LUNEDÌ 21 GIUGNO 2010 ANNO 49 - N. 24
In Italia
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Del lunedì
Il gigante buono del basket La scomparsa di Manute Bol, eroe Nba e voce del Sudan
Finlandia, Paese delle donne
TM
Una quarantenne la nuova premier
CASO USTICA E UN ESEMPIO DA LONDRA
Pari con la Nuova Zelanda, polemiche nel gruppo
LE VERITA’ IMPOSSIBILI
La confusione di Lippi e un’Italia senza qualità
di SERGIO ROMANO
di MARIO SCONCERTI
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Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano
giorni della memoria stanno diventando sempre più frequentemente commemorazioni di misteri insoluti. Quando parleremo di Ustica, nei prossimi giorni, lo faremo ancora una volta elencando la lista delle ipotesi che nessuna sentenza, nel corso degli ultimi anni, sembra avere definitivamente eliminato. Ci siamo ormai abituati. Dall’assassinio di Salvatore Giuliano nel 1950 alle stragi terroristiche degli anni di piombo, dal caso della Loggia P2 a quello dello spionaggio sovietico in Italia (il «dossier Mitrokhin») non esiste vicenda italiana su cui sia calato definitivamente il sipario della verità. Vi sono state sentenze di tribunale, ma i tre gradi di giudizio producono spesso verdetti contraddittori, come è accaduto recentemente per le vicende di Genova durante il G8 del 2001. Abbiamo un sistema «garantista» che protegge in ultima analisi l’imputato. Ma là dove un tribunale corregge frequentemente un altro e il colpevole di oggi può essere l’innocente di domani, o viceversa, nessuna sentenza appare agli occhi della pubblica opinione, soprattutto in casi politicamente controversi, un punto fermo, una verità indiscutibile. Quando un tribunale assolve e l’altro condanna, molti italiani, inevitabilmente, giungono alla conclusione che all’origine di ogni evento vi siano responsabilità coperte da un protettore occulto. E il Paese continua a vivere
nell’impressione di galleggiare su un mare di segreti. Gli scandali, gli intrighi e la credulità della pubblica opinione, sempre pronta a sospettare il peggio, appartengono alla fisiologia di tutte le democrazie. Se il presidente della Repubblica francese non fosse un monarca, la presidenza Mitterrand avrebbe prodotto un considerevole numero di «casi». Non soltanto in Italia, inoltre, quando occorre fare luce su un avvenimento, le indagini possono sembrare interminabili. Per l’accertamento dei fatti accaduti a Londonderry, in Irlanda del Nord, il 30 gennaio 1972 (il massacro di Bloody Sunday), sono state necessarie due pubbliche indagini. La seconda, decisa da Tony Blair, è durata dodici anni e ha smentito la prima, ma le sue conclusioni, rese pubbliche negli scorsi giorni, sono nette e non verranno verosimilmente contestate. Forse l’esempio britannico può aiutarci a capire perché la ricerca della verità sia più complicata in Italia che altrove. La Commissione sul massacro di Londonderry è stata presieduta da Lord Mark Saville, un uomo che ha passato la sua vita nelle aule dei tribunali, dapprima come avvocato poi come giudice, ed è oggi membro, con altri nove magistrati, della Corte Suprema, istituita un anno fa. Accanto a lui vi erano, tra gli altri, un giudice neozelandese e un giudice canadese.
Pubblico&Privato
E’
successo davvero qualcosa di incredibile. Non c’è livellamento globale che possa prevedere il risultato di Italia-Nuova Zelanda. Perfino le incertezze di un Mondiale diverso hanno sempre mantenuto una piccola logica. L’Inghilterra ha pareggiato con l’Algeria che resta comunque la seconda squadra africana. La Nuova Zelanda no, non ha passato e non ha presente. De Rossi e Iaquinta, che ha appena segnato il rigore dell’1-1, mimano la vuvuzela
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Cannavaro, lungo declino di un grande capitano di ALDO CAZZULLO A PAGINA 49
L’orgoglio del ct: a casa non ho lasciato fenomeni di ALESSANDRO BOCCI A PAGINA 45
CONTINUA A PAGINA 44
Il restauro fantasma di Sepe Il Vaticano: collaboriamo nel rispetto del Concordato Le interviste
Il giurista: «Ha diritto all’immunità e al segreto» di PAOLO CONTI A PAGINA 5
Buttiglione: «Lo conosco E’ esemplare e integro» di MONICA GUERZONI A PAGINA 6
CONTINUA A PAGINA 15
Nell'autunno del 2003 la facciata del palazzo di Propaganda Fide in piazza di Spagna venne avvolta da un ponteggio. E' l'inizio degli interventi che nel 2005 beneficeranno di un finanziamento statale da 2,5 milioni di Euro. L'iscrizione nel registro degli indagati del cardinale Crescenzio Sepe, presidente di Propaganda Fide del 2000 al 2006, e dell'allora ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, è stata decisa dalla procura di Perugia dopo l'acquisizione di una relazione della Corte dei conti nella quale si definisce «non motivato» lo stanziamento. Il Vaticano sull’inchiesta che coinvolge l’arcivescovo di Napoli: collaborazione nel rispetto del Concordato.
