrea Zanzotto -recentemente scomparso- ebbe a scrivere: “Dopo i campi di sterminio, stiamo assistendo allo sterminio dei campi”. Un gioco di parole molto violento, ma quanto mai lucido. Del resto i poeti sanno leggere la realtà e guardare avanti come nessun altro: lo sterminio dei campi è iniziato in quegli anni e poi non si è più fermato. Anzi, si è intensificato a tal punto da diventare violentemente palese ovunque, e non c’è più parte della nostra Italia che si salvi. Questo libro è ricco di dati e di storie che lo dimostrano, e che tuttavia sono soltanto una parte di un tutto dalle proporzioni più grandi. Un disastro nazionale come pochi altri nel secondo dopoguerra; un disastro che non soltanto riguarda colate di cemento inaudite, ecomostri, città che si sviluppano male e troppo, speculazioni e malaffare, mercato immobiliare gonfiato, scempi naturalistici: ciò che ne soffre terribilmente prima di tutto è l’agricoltura, e quindi ne soffre il nostro paesaggio. Lego immediatamente agricoltura e paesaggio, saltando a pie’ pari il preambolo ambientalista classico, perché trovo che la giu5