Numero 24

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Totem è tabù

Numero 24 - Settembre/Ottobre 2015

di Andrea Muni “La parola tabù esprime due opposti significati: in un senso significa sacro, consacrato, nell’altro, sinistro, pericoloso, proibito, impuro” (tutte le citazioni sono tratte da Totem e tabù di Sigmund Freud). Attraverso questa secca definizione Freud inizia ad accostare la funzione del tabù nelle popolazioni cosiddette primitive a quella svolta dalla nevrosi ossessiva nella società contemporanea. Egli infatti osservava continuamente nella sua pratica che molte persone si ammalavano e si rovinavano la vita per non poter fare a meno di osservare tutta una serie, apparentemente immotivata, di divieti e imperativi che si presentavano loro con un carattere incondizionato. “Per quanto venga inteso negativamente e si rivolga ad un altro contenuto, il tabù in fondo non differisce nella sua natura psicologica, dall’imperativo categorico kantiano, che opera in forma coattiva, escludendo ogni motivazione cosciente. […] Potrebbe esistere qualche relazione tra le motivazioni etiche alle quali obbediamo e questo tabù primitivo. La spiegazione del tabù potrebbe offrirci qualche chiarimento intorno alle origini oscure del nostro imperativo categorico”. Il carattere che accomunava il tabù dei primitivi e i rituali dell’ossessivo era secondo Freud il comune orrore di entrare in contatto con un certo oggetto. L’orrore cioè di entrare in rapporto, in continuità, diciamo pure in con-fusione, con l’oggetto colpito dall’interdetto. Eppure in questo orrore del contatto con l’oggetto, ci racconta Freud, si cela anche il desiderio opposto, ed è per questa ragione che l’oggetto tabuizza-

tabù to appare dotato di “una forza demonica nascosta che scatena una paura oggettivata antecedente ogni sdoppiamento nelle due forme della venerazione e dell’orrore”. Ora, se l’oggetto tabù per eccellenza dei primitivi era il totem – il quale incarnava simbolicamente tutto ciò che reggeva la struttura sociale, politica e “soggettiva” di quei popoli, rappresentando l’elemento simbolico dalla cui tabuizzazione dipendevano tutte le proibizioni particolari a fondamento di quelle società – la cosa curiosa è che nell’ossessivo questo elemento appare misteriosamente assente. Quel che Freud infatti sembra mancare clamorosamente – svelando una volta di più la sua mancata problematizzazione dei fondamenti stori-

ci e politici della psicanalisi – è che...

(prosegue a pagina 2)

In questo numero

Il tabù del tricolore. Quell’anti italianismo tutto...italiano

pag. 4

Lo sguardo obliquo di un piccione filosofo pag. 12

Tina Modotti La scelta della lotta pagg. 14 - 15


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