ISSN 2612-5595
Poste Italiane S.p.A. - Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (conv. L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, LO Brescia
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Rivista bimestrale di ANCE Brescia
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Editoriale / 1
Un anno di Covid-19, vecchie e nuove difficoltà per le imprese È trascorso ormai un anno dal primo fermo dei cantieri ordinato per limitare i contagi da Coronavirus. La pandemia ha segnato profondamente tutti i settori produttivi, che si sono riorganizzati per affrontare, in gran parte da soli, l’emergenza sanitaria. Se la diffusione del Covid-19 non rientrerà nel breve periodo, le conseguenze negative sul tessuto economico e sociale del nostro Paese saranno devastanti. L’Ance, in rappresentanza delle imprese del comparto delle costruzioni, spinge affinché si preservino le categorie produttive dando rapido e pieno avvio a una campagna vaccini efficiente, che tenga conto dell’esposizione al rischio di contagio di quella fascia di lavoratori impiegati nei settori ad alta intensità di manodopera. L’edilizia è tra i comparti che non possono permettersi un altro stop, nonostante sia tra le filiere più stabili ai contraccolpi della pandemia. L’effetto Superbonus si sta certamente rivelando un alleato fondamentale per l’apertura di nuovi cantieri sul territorio e per l’ampliamento della già ricca offerta di posti di lavoro nel settore del mattone e in quelli connessi alle costruzioni. Se il Recovery Plan confermerà buona parte delle risorse a iniziative di risparmio energetico, non sarà difficile immaginare di continuare a puntare sulla ristrutturazione energetica delle abitazioni oltre il termine stabilito. L’Associazione costruttori di Brescia affiancherà le imprese del territorio durante tutto il percorso, grazie anche alla piattaforma mybonusbrescia.it, mentre continua il dialogo con realtà del IL FARDELLO PIÙ GRAVOSO mondo associativo e creditizio per ottiPER IL NOSTRO COMPARTO RESTA IL COMPLESSO ITER mizzare le opportunità previste dagli inDECISIONALE DELLA centivi fiscali in vigore. Resta acceso l’alMACCHINA PUBBLICA CHE larme sulla mancanza di manodopera speRALLENTA IL PROCESSO cializzata, forte criticità di un settore che, EVOLUTIVO DEL SETTORE, diversamente da quanto ritenuto ancora ORMAI DECISO A CAVALCARE CON VIGORE L’ONDATA DI da molte persone, ha ormai abbracciato RINNOVAMENTO ALIMENTATA un’evoluzione 4.0 che proietta il lavoro in DALL’EUROPA cantiere verso il futuro. A rischio ci sono le sorti di una filiera che, date anche le recenti pressioni per il trattamento pensionistico anticipato dei lavoratori delle imprese edili e affini, cerca il passaggio generazionale e un maggior turn over aziendale per beneficiare delle idee e del prezioso contributo delle fasce d’età più giovani. Il fardello più gravoso per il nostro comparto resta però il complesso iter decisionale della macchina pubblica che rallenta il processo evolutivo del settore, ormai deciso, nonostante le difficoltà pandemiche, a cavalcare con vigore l’ondata di rinnovamento alimentata dall’Europa. Non si può più aspettare, ci vogliono soluzioni strutturali e continuative per delineare un sistema decisionale rapido ed efficiente. Anche le opportunità messe in campo con il Superbonus 110% e gli altri incentivi fiscali rischiano di essere soffocate dal virus della burocrazia italiana. Giusto per fare un esempio, proprio nel caso della maxi-agevolazione i tempi di molte amministrazioni comunali, chiamate pre-intervento a verificare lo stato di un immobile per confermarne il titolo abitativo edilizio o vagliare i documenti per sanare situazioni di abuso, potrebbero comportare pesanti ritardi nell’attivazione del procedimento che consente lo sgravio fiscale e scoraggiare lavori di riqualificazione. Gli uffici comunali sono pronti a far fronte all’ingente mole di richieste per verifiche di conformità degli immobili? Sono convinto che sarà proprio il Superbonus a far emergere con maggior chiarezza le criticità di una ipertrofia normativa che, per la sua fatica a migliorarsi, mette a rischio anche i buoni propositi, compromettendo gli obiettivi di adeguamento ecologico e sismico di uno strumento realmente utile alla trasformazione del Paese. Massimo Angelo Deldossi Presidente Ance Brescia
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La rivista è distribuita a imprese edili, architetti, geometri, ingegneri, a uffici tecnici, amministratori e funzionari della Pubblica Amministrazione, a istituzioni e giornalisti “Costruire il Futuro” è il bimestrale di Ance Brescia che propone riflessioni e approfondimenti sul mondo della filiera della casa. La rivista affronta le tematiche più attuali per rispondere ai quesiti che ruotano attorno al settore edile, un comparto dalle grandi potenzialità, pronto ad abbracciare la digitalizzazione e nuovi orizzonti di sviluppo. Testi e immagini si inseriscono armoniosamente in uno spazio dove l’analisi del presente è accompagnata da soluzioni concrete, indispensabili per costruire il futuro della nostra società in linea con le più recenti esigenze di sostenibilità e di rinnovamento.
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Editoriale / 2
Garantire le materie prime per non fermare la ripresa del settore L’ultimo trimestre 2020 ha segnato, per il nostro territorio, una decisa ripresa. I dati di Cassa Edile di Brescia hanno rilevato un incremento delle ore lavorate di circa l’11% rispetto al 2018. Il 2021 si è aperto con un consolidamento di questo rilancio che ha risolto gli effetti negativi, pur presenti, da quasi 3 mesi di chiusura dei cantieri, nel corso del 2020, per effetto della pandemia. Da qui la forte richiesta di semplificare e di prorogare, quantomeno sino al 2023, il regime fiscale agevolato. Ma un’altra preoccupazione sta affacciandosi, anzi è già ben presente: il rincaro del costo delle materie prime e in particolare dei prodotti ferrosi, che hanno segnato un incremento del prezzo di oltre il 37% rispetto al 2019. Le cose sono complesse e ben descritte dal prof. Fornasini in un articolo pubblicato sul Corriere della sera di Brescia lo scorso 3 marzo: un mix determinato dalla contrazione della produzione e dallo speculo finanziario. L’auspicio era vedere un 2021 di decisa ripresa, favorita ed alimentata dai nuovi cantieri spinti dal Superbonus. Ad oggi non è così tanto che l’Ance ha rivisto al ribasso le stime di crescita per effetto del provvedimento. L’eccesso di burocrazia e la complessità amministrativa stanno rallentando l’utilizzo dell’agevolazione fiscale. L’aumento dei prodotti ferrosi si collega a un’altra questione che ha attirato l’attenzione del settore edile locale, della stampa e delle autorità competenti. Parlo UNA PREOCCUPAZIONE BEN del Piano cave. PRESENTE STA NEL RINCARO La vicenda ha pesanti ricadute non solo DEL COSTO DELLE MATERIE sui singoli operatori di cava, ma pure sulle PRIME E IN PARTICOLARE DEI PRODOTTI FERROSI, CHE HANNO imprese di costruzione, le stazioni appalSEGNATO UN INCREMENTO tanti e l’intera collettività. La priorità ad DEL PREZZO DI OLTRE IL 37% oggi è che si proceda spediti senza intoppi RISPETTO AL 2019 verso una rapida approvazione dello strumento. Infatti, il Piano provinciale per i comparti della sabbia e della ghiaia è scaduto addirittura dal 25 gennaio 2015 e la sua efficacia è venuta meno nel 2018. Ad oggi, le imprese possono operare in base ad una proroga che permetterà di condurre l’attività di coltivazione entro gennaio 2023. Ciò vuol dire che, se non si agisce per tempo, tra meno di due anni le attività di estrazione dovranno essere interrotte. Valutando l’iter complesso per l’approvazione dello strumento, il quale richiede quasi un anno fra i vari passaggi istituzionali tra la Provincia e la Regione, è chiaro come il tempo a disposizione sia limitato. Inoltre, la situazione deve tenere conto di due complicazioni, che potrebbero rallentarne il corso: la prima è la successione del Consiglio provinciale, mentre la seconda è il progetto di legge di riforma della disciplina contenuta nella Legge Regionale 14/98 sull’attività estrattiva. Pur condividendo l’impostazione di fondo del Piano cave presentato dalla Provincia, valutiamo che sia stato attuato un considerevole taglio rispetto alle volumetrie inizialmente richieste. Evidentemente, non si è tenuto conto delle potenzialità di un mercato, quello del settore edile, in rapida espansione. La perplessità è che le aree di estrazione non siano state distribuite equamente nel territorio, lasciando zone scoperte in cui i materiali di cava dovranno essere trasportati da un sito all’altro, con un conseguente incremento di traffico, di inquinamento e di costi. Abbiamo sin da subito garantito il nostro contributo alle amministrazioni locali e continueremo a farlo, per collaborare insieme e concepire uno strumento utile e imparziale, che sia di supporto alla ripresa del settore edile. Alessandro Scalvi Direttore Ance Brescia
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editoriale/1
restauri
Un anno di Covid-19, vecchie e nuove difficoltà per le imprese di Massimo Angelo Deldossi
La “riconquista” del Vittoriale
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incontri
Questura di Brescia Tecnologia digitale e maggiore preparazione per garantire la sicurezza di Adriano Baffelli
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editoriale/2
Garantire le materie prime per non fermare la ripresa del settore di Alessandro Scalvi
30-37 / FOCUS Codice della crisi e dell’insolvenza di Giuliano Soldi
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convenzioni
nomine
Superbonus 110%: sinergie per sfruttare le opportunità della maxi-agevolazione
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ance lombardia
Tiziano Pavoni eletto presidente di Ance Lombardia
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in primo piano
Nuovo sito e nuovi partner per Campus Edilizia Brescia
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vigili del fuoco Domano la furia del fuoco: conosciamoli meglio
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storia per il domani Per una città migliore: le origini
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immobiliare
Mercato immobiliare Timidi segnali di ripresa nel bresciano
Massimo Deldossi eletto consigliere UNI Angelo Grazioli nuovo membro della Commissione paesaggio
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piano cave
digitale
Rigenerazione Urbana e Digitalizzazione
prezziario cer
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Il prezzario delle opere edili punta sulla ristrutturazione
Discariche abusive
ecologia
Redazione e Direzione ANCE BRESCIA-COLLEGIO COSTRUTTORI EDILI DI BRESCIA E PROVINCIA Via Ugo Foscolo, 6 - Brescia Comitato di redazione STEFANO ASSINI, FERRUCCIO BENETELLI GIORGIO CADEO, ROBERTO FACCHETTI EMANUELE PLONA, FABIO RIZZINELLI FRANCESCA SCOLARI
Rivista bimestrale del collegio costruttori edili di brescia e provincia anno 3 - numero 2
Pubblicità C.E.R. SRL UNIPERSONALE Via Ugo Foscolo, 6 - Brescia tel. 030 392895 - fax 030 381798 info@cerbrescia.it
Editore C.E.R. SRL UNIPERSONALE Via Ugo Foscolo, 6 - Brescia Direttore responsabile ADRIANO BAFFELLI
Progetto grafico e impaginazione
Stampa: LITOS srl, Gianico (Bs) @collegiocostruttori.ancebrescia
@ancebrescia
Ance Brescia
Registrazione del Tribunale di Brescia: 5 settembre 1951, n. 54
eseb
I servizi al cittadino di Eseb
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Piano Cave provinciale: la posizione di Ance Brescia
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territorio
Rigenerazione urbana e territoriale
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cape
Nonostante il Covid, confortanti i dati dell’edilizia bresciana
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ance informa Numero singolo anno 2020: euro 10,00 Quote di iscrizione, che danno diritto a ricevere tutte le pubblicazioni curate da ANCE Brescia Collegio Costruttori Edili, escluse quelle destinate riservatamente ai soci: z Gruppo Corrispondenti: euro 120,00 + IVA 22% pari a euro 146,40; z Architetti, ingegneri, geometri iscritti ai rispettivi Albi: euro 60,00; z Gruppo Giovani Costruttori: euro 30,00. La collaborazione alla Rivista è aperta a tutti. Gli articoli devono essere trasmessi alla Redazione e la loro pubblicazione è subordinata al giudizio insindacabile del Comitato di Redazione. L’accettazione di uno scritto non implica da parte del Comitato di Redazione e di ANCE Brescia-Collegio Costruttori Edili, di cui la Rivista è l’organo, riconoscimento od approvazione delle teorie o delle opinioni dell’autore. Gli articoli non pubblicati non vengono restituiti. La riproduzione, anche parziale, di articoli o disegni è subordinata alla citazione della fonte.
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fotonotizia
Treni a idrogeno in Valcamonica ENTRO IL 2023 LA LINEA BRESCIA-ISEO-EDOLO SARÀ SERVITA DA NUOVI TRENI ALIMENTATI A IDROGENO CHE SOSTITUIRANNO GLI ATTUALI CONVOGLI A DIESEL. UN INVESTIMENTO STIMATO SUI 160 MILIONI PER L’ACQUISTO DI SEI ELETTROTRENI CHE PROMUOVERANNO TRA FRANCIACORTA, SEBINO E VALCAMONICA LA PRIMA “HYDROGEN VALLEY” ITALIANA. A GUIDARE IL PROGETTO, DENOMINATO H2ISEO, IL GRUPPO FNM E TRENORD.
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ance lombardia
Tiziano Pavoni eletto presidente di Ance Lombardia Il past president di Ance Brescia fa il pieno di consensi e guida l’Associazione regionale nel segno dell’unità
opo aver raccolto il testimone di Luca Guffanti, che ringrazia per aver “Guidato Ance Lombardia in anni non facili, ma nei quali ha saputo ricercare e trovare condivisione e lucidità di vedute”, Tiziano Pavoni è pronto a capitanare l’Associazione regionale per il prossimo quadriennio. Presidente dal 2005 al 2013 della Scuola edile Bresciana e dal 2013 al 2019 di Ance Brescia, nonché Vicepresidente di Ance Lombardia dal 2018, Pavoni è stato eletto all’unanimità e inizia il suo percorso come leader dell’Associazione regionale. Il neopresidente ha ringraziato i colleghi per la fiducia, sintetizzando le principali linee strategiche sulle quali si propone di lavorare, con il supporto e la collaborazione di tutti, per valorizzare Ance Lombardia e consolidare allo stesso tempo la forza e l’attività di ogni singola Associazione territoriale. “Ritengo sia fondamentale operare sulla base di una convinta condivisione di programmi e obiettivi, strumenti per rendere ancora
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più forte e unita Ance Lombardia, principale motore propulsivo del Sistema Ance nazionale”, ha affermato il past president di Ance Brescia dopo l’elezione. “Senza dimenticare — ha aggiunto — che il fine ultimo dell’impegno nostro e delle nostre Associazioni, consiste nel tutelare e valorizzare le imprese iscritte e, lasciatemi dire, anche tutte le altre operanti nel settore, contribuendo a dare respiro a un sistema delle costruzioni cooperativo e corresponsabile, ancor più in questo momento storico segnato dalle pesanti ricadute del Sars-Cov-2 sull’economia”. Il presidente ha sottolineato come Ance Lombardia sia un’organizzazione imprenditoriale di settore, ma la sua azione è ben più vasta della legittima tutela degli interessi delle imprese costruttrici, in quanto l’impegno va oltre le azioni di difesa e promozione delle imprese. “Siamo attivi e presenti nel dibattito sociale ed economico regionale, ci confrontiamo con istituzioni e associazioni, con il mondo ac-
cademico, con molte realtà impegnate a vario titolo sul fronte della vita economica e sociale. E lo saremo sempre più”, ha affermato Tiziano Pavoni, chiudendo l’intervento d’esordio con l’esortazione ai colleghi ad essere consapevoli e orgogliosi del ruolo svolto all’interno di un settore ricco di valori e capace di dare corpo ai sogni di famiglie, imprese, comunità. Oltre alla valorizzazione degli aspetti sindacali, il leader regionale del settore costruzioni ha ricordato le esigenze operative delle imprese associate, alle quali si devono garantire efficienti servizi, anche mettendo in rete le migliori esperienze e le conoscenze presenti nelle varie realtà provinciali. L’agenda operativa di Ance Lombardia guidata da Tiziano Pavoni vede il rafforzamento dell’attività di lobbying — nell’accezione anglosassone del termine — a favore di imprese e Associazioni, in particolare nei confronti di Regione Lombardia e di Ance nazionale. Forte il suo richiamo alla necessità di lavo-
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È possibile essere trasparenti, muoversi nel più rigoroso rispetto delle norme, ma allo stesso tempo realizzare le opere che servono. Questa è la sfida.
rare: “Oggi più che mai, all’insegna dell’unità, della più convinta ed efficace coesione dell’Associazione lombarda, evitando contrasti e rotture che indebolirebbero il sistema, non consentendoci di proporre con efficacia ricette e strategie utili per la crescita del settore”. Tra le priorità, all’insegna della condivisione tra tutte le Associazioni provinciali, figura uno spazio di particolare rilevanza riservato ai principali temi di politica sindacale e alla necessità di presentare con chiarezza e determinazione la posizione sugli stessi della Lombardia. È emersa l’indicazione di un deciso impegno per rendere sempre più evidente e concreto il principio che le Associazioni sono a servizio delle imprese. “Il Sistema Lombardia deve lavorare unito, offrendo il meglio alle singole realtà provinciali e alle rispettive imprese associate, risultando — sono parole del presidente regionale — un efficace e innovativo ‘Laboratorio associativo’, capace di offrire proposte
e soluzioni, sia ad Ance nazionale, sia ai vari livelli istituzionali con i quali ci confrontiamo”. Tra i temi principali che impegneranno con determinazione l’organizzazione edile lombarda, si trovano i capitoli legalità e sicurezza, premessa per un efficace contrasto alla concorrenza sleale. “Temi centrali — ha evidenziato Pavoni — che a livello provinciale come Ance Brescia e a livello regionale abbiamo affrontato con decisione ottenendo primi significativi risultati”. Per Pavoni, l’edilizia lombarda che fa capo ad Ance è un valido modello nazionale per la formazione e la sicurezza in cantiere, garantite dall’efficiente Sistema bilaterale della Scuola Edile e della Cassa Edile. In tema di lavori pubblici, il presidente ritiene non si possa pensare che sia un mercato caratterizzato dal contenzioso. La realizzazione di opere di utilità sociale deve avvenire nel rispetto delle regole, in tempi certi, con costi rispettati e con la necessaria qualità. “È possibile essere trasparenti,
muoversi nel più rigoroso rispetto delle norme, ma allo stesso tempo realizzare le opere che servono. Questa è la sfida”, ha sostenuto con chiarezza Pavoni nel discorso di insediamento, affrontando il tema del soddisfacimento della qualità unito al rispetto dei tempi di consegna e del costo preventivato, una delle principali sfide per la filiera delle costruzioni, alle prese con la parcellizzazione di compiti e responsabilità e la necessità di un efficace “governo della complessità del processo produttivo”. Convinto il richiamo ai temi della sostenibilità e dell’innovazione: “Per il settore delle costruzioni, ‘Edilizia green’ e ‘4.0’ sono sinonimo di un cambiamento radicale del modello di filiera, che abbandona l’individualismo e la conflittualità tra i diversi soggetti, per passare a un nuovo rapporto basato sull’integrazione collaborativa, nel rispetto delle risorse e degli equilibri ambientali. Per un moderno settore delle costruzioni è indispensabile migliorare l’integra-
zione delle fasi e degli attori del processo di progettazione e costruzione, elevando lo standard delle competenze e la soddisfazione del cliente attraverso prodotti sempre più tailor-made”. Approfondimento che ha posto in evidenza il saper edificare a regola d’arte dei costruttori edili del passato e del presente. Una capacità che merita attenzione e che dovrebbe suscitare ammirazione. Una capacità connessa all’attività edile, che deve tornare al centro dell’interesse economico e sociale grazie anche ai consistenti incentivi fiscali. Segno che il settore è punto cardine della ripresa post pandemica. L’impresa edile, gli imprenditori, gli addetti del settore, meritano una considerazione diversa da quella che, per lo più basandosi su visioni errate, comunemente si percepiva negli ultimi anni. “Noi per primi dobbiamo essere protagonisti di una narrazione diversa e più consapevole del nostro mondo, dei suoi valori e delle sue potenzialità”, ha evidenziato Pavoni. marzo/aprile/2021
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Nuovo sito e nuovi partner per Campus Edilizia Brescia Cresce l’attività dell’innovativo progetto della filiera del costruito
Su www.campusediliziabrescia.it approfondimenti e news sul progetto di cooperazione tra pubblico e privato per la rigenerazione urbana del territorio
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on la messa online del nuovo sito, Campus Edilizia Brescia rafforza la propria comunicazione sul web, diffondendo maggiori dettagli sull’iniziativa che, beneficiando dell’apporto di partner competenti, pianifica la riqualificazione bresciana di spazi urbani e ambienti. Il portale è strutturato per fornire contenuti e approfondimenti sul progetto, mettendo a disposizione le proprie idee e la propria visione per sviluppare iniziative simili sul territorio nazionale. Il Campus vuole, infatti, favorire modelli di cooperazione tra realtà del mondo associativo, istituzionale, accademico, professionale e imprenditoriale finalizzati al miglioramento della qualità della vita partendo dalla filiera delle costruzioni.