Bossi: «Il Federalismo è mio» Giannelli
«Tranquilli, fratelli scalmanati… ». E Umberto Bossi parte all’attacco: «C’è un solo ministro per il Federalismo, e sono io». A PAGINA 8 Cremonesi
LA SOFFERENZA DEI SINDACI di DARIO DI VICO
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Pontida comincia Castelli, vice-ministro per le Infrastrutture: «La Lega tiene insieme questo Stato, assicuriamo stabilità». E finisce con i timori dei sindaci del Carroccio: difficile amministrare senza fondi. A PAGINA 9
DA PAGINA 2 A PAGINA 6
moderno. Ma anche il «grande timoniere» Mao Tse tung, col «grande balzo in avanti» ha prodotto una delle più paurose carestie della storia. Molte decisioni storiche vengono prese in uno stato di eccitamento collettivo che ottunde le capacita critiche. Chi voleva la Prima guerra mondiale pensava che sarebbe durata pochi mesi. Due decenni dopo i tedeschi erano convinti che con le truppe corazzate non avrebbero più avuto avversari e Goering si era messo in testa che bastasse l’aviazione per costringere l’Inghilterra alla resa. Molti leader che balzano alla ribalta in situazioni belliche o rivoluzionarie spesso sono personalità autoritarie ed impulsive con poco senso critico e che non ammettono mai di aver sbagliato. Col loro fa-
I veri profitti
LE BANCHE NON DEVONO SCOMMETTERE CONTRO DI NOI di SALVATORE BRAGANTINI
A Pontida
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distanza di quasi tre anni dall’avvio della crisi finanziaria, stiamo ancora a «Caro amico». Ferve il dibattito, ma le decisioni mancano; in un mondo globale serve un approccio concordato, che però le pressioni locali — in prima linea la lobby bancaria americana — impediscono. Negli Usa, in verità, la riforma pare in arrivo; ora siamo alla «riconciliazione» dei testi del Senato e della Camera. In Europa, invece, torna l’idea di un prelievo sulle singole operazioni in titoli, ma soprattutto si punta ad una tassa sull’attività delle banche. È probabile che sia giusta la prima, e sbagliata la seconda. CONTINUA A PAGINA 15
di Francesco Alberoni
oi tutti compiamo errori di ogni tipo e per le cause più disparate. Disattenzione, ignoranza, paura, imprudenza. Però quando osserviamo i grandi accadimenti storici abbiamo spesso l’impressione che molti errori nascano da uno stato alterato della mente, da un eccitamento eccessivo, da una vertigine che ha reso i protagonisti troppo sicuri. Mussolini ed Hitler non erano mai stati negli USA, non avevano una idea della potenza industriale americana, ma si erano costruiti una idea immaginaria della sua debolezza. Quasi tutti i rivoluzionari fanno errori catastrofici perché affrontano situazioni totalmente nuove. Quando Emiliano Zapata e Pancho Villa hanno conquistato Città del Messico non sapevano assolutamente governare uno Stato
Gli azzurri
Le carte dell’inchiesta: 2,5 milioni ricevuti dal cardinale per lavori mai completati
Le personalità autoritarie sbagliano con più facilità La presunzione fa perdere il senso della realtà
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di Paolo Valentino a pagina 19
di Luigi Offeddu a pagina 17
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Dopo presidente e 11 ministre
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Estate tropicale Maltempo, poi caldo torrido e temporali natismo trascinano gli altri e li portano a fare atti sconsiderati. Pensiamo a quante sciocchezze hanno fatto gli studenti che hanno occupato le università negli anni Sessanta e quanti danni hanno creato gli artisti che contestavano la mostra di Venezia. Naturalmente nelle circostanze eccezionali emergono anche personalità straordinarie, capaci di creare e costruire. Tutti però corrono il pericolo di eccessi. Perfino Napoleone ha compiuto un fatale errore di presunzione quando si è fermato a Mosca aspettando la resa dello zar. Insomma le cause dell’errore sono infinite, sappiamo che possiamo sbagliare tutti, anche i più timidi, i più riflessivi ed i più prudenti, e che basta una disattenzione, un errore insignificante. Ma di certo nei momenti drammatici della storia sbagliano più frequentemente gli individui aggressivi, autoritari, megalomani, che non ammettono i propri errori, che agiscono in un stato di esaltazione e che perdono il senso della realtà. www.corriere.it/alberoni © RIPRODUZIONE RISERVATA
Domenica di giugno. Con la neve Oggi il calendario dice che l’estate è qui ma il maltempo di questi giorni insisterà fino a metà settimana su tutto il meridione e sulle regioni centro-adriatiche. Dopodiché lo rimpiangeremo. Perché sembra che quest’estate non sarà soltanto calda. Di più: torrida. Eppure ieri c’erano 14 gradi a Milano, trombe d’aria in Veneto e nevicate sulle Alpi a quota 1600. A PAGINA 21 Fasano
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