criminalità e criminalizzazione dei migranti -–
45
costituisce una delle componenti sociali che interagiscono fra di loro in quel territorio e che possono dar vita a tensioni o conflitti fra i diversi gruppi. Riuscire a relazionarsi nella misura più corretta e soddisfacente con questi gruppi può, quindi, facilitare il compito delle forze di polizia a più livelli: accresce il livello di fiducia reciproca, legittima e stabilizza i rapporti di collaborazione con i rappresentanti riconosciuti di tali gruppi, aumenta il numero e la qualità di informazioni a disposizione della polizia per conoscere le dinamiche sociali e le potenziali fonti di attrito sul territorio, rende più semplici e socialmente “accettati” gli eventuali interventi di tipo repressivo necessari al mantenimento dell’ordine sociale. Una situazione, a ben vedere, radicalmente differente da quella attuale, in cui i compiti di controllo e di reperimento delle informazioni vengono espletati attraverso pratiche selettive di stop and search che semmai alimentano l’ostilità reciproca, rendono praticamente inattuabili forme di collaborazione spontanea ed arrecano ulteriore disagio ed esclusione sociale ai soggetti di origine etnica minoritaria. Sarà, pertanto, fondamentale per le forze dell’ordine italiane intendere nella maniera più corretta quel concetto di “polizia di prossimità” ripreso dalle forze dell’ordine di altri Paesi. Fare in modo, cioè, che questo avvicinamento alle esigenze ed alle istanze della cittadinanza non si rivolga esclusivamente all’ala forte di questa cittadinanza, alla categoria degli “inclusi”, ai loro valori ed alle loro richieste e che, di conseguenza, l’attività stessa della polizia non finisca per convergere sempre più con le aspettative di questi cittadini, a scapito degli appartenenti agli altri gruppi sociali (immigrati ed altri soggetti marginali). Una polizia al servizio di una parte soltanto della popolazione svelerebbe il volto più odiosamente repressivo della propria funzione, acuirebbe le tensioni e gli squilibri già esistenti nella nostra società, fallirebbe nel proprio compito di mantenere (o ristabilire) la pace sociale. Ecco spiegato, quindi, il motivo per cui noi riteniamo di primaria importanza che le forze dell’ordine cerchino di reimpostare in maniera più corretta ed equilibrata le proprie relazioni con i soggetti di origine etnica minoritaria ed i loro rappresentanti, combattendo quei pregiudizi e stereotipi diffusi che possono condizionare e compromettere fin dall’inizio tali rapporti. Su queste basi si mette in gioco l’obiettivo di una reale pacificazione sociale, grazie al contributo attivo (e dall’interno della società stessa) di una polizia moderna ed al servizio dei cittadini. Perché, se la stra-