AUTOBIOGRAFIA INTRODUZIONE Sono Katherine ,ho dodici anni e questa è la mia autobiografia; aspettate, non tutta la mia autobiografia perché vi addormentereste, ma solo alcuni episodi che mi sono rimasti più impressi. Vi auguro buona lettura e spero che la mia vita vi piaccia come piace anche a me.
LA MIA AMICA ASIA-IL NOSTRO PRIMO INCONTRO Non so bene come, a dire il vero non ero ancora nata , ma io e la mia migliore amica Asia, dalla prima volta che ci siamo conosciute, abbiamo stretto un legame molto forte che da allora non si è mai spezzato. La prima volta che io e Asia ci siamo “incontrate” eravamo entrambe nelle pance delle nostre mamme. Tutto è iniziato con sua zia Karen che conosceva mia mamma, e le propose di incontrare Simona; si sarebbero incoraggiate a vicenda parlando delle future noi e di pigiamini in saldo. La prima volta che ci siamo viste con i nostri occhi, io ero appena nata e lei era in sala d'aspetto con sua mamma; non che di questo fatto mi ricordi molto, molte ore di parto sono state stressanti per me, ma mi è stato tutto fedelmente raccontato. Comunque è stato un bene che la zia di Asia ci abbia fatto incontrare, infatti ho ancora con lei un'amicizia solidissima che spero durerà ancora per molto tempo.
LA SCUOLA DELL'INFANZIA-IL PRIMO GIORNO Il primo giorno nella scuola, appena arrivati ci vennero incontro le maestre Elsa e Rita; sembravano delle balie amorevoli, pronte a guidarmi e a insegnarmi per prepararmi alla scuola elementare. I miei genitori mi spiegarono chi erano quelle signore e che cosa avrei fatto con loro; fatto ciò, sono sicura che si aspettassero parole diverse da:-Ho capito, andate, andate!mamma e papà mi guardarono sconcertati, le maestre erano sbalordite(sono sicura che non capitava loro spesso di assistere a una reazione così);in seguito mamma e papà se ne andarono e io venni condotta in un salone dove erano seduti molti altri bambini e ci fecero fare le presentazioni; fatto questo
iniziammo a divertirci con i mille giochi a nostra disposizione; il mio intrattenimento preferito era la cucina di plastica e ci giocavo con Evelyn, e Nicole che ho ancora il piacere di avere in classe. Dopo alcune ore di gioco, ci annunciarono che avrebbero servito il pranzo, rigorosamente preparato dalla cuoca Mirella. Appena finito ricominciammo a giocare nel giardino fuori, dove mi piaceva rotolare giÚ dalla collina, spesso rischiando di rompermi una gamba o incappare in un bambino; fortunatamente non è mai successo. Quando ci chiamarono dentro ci avvisarono di preparare la cartella in attesa dei genitori; appena vidi i miei, corsi loro incontro ansiosa di raccontare la mia emozionante giornata.
A LONDRA Un paio di anni fa sono andata a Londra, ed ero emozionatissima; dopo un paio d'ore trascorse al ceck-in e a portare a termine gli adempimenti burocratici io, i miei genitori e una famiglia di nostri amici ci siamo imbarcati salendo verso l'imponente aereo; apprese le raccomandazioni generali e allacciate le cinture, ho sentito il rombo molto forte dei motori pronti a partire e il mio cuore ha iniziato ad accelerare freneticamente come se avessi bevuto tre litri di caffè. Dopo un'ora e mezza di volo, tra letture veloci e mal di testa da pressione, l'hostess ci ha annunciato la discesa. Usciti dall' aeroporto ci siamo avventurati tra le lunghissime vie di Londra, alla volta dell' appartamento di alcuni amici che ci ospitavano; abbiamo fatto una doccia e piani per il giorno dopo. Svegliati e preparati abbiamo preso il bus rosso a due piani (io mi sono seduta in prima fila con una fantastica vista sull' indescrivibile Big Ben)e siamo arrivati a Trafalgar Square; annusare l'aria di città e osservare i miliardi di persone di tante culture differenti mi aveva messo di buon umore. Una pausa veloce per mangiare e poi abbiamo ripreso a camminare in mezzo ai fiori profumati di St. James Park, curato alla perfezione con laghetti pieni di cigni e pellicani e alberi scalati da curiosissimi scoiattoli affamati. Poi siamo tornati a casa e ci siamo riposati. Il giorno dopo, di nuovo in piene forze, siamo andati a Buckingam Palace dove abbiamo ammirato la sua stupefacente e immensa struttura e l'ordinato cambio delle guardie.
In seguito abbiamo preso il bus e ci siamo diretti al mio adorato British Museum; io adoro la storia e lì è conservata in maniera eccellente; il reperto che mi è piaciuto di più sono stati i muri con bassorilievi storici anneriti dal fuoco che incendiò il palazzo di Nabucodonasor di Babilonia, gli innumerevoli e lunghissimi fossili conservati in teche trasparenti... Ho apprezzato anche il Victoria Albert Museum dove a salutarmi c’era lo scheletro di un lunghissimo dinosauro. Il terzo giorno abbiamo fatto un giretto veloce da Harrods, Piccadilly e tra i negozi di souvenires e ci siamo preparati per tornare a casa.
CONCLUSIONE Questi sono solo alcuni dei bellissimi episodi che ho vissuto e, come ho detto prima, spero che siano piaciuti anche a voi.