L'economia italiana stenta a riavviarsi su un sentiero di crescita. Il 2013 è stato ancora un anno negativo, con un calo del Pil del -1,9%, in lieve rallentamento rispetto al -2,4% dell'anno precedente. L'andamento produttivo rimane stagnante, anche se gli indicatori congiunturali nella prima parte del 2014 mostrano fragili segni di miglioramento. A differenza di altri paesi europei, come la Germania o il Regno Unito, l'Italia è stata investita da una seconda fase recessiva avviatasi nel corso del 2010: tale fase negativa è risultata meno intensa ma più prolungata della precedente e caratterizzata da una forte caduta della domanda interna con qualche recupero mostrato, viceversa, da quella estera. La ripresa rimane però fragile: esiste incertezza sulle prospettive future della domanda; d'altra parte, in presenza di ampi margini di capacità produttiva inutilizzata le imprese sono ancora restie a produrre e investire.