ITALIA REALE MARZO 2013

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Mensile di politica, cultura e informazione ANNO XLVII - n. 3 Marzo 2013

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UMBERTO II RE D’ITALIA

Aldo Fabrizi

A UMBERTO DI SAVOIA (1979) Te lo devo scrive: nun te posso invità e nun te posso dì mettete a sede qua e nun te posso manco domandà perché sei stato condannato a vive lontano da la terra indo’ sei nato senza speranza de potè tornà.

A

Nato al Castello di Racconigi il 15 settembre 1904 da S.M. Vittorio Emanuele III Re d’Italia e dalla Regina Elena, nata Petrovic´ Njegoš, Principessa Reale di Montenegro. Sposò l’8 gennaio 1930 S.A.R. Maria Josè de Saxe Coburgo Gotha, Principessa Reale del Belgio. Ha avuto quattro figli: S.A.R. Maria Pia (Napoli, 24/9/1934), S.A.R. Vittorio Emanuele, Duca di Savoia, Principe di Napoli (Napoli, 12/2/1937), S.A.R. Maria Gabriella (Napoli, 24/2/1940) e S.A.R. Maria Beatrice (Roma, 2/2/1943). Percorse tutti i gradi della carriera militare, fino a quello di Maresciallo d’Italia. In ogni occasione si comportò coraggiosamente: così allorché subì un attentato a Bruxelles e durante la guerra di liberazione, quando fu proposto per un’altissima decorazione al valor militare statunitense. Dimostrò notevoli doti di statista nel periodo in cui coprì la carica di Luogotenente del Regno, e quando divenne Re (9 maggio 1946), mantenendo sempre fede al suo programma: “Autogo v erno di popolo e giustizia sociale”. Dopo aver vinto il referendum istituzionale, benché avesse avuto contro tutti i partiti, fu sconfitto dai brogli elettorali avallati dal governo. Dimostrò la propria magnanimità scegliendo la via dell’esilio, anziché quella della guerra civile. Ricevette in cambio odio e calunnie, ma durante i suoi 37 anni d’esilio, vissuti con dignità ed onore, volle rimanere il Re di tutti gli Italiani, senza mai diventare il capo di una fazione. Morì esule, a Ginevra, il 18 marzo 1983 e fu inumato ad Altacomba. Personaggio carismatico, amatissimo dagli Italiani, ha lasciato di sé un ricordo incancellabile. L’Italia onesta che si contrappone a quella degli arruffoni politici, attende sempre che cessi la vergogna della sepoltura in terra straniera di Re Umberto II, della Consorte Regina Maria Josè e dei Suoi Genitori Re Vittorio Emanuele III e Regina Elena.

Quant’anni so’? Me pare trentatrè, e un sacco d’esiliati so’ rientrati in Italia, meno Te. Così diciamo sta rimpatriata anche si nun cià gnente de Reale né un motivo de data né un compleanno, né un anniversario, famola talequale! Sarà sortanto un pranzo immaginario tra un popolano, sempre popolano, e un Re che poveraccio è ancora Re. Ieri Sua Santità, tra un coro di campane e battimani ha parlato de fede, de bontà, de libertà, de pace. Ma si un cristiano nun se po’ magnà un pezzetto de pane dove je pare e piace mejo che a parlà de Libertà se sonino più piano le campane.


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