COMUNICAZIONE
Evento collaterale Festival di Sanremo
IMMAGINE
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Organizzazione d’arte e cultura del milanese
mdaMilano
giugno09 Luigia Sirtori
Doppia mostra Personale
Maria Vinci Anna Maria Liggeri OPENING
sabato 6 giugno 2009 h. 18 opere in esposizione fino al 26 giugno 2009
Via degli Orombelli 3
MILANO
mdArtisti Marco Barboni Nato a Locarno sul lago Maggiore nel dicembre del 1947. Si occupa per tanti anni di commercio ma coltiva nel cuore la pittura. Pittura da "sempre" ma solo una ventina d'anni fa inizia il cammino verso ..... la sua realizzazione. Ora, nel suo atelier di Piazzogna, si occupa della sua passione. La pittura per Marco è una amorevole passione. La prima mostra è stata alla residenza Lido di Locarno, ed ha partecipato all OPEN ART di Roma del 2007. Vive e lavora a Piazzogna sul lago Maggiore, nasce nel 1947 nel segno del Sagittario. Sagittari che, per natura, sono dotati di profonda intuizione, attirati dall’esperienza intellettiva e spirituale e quindi interessati a tutte le materie filosofiche e religiose: qualcosa che può espandere la loro conoscenza e coscienza. La sua pittura: paesaggi reali ed irreali, distese del nulla rivolte alla dualità e all’unità, personaggi fermi nel loro procedere verso una meta conosciuta in un viaggio sconosciuto. Oli, acrilici, acquarelli, tonalità vive, su tela e carta, animano evocano l’inconscio dell’uomo e la sua realtà psicologica per parlare ad un immaginario dell’anima. sua realtà psicologica per parlare ad un immaginario dell’anima. Tenta di incantare e di sedurre lo spettatore, comunicando la sua idea trasmutata in una rappresentazione di figure. Quegli archetipi nati dall’anima e nell’essere vengono portati in luce al pensiero creativo.
L’immaginario visivo della pittrice subito si impadronisce del paesaggio con una inquadratura dal formato panoramico: spesso le sue opere sono infatti caratterizzate da dimensioni lunghe e strette . La raffigurazione è nella sua semplicità vissuta con lo sguardo di chi resta ancora attratto dalla naturalità dell’essere di fronte all’orizzonte. La luce chiara del giorno illumina campi fioriti e si sfuma sotto cieli sereni. eppure in questo modo personale di accostarsi all’uso del colore trapela una personalità entusiasta che tramuta la raffigurazione in un gioco di impasti coloristici . Uno dei temi preferiti da Luisa Sirtori sono le marine, con le onde che si infrangono contro gli scogli. ma l’insieme è descritto con toni lievi, dove il pennello, sapientemente, sembra insistere sulla schiuma biancastra del riflusso: ed ecco il tocco pittorico diventare una poesia leggera come la brezza e nello stesso tempo profonda come un respiro. Luisa Sirtori non ha avuto fretta, ha preferito prepararsi a lungo prima di varcare la soglia dell’arte, ha voluto selezionare la propria opera per prepararsi e presentarsi degnamente alla stampa ed al pubblico. Non ha ascoltato il canto di queste sirene, ha continuato ad andare per la sua strada, che, accettata con augurale umiltà, si identifica con quella che è stata la strada di tutti coloro che nacquero con l’impronta del pittore figurativo. Tutto ciò è evidente se guardiamo i suoi lavoro di sequenza: mare azzurro con onde enormi, montagne che danno l’idea dell’infinito, paesaggi ricchi di fiori. Luisa continua a sondare in punta di pennello, la profondità della sua passione, risvegliando in se stessa quella dolce nostalgia e quell’amore per l’arte che la porta a sezionare l’opera come un chirurgo. Non a caso, difatti quando si parla o si scrive di un pittore come Luisa Sirtori si cerca di individuare il retroscena per una verifica, che riguarda più la sua psiche che la sua predisposizione a sognare, più la sua etica che la sua estetica. Nei suoi quadri c’è una luce che non arriva mai violenta, ma che inonda dolcemente ogni frammento della tela per rappresentare l’acqua, la terra, i monti, che sembrano quasi appoggiati su uno sfondo che si rigenera e si mobilita in una gabbia di emozioni consuete e familiari. Lia Furiani Lia Furiani Mantovani è una persona speciale. E' riuscita a sposare arte e impegni familiari con una semplicità sconcertante. Figli, nipoti e pronipoti, la sua casa è un porto di mare e lei è sempre pronta ad accogliere tutti con un sorriso e, a volte, con un pennello in mano. Lia non dice la sua età ma quando le parli insieme sembra una ragazzina, quando ti mostra i suoi quadri i suoi occhi si illuminano e capisci con quanto amore e con quanta dedizione percorre la sua strada artistica senza mai volere nulla in cambio. Dipinge da una vita e di ogni quadro è gelosa come fosse un figlio, la sua casa sembra una galleria d'arte e, in un angolino piccolo piccolo vicino alla finestra, il cavalletto, i colori a olio, i pennelli, una tela... Lia è un autodidatta, le sue tecniche vengono dal cuore, dipinge ciò che la colpisce, nelle sue tele scopri un mondo, il suo mondo, ...e tanta gioia e tanto entusiasmo. Sì, Lia è veramente una persona speciale... Marco Sobrero
