2009
2009
1 febbraio/10 marzo
1 febbraio/10 marzo
Evento collaterale
Evento collaterale
59° Festival di Sanremo
59° Festival di Sanremo
Organizzazione d’arte e cultura del milanese
mdaMilano
dicembre08
15 novembre/2 gennaio Collettiva artisti contemporanei Giuseppe Zollo • Itala Gasparini Ennio Montariello • Paolo Ober Giuseppe Sebastiano Devoti Caterina Spatafora • Moniblu Giuseppe Verga • Maria Pia Rella Maurizio Piccirillo
REPRISE Sabato 15 dicembre 2008 dalle ore 18,00
presentazione dell’ultima pubblicazione di poesie di Teodora Tolla "EMOZIONI E COLORI"
via degli Orombelli 3, Milano FS/MM2- Lambrate - Sup.11-23-33-53-54
Prosegue l’ultimo concorso del 2008 rivolto agli artisti mda che partecipano con la presentazione di opere di ogni tendenza e forma espressiva artistica rappresentabile a mezzo immagine. Il concorso prevede la selezione di 10 artisti, effettuata dalla Direzione Artistica mda, che saranno votati on-line a mezzo apposito form entro il 30 novembre 2008 sul sito ufficiale di mda: www.mdarte.it.
mdArtisti Adolfo Picano Adolfo Picano, docente di materie letterarie prima a Torino poi a Latina, pittore e scultore in pietra e legno, dal 1990 privilegia la scultura in terracotta per la definitiva fusione in bronzo. Attualmente vive a Formia(LT) dove alterna l'impegno artistico ad attività di volontariato. Adolfo Picano,impregnato di cultura umanistica, già docente di lettere, è un artista sensibile ed eclettico, spontaneo e poliedrico, con una naturale propensione a catturare "l'anima" della materia che plasma. schivo e generoso, non ha mai "esibito" la sua arte per scopi di lucro personale, ma ha cercato occasioni di impegno sociale che rendessero "più nobile e utile" il suo manufatto, ciò in conformità alla sua indole primigenia. “Le sculture di Adolfo Picano si slanciano flessuose con un deciso equilibrio compositivo e con un andamento controllato in
artMagazine
arrotondamenti di tempi frenetici, cadenzati da momenti di pausa dalla “coltivata” espressione mediterranea, e in andamenti morbidi puntano a rendere visibili i frammenti di spazio intimo dei soggetti. Si insaporiscono di sbriciolamenti ed evaporazioni dei loro caratteri, nei quali fluiscono mobilità e temperamento per mutare le forme dall’aspetto classicheggiante in una spazialità ritmata ma anche saturo delle valenze cupe, sviluppate con sfumature eco del passato. Decisi elementi psicologici sono proiettati in intime vibrazioni, che sembrano delineare lo spazio intorno. il corpo, efficacemente sagomato da inesorabili fasci materici infiammati dalle intense sfumature, si slancia esile in uno sviluppo lineare che dissolve la materia e il volume esaltando l’aspetto gestuale della figura.” Olga Polichtchouk Nata a San Pietroburgo (ex Leningado) -la capitale nordica della Russia. 1996- Master in arte industriale a S. Pietroburgo presso Accademia Statale. Ha lavorato in qualità d’illustratrice nelle riviste e giornali per i giovani. Ha un’esperienza progettando allestimento degli spazi e ha insegnato nelle scuole medie e licei artistici le seguenti materie: Scienze dei colori, disegno artistico, tecnica di pittura ad olio ed acquarello, composizione, composizione nel materiale ecc. Ha fatto parte del gruppo dei disigner presso una grand'azienda industriale. Nello stesso tempo sono stata invitata dopo l'attenta selezione ad esporre alla Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea dell'Esposizione del Maneggio a San Pietroburgo. Alla fine del 1988 entrò a fare parte dell'"Unione degli Artisti Indipendenti". Nel 1990 partecipò alla mostra "Standart Kollektsija - Pittura Russa Contemporanea"a Stoccolma. In Italia è dal 1991. Ha insegnato la pittura in Accademia tempo Libero