P.G. Pasini, Piero e i Malatesti. L’attività di Piero della Francesca per le corti romagnole (1992) E. Grassi, Giustiniano Villa poeta dialettale, 1842-1919 (1993) P.G. Pasini, Il crocifisso dell’Agina e la pittura riminese del Trecento in Valconca (1994) A. Bernucci – P.G. Pasini, Francesco Rosaspina “incisor celebre” (1995) P.G. Pasini, Arte in Valconca dal Medioevo al Rinascimento (1996) P.G. Pasini, Arte in Valconca dal Barocco al Novecento (1997) A. Fontemaggi - O. Piolanti, Archeologia in Valconca. Tracce del popolamento tra l’Età del Ferro e la Romanità (1998) P.G. Pasini, Emilio Filippini pittore solitario 1870-1938 (1999) E. Brigliadori – A. Pasquini, Religiosità in Valconca. Vicende e figure (2000) P.G. Pasini (a cura), Arte ritrovata. Un anno di restauri in territorio riminese (2001) Loris Bagli, Natura e paesaggio nella Valle del Conca (2002) A. Sistri, Cultura tradizionale nella Valle del Conca. Materiale e appunti etnografici tra Romagna e Montefeltro (2003) Oreste Delucca, L’uomo e l’ambiente in Valconca (2004) P. Meldini, La cultura del cibo tra Romagna e Marche (2005) P.G. Pasini, Passeggiate incoerenti tra Romagna e Marche (2006) C. Fanti, Pietre e terre malatestiane (2007) P.G. Pasini, Atanasio da Coriano frate pittore (2008) (Sono in vendita nelle migliori librerie; i primi dieci titoli sono esauriti)
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Pier Giorgio Pasini
Pier Giorgio Pasini
ATANASIO DA CORIANO frate pittore (1749-1843)
ATANASIO DA CORIANO
I libri della Valconca
Minerva edizioni
Questo volume si occupa di un personaggio fino ad ora pressoché sconosciuto, ma che fa parte della nostra storia: di un frate pittore Minore Osservante, che in religione ebbe il nome di fra Atanasio e che è nato a Coriano dalla famiglia Favini. Visse dal 1749 al 1843 e lavorò in un periodo incredibilmente pieno di rivolgimenti politici e culturali: la Rivoluzione francese, Napoleone, i primi moti risorgimentali. Fra Atanasio attraversò questo tempestoso scorcio di storia con umiltà, obbedienza, e assoluta fedeltà alla Regola. Ecco ciò che salta agli occhi leggendo questo volume: egli accettò tanto le prescrizioni delle autorità civili, che arrivarono fino alla soppressione degli ordini religiosi, quanto gli ordini dei superiori francescani, i quali, conoscendo le sue grandi capacità, lo inviarono in diverse città d’Italia (da Parma a Bologna a Roma a Macerata ad Ascoli Piceno) per dipingere, riparare chiese, restaurare quadri danneggiati dall’incuria o dalle truppe francesi. Accettò con umiltà tutto quanto, anzi con letizia e buona disposizione d’animo, vivendo fino in fondo l’ideale francescano della povertà, e con la coscienza chiara di svolgere un compito: con la sua arte poteva istruire, educare, confortare e rinfrancare la fede del popolo. Fra Atanasio ritenne di essere un umile strumento nelle mani di Dio, mettendo a disposizione la propria inclinazione e le proprie grandi capacità pittoriche: e fu un buon artista di dipinti sacri, fedele alla tradizione seicentesca, ma anche attento ai movimenti artistici del suo tempo. Ci ha lasciato numerosi capolavori, fino ad oggi sconosciuti o sottostimati, illustrati per la prima volta in questa monografia, dovuta al noto storico dell’arte Pier Giorgio Pasini, che da anni si occupa dell’argomento.