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–- perché la discriminazione riguarda la polizia
vostro accento straniero a infastidire l’altro, sarebbe quasi impossibile rimediare: voi potete fingere di fare un altro lavoro ma un africano non può negare di essere nero e non può nemmeno tenere un corso di anti-razzismo nel bel mezzo della festa nella speranza di guadagnarsi un nuovo amico. Se dall’esempio di discriminazione diretta come quello appena illustrato passiamo a contesti istituzionali, come è il caso della selezione per un posto di lavoro o per una promozione, è ben possibile che non avrete mai un contatto diretto con la persona che prende la decisione discriminatoria e non potreste mai sapere su che base è stata presa la decisione. Infine, gli episodi di razzismo possono avere un effetto negativo su una comunità intera: le vittime possono essere tante e l’effetto può costituire un danno per tutta la società. Un gruppo di persone considerato pregiudizialmente inaffidabile, per esempio, può avere più difficoltà nel trovare impieghi con alte responsabilità e alti stipendi e tutto il gruppo può risultare segregato in una povertà inaccettabile. A quel punto il gruppo può ribellarsi, come i neri in Sud Africa o i cattolici in Irlanda del Nord. Il gruppo può avere ragione da vendere sull’inaccettabilità della situazione ma resta il fatto che le conseguenze per la società possono essere anni di tensione e di violenza e a poco servirà ribadire che la violenza o il terrorismo sono anch’essi inaccettabili, l’esperienza storica dimostra che essi sono purtroppo fenomeni reali ed inevitabili quando si producono nel tempo gravi ingiustizie. C’è anche un alto rischio che gli incidenti di razzismo si ripetano e che ogni incidente costituisca parte di un problema più ampio, a volte organizzato, per esempio nella creazione di ronde anti-immigrati. Ricapitolando, la discriminazione e la lotta alla discriminazione sono dunque fatti che riguardano la polizia perché: • la discriminazione è vietata dalla legge e la polizia deve applicare le leggi; • la discriminazione è in primo luogo un’offesa alle vittime ma è anche un costo per la società. L’emarginazione ingiustificata di qualsiasi gruppo o categoria di cittadini porta alla disgregazione della società e impedisce la collaborazione che è necessaria per qualsiasi gruppo di persone che voglia vivere insieme (o sia costretto a farlo) in sicurezza e tranquillità; • l’odio razziale, etnico e religioso non colpisce solo le vittime per quello che esse sono ma per ciò che esse rappresentano. Il primo punto merita un’attenzione particolare.