I cluster che orientano la trasformazione del quadrante sud-ovest Sul sito una sezione è dedicata alle iniziative promosse dal Campus. Tra queste Brescia Next che, dopo lo spin-off di marzo 2019, torna con Brixia Future District, presentato in sintesi nel primo piano del numero 3/2020 della rivista, per proporre sce10
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Visita il sito Campus Edilizia Brescia nari di rigenerazione urbana e modelli innovativi di riqualificazione del quadrante sud-ovest della città. L’area in esame è compresa tra via Milano e Brescia Due, coinvolgendo i quartieri: Primo Maggio, Fiumicello, Porta Milano, Lamarmora, Don Bosco e Chiesanuova. Gli otto cluster che orienteranno la trasformazione di quest’area sono: ambiente e cultura, energia, logistica, media&digital, forum e fiera, mediale, servizi alle imprese e residenze.
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I 6 quartieri si trasformano seguendo la propria vocazione
ambiente e cultura
energia
logistica
Lamarmora
Primo Maggio Chiesanuova
Fiumicello Primo Maggio
media & digital Lamarmora
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CLUSTERS residenze
forum & fiera
Porta Milano Don Bosco Lamarmora
Chiesanuova
servizi alle imprese
medicale
Porta Milano Don Bosco
Lamarmora Don Bosco
Ambiente: da quartiere industriale (Fiumicello) e quartiere operaio (Primo Maggio) a quartieri sostenibili: le aree industriali e i siti contaminati si trasformano in parchi e musei, aumenta la qualità dell’aria, dell’acqua e della vita. Gli interventi previsti sono: teatro nell’ex fabbrica Ideal Clima, nuovi spazi pubblici, bonifica e parco nell’ex Caffaro, bonifica campo sportivo e aree agricole da bonificare lungo il fiume Mella. Energia: Lamarmora ospita la centrale termoelettrica di Brescia (di importanza regionale), è sede della multiutility A2A che sta attuando un importante piano di decarbonizzazione e spinge verso un ciclo virtuoso dell’energia. Logistica: con la riqualificazione de La Piccola velocità Brescia diventerà un nodo di importanza nazionale per lo scambio intermodale delle merci e i quartieri Chiesanuova e Primo Maggio saranno mete ambite per la logistica. 12
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Media&Digital: a Lamarmora lavorano 9.479 addetti (dato 2014) di cui il 13% lavora nei servizi di informazione e comunicazione (produzione di software, consulenza informatica; elaborazione dati, hosting, portali web e telecomunicazioni fisse). Il settore media&digital o ICT si svilupperà sempre di più nel prossimo futuro, a Lamarmora lavorano già molti addetti nel settore e il quartiere si presta ad ospitare altre aziende che lavorano in questo campo. A2A prende parte al progetto Smart District Oltre la Strada. Fiera e forum: rilanciare il polo fieristico Brixia Forum con congressi, concerti e mostre capaci di richiamare visitatori da tutta Italia. Medicale: il settore medicale in seguito alla pandemia da Coronavirus ha rafforzato il suo ruolo e accertato la sua presenza nel prossimo futuro, soprattutto in una città come Brescia che è stata colpita dal Covid
più di altre. I poliambulatori o centri medici dell’area sud-ovest si trovano nei quartieri Don Bosco e Lamarmora. Previsto un nuovo poliambulatorio in via Milano 140. Servizi alle imprese: oltre un quarto degli addetti che lavorano nei quartieri Porta Milano e Don Bosco svolgono servizi di supporto alle imprese. Quest’area economica potrebbe essere implementata e caratterizzare l’attività futura di questi quartieri. Residenze: a Porta Milano, Don Bosco e Lamarmora sono in corso interventi immobiliari che prevedono nuove case. Questi quartieri si prestano maggiormente ad accogliere la funzione residenziale. Sono previsti: residenze nel comparto Milano, abitazioni nel nuovo quartiere ex Casere, case nel nuovo insediamento di via Sostegno e potenziali abitazioni nell’area dismessa dell’ex Caserma Ottaviani.
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Partecipano a Campus Edilizia Brescia con ilpatrocinio della Camera di Commercio di Brescia
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A2A e Redo Sgr nuovi partner del progetto Dopo l’entrata in Campus della multiutility A2A, che ha pienamente condiviso la strategicità del programma di sviluppo urbanistico, ha aderito all’iniziativa anche Redo sgr, società di gestione del risparmio specializzata nel social housing, nella rigenerazione urbana a impatto sociale e nell’edilizia universitaria convenzionata con focus geografico prevalente in Lombardia. Partecipata da Fondazione Cariplo, Cassa Depositi e Prestiti, Intesa Sanpaolo e InvestiRE sgr, di cui è uno spin off, è gestita dal team che oltre 10 anni fa ha introdotto il social housing in Italia e ha contribuito alla sua diffusione come nuovo modello dell’abitare fondato sui valori della condivisione e della comunità. Da adesso Campus si avvale, dunque, anche del prezioso apporto di altri due partner autorevoli e di prestigio nel panorama dell’innovazione e della rigenerazione urbana per rafforzare il programma di ammodernamento della città sulla base delle linee guida europee.
Collegio Geometri e Geometri laureati della provincia di Brescia Coordinare la divulgazione per l’aggiornamento delle innovazioni, diffondere la cultura della sicurezza, contrastare la sleale concorrenza e l’illegalità, promuovere tutti i soggetti della filiera dell’edilizia creando un confronto aperto e sincero tra tutti i portatori di interesse sono sempre state le principali linee d’azione del Collegio Geometri; solo facendo squadra si possono ottenere risultati favorevoli per tutti ed affrontare le sfide della moderna edilizia contrastando la cattiva burocrazia che indebolisce le iniziative per il miglioramento del costruito con l’implementazione di tutte le novità che consentono di accrescere il risparmio energetico. La scelta del Collegio di impegnarsi investendo nel Campus Edilizia Brescia è quindi imprescindibile per consolidare i momenti di dialogo e rendere efficaci le iniziative condivise.
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Ance Brescia
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Le esperienze del Campus Edilizia Brescia e di Brescia Next, ancor prima dei risultati in termini di ricerca, formazione e informazione, dimostrano che questo è il momento della partecipazione e della corresponsabilità. Protagonisti di realtà e organizzazioni diverse, istituzioni, mondo accademico, professionisti, stanno dimostrando concretamente che lavorare insieme non solo si deve ma si può! Da tale premessa emerge la proposta di creare un tavolo di lavoro tra associazioni, istituzioni ed enti, pubblici e privati, per realizzare un’analisi strategica del territorio, individuare ambiti di investimento, determinare e valorizzare le risorse disponibili, produrre una visione condivisa del futuro del territorio di Brescia in un nuovo clima di corresponsabilità fattiva per uno sviluppo integrato e sostenibile.
Sviluppare un ambiente partecipe e collaborativo, che s’impegna a far fronte alle esigenze dei numerosi attori del sistema edile per dare voce a uno dei settori portanti dell’economia italiana e locale, è la chiave per promuovere un costruito di qualità. Mettere al centro delle chiare e fattive azioni di sviluppo territoriale promosse dal Campus Edilizia Brescia i valori dell’impresa e del lavoro contribuisce in maniera efficace a tracciare piani di crescita corretti e condivisi, risultanti dall’apporto trasparente delle volontà di tutte le parti in causa. Determinando nodi strategici e percorsi operativi utili a disegnare significativi cambiamenti al mercato e al territorio, il progetto dà una forte spinta agli investimenti sul mattone, fondamentali per tutelare lavoro e occupazione.
Comune di Brescia Rigenerare le aree urbane, con un’attenzione particolare alla capacità di adattamento della città ai cambiamenti climatici, è una sfida che va affrontata mettendo a sistema le energie dei diversi attori che operano a vario titolo sul territorio. In un’epoca in cui le città e i territori si devono attrezzare per migliorare sempre più la qualità della vita delle loro comunità, Campus Edilizia Brescia può diventare il luogo del dibattito, della condivisione e della costruzione di una strategia di sviluppo che guardi al futuro, nell’ottica del perseguimento del bene comune.
Confindustria Brescia Confindustria Brescia da fine 2017 ha aderito convintamente al progetto Campus Edilizia Brescia, poiché ha individuato in tale iniziativa un valore aggiunto rappresentato dalla volontà di recuperare aree della città in termini di riqualificazione intelligente e altamente tecnologiche, precursore quasi dell’esigenza di riutilizzare l’esistente, in chiave sostenibile. Tutto ciò con l’intento di creare nell’opinione pubblica un pensiero positivo verso il settore delle costruzioni, ma anche di ampliare le conoscenze e le competenze tecniche e innovative di imprese e professionisti del settore. Campus ha il grande vantaggio di coinvolgere diverse anime del privato con una presenza accademica e pubblica, comprendendo tutti i principali attori territoriali che presidiano ogni fase della filiera, in un’ottica di lavoro sinergico e partecipativo, il tutto per traguardare ad una città diversa, migliore, allo stato dell’arte e a misura di uomo. Per Confindustria Brescia questi aspetti sono assolutamente rilevanti, soprattutto in un momento dove la qualità di vita, in tutte le sue declinazioni, è un bene prezioso e delicato. La collaborazione e la condivisione nelle principali supply chain deve essere un principio guida irrinunciabile per generare e mantenere competitività.
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Eseb Ricerca, sicurezza e formazione sono tre dei principali tasselli che compongono gli articolati progetti nati in seno a Campus Edilizia Brescia. L’iniziativa studia politiche e azioni a vantaggio della provincia e a beneficio dei suoi abitanti partendo dall’analisi del contesto locale e dall’elaborazione ragionata di dati reali. L’approccio di tipo collaborativo tra le diverse figure che animano il comparto delle costruzioni consente di pianificare strategie condivise, con l’obiettivo di dare respiro a opere volte alla rigenerazione urbana e alla riqualificazione immobiliare e di fornire una risposta alle esigenze espresse dal settore edile. Cuore pulsante di tali azioni è l’avvio di tavoli di confronto e l’organizzazione di momenti di approfondimento e formazione rivolti ai soggetti del comparto edile e della più ampia filiera casa.
Università degli Studi di Brescia La partnership con Campus Edilizia Brescia è il segnale forte della volontà dell’Università degli Studi di Brescia di stringere un patto con il territorio, mettendo a disposizione le proprie competenze in ordine alle sfide dell’edilizia del futuro. Dalla digitalizzazione del sistema produttivo allo sviluppo della ricerca applicata, dalla formazione di professionalità di alto livello al trasferimento dei contenuti più innovativi al territorio: la sinergia tra l’Università degli Studi di Brescia e i protagonisti della filiera delle costruzioni è il requisito per affrontare i temi della sostenibilità, dell’edilizia 4.0, della rigenerazione urbana e del recupero edilizio.
Ordine degli Ingegneri della provincia di Brescia La crescita e lo sviluppo economico devono sempre più confrontarsi con le politiche di sostenibilità. La visione di una comunità passa necessariamente per il suo costruito, in cui ciascun cittadino lavora, riposa e trascorre il suo tempo libero. Proprio per questo, l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Brescia ha ritenuto determinante costruire una sinergia con gli attori della filiera, sfociata nella collaborazione di Campus Edilizia Brescia, favorendo la valorizzazione e la rigenerazione degli spazi in cui vivono le persone. La condivisione di un progetto in un’ottica sostenibile è già di per sé un grande successo e il coinvolgimento attivo degli operatori che contribuiscono alla nostra quotidianità è innovare per il miglioramento della vita delle persone!
Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Brescia Campus Edilizia Brescia raggruppa tutti i principali operatori e istituzioni che gravitano intorno al mondo dell’abitare e del territorio antropizzato. Confrontarsi e cooperare su temi centrali dell’edilizia e dell’urbanistica, ognuno con le proprie specifiche competenze e sensibilità, consente di tracciare percorsi condivisi, affrontati e sviluppati in modo organico e, per questo, portatori di maggiore qualità ed efficienza. Poter assistere ed essere parte attiva della crescita che questa realtà sta avendo nel panorama bresciano e lombardo, promuovere lo sviluppo sociale ed economico attraverso l’affermazione dell’architettura di qualità e il rispetto del territorio, rientra a pieno titolo nei valori che il nostro Ordine vuole trasmettere e incentivare.
A2A
Redo Sgr
Quando ci hanno chiesto di partecipare all’iniziativa Campus Edilizia Brescia, abbiamo subito colto gli aspetti innovativi del progetto, il suo forte legame con il territorio, la strategicità del programma. Tre punti focali totalmente coerenti con il nostro modello: legame territoriale, innovazione e importanza di una strategia di medio lungo periodo. Per sviluppare un nuovo concetto di edilizia e di sviluppo urbanistico è necessario mettere al tavolo tutti gli operatori. La forza di A2A è la gestione integrata dei servizi che rappresentano un caposaldo di qualsiasi progetto edilizio. Oggi non si può pensare di costruire o ristrutturare immobili senza tener conto dell’esigenza di connettere gli edifici, di contenere i consumi, di consentire l’alimentazione dei veicoli elettrici, di strutturare una raccolta dei rifiuti efficace e di gestire un cantiere con un approccio sostenibile.
Siamo particolarmente lieti di essere entrati a far parte della compagine di Campus Edilizia Brescia come operatore e developer unico, particolarmente sensibile alla condivisione con tutti gli attori del territorio delle strategie di rigenerazione urbana e sociale della Città di Brescia, in cui siamo già impegnati ma con ambizione e prospettive di sempre maggior presenza. Il nostro contributo a Campus Edilizia Brescia sarà principalmente rivolto alla promozione dell’abitare in tutte le sue declinazioni, nonché alla sperimentazione e diffusione delle migliori pratiche nel campo dell’innovazione tecnologica e del sociale, due ambiti di particolare rilevanza nei processi di rigenerazione urbana delle nostre città.
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immobiliare
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lcuni timidi segnali sono emersi dal recente quadro fornito dalla Borsa Immobiliare di Brescia (servizio organizzato da Pro Brixia, azienda speciale della Camera di commercio territoriale), anche con un’analisi riferita al periodo 2010-2020: la filiera continua a soffrire, le compravendite calano, ma il valore degli immobili, soprattutto quelli nuovi, recuperati e di pregio, è in ripresa dopo il crollo del 2015. A rallentare sono in generale i fabbricati produttivi e, parecchio, le aree sia residenziali che produttive, con qualche eccezione ad esempio sul Garda. Altre indicazioni incoraggianti sono arrivate dall’Istat che, a febbraio, ha stimato per le imprese manifatturiere e per quelle delle costruzioni una fase di recupero dell’indice di fiducia dopo la flessione dovuta al Coronavirus. In particolare, nel settore manifatturiero l’indicatore è salito da 95,6 a 99 e nelle costruzioni è passato da 138 a 141,9. Sempre l’Istat, però, ha certificato che, dopo tre anni di incremento, l’anno scorso è tornata a diminuire la produzione nelle costruzioni scontando gli effetti dell’emergenza sanitaria. La flessione complessiva, al netto degli effetti di calendario, è stata pari all’8,2%. Per trovare un risultato più sfavorevole occorre risalire al 2013, quando si registrato un -10,2%. Il settore edile si confronta con uno scenario provinciale che, come testimoniato dalla congiuntura economica del quarto trimestre 2020 del Servizio Studi della Camera di commercio di Brescia su base Unioncamere, ha salutato lo scorso esercizio con un pesante segno meno. Negli ultimi tre mesi dell’anno la produzione manifatturiera, a livello provinciale, ha confermato la ripresa, sebbene con minore intensità risentendo degli effetti della seconda ondata della pandemia da Covid-19. Le imprese industriali hanno fatto registrare una variazione su settembre dello 0,6%, dopo un recupero più
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Mercato immobiliare Timidi segnali di ripresa nel bresciano
Luci e ombre per il comparto edile bresciano, inserito in un contesto ancora alle prese con la pandemia da Covid-19: un’emergenza sanitaria di portata globale che, rapidamente, ha prodotto conseguenze non indifferenti anche dal punto di vista economico e sociale
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consistente segnato nel terzo trimestre (+24,8%). Nonostante questi risultati positivi non sono ancora stati raggiunti i livelli preCovid: il confronto con l’ultimo periodo del 2019 ha evidenziato un calo dell’attività pari all’1,5%. Nel complesso il 2020 per la manifattura industriale bresciana ha mostrato una frenata del 10,1% in linea con il dato regionale lombardo (-9,8%). Complessivamente l’anno scorso si è chiuso con perdite produttive per tutti i settori a differenza dell’alimentare (+ 0,5%). Il comparto moda ha ribadito le forti contrazioni che variano dal 26,5% (media annua) del tessile al -13,9 per l’abbigliamento. Più resilienti invece la chimica (-1,9%) e la gomma-plastica (3,8%). Il fatturato totale del 2020 è sceso dell’8,1%, risultato su cui ha pesato l’importante calo del volume d’affari sul mercato interno (-10%). La manifatturiera dell’artigianato bresciano ha sostanzialmente
Il settore edile si confronta con uno scenario provinciale che, come testimoniato dalla congiuntura economica del quarto trimestre 2020 del Servizio Studi della Camera di commercio di Brescia su base Unioncamere, ha salutato lo scorso esercizio con un pesante segno meno.
replicato le dinamiche del settore secondario: nel quarto trimestre del 2020 la produzione è arretrata dello 0,8% sebbene con minore velocità. Tale andamento però non è bastato, considerato che il confronto con il periodo ottobre-dicembre 2019 ha riportato una perdita produttiva dell’1,7%. Il fatturato ha
mostrato flessioni in linea con l’attività (-1,6% su base annua). Nell’insieme il 2020 dell’artigianato bresciano ha riscontrato riduzioni produttive dell’11% e identiche per il volume d’affari. Per quanto riguarda le aspettative, gli imprenditori industriali hanno mostrato una crescita dei livelli di fiducia. Per produzione (+12,5%), fatturato (+10,2%), domanda estera (+7,5%) e occupazione (+5,7%) i saldi tra previsione di crescita e di diminuzione hanno «svoltato» in territorio positivo, mentre sono prevalse ancora le indicazioni pessimiste, seppur di misura contenuta, sulla domanda interna (-1,5%). Nell’artigianato, nonostante i risultati complessivamente positivi degli ultimi tre mesi del 2020, le prospettive non sono andate migliorando. I saldi tra previsioni di aumento e diminuzione sono rimasti negativi per produzione (-18,4%), domanda interna (-21,8%) e fatturato (-20,7%).
Difficoltà e sfide, dunque, non sono mancate e non mancano per il made in Brescia. Un’ulteriore conferma è arrivata dal fronte della Cassa integrazione, che non sembra conoscere ostacoli. Dopo i numeri record, in negativo, registrati nel 2020, con il picco di 30 milioni di ore autorizzate alle imprese del territorio nel solo mese di aprile e un conto totale che, nell’intero esercizio, ha raggiunto quota 92,67 milioni di ore a livello territoriale, il 2021 - almeno in partenza - non sembra aver invertito la tendenza: a gennaio - ultimo dato disponibile al momento - le ore di ammortizzatore sociale (considerate Ordinaria, Straordinaria e Deroga) approvate dall’Inps ammontano a 5 milioni 837 mila e si confrontano con i 4,5 milioni di ore del mese precedente (+29,6%). Ancora più negativo il raffronto su base annua, considerato che nel primo mese del 2020 la crisi da pandemia non aveva intaccato l’economia bresciana e nazionale e le ore concesse erano state solo 293 mila: il confronto anno su anno ha evidenziato un’esplosione del 1.887,7%. A livello lombardo, la situazione è in parte capovolta, perché le ore di Cassa autorizzate a gennaio si sono posizionate a 27,18 milioni, in calo del 39,5% guardando ai 44,9 milioni di ore dello scorso dicembre, ma con un progresso del 1001,3% sullo stesso mese dell’anno mandato in archivio. La provincia di Brescia è andata controtendenza anche guardando all’andamento nazionale: per quanto riguarda la Cassa integrazione, a dicembre l’Inps ha autorizzato in totale quasi 190 milioni di ore alle aziende del Paese, scese a 132 milioni a gennaio di quest’anno, con un decremento del 34,1%.
