Anno3 n1 sett ott 2006

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Al Moléta segui

il filo ...

PERIODICO DI INFORMAZIONE POLITICO CULTURALE - DISTRIBUZIONE GRATUITA www.almoleta.it

COPPARO - LA PIAZZA DEI MOLETA

ANNO 3° - N° 1 - Set-Ott 2006 e-mail: redazione@almoleta.it

(DIS)-OCCUPAZIONE??? AGROSFERA:

ABATE GHIOTTO:

ono i posti di lavoro a rischio totale dopo il S commissariamento, equivalente al fallimento per le imprese private, della Cooperativa

l giorno 22 di Ottobre prossimo, cesIAbate serà la propria attività il Ristorante Ghiotto, splendido locale adiacen-

- 59

Agrosfera, la locale azienda lattiero-casearia esaltata fino a qualche tempo fa quale simbolo della “indiscutibile” capacità manageriale e politica delle amministrazioni di Sinistra, prima con il sindaco Tumiati e poi con la Sig.ra Bertuzzi. Gli sbandierati tentativi di ricondurre la crisi unicamente ad eventi extra-aziendali, quali la vicenda Parmalat, non possono oscurare le pesanti responsabilità degli amministratori e dei manager della cooperativa, risultati inadatti ed incapaci a guidare un’azienda così importante verso il pieno risanamento. La crisi appare così profonda che nemmeno la grande madre di tutte le cooperative, la Lega delle Cooperative, o i fratelli-compagni di Coop e di Granarolo sembrano intenzionati a dare una mano a questa azienda. Se qualcuno, in un recente passato, di fronte ai nostri ripetuti ed insistenti inviti a perseguire in tutte le attività che coinvolgono le persone, nella loro diversa veste di cittadini, di lavoratori, di utenti, ecc., una maggiore efficienza e un migliore utilizzo e destinazione delle risorse economiche ed umane, con un ché di superiorità e saccenteria, rispondeva che un Comune non si amministra come un’azienda, oggi realizza, purtroppo ed in maniera drammatica, sulla sua pelle e su quella di 59 famiglie di soci lavoratori, nonché di 19 lavoratori stagionali e di vari padroncinitrasportatori, che un’azienda non può essere amministrata come una pubblica amministrazione o come la segreteria di un partito, ma deve rispondere a precise regole di mercato a cui, volenti o nolenti, anche i “capi e capetti” locali si devono adeguare.

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MAGLIFICIO “BENINI“:

- 45

l settore del nostro tessile è da anni in pesante Iratori difficoltà internazionali. Tutti i più avveduti opeitaliani e stranieri lo sanno da tempo e da

tempo hanno preso i giusti provvedimenti per poter rimanere a galla. La nostra amministrazione, invece, in totale controtendenza e contro ogni logica di economia e di mercato, ha deciso qualche anno addietro di realizzare nella nuova zona artigianale (purtroppo a spese della collettività) il tanto declamato “Palazzo del Tessile”, una vera e propria cattedrale nel deserto che ha portato profitti solo a chi l’ha progettata e a chi l’ha costruita, ma che oggi trasmette solo tanta desolazione. Qualche nostro amministratore locale, sicuramente non dotato di visione molto lungimirante, ha organizzato convegni sul tessile sostenendone l’importanza strategica per il nostro territorio ed ha alimentato, negli operatori di settore, l’illusione nefasta che per motivi strategici il Comune potesse mettere in atto misure assistenziali a sostegno dello stesso in modo da assicurargli il suo sostentamento e sviluppo. Ecco il risultato: un disastro annunciato, che in breve tempo ha portato alla chiusura delle attività produttive di importanti aziende, come il Maglificio Benini, la cui sopravvivenza produttiva è stata legata ad un fragile tentativo di reimpostare il lavoro ricorrendo ad espedienti di architettura societaria che però non potranno avere e dare un grande futuro per l’occupazione nel nostro territorio. Nel frattempo, per 45 lavoratori a suo tempo impiegati presso il Maglificio Benini, hanno dovuto reinventarsi un nuovo datore di lavoro e sperare che tutto ciò possa durare!!

te alla chiesa romanica di San Venanzio, perla dei nostri monumenti locali. Il titolare del ristorante sarebbe in procinto di ricevere dagli organi competenti un’ordinanza di demolizione del locale adibito a sala banchetti e matrimoni, fondamentale per il raggiungimento di livelli di profitto accettabili. Senza questa struttura il locale opererebbe in perdita e la proprietà, rassegnata, mortificata e totalmente incerta sul futuro, ha deciso di cessare la propria attività. Al di là della lunga controversia amministrativa che ha coinvolto le parti, ci chiediamo, e lo chiediamo anche agli illuminati nostri amministratori che ci governano, se non era possibile trovare una soluzione positiva e concreta a questa vicenda, che avesse come fine l’interesse a salvaguardare un protagonista dell’imprenditoria copparese ed un locale di grande prestigio. Invece nulla, per cui anche in questo caso è stato riportato il seguente risultato: licenziamento di tutto il personale dipendente (6 persone più gli occasionali) e chiusura definitiva del locale (22/10/06).


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Anno3 n1 sett ott 2006 by ivanche dirgha - Issuu