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PREADOLESCENTI TRA PORNO ED HENTAI
from MCG_02_2023
by MCG Magazine
a cura della dott.SSa roSa peroSi
Ho concluso, alcuni giorni fa, un percorso di educazione all’affettività e alla sessualità attivato in sei classi di scuole secondarie di primo grado (terza media, per intenderci) della provincia di Mantova. A metà percorso ho somministrato ai ragazzi un questionario anonimo nel quale potevano rivolgermi domande, curiosità, dubbi, paure rispetto alla sessualità, a cui avrei risposto nel nostro ultimo incontro.
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Cosa è emerso dall’analisi dei dati?
Innanzitutto che le fonti di informazione dei preadolescenti in tema di sessualità sono primariamente gli amici e poi internet (porno, hentai, anime); mentre le ragazze parlano di emozioni e di questioni relative allo sviluppo puberale con i genitori in misura maggiore rispetto ai ragazzi, questi ultimi tendono a non parlare di argomenti relativi alla sessualità con nessuno e ad usare internet e il porno più delle ragazze; la metà di loro, inoltre, considera scarso/assente il dialogo con i propri genitori rispetto agli argomenti inerenti la sessualità.
Come dicevo loro: “il porno è fatto per eccitare e non per educare!”, quindi dal porno non c’è nulla da imparare.
Ma entriamo nel merito di che cosa guardano: gli hentai, cioè tutta una produzione di anime, manga e videogiochi erotici, di origine giapponese, nei quali sono contenuti personaggi apertamente sessualizzati e immagini pornografiche che sfociano in fantasie sessuali estreme, perverse, socialmente inaccettabili. In altre parole, si tratta di porno sotto forma di cartoni animati. Caratteristica dei manga porno e degli hentai è che sono esagerati, ancora di più dei porno reali mostrano ai ragazzi personaggi con tratti fisici assurdi, seni e sederi enormi, uomini con prestazioni fisiche straordinarie, desiderio di sesso interminabile. Oltre a ciò viene messo in evidenza un aspetto di pansessualità, non è raro in- fatti che i personaggi si accoppino con animali e “mostri” inventati. I personaggi hentai hanno una psicologia piatta, che solitamente non varia da hentai ad hentai. Viene quindi tollerato lo stupro, l’incesto e il sesso tra adulti e bambini, in quanto – ricordo - gli hentai portano su schermo le più vaste e insane perversioni sessuali. Vari studi recenti sull’uso della pornografia hanno evidenziato che dopo un po’ gli utenti, stanchi dei contenuti standard del porno, vanno alla ricerca di cose più forti o inedite. Questo potrebbe spiegare perché molti cercano l’hentai. Vogliono qualcosa che li ecciti e che sia strano e insolito. Sebbene non ci siano stati studi seri sul consumo di hentai, si ritiene che abbia gli stessi effetti del consumo di massa di pornografia.
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Il problema principale del consumo di pornografia a 13 anni non è legato al fatto, come molti genitori pensano, che sia presto, che i ragazzi non dovrebbero scoprire il sesso a 12-13 anni (anche se prima dei 13 consiglierei di mettere a tutti i dispositivi un parental control), che sia pericoloso perché mette loro in testa l’idea di voler fare sesso. Il problema principale non è voler fare sesso, quello è una cosa normale, il problema principale è avere un’idea sbagliata di sesso.
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La pornografia infatti offre ai ragazzi e alle ragazze contenuti irrealistici, violenti, esagerati, deviati, anaffettivi e per la maggior parte delle volte legati ad un’idea sociale e familiare di maschilismo. E’ stato dimostrato infatti che più gli adolescenti maschi sono giovani quando hanno il primo approccio con la pornografia e più tendono a diventare futuri uomini arroganti per cui l’idea di uomo di valore è quella di “uomo di po- tere che deve e può liberamente sottomette la donna”. Dall’altra parte, invece, le ragazze che guardano contenuti porno possono pensare di “dover” essere sottomesse, di dover avere canoni estetici uguali a quelli delle donne che vedono in video e di dover sempre dire di si ai desideri e alle fantasie di un uomo senza poter esse stesse avere delle proprie idee e opinioni su come dovrebbe essere l’esperienza sessuale. In ultimo, ma non per importanza, il consumo di pornografia porta i ragazzi a essere pigri nel ricercare il contatto con l’altro perché in tal modo possono procurarsi piacere in maniera facile e veloce, a stancarsi prestissimo della normalità in quanto la sovraesposizione rende il cervello assuefatto a questo tipo di “emozioni” che la normalità non può “soddisfare”.
E, infine, a rischiare la cosiddetta cybersexual addiction e quindi a cadere in una forma di dipendenza al pari di quella da videogiochi, droghe, cibo, tabacco. Il pericolo di questo tipo di pornografia è sempre quello di rendere i ragazzi “indifferenti” agli stimoli reali, a sentirsi inadeguati per un’esperienza sessuale vera in quanto le loro caratteristiche fisiche non rispecchiano quelle dei personaggi.