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convenzioni
Superbonus 110% sinergie per sfruttare le opportunità garantite dalla maxi-agevolazione
L’occasione rappresentata dal Superbonus 110% gioca un ruolo di primaria importanza per la ripresa ed è essenziale fare il possibile per favorirne la riuscita 18
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Associazione costruttori edili di Brescia rafforza la propria offerta di servizi stringendo una serie di convenzioni con realtà del mondo associativo, cooperativo e istituti di credito che possono contribuire all’efficace avvio di lavori agevolati al 110% sul nostro territorio. Sono nati in tal senso gli accordi con Banco BPM, Banca Monte Paschi di Siena, Anaci Brescia e Confcooperative Brescia, stipulati per ottimizzare le opportunità previste dal Superbonus, al fine di favorire il processo di rinnovo del patrimonio edilizio esistente. La firma di queste nuove intese ha l’obiettivo di ampliare il raggio d’azione dell’incentivo, garantendo al contempo una concorrenza leale e trasparente, grazie anche al supporto della digitalizzazione e in particolare della nuova piattaforma My Bonus Brescia. Sulla scia anche di alcuni accordi stretti a livello nazionale da Ance, con mente aperta e spirito di collaborazione l’Associazione provinciale consolida e potenzia le proprie attività con l’apporto professionale di realtà esterne specializzate in ambiti specifici e cor-
relati al settore delle costruzioni per fornire a imprese e privati un quadro di servizi completo per l’accesso alle agevolazioni sui lavori edili. “Siamo in un momento cruciale per la ripartenza economica del territorio” commenta Massimo Angelo Deldossi presidente di Ance Brescia. “L’occasione rappresentata dal Superbonus 110% gioca un ruolo di primaria importanza per la ripresa ed è essenziale fare il possibile per agevolarne la riuscita. Per tale ragione abbiamo strutturato e previsto servizi appositi a sostegno non solo delle imprese associate, ma anche degli altri attori inclusi nel decreto Rilancio, allargando la nostra platea di riferimento in un rapporto sinergico con le altre realtà del territorio”.
L’accordo con Banco BPM L’accordo prevede la messa in atto di azioni da parte di Banco Bpm che possano facilitare il più possibile la tempestività dei tempi di istruttoria, delibera ed erogazione dei finanziamenti, compresi quelli previsti dai Decreti Cura Italia e Liquidità, per le imprese associate ad Ance Brescia. Un accesso attraverso
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La sinergia con Anaci Brescia
Le convenzioni nazionali GLI ACCORDI STRETTI DA ANCE NAZIONALE CON BANCHE, ASSICURAZIONI E ALTRE REALTÀ DI SPESSORE: INTESA SAN PAOLO, UNICREDIT, CRÉDIT AGRICOLE, BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA, BANCA SELLA, BANCO BPM, POSTE ITALIANE, BPER BANCA, DELOITTE, PWC, EY, ITALIANA ASSICURAZIONI.
una corsia preferenziale, che gode inoltre di condizioni economiche agevolate. Sempre fermo restando il giudizio insindacabile dell’istituto di credito nella valutazione più ampia del merito creditizio. Inoltre, l’associazione di via Ugo Foscolo si impegna a supportare le proprie associate nella presentazione delle domande di finanziamento, anche con l’utilizzo del servizio “Ti accompagno in banca”, la piattaforma online messa a disposizione da Ance per richiedere il rating d’impresa. La sinergia avviata con gli istituti bancari è finalizzata a facilitare l’accesso al credito delle imprese associate, accelerando tempi di istruttoria, delibera ed erogazione dei finanziamenti. “Questa iniziativa avviata insieme ad Ance Brescia rappresenta una modalità concreta per proseguire in quest’ottica e ribadisce l’importanza della collaborazione tra il mondo del credito e le associazioni di
La convenzione con l’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari, invece, impegna da un lato Ance Brescia ad agevolare le imprese nella corretta applicazione degli incentivi fiscali e dei contributi previsti per il rilancio dell’edilizia pubblica e privata; dall’altro prevede che Anaci Brescia sostenga il ruolo strategico dell’amministratore di condominio, che potrà usufruire gratuitamente della nuova piattaforma www.mybonusbrescia.it. “I nostri associati sono professionisti preparati e competenti anche in materia di efficientamento energetico, mitigazione del rischio sismico e recupero del patrimonio edilizio degli immobili, grazie ad una formazione costante, di qualità e certificata. Da sempre investiamo per offrire agli amministratori di condominio adeguata preparazione. Questo protocollo d’intesa ha come obiettivo l’ottimizzazione degli interventi edilizi e l’agevolazione della ripresa dell’economia bresciana, attraverso opere di valorizzazione della territorialità dei soggetti coinvolti direttamente, i cittadini. Un’opportunità concreta per uscire dalla crisi e costruire un futuro più solido e rassicurante”. Francesco Chiavegato (presidente Anaci Brescia)
Ance Brescia e Confcooperative Brescia fanno sistema L’accordo firmato con Confcooperative è finalizzato a promuovere la corretta applicazione dell’agevolazione a supporto dei professionisti e delle cooperative, agevolando gli associati nell’applicazione degli incentivi fiscali attraverso la messa a disposizione di strumenti utili e innovativi. “Confcooperative Brescia ha promosso questo accordo con Ance Brescia per consentire alle cooperative aderenti di avere interlocutori affidabili, in grado di istruire, realizzare e portare a termine, nel rispetto dei modi e dei tempi stabiliti dalla normativa, le ristrutturazioni previste con il vantaggio del Superbonus 110%. L’intesa rientra nell’azione di tutela delle cooperative che da sempre, e particolarmente in questo periodo così difficile, Confcooperative Brescia svolge per le proprie associate nella consapevolezza dei valori che ispirano il suo agire”. Marco Menni (presidente Confcooperative Brescia) Vincenzo Gaspari (vicepresidente vicario)
categoria per contribuire alla ripresa e incoraggiare gli investimenti, permettendo di cogliere le opportunità introdotte con il Decreto Rilancio. Siamo sicuri che le imprese edili bresciane troveranno in Banco Bpm risposta alle loro esigenze”. Gian Pietro Facchetti (Responsabile dell’Area Brescia della Divisione Territoriale di Bergamo-Brescia-Lario di Banco Bpm)
La convenzione firmata con Banca Monte Paschi di Siena Per le imprese associate ad Ance Brescia l’accordo prevede un’apertura di credito a sostegno degli interventi che danno diritto al credito di imposta, per una durata massima di 18 mesi. Tale finanziamento potrà essere erogato a fronte dell’impegno della cessione del credito di imposta maturato per effetto delle opere realizzate, nonché dell’apertura di un conto corrente, esente da spese, intestato all’associato. Inoltre, l’istituto di credito senese offre una soluzione per l’acquisto dei crediti fiscali, attraverso la quale il cliente trasferisce alla Banca il credito d’imposta, ottenendo il pagamento del corrispettivo in via anticipata a un prezzo di acquisto concordato. Inclusa nella convenzione anche la messa a disposizione di un team di professionisti specializzati nelle attività di asseverazione tecnico-amministrativa e la consulenza di EY per i servizi di natura fiscale, con l’assistenza di call center specialistici e una piattaforma di supporto nelle fasi di raccolta documentale e nel processo di certificazione e cessione del credito. “Banca Mps promuove da sempre lo sviluppo dell’economia locale, rivolgendo particolare attenzione al comparto edile e per questo ha ideato un pacchetto di soluzioni innovative, volte a rispondere in modo puntuale e mirato alle esigenze di tutti gli imprenditori associati della città di Brescia e della sua provincia. Per la Banca supportare il territorio è di fondamentale importanza, specie in un momento difficile come questo, così da contribuire a creare le condizioni favorevoli per una progressiva ripartenza del tessuto economico” Marco Tiezzi (General Manager Area Territoriale Nord Ovest di Bmps)
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Conosciamo meglio i Vigili del Fuoco di Brescia, coloro che Ignis furorem domant, che domano la furia del fuoco, come recita il motto della caserma, e il relativamente nuovo Comandante, l’ingegner Enrico Porrovecchio. La sede centrale di via
Scuole, traversa di via Oberdan, zona Nord della città, coordina quattro distaccamenti permanenti a: Darfo Boario Terme, Gardone Valtrompia, Salò e all’aeroporto di Montichiari e diciotto volontari. In totale sono 850 i Vigili permanenti e
Domano la furia del fuoco: conosciamoli meglio Visita alla caserma e intervista al Comandante dei Vigili del Fuoco di Brescia ingegner Enrico Porrovecchio
di Adriano Baffelli
Comandate Porrovecchio, ormai si sarà ambientato a Brescia dopo sette mesi dal suo arrivo, comunque, benvenuto! Quali sono le sue impressioni sulla nostra città e sulla sua provincia dopo questo primo periodo? Ovviamente, per via del Covid, sinora non ho potuto visitare come avrei voluto la provincia bresciana. Non vedo l’ora di poter conoscere e apprezzare il patrimonio ambientale e artistico, insieme ai tanti aspetti culturali che il territorio racchiude. Vivo la soddisfazione e insieme la grande responsabilità, di guidare il Comando VVF di una delle province tra le più dinamiche d’Europa, con tre autostrade, tre laghi e tre valli. Un territorio molto impegnativo visto dal nostro versante. Ricordo 20
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anche la presenza di quaranta aziende a rischio elevato d’incendio, delle quali venti a soglia bassa e venti a soglia alta, per via delle produzioni e/o delle sostanze in esse presenti. Compito gravoso e impegnativo per i dispositivi di soccorso da prevedere. Anche questa stagione invernale registra surriscaldamenti e incendi legati al malfunzionamento di caminetti, stufe e canne fumarie? Sì, eventi incidentali, soprattutto incendi di tetti. Succede soprattutto per la presenza eccessiva di fuliggine che si surriscalda, dovuta all’uso di combustibili solidi: prende fuoco la canna fumaria oppure materiale che le sta intorno. A volte l’incendio raggiunge alcune parti della co-
pertura, oltre che della canna fumaria, anche del tetto. Quali sono i consigli da parte sua per evitare tali situazioni di pericolo? In parecchi casi l’incendio è provocato da camini malfunzionanti. Per questo devono essere effettuati controlli e manutenzioni continui. È un messaggio che dovrebbero ascoltare con attenzione soprattutto quanti utilizzano combustibili solidi, che sviluppano temperature elevatissime, che raggiungono anche gli 800, 1.000 gradi centigradi, il doppio di altri combustibili. Attenzione particolare deve essere posta durante le ristrutturazioni. Come riassumerebbe le attività dei Vigile del Fuoco rispetto al settore delle costruzioni e dei cantieri edili in particolare? Sono attività molto importanti, forse in futuro dovrebbero essere soggette al nostro controllo. Soprattutto per scongiurare il più possibile il ripetersi di roghi devastanti che hanno colpito strutture di grande pregio proprio in occasione di interventi edili di ristrutturazione. È successo alla cattedrale di Notre Dame a Parigi, al duomo di Torino, al teatro La Fenice di Venezia (anche se nell’occasione ci fu il dolo di due elettricisti Ndr). Nei cantieri si utilizzano materiali infiammabili, serve un Piano adeguato in capo al responsabile della sicurezza. L’aspetto antincendio è molto importante. Ricordo a Vicenza la morte di un ragazzo in una scuola per incendio scaturito durante l’operatività di un cantiere. Cantieri di un certo tipo
quelli volontari, 360 dei quali dipendenti e operativi tra la città e i quattro distaccamenti. I volontari prestano servizi e soccorso nel tempo extra lavoro, un esempio di grande disponibilità, di positiva cittadinanza attiva. Una provincia vasta, la
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Per non parlare dell’allerta attentati che ha reso stabile l’attenzione sul fronte della sicurezza. Visitando la caserma si nota l’intensa attività di uomini e mezzi, che debbono essere sempre pronti per fronteggiare ogni evenienza. Sorrido,
Prima di essere al vertice del comando di Brescia, l’ingegner Porrovecchio è stato Comandante del Corpo dei Vigili del Fuoco di Lodi, Vicenza, Rovigo e Mantova
ripensando al marchingegno sputafuoco dell’ingegnere tedesco Fridolin Hoffer, che l’eccentrico teutonico impiega per tentare di spegnere l’incendio del teatro di Vigata, affresco letterario regalatoci dal maestro
sarebbe il caso fossero sottoposti al nostro controllo preventivo, soprattutto in caso di ristrutturazioni. Qual è il percorso classico che un giovane deve intraprende per vestire la vostra divisa? Intanto il Vigile del Fuoco è un dipendente pubblico, per cui l’unica modalità d’accesso prevista è la partecipazione a un concorso pubblico. Una volta entrato, sono previsti sei mesi di corso, durante i quali approfondisce la conoscenza di attrezzature, mezzi e tecniche d’intervento. Al termine del corso il giovane è assegnato al Comando di destinazione. Essere ingegneri è un requisito fondamentale per assumere posizioni di vertice nel Corpo? Per ricoprire funzioni direttive è necessaria la laurea in ingegneria o in architettura, perché si interviene su strutture che richiedono una specifica competenza tecnica. Pensi che a fine ‘800 il comandante dei Vigili del Fuoco di grandi città, come Napoli e Milano, era il locale direttore delle opere pubbliche. Quali sono gli interventi con maggiore tasso di pericolo per i Vigili del Fuoco? Difficile da dire, in ogni intervento i rischi sono da affrontare sempre con massima cura, l’incognita è dietro l’angolo. Le nostre competenze spaziano dal salvataggio del gatto bloccato in una situazione di pericolo (nell’ambito delle norme sul soccorso animale sono deputati a farlo Ndr), all’intervento con rischio di contaminazione nucleare. Non possiamo né dobbiamo mai abbassare la guardia.
Andrea Camilleri con il suo gradevolissimo Il birraio di Preston. Ben altra preparazione si respira in questo quartier generale della prevenzione e della sicurezza, non solo sul fronte degli incendi.
Pensiamo al tragico incidente della cascina disabitata di Quargnento, in provincia di Alessandria, dove morirono tre Vigili del Fuoco e tre rimasero feriti, per via del dolo dei proprietari che vi avevano collocato bombole di gas e inneschi. Chi poteva immaginarlo? Appariva come un normale intervento senza grandi rischi.
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pandemia, che ha drasticamente ridotto gli eventi. Il caso dei disordini e di vittime e ferite in Piazza San Carlo a Torino, ha riacceso un faro sulle norme in materia e sulla sensibilizzazione di amministratori, organizzatori e cittadini.
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nostra, assai più di alcune regioni, con 205 Comuni, che rappresentano un impegno notevole per i Vigili del Fuoco, chiamati a partecipare ad esempio alle Commissioni Spettacoli, solo nell’ultimo periodo allentatosi a causa della
Vien da dire che, per assurdo, di fronte all’evento ad alto tasso di pericolosità ci si prepara e si è molto più attenti. Diversamente, una situazione catalogabile come minore o banale, l’approccio è meno guardingo e un piccolo imprevisto in un attimo può trasformarsi in tragedia. Ovviamente oltre al soccorso animale, obbligatorio per legge, sono molti gli interventi per soccorrere persone che si trovano, o hanno cercato, situazioni di pericolo. Crescono i casi nei quali, provata a posteriori l’inosservanza di specifiche regole, si pensi allo sci fuori pista, alle persone soccorse giunga in seguito la nota spese. Che può essere assai salata, considerando che un’ora di elicottero costa 3.500 euro.
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L’approccio ingegneristico denominato “Fire Safety Engineering” (Fse), per la misura dell’impatto di ogni soluzione tecnica sull’evoluzione dell’incendio, come è applicato a Brescia? Lo si applica, a seguito della relativa norma che lo disciplina, con il fine di individuare la soluzione più adeguata. Lo strumento ha grande significato perché dimostra che è possibile superare la sola prescrizione, puntando a valorizzare la scelta tecnica dell’azienda. Soluzioni alternative utilizzate e giustificate da applicativi Fse. È un ottimo approccio perché responsabilizza e dà valore aggiunto al tecnico. Possiamo affermare che una delle principali sfide future nell’ambito della prevenzione incendi, viste dal versante dei Vigili del fuoco, sia il progetto Fire Digital Check (Fdc), vale a dire l’applicazione della modellazione Bim (Building Information Modeling)? Decisamente, il Bim consente di avere informazioni su tutti i vari aspetti da inizio a fine ciclo di vita delle strutture, quali: pianificazione, progettazione, costruzione e manutenzione. Da considerare la rilevanza della simulazione di interventi antincendio. Di sicuro una tecnica che sarà sempre più presente, applicata e utile, nel prossimo futuro. Ingegner Porrovecchio, quando lascia le responsabilità del Comando, sappiamo che, fra il resto, non rinuncia alla formazione di professionisti con docenze in corsi di specializzazione in prevenzione incedi, come ama impiegare il tempo libero? Mi piace passeggiare, non vedo l’ora di poterlo fare tra le colline e le montagne bresciane.
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Il flash sulle passioni personali dura pochissimo: il Comandante dei VVF di Brescia, laureato al Politecnico di Torino, con un Master in general management conseguito al Cuoa Business School di Vicenza, valorizzato anche nel settore privato con quattro anni da manager, esperienza che Porrovecchio considera assai utile anche per comprendere meglio le esigenze del privato, ad esempio rispettando i tempi nel dare risposte alle imprese, torna al focus dell’attività sua e della struttura guidata
Ho lasciato da pochi minuti il Comando dei Vigili del Fuoco di Brescia, percorro la gradevole via Veneto e un suono di sirene si sente sempre più vicino. Rallento con prudenza, pronto a cedere il passo al mezzo che s’annuncia senza ancora palesarsi con forma e colore. Alla rotonda all’altezza di Campo Marte si materializzano due mezzi rossi. Sono i coraggiosi Vigili del Fuoco che con tutta la velocità che l’ingombrante mezzo rende possibile si dirigono verso Sud. Che Dio li benedica, penso, avvolto più che mai da quel suono intenso e dall’inconfondibile livrea dell’autopompa e dell’autoscala che si fanno largo tra il traffico. La sopravvivenza di qualcuno, magari imprigionato in autostrada in un ammasso di lamiere, potrebbe dipendere dal tempo e dalle modalità del loro intervento.
Faccio tutto il possibile per essere sempre a disposizione della collettività e delle aziende, fermo restando le rispettive responsabilità e funzioni. Non possiamo dimenticare che le imprese sono il cuore pulsante di una nazione e noi dobbiamo concorrere affinché si possa svolgere al meglio l’attività imprenditoriale. Così come ho sempre ben presente che il nostro azionista di riferimento è il cittadino.