presso Istituto Gonzaga di Milano e ha collaborato con lo studio d’architettura “DII” realizzando elementi pittorici d’autore per varie interni progettati da loro. Paolo Ober Videoartista, webmaster, performer… Un artista calato nel proprio tempo che usa ogni medium contemporaneo per esprimere la propria creatività ed i propri pensieri. Ha iniziato il suo percorso artistico negli anni ottanta, lavorando nel disegno pubblicitario e umoristico. Si è poi dedicato alla fotografia realizzando diversi spettacoli di diapositive in dissolvenza con commento sonoro sincronizzato, tra cui spicca “Immagini libere” (1996), un lavoro poi inserito come elemento multimediale a ciclo continuo in alcune esposizioni d’arte dell’epoca. Questi precedenti uniti all’interesse per la grafica e l’animazione realizzata con l’impiego del computer lo porta a cimentarsi nel campo della video-arte partecipando a concorsi internazionali. Sta ora collaborando con il gruppo musicale “Trotanix” per la realizzazione di movies. E’ già disponibile in Italia “The Trilogy”, il primo DVD del complesso, mentre il relativo CD musicale è pubblicato negli USA dal 2007. E’ in corso di realizzazione lo spettacolo live con i musicisti, dove Paolo Ober sosterrà alcune parti recitate. Per quanto riguarda l’arte dipinta, ormai non si contano più le innumerevoli rassegne a cui ha partecipato in Italia e all’estero. Dal 1988 ad oggi ha proposto decine di mostre personali ed ha preso parte a manifestazioni importanti tra cui ricordiamo le rassegne internazionali con settimana di performance a Templin (Germania)
nel 1998, ed Azinheiro (Portogallo) nel 1999. Nel 1994 ha ottenuto il primo premio al Concorso “La città aperta” presso il MART Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (TN). Cesare Cassone Nato a Castellaneta (TA) , vive e lavora a Bari. Appassionato per la pittura, nel corso degli studi liceali, viene a contatto con alcuni artisti pugliesi. Autodidatta, dipinge le prime opere interpretando e rappresentando la realtà circostante, nella quale ha vissuto fino ad allora, ricercando in particolare- l’equilibrio tra luci e colori della natura e dei paesaggi della sua terra. Ventenne, partecipa ad un concorso di pittura estemporanea organizzato dal Comune di Castellaneta, aggiudicandosi il 1° premio. Da studente universitario a Bari e, dal 1973, Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, continua a coltivare la sua passione per la pittura, producendo una serie di opere (ad olio e a gessetti), la prima datata 1966 e l’ultima 1983. Ultima la sua carriera a Bari nell’ agosto 2005, con grado di Generale. Agli inizi del 2006 ha ripreso a dipingere, interpretando, sotto una nuova luce, le sue precedenti esperienze di osservazione della natura e del mondo che ci circonda, tendendo essenzialmente ad evidenziarne la stupenda cromaticità, derivante da una connaturata positività interiore e desiderio di comunicarla. Dal giugno 2006 ad oggi, tra le numerose collettive e personali, si possono annoverare quelle alle Gallerie BluOrg di Bari, Zanelli di Pavia e Tartaglia di Roma, e alle Mostre Mercato Internazionali di Arte Moderna e Contemporanea, quali Padova, Bari, Genova, Parma, Udine, Forlì, Reggio Emilia e Innsbruck. E’ stato recensito da “La Repubblica”, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “Il Quotidiano di Bari”, “Il Corriere dell’Arte”, ExitBart, La Rivista “BOE’” e riportato nei Cataloghi Annuali de “I Grandi Maestri” 2007 e “L’Elite New”2008. Inoltre, quali riconoscimenti, ha ricevuto, nel 2007, il “Premio Speciale” del Corriere dell’Arte” ed il “Premio Internazionale Anthony Van Dick”e, nel 2008, il “Premio Internazionale S.Valentino- Medaglia Camera dei Deputati”.
