Congiuntura Economica Abruzzese SECONDO TRIMESTRE 2014 N. 2
Spedizione in a.p. 70% Div. Corr. D.C.I. AQ
ANCORA SEGNALI POSITIVI PER LE GRANDI IMPRESE E L'EXPORT REGIONALE
C
ome era già apparso chiaro alla fine dello scorso anno il 2013 è stato, probabilmente, uno degli anni più duri della crisi per l’Abruzzo. In base alle stime di Prometeia elaborate nel luglio scorso, nel 2013 il Pil dell’Abruzzo si è ridotto, infatti, del 4,1% rispetto all’anno precedente (-1,9% l’Italia; -4% il Mezzogiorno), facendo registrare la dinamica peggiore dal 2009 (quando la riduzione era stata di -6,4%). Nel complesso, tra il 2007 e il 2013 l’Abruzzo ha perso 2,5 miliardi di euro di Pil in termini reali. Ma non è solamente il Pil a far registrare una flessione negativa: gli investimenti si sono ridotti del 7% (-4,7% in Italia); gli occupati sono diminuiti di oltre 10 mila unità tra il 2013 ed il 2012 (cui se ne sono aggiunti altri 15 mila nel I trimestre 2014); le imprese attive sono diminuite di oltre 1.500 unità rispetto al 2012 (-1,2%) meno, tuttavia, che in Italia (-1,9%). Il buio dell’economia abruzzese (e meridionale), tuttavia, non è così impenetrabile. Come hanno mostrato recentemente alcune indagini nazionali, si iniziano ad avvertire diffusamente nel nostro paese alcuni, tenui, segnali positivi. L’andamento della produzione industriale e le indagini presso le imprese indicano che l’attività economica ha ripreso a crescere moderatamente nei primi mesi dell’anno, seppure non in maniera costante e pur restando i risultati economici differenziati tra categorie di imprese e sul territorio nazionale. Nel caso abruzzese, le indagini condotte dal Cresa nella prima metà del 2014 mostrano come il tessuto economico regionale abbia gra-
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La congiuntura manifatturiera nel II trimestre 2014 di Alberto BAZZUCCHI
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L'industria manifatturiera dal 2009 al 2014/II: i grafici dell'andamento di Alberto BAZZUCCHI
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La congiuntura del settore delle costruzioni nel I semestre 2014 di Concettina PASCETTA