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storia per il domani
Per una città migliore: le origini
di Franco Robecchi, ingegnere e autore concetto di riqualificazione di una città non è molto antico. Benché la storia di molte città europee conti molti secoli, molto raramente si ebbe l’idea di intervenire sul loro tessuto per un ammodernamento, un miglioramento. Ovviamente, ciò è dovuto alla lentezza delle mutazioni generali: economiche, strutturali, sociali. Le città erano ritenute buone anche per molte centinaia di anni e non tali da richiedere importanti opere di ristrutturazione. Viene in mente quasi solo l’intervento sulle mura difensive, spesso connesso all’altro filone di modificazione: l’espansione. Il XIII secolo vide un frequente abbinamento fra le due cause: l’ampliamento delle città, per motivi demografici, e la conseguente necessità di creare nuove cinture fortificate. Brescia è un esempio di quella condizione, che vide la città ampliata e nuovamente fortificata per ben due volte nel giro di pochi decenni, fra il XII secolo e il Duecento. Ancora alla motivazione militare si fa riferimento per una riqualificazione infrastrutturale urbana, quando le mura dovettero essere ricostruite, soprat24
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tutto nel XVI secolo, a seguito delle innovazioni belliche. Con l’avvento delle armi da fuoco e delle relative artiglierie le sottili mura medievali risultarono del tutto inefficaci e si dovette procedere alla costruzione delle mura massicce, con scarpa inclinata, che spesso sono giunte fino a noi, in parte anche a Brescia: si veda il Canton Mombello. Fu anche l’epoca dei baluardi. Erano sporgenze planimetriche dalle cortine rettilinee delle
mura, derivate dalle antiche torri. Ora però la forma sporgeva più decisamente e assunse la più intelligente forma: quella ideata dagli Italiani, a punta di lancia. I bastioni consentivano alle artiglierie difensive di appostarsi per il tiro parallelo alle mura, radente, così da falciare gli assedianti. Inoltre, il bastione a punta di lancia offriva un requisito ulteriore. La punta di lancia, risvoltandosi per innestarsi sul suo gambo, presenta-
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grandi novità del XIX secolo. Nulla di simile era avvenuto nel passato. Per ironia si può citare come unico precedente l’incendio di Roma attribuito a Nerone. La città rinacque più bella ed efficiente di prima. I veri cambiamenti che determinarono la necessità delle riqualificazioni ottocentesche furono due più uno, marginale. I grandi motori furono costituiti dai problemi sanitari e dai problemi del traffico. Gli elementi marginali consistettero nella decadenza funzionale di quell’esoscheletro delle città costituito dalle mura nonché dal nascere di un nuovo, grande tema: la distribuzione topografica selettiva della popolazione. Per la prima volta, cioè, le città si fecero molto più classiste che in passato, quando i vari ceti convivevano nel me-
nnn Mappa del centro storico di Brescia, del 1902, con evidenziate in verde le demolizioni previste dal primo piano regolatore di Brescia, il Piano di risanamento del 1887. Si notano i fabbricati che effettivamente furono demoliti: al centro di via San Faustino, a nord della Loggia, nell’area di Piazza Vittoria. Si notino le demolizioni previste: per isolare la Torre della Pallata, per allargare via San Faustino, per allargare corso Mameli e via Cattaneo.
va i cosiddetti “orecchioni”, che costituivano un’ottima difesa per le postazioni di fuoco difensive. A Brescia è sopravvissuto il bellissimo e citato baluardo di Canton Mombello, che è simile ai baluardi del Castello, costruiti anch’essi nel Cinquecento. Una corolla di bastioni, cinque, aveva Orzinuovi, malauguratamente distrutta due secoli fa. Ma la grande riqualificazione urbana poté annunciarsi solo quando si ebbe l’impatto con le
fermavano ai confini di quartiere, ma, nate nei focolai più tipici, invadevano tutta la popolazione, senza alcun rispetto del censo o dei gradini sociali. I medici furono i veri padroni e comandanti degli interventi di risanamento. Proprio a tale fine a Brescia si ebbe l’esordio dello strumento di pianificazione urbanistica, con la stesura del primo Piano di risanamento del 1887. Si mirava ad intervenire sul sottofondo edilizio del serpeggiare di epidemie. Tifo, colera, tubercolosi, poliomielite e vaiolo avevano, in base alle prime statistiche, le loro radici endemiche in fulcri ben precisi. I medici ritenevano che la forma e la qualità costruttiva fossero determinanti nell’insorgere e nel diffondersi delle patologie e il problema ricadde rapidamente sull’assetto urbano. Incriminati furoLe fognature a Brescia no gli addensamenti, così forti a Brescia, di non esistevano. case fatiscenti nelle Gli scarichi domestici quali una folla di ree delle officine artigianali sidenti raggiungeva livelli di alta pericofinivano nei molti canali e canaletti urbani oppure losità. I medici affermavano che la causa in pozzi sperdenti. dei mali stava nella Questi ultimi erano i più carenza di luce e di ventilazione, per via pericolosi dei troppi vicoli angusti, dei muri umidi desimo quartiere, nelle stesse e ammuffiti delle case, del ristrade. È un tema molto intescaldamento sommario degli ressante sul quale non possiaambienti, delle coabitazioni mo soffermarci. esorbitanti. Tecnica e questioni La questione sanitaria fu domisociali si annodavano. nante. Il forte afflusso di popoI medici dicevano inoltre che lazione nelle città comportò grave era il deficit igienico-saun’esasperazione dei problemi nitario. Le fognature a Brescia di igiene pubblica. Epidemie rinon esistevano. Gli scarichi docorrenti, sacche di patologie mestici e delle officine artigiacroniche ben localizzate, nuove nali finivano nei molti canali e conoscenze mediche e le fattive canaletti urbani oppure in pozzi tendenze positivistiche, tese al sperdenti. Questi ultimi erano i decoro e alla salute, ingenerapiù pericolosi. Si pensi che l’acrono nuovi movimenti politici, quedotto, a Brescia, millenario in senso lato, rivolti alla riqualiquando non bimillenario, era ficazione. La segregazione clasdisseminato di fessure e di insista rendeva evidente l’identiterruzioni che consentivano ficazione dei comparti urbani a l’immissione nei condotti delrischio, così come ormai evidenl’acqua “potabile” degli escrete era però il carattere irrispetmenti che filtravano nel terreno toso delle malattie, che non si attraverso le perdite dei canali
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storia per il domani
nnn Scena di demolizioni per uno sventramento ottocentesco. nnn Elegante disegno tecnico di rilievo dell’acquedotto di Brescia a fine Ottocento. nnn Il disegno di progetto, di Rodolfo Vantini, per la fontana oggi traslocata, dalla sede originaria di via Fratelli Porcellaga, nella piazzetta San Luca, lungo corso Zanardelli.
di scolo e dei pozzi di deposito. Malattie come il colera, la poliomielite, il tifo, le varie salmonellosi sono causate dalla trasmissione dell’infezione tramite l’ingestione di acque inquinate da escrementi. E quella era l’acqua che scendeva dai cannelli delle fontane e finiva dalle pompe domestiche alla tavola dei malcapitati. Ricordiamo che a Brescia, nel 1836, il colera, comparso in Europa per la prima volta, mieté 3mila vittime in un’estate. Altro che Covid! Il piano dei provvedimenti si distribuì su quattro tipi di interventi: l’abbattimento di edifici per diradare il tessuto urbano e realizzare ventilazione e illuminazione, il cosiddetto “sventramento”, la costruzione di nuovi acquedotti e fognature, la costruzione di case sane e aerate. Al tema dovettero appli26
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carsi prima i medici e conseguentemente gli ingegneri, non senza burrascosi dibattiti per la ricerca della soluzione più efficace. Lungo fu il lavoro per la scelta del sistema di fognatura, con condotti a corrente d’acqua o con nuovi pozzi davvero stagni. Coloro che sostenevano l’idea dei pozzi argomentavano che meno si facevano circolare i liquami meglio era. Vero, nelle condizioni delle tubature che allora avevano secoli d’età. Prevalse fortunatamente l’idea moderna delle fognature intubate, ma a Brescia si dovettero attendere gli anni Venti per vedere la realizzazione, con un capolavoro d’ingegneria d’avanguardia che fu ammirato da tutta Italia. Parallelo fu l’intervento sugli acquedotti, ancora costituiti dai resti dei condotti romani e longobardi. Brescia, terra abbon-
dante di limpide acque, si serviva ancora esclusivamente della sorgente di Mompiano e però i tubi, ancora in pietra, erano ampiamente dissestati. Si pensò quindi di migliorare, con nuove tubature in cemento e ferro, la rete dell’acqua di Mompiano e di incrementare le portate andando ad attingere altra acqua in Valtrompia, portata in città con lunghe tubature e immagazzinandola in due serbatoi, al piede e in sommità al Cidneo. Molto successivo fu il prelievo tramite i pozzi trivellati. Nell’arco di una quindicina d’anni fu realizzato un modernissimo acquedotto, all’inizio del Novecento, con acque provenienti anche da Cogozzo. Gli effetti più evidenti della riqualificazione riguardarono gli sventramenti, che iniziarono a mutare vistosamente il volto
della città. I punti più degradati furono individuati nel quartiere del Carmine, lungo via San Faustino e nel quartiere detto delle Pescherie, oggi scomparso. Il filone degli sventramenti ebbe anche a Brescia, e forse soprattutto a Brescia, un’importantissima storia, per la quale la città era nota all’epoca ed è stata citata in ogni libro di urbanistica. Fu soprattutto il grande intervento di epoca fascista a far conoscere la città alla cultura urbanistica e ai politici, non solo nazionali. Ci riferiamo all’abbattimento dell’intero quartiere delle Pescherie per la formazione di piazza della Vittoria, un capitolo importante dell’architettura del Novecento. Applaudita in Italia e in Europa negli anni Trenta, l’iniziativa cadde poi sotto la mannaia ideologica della seconda metà del Nove-
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nnn Disegno ingegneristico per le strutture in cemento armato delle vasche di invaso dell’acquedotto di Cogozzo, nella fossa ovest presso l’ingresso del Castello (1911). nnn L’igiene degli scoli nella Brescia antica. I cessi pensili che erano frequenti nell’antica Brescia, qui presso Piazza Moretto. Lo scarico era a caduta dal medesimo stambugio verso canaletti a cielo aperto che scorrevano alla base. nnn Gli scavi per la costruzione della fognatura di Brescia, lungo via San Martino della Battaglia. Anni Venti.
cento, ma il dato resta come esemplare nella storia di Brescia ed è stato ampiamente rivalutato negli ultimi anni. Si trattava di un’applicazione ambiziosa delle idee più moderne dell’urbanistica internazionale, con la paternità nella Parigi di Napoleone III. Nonostante il tracollo della cultura degli sventramenti, dopo la guerra, a causa della critica culturale schierata per la conservazione, l’ultima massiccia demolizione urbana si ebbe nei primi anni Sessanta, quando fu rasa al suolo la sede del vecchio ospedale, facendo piazza pulita dell’intero e centralissimo quadrilatero fra le vie Moretto, Bulloni, Vittorio Emanuele II e Gramsci. I problemi del traffico costituirono un altro, grande motivo di innovazione e quindi di riqualificazione delle città. I primi tra-
che la cucitura fra nucleo antico e hinterland avvenisse ancora e solo attraverso le cinque porte medievali. Era un motivo in più per abbattere le mura ormai decisamente inservibili e anche in questo caso si levarono concordi le voci dei medici, che indicavano l’ostaI problemi del traffico colo delle mura come colpevole di una ralcostituirono un altro, lentata ventilazione grande motivo della città, giudicata di innovazione e quindi invece essenziale per il contrasto delle moldi riqualificazione te patologie urbane. delle città Dopo un primo accenno negli anni Settanta del XIX secolo, la demolifra l’antica città e le sorgenti pezione delle mura cittadine proriferie. Fra il 1881 e il 1908 Breseguì alacre sino alla sua conscia ampliò la propria consiclusione avvenuta nel 1912. Ristenza comunale e dilatò la promasero solo alcune porzioni inpria cinta daziaria: una scelta tere, che ancora oggi vediamo: che impostava la nuova città del il grande baluardo della PusterNovecento. Non era pensabile sporti pubblici urbani, con i tram a cavalli e poi con i tram elettrici, nonché l’avvio della motorizzazione privata resero poco sopportabile le vie strette, le tortuosità, i collegamenti angusti e numericamente limitati
la e il citato baluardo di Canton Mombello. Resti minori, però capitozzati, si trovano lungo via Spalto San Marco, via Turati, Fossa Bagni, via Leonardo da Vinci e via Tartaglia. Fu un’operazione che, con gli sventramenti, oggi lascia l’amaro in bocca per il patrimonio storico perduto. Non sempre la riqualificazione è innocente e indolore. Ma allora non vi erano alternative, né culturali né strategiche. Oggi abbiamo ben altri strumenti di intervento per riqualificare le città, sotto il profilo legislativo, amministrativo, politico e anche tecnico. Ormai le riqualificazioni si riferiscono al centro storico, martoriato da numerosi fattori epocali, ma anche alle periferie. Il compito è di alto profilo e dovrebbe diventare pratica quotidiana più che evento sporadico d’eccezione. marzo/aprile/2021
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prezziario cer
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on c’è lavoro senza computo e non c’è computo senza il Prezziario delle opere edili di Brescia e provincia. La storica pubblicazione della casa editrice Cer (Costruttori edili riuniti), che sin dal 1975 accompagna i professionisti e gli addetti ai lavori edili nella redazione dei propri computi, amplia e aggiorna in modo nutrito tutto il capitolo delle ristrutturazioni. Il lavoro di revisione, nato con lo scopo di fornire agli addetti uno strumento utile e il più conforme possibile alle variazioni dei prezzi del settore, risponde a un cambio di rotta registrato dal mercato delle costruzioni già a partire dal 2019. Infatti, nel momento attuale in cui c’è attenzione al recupero delle strutture già presenti, soprattutto grazie alle agevolazioni introdotte dallo Stato, le richieste per i lavori di ristrutturazione sono incrementate. Secondo i dati rilevati dal congiunturale di Ance, gli investimenti in riqualificazione del patrimonio abitativo rappresentano circa la metà del valore totale degli investimenti in costruzioni. In questo senso, i risultati di un’indagine condotta dall’organizzazione nel mese di novembre 2020 confermano che le imprese del settore hanno aspettative molto elevate circa le potenzialità del Superbonus 110%. Ben il 40%, infatti, dichiara di avere già nel proprio portafoglio ordini legati al Superbonus, grazie ai quali si prevede, per il prossimo anno, un incremento di fatturato di circa il 10%.
Il prezzario delle opere edili punta sulla ristrutturazione
L’edizione aggiornata del Prezziario Cer Il nuovo capitolo sui lavori di ristrutturazione è disponibile sul numero uno del Prezziario delle opere edili 2021. Sono state aggiunte ben 130 nuove voci a quelle già presenti, per un totale di circa 28
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La pubblicazione edita dalla Cer per la compilazione dei computi aggiorna il primo numero dell’anno ampliando il capitolo dedicato ai lavori di ristrutturazione
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Le testimonianze di chi ha lavorato al nuovo Prezziario Geom. Giorgio Cadeo Ance Brescia Ho aperto la mia prima impresa nell’81 e sono stato membro della commissione del Prezziario delle Opere edili sin dalla sua nascita nel 1975. Opero nel settore della ristrutturazione da sempre, un lavoro complesso per il quale non è facile riuscire a creare un modello adatto a tutti, perché un cantiere non è mai uguale ad un altro. Ognuno ha le sue particolarità e una voce che può apparire uguale in un contesto, nell’altro non ha lo stesso prezzo. Ho quindi messo a disposizione la mia lunga esperienza per portare a termine questo progetto, che risponde ad una necessità del professionista e operatore. Conoscendo a fondo ogni lavorazione è stato possibile riuscire ad entrare nel dettaglio, per restituire un prezzo che fosse il più attuale possibile. Ing. Mauro Carbone Ordine ingegneri Sono componente della commissione solo dall’anno scorso, ma apprezzo il fatto che siano stati creati dei sottogruppi di categoria, dedicati nnn C.E.R. Sri c/o ANCE BRESCIA Via Ugo Foscolo, 6 25128 Brescia T. 030 399133 F. 030 381798 info@cerbrescia.it
200. La prima stesura, disponibile anche sul software, verrà ampliata ulteriormente nelle prossime edizioni. L’aggiornamento è frutto di un’in-
!"
Nuova campagna abbonamenti
specificatamente a parti peculiari delle opere da imprenditore edile. In questo modo è possibile approfondire ogni dettaglio, per offrire un servizio sempre più completo. Come in questo caso in cui abbiamo individuato in maniera specifica tutte quelle lavorazioni che stanno acquisendo importanza in questo momento come la ristrutturazione, la rigenerazione, la manutenzione straordinaria, intesa come recupero. Ritengo che sia un gran bel lavoro e soprattutto utile per l’imprenditoria e per tutto il mondo professionale. Geom. Corrado Martinelli Collegio Geometri Il lavoro è stato svolto in modo egregio con la partecipazione di tutti. Dobbiamo ringraziare il geometra Cadeo che ha contribuito portando la sua esperienza nel settore agevolandoci il compito. È un’opera eseguita bene, grazie alla quale tutti gli iscritti potranno usufruire di prezzi che si avvicinano alla realtà. Prezzi che fino a prima della realizzazione di quest’opera non erano mai stati espressi. Un’espressione di lodo nei confronti dell’organizzazione e di chi ha avuto questa idea.
dell’edilizia è cambiato ed oggi sono diventati tutti molto più attenti alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente. Si parla sempre meno di “ristrutturazione” o “recupero”, e molto di più di “restauro e, soprattutto, di “conservazione”. Il Prezziario Bresciano necessitava di essere implementato di categorie di intervento più vicine alla conservazione del costruito storico piuttosto che alla ristrutturazione e, per quanto possa essere difficile, in molti casi, calcolare un prezzo per lavorazioni condizionate dalle specificità delle situazioni che si presentano operando sui contesti antichi, avere un riferimento è oltremodo utile per l’impresa e per il professionista.
Arch. Flavio Cassarino Ordine Architetti L’atteggiamento culturale dei costruttori e dei fruitori
tensa attività di studio sulle lavorazioni affidato a una sottocommissione ristretta del prezziario, dedicata nello specifico alla valutazione dei prezzi
Con l’inizio del nuovo anno parte la campagna abbonamenti del Prezziario delle opere edili di Brescia e Provincia 2021. Alla classica quota di iscrizione annuale, che include il cartaceo e la versione software, si sono aggiunte nuove formule, per avvicinarsi alle necessità di ogni singolo utente. Infatti, sarà possibile acquistare solo la licenza per il software o
degli interventi di ristrutturazione. Infatti, ogni aggiunta o modifica applicata al listino è accordata dalla commissione composta dai rappresentanti,
esclusivamente per il cartaceo, oppure scegliere un singolo volume. Tutte le informazioni sono disponibili nella sezione Acquista del nuovo sito del Prezziario CER www.prezziariocer.it.
suddivisi per specifiche competenze di settore, facenti parte gli organi di Camera di commercio, Regione Lombardia, Ordine degli architetti, Ordine degli ingegneri, Collegio dei geometri, Ance Brescia e suddivisi per le diverse voci presenti sulla pubblicazione. I quattro membri che hanno eseguito il lavoro di aggiornamento sono Giorgio Cadeo di Ance Brescia, Mauro Carbone, rappresentante dell’Ordine ingegneri, Corrado Martinelli del Collegio geometri e Flavio Cassarino per l’Ordine degli architetti.
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Codice della crisi e dell’insolvenza
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Le norme contenute nel Codice della crisi e dell’insolvenza, la diagnosi dello stato di difficoltà delle imprese, l’adozione di un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile e l’implementazione di un sistema di monitoraggio delle performance aziendali.
