Il mondo di Lucrezia 6

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UAO Universale d’Avventure e d’Osservazioni



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Anne Goscinny

disegni di Catel

traduzione di Emanuelle Caillat


Anne Goscinny Il mondo di Lucrezia 6 disegni di Catel colori di Marie-Anne Didierjean traduzione dal francese di Emanuelle Caillat ISBN 978-88-3624-664-9 Prima edizione italiana luglio 2022 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2026 2025 2024 2023 2022 © 2022 Carlo Gallucci editore srl - Roma Titolo dell’edizione originale francese: Le monde de Lucrèce 6 © 2021 Éditions Gallimard Jeunesse, Parigi, Francia Gallucci e il logo

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Il mondo di Lucrezia



A Christiane e Jean Muller



Le vacanze estive

Ogni anno è sempre la stessa storia. Sono contenta di andare in vacanza, ma anche tristissima di lasciare la scuola e i miei amici. In più stavolta c’è una bella differenza rispetto agli altri anni: non vado più alle elementari ma alle medie. Ieri il prof Rimbaud ci ha chiesto: «Ragazzi, domani preferite giocare o andare a visitare una mostra?» «Giocare a cosa?» ha voluto sapere Eliott. «Potremmo fare dei giochi linguistici» ha suggerito il prof di francese. «Formare parole con delle lettere pescate a caso. Chi riesce a piazzare tutte le lettere vince la partita»

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«Ah, sì, lo conosco!» ha esclamato Augustin. «Ci gioca mia nonna la domenica pomeriggio con le amiche». Il prof ha fatto una faccia strana. «Oppure potrei insegnarvi a giocare a scacchi, che ne dite?» ha proposto. «Io non ho bisogno di imparare» ha detto Joseph sotto lo sguardo ammirato di Rose «partecipo a dei campionati ogni fine settimana» «Io vedrei volentieri un film» ho suggerito. E tutti quanti hanno applaudito. Mi sentivo la faccia calda come quando sono emozionata. «Perfetto» ha approvato il prof Rimbaud. «Proponete dei titoli di film, votiamo e io cercherò di procurarmi il Dvd» «Quindi ci mette il voto?» si è spaventato Eliott. Siamo scoppiati tutti a ridere, perché Eliott si preoccupa dei voti solo il penultimo giorno di scuola. Ognuno proponeva un film diverso, e non riu­ scivamo a metterci d’accordo. «Vabbè, credo che sceglierò io» ha annuncia-

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to Rimbaud. «Sto pensando a un bellissimo documentario su alcuni bambini che devono percorrere chilometri a piedi per andare a scuola, che ve ne pare?» «Se no, che altri giochi voleva proporci?» ha chiesto Mathis. Il prof di francese ha detto che aveva in mente un gioco in cui servivano soltanto un foglio e una penna. «È un dettato?» si è informato Eliott. «Ma no, Eliott, non vi faccio fare un dettato l’ultimo giorno di scuola!» «Vi propongo Cadaveri eccellenti! Sapete come si gioca?»

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«È quello in cui devi trovare l’assassino?» ha buttato là Augustin. Allora il prof di francese ci ha spiegato le regole: ognuno a turno doveva scrivere un pezzetto di frase su un foglio di carta piegato, senza guardare cosa avesse inventato il giocatore precedente. «Poi si apre il foglio e si legge la frase intera» ha continuato il prof. «Spesso è buffissimo, perché le parole non hanno alcuna attinenza tra loro» ha aggiunto ridendo. Noi lo guardavamo un po’ avviliti: voleva giocare a “sigaretta”! Per fortuna è suonata la fine del­l’ora. «Ricordatevi che domani faremo una merenda tutti insieme. Portate le bibite, i dolci e le vostre caramelle preferite!» ha urlato Rimbaud mentre stavamo uscendo tutti. Io e le Line per l’appunto ci siamo precipitate in pasticceria. «A me l’estate fa venire fame» ha commentato Pauline. «Dici la stessa cosa anche in primavera e in inverno» ha ribattuto Coline.

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«E pure in autunno, quando vendono le caldarroste davanti a scuola» ha aggiunto Aline. Io rimanevo in silenzio, ma avevo le lacrime agli occhi. «Cosa succede, Lulù?» si sono preoccupate le Line in coro. «Sono triste» ho mormorato, poi mi sono soffiata il naso per fare finta di non piangere. «Triste per cosa?» mi ha chiesto tutta gentile Pauline, cingendomi le spalle. «Triste di lasciarvi» ho singhiozzato. Anche ad Aline erano venuti gli occhi lucidi, Coline tirava su con il naso e Pauline aveva scartato una seconda barretta di cioccolato.

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«Quest’estate sono via tutto il mese d’agosto» ho aggiunto. «Mia mamma e Georges hanno deciso di fare un’esperienza che non mi piace per niente». Ci siamo sedute tutte e quattro su una panchina dei giardinetti. Aline aveva tirato fuori gli occhiali da sole e Pauline si affrettava a mangiare la cioccolata che stava per sciogliersi. «Quale esperienza?» ha chiesto Coline. «Beh, pensate un po’, facciamo uno scambio di case con una famiglia che abita in Bretagna. Loro vengono da noi, e noi andiamo da loro» «Ma è fantastico!» ha esclamato Pauline. «Stai scherzando?! Qualcuno che non conosco dormirà nella mia camera, e magari nel terrario di Lady Gaga abiterà un’altra tartaruga! È terribile!» «Certo, vista così…» ha detto Coline con una smorfia. Quando ci siamo separate, mi sembrava che il mio zaino pesasse tre tonnellate, anche se era quasi vuoto (avevamo già riconsegnato i libri alla biblioteca).

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Quindi il giorno dopo sarebbe finita la scuola. Di solito è il momento dell’anno che preferisco, perché organizziamo giochi e merende, ma questa volta non riuscivo nemmeno a sorridere. Quando sono arrivata a casa, Scarlett era stesa sulla sedia a sdraio in giardino. «Ah! Lulù, capiti a proposito. Il problema col caldo è che il ghiaccio si scioglie, e il whisky senza ghiaccio è come…» «…le vacanze senza amici» l’ho interrotta singhiozzando.

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