2009 Evento collaterale 59° Festival di Sanremo I° Edizione 1 febbraio - 10 marzo .
Galleria d’Arte “La Bonbonniere” e locations varie a Sanremo
Michela Sala
Caravaggio a Milano Entrando nella Sala Alessi di Palazzo Marino a Milano, si riceve un forte impatto visivo. In una capsula di cristallo stratificato è esposta, da oggi 16 novembre, la Conversione di Saulo di Caravaggio. Le prime suggestioni provengono dall’espressione dei volti e dall’efficacia della luce poiché Michelangelo Merisi mostra grande interesse per una resa fedele della realtà e usa la luce per sublimare il vero, facendo scaturire la trama del dipinto dall’oscurità e interiorizzando drammaticamente i moti espressivi. La storia di questo quadro è lunga e movimentata. Assieme alla scomparsa Crocifissione di San Pietro, era stata commissionata al Caravaggio da Mons. Tiberio Cerasi nel 1600, per essere poi sistemata nella cap-
pella che il prelato aveva acquistato nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma e che Carlo Maderno stava ristrutturando. Questa è la prima versione dell’omonima tela conservata nella sua sede originaria insieme con la seconda versione di San Pietro. Erano state rifiutate per motivi non del tutto chiari, secondo la testimonianza del pittore Giovanni Baglione, acerrimo nemico del Caravaggio. Dapprima acquistate dal Cardinale Giacomo Sannesio e rivendute a Juan Alfonso Enriquez de Cabrera nono Almirante di Castiglia, viceré di Sicilia e di Napoli, erano state portate in Spagna, a Madrid, nel 1647. Alla morte di quest’ultimo, alcune opere furono alienate: tra loro figura la nostra opera che fu comperata dal genovese Agostino Ayrolo, poi dal cognato di questi, Francesco Maria Balbi. È pervenuta a Roma, per eredità, nella raccolta della principessa Vittoria Odescalchi-Balbi di Pio-
vera da cui, per discendenza, agli attuali proprietari della famiglia Odescalchi. Purtroppo non si conosce invece la sorte della Crocifissione di San Pietro, certificata ancora nel 1691 nella collezione di Madrid. Nel mese di novembre di due anni fa questa versione della Conversione di San Paolo, chiamata il Caravaggio Odescalchi, opportunamente restaurata, è stata esposta al pubblico, nella Cappella Cerasi, dove è stato possibile mettere a confronto per la prima volta le due varianti. Il dipinto, di grande dimensione ed eseguito ad olio su sette tavole di cipresso raccordate, è stata riconosciuta autografa di Caravaggio in occasione della famosa rassegna monografica che Roberto Longhi gli ha dedicato nel 1951. Illuminata con luci speciali, sorvegliata da custodi e telecamere sarà ammirabile per un mese e sicuramente indurrà a riflessioni profonde. Il secolo del jazz Un argomento affascinante e articolato che spazia dalla pittura alla fotografia, dal cinema alla lettera-
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tura, senza dimenticare la grafica e il fumetto è l’assunto dell’esposizione autunnale del Mart di Rovereto e Il Secolo del Jazz ne è il fulcro. Questa musica, all’inizio chiamata jass e poco dopo jazz, è nata quasi certamente a New Orleans all'inizio del XX secolo nelle comunità afro-americane del sud degli Stati Uniti ed è la fusione di tradizioni africane ed europee e caratterizzata dall’improvvisazione, dalla poliritmia, dall'utilizzo della sincope, dallo swing (il verbo inglese to swing significa dondolare) e da blue note (una nota corrispondente a uno dei gradi III, V e VII della scala maggiore abbassati di un semitono e suonata, o cantata, in maniera leggermente calante). Sin dai primi tempi il jazz ha assorbito sia la musica popolare dal ragtime al blues, dallo stile musicale di Tin Pan Alley alla musica leggera e colta dei grandi compositori, spingendosi in tempi più recenti a fondersi con tutti i generi moderni. (continua in seconda pagina…)