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focus
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no degli obiettivi del Codice della crisi e dell’insolvenza è consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese per permettere un’efficace ristrutturazione di quelle che versano in situazioni di temporanea difficoltà. In particolare, tra le norme finalizzate alla salvaguardia della continuità aziendale l’articolo 375 (Assetti organizzativi dell’impresa) ha apportato una sostanziale modifica dell’art. 2086 c.c.. L’entrata in vigore del novellato art. 2086 c.c., avvenuta in data 16 marzo 2019, impone a qualsiasi imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, di dotarsi di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato. L’articolo contiene un preciso dovere in capo agli amministratori che, declinato nel concreto, include la necessità per le imprese di dotarsi di efficaci strumenti di previsione della crisi d’impresa e del rischio di perdita della continuità aziendale. La previsione normativa riguarda tutte le tipologie di società, nessuna esclusa, indipendentemente dalle dimensioni o dalla forma giuridica. Il mancato rispetto delle previsioni contenute nel novellato art. 2086 c.c. espone gli imprenditori a nuove responsabilità per l’eventuale mancata conservazione del patrimonio sociale. L’adozione di un adeguato assetto e l’implementazione di un sistema di monitoraggio delle performance aziendali, in grado di rilevare i segnali deboli della crisi, saranno quindi sempre più elementi funzionali a limitare o esimere gli amministratori e gli organi di controllo da responsabilità per danno in sede giudiziale. Il nesso tra responsabilità, adeguati assetti e monitoraggio prospettico dei rischi, a partire da quello di liquidità, emerge chiaramente nelle considerazioni contenute nella Guida al Codice della crisi e dell’insolvenza redatta nel novembre 2019 dal32
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Adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile e accesso al credito Obblighi e opportunità di Giuliano Soldi dottore commercialista, revisore legale e componente Commissione banche, intermediari finanziari e assicurazioni Odcec Milano
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Il concetto di «crisi», temporalmente distinto e antecedente a quello di «insolvenza» «CRISI»: LO STATO DI SQUILIBRIO ECONOMICO-FINANZIARIA CHE RENDE PROBABILE L’INSOLVENZA DEL DEBITORE, E CHE PER LE IMPRESE SI MANIFESTA COME INADEGUATEZZA DEI FLUSSI DI CASSA PROSPETTICI A FAR FRONTE REGOLARMENTE ALLE OBBLIGAZIONI PIANIFICATE. INDISPENSABILE, PERTANTO, INTRODURRE UN’ADEGUATA PROGRAMMAZIONE ELABORANDO DATI ED INFORMAZIONI DI CARATTERE PROSPETTICO (FORWARD– LOOKING INFORMATION - CASH FLOW ORIENTED). «INSOLVENZA»: LO STATO DEL DEBITORE CHE SI MANIFESTA CON INADEMPIMENTI O ALTRI FATTI ESTERIORI, I QUALI DIMOSTRINO CHE IL DEBITORE NON È PIÙ IN GRADO DI SODDISFARE REGOLARMENTE LE PROPRIE OBBLIGAZIONI.
la Camera di Commercio di Bari. Nel documento viene infatti affermato che: “Le norme già entrate in vigore, sugli adeguati assetti organizzativi, mutano sostanzialmente già oggi il contesto in cui operano le aziende. La vigenza immediata di una disposizione di legge che prevede l’obbligatorietà per l’impresa di dotarsi di strumenti di previsione della crisi di impresa e della
Da Direzione e gerarchia nell'impresa a Gestione dell’impresa L’adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile
L’imprenditore istituisce un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato per rilevazione tempestiva crisi d’impresa e rischio perdita continuità aziendale
Attivazione senza indugio per il superamento della crisi
Salvaguardia della continuità aziendale
Prevenendo la dispersione del valore aziendale
Applicabile a tutte le tipologie di società
perdita della continuità aziendale va declinata in aspetti concreti, il primo dei quali, ad esempio, è la necessità di implementare una idonea procedura per la tesoreria aziendale. […] Il nesso eziologico tra mancata adozione degli assetti e responsabilità per danno è da ricondursi spesso all’assenza di un sistema previsionale di tesoreria che consenta agli amministratori, a fronte di indicazioni prospettiche di carenza di flussi finanziari, di attivarsi tempestivamente con rimedi atti ad affrontare e risolvere la crisi di impresa. Ciò può avvenire non solo in situazioni di perdita del capitale (con la necessità di ricostituirlo o di andare in liquidazione), ma in circostanze che ne sono prodromiche, quando ad esempio assumono dimensioni rilevanti gli omessi versamenti fiscali e contributivi, gli scaduti fornitori o bancari. Si tratta di circostanze, queste, tutte monitorabili in chiave preventiva tramite la tesoreria”. Il documento giunge a concludere come “la mancanza di un sistema di monitoraggio dei flussi di cassa (e dunque l’assenza di adeguati assetti organizzativi) sarà da oggi un elemento da valutare tra le cause della crisi anche in sede di azioni di responsabilità per gli amministratori e gli organi di controllo”. La vigenza della norma non è venuta meno nel corso dell’emergenza epidemiologica, attestando l’importanza per gli amministratori di strutturare meglio le aziende proprio per fronteggiare meglio la crisi economico-sanitaria. In merito, Domenico Passannanti, partner di EY, rileva come le PMI dovranno quindi “predisporre e monitorare sistematicamente business plan che, a partire da congrui e dettagliati presupposti industriali e commerciali, dovranno includere puntuali piani di cassa, che diano evidenza dei flussi di cassa prospettici”.
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Il budget di cassa quale strumento per gestire la tesoreria e migliorare la comunicazione finanziaria
Il budget di cassa, correttamente redatto e utilizzato nella gestione, è quindi uno strumento di indubbia utilità per prevenire o risolvere squilibri finanziari e un potente mezzo di comunicazione finanziaria per migliorare fiducia e reputazione nei confronti degli istituti di credito e degli altri stakeholder
Le logiche contenute nel Codice della crisi e dell’insolvenza, tuttavia, racchiudono anche opportunità per le imprese che coglieranno l’occasione di riorganizzarsi assumendo un atteggiamento proattivo nella “gestione”.
Indubbio il positivo contributo del cambiamento culturale nel contribuire a generare benefici, in quanto la progettazione organizzativa consente di conseguire un vantaggio competitivo sostenibile e duraturo per operare con efficacia ed efficienza nel mercato di riferimento e superare in modo più agevole eventuali situazioni di difficoltà. Nella consapevolezza che l’assetto deve essere realizzato su misura e che è necessaria una sua costante revisione, ciò poiché non esiste un assetto ottimale e immutabile nel tempo in grado di soddisfare contemporaneamente tutte le esigenze della gestione di un’impresa, si procede, senza alcuna pretesa di esaustività, ad indicare alcune possibili aree di approfondimento: A livello organizzativo: z identificare il corretto mix tra collegamenti verticali e orizzon-
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PHOTO BY SCOTT GRAHAM ON UNSPLASH
tali nella progettazione della struttura organizzativa, individuando il giusto bilanciamento tra accentramento e decentramento al fine di garantire una adeguata flessibilità; z assegnare ruoli e responsabilità, ma soprattutto garantire un flusso informativo continuo tra i vari livelli e i responsabili; z costante formazione del personale sulle nuove tecniche di costruzione e sull’impiego dei materiali per la realizzazione di edifici ecocompatibili; z nomina di un organo di controllo (Sindaci, Revisori o Odv), ove previsto, o ritenuto utile ai fini di un maggior presidio di legalità e di prevenzione di future crisi; z governance chiara e cultura aziendale ben definita; z disponibilità di strutture interne o consulenti esterni in grado di predisporre tutti i permessi e i certificati necessari per la partecipazione a bandi o
dialogare con le amministrazioni pubbliche; z rispetto dei criteri ambientali minimi (CAM) per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici; z struttura interna dedicata o architetti/ingegneri esterni per la redazione dei progetti, pianificazione, programmazione e monitoraggio dei cantieri e del rispetto dei tempi di consegna dei lavori; z adeguati accordi o partnership con altre imprese (idraulici, serramentisti, istallatori di caldaie e pannelli solari, ecc.) per strutturare un’offerta completa, ove non si disponga internamente di tutte le competenze necessarie; z individuazione e costante verifica dei punti di forza e di debolezza (SWOT analysis).
A livello amministrativo e contabile, oltre agli adempimenti obbligatori previsti dalla normativa civilistica e fiscale: z disponibilità di dati e informazioni in grado di consentire il monitoraggio costante delle dinamiche finanziarie e non finanziarie, per intervenire tempestivamente in presenza di criticità, anche tramite predisposizione BSC (balanced scorecard); z verifica delle performance storiche mediante l’analisi dei bilanci (annuali e periodici), Centrale dei Rischi o credit bureau; z predisposizione di una reportistica finanziaria credibile di carattere prospettico (budget, business plan) corredata, ove opportuno, dell’elaborazione di più scenari per individuare rischi e opportunità delle opzioni disponibili; z controllo della tesoreria; z verifica periodica del proprio merito di credito, non solo quin-
di in fase di richiesta di nuova finanzia o rinnovo degli affidamenti. Gli amministratori dovrebbero verificare costantemente l’efficienza della struttura e della cultura della propria organizzazione, per riprogettarla in relazione ai continui mutamenti interni all’azienda e dell’ambiente competitivo esterno. Necessario, quindi, individuare una strategia chiara diffondendo gli obietti a tutta la struttura per poi monitorarne l’efficacia. Gli imprenditori devono quindi dotarsi di una struttura adeguata in grado di produrre una reportistica basata su informazioni pertinenti, aggiornate, chiare, concise e di facile consultazione. Fondamentale diviene la disponibilità di indici e indicatori di allerta e di qualsiasi mezzo idoneo a gestire i rischi e a consentire alle imprese di ristrutturarsi in una fase precoce, marzo/aprile/2021
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ove necessario. La maggior disponibilità di dati e informazioni pone gli amministratori nella condizione di assumere decisioni più consapevoli per incrementare l’efficienza delle scelte strategiche e ottimizzare i costi. Un aiuto per affrontare i mutamenti richiesti arriva dalla digital trasformation. Al riguardo, Paolo Susani, Direttore Commerciale di Zucchetti S.p.A., ritiene che la digitalizzazione dei processi aziendali sia “una nuova visione dell’intera organizzazione dell’azienda, grazie alla quale si può gestire in modo integrato, efficace e cooperativo tutte le sue attività, eliminando rallentamenti e perdite di informazioni vitali. Quanto sopra vale per le grandi aziende ma, soprattutto, per le PMI”. In particolare, “i punti di forza della rivoluzione digitale per la PMI sono quindi riassumibili in: z maggior controllo da parte del titolare; z dati certi e aggiornati in tempo reale; z condivisione rapida delle informazioni; z velocizzazione del lavoro”. Nel corso dei prossimi anni le imprese potranno ricorrere ai fondi del NextGenerationEU per la transizione al digitale. Il pacchetto di risorse finanziarie che sosterrà la modernizzazione del sistema economico anche tramite il programma Europa Digitale. La digitalizzazione dei processi potrebbe consentire di conseguire benefici nella gestione degli adempienti contabili e amministrativi, ma anche nella progettazione dei cantieri e nel dialogo con gli enti preposti al rilascio delle autorizzazioni necessarie. Gli ambiti appaiono molteplici potendo inglobare tra questi: la gestione delle scorte, l’ottimizzazione delle forniture, il monitoraggio dei cantieri, mediante la verifica tempestiva dell’avan36
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zamento dei lavori, il rispetto dei costi preventivati e dei tempi di consegna. Una miglior gestione delle dinamiche interne all’azienda e la predisposizione di un’informativa sull’andamento e sulle prospettive del business consente, inoltre, di ridurre l’asimmetria informativa rendendo le imprese più trasparenti verso l’esterno, con vantaggi in termini di dialogo con gli stakeholder, istituti di credito in primis, e di incremento del valore aziendale. La maggior trasparenza informativa è quindi alla base del rinnovato dialogo banca-impresa, ciò in considerazione del ruolo cruciale che riveste nel consentire agli istituti di credito di comprendere l’ammontare, la natura e la durata del fabbisogno finanziario dei prenditori. In seguito alla crisi finanziaria del 2007-2011, infatti, nuove e più vincolanti normative e prassi di vigilanza (Linee Guida BCE sugli NPL e successivo Addendum, il Comprehensive Assessment — asset quality review (AQR) e stress test -, l’IFRS 9, nuova definizione di default), hanno interessato l’operatività del sistema bancario, influenzando in misura sempre più pervasiva le politiche di concessione e monitoraggio del credito. Nel nuovo contesto diviene fondamentale per le imprese conoscere i criteri adottati dalla Banca in sede di valutazione del merito di credito al fine di mantenere/migliorare il proprio rating per ottenere nuova finanza a tassi più vantaggiosi. Inoltre, il prossimo 30 giugno entreranno in vigore i nuovi orientamenti dell’EBA in materia di concessione e monitoraggio dei prestiti, i quali contengono ulteriori specifiche, per le banche, da adottare nella valutazione del merito di credito della controparte in fase di concessione e monitoraggio, con apposite metriche per i prestiti per lo sviluppo immobiliare e per i prestiti su immobili non residenziali.
Metriche per la concessione e il monitoraggio del credito Prestiti per lo sviluppo immobiliare
Piano aziendale plausibile, che includa una valida motivazione per lo sviluppo e una proiezione di tutti i costi associati
Disponibilità di costruttori, architetti, ingegneri e appaltatori per lo sviluppo dell’immobile
Disporre o essere in grado di ottenere in futuri tutti i permessi e i certificati necessari per lo sviluppo, man mano che il progetto procede e prima dell’esborso o degli esborsi
Quantificare una riserva per le spese impreviste (“contingencies”) a fronte di sforamenti dei costi
Linee guida EBA in materia di concessione e monitoraggio del credito Informazioni per la valutazione del merito di credito di microimprese, piccole, medie e grandi imprese
Finalità del prestito
Garanzie (reali e altre garanzie)
Piani aziendali con proiezioni finanziarie
Reddito e flusso di cassa Altri aspetti Posizione finanziaria netta (PFN) Credit scoring o Rating Esperienza dell’imprenditore/management Leva finanziaria ESG (Environmental, Social and Governance)
Modello di business, struttura e strategia aziendale
Posizione e impegni finanziari
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Prestiti su immobili non residenziali
La sostenibilità del flusso di cassa
La qualità dei locatari, l’impatto delle variazioni del reddito da locazione corrente sul piano di ammortamento, i termini, le scadenze e le condizioni del contratto di locazione e la storia dei pagamenti del locatario, se già presente
Le prospettive di riaffitto, il flusso di cassa necessario per il servizio del debito in conformità del contratto di prestito, qualora vi sia la necessità di riaffittare l’immobile, l’andamento dell’attività in un periodo di recessione economica, se del caso, e le fluttuazioni dei rendimenti da locazione nel tempo
In caso di riaffitto: tenere conto della domanda di tale immobile, valutando l’offerta di immobili comparabili, le condizioni e le specifiche caratteristiche dell’immobile, la posizione dello stesso e la sua vicinanza alle infrastrutture di servizio pertinenti
Le necessarie spese in conto capitale sull’immobile per tutta la durata del prestito
Uno degli obiettivi del documento è “lo sviluppo di una solida cultura di gestione del rischio di credito, finalizzata a garantire una miglior allocazione della “risorsa” credito a beneficio dei richiedenti in grado di attestare la sussistenza di flussi di cassa futuri al servizio del de-
traverso il positivo contributo rinveniente dall’elaborazione di un’adeguata e credibile reportistica, di carattere non solo storico ma soprattutto prospettico, da parte delle imprese. La maggior trasparenza informativa è necessaria per consentire alla banca di eseguire una valutazione approfondita e coerente del merito di Programmare, credito e del fabbisomonitorare, analizzare gno finanziario della le cause degli scostamenti, controparte. Il Direttore De Maio evidenpone le basi per una zia, inoltre, il ruolo degestione dinamica terminante dell’infordell’azienda in una logica mativa forward-loodi apprendimento king cash flow oriented nel consencontinuo tire alla banca “di attivare un monitoraggio proattivo della qualità del bito, anche in presenza di eventi credito finalizzato ad individuaavversi”, sottolinea Matteo De re tempestivamente difficoltà Maio, Direttore Generale della Banca del Territorio Lombardo. e/o ulteriori fabbisogni finanziaIndubbio come il raggiungimenri, per intervenire con la necesto dello scopo passi anche atsaria flessibilità anche mediante
nuove concessioni, ove opportuno”. Il professor Alessandro Berti, docente di finanza aziendale presso l’università di Urbino, sostiene che gli orientamenti contengono “provvedimenti destinati letteralmente a rivoluzionare non solo il rapporto banca-impresa, ma la stessa organizzazione interna di banche affidanti e imprese clienti, stimolando inevitabilmente cambiamenti nel controllo di gestione delle imprese, nella loro capacità di fare analisi previsionale e di fare una corretta comunicazione finanziaria”. L’importanza di un nuovo dialogo con gli istituti di credito è al centro delle attenzioni di Confesercenti, associazione rappresentativa di una delle categorie più colpite dagli effetti economici della pandemia. Al riguardo, Silviano Di Pinto, Direttore commerciale nazionale divisione credito PMI, punta l’accento “sull’esigenza di abbattere nettamente l’asimmetria informativa che ancora sussiste tra le due categorie di operatori economici. Da parte delle imprese v’è da assimilare la consapevolezza di dover strutturare la propria funzione strategico-finanziaria, anche con figure professionali, che siano in grado di supportare il management nelle attività di analisi, di pianificazione e di monitoraggio sulla cui base poter, da una parte, prendere decisioni ponderate e consapevoli e, dall’altra, realizzare una comunicazione finanziaria adeguata. In ottica di continuità aziendale, soprattutto nel rapporto banca/impresa, occorre monitorare costantemente il Rating dell’impresa, essere proattivi ed esaminare attentamente probabili scenari “evolutivi” del business aziendale”. Un atteggiamento proattivo delle imprese è quindi imprescindibile per il Responsabile di CRIF Academy, Vincenzo Gagliardi, in quanto “potrebbe rivelarsi determinante per consentire alle banche di continuare a soddisfare le esigenze di
credito delle imprese, PMI in particolare, nonostante gli effetti restrittivi sull’offerta di credito prodotti dagli stringenti vincoli normativi e contabili introdotti dalle autorità di vigilanza e regolamentari nel corso ultimi anni”. L’adozione di adeguati assetti, oltre che divenire pressoché indispensabile per una miglior “gestione dell’impresa”, riveste un ruolo centrale nel contribuire a diffondere la “cultura di gestione dei rischi”. Il cambiamento culturale, che pare non più rinviabile, assume un ruolo centrale per rendere le impresi più resilienti e in grado di rapportarsi in misura più profittevole con gli stakeholder. La complessità dell’ambiente competitivo, caratterizzato da un’elevata incertezza e da repentini mutamenti, richiede ai vari attori di sviluppare costantemente le conoscenze per acquisire nuove competenze e capacità gestionali in una logica di apprendimento continuo. Al riguardo, l’elaborazione di una reportistica quali-quantitativa di carattere prospettivo e il suo impiego nella gestione e monitoraggio delle dinamiche aziendali è di indubbia utilità. Questo poiché “programmare, monitorare, analizzare le cause degli scostamenti, pone le basi per una gestione dinamica dell’azienda in una logica di apprendimento continuo. Un circolo virtuoso, in cui le decisioni vengono assunte in modo più consapevole, eseguendo una analisi critica dei dati storici ed elaborando ipotesi per prevedere gli scenari futuri. Il processo aiuta l’impresa a essere consapevole dei propri punti di forza e di debolezza; già questo crea un vantaggio competitivo rilevante. Inoltre, supporta l’impresa nell’introdurre quel cambiamento culturale necessario per attuare una gestione basata su una logica forward looking e divenire proattiva nei rapporti con gli stakeholder, banche in primis” (Amministrazione & Finanza - IPSOA, 12-2020). marzo/aprile/2021
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nomine Ente Nazionale Italiano di Unificazione
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ra i 12 consiglieri che guideranno l’Uni per il quadriennio 2021-2024 c’è anche Massimo Deldossi, presidente di Ance Brescia. L’Assemblea dei Soci ha infatti rinnovato gli organi di governance dell’Ente italiano di normazione, trovando nel leader dell’Associazione costruttori bresciana competenze e professionalità di alto livello. L’obiettivo comune: far sì che la norma diventi uno strumento di uso comune per ogni operatore del settore edile. L’ingegnere commenta la sua nomina affermando che: “La normazione è alla base di ogni buon progetto e contribuisce positivamente alla sua crescita. Senza fondamenta solide, strutturate con criterio da professionisti, nessuna opera potrebbe durare a lungo. Ciò sottolinea quanto il lavoro svolto dall’UNI e dai suoi membri, rappresenti la chiave per lo sviluppo e il progresso del nostro Paese”. Il leader dell’Associazione costruttori si dice onorato di tale riconosci-
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Massimo Deldossi eletto consigliere UNI Intendo sviluppare al meglio l’opportunità offertami, che spero di poter onorare al meglio, nel segno del testimone che raccolgo da Piero Torretta, che in Uni ha realizzato tanto e per questo spero di esserne all’altezza mento e stimolato ad affrontare con impegno anche questa carica, affinché possa portare il punto di vista delle imprese nei processi del mondo delle costruzioni, evidenziando le necessità della fase produttiva ed esecutiva. Deldossi chiarisce i propri obiettivi futuri, da perseguire come consigliere dell’Uni: “Il risultato da portare a casa consiste nel dare la possibilità ad ogni operaio del settore delle costruzioni di ottenere la giusta norma, con le giuste modalità di utilizzo anche dei prodotti tecnologici, declinandola per chi
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opera sul campo. Una norma che sia innovativa e concreta, in grado di tradurre il concetto della corretta posa, rendendolo fruibile non solo ai tecnici e laureati, ma anche a chi esegue il lavoro. Ogni regola deve tener conto di molte variabili, ma deve anche essere declinata in modo da poter essere letta e gestita da tutti”. Il suo approdo in Uni consolida un legame, quello fra l’ente normativo e l’associazione dei costruttori, da sempre presente e rafforzato inoltre dall’ottimo lavoro svolto da Piero Torretta, ex vicepresidente di An-
ce con delega per la tecnologia e al vertice di Uni dal 2008 “Intendo sviluppare al meglio l’opportunità offertami, che spero di poter onorare al meglio, nel segno del testimone che raccolgo da Piero Torretta, che in Uni ha realizzato tanto e per questo spero di esserne all’altezza”, spiega Deldossi, che aggiunge: “Da sempre l’ente svolge il proprio ruolo con professionalità ed è un punto di riferimento nel campo della normazione per ogni settore. Per questo sono onorato della nomina ricevuta e mi impegnerò per dare il mio contributo”.