I gioielli dell’Artista sono esposti da
Vive e lavora a Milano, dove si è laureato in Architettura, dopo un’infanzia e un’adolescenza vissute fra Piemonte, Sardegna e Puglia. Il suo itinerario artistico si è innestato con naturalezza su un percorso pittorico di lontana biografia, ripreso e orientato nel corso degli studi universitari verso una depurazione, quasi un prosciugamento, dell’originario figurativo, sino all’inquadramento di forte impronta razionalistica che caratteriz-za la prima fase dalla sua produzione artistica matura. Questa ha un’essenzialità quasi da cifra matematica. ma via via che Sobrero si inoltra nella terza dimensione, sulle vie dell’introspezione, forme geometriche e geometriche continuità / discontinuità di campi di colore caldo e rappreso si evolvono in plastiche profondità, che conferiscono leggeri pesi e morbide materialità a una linea sempre meno formulaica e sempre più ricca di delicate, quasi sinuose volumetrie. Luce solare, ombre ostinate, penombre silenti e misterio-se danno vita a un’interpretazione del reale palpitante, di conte-nuto vitalismo, di costante ed
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essenzialissima tensione. Forse è questa la direzione nella quale ci attendiamo che evolva ulte-riormente l’opera di questo artista, caratterizzata dalla costante e ostinata ricerca di una via autonoma, personale, originale verso la ricerca del suo Io profondo. Angiola Falconi E'nata a Verona nel 1945. Diplomata nel 1975 presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha insegnato educazione artistica dal 1972 al 1997. Nel 1997 ha ripreso la sua ricerca espressiva attraverso il disegno, la pittura e principalmente la scultura. La mia ricerca nel disegno, nella pittura e nella scultura è principalmente ispirata alla natura: Natura madre origine della vita. E ad uno dei suoi protagonisti “L’albero”. L’albero è simbolo, è vita, è mito. La sua verticalità ci assomiglia; i suoi rami sono braccia che si intrecciano, le sue fronde chiome che si muovono al soffio dei venti, le sue cortecce incise, solcate dal tempo. Affascina questo suo essere, affascina questo suo trasformarsi in ogni stagione, in ogni luogo, affascina il suo vivere, il suo morire senza disturbare nessuno. E’ un primo attore che può trasformare la scena, può influenzare l’uomo con i suoi odori, i suoi colori, i suoi rumori. "Nelle mie opere gli alberi irrompono imponenti nello spazio e sono le mie muse ispiratrici perché sento che riflettono me stessa. In loro, nei loro tronchi, nei loro solchi mi ritrovo. Mi piace giocare con le matite in chiaroscuri estremi, mi piace giocare con il colore monocromo o policromo,con le gradazioni che si susseguono e penetrano creando quei "pieni" e quei "vuoti" che fanno da trait d’union tra la mia pittura e la scultura nella quale la mia anima trova la piena soddisfazione e dove scavo, incido, svuoto per riempire con altre forme, liscio o graffio le superfici cercando in textures me stessa." Ennio Montariello Nato a Napoli il 17 maggio 1960, Ennio Montariello vive a Campello sul Clitunno (Pg) nella frazione di Pissignano. Nel 1978 si diploma al Liceo Artistico di Napoli. Nel 1982 e 1983 si diploma agli Stages Internazionali di pittura di Anacapri (Na):” Questioni delle arti : incontri internazionali”, tenuti da Gillo Dorfles, Joe Tilson, Gianni Pisani, Enrico Baj , Giulio Carlo Argan. , Achille Bonito Oliva, Filiberto Menna , Lea Vergine,Francesco Vincitorio,Mimma Russo. Nel 1983 consegue il diploma di laurea del corso di pittura (Maestro Domenico Spinosa) presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. “Io disegno ciò che percepisco come momento estatico tra la mia anima e l’anima delle cose . Non mi interessa la mimesi in se di un corpo ,un viso , un fiore in se ma il dinamismo della sua vita, l’albeggiare dei suoi sensi ,il correre delle sue molecole , il liquefarsi del suo etereo , il suo incontro solare. La riflessione di questo contatto è l’essenza della mia Arte :la metamorfosi continua della materia e dell’energia , del loro apparente caos,dal suo virtuale al suo progetto vita. Il virgulto tecnico è l’osannare questa empatia e comunicarla a chi sa convibrare l’elain vital. L’informale dei sensi diventa il medium spirituale alla carnalità della forma. Zeusi lascia il segno dell’amore per la sua Dea. Il disegno si rivela il trabeante dell’azione,il sapere nel piacere . Dopo la tensione è l’arrivo di ogni nomadismo. Ogni mio disegno nasce dalla intuizione del respiro cosmico dell’infinito, è un’osmosi con l’energia totale che ci sostanzia e ci fa dire “Eccomi”. E’ l’estasi della dinamica dell’azione divina che può passare in un corpo , in un fiore , in un volto, in continua sincronia con i processi dell’universo. Mentre esisto qui, sono anche le galassie ,il cielo , il mare , il vento...”