L’Uni è l’Ente nazionale italiano di unificazione che da cento anni svolge attività di normazione tecnica in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario a esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico. Le norme Uni sono documenti che definiscono le caratteristiche (prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione, ecc.) di un prodotto, processo, servizio o professione, secondo lo stato dell’arte e sono finalizzate a realizzare “un mondo fatto bene”. In estrema sintesi, sono documenti che definiscono “come fare bene le cose” garantendo sicurezza, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe. Il ruolo dell’UNI, quale organismo nazionale italiano di normazione, è riconosciuto dal D.Lgs. 223/2017 sulla normazione tecnica. UNI partecipa, in rappresentanza dell’Italia, all’attività di normazione internazionale ISO ed europea CEN.
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Angelo Grazioli nuovo membro della Commissione per il paesaggio
Commissione paesaggio
La Commissione per il paesaggio è l’organo tecnico-consultivo del Comune incaricato di valutare la qualità dei progetti con particolare riguardo al loro corretto inserimento nel contesto urbano
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l 2021 concede una piacevole occasione di giubilo. Il Comune di Brescia accoglie l’ingegner Angelo Grazioli, funzionario responsabile dell’ufficio tecnico di Ance Brescia, come nuovo membro della Commissione per il paesaggio. La nomina ha una validità di tre anni e rappresenta un traguardo per il neoeletto, che si dichiara sin da subito onorato dell’opportunità offerta. Ma anche l’Associazione costruttori gioisce per il risultato ottenuto perché, attraverso la rappresentanza del giovane ingegnere, potrà offrire un ulteriore contributo al miglioramento del territorio attraverso la competenza dei propri professionisti. “Il ruolo comporta molta responsabilità. Occorre dare un parere su progetti che hanno un grande impatto per la città e la collettività. Inoltre, l’opinione è vincolante e concorre a dar maggior peso alla carica ricoperta” spiega Grazioli. “Lo scopo non è il controllo del lavoro degli altri, ma dare un supporto al Comune per avere una maggiore chiarezza e trasparenza con i progettisti che presentano i lavori”. La Commissione per il paesaggio è l’organo tecnico-consultivo del Comune incaricato di valutare la qualità dei progetti con particolare riguardo al loro cor-
retto inserimento nel contesto urbano. Il gruppo dei professionisti eletti esprime i pareri in merito alla compatibilità paesaggistica, alla valutazione dell’impatto paesistico dei progetti, e in tutti gli altri casi previsti dalle norme vigenti. Il contributo della neoeletta Commissione sarà coerente con il lavoro svolto sino ad oggi. “L’intento è quello di avere una continuità con le scelte del gruppo precedente, nel rispetto
delle professionalità e delle conoscenze dei nuovi membri” commenta l’ingegnere. Per Grazioli è l’anno di debutto fra le fila della Commissione per il paesaggio, ma non il primo in qualità di rappresentante. Infatti, è stato nominato per due anni membro della Commissione edilizia, lasciando poi il testimone all’ingegnere Paola Arici, anche lei parte dell’ufficio tecnico dell’Associazione.
La realizzazione degli interventi sui beni paesaggistici è subordinata al rilascio di una specifica autorizzazione, fatto salvo alcuni casi specifici, la quale viene rilasciata dalla Commissione per il Paesaggio. Si tratta dell’organo tecnicoconsultivo del Comune incaricato di valutare la qualità dei progetti con particolare riguardo al loro corretto inserimento nel contesto urbano. Il gruppo dei professionisti scelti dalla Giunta comunale esprime i pareri in merito alla compatibilità paesaggistica, alla valutazione dell’impatto paesistico dei progetti, e in tutti gli altri casi previsti dalle norme vigenti. Sono al massimo sette membri, compreso il presidente, in possesso di una qualifica diploma o laurea- attinente all’ambito paesaggistico e una pluriennale esperienza nel campo della pianificazione e della gestione del territorio e del paesaggio, della progettazione edilizia e urbanistica, della tutela dei beni architettonici e culturali, delle scienze. Ogni membro resta in carica per circa tre anni e sono rinnovabili una sola volta.
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piano cave LA PROPOSTA PRESENTATA DALLA PROVINCIA
Piano Cave provinciale: la posizione di Ance Brescia L’Associazione ne condivide l’impostazione di fondo orientata a individuare in maniera oggettiva criteri di determinazione dei fabbisogni complessivi e della relativa distribuzione nei singoli ATO e ATE
La validità del Piano Cave provinciale per i comparti della sabbia della ghiaia e dell’argilla è scaduta il 25 gennaio 2015 e la sua efficacia – in base al disposto dell’art. 10 co. 4 quater L.R. 14/98, così come introdotto nel 2015 – è venuta meno il 25 gennaio 2018. Ad oggi, le imprese estrattive possono operare in base ad atti autorizzativi e/o di proroga rilasciati entro gennaio 2018 che prevedono come scadenza ultima per condurre l’attività di coltivazione il gennaio 2023. Ciò significa che tra meno di due anni, salva evidentemente la disponibilità di materiale (che laddove scarsa o assente potrebbe comportare per alcune imprese la necessità di fermarsi già da adesso o ben prima dei prossimi due anni, al netto di quelle che si sono già dovute fermare), le imprese estrattive dovranno interrompere la propria attività di estrazione. Per il settore edile tale circostanza è assolutamente da scongiurare per le evidenti ricadute negative che comporterebbe per le imprese, per le Stazioni Appaltanti per l’intera collettività. È quindi prioritario che il più presto possibile si arrivi alla rapida approvazione dello strumento pianificatorio.
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er l’Associazione costruttori la proposta per il nuovo Piano Cave presentata dalla Provincia di Brescia può trovare accoglimento con alcune modifiche di dettaglio, prevedendo un supplemento istruttorio per valutare la suddivisione tra i singoli ATO/ATE. Ance Brescia, infatti, consapevole della complessità della vicenda, nonché delle ricadute che il nuovo strumento pianificatorio avrà sui singoli operatori di cava, giudica positivamente l’impegno che l’ente sta rivolgendo per la definizione e l’adozione del nuovo Piano Cave provinciale. L’Associazione ne condivide l’impostazione di fondo, chiaramente orientata a individuare in maniera oggettiva criteri di determinazione dei fabbisogni complessivi e della relativa distribuzione nei singoli ATO e ATE. Rispetto alle volumetrie inizialmente richieste da Ance c’è stato un considerevole taglio. Forse non si è tenuto in debita considerazione il futuro dell’edilizia che è già in atto. Il valore della produzione per il settore delle costruzioni in provincia di Brescia è di circa 4,3 miliardi di euro. In base alle stime Cresme, si tratta del 15% del valore della produzione regionale, e del 3% dei quasi 170 miliardi nazionali. Solo per il Superbonus la po-
tenzialità per il nostro territorio è di circa 3,5 miliardi di euro: circa 72% degli immobili siti nel territorio provinciale sono stati costruiti prima del 1980, quindi in un’epoca in cui non c’era alcuna attenzione all’efficienza energetica e alla sicurezza sismica. La misura varata dal Governo, quindi, si rivolge a un mercato potenziale dai volumi impressionanti. Ma, in complesso, Ance Brescia ritiene che i quantitativi previsti dal Piano possano essere sufficienti, soprattutto se sarà possibile pre-
vedere le “cave di riserva” nel caso di avvio di opere infrastrutturali di cui non si è tenuto conto nel calcolo dei fabbisogni. Rimane, però, una perplessità circa la corretta valutazione del fabbisogno connesso a interventi privati ad oggi non considerati. Da ultimo, Ance Brescia condivide la tensione della Provincia nel determinare in modo oggettivo i criteri di distribuzione per ATO e ATE del fabbisogno complessivo, pur auspicando un supplemento istruttorio per valutare la coerenza nella suddivisione tra i singoli ATO e ATE e se ci sia stata una valutazione approfondita dei fabbisogni, sul lato della domanda, che le varie zone esprimeranno. Risulta fondamentale intensificare la corrispondenza tra i fabbisogni delle macrozone provinciali (non necessariamente coincidenti con gli ATO) e i volumi previsti, per evitare la movimentazione su gomma del materiale - riducendo così traffico e inquinamento, a tutela dell’ambiente, ma anche i costi per le imprese edili - e garantire un’uniforme distribuzione geografica sul territorio del materiale di cava, compatibilmente con i volumi complessivi autorizzati per tali macrozone e la capacità dei singoli giacimenti presenti. marzo/aprile/2021
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digitale
Rigenerazione Urbana e Digitalizzazione
Angelo Luigi Camillo, eLux Lab, Università degli Studi di Brescia & CCLM
Il tema della rigenerazione urbana è oggi al centro di molte politiche pubbliche che riguardano la città, a livello comunitario, nazionale e regionale. In che modo la digitalizzazione potrebbe intervenire quale fattore abilitante per rafforzare l’efficacia di tale azione? Prima di tutto occorre ricordare che l’acronimo BIM, che sta per Building Information Modeling, è sinonimo di innovazione digitale in senso assai più esteso e che, comunque, la tematica rientrerebbe nell’ambito dell’Information Management. In primo luogo, appare evidente che la dimensione digitale dovrebbe connotare gli aspetti geo-spaziali di operazioni pubbliche o partenariali che si svolgono a livello di distretti urbani, per i quali appare palese il nesso con strategie per l’efficientamento energetico e per la neutralità climatica che trascendano il singolo cespite immobiliare o la singola porzione di rete, materiale o immateriale, che riguardi, ad esempio, l’impianto di cogenerazione oppure la rete semaforica. Al contempo, tuttavia, la progettualità digitalmente sostenuta e sostenibile coinvolge la nozione di comunità, la sua inclusività sociale, a prescindere dal fatto che l’urban district che si vuole riqualificare si dimostri smart o, addirittura, helpful: in attesa, poi, di divenire prepared e ready in epoca post-pandemica: senza, ad esempio, considerare lo Smart Readiness Indicator for Buildings o il protocollo WELL. Come che sia, è evidente che il ricorso ai metodi e agli strumenti del Geographic Information System (GIS), 42
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unitamente a quelli, interoperabili, del BIM e di altre modalità geomatiche, dovrebbe privilegiare questa progettualità invisibile, nel senso che ogni entità, digitalizzata e connessa, dall’unità immobiliare residenziale alla pista ciclabile, concorra a facilitare gli stili di vita dei cittadini che nel quartiere vivono, lavorano o che, semplicemente, lo attraversano. Per questa ragione, attraverso un modello democratico conforme alle regole stabilite dalla GDPR (General Data Protection Regulation), senza ricorrere a forme di intelligenza centralizzata, come quelle offerte dalle control room, dovrebbe essere possibile immaginare non solo procedure di informazione, di comunicazione e di simulazione da proporre ai cittadini, abitanti e utenti prospettici nel corso della progettazione urbana, edilizia e infrastrutturale, ma anche fare sì che questo processo, tramite, ad esempio, luoghi condivisi (come l’insediamento scolastico?) o app individuali, possa essere sistematicamente attuato, persino in tempo reale, nonché reiterato e ricalibrato. Le generali istanze di inclusione sociale, che fanno peraltro sì che la condizione di perifericità delle persone non siano solo quelle letterali, potrebbero, dunque, digitalmente muoversi entro uno scenario, appunto geo-spaziale, nel quale non sussistano condizioni di sorveglianza passiva, bensì condizioni di partecipazione attiva. Se, infatti, la digitalizzazione della operazione di rigenerazione urbana effettua una sorta di piattaformizzazione, nel senso che rende possibile, entro certi limiti, profilare, tracciare, comprendere non solo le azioni, ma anche i desideri e le emozioni dei cittadini, è necessario che ciò avvenga attraverso intelligenze distribuite, decentralizzate, per non ledere i diritti costituzionali e democratici. Se, d’altronde, si teme la pervasività di un governo urbano supportato dai dati, è altresì vero che
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in età pandemica ci si lamenta della scarsa tempestività e significatività degli stessi. Il punto, comunque, è che una operazione di rigenerazione urbana digitalmente abilitata si basa sulla ambizione di fare della interazione tra fruitori, da considerare nella loro individualità e nella loro collettività, e cespiti, eterogenei, ma interoperabili, la vera e propria infrastruttura originaria, in grado di governare processi complessi e aleatori in maniera attendibile, in parte per il tramite di analitiche predittive, sia pure adoperate con cautela e senza ambiguità. D’altra parte, le risorse pubbliche, che probabilmente anche il Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza (PNRR) destinerà alla rigenerazione urbana, non potranno che fungere da leva per stimolare ulteriori provviste di natura privata, che perseguano modelli di affari legati ai servizi sartoriali erogabili alle persone. In un simile quadro, quale può essere l’apporto degli operatori tradizionali, o meglio convenzionali, del settore della costruzione e dell’immobiliare? Sarebbe immediato rispondere che sia sufficiente, si fa per dire, che la sfera professionale e quella imprenditoriale si impegnino a utilizzare i metodi e gli strumenti della gestione informativa, rispondendo con piani di gestione informativa e con modelli informativi federati, entro gli ambienti di condivisione dei dati, ai requisiti informativi che gli sviluppatori prevedano all’interno dei capitolati informativi. Il fatto è, però, che la progettualità digitalmente abilitata che coinvolge le operazioni di rigenerazione urbana investe prepotentemente il ciclo di vita dei cespiti, immobiliari e infrastrutturali, i loro livelli prestazionali, ma, anche e soprattutto, i cicli delle vite dei cittadini, i loro stili di vita. Se, peraltro, si guarda oggi a una misura, prevalentemente analogica, per quanto attiene al nostro settore, quale quella relativa al Superbonus 110%, ci si accorge facilmente come inedite figure di contraenti generali, ben oltre le Multi Utility, si stiano ponendo a capo di autentiche filiere. È chiaro, dunque, che le catene di fornitura appartenenti al settore, incluse le committenze professionali, pubbliche e private, debbano maturare una cultura digitale che permetta loro di porsi a capo di catene del valore che insistano sull’esperienza nello spazio, confinato e aperto, come servizio, sullo space as an experience. In altre parole, a prescindere dai cosiddetti gemelli digitali, assai impegnativi da realizzare, poiché presuppongono, per certi versi, un dominio sui modi di funzionamento e di guasto dei cespiti, il produrre modelli informativi non autoreferenziali per la progettazione o per la esecuzione dei lavori significa accettare un approccio dilatato e integrato per la gestione della vita utile di servizio di edifici, di infrastrutture e, in definitiva, del distretto urbano o del quartiere rigenerato. Ciò comporta un grande sforzo di collaborazione e di integrazione sia sul piano identitario degli attori coinvolti sia su quello di ergersi a soggetti proattivi per il governo della vita del distretto, da non abbandonare dopo la compravendita immobiliare.
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ecologia Discariche abusive
Sversamenti di materiali da recupero e altri comportamenti irregolari penalizzano la buona edilizia
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Associazione costruttori edili di Brescia ha più volte sollevato una riflessione nei confronti della necessità di educare, formare e far applicare buone prassi a beneficio di un costruito sostenibile e attento agli equilibri ambientali. Le notizie di sversamenti abusivi e abbandono di materiali edili nei corsi d’acqua e in diverse aree, perlopiù isolate, del nostro territorio si susseguono stagione dopo stagione, anno dopo anno, e infuriano i vertici di via Foscolo e tutte le imprese che operano con serietà e nel rispetto delle regole. Circa un anno fa Ance Brescia si indignava per la notizia che a Dello, nel bosco di Corticelle, e in due rogge ad Offlaga, ignoti avevano scaricato materiale da scarto, presumibilmente derivante da interventi di sistemazione di un’abitazione o di un fabbricato vicino. L’Associazione commentava il fatto affermando che azioni di questo tipo “mettono in grave pericolo il territorio e l’ambiente e allo stesso tempo mettono in cattiva luce il mondo delle imprese del costruito, nel quale invece operano tante realtà che da tempo considerano il rispetto ambientale una priorità e a tal proposito hanno anche investito molto in termini di modelli comportamentali nell’organizzazione dei cantieri”. Per rispecchiare un modello virtuoso di edilizia, molte aziende hanno infatti investito ingenti somme per do-
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tarsi di attrezzature all’avanguardia, a basso impatto ambientale, formazione del personale, corsi mirati in azienda per la compilazione dei formulari, per rispondere pienamente alle disposizioni in materia e per ottenere le relative certificazioni. È dell’autunno scorso, invece, il ritrovo a Montichiari di un sito abbandonato, adibito ad ex magazzino, con presenza di macerie, scarti edilizi, barattoli di vernice e altri rifiuti ritenuti non pericolosi. Sebbene la Bassa bresciana sia una delle aree più interessate da questi ignobili fenomeni, solo pochi mesi fa usciva sulla stampa locale la notizia della discarica abusiva scoperta in un polo scolastico di Adro chiuso dal 2012. L’ex
edificio didattico, oggetto di ripetuti saccheggi e atti vandalici, si era col tempo trasformato in una discarica per rifiuti edilizi e scarti potenzialmente nocivi per la salute. Le macerie ritrovate pare contengano pericolose fibre di amianto e lana di ve-
I costruttori edili ribadiscono la propria indignazione nei confronti di chi mette in cattiva luce il settore con azioni a danno dell’ambiente
tro impregnata di oli esausti e idrocarburi. Strano pensare che proprio in un luogo di formazione e cultura — nel caso specifico si trattava di un plesso scolastico che ospitava elementari e medie — dove si cerca di educare e sensibilizzare ciascun individuo, sin dall’infanzia, trasmettendo principi e nozioni utili a perseguire una crescita personale onesta e rispettosa del prossimo e dell’ambiente, si siano compiuti simili reati. Sempre in Franciacorta, a Rovato, nel dicembre dello scorso anno si segnalava il ritrovamento di inerti edili, anche da demolizione, e rifiuti pericolosi in una fabbrica abbandonata. Anche la zona est della provincia è interessata da questi deplorevoli fenomeni. Monitorata costantemente è l’area tra i confini di Mazzano e Calcinato dove, da ormai da diverso tempo, si sono rilevate zone di deposito illecito di scarti edili, materiale pericoloso, rifiuti speciali e amianto. Ance Brescia contrasta con forza tali comportamenti e guarda con disappunto alle aziende che, non in regola, perpetuano queste azioni a danno del territorio e dell’immagine dell’intero comparto. Impegno e senso di responsabilità delle singole imprese ad operare correttamente e a favore dell’ambiente, guidato e accompagnato dal supporto e da specifiche iniziative dell’associazione, mostra la strada verso l’edilizia che Ance Brescia vuole fortemente avvalorare affinché le scorrettezze di singoli scriteriati non comprometta anche chi lavora nel comparto assicurando un corretto smaltimento o recupero dei materiali di scarto. Promotrice di buone prassi, l’Associazione sottolinea anche le responsabilità dirette di committenti che per risparmiare qualche euro, preferiscono scorciatoie (imprese non in regola) o pasticciati fai da te, sempre e comunque scorrette e dannose per la collettività.
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La “riconquista” del Vittoriale Il progetto decennale di recupero della cittadella monumentale donata da D’Annunzio agli italiani giunge al termine e restituisce l’originaria bellezza di luoghi dimenticati
PHOTO BY MARCO BECK PECCOZ
di Valentina Epifani
a pandemia ha privato la vita quotidiana della normalità dei piccoli momenti, tessendo attorno una rete di veti e obblighi. Un caffè al bar, una cena tra amici, andare a scuola, sono esempi di quel desiderio di riappropriarsi degli spazi e della propria esistenza. È quindi singolare e quasi iconico come il 2021 segni la conclusione del progetto “Riconquista”, un piano di interventi decennale avviato da Fondazione Il Vittoriale degli italiani per rendere la maestosa residenza del poeta Vate completamente re-
cuperata e accessibile al pubblico in occasione della decorrenza del suo centenario. Contro le avversità del periodo, fino agli ultimi giorni dell’anno, i cantieri hanno continuato a procedere, come una sorta di sfida significativa, per restituire ai visitatori quegli spazi dimenticati dal tempo e ora riconquistati. “Prima dell’inizio di questo progetto la struttura non è stata mai valorizzata al massimo delle proprie potenzialità. Vigeva un assioma per il quale il Vittoriale fosse solo la Prioria e di conseguenza l’attenzione e le cure so-
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no state rivolte a quest’unico punto. Su ben dieci ettari di parco in realtà solo tre erano visitabili”, spiega Enrico Gaetarelli responsabile dell’ufficio tecnico del Vittoriale.
Il progetto “Riconquista” Il progetto Riconquista, nome dal puro stile d’annunziano, inizia nel 2008 con l’arrivo di Giordano Bruno Guerri alla presidenza della Fondazione del Vittoriale. L’obiettivo è riappropriarsi di tutte le zone del complesso per renderle accessibili al pubblico, riqualificandole, oppure completandole in alcuni casi, con interventi all’insegna della continuità, ma anche dell’innovazione, affidandosi ai progetti originali immaginati da Gabriele D’Annunzio e concepiti insieme all’architetto Gian Carlo Maroni. Una sorta di riconquista del tempo: il moderno si affianca al passato, senza invaderlo, ma armonizzandosi con esso per renderlo vivo. Così, grazie anche ai finanziamenti della Regione Lombardia, dopo decenni di abbandono e importanti lavori di restauro e contenimento per rimediare al dissesto idrogeologico dell’area, nel 2015 è stato riaperto al pubblico il Laghetto delle Danze: un piccolo spec46
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chio d’acqua artificialmente creato da D’Annunzio a forma di violino, in cui si riversano i rivi dell’Acqua Pazza e dell’Acqua Savia, in occasione dei festeggiamenti dei 40 anni di apertura della Prioria. Nello stesso anno sono stati restaurati e aperti al pubblico il Canile e l’Arengo. Altre nuove aperture sono state quelle del Laghetto del Mas e del Giardino delle Vittorie. Mentre, durante il 2019 sono stati realizzati diversi interventi di restauro e manutenzione, fra cui: la riqualificazione del Bastione di ingresso, la pulizia e la messa in sicurezza dei percorsi. Infine, sono stati completati i lavori del Parlaggio e restaurate piazza dell’Esedra e piazzetta Dalmata.
Il parlaggio Tappa fondamentale del percorso è stato il completamento del Parlaggio. “Una conca marmorea sotto le stelle” così Gabriele D’Annunzio descriveva nel suo immaginario il teatro del Vittoriale. Opera imponente, posizionata in un punto panoramico dal quale è possibile ammirare le splendide sponde del lago di Garda. I lavori iniziati nel 1934 vennero presto interrotti a causa della guerra e dell’ag-
L’esecuzione dei lavori è stata affidata a due imprese la Margraf di Vicenza e la bresciana Archea. “Abbiamo eseguito le opere in tempi record, lavorando notte e giorno, seppur nella difficoltà data dagli imprevisti causati dalla pandemia. Ma i nostri sforzi sono stati ripagati dal compimento di un capolavoro donato al pubblico nella sua forma integrale” spiega Alberto Pola responsabile di Archea. L’impresa bresciana si è Il progetto occupata della parte “Riconquista”, nome edile e delle gradinadal puro stile te. È stato prima sistemato il fondo e poi d’annunziano, inizia eseguito un ciclo di nel 2008 con l’arrivo impermeabilizzazione di Giordano Bruno in modo da ricostruiGuerri alla presidenza re perfettamente la della Fondazione struttura. Successivadel Vittoriale mente le gradinate sono state rivestite con il tipico marmo rosso di Verona come ogni ediza per completare l’opera fino ficio del Vittoriale. Anche le facal 2019, grazie al contributo delciate esterne del Parlaggio sono la Regione Lombardia. Quindi, state oggetto di interventi. La abbiamo recuperato tutti i propietra è stata restaurata per rigetti dell’architetto Maroni già donare il colore originario dalle presenti. Ci siamo affidati ai sfumature vermiglie. particolari descritti per la reaNel gioco di bicromia, fra bianlizzazione dei lavori, rivedendoli co e rosso, che movimenta i in base alle normative e riconfrontespizi degli edifici, l’architestualizzandoli”, precisa l’artetto Maroni ha usato solo il chitetto Gaetarelli. gravarsi delle condizioni del poeta che, morendo, non riuscì mai a vederla conclusa. Vent’anni dopo la Fondazione riprese il progetto terminandolo nel 1953, lasciando però una struttura rustica in cemento, ben lontana dall’idea poetica di D’Annunzio. “Già inizialmente era previsto che fosse rivestito in marmo, ma la Fondazione non è mai riuscita ad aver la for-
nnn Dar in brocca prima e dopo il restauro; nnn Il parlaggio prima e dopo l’intervento di “Riconquista”. nnn Nella pagina precedente: Due viste della piazzetta Dalmata.
marmo veronese, una soluzione dettata più dalla necessità che dalla scelta. Infatti, fino a prima della Seconda guerra mondiale i rifornimenti di pietra arrivavano dall’altra parte del lago, via di comunicazione privilegiata e più rapida, in quanto i collegamenti con Brescia erano limitati. Il Parlaggio, concluso a luglio del 2020, è stato il penultimo intervento del progetto Riconquista, che è terminato con le opere di restauro di piazza dell’Esedra e piazzetta Dalmata.
Piazza dell’Esedra e piazzetta Dalmata Dal teatro, percorrendo un breve viale, si aprono piazza dell’Esedra e piazzetta Dalmata. Sono le due piazze a semicer-
chio che accolgono la Prioria, ultima dimora di D’Annunzio. Gli interventi di restauro, anche questi realizzati dall’impresa Archea, si sono conclusi a dicembre in tempo per la cerimonia di inaugurazione che si sarebbe dovuta svolgere nel 2021. “Nel primo anno ci siamo occupati dei portali dell’ingresso, nel secondo del viale del Pilo, nel terzo del Parlaggio e infine nel quarto siamo intervenuti sulle piazzette. Abbiamo ritinteggiato le mura degli edifici attorno e restaurato delle parti annerite dal tempo”, spiega Enrico Gaetarelli. Per la pulitura sono state utilizzate tecniche non invasive in modo da mantenere i colori originali, senza l’impiego di protettivi o prodotti aggressivi. Ini-
zialmente sono state svolte varie prove con impacchi di acqua demineralizzata, ma in alcuni punti lo sporco era ormai troppo persistente. Si è passati quindi, dove necessario, all’utilizzo di tecniche di pulitura meccanica mediante l’impiego di spazzole. Per altri reperti, come il Dare in Brocca di fronte al Parlaggio, è stata invece utilizzata una tecnica particolare basata su impacchi di polpa di carta e carbonato d’ammonio in percentuale a seconda della necessità. Il composto, dopo aver ammorbidito lo sporco e il degrado presente, è stato risciacquato completamente per esportare l’annerimento. Gli unici interventi di ricomposizione hanno interessato le nicchie e gli altorilievi del Leone di san Marco e dell’Aquila di san Giovanni, collocati fra gli stemmi in alto ai lati della facciata della Prioria. Dopo aver rinvenuto dei referti aurei, per le nicchie è stata riproposta una doratura interna. Le due figure animalesche, il Leone e il Grifone, sono stati invece oggetto di un lavoro di studio approfondito. Come racconta Gaetarelli “durante gli interventi ci siamo accorti della differenza di colore
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fra le due statue. Il Grifone era ormai bianco, mentre il Leone era ancora verde. Attraverso un lavoro di ricerca è emerso che il Leone era stato trovato in un fondaco di Venezia in cui era presente anche del solfato di rame. In un giorno di piena, il solfato di rame è entrato in soluzione con l’acqua bagnando la pietra e imbevendola. Dunque, una volta posizionati i due altorilievi sulla facciata, D’Annunzio ha voluto colorare anche il Grifone di verde per renderlo simile al Leone. Ma essendo una preparazione superficiale, il continuo dilavamento dell’acqua piovana ha sciolto la soluzione facendolo ritornare bianco. Quindi, negli interventi di restauro abbiamo riproposto il colore verde come all’origine”. Con la fine dei lavori in piazza dell’Esedra e in piazzetta Dalmata il progetto Riconquista ha raggiunto l’obiettivo fissato. Dieci anni di lavoro e passione hanno svelato luoghi d’incanto e riportato il Vittoriale a risplendere come un tempo. Ma fra i sentieri, le opere d’arte e i vicoli stretti, il silenzio è innaturale e la mancanza dei visitatori pesa, come uno spettacolo iniziato, ma senza il pubblico ad applaudire. marzo/aprile/2021
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Giovanni Signer L’ATTIVITÀ DELLA POLIZIA DI STATO IN CITTÀ E PROVINCIA RACCONTATA DAL DOTTOR GIOVANNI SIGNER, QUESTORE DI BRESCIA, INCARICO ASSUNTO DA POCHI MESI. NELL’INTERESSANTE CONFRONTO CON L’ESPERTO DIRIGENTE EMERGE LA SUA ATTITUDINE AL LAVORO DI SQUADRA PER GARANTIRE LA SICUREZZA DELLA COLLETTIVITÀ. UN’AZIONE CHE PUÒ SVOLGERE SULLA BASE DI UNA CONSOLIDATA ESPERIENZA NELLA LOTTA AL CRIMINE CON INCARICHI DI VERTICE.
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Questura di Brescia Tecnologia digitale e maggiore preparazione per garantire la sicurezza di Adriano Baffelli
Chi non è giovanissimo ricorda ancora la Questura attiva nel cuore antico, romano, potremmo dire, della città: in quel Palazzo Martinengo oggi conosciuto per le mostre d’arte, dove ora trovano spazio alcuni uffici della Provincia, operavano gli uomini in divisa blu. Dall’austero, pur se elegante palazzo con gli stretti balconi affacciati sul cortile interno, nel 1984 la Questura si trasferisce nel complesso in cemento armato di San Polo. Le mura di questa moderna fortezza ospitano l’incontro con il Questore Signer.
della comunità, il fatto che siano ancora ricordati e si faccia di tutto per non far scivolare il nome di queste persone nel baratro dell’oblio. Credo sia uno dei punti di forza della comunità bresciana. Quanto conosceva Brescia e la sua provincia prima di divenirne un punto di riferimento istituzionale? Non conoscevo assolutamente nulla. Avevo sentito qualcosa da un paio di amici, uno di origini bresciane che vive da tempo in Sicilia e un siciliano che ha vissuto molto tempo a Brescia e ha un ricordo eccezionale della città e soprattutto dei bresciani. Qual è la situazione della sicurezza del nostro territorio che ha trovato arrivando al vertice della Questura bresciana? Dottor Signer, appena insediato Io arrivo da un contesto comnella nostra città ha reso omagpletamente diverso, ben più gio ai caduti della Polizia di Staproblematico dal punto di vista to e alle vittime di Piazza Logdella sicurezza pubblica, ma ciagia. Che cosa ricorda di quella scuna comunità ha un metro di strage? valutazione che è il proprio. Il Ero molto piccolo però ricordo nostro compito è garantire alla i clamori, le urla, il boato della comunità di continuare a vivere registrazione. Io sono siciliano con quello standard di sicurezza e far di tutto per migliorarIl nostro compito lo. è garantire alla comunità La presenza di un di continuare a vivere solo Commissariato con quello standard in provincia, a Desenzano del Garda, di sicurezza e far di tutto è sufficiente? Anni per migliorarlo fa si parlò a lungo dell’istituzione di un Commissariato a Darfo Boario e non capivamo il motivo di Terme, in Valcamonica ma non quella crudeltà, motivo che se ne fece nulla. Sono previsti tutt’ora sfugge. Quello che più nuovi presidi sul territorio? mi impressiona è la reazione
Personalmente, ritengo che sia necessario almeno un altro presidio. Per esempio nell’area della Val Camonica. Ricordiamo che noi non svolgiamo solo attività di polizia giudiziaria in senso stretto, ma forniamo anche un servizio di pubblica sicurezza e ricopriamo tutte le competenze amministrative legate ad essa. L’immigrazione è il primo settore, licenze e controlli in materia di armi. Se avessi una bacchetta magica sicuramente farei il possibile per istituire un Commissariato distaccato nella zona nord della provincia. Signor Questore, come mai per un cittadino ottenere o rinnovare un passaporto deve rappresentare una lunga attesa e in più di un caso notevoli disagi? Perché non può essere un servizio erogato dai comuni? È ormai da tempo che non ricevo lamentele per richieste di passaporto. Oggi con l’informatizzazione si sono avviate delle procedure più agevoli. È una scelta del legislatore. Aveva un senso data l’autorità di pubblica sicurezza, la facoltà di concedere il passaporto era una autorizzazione di polizia perché c’era una valutazione discrezionale. Ora non esiste più, l’unico fatto ostativo può essere una sanzione penale, una contravvenzione ancora da scontare o tematiche che riguardano l’assetto familiare, la cura dei figli, però sono elementi per cui non c’è nessuna discrezionalità. Onestamente non saprei dire per quale motivo abbia ancora marzo/aprile/2021
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Il dottor Giovanni Signer è il Questore della provincia di Brescia. Ha 58 anni, è laureato in Giurisprudenza, ed è entrato nel ruolo dei Commissari della Polizia di Stato nel 1988. Dopo il corso di formazione, nel luglio del 1989 è stato assegnato alla Questura di Torino, con l’incarico di funzionario addetto alle Volanti. In quel periodo ha maturato anche un’esperienza al Nucleo Antisequestri della Polizia di Stato in Calabria. Dal settembre 1990 è
Non trovo pregiudizi nei confronti dello straniero. Il bresciano, anche quello che segue un’area politica che non posiziona l’immigrazione quale primo elemento, si dimostra ben disposto. Credo che qui lo straniero abbia avuto delle grandi possibilità. Purtroppo, il fatto dell’immigrazione porta a contesti problematici dal punto di vista sociale
un senso che sia l’autorità di pubblica sicurezza a rilasciare il passaporto, credo che in Europa solamente in Italia e Grecia la competenza sui passaporti sia in capo alla polizia. Le autorizzazioni di pubblica sicurezza comportano una discrezionalità, cioè un’autorità nel valutare se è opportuno che un soggetto ottenga la licenza. La legge individua esattamente quali sono gli elementi ostativi per il passaporto. Calano i reati, nonostante la distorta percezione di molti cittadini. Resta il fatto che in terra bresciana da alcuni anni si ripetono violenti colpi ai danni dei bancomat, con uso di esplosivi. Considerato che molti sportelli si trovano in palazzine abitate, il rischio per l’incolumi50
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tà delle persone è elevato. Come può essere che non si venga a capo di questa pericolosa situazione? Le forze dell’ordine sono riuscite recentemente a effettuare alcuni arresti. È un problema assolutamente generale. Credo che ormai i dispositivi di sicurezza si debbano avvalere di moderne tecnologie. Non è possibile militarizzare ogni angolo della strada. ci sono degli strumenti di videosorveglianza integrati. C’è un progetto, peraltro, che riguarda la provincia di Brescia avviato da tempo. Ormai il futuro sarà quello di garantire una sorveglianza che all’occorrenza possa dare input alle forze dell’ordine. Non dimentichiamo che uno degli elementi che ha caratterizzato l’ab-
stato trasferito alla Questura di Catania, dove ha ricoperto gli incarichi di funzionario addetto all’Ufficio di Prevenzione generale e Soccorso pubblico e di funzionario addetto al Commissariato di P.S. di Acireale. Dal maggio del 1996 è stato trasferito alla Squadra Mobile di Catania, quale funzionario addetto alla Sezione Omicidi. Dal novembre 1999 ha diretto la Squadra Mobile di Enna. Dal marzo del 2001, nuovamente trasferito
battimento dei reati contro il patrimonio, è stato il minor uso del contante. Quanto conosce e qual è la sua percezione del settore edile e della filiera della casa? Non sono un cultore della materia, di sicuro si tratta di un settore di grande rilevanza economica e sociale. Cosa rappresenta per lei l’edilizia? Mi fa pensare a un elemento imprescindibile: la casa. Sin dai primordi della civiltà la casa ha significato un riparo, un focolare. È lo spazio che ogni persona ritiene inviolabile. Ance Brescia è particolarmente impegnata a promuovere l’applicazione della legalità, proponendo e sottoscrivendo accordi con le istituzioni locali. Le risulta una particolare attenzione della malavita organizzata nei confronti di questo settore? Guardando le cronache giudiziarie, al momento non credo che nella provincia ci siano particolari elementi indicatori. Dobbiamo vedere un po’ ciò che è accaduto negli anni perché a un certo punto la criminalità organizzata si è interessata di edilizia. Vediamo alla fine degli anni Sessanta/Settanta in Sicilia e poi quello che è accaduto nell’Irpinia dopo il terremoto, con un intenso flusso di denaro che stimolò gli appetiti. Ora la necessità di realizzare nuovi alloggi si è ridotta. Il boom demografico si è esaurito. Io credo siano scarse le possibilità. Poi, ricordiamoci che quella della
gestione delle attività economiche è una gestione molto complessa. Il controllo della legge affidato alla prefettura è molto incisivo. Questo fenomeno si è un po’ allentato, anche al Sud. Ora gli strumenti investigativi sono molto efficaci. Dobbiamo considerare anche la domanda, oggi non si costruisce più come negli anni Settanta. Possiamo dire che la rigenerazione comporta anche modalità d’intervento diverse e stimola meno taluni appetiti. E più in generale nei confronti del tessuto economico e sociale bresciano si registrano interessi da parte delle organizzazioni criminali? Scorrendo il tema sul web, il passato credo abbia dato moltissimi esempi, ma la differenza però è questa: noi non abbiamo qui quella condizione di assoggettamento e di omertà che abbiamo al Sud. Da quanto ho visto, qui c’è un problema di contiguità alle organizzazioni criminali. Chiaramente la vicinanza alle organizzazioni criminali è spesso legata a un fattore territoriale di provenienza. Rispetto però alla situazione che abbiamo tuttora in alcune zone non c’è, ripeto, quella condizione ambientale così negativa. La comunità bresciana è una comunità forte, solida. Pur conoscendo lo spirito di servizio e, in molti casi, d’abnegazione di poliziotte e poliziotti, mi pare manchino i mezzi per intervenire. Alcuni esempi riguardanti la circolazione stra-
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C’è un progetto qui che riguarda la provincia di Brescia, avviato dai miei predecessori, di allacciare tutti i sistemi di sorveglianza dei comuni al Sistema centralizzato nazionale targhe e transiti.
dale: la digitalizzazione dei controlli, vedasi il Tutor, è efficace, ma la mancanza di pattuglie, diminuisce il deterrente, ad esempio nei confronti dell’uso del telefonino alla guida... Sicuramente l’intervento del personale destinato alle attività operative ha una ricaduta immediata, però credo che un controllo diffuso possa essere più facilmente assicurato attraverso le tecnologie. Ad esempio, in autostrada la presenza di Tutor ha un costo decisamente inferiore. Credo nel passaggio alle tecnologie. È vero, vedasi quello che è accaduto nel contrasto alla grande criminalità, sicuramente il pentitismo ha dato uno stimolo, ma le tecnologie l’hanno messa in ginocchio, almeno in Sicilia. Le
alla Squadra Mobile di Catania alla Sezione Antiestorsioni e Antiusura dove, nel luglio del 2002, ha assunto la dirigenza della Sezione Criminalità Organizzata e le funzioni di vicedirigente della Squadra Mobile. Promosso Primo Dirigente nel 2004, ha diretto il X Reparto Mobile di Catania e dal giugno del 2006 è ritornato alla Squadra Mobile di Catania come Dirigente.
Nel settembre 2012 è stato nominato Vicario del Questore di Catania. Promosso Dirigente Superiore nel 2015, è stato nominato Questore di Savona nel novembre dello stesso anno. Dal primo marzo 2017 al 21 ottobre 2020 è stato il Questore di Caltanissetta. Il 22 ottobre 2020 si è insediato nell’attuale ruolo di Questore di Brescia.
nnn Numerosi e coinvolgenti i temi affrontati nell’intervista con il Questore Signer. Tra questi, il ruolo della tecnologia e della digitalizzazione al servizio della sicurezza collettiva. Brescia sarà presto protagonista di un innovativo progetto capace di mettere in rete i dati di tutte le località della provincia.
A Brescia la presenza di popolazione straniera è molto elevata, però ritengo che sia una delle province in cui l’integrazione è stata maggiormente favorita, grazie anche a un tessuto economico che ha dato la possibilità a queste persone di affrancarsi alla miseria. Non trovo pregiudizi nei confronti dello straniero. Il bresciano, anche quello che segue un’area politica che non posiziona l’immigrazione quale primo elemento, si dimostra ben disposto. Credo che qui lo straniero abbia avuto delle grandi possibilità. Purtroppo, il fatto dell’immigrazione porta a contesti problematici dal punto di vista sociale. I siciliani hanno dato possibilità alla cinematografia di ispirarsi a fenomeni di questo tipo. Certamente chi si allontana dalla propria famiglia, dai propri cari lo fa per una situazione di necessità, non sempre ha la possibilità o le risorse personali per inserirsi, soprattutto all’inizio. Ho visto famiglie parlare in italiano con cadenza bresciana, saremo ormai alla terza generazione. Ci sono differenze tra l’indossare una divisa oggi rispetto a venti, trent’anni fa? Sicuramente ci sono molte differenze. La nostra professione è diventata più appetibile. Oggi per fare il concorso per agente di polizia, per carabiniere o finanziere, è necessario un diploma, a differenza del passato. Negli anni c’è stato un riconoscimento economico e nell’ambito della pubblica amministra-
possibilità di captazione sono diverse, capillari, virali. C’è un progetto qui che riguarda la provincia di Brescia, avviato dai miei predecessori, di allacciare tutti i sistemi di sorveglianza dei comuni al Sistema centralizzato nazionale targhe e transiti. Convergono lì tutti gli impianti che sono già installati nei comuni, per cui nel caso della ruspa che ha portato via il bancomat a Castegnato, si sa da dove è venuta e dove è arrivata. Ci sono moltissime possibilità investigative. È un passaggio fondamentale. Come valuta la situazione della nostra realtà, rispetto ad altri territori da lei conosciuti, in tema di immigrazione e relativa declinazione sociale ed economica?
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La nostra professione è diventata più appetibile. Oggi per fare il concorso per agente di polizia, per carabiniere o finanziere, è necessario un diploma, a differenza del passato. Negli anni c’è stato un riconoscimento economico e nell’ambito della pubblica amministrazione lo stipendio è ritenuto tra i più soddisfacenti
zione lo stipendio è ritenuto tra i più soddisfacenti. Sicuramente la nostra storia in questi anni, la parte attiva che abbiamo avuto nella vita del Paese, ha dato smalto alla nostra professione. Il contrasto al terrorismo, la lotta alla malavita organizzata dove siamo stati in prima fila con tantissimi caduti. Anche la comunicazione, film e serie tele52
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visive hanno inciso. Il commissario più famoso è il commissario Montalbano, il meno macho tra le figure di polizia, è la figura più umana. Camilleri ha spogliato il giallo e tutti quegli aspetti che caratterizzavano il ruolo autoritario del poliziotto. Inoltre, tra le nuove generazioni abbiamo molti laureati che concorrono e che hanno, grazie alla
qualifica di studio, possibilità di fare carriera. Il rinnovamento generazionale ha spinto un ulteriore rinnovamento. Nell’88 quando sono entrato in polizia, gli anziani mi raccontavano che ci sono stati anni, per un pregiudizio anche di tipo politico, in cui partecipavano al concorso per funzionari di polizia meno persone rispetto ai posti da
ricoprire. In quegli anni c’era un trattamento economico inadeguato, non esisteva orario di lavoro. L’unico momento libero era un mezzo pomeriggio della domenica. Questo aveva ricadute sul contesto personale e familiare. La professione aveva molto meno appeal. Il dottor Signer che dismette gli impegnativi panni di Questore, nei suoi momenti di libertà che passioni coltiva? Mi piace camminare. Spero di poter presto visitare le montagne bresciane. Vorrei girare e conoscere di più questa provincia e gli aspetti legati alla sua terra, alla sua cucina, alla sua gente. Ho già avuto modo di apprezzare la Franciacorta. Le fotografie che corredano l’articolo sono di Fotolive
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I servizi al cittadino di Eseb
Forte l’impegno dell’ente per trovare un lavoro stabile ai giovani disoccupati o innoccupati della nostra provincia 54
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ufficio Servizi al lavoro dell’Ente sistema edilizia Brescia offre ai cittadini una serie di servizi integrati e personalizzati per la ricerca di un’occupazione il più possibile corrispondente all’aspirazione professionale di ciascuno. I servizi sono rivolti a: giovani inoccupati o disoccupati, di età compresa tra 15 e 29 anni, non iscritti a percorsi di istruzione o formazione professionale; disoccupati, dai trent'anni compiuti indipendentemente dalla categoria professionale posseduta prima della perdita del lavoro; in mobilità in deroga alla normativa vigente o che abbiano presentato domanda ad INPS; iscritti o in attesa d’iscrizione nelle liste di mobilità ordinaria ex l. 223/91; residenti o domiciliati in Regione Lombardia; iscritti nelle liste di mobilità ordinaria ex l.236/93 licenziati al 30/12/2012; percettori di disoccupazione (Naspi, AspI, Mini Aspi, Discoll); percettori di altre indennità; non percettori d’indennità;
lavoratori sospesi da aziende ubicate in Lombardia percettori di cassa integrazione guadagni in deroga alla normativa vigente (Cigd) e cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs). Per poter usufruire dei servizi erogati dall’Ente, è necessario presentarsi direttamente in Eseb con documento di identità valido e codice fiscale per il rilascio della DID (dichiarazione di immediata disponibilità), documento grazie al quale si acquisisce il riconoscimento dello status di disoccupato dichiarando di essere immediatamente disponibile allo svolgimento di un’attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva. Dopo il rilascio della DID viene effettuata la sottoscrizione del Patto di Servizio Personalizzato che regola gli impegni di attivazione della persona e definisce l’erogazione dei servizi finalizzati all’obiettivo comune di ricollocazione. Entrambi i documenti sono necessari per accedere ai servizi per la ricerca del lavoro in quanto è considerata disoccupata la persona priva di lavoro che sia alla ricerca attiva di un’occupazione.
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Consultazione delle proposte di lavoro attive È possibile visionare le offerte di lavoro attive sul territorio nazionale attraverso il portale Borsa Lavoro Edile Nazionale, il servizio nazionale del sistema, nato per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore delle costruzioni. I lavoratori possono iscriversi gratuitamente, compilando l’apposita scheda di registrazione, a cui si accede dalla pagina iniziale del sito www.blen.it cliccando sulla voce “registrati”. Terminata la registrazione sarà possibile consultare le offerte di lavoro. Se ci sono inserzioni di lavoro in linea con la propria esperienza è necessario contattare Eseb per il supporto specialistico.
Orientamento e accompagnamento al lavoro
Informazioni sull'andamento del mercato del lavoro locale e sulla rete dei servizi presenti sul territorio
Informazioni sulla legislazione del mercato del lavoro
Accesso a banche dati specializzate per la ricerca del lavoro
Supporto per la predisposizione degli strumenti di autocandidatura: curriculum vitae, lettera di accompagnamento e altri documenti
Preparazione a colloqui di selezione da sostenere in azienda
Bilancio delle competenze
Il servizio di Eseb è strutturato con incontri individuali in cui un operatore specializzato mette a disposizione:
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territorio
Rigenerazione urbana e territoriale
Riflessione sui principi della Legge regionale n. 18 del 2019 dopo il pronunciamento del Tar Lombardia
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lla presenza di esponenti del mondo istituzionale, accademico e di settore, e con l’apporto dell’ingegner Fabio Rizzinelli, vicepresidente di Ance Brescia, si è tenuto il convegno “Rigenerazione urbana e territoriale”, per analizzarne i principi ispiratori, le criticità e le potenzialità, promosso da Fondazione Cogeme in collaborazione con l’Associazione Terra della Franciacorta e Fondazione Franciacorta. L’iniziativa, svolta su piattaforma online, ha affrontato il tema della rigenerazione urbana e in particolare della legge regionale 18 del 2019, recentemente tornata alla ribalta dopo la sentenza del Tar Lombardia (seconda sezione) che ha emesso due ordinanze alla Corte costituzionale sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 40 bis, recante disposizioni relative al patrimonio edilizio dismesso con criticità. Do-
po i saluti istituzionali di Gabriele Archetti, presidente Fondazione Cogeme, Francesco Pasini Inverardi, presidente Terra della Franciacorta e sindaco di Passirano, Gabriele Barucco, consigliere regionale e relatore della legge in esame, ai lavori, coordinati da Adriano Baffelli — direttore responsabile di Costruire il futuro — nell’occasione nelle vesti di presidente della Fondazione Franciacorta, hanno preso parte: Riccardo Davini, direttore pianificazione territoriale Provincia Brescia; Mario Gorlani, avvocato e professore associato Università statale Brescia; Sergio Perdiceni, funzionario Direzione generale Territorio e protezione civile Regione Lombardia; Fabio Rizzinelli, vicepresidente Ance Brescia; Antonio Rubagotti, Commissione urbanistica Ordine Architetti Brescia; Maurizio Tira, rettore Università statale Brescia. marzo/aprile/2021
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territorio
Il tema della rigenerazione urbana, con i suoi risvolti ambientali, sociali ed economici, genera il coinvolgimento di diversi soggetti sociali e larghi strati di opinione pubblica anche perché, in un’ottica di sostenibilità nello sviluppo urbano un ruolo cruciale è svolto dalle politiche di governo del territorio strettamente connesse al raggiungimento degli obiettivi insiti nelle dimensioni della sostenibilità, come ad esempio l’azzeramento di ogni ulteriore consumo di suolo naturale oppure ancora del recupero di aree già urbanizzate e oggi dismesse proponendo nuovi modelli d’intervento. Di questo e altro ne hanno discusso il rettore dell’Università
Il tema della rigenerazione urbana, con i suoi risvolti ambientali, sociali ed economici, genera il coinvolgimento di diversi soggetti sociali. In un’ottica di sostenibilità nello sviluppo urbano un ruolo cruciale è svolto dalle politiche di governo del territorio
degli studi di Brescia, Maurizio Tira e gli altri relatori, proprio partendo dalla Legge regionale 18, presentata in introduzione di convegno dal Consigliere regionale Gabriele Barucco. Il Rettore, che ben conosce la materia dato che è un ingegnere ambientale, ha posto l’attenzione sulla rilevanza della dimensione progettuale e sulla necessità di maggiore coraggio da parte di tutti i protagonisti, echeggiando il richiamo in tal senso del consigliere regionale Barucco a proposito di un’iniziativa legislativa, magari da migliorare ma dalla connotazione innovativa e, appunto, coraggiosa. Molti i punti di vista emersi, da quello urbanistico, a quello giuridico sino all’esperienza sul campo dei sindaci presenti numerosi al convegno 58
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e che hanno portato il loro contributo alla discussione. Alcuni spunti come “bloccare lo spreco di territorio attraverso un pieno riuso degli spazi già urbanizzati” oppure ancora “governare i mutamenti, convertendoli in occasioni di progresso urbano, anziché subirne le conseguenze” hanno caratterizzato il dibattito moderato dal dottor Adriano Baffelli, giornalista. Da parte sua, l’avvocato Gorlani ha richiamato la centralità della pianificazione e il rilevante ruolo del territorio modellato a misura delle persone, citando Cesare Pavese: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non
essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. L’integrazione di discipline, interessi diversi e competenze specifiche hanno fatto sì che tornasse al centro dell’attenzione quel principio fondamentale secondo cui le decisioni condivise possono essere assunte solo all'interno di un campo di competenze pubbliche non disgiunto dal corretto riconoscimento del privato economico e del privato collettivo. Innescare dunque azioni diffuse di rigenerazione urbana è pertanto un’opportunità per aumentare la qualità della vita di
tutti e di ciascuno in un quadro di coesione sociale e di capacità competitiva. Un auspicio che si lega alla convinzione che per affrontare il tema della rigenerazione urbana sia prioritario tenere conto delle trasformazioni profonde intervenute: la crisi economica, le mutate condizioni demografiche, una diversa domanda di socialità, l’assoluta necessità di frenare il consumo di suolo. Il confronto ha, fra il resto, evidenziato come la messa in sicurezza del territorio e la valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio possano diventare il quadro di riferimento prioritario per questi nuovi scenari di sviluppo, grazie a un’attenzione sempre maggiore alla sostenibilità ambientale degli interventi. Serve un modello urbano nuovo, più sostenibile, in cui la riduzione del consumo di suolo sia uno degli obiettivi. Da parte sua, Rizzinelli ha sottolineato come, a fronte di molti ragionamenti sulla rigenerazione urbana, che si rincorrono da almeno venticinque anni, nei fatti se ne realizzi poca. Inoltre, ha auspicato che gli interventi di riqualificazione rappresentino occasioni nelle quali emergano qualità edilizia e qualità imprenditoriale, richiamando anche il protocollo di legalità predisposto da Ance Brescia. Un dato comunicato da Davini fa riflettere su quanto spazio ci sia da cogliere per le amministrazioni locali rispetto all’applicazione della normativa in esame, dato che ad oggi sono solo 17 comuni su 205 quelli che si sono attivati, l’8% del totale.
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Nonostante il Covid, confortanti i dati dell’edilizia bresciana Chiuso il 2020, Cape fa un bilancio degli effetti della pandemia sul settore del costruito 60
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a Cape ha esaminato gli effetti dell’emergenza sanitaria Sars-Cov-2 sulle attività del comparto delle costruzioni durante l’anno 2020. Gli ultimi dati, aggiornati a febbraio 2021, mostrano che l’edilizia ha retto bene gli stravolgimenti causati dalla pandemia Covid-19 e negli ultimi mesi del 2020 ha registrato percentuali positive rispetto agli stessi mesi del 2019. Si è infatti osservato oltre un +4% della media mensile ottobre-dicembre 2020 (esercizio Cape 2021) delle imprese attive sul territorio, se il
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Imprese attive sul territorio
+4% +10%
della media mensile ottobre-dicembre 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019
della media mensile ottobre-dicembre 2020 rispetto agli stessi mesi del 2017
Maestranze occupate
+9% della media mensile ottobre-dicembre 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019
calcolo viene rapportato alla media dello stesso trimestre 2019 (esercizio Cape 2020), e un +10,12% rispetto alla media dello stesso periodo dell’esercizio 2017. Pure i dati riferiti agli operai occupati nel settore attestano la volontà di ripresa del comparto, che grazie anche alle opportunità di apertura di nuovi cantieri, stimolati dall’avvio sul territorio dei bonus per la casa, sta impegnando diverse figure e professionisti per la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente. La media mensile ottobre-dicembre delle maestran-
ze occupate nel 2020 segna oltre il 9% rispetto alla media dello stesso trimestre 2019, dato particolarmente significativo visto il periodo di forte incertezza occupazionale in diversi campi lavorativi. Certamente l’anno trascorso ha rallentato i cronoprogrammi di diversi cantieri e le attività economiche del paese si sono dovute riorganizzare alla luce di nuovi protocolli e provvedimenti, tuttavia l’edilizia è pronta a farsi partecipe di un percorso di rinascita che può contare sull’apporto e il sostegno della Cape.
Già in campo per supportare imprese, lavoratori e strutture sanitarie nei lunghi mesi della pandemia, oggi l’ente ha messo a disposizione di ogni iscritto sul proprio marketplace digitale (www.negozio.cassaedilebrescia.it), i dispositivi necessari a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro per operai e dipendenti, a prezzi agevolati.
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ance brescia
Dai notiziari mensili di marzo e aprile 2021, una panoramica su alcune delle ultime novità in tema di tributi, lavoro e lavori pubblici. Tutte le notizie sono riportate anche sul sito internet dell’Associazione: ancebrescia.it
TRIBUTI
marzo / Split payment e sanzioni: è l’impresa esecutrice responsabile della corretta applicazione dell’Iva Chiarimenti sul regime sanzionatorio connesso all’applicazione dello split payment in capo all’impresa esecutrice di prestazioni nei confronti della PA, che è responsabile della corretta applicazione dell’Iva a prescindere dalle indicazioni fornite dal committente pubblico. Così si è espressa l’Agenzia delle Entrate nella Risposta n. 604/E del 18 dicembre 2020 in merito all’applicabilità del meccanismo dello split payment, disciplinato dall’art. 17ter del D.P.R. 633/1972 e operante fino al 30 giugno 2023. In particolare, l’Agenzia
delle Entrate si concentra sul profilo delle sanzioni connesse all’applicabilità dello split payment, e chiarisce che in linea generale, l’impresa fornitrice, soggetto passivo ai fini Iva, è responsabile della corretta applicazione dell’Iva, ancorché il versamento all’Erario sia eseguito in concreto dalla PA committente.
marzo / Revoca del bonus “prima casa” per abitazioni in costruzione: chiarimenti dell’AdE In caso di acquisto di un’abitazione in costruzione con l’agevolazione “prima casa” il termine dei 3 anni entro cui l’Agenzia delle Entrate può effettuare le verifiche necessarie ed, eventualmente, revocare il beneficio
per mancato completamento dei lavori, decorre dopo tre anni dalla registrazione dell’atto di acquisto. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 28577 del 15 dicembre 2020 che riguarda il caso di un acquisto con il beneficio “prima casa” di un’abitazione in costruzione. Per maggiori informazioni www.ancebrescia.it.
LAVORO
marzo / Obbligo di iscrizione alla Cassa edile Per l’importanza e la delicatezza della materia, Ance Brescia segnala una nuova pronuncia giurisprudenziale che ha ulteriormente consolidato l’orientamento, ormai anche di legittimità, secondo cui sussiste
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ance brescia
l’obbligo dell’iscrizione in Cassa Edile di un’impresa che svolga in realtà attività di natura edile, pur essendo classificata — sia ai fini statistici che previdenziali — in settori diversi da quello. Nel caso di specie, un’impresa, asserendo di esercitare attività di natura metalmeccanica, consistente nella manutenzione di mezzi ferroviari, ha presentato ricorso al Tribunale di Catanzaro contro l’intervento, nel procedimento di rilascio del DURC della locale Cassa Edile, che aveva comportato il diniego dello stesso. Il Tribunale ha respinto il ricorso in quanto ha dato rilevanza agli 64
elementi documentali raccolti che gli hanno consentito di concludere per l’inclusione in ambito edile delle attività effettivamente esercitate dall’impresa ricorrente. Per saperne di più visita il sito dell’Associazione.
LAVORI PUBBLICI
marzo / Aggiornamento prezziari regionali. Nota Anac Anac ha rilevato che gli aggiornamenti dei prezzari regionali per le opere pubbliche devono essere tempestivi, altrimenti servono a poco. Pur tenendo
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conto delle difficoltà legate alla gestione della pandemia, che hanno caricato di adempimenti gli enti locali e territoriali, l’Autorità Anticorruzione non può fare a meno di richiamare l’attenzione su uno degli aspetti chiave, tra quelli previsti dal codice appalti, per la corretta gestione dei progetti e dei cantieri per le opere pubbliche. Anac è intervenuta sul tema lo scorso 17 febbraio con il comunicato del presidente Giuseppe Busia, ma pubblicato lo scorso 3 marzo. Il comunicato è disponibile sul sito di Ance Brescia.
marzo / Conversione in Legge del decreto Milleproroghe: gli effetti sulla normativa in materia di appalti pubblici per il 2021 È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 1° marzo 2021 la legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge — c.d. “Milleproroghe — 31 dicembre 2020, n. 183. Tra le disposizioni introdotte in sede in conversione nell’articolo 13, recante la proroga di termini in materia di infrastrutture e trasporti, si segnala la proroga al 31 dicembre 2021 — in accoglimento
di una proposta Ance — della sospensione, operata dall’art. 1, comma 10 del dl n. 32/2019 (c.d. Sbloccacantieri), dell’operatività della norma c.d. “taglia riserve”, al fine di consentire agli operatori economici di iscrivere riserva anche su aspetti progettuali che sono stati oggetto di verifica. Per leggere il testo completo pubblicato in Gazzetta Ufficiale: www.ancebrescia.it.
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